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    <title>Scandali</title>
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    <copyright>BOATS </copyright>
    <description>Ci sono storie che hanno cambiato per sempre l’Italia.
Disastri, crimini e scelte di potere che hanno segnato un prima e un dopo nella vita di intere comunità.

Scandali è il podcast che racconta i grandi casi del nostro Paese, ricostruendo cosa è successo davvero e perché certe tragedie non sono mai solo incidenti.

La nuova stagione è dedicata agli eco-scandali: catastrofi ambientali che hanno trasformato il rapporto tra industria, ambiente e responsabilità pubblica. Storie in cui il progresso prometteva sviluppo, ma ha lasciato conseguenze durate decenni.

Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.



🎧 Lunedì: Scandali
Il racconto narrativo di un grande caso italiano.

🔎 Mercoledì: Dentro Scandali
L’approfondimento, dove analizziamo i fatti e capiamo cosa è successo.

🌍 Venerdì: Fuori ScandaliPartiamo da una notizia per esplorare i temi più delicati dell’attualità.



Seguici e attiva la campanella per non perdere le prossime puntate.

Per messaggi: scandalipodcast@gmail



Ideato e realizzato da BOATS: Fabio Ragazzo, Matteo Liuzzi, Niccolò Martin.

Voci: Valentina Cherchi, Paolo Cresta e Giacomo Giaquinto

Copertine e grafiche: Nathalie Coulombel

Musiche su licenza Epidemic Sound</description>
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      <title>Scandali</title>
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Disastri, crimini e scelte di potere che hanno segnato un prima e un dopo nella vita di intere comunità.

Scandali è il podcast che racconta i grandi casi del nostro Paese, ricostruendo cosa è successo davvero e perché certe tragedie non sono mai solo incidenti.

La nuova stagione è dedicata agli eco-scandali: catastrofi ambientali che hanno trasformato il rapporto tra industria, ambiente e responsabilità pubblica. Storie in cui il progresso prometteva sviluppo, ma ha lasciato conseguenze durate decenni.

Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.



🎧 Lunedì: Scandali
Il racconto narrativo di un grande caso italiano.

🔎 Mercoledì: Dentro Scandali
L’approfondimento, dove analizziamo i fatti e capiamo cosa è successo.

🌍 Venerdì: Fuori ScandaliPartiamo da una notizia per esplorare i temi più delicati dell’attualità.



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Ideato e realizzato da BOATS: Fabio Ragazzo, Matteo Liuzzi, Niccolò Martin.

Voci: Valentina Cherchi, Paolo Cresta e Giacomo Giaquinto

Copertine e grafiche: Nathalie Coulombel

Musiche su licenza Epidemic Sound</itunes:summary>
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      <![CDATA[<p>Ci sono storie che hanno cambiato per sempre l’Italia.<br>
Disastri, crimini e scelte di potere che hanno segnato un prima e un dopo nella vita di intere comunità.</p>
<p><strong>Scandali</strong> è il podcast che racconta i grandi casi del nostro Paese, ricostruendo cosa è successo davvero e perché certe tragedie non sono mai solo incidenti.</p>
<p>La nuova stagione è dedicata agli <strong>eco-scandali</strong>: catastrofi ambientali che hanno trasformato il rapporto tra industria, ambiente e responsabilità pubblica. Storie in cui il progresso prometteva sviluppo, ma ha lasciato conseguenze durate decenni.</p>
<p>Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.</p>
<p><br></p>
<p>🎧 <strong>Lunedì: Scandali</strong>
Il racconto narrativo di un grande caso italiano.</p>
<p>🔎 <strong>Mercoledì: Dentro Scandali</strong>
L’approfondimento, dove analizziamo i fatti e capiamo cosa è successo.</p>
<p>🌍 <strong>Venerdì: Fuori Scandali</strong><br>Partiamo da una notizia per esplorare i temi più delicati dell’attualità.</p>
<p><br></p>
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<p>Per messaggi: <a href="">scandalipodcast@gmail</a></p>
<p><br></p>
<p>Ideato e realizzato da BOATS: Fabio Ragazzo, Matteo Liuzzi, Niccolò Martin.</p>
<p>Voci: Valentina Cherchi, Paolo Cresta e Giacomo Giaquinto</p>
<p>Copertine e grafiche: Nathalie Coulombel</p>
<p>Musiche su licenza Epidemic Sound</p>]]>
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      <title>Fuori Scandali BIO: Silvio Scaglia</title>
      <description>Fuori Scandali BIO è lo spin-off in cui prendiamo una figura pubblica del mondo italiano e la usiamo come lente per leggere qualcosa di più grande: potere, privilegio, caduta, reputazione, giustizia.

In questa puntata partiamo da Silvio Scaglia, imprenditore simbolo della new economy italiana, fondatore di Fastweb e protagonista di una delle vicende giudiziarie più clamorose degli ultimi decenni. Un’ascesa rapidissima, il successo internazionale, poi l’arresto improvviso, il carcere, gli arresti domiciliari e un processo durato otto anni.

Ma più la guardi da vicino, più questa non è solo la storia di Scaglia.

È il ritratto di un sistema in cui un’accusa può diventare una sentenza pubblica molto prima del processo, in cui la gogna arriva subito e la riparazione, quando arriva, quasi non si vede.
Ricostruiamo i passaggi chiave della sua parabola per arrivare alla domanda più profonda che questa storia ci lascia: che cosa succede quando l’errore di un sistema giudiziario e mediatico travolge una persona, e quanto costa davvero uscirne anche da innocenti?



Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.Prodotto da BOATS – Based On A True Story.Seguici su YouTube, TikTok, Instagram e Spotify: @ScandaliPodcastPer messaggi: scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 22:00:00 -0000</pubDate>
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In questa puntata partiamo da Silvio Scaglia, imprenditore simbolo della new economy italiana, fondatore di Fastweb e protagonista di una delle vicende giudiziarie più clamorose degli ultimi decenni. Un’ascesa rapidissima, il successo internazionale, poi l’arresto improvviso, il carcere, gli arresti domiciliari e un processo durato otto anni.

Ma più la guardi da vicino, più questa non è solo la storia di Scaglia.

È il ritratto di un sistema in cui un’accusa può diventare una sentenza pubblica molto prima del processo, in cui la gogna arriva subito e la riparazione, quando arriva, quasi non si vede.
Ricostruiamo i passaggi chiave della sua parabola per arrivare alla domanda più profonda che questa storia ci lascia: che cosa succede quando l’errore di un sistema giudiziario e mediatico travolge una persona, e quanto costa davvero uscirne anche da innocenti?



Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.Prodotto da BOATS – Based On A True Story.Seguici su YouTube, TikTok, Instagram e Spotify: @ScandaliPodcastPer messaggi: scandalipodcast@gmail.com
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        <![CDATA[<p>Fuori Scandali BIO è lo spin-off in cui prendiamo una figura pubblica del mondo italiano e la usiamo come lente per leggere qualcosa di più grande: potere, privilegio, caduta, reputazione, giustizia.</p>
<p>In questa puntata partiamo da Silvio Scaglia, imprenditore simbolo della new economy italiana, fondatore di Fastweb e protagonista di una delle vicende giudiziarie più clamorose degli ultimi decenni. Un’ascesa rapidissima, il successo internazionale, poi l’arresto improvviso, il carcere, gli arresti domiciliari e un processo durato otto anni.</p>
<p>Ma più la guardi da vicino, più questa non è solo la storia di Scaglia.</p>
<p>È il ritratto di un sistema in cui un’accusa può diventare una sentenza pubblica molto prima del processo, in cui la gogna arriva subito e la riparazione, quando arriva, quasi non si vede.<br>
Ricostruiamo i passaggi chiave della sua parabola per arrivare alla domanda più profonda che questa storia ci lascia: che cosa succede quando l’errore di un sistema giudiziario e mediatico travolge una persona, e quanto costa davvero uscirne anche da innocenti?</p>
<p><br></p>
<p>Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.<br>Prodotto da BOATS – Based On A True Story.<br>Seguici su YouTube, TikTok, Instagram e Spotify: @ScandaliPodcast<br>Per messaggi: <a href="">scandalipodcast@gmail.com</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Dentro Scandali: Il disastro della Val di Stava</title>
      <description>Nel 1985, in una valle del Trentino, una massa di fango e detriti travolge tutto in pochi secondi.
Ma in questa puntata di Dentro Scandali non ricostruiamo solo il crollo della Val di Stava.

Rallentiamo la storia per capire come un disastro così rapido possa essere il risultato di anni di decisioni, omissioni e controlli mancati.

Partiamo dal nodo più inquietante: la distanza tra ciò che era visibile  (due bacini di decantazione sopra un paese) e ciò che davvero rappresentavano.
Strutture fragili, caricate oltre ogni limite, sostenute da equilibri precari che nessuno ha fermato in tempo.

Analizziamo il ruolo delle autorizzazioni, delle verifiche tecniche, delle responsabilità distribuite lungo tutta la filiera: dalla gestione dell’impianto fino agli enti chiamati a controllare.
Un sistema in cui ogni passaggio sembra corretto preso singolarmente, ma che nel complesso costruisce le condizioni perfette per il disastro.

Ma Stava è anche il racconto di un meccanismo più profondo: quando il rischio è noto ma normalizzato, quando i segnali deboli non vengono interpretati come urgenza, la catastrofe non arriva all’improvviso.
Arriva lentamente, molto prima del momento in cui diventa visibile.

Perché il vero scandalo non è solo il crollo.È tutto quello che lo rende possibile.



