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    <title>Wilson - Le notizie, spiegate bene</title>
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    <copyright>Copyright Il Post</copyright>
    <description>Per capire meglio le notizie e poi farsi un’idea propria, un giovedì alla volta. Di Francesco Costa</description>
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    <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <title>Non dobbiamo scegliere tra energia e clima</title>
      <description>Se l’Italia e l’Europa vogliono avere una politica energetica, invece che finanziare quella degli altri e subire ogni evento globale, devono produrre MOLTA più energia. Ma questo obiettivo contraddice la lotta al cambiamento climatico e alle emissioni inquinanti?

In questa puntata di Wilson ne parliamo con Giacomo Grassi, scienziato e membro dell’IPCC, l’ente delle Nazioni Unite che scrive i più attesi e importanti rapporti sul clima. Capiremo quanti progressi abbiamo fatto e quanti restano da fare, cos’è davvero il “Green Deal” europeo, se la transizione rischia di creare una nuova dipendenza dalla Cina. E sentiremo perché Grassi pensa che il catastrofismo climatico può fare più danni del negazionismo e per superare le fonti fossili non basta ripetere che sono brutte, sporche e cattive.

Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</description>
      <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 08:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>Se l’Italia e l’Europa vogliono avere una politica energetica, invece che finanziare quella degli altri e subire ogni evento globale, devono produrre MOLTA più energia. Ma questo obiettivo contraddice la lotta al cambiamento climatico e alle emissioni inquinanti?

In questa puntata di Wilson ne parliamo con Giacomo Grassi, scienziato e membro dell’IPCC, l’ente delle Nazioni Unite che scrive i più attesi e importanti rapporti sul clima. Capiremo quanti progressi abbiamo fatto e quanti restano da fare, cos’è davvero il “Green Deal” europeo, se la transizione rischia di creare una nuova dipendenza dalla Cina. E sentiremo perché Grassi pensa che il catastrofismo climatico può fare più danni del negazionismo e per superare le fonti fossili non basta ripetere che sono brutte, sporche e cattive.

Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</itunes:summary>
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<p>In questa puntata di Wilson ne parliamo con Giacomo Grassi, scienziato e membro dell’IPCC, l’ente delle Nazioni Unite che scrive i più attesi e importanti rapporti sul clima. Capiremo quanti progressi abbiamo fatto e quanti restano da fare, cos’è davvero il “Green Deal” europeo, se la transizione rischia di creare una nuova dipendenza dalla Cina. E sentiremo perché Grassi pensa che il catastrofismo climatico può fare più danni del negazionismo e per superare le fonti fossili non basta ripetere che sono brutte, sporche e cattive.</p>
<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠<u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u>⁠</a></p>]]>
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      <title>La verità sulle pensioni, con Elsa Fornero</title>
      <description>Le pensioni sono uno dei temi di cui parliamo peggio. Con paura, con rabbia, con slogan, oppure con una frase che abbiamo sentito tante volte: «non la vedremo mai». Eppure le pensioni non riguardano solo il futuro o la vecchiaia, e spiegano moltissime cose dell’Italia di oggi: spiegano anche perché non abbiamo abbastanza soldi per la scuola o per la sanità, per esempio.

In questa puntata di Wilson – registrata dal vivo a Voices, il festival dei podcast del Post che si è tenuto a Torino lo scorso weekend – Francesco Costa dialoga con Elsa Fornero per capire quando si è rotto il sistema delle pensioni e perché continuiamo a discuterne in modo ideologico o fuorviante. E poi torniamo al 2011, senza reticenze: la crisi del debito, il governo Monti, la riforma che porta il suo nome e che l'ha resa un bersaglio.

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      <pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:57:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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In questa puntata di Wilson – registrata dal vivo a Voices, il festival dei podcast del Post che si è tenuto a Torino lo scorso weekend – Francesco Costa dialoga con Elsa Fornero per capire quando si è rotto il sistema delle pensioni e perché continuiamo a discuterne in modo ideologico o fuorviante. E poi torniamo al 2011, senza reticenze: la crisi del debito, il governo Monti, la riforma che porta il suo nome e che l'ha resa un bersaglio.

Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Le pensioni sono uno dei temi di cui parliamo peggio. Con paura, con rabbia, con slogan, oppure con una frase che abbiamo sentito tante volte: «non la vedremo mai». Eppure le pensioni non riguardano solo il futuro o la vecchiaia, e spiegano moltissime cose dell’Italia di oggi: spiegano anche perché non abbiamo abbastanza soldi per la scuola o per la sanità, per esempio.</p>
<p>In questa puntata di Wilson – registrata dal vivo a Voices, il festival dei podcast del Post che si è tenuto a Torino lo scorso weekend – Francesco Costa dialoga con Elsa Fornero per capire quando si è rotto il sistema delle pensioni e perché continuiamo a discuterne in modo ideologico o fuorviante. E poi torniamo al 2011, senza reticenze: la crisi del debito, il governo Monti, la riforma che porta il suo nome e che l'ha resa un bersaglio.</p>
<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠<u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u>⁠</a></p>]]>
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      <title>Un appello agli elettori, tipo</title>
      <description>C’è una cosa su cui forse le persone di destra e quelle di sinistra potrebbero smettere di litigare e trovarsi d’accordo: l’Italia dovrebbe produrre molta più energia di quanta ne produca oggi. In questa puntata proviamo a capire perché la nostra dipendenza dall’estero ci rende complici e finanziatori della politica estera di paesi che non sono il nostro, oltre che più fragili, più esposti alle crisi e più poveri. E perché comprare l'energia invece di produrla non ci mette al riparo da niente, ma semplicemente sposta altrove costi, impatti e decisioni.

Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</description>
      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 07:58:00 -0000</pubDate>
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Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>C’è una cosa su cui forse le persone di destra e quelle di sinistra potrebbero smettere di litigare e trovarsi d’accordo: l’Italia dovrebbe produrre molta più energia di quanta ne produca oggi. In questa puntata proviamo a capire perché la nostra dipendenza dall’estero ci rende complici e finanziatori della politica estera di paesi che non sono il nostro, oltre che più fragili, più esposti alle crisi e più poveri. E perché comprare l'energia invece di produrla non ci mette al riparo da niente, ma semplicemente sposta altrove costi, impatti e decisioni.</p>
<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠<u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u>⁠</a></p>]]>
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      <title>Marta Cartabia e i limiti del potere</title>
      <description>Le Corti costituzionali sono nate dopo la Seconda guerra mondiale, insieme a molte delle istituzioni e delle regole che dovevano impedire il ritorno delle cose peggiori del Novecento. Oggi però quell’ordine internazionale è in crisi, le democrazie appaiono più fragili e anche il ruolo delle Corti e del potere giudiziario sembra meno solido di un tempo, mentre i governi cercano di allargarsi. Ne parliamo con Marta Cartabia, giurista, già giudice e prima donna presidente della Corte costituzionale, ex ministra della Giustizia nel governo Draghi: di cosa possono fare davvero i tribunali di fronte a un governo, di cosa succede quando la politica ignora le loro decisioni, del rapporto tra democrazia e limite al potere, delle carceri, delle leggi elettorali, dell’informazione e delle nuove minacce al dibattito pubblico. E di una domanda che riguarda tutti: le regole della nostra democrazia stanno ancora funzionando?

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      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 08:19:00 -0000</pubDate>
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Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Le Corti costituzionali sono nate dopo la Seconda guerra mondiale, insieme a molte delle istituzioni e delle regole che dovevano impedire il ritorno delle cose peggiori del Novecento. Oggi però quell’ordine internazionale è in crisi, le democrazie appaiono più fragili e anche il ruolo delle Corti e del potere giudiziario sembra meno solido di un tempo, mentre i governi cercano di allargarsi. Ne parliamo con Marta Cartabia, giurista, già giudice e prima donna presidente della Corte costituzionale, ex ministra della Giustizia nel governo Draghi: di cosa possono fare davvero i tribunali di fronte a un governo, di cosa succede quando la politica ignora le loro decisioni, del rapporto tra democrazia e limite al potere, delle carceri, delle leggi elettorali, dell’informazione e delle nuove minacce al dibattito pubblico. E di una domanda che riguarda tutti: le regole della nostra democrazia stanno ancora funzionando?</p>
<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠<u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u>⁠</a></p>]]>
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      <title>La legislatura è finita</title>
      <description>Se hai apprezzato il lavoro di Wilson fatto nelle settimane attorno al referendum puoi decidere di sostenerlo e ⁠⁠⁠⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠⁠⁠⁠.

Il referendum sulla giustizia ha negato al governo l'ultima possibilità di approvare una grande riforma. Nel giro di poche ore sono arrivate dimissioni e richieste di dimissioni in un clima di forte tensione e apparente smobilitazione, a un anno dalle elezioni politiche. In questa puntata proviamo a mettere ordine sulle conseguenze del referendum grazie all'aiuto di Valerio Valentini, cronista politico del Post: cosa significano davvero le dimissioni al ministero della Giustizia? Perché Meloni ha chiamato in causa Daniela Santanchè? E poi: cosa resta da fare da qui alle elezioni politiche? Potremmo votare anche prima del 2027? I voti del No sono un’alternativa al governo o un'illusione ottica?</description>
      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:37:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>Se hai apprezzato il lavoro di Wilson fatto nelle settimane attorno al referendum puoi decidere di sostenerlo e ⁠⁠⁠⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠⁠⁠⁠.

Il referendum sulla giustizia ha negato al governo l'ultima possibilità di approvare una grande riforma. Nel giro di poche ore sono arrivate dimissioni e richieste di dimissioni in un clima di forte tensione e apparente smobilitazione, a un anno dalle elezioni politiche. In questa puntata proviamo a mettere ordine sulle conseguenze del referendum grazie all'aiuto di Valerio Valentini, cronista politico del Post: cosa significano davvero le dimissioni al ministero della Giustizia? Perché Meloni ha chiamato in causa Daniela Santanchè? E poi: cosa resta da fare da qui alle elezioni politiche? Potremmo votare anche prima del 2027? I voti del No sono un’alternativa al governo o un'illusione ottica?</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Se hai apprezzato il lavoro di Wilson fatto nelle settimane attorno al referendum puoi decidere di sostenerlo e <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠⁠⁠⁠</a>.</p>
<p>Il referendum sulla giustizia ha negato al governo l'ultima possibilità di approvare una grande riforma. Nel giro di poche ore sono arrivate dimissioni e richieste di dimissioni in un clima di forte tensione e apparente smobilitazione, a un anno dalle elezioni politiche. In questa puntata proviamo a mettere ordine sulle conseguenze del referendum grazie all'aiuto di Valerio Valentini, cronista politico del Post: cosa significano davvero le dimissioni al ministero della Giustizia? Perché Meloni ha chiamato in causa Daniela Santanchè? E poi: cosa resta da fare da qui alle elezioni politiche? Potremmo votare anche prima del 2027? I voti del No sono un’alternativa al governo o un'illusione ottica?<br></p>]]>
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      <title>Referendum – 12 risposte prima di andare a votare</title>
      <description>Cambia qualcosa l’intervista di Giorgia Meloni a Pulp Podcast? Il sorteggio dei membri del CSM sarà davvero casuale o può essere aggirato? Ci sono parti della riforma che rischiano di essere incostituzionali? Oggi i magistrati vengono puniti quando sbagliano? Quante e quali sono le famigerate "correnti" nella magistratura? Quanto costa separare le carriere e fare due CSM? E molte altre, tra quelle che ci avete scritto voi stessi in queste settimane di campagna elettorale.L'ultima puntata di Wilson speciale referendum, con Francesco Costa e Valerio Valentini, si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast. Se vuoi continuare ad ascoltare Wilson dalla settimana prossima, abbonati al Post. Se vuoi seguire i risultati col Post, lunedì 23 marzo ci trovi in diretta video su YouTube dalle 14.</description>
      <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:55:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <title>Referendum – Il governo controllerà i pm?</title>
      <description>Chi critica la riforma della giustizia sostiene che metterà i pubblici ministeri sotto il controllo del governo, anche se la legge non lo dice. E aggiunge che renderà i magistrati debolissimi ma anche potentissimi. Capiamoci qualcosa.

Wilson speciale referendum esce ogni giorno fino al 20 marzo, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.


Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠abbonarti al Post⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</description>
      <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 12:00:00 -0000</pubDate>
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Wilson speciale referendum esce ogni giorno fino al 20 marzo, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.


Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠abbonarti al Post⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Chi critica la riforma della giustizia sostiene che metterà i pubblici ministeri sotto il controllo del governo, anche se la legge non lo dice. E aggiunge che renderà i magistrati debolissimi ma anche potentissimi. Capiamoci qualcosa.</p>
<p><em>Wilson </em>speciale referendum esce ogni giorno fino al 20 marzo, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.</p>
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<em>Wilson</em> è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠abbonarti al Post⁠</a>: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.
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      <title>Gisèle Pelicot, con parole sue</title>
      <description>Gisèle Pelicot è la donna francese che per quasi dieci anni fu sedata dal marito e stuprata da lui e da decine di uomini, in una vicenda sconvolgente emersa nel 2020 e diventata uno dei casi di violenza contro le donne più discussi al mondo. Durante il processo, ha scelto di rinunciare al diritto all'anonimato e di non nascondersi, sostenendo che «la vergogna deve cambiare lato» e trasformando la propria storia in una questione pubblica e politica. Fino a questo momento, però, non avevamo sentito la sua voce, se non nel processo o in poche interviste all'estero.

In questa puntata di Wilson, invece, Gisèle Pelicot racconta tutto in prima persona: la sua vita di prima, il suo matrimonio, le sue scelte durante il processo e quello che è venuto dopo. Una conversazione su violenza, vergogna, responsabilità e su cosa significa ricostruirsi e fuggire dal ruolo della vittima, con Francesco Costa e Giulia Siviero della redazione del Post. La traduzione dal francese delle risposte di Pelicot è di Sonia Folin. Il libro di Gisèle Pelicot si intitola Un inno alla vita ed è uscito in Italia il 17 febbraio per Rizzoli.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</description>
      <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 08:54:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>Gisèle Pelicot è la donna francese che per quasi dieci anni fu sedata dal marito e stuprata da lui e da decine di uomini, in una vicenda sconvolgente emersa nel 2020 e diventata uno dei casi di violenza contro le donne più discussi al mondo. Durante il processo, ha scelto di rinunciare al diritto all'anonimato e di non nascondersi, sostenendo che «la vergogna deve cambiare lato» e trasformando la propria storia in una questione pubblica e politica. Fino a questo momento, però, non avevamo sentito la sua voce, se non nel processo o in poche interviste all'estero.

In questa puntata di Wilson, invece, Gisèle Pelicot racconta tutto in prima persona: la sua vita di prima, il suo matrimonio, le sue scelte durante il processo e quello che è venuto dopo. Una conversazione su violenza, vergogna, responsabilità e su cosa significa ricostruirsi e fuggire dal ruolo della vittima, con Francesco Costa e Giulia Siviero della redazione del Post. La traduzione dal francese delle risposte di Pelicot è di Sonia Folin. Il libro di Gisèle Pelicot si intitola Un inno alla vita ed è uscito in Italia il 17 febbraio per Rizzoli.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Gisèle Pelicot è la donna francese che per quasi dieci anni fu sedata dal marito e stuprata da lui e da decine di uomini, in una vicenda sconvolgente emersa nel 2020 e diventata uno dei casi di violenza contro le donne più discussi al mondo. Durante il processo, ha scelto di rinunciare al diritto all'anonimato e di non nascondersi, sostenendo che «la vergogna deve cambiare lato» e trasformando la propria storia in una questione pubblica e politica. Fino a questo momento, però, non avevamo sentito la sua voce, se non nel processo o in poche interviste all'estero.</p>
<p>In questa puntata di Wilson, invece, Gisèle Pelicot racconta tutto in prima persona: la sua vita di prima, il suo matrimonio, le sue scelte durante il processo e quello che è venuto dopo. Una conversazione su violenza, vergogna, responsabilità e su cosa significa ricostruirsi e fuggire dal ruolo della vittima, con Francesco Costa e Giulia Siviero della redazione del Post. La traduzione dal francese delle risposte di Pelicot è di Sonia Folin. Il libro di Gisèle Pelicot si intitola <em>Un inno alla vita</em> ed è uscito in Italia il 17 febbraio per Rizzoli.</p>
<p><em>Wilson</em> è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠</a>: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</p>]]>
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      <title>Referendum – Una riforma fatta senza il parlamento</title>
      <description>Approvare una legge costituzionale è più difficile che approvare una legge ordinaria: è un modo per spingere il parlamento a collaborare, quando c’è di mezzo la Costituzione. Eppure questa riforma sulla giustizia l’ha scritta il governo, e il parlamento non ha potuto toccarne una virgola.

Wilson speciale referendum esce ogni giorno fino al 20 marzo, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠abbonarti al Post⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</description>
      <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 12:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Wilson speciale referendum esce ogni giorno fino al 20 marzo, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠abbonarti al Post⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Approvare una legge costituzionale è più difficile che approvare una legge ordinaria: è un modo per spingere il parlamento a collaborare, quando c’è di mezzo la Costituzione. Eppure questa riforma sulla giustizia l’ha scritta il governo, e il parlamento non ha potuto toccarne una virgola.</p>
<p><em>Wilson</em> speciale referendum esce ogni giorno fino al 20 marzo, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.</p>
<p><em>Wilson</em> è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠abbonarti al Post⁠</a>: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</p>]]>
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      <title>Referendum – Cosa fu il “caso Palamara”</title>
      <description>C'è un nome che torna spesso nella campagna per il referendum costituzionale sulla giustizia, soprattutto parlando del CSM e delle famigerate correnti: il nome di un magistrato importante, evocato come simbolo di un sistema e di uno scandalo.

Wilson speciale referendum esce ogni giorno fino al 20 marzo,, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.



Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠abbonarti al Post⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</description>
      <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:37:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>C'è un nome che torna spesso nella campagna per il referendum costituzionale sulla giustizia, soprattutto parlando del CSM e delle famigerate correnti: il nome di un magistrato importante, evocato come simbolo di un sistema e di uno scandalo.

Wilson speciale referendum esce ogni giorno fino al 20 marzo,, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.



Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠abbonarti al Post⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>C'è un nome che torna spesso nella campagna per il referendum costituzionale sulla giustizia, soprattutto parlando del CSM e delle famigerate correnti: il nome di un magistrato importante, evocato come simbolo di un sistema e di uno scandalo.</p>
<p>Wilson speciale referendum esce ogni giorno fino al 20 marzo,, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.</p>
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Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠abbonarti al Post⁠</a>: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.


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      <title>Referendum - Chi rischia di più, Meloni o Schlein?</title>
      <description>Il risultato del referendum pesa soprattutto sulle due principali leader della politica italiana, Giorgia Meloni ed Elly Schlein, che si stanno preparando all’inizio della campagna per le elezioni politiche del 2027. In questa puntata proviamo a capire chi ha di più da perdere, e cosa rischiano entrambe.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠abbonarti al Post⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</description>
      <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 12:07:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠abbonarti al Post⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Il risultato del referendum pesa soprattutto sulle due principali leader della politica italiana, Giorgia Meloni ed Elly Schlein, che si stanno preparando all’inizio della campagna per le elezioni politiche del 2027. In questa puntata proviamo a capire chi ha di più da perdere, e cosa rischiano entrambe.</p>
<p>Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠abbonarti al Post⁠</a>: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</p>]]>
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      <title>Referendum - Era proprio necessario cambiare la Costituzione?</title>
      <description>Facciamo chiarezza su uno degli argomenti più discussi nella campagna per il referendum: per fare le cose previste dalla riforma serviva davvero cambiare ben sette articoli della Costituzione? Oppure si potevano ottenere risultati simili con una legge ordinaria?

Wilson speciale referendum esce ogni giorno dal 9 al 20 marzo, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</description>
      <pubDate>Fri, 13 Mar 2026 12:59:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Wilson speciale referendum esce ogni giorno dal 9 al 20 marzo, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Facciamo chiarezza su uno degli argomenti più discussi nella campagna per il referendum: per fare le cose previste dalla riforma serviva davvero cambiare ben sette articoli della Costituzione? Oppure si potevano ottenere risultati simili con una legge ordinaria?</p>
<p>Wilson speciale referendum esce ogni giorno dal 9 al 20 marzo, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.</p>
<p>Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠</a>: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</p>]]>
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      <title>Referendum - La separazione delle carriere è di destra o di sinistra?</title>
      <description>C'è una proposta di questo referendum che ha attraversato un pezzo di storia italiana. La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri oggi è spesso descritta come una riforma “di destra”, ma ha avuto e ha ancora sostenitori progressisti e di sinistra. Com'è successo? In questa puntata capiamo perché, ripercorrendo un po' il dibattito italiano sulla magistratura, dalle riforme degli anni Ottanta sostenute soprattutto dalla sinistra fino al lungo periodo monopolizzato da Silvio Berlusconi. Inoltre: teorie del complotto, marziani e logge massoniche.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠abbonarti al Post⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</description>
      <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 12:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠abbonarti al Post⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>C'è una proposta di questo referendum che ha attraversato un pezzo di storia italiana. La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri oggi è spesso descritta come una riforma “di destra”, ma ha avuto e ha ancora sostenitori progressisti e di sinistra. Com'è successo? In questa puntata capiamo perché, ripercorrendo un po' il dibattito italiano sulla magistratura, dalle riforme degli anni Ottanta sostenute soprattutto dalla sinistra fino al lungo periodo monopolizzato da Silvio Berlusconi. Inoltre: teorie del complotto, marziani e logge massoniche.</p>
<p>Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠abbonarti al Post⁠</a>: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</p>]]>
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      <title>La crisi che arriva</title>
      <description>La guerra in Medioriente sta cominciando a produrre effetti molto concreti sull’economia globale e quindi anche su di noi; il blocco dello stretto di Hormuz rischia di creare una crisi energetica dalle conseguenze ben più grandi di un semplice aumento di prezzo della benzina. Sono giorni che ricordano il 1973, o il 2020? Poi torniamo sul referendum sulla magistratura per rispondere ad alcune riflessioni e obiezioni arrivate a Wilson, una nientemeno che dall’Associazione Nazionale Magistrati. E infine parliamo di una cosa che è andata decisamente meglio di quanto in molti si aspettassero.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</description>
      <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:31:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>La guerra in Medioriente sta cominciando a produrre effetti molto concreti sull’economia globale e quindi anche su di noi; il blocco dello stretto di Hormuz rischia di creare una crisi energetica dalle conseguenze ben più grandi di un semplice aumento di prezzo della benzina. Sono giorni che ricordano il 1973, o il 2020? Poi torniamo sul referendum sulla magistratura per rispondere ad alcune riflessioni e obiezioni arrivate a Wilson, una nientemeno che dall’Associazione Nazionale Magistrati. E infine parliamo di una cosa che è andata decisamente meglio di quanto in molti si aspettassero.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>La guerra in Medioriente sta cominciando a produrre effetti molto concreti sull’economia globale e quindi anche su di noi; il blocco dello stretto di Hormuz rischia di creare una crisi energetica dalle conseguenze ben più grandi di un semplice aumento di prezzo della benzina. Sono giorni che ricordano il 1973, o il 2020? Poi torniamo sul referendum sulla magistratura per rispondere ad alcune riflessioni e obiezioni arrivate a Wilson, una nientemeno che dall’Associazione Nazionale Magistrati. E infine parliamo di una cosa che è andata decisamente meglio di quanto in molti si aspettassero.</p>
<p>Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠⁠</a>: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</p>
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      <title>Referendum - E quindi, per cosa si vota?</title>
      <description>Il quesito che troveremo sulla scheda elettorale è incomprensibile, ma comporta grandi trasformazioni per la magistratura italiana. In questa puntata spieghiamo il contenuto della riforma e rispondiamo alle domande più frequenti sulla separazione delle carriere dei magistrati e sullo sdoppiamento e sul sorteggio che coinvolgeranno il Consiglio Superiore della Magistratura.

Wilson speciale referendum esce ogni giorno dal 9 al 20 marzo, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</description>
      <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:29:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Wilson speciale referendum esce ogni giorno dal 9 al 20 marzo, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</itunes:summary>
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<p>Wilson speciale referendum esce ogni giorno dal 9 al 20 marzo, intorno all’ora di pranzo, con Francesco Costa e Valerio Valentini: e si può ascoltare gratuitamente sia sull’app del Post che su tutte le piattaforme di podcast.</p>
<p>Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠abbonarti al Post⁠⁠</a>: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</p>]]>
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      <title>Referendum - La campagna del governo è iniziata con un guaio</title>
      <description>Nelle intenzioni del governo, la giornata di ieri doveva essere quella in cui iniziava davvero la campagna di Giorgia Meloni sul referendum, con la pubblicazione online di un video notevole. Poi è successa una cosa imprevista e siamo finiti tutti a parlare di un altro video, nel quale una persona che fa parte del governo parla del referendum con toni e messaggi opposti a quelli della presidente del Consiglio. Nella puntata speciale di oggi di Wilson, Francesco Costa e Valerio Valentini raccontano questa storia e cosa ci dice delle difficoltà del governo.

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      <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 12:46:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e ⁠abbonarti al Post⁠: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Nelle intenzioni del governo, la giornata di ieri doveva essere quella in cui iniziava davvero la campagna di Giorgia Meloni sul referendum, con la pubblicazione online di un video notevole. Poi è successa una cosa imprevista e siamo finiti tutti a parlare di un altro video, nel quale una persona che fa parte del governo parla del referendum con toni e messaggi opposti a quelli della presidente del Consiglio. Nella puntata speciale di oggi di Wilson, Francesco Costa e Valerio Valentini raccontano questa storia e cosa ci dice delle difficoltà del governo.</p>
<p>Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo. Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠abbonarti al Post⁠</a>: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</p>]]>
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      <title>Referendum – Una riforma ancora da scrivere</title>
      <description>Il referendum sulla magistratura del 22 e 23 marzo ci chiede se confermare o bocciare una riforma costituzionale voluta dal centrodestra e dal governo Meloni. Ma una parte importante di quella riforma – cioè il modo concreto in cui funzionerà – deve ancora essere scritta nei decreti attuativi: di fatto al momento non esiste, e quindi è un elemento importante ma sfuggente di questa campagna, soprattutto per chi vuole andare a votare dopo aver capito la riforma e le sue conseguenze. In questa prima puntata dello speciale referendum di Wilson, con Valerio Valentini proviamo a capire cosa possiamo già intuire su quelle norme che ancora non esistono.Wilson esce eccezionalmente ogni giorno dal 9 al 20 marzo, dal lunedì al venerdì, per capire meglio il prossimo referendum costituzionale con Francesco Costa, direttore del Post e conduttore di Wilson, e Valerio Valentini, giornalista politico del Post e autore della newsletter Montecit.

Le puntate escono intorno alle 13 e si possono ascoltare gratis, quindi anche senza avere un abbonamento al Post, sull'app del Post o su tutte le piattaforme di podcast. Per scriverci, wilson@ilpost.it.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo.Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e abbonarti al Post: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</description>
      <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 12:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Le puntate escono intorno alle 13 e si possono ascoltare gratis, quindi anche senza avere un abbonamento al Post, sull'app del Post o su tutte le piattaforme di podcast. Per scriverci, wilson@ilpost.it.

Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo.Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e abbonarti al Post: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Il referendum sulla magistratura del 22 e 23 marzo ci chiede se confermare o bocciare una riforma costituzionale voluta dal centrodestra e dal governo Meloni. Ma una parte importante di quella riforma – cioè il modo concreto in cui funzionerà – deve ancora essere scritta nei decreti attuativi: di fatto al momento non esiste, e quindi è un elemento importante ma sfuggente di questa campagna, soprattutto per chi vuole andare a votare dopo aver capito la riforma e le sue conseguenze. In questa prima puntata dello speciale referendum di Wilson, con Valerio Valentini proviamo a capire cosa possiamo già intuire su quelle norme che ancora non esistono.<br>Wilson esce eccezionalmente ogni giorno dal 9 al 20 marzo, dal lunedì al venerdì, per capire meglio il prossimo referendum costituzionale con Francesco Costa, direttore del Post e conduttore di Wilson, e Valerio Valentini, giornalista politico del Post e autore della newsletter Montecit.</p>
<p>Le puntate escono intorno alle 13 e si possono ascoltare gratis, quindi anche senza avere un abbonamento al Post, sull'app del Post o su tutte le piattaforme di podcast. Per scriverci, <a href="mailto:wilson@ilpost.it">wilson@ilpost.it</a>.</p>
<p>Wilson è uno dei podcast compresi nell'offerta per le persone abbonate al Post, ma le puntate fino al referendum sono eccezionalmente disponibili per chiunque: pensiamo che sia importante che più persone possano informarsi bene, su un argomento come questo.<br>Se ti sembra utile, puoi sostenere questo lavoro e <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">abbonarti al Post</a>: in cambio avrai accesso a tutti i podcast, alle newsletter e al sito senza pubblicità.</p>]]>
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      <title>15 cose su questa guerra</title>
      <description>Una guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran negli ultimi giorni ha portato a vasti bombardamenti che hanno colpito infrastrutture militari iraniane e ucciso l’ayatollah Ali Khamenei. Ma quello che sembrava un conflitto fra tre paesi ha coinvolto molto rapidamente l’intero Medio Oriente, ed è diventato una crisi di cui non vediamo la fine.

In questa puntata mettiamo in fila quindici cose utili per provare a orientarsi: da dove arriva davvero questo conflitto, cosa stavano negoziando Stati Uniti e Iran prima dei bombardamenti, cosa spiega le azioni dei protagonisti di questa storia. E perché questa guerra potrebbe diventare più grande di quanto sembri oggi. Ci faremo qualche domanda difficile e parleremo di deterrenza nucleare, della strategia scellerata di Trump, del ruolo della Cina, della vulnerabilità dei paesi del Golfo e dell’assenza dell’Europa.</description>
      <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 08:59:00 -0000</pubDate>
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In questa puntata mettiamo in fila quindici cose utili per provare a orientarsi: da dove arriva davvero questo conflitto, cosa stavano negoziando Stati Uniti e Iran prima dei bombardamenti, cosa spiega le azioni dei protagonisti di questa storia. E perché questa guerra potrebbe diventare più grande di quanto sembri oggi. Ci faremo qualche domanda difficile e parleremo di deterrenza nucleare, della strategia scellerata di Trump, del ruolo della Cina, della vulnerabilità dei paesi del Golfo e dell’assenza dell’Europa.</itunes:summary>
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<p>In questa puntata mettiamo in fila quindici cose utili per provare a orientarsi: da dove arriva davvero questo conflitto, cosa stavano negoziando Stati Uniti e Iran prima dei bombardamenti, cosa spiega le azioni dei protagonisti di questa storia. E perché questa guerra potrebbe diventare più grande di quanto sembri oggi. Ci faremo qualche domanda difficile e parleremo di deterrenza nucleare, della strategia scellerata di Trump, del ruolo della Cina, della vulnerabilità dei paesi del Golfo e dell’assenza dell’Europa.</p>]]>
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    <item>
      <title>Il referendum sulla giustizia, spiegato bene</title>
      <description>Il 22 e il 23 marzo si vota per un referendum costituzionale su una materia che conosciamo pochissimo. Tanto che in realtà non voteremo sulla "giustizia" in astratto, ma su un pezzo molto specifico e tecnico del funzionamento dello Stato: la magistratura, le sue carriere, il suo autogoverno, il modo in cui vengono scelte le persone che decidono nomine e sanzioni. È un referendum senza quorum, qualcuno vincerà e qualcuno perderà in ogni caso. E siccome la questione è tecnica e complessa, la campagna elettorale ruota quasi esclusivamente attorno a esagerazioni e balle. In questa puntata proviamo a mettere ordine: capiamo innanzitutto da dove nasce e da dove arriva questa riforma, quali sono gli argomenti più solidi di chi la sostiene e di chi la contesta, cosa cambierebbe davvero se vincesse il sì e quali invece sono le semplificazioni, le paure e le promesse che non reggono. E poi c’è la questione politica: perché, al di là degli aspetti tecnici, per molti questo referendum avrà soprattutto un altro significato.

Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</description>
      <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 09:01:00 -0000</pubDate>
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Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</itunes:summary>
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<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠<u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u>⁠</a></p>]]>
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      <title>Come ne usciamo, secondo Silvia Salis</title>
      <description>Una puntata di Wilson registrata dal vivo a Cremona con Silvia Salis, sindaca di Genova da meno di un anno e personaggio emergente della politica italiana. Partiamo dalla sua storia – dallo sport di alto livello fino alla guida di una grande città – per provare a capire come si governa oggi un posto come Genova, che somiglia molto all’Italia: una popolazione anziana e che invecchia, i giovani che se ne vanno, la sicurezza reale e quella percepita, i rapporti complicati con il governo nazionale e le scelte che costano consenso. In controluce vedremo una questione più ampia: che tipo di proposta politica progressista può funzionare in un paese cinico e perennemente spaventato.

Una conversazione con la sindaca di Genova per capire come si governa una città che somiglia all’Italia, e come i progressisti dovrebbero parlare a un paese cinico e spaventato

Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</description>
      <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 08:46:00 -0000</pubDate>
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Una conversazione con la sindaca di Genova per capire come si governa una città che somiglia all’Italia, e come i progressisti dovrebbero parlare a un paese cinico e spaventato

Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</itunes:summary>
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<p>Una conversazione con la sindaca di Genova per capire come si governa una città che somiglia all’Italia, e come i progressisti dovrebbero parlare a un paese cinico e spaventato</p>
<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠<u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u>⁠</a></p>]]>
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      <title>Il caso Repubblica è una storia italiana</title>
      <description>Le lunghe e confuse trattative per la cessione del secondo quotidiano italiano e del suo gruppo sono l’ultima puntata di una vicenda che comincia da lontano, ben prima degli ennesimi scioperi di questa settimana: inizia con il successo di un giornale rivoluzionario e passa per una grande crisi e per l’intervento di una delle più famose e importanti famiglie industriali italiane, per quanto sempre meno italiane, e cioè gli Agnelli-Elkann. È una storia che dice molto di come funziona e non funziona l’informazione nel nostro paese e dei rapporti tra giornali e potere, oltre a raccontare in che acque si trovano il principale quotidiano progressista italiano e la stampa progressista in generale. E che rende chiaro come tutto questo influisca sul nostro modo di capire la realtà. Ne parliamo con Luca Sofri, esperto di giornali e business dei giornali e peraltro direttore editoriale del Post.

– Iscriviti a Charlie, la newsletter del Post sul dannato futuro dei giornali.</description>
      <pubDate>Thu, 12 Feb 2026 09:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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– Iscriviti a Charlie, la newsletter del Post sul dannato futuro dei giornali.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Le lunghe e confuse trattative per la cessione del secondo quotidiano italiano e del suo gruppo sono l’ultima puntata di una vicenda che comincia da lontano, ben prima degli ennesimi scioperi di questa settimana: inizia con il successo di un giornale rivoluzionario e passa per una grande crisi e per l’intervento di una delle più famose e importanti famiglie industriali italiane, per quanto sempre meno italiane, e cioè gli Agnelli-Elkann. È una storia che dice molto di come funziona e non funziona l’informazione nel nostro paese e dei rapporti tra giornali e potere, oltre a raccontare in che acque si trovano il principale quotidiano progressista italiano e la stampa progressista in generale. E che rende chiaro come tutto questo influisca sul nostro modo di capire la realtà. Ne parliamo con Luca Sofri, esperto di giornali e business dei giornali e peraltro direttore editoriale del Post.</p>
<p>– Iscriviti a <a href="https://ilpost.it/newsletter/charlie">Charlie, la newsletter del Post sul dannato futuro dei giornali</a>.</p>]]>
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      <title>Il caso Epstein, spiegato bene</title>
      <description>Quella di Jeffrey Epstein è una delle storie più orribili e più confuse della storia recente americana, e a più di sei anni dalla sua morte continua a pesare sulla vita pubblica degli Stati Uniti. È una storia di abusi sessuali su ragazze giovanissime, di un grande potere costruito con denaro e soprattutto relazioni e di un sistema giudiziario che funziona molto male. È anche una storia straordinariamente carica di aspettative politiche e teorie del complotto, di presunte verità nascoste e di veri misteri, di documenti autentici e documenti falsi spacciati per autentici, che ha provocato una frattura nel rapporto tra destra statunitense e Donald Trump. Capire il caso Epstein significa distinguere tra i fatti accertati e l'illusione di una rivelazione risolutiva che probabilmente non arriverà.

Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</description>
      <pubDate>Thu, 05 Feb 2026 09:09:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Quella di Jeffrey Epstein è una delle storie più orribili e più confuse della storia recente americana, e a più di sei anni dalla sua morte continua a pesare sulla vita pubblica degli Stati Uniti. È una storia di abusi sessuali su ragazze giovanissime, di un grande potere costruito con denaro e soprattutto relazioni e di un sistema giudiziario che funziona molto male. È anche una storia straordinariamente carica di aspettative politiche e teorie del complotto, di presunte verità nascoste e di veri misteri, di documenti autentici e documenti falsi spacciati per autentici, che ha provocato una frattura nel rapporto tra destra statunitense e Donald Trump. Capire il caso Epstein significa distinguere tra i fatti accertati e l'illusione di una rivelazione risolutiva che probabilmente non arriverà.</p>
<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠<u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u>⁠</a></p>]]>
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      <title>Alcuni puntini sulle i</title>
      <description>In questa puntata rimettiamo in fila alcune storie che sono passate davanti ai nostri occhi negli ultimi giorni, per provare a capirle meglio, impararne qualcosa e farci un'idea. Parliamo della Groenlandia, di Donald Trump e di cosa è successo quando l'Europa ha detto qualcosa di diverso dal solito. Parliamo di morti dimenticati e di silenzi imbarazzanti. Parliamo di una bizzarra scelta diplomatica e di cosa rivela del nostro rapporto con la giustizia, e poi di referendum, social media, fact-checking e libertà di espressione. In chiusura, una buona notizia a cui non vuole credere nessuno.



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      <pubDate>Thu, 29 Jan 2026 09:28:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>In questa puntata rimettiamo in fila alcune storie che sono passate davanti ai nostri occhi negli ultimi giorni, per provare a capirle meglio, impararne qualcosa e farci un'idea. Parliamo della Groenlandia, di Donald Trump e di cosa è successo quando l'Europa ha detto qualcosa di diverso dal solito. Parliamo di morti dimenticati e di silenzi imbarazzanti. Parliamo di una bizzarra scelta diplomatica e di cosa rivela del nostro rapporto con la giustizia, e poi di referendum, social media, fact-checking e libertà di espressione. In chiusura, una buona notizia a cui non vuole credere nessuno.</p>
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<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠⁠⁠⁠<u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u>⁠</a></p>]]>
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      <title>Quando abbiamo iniziato a odiare il lavoro</title>
      <description>Negli ultimi anni si è diffuso un racconto del lavoro come intrinsecamente oppressivo: qualcosa di cui liberarsi e a cui dedicare energie personali sempre minori. L’idea che il futuro migliore sia un futuro senza lavoro si è fatta strada ovunque, ci ha portati a parlare di “grandi dimissioni” e “quiet quitting”, oggi si nutre anche della prospettiva – utopica o distopica? – per cui un giorno l’automazione e le intelligenze artificiali permetteranno a sempre più persone di non lavorare e percepire una sorta di reddito di base universale. Intanto però continuiamo a lavorare, spesso con più fatica, meno riconoscimento e meno prospettive. In questa puntata di Wilson parliamo di quando si è rotto il nostro rapporto con il lavoro. E anche di cosa intendiamo, esattamente, quando parliamo di lavoro.

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      <pubDate>Thu, 22 Jan 2026 09:13:00 -0000</pubDate>
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Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Negli ultimi anni si è diffuso un racconto del lavoro come intrinsecamente oppressivo: qualcosa di cui liberarsi e a cui dedicare energie personali sempre minori. L’idea che il futuro migliore sia un futuro senza lavoro si è fatta strada ovunque, ci ha portati a parlare di “grandi dimissioni” e “quiet quitting”, oggi si nutre anche della prospettiva – utopica o distopica? – per cui un giorno l’automazione e le intelligenze artificiali permetteranno a sempre più persone di non lavorare e percepire una sorta di reddito di base universale. Intanto però continuiamo a lavorare, spesso con più fatica, meno riconoscimento e meno prospettive. In questa puntata di Wilson parliamo di quando si è rotto il nostro rapporto con il lavoro. E anche di cosa intendiamo, esattamente, quando parliamo di lavoro.</p>
<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠⁠⁠<u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u>⁠</a></p>]]>
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      <title>Il bullismo degli adulti</title>
      <description>La strage di Crans-Montana ci ha mostrato come parliamo degli adolescenti quando questi finiscono al centro dell'attenzione. Abbiamo letto e sentito moltissime colpevolizzazioni – "erano incollati al telefono", "se la sono cercata", "non hanno capito il pericolo" – e la storia recente ci fornisce tanti esempi simili, quando parliamo di scuola, maturità, smartphone, sicurezza, nel riflesso degli adulti di trasformare tutto in una brutale lezione morale. Ne parliamo con Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta che lavora da decenni con adolescenti e famiglie, per capire cosa c’è dietro quella cattiveria: meccanismi di difesa, paure e inadeguatezze enormi, una cultura che scarica sui ragazzi le proprie fragilità. Il risultato è che il bullismo non è più solo una dinamica tra coetanei, ma una forma di prevaricazione adulta: nel modo in cui commentiamo, giudichiamo, ridicolizziamo, infantilizziamo.