Dentro Scandali è il podcast di BOATS che approfondisce e analizza i casi raccontati in Scandali, separando i fatti per capire ciò che spesso resta invisibile.
Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.
Le voci in Dentro Scandali sono di Matteo, Fabio e Niccolò.

Segui Scandali su TikTok, Instagram, YouTube e Spotify: @scandalipodcast
Per messaggi: ⁠scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Tue, 21 Apr 2026 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Nel 1985, in una valle del Trentino, una massa di fango e detriti travolge tutto in pochi secondi.
Ma in questa puntata di Dentro Scandali non ricostruiamo solo il crollo della Val di Stava.

Rallentiamo la storia per capire come un disastro così rapido possa essere il risultato di anni di decisioni, omissioni e controlli mancati.

Partiamo dal nodo più inquietante: la distanza tra ciò che era visibile  (due bacini di decantazione sopra un paese) e ciò che davvero rappresentavano.
Strutture fragili, caricate oltre ogni limite, sostenute da equilibri precari che nessuno ha fermato in tempo.

Analizziamo il ruolo delle autorizzazioni, delle verifiche tecniche, delle responsabilità distribuite lungo tutta la filiera: dalla gestione dell’impianto fino agli enti chiamati a controllare.
Un sistema in cui ogni passaggio sembra corretto preso singolarmente, ma che nel complesso costruisce le condizioni perfette per il disastro.

Ma Stava è anche il racconto di un meccanismo più profondo: quando il rischio è noto ma normalizzato, quando i segnali deboli non vengono interpretati come urgenza, la catastrofe non arriva all’improvviso.
Arriva lentamente, molto prima del momento in cui diventa visibile.

Perché il vero scandalo non è solo il crollo.È tutto quello che lo rende possibile.



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        <![CDATA[<p>Nel 1985, in una valle del Trentino, una massa di fango e detriti travolge tutto in pochi secondi.<br>
Ma in questa puntata di Dentro Scandali non ricostruiamo solo il crollo della Val di Stava.</p>
<p>Rallentiamo la storia per capire come un disastro così rapido possa essere il risultato di anni di decisioni, omissioni e controlli mancati.</p>
<p>Partiamo dal nodo più inquietante: la distanza tra ciò che era visibile  (due bacini di decantazione sopra un paese) e ciò che davvero rappresentavano.<br>
Strutture fragili, caricate oltre ogni limite, sostenute da equilibri precari che nessuno ha fermato in tempo.</p>
<p>Analizziamo il ruolo delle autorizzazioni, delle verifiche tecniche, delle responsabilità distribuite lungo tutta la filiera: dalla gestione dell’impianto fino agli enti chiamati a controllare.<br>
Un sistema in cui ogni passaggio sembra corretto preso singolarmente, ma che nel complesso costruisce le condizioni perfette per il disastro.</p>
<p>Ma Stava è anche il racconto di un meccanismo più profondo: quando il rischio è noto ma normalizzato, quando i segnali deboli non vengono interpretati come urgenza, la catastrofe non arriva all’improvviso.<br>
Arriva lentamente, molto prima del momento in cui diventa visibile.</p>
<p>Perché il vero scandalo non è solo il crollo.<br>È tutto quello che lo rende possibile.</p>
<p><br></p>
<p>Dentro Scandali è il podcast di BOATS che approfondisce e analizza i casi raccontati in Scandali, separando i fatti per capire ciò che spesso resta invisibile.<br>
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Le voci in Dentro Scandali sono di Matteo, Fabio e Niccolò.</p>
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    <item>
      <title>La valanga di fango: Il caso del disastro della Val di Stava</title>
      <description>È il 19 luglio 1985. Val di Stava, Trentino. Pochi minuti dopo mezzogiorno, qualcosa cede. Poi cede di nuovo.

Due bacini pieni di scarti minerari collassano uno sull’altro. E quello che si libera non è acqua: è una massa di fango, sabbia e detriti che scende a valle a quasi 90 km all’ora. 

In pochi minuti cancella alberghi, case, persone.
268 morti. 

Da qui torniamo indietro. Alla miniera, alla costruzione dei bacini, alle modifiche, ai controlli. E poi ai segnali: instabilità, anomalie, scelte tecniche sempre più fragili.

Perché Stava non è solo una tragedia.

È un disastro che non nasce in quel giorno. Nasce molto prima. In una catena di decisioni, responsabilità e omissioni che si accumulano nel tempo, fino a diventare inevitabili.



Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.La voce narrante è di Paolo Cresta.Segui Scandali su TikTok, Instagram, YouTube e Spotify: @scandalipodcastPer messaggi: scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Sun, 19 Apr 2026 22:00:00 -0000</pubDate>
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Due bacini pieni di scarti minerari collassano uno sull’altro. E quello che si libera non è acqua: è una massa di fango, sabbia e detriti che scende a valle a quasi 90 km all’ora. 

In pochi minuti cancella alberghi, case, persone.
268 morti. 

Da qui torniamo indietro. Alla miniera, alla costruzione dei bacini, alle modifiche, ai controlli. E poi ai segnali: instabilità, anomalie, scelte tecniche sempre più fragili.

Perché Stava non è solo una tragedia.

È un disastro che non nasce in quel giorno. Nasce molto prima. In una catena di decisioni, responsabilità e omissioni che si accumulano nel tempo, fino a diventare inevitabili.



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        <![CDATA[<p>È il 19 luglio 1985. Val di Stava, Trentino. Pochi minuti dopo mezzogiorno, qualcosa cede. Poi cede di nuovo.</p>
<p>Due bacini pieni di scarti minerari collassano uno sull’altro. E quello che si libera non è acqua: è una massa di fango, sabbia e detriti che scende a valle a quasi 90 km all’ora. </p>
<p>In pochi minuti cancella alberghi, case, persone.<br>
268 morti. </p>
<p>Da qui torniamo indietro. Alla miniera, alla costruzione dei bacini, alle modifiche, ai controlli. E poi ai segnali: instabilità, anomalie, scelte tecniche sempre più fragili.</p>
<p>Perché Stava non è solo una tragedia.</p>
<p>È un disastro che non nasce in quel giorno. Nasce molto prima. In una catena di decisioni, responsabilità e omissioni che si accumulano nel tempo, fino a diventare inevitabili.</p>
<p><br></p>
<p>Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.<br>La voce narrante è di Paolo Cresta.<br>Segui Scandali su TikTok, Instagram, YouTube e Spotify: @scandalipodcast<br>Per messaggi: scandalipodcast@gmail.com</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Fuori Scandali BIO: Lapo Elkann</title>
      <description>Fuori Scandali BIO è lo spin-off in cui prendiamo una figura pubblica del mondo italiano e la usiamo come lente per leggere qualcosa di più grande: potere, privilegio, caduta, identità.
Non solo la biografia di una persona, ma il sistema culturale, familiare e sociale che quella storia rende visibile.

In questa puntata partiamo da Lapo Elkann, il volto più imprevedibile della dinastia Agnelli. Una vita fatta di eccessi, crisi pubbliche, fughe, rinascite e continue riscritture di sé.

Ma più la guardi da vicino, più questa non è solo la storia di Lapo.
È il ritratto del peso di un cognome, della pressione dello sguardo pubblico e del confine sottile tra protezione familiare e gabbia personale.

Ricostruiamo i passaggi chiave della sua parabola per arrivare alla domanda più profonda che questa storia ci lascia:

Quanto di ciò che diventiamo è davvero una scelta, e quanto nasce dal sistema in cui siamo cresciuti?



Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.Prodotto da BOATS – Based On A True Story.Seguici su YouTube, TikTok, Instagram e Spotify: @ScandaliPodcastPer messaggi: scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Thu, 16 Apr 2026 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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Non solo la biografia di una persona, ma il sistema culturale, familiare e sociale che quella storia rende visibile.

In questa puntata partiamo da Lapo Elkann, il volto più imprevedibile della dinastia Agnelli. Una vita fatta di eccessi, crisi pubbliche, fughe, rinascite e continue riscritture di sé.

Ma più la guardi da vicino, più questa non è solo la storia di Lapo.
È il ritratto del peso di un cognome, della pressione dello sguardo pubblico e del confine sottile tra protezione familiare e gabbia personale.

Ricostruiamo i passaggi chiave della sua parabola per arrivare alla domanda più profonda che questa storia ci lascia:

Quanto di ciò che diventiamo è davvero una scelta, e quanto nasce dal sistema in cui siamo cresciuti?



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        <![CDATA[<p><strong>Fuori Scandali BIO</strong> è lo spin-off in cui prendiamo una figura pubblica del mondo italiano e la usiamo come lente per leggere qualcosa di più grande: potere, privilegio, caduta, identità.<br>
Non solo la biografia di una persona, ma il sistema culturale, familiare e sociale che quella storia rende visibile.</p>
<p>In questa puntata partiamo da <strong>Lapo Elkann</strong>, il volto più imprevedibile della dinastia Agnelli. Una vita fatta di eccessi, crisi pubbliche, fughe, rinascite e continue riscritture di sé.</p>
<p>Ma più la guardi da vicino, più questa non è solo la storia di Lapo.<br>
È il ritratto del peso di un cognome, della pressione dello sguardo pubblico e del confine sottile tra protezione familiare e gabbia personale.</p>
<p>Ricostruiamo i passaggi chiave della sua parabola per arrivare alla domanda più profonda che questa storia ci lascia:</p>
<p><strong>Quanto di ciò che diventiamo è davvero una scelta, e quanto nasce dal sistema in cui siamo cresciuti?</strong></p>
<p><br></p>
<p>Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.<br>Prodotto da BOATS – Based On A True Story.<br>Seguici su YouTube, TikTok, Instagram e Spotify: @ScandaliPodcast<br>Per messaggi: scandalipodcast@gmail.com</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Fuori Scandali: Il caso Ramy</title>
      <description>In questa puntata di Fuori Scandali partiamo dalla svolta giudiziaria che riapre il caso Ramy: la Procura di Milano ha chiesto il processo per il carabiniere che guidava l’auto inseguitrice nella notte in cui è morto Ramy Elgaml, per Fares Bouzidi che era alla guida dello scooter e per altri sei militari accusati di aver ostacolato o falsato la ricostruzione dei fatti.

Ma più si guarda questa storia da vicino, più smette di essere solo la cronaca di un inseguimento finito in tragedia.

C’è la morte di un ragazzo di 19 anni all’incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta. Ci sono le immagini emerse settimane dopo, i verbali contestati, il palo del semaforo smaltito prima di essere analizzato, i video cancellati e il sospetto di un depistaggio interno. E poi c’è Corvetto: un quartiere che nel racconto pubblico diventa simbolo, etichetta e terreno di scontro politico e mediatico.

Ricostruiamo la notte dell’inseguimento, le versioni che si sono contraddette nel tempo, le accuse della procura e il vuoto di regole che questa vicenda sembra mettere a nudo: il confine tra dovere, eccesso e responsabilità appare prendere forma solo dopo, in tribunale, quando ormai tutto è già successo.

Il caso Ramy allora non racconta soltanto una morte durante una fuga. Racconta il modo in cui uno Stato gestisce la propria forza, il racconto di sé e la verità quando al centro ci sono le sue forze dell’ordine, una periferia già stigmatizzata e una vittima che una parte del Paese è pronta a giudicare prima ancora di capire.

E se il problema più grande non fosse l’errore di una notte, ma l’assenza di regole chiare prima che quella notte iniziasse?



Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.

Prodotto da BOATS – Based On A True Story.

La factory creativa che trasforma i fatti di cronaca in storie.

Seguici su YouTube, TikTok, Instagram e Spotify: @ScandaliPodcast

Per messaggi: scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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Ma più si guarda questa storia da vicino, più smette di essere solo la cronaca di un inseguimento finito in tragedia.

C’è la morte di un ragazzo di 19 anni all’incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta. Ci sono le immagini emerse settimane dopo, i verbali contestati, il palo del semaforo smaltito prima di essere analizzato, i video cancellati e il sospetto di un depistaggio interno. E poi c’è Corvetto: un quartiere che nel racconto pubblico diventa simbolo, etichetta e terreno di scontro politico e mediatico.

Ricostruiamo la notte dell’inseguimento, le versioni che si sono contraddette nel tempo, le accuse della procura e il vuoto di regole che questa vicenda sembra mettere a nudo: il confine tra dovere, eccesso e responsabilità appare prendere forma solo dopo, in tribunale, quando ormai tutto è già successo.

Il caso Ramy allora non racconta soltanto una morte durante una fuga. Racconta il modo in cui uno Stato gestisce la propria forza, il racconto di sé e la verità quando al centro ci sono le sue forze dell’ordine, una periferia già stigmatizzata e una vittima che una parte del Paese è pronta a giudicare prima ancora di capire.

E se il problema più grande non fosse l’errore di una notte, ma l’assenza di regole chiare prima che quella notte iniziasse?



Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.

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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <strong>Fuori Scandali</strong> partiamo dalla svolta giudiziaria che riapre il caso Ramy: la Procura di Milano ha chiesto il processo per il carabiniere che guidava l’auto inseguitrice nella notte in cui è morto Ramy Elgaml, per Fares Bouzidi che era alla guida dello scooter e per altri sei militari accusati di aver ostacolato o falsato la ricostruzione dei fatti.</p>
<p>Ma più si guarda questa storia da vicino, più smette di essere solo la cronaca di un inseguimento finito in tragedia.</p>
<p>C’è la morte di un ragazzo di 19 anni all’incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta. Ci sono le immagini emerse settimane dopo, i verbali contestati, il palo del semaforo smaltito prima di essere analizzato, i video cancellati e il sospetto di un depistaggio interno. E poi c’è Corvetto: un quartiere che nel racconto pubblico diventa simbolo, etichetta e terreno di scontro politico e mediatico.</p>
<p>Ricostruiamo la notte dell’inseguimento, le versioni che si sono contraddette nel tempo, le accuse della procura e il vuoto di regole che questa vicenda sembra mettere a nudo: il confine tra dovere, eccesso e responsabilità appare prendere forma solo dopo, in tribunale, quando ormai tutto è già successo.</p>
<p>Il caso Ramy allora non racconta soltanto una morte durante una fuga. Racconta il modo in cui uno Stato gestisce la propria forza, il racconto di sé e la verità quando al centro ci sono le sue forze dell’ordine, una periferia già stigmatizzata e una vittima che una parte del Paese è pronta a giudicare prima ancora di capire.</p>
<p><strong>E se il problema più grande non fosse l’errore di una notte, ma l’assenza di regole chiare prima che quella notte iniziasse?</strong></p>
<p><br></p>
<p>Con le voci di <strong>Fabio, Matteo e Niccolò</strong>.</p>
<p>Prodotto da <strong>BOATS – Based On A True Story</strong>.</p>
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    <item>
      <title>Dentro Scandali: La discarica di Bussi</title>
      <description>Nel 2007, sotto pochi metri di terra a Bussi sul Tirino, emerge una delle discariche industriali più grandi d’Europa.
Ma in questa puntata di Dentro Scandali non ricostruiamo solo la scoperta.

Rallentiamo la storia per capire come un territorio possa convivere per decenni con un pericolo invisibile.

Partiamo dal nodo più inquietante: la distanza tra ciò che era nel sottosuolo e ciò che arrivava nelle case, nei rubinetti, nell’acqua bevuta ogni giorno da migliaia di persone.

Analizziamo il ruolo delle perizie, dei documenti interni, dei linguaggi tecnici che spesso rendono il rischio meno percepibile invece di chiarirlo.

Ma Bussi è anche il racconto di un meccanismo più profondo: quando l’inquinamento non esplode, non si vede e non fa rumore, il conflitto si sposta sulle responsabilità, sui tempi della giustizia e sui silenzi delle istituzioni.

Perché il vero scandalo non è solo ciò che viene trovato sotto terra.È quanto a lungo un sistema riesce a lasciarlo lì.



Dentro Scandali è il podcast di BOATS che approfondisce e analizza i casi raccontati in Scandali, separando i fatti per capire ciò che spesso resta invisibile.

Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.

Le voci in Dentro Scandali sono di Matteo, Fabio e Niccolò.
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      <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Nel 2007, sotto pochi metri di terra a Bussi sul Tirino, emerge una delle discariche industriali più grandi d’Europa.
Ma in questa puntata di Dentro Scandali non ricostruiamo solo la scoperta.

Rallentiamo la storia per capire come un territorio possa convivere per decenni con un pericolo invisibile.

Partiamo dal nodo più inquietante: la distanza tra ciò che era nel sottosuolo e ciò che arrivava nelle case, nei rubinetti, nell’acqua bevuta ogni giorno da migliaia di persone.

Analizziamo il ruolo delle perizie, dei documenti interni, dei linguaggi tecnici che spesso rendono il rischio meno percepibile invece di chiarirlo.

Ma Bussi è anche il racconto di un meccanismo più profondo: quando l’inquinamento non esplode, non si vede e non fa rumore, il conflitto si sposta sulle responsabilità, sui tempi della giustizia e sui silenzi delle istituzioni.

Perché il vero scandalo non è solo ciò che viene trovato sotto terra.È quanto a lungo un sistema riesce a lasciarlo lì.



Dentro Scandali è il podcast di BOATS che approfondisce e analizza i casi raccontati in Scandali, separando i fatti per capire ciò che spesso resta invisibile.

Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.

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        <![CDATA[<p>Nel 2007, sotto pochi metri di terra a Bussi sul Tirino, emerge una delle discariche industriali più grandi d’Europa.
Ma in questa puntata di <strong>Dentro Scandali</strong> non ricostruiamo solo la scoperta.</p>
<p>Rallentiamo la storia per capire <strong>come un territorio possa convivere per decenni con un pericolo invisibile</strong>.</p>
<p>Partiamo dal nodo più inquietante: <strong>la distanza tra ciò che era nel sottosuolo e ciò che arrivava nelle case, nei rubinetti, nell’acqua bevuta ogni giorno da migliaia di persone</strong>.</p>
<p>Analizziamo il ruolo delle perizie, dei documenti interni, dei linguaggi tecnici che spesso rendono il rischio meno percepibile invece di chiarirlo.</p>
<p>Ma Bussi è anche il racconto di un meccanismo più profondo: <strong>quando l’inquinamento non esplode, non si vede e non fa rumore, il conflitto si sposta sulle responsabilità, sui tempi della giustizia e sui silenzi delle istituzioni</strong>.</p>
<p>Perché il vero scandalo non è solo ciò che viene trovato sotto terra.<br>È <strong>quanto a lungo un sistema riesce a lasciarlo lì</strong>.</p>
<p><br></p>
<p><strong>Dentro Scandali</strong> è il podcast di BOATS che approfondisce e analizza i casi raccontati in <em>Scandali</em>, separando i fatti per capire ciò che spesso resta invisibile.</p>
<p><em>Scandali</em> è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.</p>
<p>Le voci in <em>Dentro Scandali</em> sono di Matteo, Fabio e Niccolò.<br>
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    <item>
      <title>Il cuore infetto dell’Abruzzo: Il caso della discarica di Bussi</title>
      <description>In questa puntata di Scandali partiamo da una buca nel terreno.
Siamo in Abruzzo, a Bussi sul Tirino, in uno dei territori più preziosi e incontaminati d’Italia. Nel marzo del 2007, durante alcune indagini, sotto pochi metri di terra emerge qualcosa che nessuno può più ignorare: una distesa di rifiuti chimici tossici sepolti a ridosso del fiume.