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      <pubDate>Thu, 15 Jan 2026 09:29:00 -0000</pubDate>
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Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>La strage di Crans-Montana ci ha mostrato come parliamo degli adolescenti quando questi finiscono al centro dell'attenzione. Abbiamo letto e sentito moltissime colpevolizzazioni – "erano incollati al telefono", "se la sono cercata", "non hanno capito il pericolo" – e la storia recente ci fornisce tanti esempi simili, quando parliamo di scuola, maturità, smartphone, sicurezza, nel riflesso degli adulti di trasformare tutto in una brutale lezione morale. Ne parliamo con Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta che lavora da decenni con adolescenti e famiglie, per capire cosa c’è dietro quella cattiveria: meccanismi di difesa, paure e inadeguatezze enormi, una cultura che scarica sui ragazzi le proprie fragilità. Il risultato è che il bullismo non è più solo una dinamica tra coetanei, ma una forma di prevaricazione adulta: nel modo in cui commentiamo, giudichiamo, ridicolizziamo, infantilizziamo.</p>
<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠⁠<u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u>⁠</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Il mondo non lo cambiano i comunicati</title>
      <description>La cattura di Nicolas Maduro in Venezuela ci propone per l'ennesima volta un mondo nuovo e preoccupante, in cui gli equilibri e le relazioni fra i paesi sono basate esclusivamente sulla forza: è quella che qualcuno chiama "l'era dei predatori". Ma chi non è un predatore, o non vuole esserlo, come dovrebbe starci in questo mondo? Come dovrebbe provare a cambiarlo? È possibile una risposta democratica che non sia fatta solo di comunicati ma anche di scelte? Le parole giuste non producono effetti se non sono accompagnate da fatti, azioni e costi reali. È il motivo per cui anni fa tre paroline – whatever it takes – cambiarono il corso delle cose per l'Europa: non perché fossero particolarmente belle o solenni, ma perché significavano una cosa chiarissima. E dopo quelle parole arrivarono i fatti.

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      <pubDate>Thu, 08 Jan 2026 09:18:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>La cattura di Nicolas Maduro in Venezuela ci propone per l'ennesima volta un mondo nuovo e preoccupante, in cui gli equilibri e le relazioni fra i paesi sono basate esclusivamente sulla forza: è quella che qualcuno chiama "l'era dei predatori". Ma chi non è un predatore, o non vuole esserlo, come dovrebbe starci in questo mondo? Come dovrebbe provare a cambiarlo? È possibile una risposta democratica che non sia fatta solo di comunicati ma anche di scelte? Le parole giuste non producono effetti se non sono accompagnate da fatti, azioni e costi reali. È il motivo per cui anni fa tre paroline – whatever it takes – cambiarono il corso delle cose per l'Europa: non perché fossero particolarmente belle o solenni, ma perché significavano una cosa chiarissima. E dopo quelle parole arrivarono i fatti.</p>
<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠<u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u>⁠</a></p>]]>
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      <title>Il privilegio di non capire "White Christmas"</title>
      <description>La puntata di Natale di Wilson racconta la storia di una delle canzoni più famose di sempre, che oggi ascoltiamo senza sapere quasi nulla di quello che raccontava davvero quando le persone la ascoltarono per la prima volta. Quando non era affatto una canzone innocua, morbida, rassicurante.

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      <pubDate>Thu, 25 Dec 2025 08:55:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</itunes:summary>
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<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠<u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u></a></p>]]>
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      <title>Dottore chiami un dottore</title>
      <description>Una notte di dicembre al San Raffaele di Milano gli infermieri sembrano non sapere dove sono i farmaci e fanno un gran pasticcio. Pochi giorni dopo si annuncia l’arrivo di oltre 200 infermieri dall’Uzbekistan. Intanto viene stimato che le liste d’attesa della sanità finiranno… nel 2040. In questa puntata di Wilson torniamo su una questione di vita o di morte: le condizioni del servizio sanitario nazionale. Perché il problema degli infermieri è più grave di quello dei medici? È proprio vero che i codici verdi non dovrebbero andare in pronto soccorso? Qual è la vera ragione delle liste d’attesa? Come dovremmo giudicare le cose che ha fatto il governo? Ne parliamo con Daniele Coen, medico esperto e a lungo direttore del pronto soccorso dell’ospedale Niguarda a Milano.

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      <pubDate>Thu, 18 Dec 2025 08:53:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠

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        <![CDATA[<p>Una notte di dicembre al San Raffaele di Milano gli infermieri sembrano non sapere dove sono i farmaci e fanno un gran pasticcio. Pochi giorni dopo si annuncia l’arrivo di oltre 200 infermieri dall’Uzbekistan. Intanto viene stimato che le liste d’attesa della sanità finiranno… nel 2040. In questa puntata di Wilson torniamo su una questione di vita o di morte: le condizioni del servizio sanitario nazionale. Perché il problema degli infermieri è più grave di quello dei medici? È proprio vero che i codici verdi non dovrebbero andare in pronto soccorso? Qual è la vera ragione delle liste d’attesa? Come dovremmo giudicare le cose che ha fatto il governo? Ne parliamo con Daniele Coen, medico esperto e a lungo direttore del pronto soccorso dell’ospedale Niguarda a Milano.</p>
<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠<u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u>⁠</a></p>
<p> </p>]]>
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    <item>
      <title>L'Europa dovrebbe smetterla di piagnucolare</title>
      <description>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson

Avrete forse sentito di questo nuovo “attacco senza precedenti” degli Stati Uniti all’Europa, a partire da un documento governativo che ripete cose che gli americani e soprattutto Donald Trump sostengono da anni. Abbiamo anche osservato la reazione europea a questo documento, simile a quelle che vediamo quando veniamo esclusi dai negoziati sull'Ucraina e su Gaza: battere i pugni sul tavolo, dirsi offesi e scandalizzati, lamentarsi con risentimento o petulanza, come se il coinvolgimento fosse un diritto acquisito. Ma il coinvolgimento non è mai dovuto: arriva quando si è forti, utili, necessari. E i capi di stato e di governo europei mostrano una certa ipocrisia, quando si lamentano, compresi quelli italiani: hanno indebolito l'Europa e attuato l'agenda Trump ben prima che arrivasse Trump.</description>
      <pubDate>Thu, 11 Dec 2025 09:18:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson

Avrete forse sentito di questo nuovo “attacco senza precedenti” degli Stati Uniti all’Europa, a partire da un documento governativo che ripete cose che gli americani e soprattutto Donald Trump sostengono da anni. Abbiamo anche osservato la reazione europea a questo documento, simile a quelle che vediamo quando veniamo esclusi dai negoziati sull'Ucraina e su Gaza: battere i pugni sul tavolo, dirsi offesi e scandalizzati, lamentarsi con risentimento o petulanza, come se il coinvolgimento fosse un diritto acquisito. Ma il coinvolgimento non è mai dovuto: arriva quando si è forti, utili, necessari. E i capi di stato e di governo europei mostrano una certa ipocrisia, quando si lamentano, compresi quelli italiani: hanno indebolito l'Europa e attuato l'agenda Trump ben prima che arrivasse Trump.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson"><u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u></a></p>
<p>Avrete forse sentito di questo nuovo “attacco senza precedenti” degli Stati Uniti all’Europa, a partire da un documento governativo che ripete cose che gli americani e soprattutto Donald Trump sostengono da anni. Abbiamo anche osservato la reazione europea a questo documento, simile a quelle che vediamo quando veniamo esclusi dai negoziati sull'Ucraina e su Gaza: battere i pugni sul tavolo, dirsi offesi e scandalizzati, lamentarsi con risentimento o petulanza, come se il coinvolgimento fosse un diritto acquisito. Ma il coinvolgimento non è mai dovuto: arriva quando si è forti, utili, necessari. E i capi di stato e di governo europei mostrano una certa ipocrisia, quando si lamentano, compresi quelli italiani: hanno indebolito l'Europa e attuato l'agenda Trump ben prima che arrivasse Trump.</p>]]>
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      <title>Come si fa un asilo nido</title>
      <description>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson



In questa puntata di Wilson proviamo a fare una cosa che nei dibattiti pubblici facciamo raramente: invece di dire solo “ci vorrebbero più asili nido”, andiamo a vedere, passo dopo passo, che cosa significa davvero costruirne uno in un comune italiano. Da dove si comincia? L'iniziativa è del comune o dello Stato? Chi decide che un asilo nido è la priorità? Quanti soldi servono? Quante cose possono andare storte? Ne parliamo con Paola Sguazzini, la sindaca di un piccolo comune che un asilo nido non l'aveva mai avuto e lo ha costruito con i soldi del PNRR. Parleremo di tutto il percorso: i progetti, i costi, gli imprevisti, la burocrazia con le sue assurdità, i server che reggono solo alle due di notte, e anche del perché alcuni comuni quei fondi li hanno addirittura restituiti. Capiremo cosa dice il caso di un singolo asilo nido sul rapporto tra noi e lo Stato, e quanto contino ancora le persone nel trasformare uno slogan come “servono più asili nido” in un edificio vero, dove prima c'era un parcheggio.</description>
      <pubDate>Thu, 04 Dec 2025 09:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson



In questa puntata di Wilson proviamo a fare una cosa che nei dibattiti pubblici facciamo raramente: invece di dire solo “ci vorrebbero più asili nido”, andiamo a vedere, passo dopo passo, che cosa significa davvero costruirne uno in un comune italiano. Da dove si comincia? L'iniziativa è del comune o dello Stato? Chi decide che un asilo nido è la priorità? Quanti soldi servono? Quante cose possono andare storte? Ne parliamo con Paola Sguazzini, la sindaca di un piccolo comune che un asilo nido non l'aveva mai avuto e lo ha costruito con i soldi del PNRR. Parleremo di tutto il percorso: i progetti, i costi, gli imprevisti, la burocrazia con le sue assurdità, i server che reggono solo alle due di notte, e anche del perché alcuni comuni quei fondi li hanno addirittura restituiti. Capiremo cosa dice il caso di un singolo asilo nido sul rapporto tra noi e lo Stato, e quanto contino ancora le persone nel trasformare uno slogan come “servono più asili nido” in un edificio vero, dove prima c'era un parcheggio.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">- <u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u></a></p>
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<p>In questa puntata di Wilson proviamo a fare una cosa che nei dibattiti pubblici facciamo raramente: invece di dire solo “ci vorrebbero più asili nido”, andiamo a vedere, passo dopo passo, che cosa significa davvero costruirne uno in un comune italiano. Da dove si comincia? L'iniziativa è del comune o dello Stato? Chi decide che un asilo nido è la priorità? Quanti soldi servono? Quante cose possono andare storte? Ne parliamo con Paola Sguazzini, la sindaca di un piccolo comune che un asilo nido non l'aveva mai avuto e lo ha costruito con i soldi del PNRR. Parleremo di tutto il percorso: i progetti, i costi, gli imprevisti, la burocrazia con le sue assurdità, i server che reggono solo alle due di notte, e anche del perché alcuni comuni quei fondi li hanno addirittura restituiti. Capiremo cosa dice il caso di un singolo asilo nido sul rapporto tra noi e lo Stato, e quanto contino ancora le persone nel trasformare uno slogan come “servono più asili nido” in un edificio vero, dove prima c'era un parcheggio.</p>]]>
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      <title>Cosa sta succedendo nella politica italiana</title>
      <description>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.⁠

Si è chiuso un lungo ciclo di elezioni regionali e si apre qualcosa di più raro: un anno senza votare, con in mezzo un referendum costituzionale che ci porterà alle elezioni politiche e alla scelta di un nuovo parlamento, di un nuovo governo e persino di un nuovo presidente della Repubblica. Vi sembra uno scenario lontano? In realtà le cose si stanno iniziando a muovere adesso.

In questa puntata rimettiamo tutto in ordine, sia la stretta attualità che le puntate precedenti, per capire perché il governo Meloni è così stabile, dove ha scelto di spostarsi verso il centro e dove si è tenuto molto a destra, quali sono le sue reali vulnerabilità e perché, nonostante il vantaggio apparente, sente di dover cambiare la legge elettorale per scongiurare un esito inatteso alle prossime elezioni. E poi: cos’è la strategia dell’opossum, qual è la prima ossessione di ogni governo, come sono fatti i punti forti e i punti deboli dell’opposizione, cosa diventerà il referendum costituzionale di cui sopra. Un racconto ragionato per affrontare tutto consapevolmente, informazione compresa.</description>
      <pubDate>Thu, 27 Nov 2025 09:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.⁠

Si è chiuso un lungo ciclo di elezioni regionali e si apre qualcosa di più raro: un anno senza votare, con in mezzo un referendum costituzionale che ci porterà alle elezioni politiche e alla scelta di un nuovo parlamento, di un nuovo governo e persino di un nuovo presidente della Repubblica. Vi sembra uno scenario lontano? In realtà le cose si stanno iniziando a muovere adesso.