Da qui torniamo indietro. Alla nascita del polo industriale di Bussi, alla storia della chimica italiana, agli anni in cui produzione, sviluppo e lavoro sembrano contare più di tutto. E poi ai documenti interni, agli allarmi ignorati, ai dati nascosti, alle analisi che per anni raccontano un inquinamento noto a molti e fermato da nessuno.

Perché Bussi non è solo la storia di una discarica abusiva.
È la storia di un disastro ambientale che, secondo le indagini, potrebbe aver contaminato fiumi, falde e acqua potabile per decenni. Una vicenda in cui si intrecciano industria, politica, giustizia e salute pubblica.

E soprattutto: che cosa succede a un Paese quando il veleno resta sotto terra per anni, ma il silenzio resta in superficie anche di più?



Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.La voce narrante è di Valentina Cherchi.Segui Scandali su TikTok, Instagram, YouTube e Spotify: @scandalipodcastPer messaggi: scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Sun, 05 Apr 2026 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questa puntata di Scandali partiamo da una buca nel terreno.
Siamo in Abruzzo, a Bussi sul Tirino, in uno dei territori più preziosi e incontaminati d’Italia. Nel marzo del 2007, durante alcune indagini, sotto pochi metri di terra emerge qualcosa che nessuno può più ignorare: una distesa di rifiuti chimici tossici sepolti a ridosso del fiume.

Da qui torniamo indietro. Alla nascita del polo industriale di Bussi, alla storia della chimica italiana, agli anni in cui produzione, sviluppo e lavoro sembrano contare più di tutto. E poi ai documenti interni, agli allarmi ignorati, ai dati nascosti, alle analisi che per anni raccontano un inquinamento noto a molti e fermato da nessuno.

Perché Bussi non è solo la storia di una discarica abusiva.
È la storia di un disastro ambientale che, secondo le indagini, potrebbe aver contaminato fiumi, falde e acqua potabile per decenni. Una vicenda in cui si intrecciano industria, politica, giustizia e salute pubblica.

E soprattutto: che cosa succede a un Paese quando il veleno resta sotto terra per anni, ma il silenzio resta in superficie anche di più?



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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <em>Scandali</em> partiamo da una buca nel terreno.<br>
Siamo in Abruzzo, a Bussi sul Tirino, in uno dei territori più preziosi e incontaminati d’Italia. Nel marzo del 2007, durante alcune indagini, sotto pochi metri di terra emerge qualcosa che nessuno può più ignorare: una distesa di rifiuti chimici tossici sepolti a ridosso del fiume.</p>
<p>Da qui torniamo indietro. Alla nascita del polo industriale di Bussi, alla storia della chimica italiana, agli anni in cui produzione, sviluppo e lavoro sembrano contare più di tutto. E poi ai documenti interni, agli allarmi ignorati, ai dati nascosti, alle analisi che per anni raccontano un inquinamento noto a molti e fermato da nessuno.</p>
<p>Perché Bussi non è solo la storia di una discarica abusiva.<br>
È la storia di un disastro ambientale che, secondo le indagini, potrebbe aver contaminato fiumi, falde e acqua potabile per decenni. Una vicenda in cui si intrecciano industria, politica, giustizia e salute pubblica.</p>
<p>E soprattutto: che cosa succede a un Paese quando il veleno resta sotto terra per anni, ma il silenzio resta in superficie anche di più?</p>
<p><br></p>
<p><em>Scandali</em> è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.<br>La voce narrante è di Valentina Cherchi.<br>Segui <em>Scandali</em> su TikTok, Instagram, YouTube e Spotify: <strong>@scandalipodcast</strong><br>Per messaggi: <a href="">scandalipodcast@gmail.com</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Fuori Scandali: Il caso Delmastro</title>
      <description>In questa puntata di Fuori Scandali partiamo da una storia che, all’inizio, sembra solo l’ennesimo scandalo politico. Ma più la guardi da vicino, più diventa il ritratto di un sistema.

Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia con delega al DAP, finisce al centro di una vicenda che intreccia potere, informazioni riservate, politica e rapporti opachi. Da una parte c’è il caso Cospito: la diffusione di informazioni sensibili su un detenuto al 41-bis finite poi nello scontro parlamentare. Dall’altra c’è la società aperta per un ristorante a Roma, con soci vicini a Fratelli d’Italia e il nome dei Caroccia, famiglia collegata al clan Senese.

Ricostruiamo i fatti, le dimissioni, il ruolo della Direzione Distrettuale Antimafia e la domanda più scomoda di tutte: quando un uomo delle istituzioni smette di essere difendibile?

Ma il punto non è solo Delmastro. È il meccanismo che questa storia fa emergere: in Italia la soglia politica non è quasi mai chiara, non coincide con quella giudiziaria e spesso viene decisa solo quando il costo di difendere qualcuno diventa troppo alto.

E allora  chi stabilisce quando una funzione pubblica non è più compatibile con chi la ricopre?



Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.
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      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questa puntata di Fuori Scandali partiamo da una storia che, all’inizio, sembra solo l’ennesimo scandalo politico. Ma più la guardi da vicino, più diventa il ritratto di un sistema.

Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia con delega al DAP, finisce al centro di una vicenda che intreccia potere, informazioni riservate, politica e rapporti opachi. Da una parte c’è il caso Cospito: la diffusione di informazioni sensibili su un detenuto al 41-bis finite poi nello scontro parlamentare. Dall’altra c’è la società aperta per un ristorante a Roma, con soci vicini a Fratelli d’Italia e il nome dei Caroccia, famiglia collegata al clan Senese.

Ricostruiamo i fatti, le dimissioni, il ruolo della Direzione Distrettuale Antimafia e la domanda più scomoda di tutte: quando un uomo delle istituzioni smette di essere difendibile?

Ma il punto non è solo Delmastro. È il meccanismo che questa storia fa emergere: in Italia la soglia politica non è quasi mai chiara, non coincide con quella giudiziaria e spesso viene decisa solo quando il costo di difendere qualcuno diventa troppo alto.

E allora  chi stabilisce quando una funzione pubblica non è più compatibile con chi la ricopre?



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        <![CDATA[<p>In questa puntata di Fuori Scandali partiamo da una storia che, all’inizio, sembra solo l’ennesimo scandalo politico. Ma più la guardi da vicino, più diventa il ritratto di un sistema.</p>
<p>Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia con delega al DAP, finisce al centro di una vicenda che intreccia potere, informazioni riservate, politica e rapporti opachi. Da una parte c’è il caso Cospito: la diffusione di informazioni sensibili su un detenuto al 41-bis finite poi nello scontro parlamentare. Dall’altra c’è la società aperta per un ristorante a Roma, con soci vicini a Fratelli d’Italia e il nome dei Caroccia, famiglia collegata al clan Senese.</p>
<p>Ricostruiamo i fatti, le dimissioni, il ruolo della Direzione Distrettuale Antimafia e la domanda più scomoda di tutte: quando un uomo delle istituzioni smette di essere difendibile?</p>
<p>Ma il punto non è solo Delmastro. È il meccanismo che questa storia fa emergere: in Italia la soglia politica non è quasi mai chiara, non coincide con quella giudiziaria e spesso viene decisa solo quando il costo di difendere qualcuno diventa troppo alto.</p>
<p>E allora  chi stabilisce quando una funzione pubblica non è più compatibile con chi la ricopre?</p>
<p><br></p>
<p>Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.<br>
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    <item>
      <title>Dentro Scandali: L'Hotel Fuenti</title>
      <description>Per oltre trent’anni è rimasto lì, immobile. Un edificio costruito, mai davvero usato, al centro di una battaglia che non riguarda solo un albergo, ma il modo in cui un Paese decide cosa vale davvero.

In questa puntata di Dentro Scandali partiamo dal caso dell’Hotel Fuenti per entrare nei meccanismi che lo hanno reso possibile. Non è la storia di un abuso evidente, ma di una zona grigia: autorizzazioni legittime, norme che cambiano, decisioni che restano sospese. 

È il punto in cui il diritto si inceppa. In cui lo Stato fatica a scegliere tra proteggere un investimento o riconoscere un danno irreversibile. E nel frattempo la società cambia: quello che prima era progresso diventa, col tempo, un simbolo negativo.

Ma il Fuenti non è solo un caso giuridico o ambientale. È anche un conflitto concreto: centinaia di posti di lavoro promessi contro la tutela di un paesaggio unico. Un conflitto che non si risolve davvero, ma si sposta.

Fino a una decisione che segna un precedente: per la prima volta in Italia, un edificio viene demolito non perché irregolare, ma perché incompatibile con il paesaggio.

E allora la domanda diventa un’altra: quando il danno è già fatto, cosa resta davvero da difendere?



Dentro Scandali è il podcast di BOATS che approfondisce e analizza i casi raccontati in Scandali, separando i fatti per capire ciò che spesso resta invisibile.
Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.
Le voci in Dentro Scandali sono di Matteo, Fabio e Niccolò.

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      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Per oltre trent’anni è rimasto lì, immobile. Un edificio costruito, mai davvero usato, al centro di una battaglia che non riguarda solo un albergo, ma il modo in cui un Paese decide cosa vale davvero.

In questa puntata di Dentro Scandali partiamo dal caso dell’Hotel Fuenti per entrare nei meccanismi che lo hanno reso possibile. Non è la storia di un abuso evidente, ma di una zona grigia: autorizzazioni legittime, norme che cambiano, decisioni che restano sospese. 

È il punto in cui il diritto si inceppa. In cui lo Stato fatica a scegliere tra proteggere un investimento o riconoscere un danno irreversibile. E nel frattempo la società cambia: quello che prima era progresso diventa, col tempo, un simbolo negativo.

Ma il Fuenti non è solo un caso giuridico o ambientale. È anche un conflitto concreto: centinaia di posti di lavoro promessi contro la tutela di un paesaggio unico. Un conflitto che non si risolve davvero, ma si sposta.

Fino a una decisione che segna un precedente: per la prima volta in Italia, un edificio viene demolito non perché irregolare, ma perché incompatibile con il paesaggio.

E allora la domanda diventa un’altra: quando il danno è già fatto, cosa resta davvero da difendere?



Dentro Scandali è il podcast di BOATS che approfondisce e analizza i casi raccontati in Scandali, separando i fatti per capire ciò che spesso resta invisibile.
Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.
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        <![CDATA[<p>Per oltre trent’anni è rimasto lì, immobile. Un edificio costruito, mai davvero usato, al centro di una battaglia che non riguarda solo un albergo, ma il modo in cui un Paese decide cosa vale davvero.</p>
<p>In questa puntata di Dentro Scandali partiamo dal caso dell’Hotel Fuenti per entrare nei meccanismi che lo hanno reso possibile. Non è la storia di un abuso evidente, ma di una zona grigia: autorizzazioni legittime, norme che cambiano, decisioni che restano sospese. </p>
<p>È il punto in cui il diritto si inceppa. In cui lo Stato fatica a scegliere tra proteggere un investimento o riconoscere un danno irreversibile. E nel frattempo la società cambia: quello che prima era progresso diventa, col tempo, un simbolo negativo.</p>
<p>Ma il Fuenti non è solo un caso giuridico o ambientale. È anche un conflitto concreto: centinaia di posti di lavoro promessi contro la tutela di un paesaggio unico. Un conflitto che non si risolve davvero, ma si sposta.</p>
<p>Fino a una decisione che segna un precedente: per la prima volta in Italia, un edificio viene demolito non perché irregolare, ma perché incompatibile con il paesaggio.</p>
<p>E allora la domanda diventa un’altra: quando il danno è già fatto, cosa resta davvero da difendere?</p>
<p><br></p>
<p>Dentro Scandali è il podcast di BOATS che approfondisce e analizza i casi raccontati in Scandali, separando i fatti per capire ciò che spesso resta invisibile.<br>
Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.<br>
Le voci in Dentro Scandali sono di Matteo, Fabio e Niccolò.</p>
<p>Segui Scandali su TikTok, Instagram, YouTube e Spotify: @scandalipodcast<br>
Per messaggi: <a href="">scandalipodcast@gmail.com</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    </item>
    <item>
      <title>Ecomostro: Il caso dell’Hotel Fuenti</title>
      <description>In questa puntata di Scandali partiamo da una demolizione.

Siamo sulla Costiera Amalfitana, uno dei luoghi più belli d’Italia. Davanti al mare, su un costone di tufo, da trent’anni domina un edificio enorme: l’Hotel Fuenti. Per molti è un simbolo di lavoro e sviluppo. Per altri, un ecomostro da abbattere.

Il 23 aprile 1999 iniziano le ruspe. Ma dopo appena un giorno tutto si ferma: davanti al cantiere arrivano decine di persone a difendere quell’hotel. Non per salvarlo, ma per difendere il proprio futuro.

Da qui torniamo indietro. Alla fine degli anni ’60, al boom economico, alle leggi aggirate, alle autorizzazioni controverse. E poi agli anni delle battaglie civili, degli intellettuali, dei processi e dei ricorsi. Una storia lunga trent’anni in cui si intrecciano politica, giustizia, ambiente e lavoro.

Perché il Fuenti non è solo un edificio.

È il punto di scontro tra due idee opposte di Paese: tutela del paesaggio o diritto al lavoro? Legalità o compromesso?

E soprattutto: quando uno scandalo finisce davvero?



Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.

La voce narrante è di Giacomo Giaquinto.

Segui Scandali su TikTok, Instagram, YouTube e Spotify: @scandalipodcast

Per messaggi: ⁠scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Sun, 22 Mar 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questa puntata di Scandali partiamo da una demolizione.

Siamo sulla Costiera Amalfitana, uno dei luoghi più belli d’Italia. Davanti al mare, su un costone di tufo, da trent’anni domina un edificio enorme: l’Hotel Fuenti. Per molti è un simbolo di lavoro e sviluppo. Per altri, un ecomostro da abbattere.

Il 23 aprile 1999 iniziano le ruspe. Ma dopo appena un giorno tutto si ferma: davanti al cantiere arrivano decine di persone a difendere quell’hotel. Non per salvarlo, ma per difendere il proprio futuro.

Da qui torniamo indietro. Alla fine degli anni ’60, al boom economico, alle leggi aggirate, alle autorizzazioni controverse. E poi agli anni delle battaglie civili, degli intellettuali, dei processi e dei ricorsi. Una storia lunga trent’anni in cui si intrecciano politica, giustizia, ambiente e lavoro.

Perché il Fuenti non è solo un edificio.

È il punto di scontro tra due idee opposte di Paese: tutela del paesaggio o diritto al lavoro? Legalità o compromesso?

E soprattutto: quando uno scandalo finisce davvero?



Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.

La voce narrante è di Giacomo Giaquinto.

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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <em>Scandali</em> partiamo da una demolizione.</p>
<p>Siamo sulla Costiera Amalfitana, uno dei luoghi più belli d’Italia. Davanti al mare, su un costone di tufo, da trent’anni domina un edificio enorme: l’Hotel Fuenti. Per molti è un simbolo di lavoro e sviluppo. Per altri, un ecomostro da abbattere.</p>
<p>Il 23 aprile 1999 iniziano le ruspe. Ma dopo appena un giorno tutto si ferma: davanti al cantiere arrivano decine di persone a difendere quell’hotel. Non per salvarlo, ma per difendere il proprio futuro.</p>
<p>Da qui torniamo indietro. Alla fine degli anni ’60, al boom economico, alle leggi aggirate, alle autorizzazioni controverse. E poi agli anni delle battaglie civili, degli intellettuali, dei processi e dei ricorsi. Una storia lunga trent’anni in cui si intrecciano politica, giustizia, ambiente e lavoro.</p>
<p>Perché il Fuenti non è solo un edificio.</p>
<p>È il punto di scontro tra due idee opposte di Paese: tutela del paesaggio o diritto al lavoro? Legalità o compromesso?</p>
<p>E soprattutto: quando uno scandalo finisce davvero?</p>
<p><br></p>
<p><strong>Scandali</strong> è un podcast originale <strong>BOATS</strong>, scritto da <strong>Matteo Liuzzi</strong>, diretto da <strong>Niccolò Martin</strong> e prodotto da <strong>Fabio Ragazzo</strong>.</p>
<p>La voce narrante è di <strong>Giacomo Giaquinto</strong>.</p>
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    <item>
      <title>Fuori Scandali: Il caso del cardinale Becciu</title>
      <description>In questa puntata di Fuori Scandali partiamo da una notizia che può cambiare tutto: il processo al cardinale Angelo Becciu dovrà essere rifatto.

Sembra una questione tecnica. Ma non lo è. Perché quel processo era stato presentato come il simbolo della nuova trasparenza del Vaticano. E oggi rischia di dimostrare il contrario.

Ricostruiamo il caso: l’investimento nel palazzo di Londra, le perdite milionarie, i fondi finiti al centro delle accuse e le operazioni che trasformano una cattiva gestione in uno scandalo globale.

Ma il punto non è solo cosa è successo. È come è stato giudicato.

Parliamo delle regole cambiate durante il processo, dei documenti non accessibili alla difesa e di un sistema in cui il potere giudiziario non è separato da quello politico.

E allora la domanda diventa inevitabile: se il processo non regge, cosa resta della condanna?

E soprattutto: chi giudica il Vaticano, quando è il Vaticano stesso a essere sotto processo?



Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.Prodotto da BOATS – Based On A True Story.Seguici su YouTube, TikTok, Instagram e Spotify: @ScandaliPodcastPer messaggi: scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questa puntata di Fuori Scandali partiamo da una notizia che può cambiare tutto: il processo al cardinale Angelo Becciu dovrà essere rifatto.

Sembra una questione tecnica. Ma non lo è. Perché quel processo era stato presentato come il simbolo della nuova trasparenza del Vaticano. E oggi rischia di dimostrare il contrario.

Ricostruiamo il caso: l’investimento nel palazzo di Londra, le perdite milionarie, i fondi finiti al centro delle accuse e le operazioni che trasformano una cattiva gestione in uno scandalo globale.

Ma il punto non è solo cosa è successo. È come è stato giudicato.

Parliamo delle regole cambiate durante il processo, dei documenti non accessibili alla difesa e di un sistema in cui il potere giudiziario non è separato da quello politico.

E allora la domanda diventa inevitabile: se il processo non regge, cosa resta della condanna?

E soprattutto: chi giudica il Vaticano, quando è il Vaticano stesso a essere sotto processo?