In questa puntata rimettiamo tutto in ordine, sia la stretta attualità che le puntate precedenti, per capire perché il governo Meloni è così stabile, dove ha scelto di spostarsi verso il centro e dove si è tenuto molto a destra, quali sono le sue reali vulnerabilità e perché, nonostante il vantaggio apparente, sente di dover cambiare la legge elettorale per scongiurare un esito inatteso alle prossime elezioni. E poi: cos’è la strategia dell’opossum, qual è la prima ossessione di ogni governo, come sono fatti i punti forti e i punti deboli dell’opposizione, cosa diventerà il referendum costituzionale di cui sopra. Un racconto ragionato per affrontare tutto consapevolmente, informazione compresa.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.⁠</a></p>
<p>Si è chiuso un lungo ciclo di elezioni regionali e si apre qualcosa di più raro: un anno senza votare, con in mezzo un referendum costituzionale che ci porterà alle elezioni politiche e alla scelta di un nuovo parlamento, di un nuovo governo e persino di un nuovo presidente della Repubblica. Vi sembra uno scenario lontano? In realtà le cose si stanno iniziando a muovere adesso.</p>
<p>In questa puntata rimettiamo tutto in ordine, sia la stretta attualità che le puntate precedenti, per capire perché il governo Meloni è così stabile, dove ha scelto di spostarsi verso il centro e dove si è tenuto molto a destra, quali sono le sue reali vulnerabilità e perché, nonostante il vantaggio apparente, sente di dover cambiare la legge elettorale per scongiurare un esito inatteso alle prossime elezioni. E poi: cos’è la strategia dell’opossum, qual è la prima ossessione di ogni governo, come sono fatti i punti forti e i punti deboli dell’opposizione, cosa diventerà il referendum costituzionale di cui sopra. Un racconto ragionato per affrontare tutto consapevolmente, informazione compresa.</p>]]>
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      <title>La scomparsa dei giovani</title>
      <description>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson

Sempre più spesso chi dirige un ospedale, una scuola, un’azienda o un supermercato dice la stessa cosa: «non troviamo persone». È una strana scarsità, quella di esseri umani, in un mondo che continuiamo a raccontare come “sovrappopolato”, eppure in Italia alla fine del secolo avremo una popolazione quasi dimezzata rispetto all'attuale: avremo un altro paese. Cosa sta succedendo davvero alla popolazione italiana? In questa puntata di Wilson ne parliamo con Alessandro Rosina, uno dei più importanti demografi italiani. Cerchiamo di capire perché l’Italia fa meno figli degli altri pur desiderandone quanti gli altri; perché anche la popolazione globale sta per cominciare a ridursi e non è vero che "siamo già troppi"; perché alcune aree del paese rischiano di svuotarsi mentre altre reggono; cosa c’entrano lavoro, salari, casa e aspettative sul futuro se facevamo più figli quando eravamo più poveri; se fare figli oggi è diventata una scelta “di destra”. E soprattutto: cosa potremmo fare, da subito, per evitare di diventare un paese vecchio, ingiusto e povero.</description>
      <pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson

Sempre più spesso chi dirige un ospedale, una scuola, un’azienda o un supermercato dice la stessa cosa: «non troviamo persone». È una strana scarsità, quella di esseri umani, in un mondo che continuiamo a raccontare come “sovrappopolato”, eppure in Italia alla fine del secolo avremo una popolazione quasi dimezzata rispetto all'attuale: avremo un altro paese. Cosa sta succedendo davvero alla popolazione italiana? In questa puntata di Wilson ne parliamo con Alessandro Rosina, uno dei più importanti demografi italiani. Cerchiamo di capire perché l’Italia fa meno figli degli altri pur desiderandone quanti gli altri; perché anche la popolazione globale sta per cominciare a ridursi e non è vero che "siamo già troppi"; perché alcune aree del paese rischiano di svuotarsi mentre altre reggono; cosa c’entrano lavoro, salari, casa e aspettative sul futuro se facevamo più figli quando eravamo più poveri; se fare figli oggi è diventata una scelta “di destra”. E soprattutto: cosa potremmo fare, da subito, per evitare di diventare un paese vecchio, ingiusto e povero.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Wilson, di Francesco Costa, fa parte dell'offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a capire perché le cose vanno così – e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson"><u>abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</u></a><br></p>
<p>Sempre più spesso chi dirige un ospedale, una scuola, un’azienda o un supermercato dice la stessa cosa: «non troviamo persone». È una strana scarsità, quella di esseri umani, in un mondo che continuiamo a raccontare come “sovrappopolato”, eppure in Italia alla fine del secolo avremo una popolazione quasi dimezzata rispetto all'attuale: avremo un altro paese. Cosa sta succedendo davvero alla popolazione italiana? In questa puntata di Wilson ne parliamo con Alessandro Rosina, uno dei più importanti demografi italiani. Cerchiamo di capire perché l’Italia fa meno figli degli altri pur desiderandone quanti gli altri; perché anche la popolazione globale sta per cominciare a ridursi e non è vero che "siamo già troppi"; perché alcune aree del paese rischiano di svuotarsi mentre altre reggono; cosa c’entrano lavoro, salari, casa e aspettative sul futuro se facevamo più figli quando eravamo più poveri; se fare figli oggi è diventata una scelta “di destra”. E soprattutto: cosa potremmo fare, da subito, per evitare di diventare un paese vecchio, ingiusto e povero.</p>
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    <item>
      <title>Chi paga davvero le tasse in Italia</title>
      <description>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠



Ogni autunno, con la legge di bilancio, ritorna la discussione sulle tasse: sono troppe, sono troppo alte, le pagano in pochi, le pagano sempre gli stessi. In questi giorni, per esempio, si parla del taglio dell'IRPEF che vuole fare il governo e della proposta della CGIL di introdurre una tassa patrimoniale. Sono discussioni cicliche, ma dietro le parole che sentiamo e di cui a volte ci sfugge il significato – aliquote, scaglioni, IRPEF, patrimoniali, rendite, contributi – c’è un sistema molto concreto che determina come viviamo, quanto guadagniamo, cosa lo Stato può permettersi di fare e cosa no.

In questa puntata, mettiamo ordine e spieghiamo tutto dall'inizio. Chi sono "i ricchi" secondo lo Stato? Perché un quarto dei contribuenti sostiene quasi tutto il gettito? Perché alcune tasse sono progressive e altre no? Quali sono le tasse patrimoniali che in Italia esistono già? Una storia di storture, distorsioni, ingiustizie.</description>
      <pubDate>Thu, 13 Nov 2025 09:05:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente - ⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠



Ogni autunno, con la legge di bilancio, ritorna la discussione sulle tasse: sono troppe, sono troppo alte, le pagano in pochi, le pagano sempre gli stessi. In questi giorni, per esempio, si parla del taglio dell'IRPEF che vuole fare il governo e della proposta della CGIL di introdurre una tassa patrimoniale. Sono discussioni cicliche, ma dietro le parole che sentiamo e di cui a volte ci sfugge il significato – aliquote, scaglioni, IRPEF, patrimoniali, rendite, contributi – c’è un sistema molto concreto che determina come viviamo, quanto guadagniamo, cosa lo Stato può permettersi di fare e cosa no.

In questa puntata, mettiamo ordine e spieghiamo tutto dall'inizio. Chi sono "i ricchi" secondo lo Stato? Perché un quarto dei contribuenti sostiene quasi tutto il gettito? Perché alcune tasse sono progressive e altre no? Quali sono le tasse patrimoniali che in Italia esistono già? Una storia di storture, distorsioni, ingiustizie.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a></p>
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<p>Ogni autunno, con la legge di bilancio, ritorna la discussione sulle tasse: sono troppe, sono troppo alte, le pagano in pochi, le pagano sempre gli stessi. In questi giorni, per esempio, si parla del taglio dell'IRPEF che vuole fare il governo e della proposta della CGIL di introdurre una tassa patrimoniale. Sono discussioni cicliche, ma dietro le parole che sentiamo e di cui a volte ci sfugge il significato – aliquote, scaglioni, IRPEF, patrimoniali, rendite, contributi – c’è un sistema molto concreto che determina come viviamo, quanto guadagniamo, cosa lo Stato può permettersi di fare e cosa no.</p>
<p>In questa puntata, mettiamo ordine e spieghiamo tutto dall'inizio. Chi sono "i ricchi" secondo lo Stato? Perché un quarto dei contribuenti sostiene quasi tutto il gettito? Perché alcune tasse sono progressive e altre no? Quali sono le tasse patrimoniali che in Italia esistono già? Una storia di storture, distorsioni, ingiustizie.</p>
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      <title>Il mondo secondo Velasco</title>
      <description>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Per sentire tutta la puntata con Julio Velasco, abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson.



Questa è una puntata speciale di Wilson, registrata dal vivo e con un vivace pubblico al Teatro Bellini di Napoli: una conversazione tra Francesco Costa e Julio Velasco, allenatore della Nazionale Italiana femminile di pallavolo e personaggio larger than life. Dentro, qualsiasi cosa. Le famiglie che non funzionano. Gli alibi. Il pressing. Silvio Berlusconi. Norberto Bobbio. Luigi Pirandello. I ventenni di vent’anni fa e quelli di oggi. Le feste delle quindicenni. Il caffè lungo. Il feedback. Le feste segrete in Iran. Perché un grande gruppo non fa una grande squadra. La società pessimista. La scuola italiana. Persino i problemi della sinistra. E l'incubo della pensione.</description>
      <pubDate>Thu, 06 Nov 2025 11:43:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Per sentire tutta la puntata con Julio Velasco, abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson.



Questa è una puntata speciale di Wilson, registrata dal vivo e con un vivace pubblico al Teatro Bellini di Napoli: una conversazione tra Francesco Costa e Julio Velasco, allenatore della Nazionale Italiana femminile di pallavolo e personaggio larger than life. Dentro, qualsiasi cosa. Le famiglie che non funzionano. Gli alibi. Il pressing. Silvio Berlusconi. Norberto Bobbio. Luigi Pirandello. I ventenni di vent’anni fa e quelli di oggi. Le feste delle quindicenni. Il caffè lungo. Il feedback. Le feste segrete in Iran. Perché un grande gruppo non fa una grande squadra. La società pessimista. La scuola italiana. Persino i problemi della sinistra. E l'incubo della pensione.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Per sentire tutta la puntata con Julio Velasco, <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</a>.</p>
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<p>Questa è una puntata speciale di Wilson, registrata dal vivo e con un vivace pubblico al Teatro Bellini di Napoli: una conversazione tra Francesco Costa e Julio Velasco, allenatore della Nazionale Italiana femminile di pallavolo e personaggio <em>larger than life</em>. Dentro, qualsiasi cosa. Le famiglie che non funzionano. Gli alibi. Il pressing. Silvio Berlusconi. Norberto Bobbio. Luigi Pirandello. I ventenni di vent’anni fa e quelli di oggi. Le feste delle quindicenni. Il caffè lungo. Il feedback. Le feste segrete in Iran. Perché un grande gruppo non fa una grande squadra. La società pessimista. La scuola italiana. Persino i problemi della sinistra. E l'incubo della pensione.</p>]]>
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      <title>Vi racconto una novità su Wilson</title>
      <description>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente - abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</description>
      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 13:31:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente - abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</a></p>]]>
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      <title>La prima ragione per cui non votiamo non è quella che pensate</title>
      <description>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente - abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson.



Ogni volta che c'è un'elezione, nazionale o locale, la partecipazione scende; ogni volta commentiamo il dato dell'astensione con toni sempre più contriti e rituali e poi non facciamo nulla. Capire perché le persone non votano richiede di guardare meglio dentro quel numero, e scoprire per esempio che la prima ragione di chi non vota non è il disinteresse o la protesta: molte persone non riescono proprio a votare. Si chiama "astensionismo involontario" ed è un grosso fenomeno in Italia. In questa puntata di Wilson, dati alla mano, spieghiamo in cosa consista e soprattutto come risolverlo.</description>
      <pubDate>Thu, 30 Oct 2025 08:59:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Ogni volta che c'è un'elezione, nazionale o locale, la partecipazione scende; ogni volta commentiamo il dato dell'astensione con toni sempre più contriti e rituali e poi non facciamo nulla. Capire perché le persone non votano richiede di guardare meglio dentro quel numero, e scoprire per esempio che la prima ragione di chi non vota non è il disinteresse o la protesta: molte persone non riescono proprio a votare. Si chiama "astensionismo involontario" ed è un grosso fenomeno in Italia. In questa puntata di Wilson, dati alla mano, spieghiamo in cosa consista e soprattutto come risolverlo.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente - <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</a>.</p>
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<p>Ogni volta che c'è un'elezione, nazionale o locale, la partecipazione scende; ogni volta commentiamo il dato dell'astensione con toni sempre più contriti e rituali e poi non facciamo nulla. Capire perché le persone non votano richiede di guardare meglio dentro quel numero, e scoprire per esempio che la prima ragione di chi non vota non è il disinteresse o la protesta: molte persone non riescono proprio a votare. Si chiama "astensionismo involontario" ed è un grosso fenomeno in Italia. In questa puntata di Wilson, dati alla mano, spieghiamo in cosa consista e soprattutto come risolverlo.</p>
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      <title>Perché la sanità non funziona più</title>
      <description>La sanità italiana resta tra le migliori al mondo, ma oggi è in crisi profonda. Mancano medici e infermieri, le liste d’attesa si allungano, i pronto soccorso si svuotano di personale e i medici di famiglia fanno molto meno di quel che potrebbero. Le regioni e lo Stato si rimpallano le responsabilità, mentre la spesa pubblica cresce ma non abbastanza da tenere in piedi il sistema: sono le regole che non vanno. In questa puntata proviamo a capire dove si è rotto l’ingranaggio, chi può aggiustarlo e cosa serve per non perdere uno dei beni più preziosi che abbiamo: insieme a Simona Ravizza, giornalista d’inchiesta del Corriere della Sera e autrice con Milena Gabanelli del libro Codice rosso sullo stato della sanità italiana.



Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -⁠⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠⁠.</description>
      <pubDate>Thu, 23 Oct 2025 08:05:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>La sanità italiana resta tra le migliori al mondo, ma oggi è in crisi profonda. Mancano medici e infermieri, le liste d’attesa si allungano, i pronto soccorso si svuotano di personale e i medici di famiglia fanno molto meno di quel che potrebbero. Le regioni e lo Stato si rimpallano le responsabilità, mentre la spesa pubblica cresce ma non abbastanza da tenere in piedi il sistema: sono le regole che non vanno. In questa puntata proviamo a capire dove si è rotto l’ingranaggio, chi può aggiustarlo e cosa serve per non perdere uno dei beni più preziosi che abbiamo: insieme a Simona Ravizza, giornalista d’inchiesta del <em>Corriere della Sera</em> e autrice con Milena Gabanelli del libro <em>Codice rosso</em> sullo stato della sanità italiana.</p>
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<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠⁠</a>.</p>]]>
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      <title>La tecnologia che cambia la storia</title>
      <description>Ogni grande svolta tecnologica ha coinciso con un cambio di epoca: il ferro e la macchina a vapore, la stampa, l'elettrificazione, la comunicazione di massa, l’energia nucleare. Molti sostengono che stiamo vivendo un'altra fase di passaggio epocale, grazie all’intelligenza artificiale: ma per andare dove? Dobbiamo spaventarcene? Questo cambiamento viene guidato da aziende tecnologiche sempre più grandi e potenti, quasi tutte americane o cinesi. In quanti modi diversi è un problema? Ne parliamo con Luca Ferrari, fondatore di Bending Spoons, una delle poche grandi aziende tech italiane ed europee, per capire come nasce l’innovazione, perché l’Europa non gioca la partita e come si tengono insieme crescita e responsabilità.

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      <pubDate>Thu, 16 Oct 2025 07:54:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Ogni grande svolta tecnologica ha coinciso con un cambio di epoca: il ferro e la macchina a vapore, la stampa, l'elettrificazione, la comunicazione di massa, l’energia nucleare. Molti sostengono che stiamo vivendo un'altra fase di passaggio epocale, grazie all’intelligenza artificiale: ma per andare dove? Dobbiamo spaventarcene? Questo cambiamento viene guidato da aziende tecnologiche sempre più grandi e potenti, quasi tutte americane o cinesi. In quanti modi diversi è un problema? Ne parliamo con Luca Ferrari, fondatore di Bending Spoons, una delle poche grandi aziende tech italiane ed europee, per capire come nasce l’innovazione, perché l’Europa non gioca la partita e come si tengono insieme crescita e responsabilità.</p>
<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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      <title>Da che parte stanno i giornali?</title>
      <description>Quando succedono fatti molto drammatici, eventi che ci dividono e ci preoccupano, qualcuno non si accontenta più che i giornali informino e vuole invece che si schierino, che prendano posizione. Che dicano da che parte stanno. Che ragioni ha questa richiesta, e cosa succede quando i giornali effettivamente "si schierano"? Un discorso su cosa possiamo davvero pretendere da un giornale che voglia esserci utile. E su come cambiare il nostro pezzetto di mondo.

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      <pubDate>Thu, 09 Oct 2025 07:50:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Quando succedono fatti molto drammatici, eventi che ci dividono e ci preoccupano, qualcuno non si accontenta più che i giornali informino e vuole invece che si schierino, che prendano posizione. Che dicano da che parte stanno. Che ragioni ha questa richiesta, e cosa succede quando i giornali effettivamente "si schierano"? Un discorso su cosa possiamo davvero pretendere da un giornale che voglia esserci utile. E su come cambiare il nostro pezzetto di mondo.</p>
<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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      <title>Alla politica mancano le donne</title>
      <description>Quasi la metà delle donne italiane dice di non capire la politica e non parlarne mai nelle proprie giornate. Un terzo non si informa mai. Sono dati ISTAT e sono peggiori di quelli sugli uomini. L’affluenza al voto tra le donne è più bassa, almeno dagli anni Settanta. Le sindache sono appena il 15 per cento del totale. È un divario che attraversa età, istruzione, geografia. Le ragioni di questo fenomeno sono note: facili da individuare, meno da risolvere. Cosa si può fare, a livello individuale e collettivo, per ridurre questa distanza? 

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      <pubDate>Thu, 02 Oct 2025 08:03:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente - abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Quasi la metà delle donne italiane dice di non capire la politica e non parlarne mai nelle proprie giornate. Un terzo non si informa mai. Sono dati ISTAT e sono peggiori di quelli sugli uomini. L’affluenza al voto tra le donne è più bassa, almeno dagli anni Settanta. Le sindache sono appena il 15 per cento del totale. È un divario che attraversa età, istruzione, geografia. Le ragioni di questo fenomeno sono note: facili da individuare, meno da risolvere. Cosa si può fare, a livello individuale e collettivo, per ridurre questa distanza? </p>
<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson"> abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson</a>.</p>]]>
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      <title>Perché ci sentiamo impotenti, e come uscirne</title>
      <description>È una condizione comune: la percezione che, mentre il mondo va a rotoli, siamo del tutto incapaci di cambiare le cose, di ottenere dei risultati, di incidere e avere un impatto sulla realtà. Ne nasce un senso di impotenza che diventa nel peggiore dei casi disillusione, sfiducia. Nel peggiore diventa cinismo, aggressività. Non è solo una sensazione: dati e ricerche mostrano che viviamo nell’epoca col maggior numero di proteste e mobilitazioni di sempre, e col minor numero di risultati raggiunti da quelle proteste e mobilitazioni. C’è un perché, anzi: ce n’è più di uno. E ci sono anche nuove strade da percorrere, da soli e insieme.

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      <pubDate>Thu, 25 Sep 2025 07:56:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>È una condizione comune: la percezione che, mentre il mondo va a rotoli, siamo del tutto incapaci di cambiare le cose, di ottenere dei risultati, di incidere e avere un impatto sulla realtà. Ne nasce un senso di impotenza che diventa nel peggiore dei casi disillusione, sfiducia. Nel peggiore diventa cinismo, aggressività. Non è solo una sensazione: dati e ricerche mostrano che viviamo nell’epoca col maggior numero di proteste e mobilitazioni di sempre, e col minor numero di risultati raggiunti da quelle proteste e mobilitazioni. C’è un perché, anzi: ce n’è più di uno. E ci sono anche nuove strade da percorrere, da soli e insieme.</p>
<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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      <title>Due o tre cose che ho capito degli Stati Uniti</title>
      <description>Per capire cosa significa davvero l’omicidio di Charlie Kirk bisogna partire da un dato: negli Stati Uniti la violenza armata non è un’anomalia. È il prodotto di una storia diversa dalla nostra, che spiega perché oggi la politica e la società statunitensi ci appaiano così incomprensibili. A forza di fare discussioni pigre, invece, rischiamo di perderci un fenomeno nuovo: le sottoculture online che venerano il caos, frequentate dall’assassino di Kirk. Intanto la destra rilancia una nuova forma di “cancel culture” incoraggiata dall’amministrazione Trump, che cercherà di trasformare l’omicidio in un’arma politica. Infine, da Milano al Nepal, altre storie ci ricordano quanto sia importante distinguere i fatti dagli slogan.

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      <pubDate>Thu, 18 Sep 2025 07:55:00 -0000</pubDate>
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Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Per capire cosa significa davvero l’omicidio di Charlie Kirk bisogna partire da un dato: negli Stati Uniti la violenza armata non è un’anomalia. È il prodotto di una storia diversa dalla nostra, che spiega perché oggi la politica e la società statunitensi ci appaiano così incomprensibili. A forza di fare discussioni pigre, invece, rischiamo di perderci un fenomeno nuovo: le sottoculture online che venerano il caos, frequentate dall’assassino di Kirk. Intanto la destra rilancia una nuova forma di “cancel culture” incoraggiata dall’amministrazione Trump, che cercherà di trasformare l’omicidio in un’arma politica. Infine, da Milano al Nepal, altre storie ci ricordano quanto sia importante distinguere i fatti dagli slogan.</p>
<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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      <title>La scuola può cambiare anche subito</title>
      <description>Lo sappiamo tutti: per cambiare la scuola servono la riforma dei sogni (approvata dal parlamento dei sogni), un organico improvvisamente abbondante, genitori consapevoli e coinvolti, tanti miliardi per alzare gli stipendi e ricostruire le scuole fatiscenti una per una. Tutte cose necessarie, ma è un modo come un altro per dire che la scuola non potrà cambiare mai. Invece la scuola può cambiare anche subito, con le regole esistenti, con le condizioni esistenti, in attesa che ne arrivino di migliori: Luca Gaggioli, dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo Bonaccorso da Montemagno di Quarrata, in provincia di Pistoia, racconta come ha aperto i pomeriggi senza costi extra, trasformato la didattica, coinvolto i docenti, integrato gli studenti stranieri. E quanto gli è costato sul piano personale.

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      <pubDate>Thu, 11 Sep 2025 08:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Lo sappiamo tutti: per cambiare la scuola servono la riforma dei sogni (approvata dal parlamento dei sogni), un organico improvvisamente abbondante, genitori consapevoli e coinvolti, tanti miliardi per alzare gli stipendi e ricostruire le scuole fatiscenti una per una. Tutte cose necessarie, ma è un modo come un altro per dire che la scuola non potrà cambiare mai. Invece la scuola può cambiare anche subito, con le regole esistenti, con le condizioni esistenti, in attesa che ne arrivino di migliori: Luca Gaggioli, dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo Bonaccorso da Montemagno di Quarrata, in provincia di Pistoia, racconta come ha aperto i pomeriggi senza costi extra, trasformato la didattica, coinvolto i docenti, integrato gli studenti stranieri. E quanto gli è costato sul piano personale.

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        <![CDATA[<p>Lo sappiamo tutti: per cambiare la scuola servono la riforma dei sogni (approvata dal parlamento dei sogni), un organico improvvisamente abbondante, genitori consapevoli e coinvolti, tanti miliardi per alzare gli stipendi e ricostruire le scuole fatiscenti una per una. Tutte cose necessarie, ma è un modo come un altro per dire che la scuola non potrà cambiare mai. Invece la scuola può cambiare anche subito, con le regole esistenti, con le condizioni esistenti, in attesa che ne arrivino di migliori: Luca Gaggioli, dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo Bonaccorso da Montemagno di Quarrata, in provincia di Pistoia, racconta come ha aperto i pomeriggi senza costi extra, trasformato la didattica, coinvolto i docenti, integrato gli studenti stranieri. E quanto gli è costato sul piano personale.</p>
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      <title>A spasso con Putin</title>
      <description>Nel giorno più vacanziero dell’anno, Donald Trump e Vladimir Putin si sono incontrati in Alaska per parlare di come chiudere la guerra in Ucraina. È stato presentato come un momento storico, potenzialmente decisivo, ma dopo tre settimane sembra che nulla sia cambiato: i bombardamenti continuano e i negoziati si sono arenati. Cosa voleva davvero Trump? E cosa cercava Putin? Per capire quell’incontro bisogna capire come entrambi usano la diplomazia, e quali obiettivi hanno.

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      <pubDate>Thu, 04 Sep 2025 07:55:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Nel giorno più vacanziero dell’anno, Donald Trump e Vladimir Putin si sono incontrati in Alaska per parlare di come chiudere la guerra in Ucraina. È stato presentato come un momento storico, potenzialmente decisivo, ma dopo tre settimane sembra che nulla sia cambiato: i bombardamenti continuano e i negoziati si sono arenati. Cosa voleva davvero Trump? E cosa cercava Putin? Per capire quell’incontro bisogna capire come entrambi usano la diplomazia, e quali obiettivi hanno.</p>
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      <title>Una cura epocale</title>
      <description>Una nuova classe di farmaci sta cambiando il modo in cui viene trattata l’obesità, con risultati senza precedenti e un grande impatto sui sistemi sanitari di tutto il mondo. E non solo: apparentemente questi farmaci riducono infarti e ictus indipendentemente dal peso perso, migliorano l’apnea notturna, rallentano il declino renale nei diabetici e forse persino quello cognitivo nell’Alzheimer. Alcuni studi mostrano effetti positivi sulle dipendenze, altri suggeriscono possibili proprietà anti-invecchiamento. Secondo l’Economist, questi farmaci “cambieranno il mondo”. Con il medico Edoardo Mocini proviamo a capire che cosa fanno davvero, chi ne ha bisogno, quanto costano e quali conseguenze avranno sulla società: e perché l’obesità non è solo una questione clinica.

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      <pubDate>Thu, 28 Aug 2025 07:56:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Una nuova classe di farmaci sta cambiando il modo in cui viene trattata l’obesità, con risultati senza precedenti e un grande impatto sui sistemi sanitari di tutto il mondo. E non solo: apparentemente questi farmaci riducono infarti e ictus indipendentemente dal peso perso, migliorano l’apnea notturna, rallentano il declino renale nei diabetici e forse persino quello cognitivo nell’Alzheimer. Alcuni studi mostrano effetti positivi sulle dipendenze, altri suggeriscono possibili proprietà anti-invecchiamento. Secondo l’Economist, questi farmaci “cambieranno il mondo”. Con il medico Edoardo Mocini proviamo a capire che cosa fanno davvero, chi ne ha bisogno, quanto costano e quali conseguenze avranno sulla società: e perché l’obesità non è solo una questione clinica.</p>
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      <title>Lo squalo, per davvero</title>
      <description>Nel 1989 al largo di Piombino, davanti alle coste della Toscana, un sub fu ucciso da uno squalo. Una tragedia che diventò il caso dell’estate e si trasformò presto in qualcos’altro, tra sospetti, cialtroni, psicosi collettive, interessi economici, teorie alternative e grosse bugie che circolarono anche sui più grandi giornali. Con il giornalista Stefano Tamburini ricostruiamo quella storia, che dice molto anche di come siamo messi oggi.