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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <em>Fuori Scandali</em> partiamo da una notizia che può cambiare tutto: il processo al cardinale Angelo Becciu dovrà essere rifatto.</p>
<p>Sembra una questione tecnica. Ma non lo è. Perché quel processo era stato presentato come il simbolo della nuova trasparenza del Vaticano. E oggi rischia di dimostrare il contrario.</p>
<p>Ricostruiamo il caso: l’investimento nel palazzo di Londra, le perdite milionarie, i fondi finiti al centro delle accuse e le operazioni che trasformano una cattiva gestione in uno scandalo globale.</p>
<p>Ma il punto non è solo cosa è successo. È come è stato giudicato.</p>
<p>Parliamo delle regole cambiate durante il processo, dei documenti non accessibili alla difesa e di un sistema in cui il potere giudiziario non è separato da quello politico.</p>
<p>E allora la domanda diventa inevitabile: se il processo non regge, cosa resta della condanna?</p>
<p>E soprattutto: chi giudica il Vaticano, quando è il Vaticano stesso a essere sotto processo?</p>
<p><br></p>
<p>Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.<br>Prodotto da BOATS – Based On A True Story.<br>Seguici su YouTube, TikTok, Instagram e Spotify: @ScandaliPodcast<br>Per messaggi: <a href="">scandalipodcast@gmail.com</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Fuori Scandali: Il caso di Don Alberto Ravagnani</title>
      <description>In questa puntata di Fuori Scandali partiamo da una storia che, a prima vista, sembra solo una vicenda personale: un giovane sacerdote molto seguito sui social che decide di lasciare il ministero. Ma, come spesso accade, dietro una scelta individuale si nasconde qualcosa di molto più grande.

Il protagonista è Don Alberto Ravagnani, classe 1993, ordinato sacerdote nel 2018 nella diocesi di Milano e diventato negli ultimi anni una delle figure religiose più riconoscibili sui social italiani, con centinaia di migliaia di follower tra YouTube, Instagram e TikTok. A fine gennaio 2026 annuncia pubblicamente di lasciare il sacerdozio. Lo fa nel modo più coerente con il suo percorso: con un video pubblicato sul suo canale YouTube, in cui racconta la sua scelta. 

La sua spiegazione sorprende molti: la fede non è finita. Ravagnani dice di continuare a credere, ma di non riconoscersi più nel ruolo sacerdotale. Una distinzione che ribalta la narrazione più comune: non è un prete che perde la fede, ma qualcuno che mette in discussione la struttura dentro cui quella fede si è espressa finora.

Ricostruiamo quindi le motivazioni che emergono dal suo racconto: il peso del celibato, il disagio verso il ruolo sacerdotale come “divisa”, la distanza percepita tra la vita reale delle persone e il linguaggio della Chiesa. 

La storia di Ravagnani apre anche domande più ampie. Parliamo del celibato nella storia della Chiesa, delle richieste di riforma che ciclicamente tornano nel dibattito cattolico e del conflitto sempre più evidente tra istituzione religiosa e cultura contemporanea.

Allarghiamo poi lo sguardo al ruolo dei social media nella vita religiosa. Ravagnani è stato uno dei primi sacerdoti italiani a costruire una vera presenza digitale, portando la pastorale su YouTube e TikTok. Ma cosa succede quando la fede diventa anche contenuto, quando un sacerdote entra nella creator economy e costruisce un pubblico che diventa un vero e proprio capitale di attenzione?

Infine riflettiamo su una trasformazione più ampia: la crisi delle istituzioni e il passaggio da una fede vissuta dentro strutture riconosciute a forme sempre più individuali di spiritualità. Una trasformazione che riguarda non solo la Chiesa, ma molte altre istituzioni della società contemporanea.



Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.Prodotto da BOATS – Based On A True Story.

Seguici su YouTube, TikTok, Instagram e Spotify: @ScandaliPodcastPer messaggi: scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questa puntata di Fuori Scandali partiamo da una storia che, a prima vista, sembra solo una vicenda personale: un giovane sacerdote molto seguito sui social che decide di lasciare il ministero. Ma, come spesso accade, dietro una scelta individuale si nasconde qualcosa di molto più grande.

Il protagonista è Don Alberto Ravagnani, classe 1993, ordinato sacerdote nel 2018 nella diocesi di Milano e diventato negli ultimi anni una delle figure religiose più riconoscibili sui social italiani, con centinaia di migliaia di follower tra YouTube, Instagram e TikTok. A fine gennaio 2026 annuncia pubblicamente di lasciare il sacerdozio. Lo fa nel modo più coerente con il suo percorso: con un video pubblicato sul suo canale YouTube, in cui racconta la sua scelta. 

La sua spiegazione sorprende molti: la fede non è finita. Ravagnani dice di continuare a credere, ma di non riconoscersi più nel ruolo sacerdotale. Una distinzione che ribalta la narrazione più comune: non è un prete che perde la fede, ma qualcuno che mette in discussione la struttura dentro cui quella fede si è espressa finora.

Ricostruiamo quindi le motivazioni che emergono dal suo racconto: il peso del celibato, il disagio verso il ruolo sacerdotale come “divisa”, la distanza percepita tra la vita reale delle persone e il linguaggio della Chiesa. 

La storia di Ravagnani apre anche domande più ampie. Parliamo del celibato nella storia della Chiesa, delle richieste di riforma che ciclicamente tornano nel dibattito cattolico e del conflitto sempre più evidente tra istituzione religiosa e cultura contemporanea.

Allarghiamo poi lo sguardo al ruolo dei social media nella vita religiosa. Ravagnani è stato uno dei primi sacerdoti italiani a costruire una vera presenza digitale, portando la pastorale su YouTube e TikTok. Ma cosa succede quando la fede diventa anche contenuto, quando un sacerdote entra nella creator economy e costruisce un pubblico che diventa un vero e proprio capitale di attenzione?

Infine riflettiamo su una trasformazione più ampia: la crisi delle istituzioni e il passaggio da una fede vissuta dentro strutture riconosciute a forme sempre più individuali di spiritualità. Una trasformazione che riguarda non solo la Chiesa, ma molte altre istituzioni della società contemporanea.



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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <strong>Fuori Scandali</strong> partiamo da una storia che, a prima vista, sembra solo una vicenda personale: un giovane sacerdote molto seguito sui social che decide di lasciare il ministero. Ma, come spesso accade, dietro una scelta individuale si nasconde qualcosa di molto più grande.</p>
<p>Il protagonista è <strong>Don Alberto Ravagnani</strong>, classe 1993, ordinato sacerdote nel 2018 nella diocesi di Milano e diventato negli ultimi anni una delle figure religiose più riconoscibili sui social italiani, con centinaia di migliaia di follower tra YouTube, Instagram e TikTok. A fine gennaio 2026 annuncia pubblicamente di lasciare il sacerdozio. Lo fa nel modo più coerente con il suo percorso: con un video pubblicato sul suo canale YouTube, in cui racconta la sua scelta. </p>
<p>La sua spiegazione sorprende molti: la fede non è finita. Ravagnani dice di continuare a credere, ma di non riconoscersi più nel ruolo sacerdotale. Una distinzione che ribalta la narrazione più comune: non è un prete che perde la fede, ma qualcuno che mette in discussione la struttura dentro cui quella fede si è espressa finora.</p>
<p>Ricostruiamo quindi le motivazioni che emergono dal suo racconto: il peso del celibato, il disagio verso il ruolo sacerdotale come “divisa”, la distanza percepita tra la vita reale delle persone e il linguaggio della Chiesa. </p>
<p>La storia di Ravagnani apre anche domande più ampie. Parliamo del <strong>celibato nella storia della Chiesa</strong>, delle richieste di riforma che ciclicamente tornano nel dibattito cattolico e del conflitto sempre più evidente tra istituzione religiosa e cultura contemporanea.</p>
<p>Allarghiamo poi lo sguardo al ruolo dei <strong>social media nella vita religiosa</strong>. Ravagnani è stato uno dei primi sacerdoti italiani a costruire una vera presenza digitale, portando la pastorale su YouTube e TikTok. Ma cosa succede quando la fede diventa anche contenuto, quando un sacerdote entra nella creator economy e costruisce un pubblico che diventa un vero e proprio capitale di attenzione?</p>
<p>Infine riflettiamo su una trasformazione più ampia: la crisi delle istituzioni e il passaggio da una fede vissuta dentro strutture riconosciute a forme sempre più individuali di spiritualità. Una trasformazione che riguarda non solo la Chiesa, ma molte altre istituzioni della società contemporanea.</p>
<p><br></p>
<p><strong>Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.</strong><br>Prodotto da <strong>BOATS – Based On A True Story.</strong></p>
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    <item>
      <title>Dentro Scandali: L'arsenico a Manfredonia</title>
      <description>Nel 1976 a Manfredonia un’esplosione nello stabilimento chimico ANIC libera nell’aria tonnellate di arsenico. Per molti è la “Seveso del Sud”.

In questa puntata di Dentro Scandali non ricostruiamo solo l’incidente: rallentiamo la storia per capire come un disastro del genere diventa possibile.

Partiamo dalla comunicazione dell’azienda, dove il linguaggio tecnico costruisce fiducia e nasconde il rischio. Analizziamo poi una decisione cruciale: l’innalzamento dei limiti di arsenico nelle urine dei lavoratori, che trasforma un’emergenza sanitaria in una semplice modifica di parametro.

Ma Manfredonia è anche la storia di una comunità divisa tra lavoro e salute, di un sistema giuridico che negli anni ’70 non aveva strumenti per giudicare i disastri ambientali e della nascita di una protesta dal basso guidata dal Comitato Cittadino Donne.

Perché dietro l’esplosione del 1976 c’è una domanda che riguarda ancora oggi l’Italia: quando sviluppo industriale e tutela della salute entrano in conflitto, chi decide il prezzo da pagare?



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      <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Nel 1976 a Manfredonia un’esplosione nello stabilimento chimico ANIC libera nell’aria tonnellate di arsenico. Per molti è la “Seveso del Sud”.