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      <pubDate>Thu, 21 Aug 2025 08:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Nel 1989 al largo di Piombino, davanti alle coste della Toscana, un sub fu ucciso da uno squalo. Una tragedia che diventò il caso dell’estate e si trasformò presto in qualcos’altro, tra sospetti, cialtroni, psicosi collettive, interessi economici, teorie alternative e grosse bugie che circolarono anche sui più grandi giornali. Con il giornalista Stefano Tamburini ricostruiamo quella storia, che dice molto anche di come siamo messi oggi.</p>
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      <title>Stiamo tutti molto calmi, sul calo del turismo</title>
      <description>Ogni estate ha il suo tormentone anche nelle notizie: quest’anno è la presunta fuga dei turisti dalle spiagge italiane. È colpa degli stabilimenti e dei loro prezzi? È colpa di chi vuole aumentare i costi delle concessioni? Succede perché gli italiani hanno meno soldi da spendere per le vacanze? Molti sono già saltati alla loro conclusione preferita, eppure i dati veri arriveranno a fine stagione: e le prime stime e testimonianze raccontano una situazione più articolata. In montagna va alla grande, per esempio.

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      <pubDate>Thu, 14 Aug 2025 07:55:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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      <title>La colossale ingiustizia delle pensioni</title>
      <description>Ogni volta che sentiamo dire che l’Italia spende poco per scuola, università o asili, la domanda è: ma allora dov'è che spendiamo più degli altri? Risposta: sulle pensioni. La più grande voce di spesa del bilancio, la spesa in cui abbiamo il record europeo dopo la Grecia. In questa puntata partiamo da una notizia che sembra piccola – il governo Meloni sta tentando di impedire un aumento automatico di tre mesi dell’età pensionabile – per raccontare una storia enorme: come funzionano davvero le pensioni in Italia, perché il sistema è insostenibile e perché comporta un sistematico trasferimento di ricchezza da chi ha di meno a chi ha di più. E poi: in quali pensioni possono realisticamente sperare le persone che oggi hanno venti, trenta o quarant'anni.

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      <pubDate>Thu, 07 Aug 2025 07:54:00 -0000</pubDate>
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Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Ogni volta che sentiamo dire che l’Italia spende poco per scuola, università o asili, la domanda è: ma allora dov'è che spendiamo più degli altri? Risposta: sulle pensioni. La più grande voce di spesa del bilancio, la spesa in cui abbiamo il record europeo dopo la Grecia. In questa puntata partiamo da una notizia che sembra piccola – il governo Meloni sta tentando di impedire un aumento automatico di tre mesi dell’età pensionabile – per raccontare una storia enorme: come funzionano davvero le pensioni in Italia, perché il sistema è insostenibile e perché comporta un sistematico trasferimento di ricchezza da chi ha di meno a chi ha di più. E poi: in quali pensioni possono realisticamente sperare le persone che oggi hanno venti, trenta o quarant'anni.</p>
<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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      <title>Perché volare è diventato snervante</title>
      <description>Prendere un aereo è spesso un'esperienza frustrante e faticosa, dall'acquisto del biglietto fino all'atterraggio. Prezzi poco trasparenti, procedure opprimenti o vessatorie, code su code dentro aeroporti labirintici, sedili sempre più stretti e servizi scadenti rendono l'intera esperienza del volo tutto meno che piacevole. A complicare la situazione c'è la strategia aggressiva delle compagnie aeree low cost, certo, ma anche alcuni funzionamenti di base del mercato del trasporto aereo. Cerchiamo di conoscerli, allora: come si fanno i prezzi e perché sono più alti in estate, perché a volte l'imbarco inizia senza che l'aereo sia pronto, com'è che il wifi a bordo sta arrivando ovunque ma non in Italia e molto altro. E poi: il coccodrillo di Ladispoli e il mondo sul punto di una grossa svolta.

Wilson e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, ⁠⁠⁠⁠⁠abbonati al Post⁠⁠⁠⁠⁠.</description>
      <pubDate>Thu, 31 Jul 2025 07:55:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Prendere un aereo è spesso un'esperienza frustrante e faticosa, dall'acquisto del biglietto fino all'atterraggio. Prezzi poco trasparenti, procedure opprimenti o vessatorie, code su code dentro aeroporti labirintici, sedili sempre più stretti e servizi scadenti rendono l'intera esperienza del volo tutto meno che piacevole. A complicare la situazione c'è la strategia aggressiva delle compagnie aeree low cost, certo, ma anche alcuni funzionamenti di base del mercato del trasporto aereo. Cerchiamo di conoscerli, allora: come si fanno i prezzi e perché sono più alti in estate, perché a volte l'imbarco inizia senza che l'aereo sia pronto, com'è che il wifi a bordo sta arrivando ovunque ma non in Italia e molto altro. E poi: il coccodrillo di Ladispoli e il mondo sul punto di una grossa svolta.</p>
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      <title>Sui dazi ci siamo consegnati con le mani in alto</title>
      <description>Se venite fermati da un rapinatore armato e gli consegnate tutto quello che avete, sicuramente tornerete a casa pensando che "poteva andare peggio", e il pensiero di avere "evitato il peggio" vi sarà di sollievo e consolazione. Allo stesso tempo, non penserete certo di aver concluso con il rapinatore un grande accordo, tantomeno un accordo equo o giusto. È quello che è successo con l'accordo sui dazi tra Stati Uniti e Unione Europea, e questo finale dice molto sia di loro che di noi: anzi, di noi dice proprio la cosa più importante di tutte.

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      <pubDate>Mon, 28 Jul 2025 09:08:00 -0000</pubDate>
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      <title>Chi decide i prezzi delle case</title>
      <description>Quando parliamo di case e di prezzi delle case, parliamo di un tema che ha conseguenze su tutto: lavoro, natalità, famiglie, sicurezza, ambiente, traffico, diseguaglianze, scuola, perfino cosa mangiamo. Il mercato immobiliare è una delle cose che più ci fanno arrabbiare e che meno capiamo. In questa puntata proviamo a capire quante e quali forze, fattori e soggetti incidono sul prezzo di una casa e sull’affitto. Perché i prezzi salgono in certe città e crollano in altre. E cosa si può fare per cambiare le cose.

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      <pubDate>Thu, 24 Jul 2025 07:58:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>Quando parliamo di case e di prezzi delle case, parliamo di un tema che ha conseguenze su tutto: lavoro, natalità, famiglie, sicurezza, ambiente, traffico, diseguaglianze, scuola, perfino cosa mangiamo. Il mercato immobiliare è una delle cose che più ci fanno arrabbiare e che meno capiamo. In questa puntata proviamo a capire quante e quali forze, fattori e soggetti incidono sul prezzo di una casa e sull’affitto. Perché i prezzi salgono in certe città e crollano in altre. E cosa si può fare per cambiare le cose.

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        <![CDATA[<p>Quando parliamo di case e di prezzi delle case, parliamo di un tema che ha conseguenze su tutto: lavoro, natalità, famiglie, sicurezza, ambiente, traffico, diseguaglianze, scuola, perfino cosa mangiamo. Il mercato immobiliare è una delle cose che più ci fanno arrabbiare e che meno capiamo. In questa puntata proviamo a capire quante e quali forze, fattori e soggetti incidono sul prezzo di una casa e sull’affitto. Perché i prezzi salgono in certe città e crollano in altre. E cosa si può fare per cambiare le cose.</p>
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      <title>Quando la sinistra è diventata pessimista</title>
      <description>Un tempo bastava essere nostalgici del passato per essere considerati reazionari: di destra. Oggi, invece, il rimpianto per il passato è diventato un sentimento trasversale e ha contagiato anche una parte importante della sinistra, di chi si definisce progressista ma allo stesso tempo pensa che le cose possano solo andare peggio. Com’è successo? Quanto è un comportamento indotto e quanto è fondato sulla realtà del passato e del presente? Cosa ci dice questo cambiamento del nostro modo di guardare al futuro?

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      <pubDate>Thu, 17 Jul 2025 08:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Un tempo bastava essere nostalgici del passato per essere considerati reazionari: di destra. Oggi, invece, il rimpianto per il passato è diventato un sentimento trasversale e ha contagiato anche una parte importante della sinistra, di chi si definisce progressista ma allo stesso tempo pensa che le cose possano solo andare peggio. Com’è successo? Quanto è un comportamento indotto e quanto è fondato sulla realtà del passato e del presente? Cosa ci dice questo cambiamento del nostro modo di guardare al futuro?</p>
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      <title>In Italia esiste la pena di morte</title>
      <description>Questa è la storia del principale e più inadeguato fornitore di servizi sanitari di salute mentale. La storia di un luogo in cui la burocrazia raggiunge i livelli di assurdo più assurdi. La storia di un’istituzione che dovrebbe aiutare le persone che ospita e invece finisce spesso per distruggerle. È la storia della condizione di illegalità sistematica di un servizio erogato dallo Stato. È anche la storia di come l’Italia abbia introdotto da tempo una versione soft, ufficiosa, informale, della pena di morte. Ed è la storia di Said, che pochi giorni fa si è ucciso nel carcere di San Vittore di Milano, a 22 anni.

***

Dove chiedere aiutoSe sei in una situazione di emergenza, chiama il numero 112. Se tu o qualcuno che conosci ha dei pensieri suicidi, puoi chiamare il Telefono Amico allo 02 2327 2327 oppure via internet da qui, tutti i giorni dalle 10 alle 24.Puoi anche chiamare l’associazione Samaritans al numero 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22.

***

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      <pubDate>Thu, 10 Jul 2025 08:12:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Dove chiedere aiutoSe sei in una situazione di emergenza, chiama il numero 112. Se tu o qualcuno che conosci ha dei pensieri suicidi, puoi chiamare il Telefono Amico allo 02 2327 2327 oppure via internet da qui, tutti i giorni dalle 10 alle 24.Puoi anche chiamare l’associazione Samaritans al numero 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22.

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        <![CDATA[<p>Questa è la storia del principale e più inadeguato fornitore di servizi sanitari di salute mentale. La storia di un luogo in cui la burocrazia raggiunge i livelli di assurdo più assurdi. La storia di un’istituzione che dovrebbe aiutare le persone che ospita e invece finisce spesso per distruggerle. È la storia della condizione di illegalità sistematica di un servizio erogato dallo Stato. È anche la storia di come l’Italia abbia introdotto da tempo una versione soft, ufficiosa, informale, della pena di morte. Ed è la storia di Said, che pochi giorni fa si è ucciso nel carcere di San Vittore di Milano, a 22 anni.</p>
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<p><strong>Dove chiedere aiuto</strong><br>Se sei in una situazione di emergenza, <strong>chiama il numero 112</strong>. Se tu o qualcuno che conosci ha dei pensieri suicidi, puoi chiamare il Telefono Amico allo <strong>02 2327 2327</strong> oppure via internet <a href="https://www.telefonoamico.it/">da qui</a>, tutti i giorni dalle 10 alle 24.<br>Puoi anche chiamare l’associazione <a href="http://www.samaritansonlus.org/contatti/">Samaritans</a> al numero <strong>06 77208977</strong>, tutti i giorni dalle 13 alle 22.</p>
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      <title>Il problema sono i maschi</title>
      <description>Gli uomini sono la stragrande maggioranza di chi commette reati e violenze, così come delle persone detenute, di chi soffre di alcolismo e tossicodipendenza, di chi causa incidenti stradali, di chi si suicida. C'è evidentemente qualcosa che non va. Ma c'è qualcosa di intrinsecamente problematico nell'essere uomini? Oppure è il contesto in cui crescono? La logica del conflitto tra uomini e donne ha fatto danni? Ne parliamo con Francesca Cavallo, scrittrice e attivista che si occupa di questi temi con idee originali e che non si accontenta delle risposte più facili.



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      <pubDate>Thu, 03 Jul 2025 07:52:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Gli uomini sono la stragrande maggioranza di chi commette reati e violenze, così come delle persone detenute, di chi soffre di alcolismo e tossicodipendenza, di chi causa incidenti stradali, di chi si suicida. C'è evidentemente qualcosa che non va. Ma c'è qualcosa di intrinsecamente problematico nell'essere uomini? Oppure è il contesto in cui crescono? La logica del conflitto tra uomini e donne ha fatto danni? Ne parliamo con Francesca Cavallo, scrittrice e attivista che si occupa di questi temi con idee originali e che non si accontenta delle risposte più facili.</p>
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<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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      <title>L’Italia contromano in autostrada</title>
      <description>Un grande e autorevole sondaggio internazionale dice che la maggioranza della popolazione europea è favorevole all’aumento della spesa militare. È un dato che potrebbe stupirvi, e lo stupore è giustificato: l’unico paese in controtendenza è l’Italia, che per questo viene definita un’anomalia, una «notevole eccezione». Ognuno si tenga la sua idea, sulla spesa militare, ma quali sono le ragioni storiche, politiche e culturali per cui l’opinione maggioritaria in Italia su questo tema è così trasversale e così diversa dal resto d’Europa?

Il sondaggio dello European Council for Foreign Relations

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      <pubDate>Thu, 26 Jun 2025 07:53:00 -0000</pubDate>
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Il sondaggio dello European Council for Foreign Relations

Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Un grande e autorevole sondaggio internazionale dice che la maggioranza della popolazione europea è favorevole all’aumento della spesa militare. È un dato che potrebbe stupirvi, e lo stupore è giustificato: l’unico paese in controtendenza è l’Italia, che per questo viene definita un’anomalia, una «notevole eccezione». Ognuno si tenga la sua idea, sulla spesa militare, ma quali sono le ragioni storiche, politiche e culturali per cui l’opinione maggioritaria in Italia su questo tema è così trasversale e così diversa dal resto d’Europa?</p>
<p><a href="https://ecfr.eu/wp-content/uploads/2025/06/Trumps-European-revolution-v3.pdf">Il sondaggio dello European Council for Foreign Relations</a></p>
<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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      <title>Le elezioni cambiano la storia</title>
      <description>Da giorni si parla con insistenza della possibilità che gli Stati Uniti entrino in guerra a fianco di Israele contro l’Iran, per distruggere gli impianti dove l’Iran arricchisce l’uranio. L’idea di evitare la costruzione di una bomba a colpi di bombe ci fa pensare: non sarebbe meglio negoziare un accordo? Beh, dieci anni fa era stato firmato un accordo proprio sul nucleare iraniano. Fu un successo diplomatico e una grossa storia. Che finì male. Quella storia ci dice molto di come siamo arrivati in questi giorni e ci insegna una cosa che riguarda anche noi: quando andiamo a votare, le elezioni hanno conseguenze.



Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.</description>
      <pubDate>Thu, 19 Jun 2025 07:50:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Da giorni si parla con insistenza della possibilità che gli Stati Uniti entrino in guerra a fianco di Israele contro l’Iran, per distruggere gli impianti dove l’Iran arricchisce l’uranio. L’idea di evitare la costruzione di una bomba a colpi di bombe ci fa pensare: non sarebbe meglio negoziare un accordo? Beh, dieci anni fa era stato firmato un accordo proprio sul nucleare iraniano. Fu un successo diplomatico e una grossa storia. Che finì male. Quella storia ci dice molto di come siamo arrivati in questi giorni e ci insegna una cosa che riguarda anche noi: quando andiamo a votare, le elezioni hanno conseguenze.</p>
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<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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    <item>
      <title>Come siamo arrivati a questo punto tra Israele e Iran</title>
      <description>Nella notte tra giovedì e venerdì Israele ha attaccato l’Iran, colpendo alcuni siti del programma nucleare e missilistico iraniano, e uccidendo importanti generali e militari. L’Iran ha promesso una ritorsione militare estremamente dura. Ma come siamo arrivati a questo punto? Un po’ di informazioni di contesto per capire le cose essenziali di quello che sta succedendo.



Wilson e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, ⁠abbonati al Post⁠.</description>
      <pubDate>Fri, 13 Jun 2025 11:14:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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Wilson e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, ⁠abbonati al Post⁠.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Nella notte tra giovedì e venerdì Israele ha attaccato l’Iran, colpendo alcuni siti del programma nucleare e missilistico iraniano, e uccidendo importanti generali e militari. L’Iran ha promesso una ritorsione militare estremamente dura. Ma come siamo arrivati a questo punto? Un po’ di informazioni di contesto per capire le cose essenziali di quello che sta succedendo.</p>
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<p>Wilson e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, <a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=megaphone&amp;utm_medium=wilson">⁠abbonati al Post⁠</a>.</p>]]>
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      <title>Le vacanze più lunghe d'Europa</title>
      <description>Nessun paese europeo ferma le scuole così a lungo come in Italia, a prescindere dalle temperature delle sue estati; eppure l'Italia fa anche più giorni di lezione di quasi ogni altro paese europeo. Perché il nostro calendario scolastico funziona così? Quali sono le conseguenze sull'apprendimento, prima ancora che sulle famiglie? Che cosa serve per tenere aperte le scuole tutto il giorno tutti i giorni? Ne parliamo con Valentina Chindamo, insegnante ed esperta di scuola. A margine: un'ottima notizia, sempre sulla scuola. 

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      <pubDate>Thu, 12 Jun 2025 07:55:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Nessun paese europeo ferma le scuole così a lungo come in Italia, a prescindere dalle temperature delle sue estati; eppure l'Italia fa anche più giorni di lezione di quasi ogni altro paese europeo. Perché il nostro calendario scolastico funziona così? Quali sono le conseguenze sull'apprendimento, prima ancora che sulle famiglie? Che cosa serve per tenere aperte le scuole tutto il giorno tutti i giorni? Ne parliamo con Valentina Chindamo, insegnante ed esperta di scuola. A margine: un'ottima notizia, sempre sulla scuola. </p>
<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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      <title>Questo disastro dei referendum</title>
      <description>I promotori del referendum dicono che sia stato un buon risultato, un punto di partenza; al massimo una «non vittoria». Invece è stato un disastro, da qualsiasi parte la si guardi, peraltro un disastro molto costoso: e non saranno alibi, furbizie e cinismo ad aiutarci a capire le cose.

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      <pubDate>Tue, 10 Jun 2025 07:05:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>I promotori del referendum dicono che sia stato un buon risultato, un punto di partenza; al massimo una «non vittoria». Invece è stato un disastro, da qualsiasi parte la si guardi, peraltro un disastro molto costoso: e non saranno alibi, furbizie e cinismo ad aiutarci a capire le cose.

Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>I promotori del referendum dicono che sia stato un buon risultato, un punto di partenza; al massimo una «non vittoria». Invece è stato un disastro, da qualsiasi parte la si guardi, peraltro un disastro molto costoso: e non saranno alibi, furbizie e cinismo ad aiutarci a capire le cose.</p>
<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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      <title>Capiamo questi referendum</title>
      <description>Tra pochi giorni si vota per cinque referendum, quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza, e le domande aperte sono tante. Cosa cambia in caso di vittoria del sì e cosa c’è di concreto dietro gli slogan sui contratti a tempo determinato e gli incidenti sul lavoro? Perché l’opposizione ha voluto dei referendum che non riguardano leggi approvate dal governo? Fare campagna per l’astensione è una scelta legittima? Se in Italia si possono fare solo referendum abrogativi, cioè si possono solo cancellare le leggi che esistono, com’è possibile che un quesito porti da dieci a cinque gli anni necessari ad avviare le pratiche per avere la cittadinanza? Capiamolo insieme. E poi: una storia che vi invoglierà a chiedere un aumento e perché in Italia respiriamo l’aria migliore da decenni.

Leggi sul Post:- Cosa cambia se vince il “Sì” nei quattro referendum sul lavoro- Cosa succede se passa il “Sì” al referendum per la cittadinanza- Cosa vuol dire che Meloni va al seggio per i referendum ma non vota- Con i referendum Maurizio Landini si sta preparando per la politica?- Il quorum dei referendum andrebbe ripensato?- Non è una novità che un governo inviti ad astenersi a un referendum

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      <pubDate>Thu, 05 Jun 2025 08:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>Tra pochi giorni si vota per cinque referendum, quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza, e le domande aperte sono tante. Cosa cambia in caso di vittoria del sì e cosa c’è di concreto dietro gli slogan sui contratti a tempo determinato e gli incidenti sul lavoro? Perché l’opposizione ha voluto dei referendum che non riguardano leggi approvate dal governo? Fare campagna per l’astensione è una scelta legittima? Se in Italia si possono fare solo referendum abrogativi, cioè si possono solo cancellare le leggi che esistono, com’è possibile che un quesito porti da dieci a cinque gli anni necessari ad avviare le pratiche per avere la cittadinanza? Capiamolo insieme. E poi: una storia che vi invoglierà a chiedere un aumento e perché in Italia respiriamo l’aria migliore da decenni.

Leggi sul Post:- Cosa cambia se vince il “Sì” nei quattro referendum sul lavoro- Cosa succede se passa il “Sì” al referendum per la cittadinanza- Cosa vuol dire che Meloni va al seggio per i referendum ma non vota- Con i referendum Maurizio Landini si sta preparando per la politica?- Il quorum dei referendum andrebbe ripensato?- Non è una novità che un governo inviti ad astenersi a un referendum

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        <![CDATA[<p>Tra pochi giorni si vota per cinque referendum, quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza, e le domande aperte sono tante. Cosa cambia in caso di vittoria del sì e cosa c’è di concreto dietro gli slogan sui contratti a tempo determinato e gli incidenti sul lavoro? Perché l’opposizione ha voluto dei referendum che non riguardano leggi approvate dal governo? Fare campagna per l’astensione è una scelta legittima? Se in Italia si possono fare solo referendum abrogativi, cioè si possono solo cancellare le leggi che esistono, com’è possibile che un quesito porti da dieci a cinque gli anni necessari ad avviare le pratiche per avere la cittadinanza? Capiamolo insieme. E poi: una storia che vi invoglierà a chiedere un aumento e perché in Italia respiriamo l’aria migliore da decenni.</p>
<p>Leggi sul Post:<br>- <a href="https://www.ilpost.it/2025/06/04/referendum-si-jobs-act-cittadinanza-cosa-cambia/">Cosa cambia se vince il “Sì” nei quattro referendum sul lavoro</a><br>- <a href="https://www.ilpost.it/2025/06/03/referendum-cittadinanza-cosa-cambia/">Cosa succede se passa il “Sì” al referendum per la cittadinanza</a><br>- <a href="https://www.ilpost.it/2025/06/03/giorgia-meloni-quorum-referendum-giugno/">Cosa vuol dire che Meloni va al seggio per i referendum ma non vota</a><br>- <a href="https://www.ilpost.it/2025/05/29/landini-cgil-referendum-jobs-act-8-9-giugno-politica/">Con i referendum Maurizio Landini si sta preparando per la politica?</a><br>- <a href="http://Il%20quorum%20dei%20referendum%20andrebbe%20ripensato?">Il quorum dei referendum andrebbe ripensato?</a><br>- <a href="http://Non%20%C3%A8%20una%20novit%C3%A0%20che%20un%20governo%20inviti%20ad%20astenersi%20a%20un%20referendum">Non è una novità che un governo inviti ad astenersi a un referendum</a></p>
<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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      <title>Perché guadagniamo poco</title>
      <description>È uscita la prima puntata di Wilson, il nuovo podcast di Francesco Costa, e comincia da un fatto noto, problematico e spesso considerato come immutabile: gli stipendi in Italia non crescono da trent’anni e sono più bassi che in molti altri paesi europei. È un dato che riaffiora regolarmente sui social e sui giornali, eppure non sempre è altrettanto chiaro il perché. La lista dei potenziali responsabili è lunga – le imprese, la politica, i sindacati, i lavoratori stessi – e ognuno sceglie con chi prendersela in base alle sue idee di partenza. Una spiegazione esiste, capiamola insieme. E poi: una proposta sbagliata sull’intelligenza artificiale; una buona notizia sul clima; e perché Wilson si chiama Wilson.



Wilson esce tutti i giovedì alle 10:00, sul Post e dovunque ascolti i podcast.



Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.</description>
      <pubDate>Thu, 29 May 2025 08:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <itunes:summary>È uscita la prima puntata di Wilson, il nuovo podcast di Francesco Costa, e comincia da un fatto noto, problematico e spesso considerato come immutabile: gli stipendi in Italia non crescono da trent’anni e sono più bassi che in molti altri paesi europei. È un dato che riaffiora regolarmente sui social e sui giornali, eppure non sempre è altrettanto chiaro il perché. La lista dei potenziali responsabili è lunga – le imprese, la politica, i sindacati, i lavoratori stessi – e ognuno sceglie con chi prendersela in base alle sue idee di partenza. Una spiegazione esiste, capiamola insieme. E poi: una proposta sbagliata sull’intelligenza artificiale; una buona notizia sul clima; e perché Wilson si chiama Wilson.



Wilson esce tutti i giovedì alle 10:00, sul Post e dovunque ascolti i podcast.



Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>È uscita la prima puntata di Wilson, il nuovo podcast di Francesco Costa, e comincia da un fatto noto, problematico e spesso considerato come immutabile: gli stipendi in Italia non crescono da trent’anni e sono più bassi che in molti altri paesi europei. È un dato che riaffiora regolarmente sui social e sui giornali, eppure non sempre è altrettanto chiaro il perché. La lista dei potenziali responsabili è lunga – le imprese, la politica, i sindacati, i lavoratori stessi – e ognuno sceglie con chi prendersela in base alle sue idee di partenza. Una spiegazione esiste, capiamola insieme. E poi: una proposta sbagliata sull’intelligenza artificiale; una buona notizia sul clima; e perché Wilson si chiama Wilson.</p>
<p><br></p>
<p>Wilson esce tutti i giovedì alle 10:00, sul <a href="https://www.ilpost.it/podcasts/wilson/">Post</a> e dovunque ascolti i podcast.</p>
<p><br></p>
<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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    <item>
      <title>Episodio zero - La notizia vera di una storia falsa</title>
      <description>Wilson è il nuovo podcast di Francesco Costa e uscirà ogni giovedì dal 29 maggio, sull’app del Post o sulle piattaforme dove ascoltate i podcast.</description>
      <pubDate>Thu, 22 May 2025 07:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Post - Francesco Costa</itunes:author>
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      <title>Sta arrivando Wilson</title>
      <description>Le cose intorno a noi cambiano con grande velocità, ma spesso è difficile capire perché cambiano, cosa le fa cambiare, cosa le ha fatte diventare quello che sono. La nostra unica reazione davanti alle notizie spesso si basa sulle emozioni: siamo preoccupati, oppure arrabbiati, spesso semplicemente confusi, disorientati. Quando proviamo a informarci, le cose a volte peggiorano. Wilson è un tentativo di uscirne insieme, un pezzetto alla volta, un episodio alla volta: con un podcast che aiuti a capire le cose e poi farsi la propria idea.

Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.</description>
      <pubDate>Thu, 15 May 2025 06:33:00 -0000</pubDate>
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Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Le cose intorno a noi cambiano con grande velocità, ma spesso è difficile capire perché cambiano, cosa le fa cambiare, cosa le ha fatte diventare quello che sono. La nostra unica reazione davanti alle notizie spesso si basa sulle emozioni: siamo preoccupati, oppure arrabbiati, spesso semplicemente confusi, disorientati. Quando proviamo a informarci, le cose a volte peggiorano. Wilson è un tentativo di uscirne insieme, un pezzetto alla volta, un episodio alla volta: con un podcast che aiuti a capire le cose e poi farsi la propria idea.<br></p>
<p>Dal 6 novembre Wilson entra a far parte dell’offerta per le persone abbonate al Post. Se vuoi continuare a seguire gli approfondimenti di Francesco Costa e capire come vanno le cose - e come potrebbero andare diversamente -<a href="https://abbonati.ilpost.it/?utm_source=wilson&amp;utm_medium=spotify&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_hp_abbonati=wilson">⁠ abbonati al Post e continua ad ascoltare Wilson⁠</a>.</p>]]>
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