In questa puntata di Dentro Scandali non ricostruiamo solo l’incidente: rallentiamo la storia per capire come un disastro del genere diventa possibile.

Partiamo dalla comunicazione dell’azienda, dove il linguaggio tecnico costruisce fiducia e nasconde il rischio. Analizziamo poi una decisione cruciale: l’innalzamento dei limiti di arsenico nelle urine dei lavoratori, che trasforma un’emergenza sanitaria in una semplice modifica di parametro.

Ma Manfredonia è anche la storia di una comunità divisa tra lavoro e salute, di un sistema giuridico che negli anni ’70 non aveva strumenti per giudicare i disastri ambientali e della nascita di una protesta dal basso guidata dal Comitato Cittadino Donne.

Perché dietro l’esplosione del 1976 c’è una domanda che riguarda ancora oggi l’Italia: quando sviluppo industriale e tutela della salute entrano in conflitto, chi decide il prezzo da pagare?



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        <![CDATA[<p>Nel 1976 a Manfredonia un’esplosione nello stabilimento chimico ANIC libera nell’aria tonnellate di arsenico. Per molti è la “Seveso del Sud”.</p>
<p>In questa puntata di <em>Dentro Scandali</em> non ricostruiamo solo l’incidente: rallentiamo la storia per capire <strong>come un disastro del genere diventa possibile</strong>.</p>
<p>Partiamo dalla comunicazione dell’azienda, dove il linguaggio tecnico costruisce fiducia e nasconde il rischio. Analizziamo poi una decisione cruciale: l’innalzamento dei limiti di arsenico nelle urine dei lavoratori, che trasforma un’emergenza sanitaria in una semplice modifica di parametro.</p>
<p>Ma Manfredonia è anche la storia di una comunità divisa tra lavoro e salute, di un sistema giuridico che negli anni ’70 non aveva strumenti per giudicare i disastri ambientali e della nascita di una protesta dal basso guidata dal <strong>Comitato Cittadino Donne</strong>.</p>
<p>Perché dietro l’esplosione del 1976 c’è una domanda che riguarda ancora oggi l’Italia: <strong>quando sviluppo industriale e tutela della salute entrano in conflitto, chi decide il prezzo da pagare?</strong></p>
<p><br></p>
<p><em>Dentro Scandali</em> è il podcast di BOATS che approfondisce e analizza i casi raccontati in <em>Scandali</em>, separando i fatti per capire ciò che spesso resta invisibile. </p>
<p>Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo. </p>
<p>Le voci in Dentro Scandali sono di Matteo, Fabio e Niccolò.</p>
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      <title>La Seveso del Sud: Il caso dell'arsenico a Manfredonia</title>
      <description>Settembre 1976.
A Manfredonia, in provincia di Foggia, un’esplosione nel petrolchimico ANIC squarcia una torre alta quaranta metri. In pochi minuti una nube giallastra si solleva sopra la città e si deposita ovunque: sui campi, sulle case, sugli ulivi, perfino sulle spiagge.

All’inizio le autorità parlano di un incidente minore. Vapore acqueo, sostanze non pericolose. La fabbrica riapre già il giorno dopo e gli operai tornano al lavoro con scope e pale per ripulire la polvere che copre ogni cosa.

Ma dopo pochi giorni emerge la verità: quella nube non era innocua. Conteneva tonnellate di anidride arseniosa, una sostanza altamente tossica e cancerogena che ha contaminato un’intera comunità. Nasce così quello che molti chiameranno “la Seveso del Sud”. 



Nei mesi e negli anni successivi Manfredonia diventa il simbolo di uno scontro che attraversa tutta l’Italia: lavoro contro salute, sviluppo industriale contro diritto all’ambiente. Operai malati, indagini giudiziarie, proteste di piazza e una battaglia civile guidata soprattutto dalle donne della città.

Ma la storia non finisce con l’incidente del 1976. Perché dietro quell’esplosione emerge un sistema fatto di omissioni, scarichi illegali, processi interminabili e verità mai del tutto accertate.

Cosa è successo davvero a Manfredonia?
E com’è possibile che uno dei più gravi disastri industriali del Sud Italia si sia chiuso, dopo decenni di processi, senza nessun colpevole?



Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.

La voce narrante è di Paolo Cresta.

Segui Scandali su TikTok, Instagram, YouTube e Spotify: @scandalipodcast

Per messaggi: scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Sun, 08 Mar 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
      <itunes:subtitle></itunes:subtitle>
      <itunes:summary>Settembre 1976.
A Manfredonia, in provincia di Foggia, un’esplosione nel petrolchimico ANIC squarcia una torre alta quaranta metri. In pochi minuti una nube giallastra si solleva sopra la città e si deposita ovunque: sui campi, sulle case, sugli ulivi, perfino sulle spiagge.

All’inizio le autorità parlano di un incidente minore. Vapore acqueo, sostanze non pericolose. La fabbrica riapre già il giorno dopo e gli operai tornano al lavoro con scope e pale per ripulire la polvere che copre ogni cosa.

Ma dopo pochi giorni emerge la verità: quella nube non era innocua. Conteneva tonnellate di anidride arseniosa, una sostanza altamente tossica e cancerogena che ha contaminato un’intera comunità. Nasce così quello che molti chiameranno “la Seveso del Sud”. 



Nei mesi e negli anni successivi Manfredonia diventa il simbolo di uno scontro che attraversa tutta l’Italia: lavoro contro salute, sviluppo industriale contro diritto all’ambiente. Operai malati, indagini giudiziarie, proteste di piazza e una battaglia civile guidata soprattutto dalle donne della città.

Ma la storia non finisce con l’incidente del 1976. Perché dietro quell’esplosione emerge un sistema fatto di omissioni, scarichi illegali, processi interminabili e verità mai del tutto accertate.

Cosa è successo davvero a Manfredonia?
E com’è possibile che uno dei più gravi disastri industriali del Sud Italia si sia chiuso, dopo decenni di processi, senza nessun colpevole?



Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.

La voce narrante è di Paolo Cresta.

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        <![CDATA[<p><strong>Settembre 1976.</strong><br>
A Manfredonia, in provincia di Foggia, un’esplosione nel petrolchimico ANIC squarcia una torre alta quaranta metri. In pochi minuti una nube giallastra si solleva sopra la città e si deposita ovunque: sui campi, sulle case, sugli ulivi, perfino sulle spiagge.</p>
<p>All’inizio le autorità parlano di un incidente minore. Vapore acqueo, sostanze non pericolose. La fabbrica riapre già il giorno dopo e gli operai tornano al lavoro con scope e pale per ripulire la polvere che copre ogni cosa.</p>
<p>Ma dopo pochi giorni emerge la verità: quella nube non era innocua. Conteneva tonnellate di <strong>anidride arseniosa</strong>, una sostanza altamente tossica e cancerogena che ha contaminato un’intera comunità. Nasce così quello che molti chiameranno <strong>“la Seveso del Sud”</strong>. </p>
<p><br></p>
<p>Nei mesi e negli anni successivi Manfredonia diventa il simbolo di uno scontro che attraversa tutta l’Italia: lavoro contro salute, sviluppo industriale contro diritto all’ambiente. Operai malati, indagini giudiziarie, proteste di piazza e una battaglia civile guidata soprattutto dalle donne della città.</p>
<p>Ma la storia non finisce con l’incidente del 1976. Perché dietro quell’esplosione emerge un sistema fatto di omissioni, scarichi illegali, processi interminabili e verità mai del tutto accertate.</p>
<p>Cosa è successo davvero a Manfredonia?<br>
E com’è possibile che uno dei più gravi disastri industriali del Sud Italia si sia chiuso, dopo decenni di processi, <strong>senza nessun colpevole</strong>?</p>
<p><br></p>
<p><strong>Scandali</strong> è un podcast originale <strong>BOATS</strong>, scritto da <strong>Matteo Liuzzi</strong>, diretto da <strong>Niccolò Martin</strong> e prodotto da <strong>Fabio Ragazzo</strong>.</p>
<p>La voce narrante è di <strong>Paolo Cresta</strong>.</p>
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    <item>
      <title>Fuori Scandali: Il caso Metanolo</title>
      <description>In questa puntata di Fuori Scandali, a quarant’anni dallo scandalo del vino al metanolo, torniamo su una delle vicende più gravi della storia alimentare italiana.

Tutto comincia nel marzo 1986 con morti che sembrano isolate. Un uomo trovato senza vita in casa a Milano. Pochi giorni dopo, un altro nell’hinterland. Accanto ai corpi, una scena normalissima: una bottiglia di vino da tavola comprata al supermercato. All’inizio nessuno collega i casi. Poi negli ospedali iniziano ad arrivare pazienti con sintomi strani: nausea, confusione, perdita della vista. È il segnale che qualcosa non torna.

Ricostruiamo la vicenda: l’aggiunta deliberata di metanolo, un alcol industriale tossico, per aumentare artificialmente la gradazione del vino e abbattere i costi di produzione. Una scorciatoia economica che si trasforma in tragedia: morti, persone rimaste cieche e uno shock che travolge l’intero settore vinicolo italiano. 

Analizziamo poi l’indagine coordinata dal magistrato Alberto Nobili, la filiera opaca del vino sfuso e il concetto giuridico centrale del processo: il dolo eventuale, cioè agire accettando consapevolmente il rischio che qualcuno possa morire. 

Allarghiamo infine lo sguardo alle conseguenze di quello scandalo: la crisi internazionale del vino italiano, le riforme che cambiano per sempre il settore e il paradosso di una tragedia che, nel lungo periodo, contribuisce alla trasformazione dell’Italia da produttore di vino di massa a sistema orientato alla qualità. 



Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.Prodotto da BOATS - Based On A True Story.

Seguici su YouTube, TikTok, Instagram e Spotify: @ScandaliPodcastPer messaggi: scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questa puntata di Fuori Scandali, a quarant’anni dallo scandalo del vino al metanolo, torniamo su una delle vicende più gravi della storia alimentare italiana.

Tutto comincia nel marzo 1986 con morti che sembrano isolate. Un uomo trovato senza vita in casa a Milano. Pochi giorni dopo, un altro nell’hinterland. Accanto ai corpi, una scena normalissima: una bottiglia di vino da tavola comprata al supermercato. All’inizio nessuno collega i casi. Poi negli ospedali iniziano ad arrivare pazienti con sintomi strani: nausea, confusione, perdita della vista. È il segnale che qualcosa non torna.

Ricostruiamo la vicenda: l’aggiunta deliberata di metanolo, un alcol industriale tossico, per aumentare artificialmente la gradazione del vino e abbattere i costi di produzione. Una scorciatoia economica che si trasforma in tragedia: morti, persone rimaste cieche e uno shock che travolge l’intero settore vinicolo italiano. 

Analizziamo poi l’indagine coordinata dal magistrato Alberto Nobili, la filiera opaca del vino sfuso e il concetto giuridico centrale del processo: il dolo eventuale, cioè agire accettando consapevolmente il rischio che qualcuno possa morire. 

Allarghiamo infine lo sguardo alle conseguenze di quello scandalo: la crisi internazionale del vino italiano, le riforme che cambiano per sempre il settore e il paradosso di una tragedia che, nel lungo periodo, contribuisce alla trasformazione dell’Italia da produttore di vino di massa a sistema orientato alla qualità. 



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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <strong>Fuori Scandali</strong>, a <strong>quarant’anni dallo scandalo del vino al metanolo</strong>, torniamo su una delle vicende più gravi della storia alimentare italiana.</p>
<p>Tutto comincia nel marzo 1986 con morti che sembrano isolate. Un uomo trovato senza vita in casa a Milano. Pochi giorni dopo, un altro nell’hinterland. Accanto ai corpi, una scena normalissima: una bottiglia di vino da tavola comprata al supermercato. All’inizio nessuno collega i casi. Poi negli ospedali iniziano ad arrivare pazienti con sintomi strani: nausea, confusione, perdita della vista. È il segnale che qualcosa non torna.</p>
<p>Ricostruiamo la vicenda: l’aggiunta deliberata di <strong>metanolo</strong>, un alcol industriale tossico, per aumentare artificialmente la gradazione del vino e abbattere i costi di produzione. Una scorciatoia economica che si trasforma in tragedia: morti, persone rimaste cieche e uno shock che travolge l’intero settore vinicolo italiano. </p>
<p>Analizziamo poi l’indagine coordinata dal magistrato <strong>Alberto Nobili</strong>, la filiera opaca del vino sfuso e il concetto giuridico centrale del processo: il <strong>dolo eventuale</strong>, cioè agire accettando consapevolmente il rischio che qualcuno possa morire. </p>
<p>Allarghiamo infine lo sguardo alle conseguenze di quello scandalo: la crisi internazionale del vino italiano, le riforme che cambiano per sempre il settore e il paradosso di una tragedia che, nel lungo periodo, contribuisce alla trasformazione dell’Italia da produttore di vino di massa a sistema orientato alla qualità. </p>
<p><br></p>
<p>Con le voci di <strong>Fabio, Matteo e Niccolò</strong>.<br>Prodotto da <strong>BOATS - Based On A True Story</strong>.</p>
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    <item>
      <title>Fuori Scandali: Il caso Rogoredo</title>
      <description>In questa puntata di Fuori Scandali partiamo dal caso di Rogoredo, a Milano: uno sparo nel bosco dello spaccio, un uomo morto e una storia che, nelle prime ore, sembrava già avere un finale scritto. Legittima difesa. Fine della discussione.

Ma cosa succede quando le indagini iniziano a cambiare il racconto?

Ricostruiamo i fatti: la morte di Abderrahim Mansouri, l’accusa di omicidio volontario nei confronti dell’agente Carmelo Cinturrino e gli elementi emersi nelle settimane successive, tra ricostruzioni investigative, testimonianze e l’ammissione della messinscena della scena del crimine. Analizziamo come nasce una “verità pubblica” nelle prime ore dopo una notizia e perché spesso continua a esistere anche quando i fatti si complicano.

Allarghiamo poi lo sguardo al contesto di Rogoredo, simbolo di emergenze sociali e sicurezza urbana, e al modo in cui politica, media e opinione pubblica reagiscono prima che la verità giudiziaria sia accertata. Dalle petizioni e prese di posizione immediate fino alle retromarce più silenziose, osserviamo come un singolo episodio possa diventare terreno di scontro politico e legislativo.

Attraverso paralleli con altri casi italiani, riflettiamo poi su un tema più ampio: cosa succede quando la fretta di interpretare una storia supera il tempo necessario per capirla davvero. Perché la verità giudiziaria arriva dopo, ma quella pubblica, spesso, si forma molto prima. 



Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.

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      <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>In questa puntata di Fuori Scandali partiamo dal caso di Rogoredo, a Milano: uno sparo nel bosco dello spaccio, un uomo morto e una storia che, nelle prime ore, sembrava già avere un finale scritto. Legittima difesa. Fine della discussione.

Ma cosa succede quando le indagini iniziano a cambiare il racconto?

Ricostruiamo i fatti: la morte di Abderrahim Mansouri, l’accusa di omicidio volontario nei confronti dell’agente Carmelo Cinturrino e gli elementi emersi nelle settimane successive, tra ricostruzioni investigative, testimonianze e l’ammissione della messinscena della scena del crimine. Analizziamo come nasce una “verità pubblica” nelle prime ore dopo una notizia e perché spesso continua a esistere anche quando i fatti si complicano.

Allarghiamo poi lo sguardo al contesto di Rogoredo, simbolo di emergenze sociali e sicurezza urbana, e al modo in cui politica, media e opinione pubblica reagiscono prima che la verità giudiziaria sia accertata. Dalle petizioni e prese di posizione immediate fino alle retromarce più silenziose, osserviamo come un singolo episodio possa diventare terreno di scontro politico e legislativo.

Attraverso paralleli con altri casi italiani, riflettiamo poi su un tema più ampio: cosa succede quando la fretta di interpretare una storia supera il tempo necessario per capirla davvero. Perché la verità giudiziaria arriva dopo, ma quella pubblica, spesso, si forma molto prima. 



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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <em>Fuori Scandali</em> partiamo dal caso di Rogoredo, a Milano: uno sparo nel bosco dello spaccio, un uomo morto e una storia che, nelle prime ore, sembrava già avere un finale scritto. Legittima difesa. Fine della discussione.</p>
<p>Ma cosa succede quando le indagini iniziano a cambiare il racconto?</p>
<p>Ricostruiamo i fatti: la morte di Abderrahim Mansouri, l’accusa di omicidio volontario nei confronti dell’agente Carmelo Cinturrino e gli elementi emersi nelle settimane successive, tra ricostruzioni investigative, testimonianze e l’ammissione della messinscena della scena del crimine. Analizziamo come nasce una “verità pubblica” nelle prime ore dopo una notizia e perché spesso continua a esistere anche quando i fatti si complicano.</p>
<p>Allarghiamo poi lo sguardo al contesto di Rogoredo, simbolo di emergenze sociali e sicurezza urbana, e al modo in cui politica, media e opinione pubblica reagiscono prima che la verità giudiziaria sia accertata. Dalle petizioni e prese di posizione immediate fino alle retromarce più silenziose, osserviamo come un singolo episodio possa diventare terreno di scontro politico e legislativo.</p>
<p>Attraverso paralleli con altri casi italiani, riflettiamo poi su un tema più ampio: cosa succede quando la fretta di interpretare una storia supera il tempo necessario per capirla davvero. Perché la verità giudiziaria arriva dopo, ma quella pubblica, spesso, si forma molto prima. </p>
<p><br></p>
<p>Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.</p>
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    <item>
      <title>Dentro Scandali: La petroliera Haven</title>
      <description>In questa puntata di Dentro Scandali  torniamo sul caso della petroliera Haven, uno dei più grandi disastri ambientali del Mediterraneo, per rallentare la narrazione e guardare cosa c’è davvero sotto la superficie.

Smontiamo la storia pezzo per pezzo: una nave già compromessa da riparazioni discutibili, un sistema di sicurezza fragile, soccorsi messi alla prova da tragedie avvenute appena il giorno prima e decisioni tecniche prese scegliendo il “male minore”.

Come esplode davvero una petroliera? Perché l’incendio non venne spento? E soprattutto: la Haven è stata un incidente o il risultato inevitabile di un sistema costruito per risparmiare su controlli, manutenzione e responsabilità?

Tra processi senza colpevoli, risarcimenti limitati e un mare che non guarisce davvero, analizziamo cosa è successo dopo la narrazione e cosa, oggi, potrebbe (o non potrebbe) cambiare se accadesse di nuovo.

Dentro Scandali è il podcast di BOATS che approfondisce e analizza i casi raccontati in Scandali, separando i fatti per capire ciò che spesso resta invisibile. 



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      <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>In questa puntata di Dentro Scandali  torniamo sul caso della petroliera Haven, uno dei più grandi disastri ambientali del Mediterraneo, per rallentare la narrazione e guardare cosa c’è davvero sotto la superficie.

Smontiamo la storia pezzo per pezzo: una nave già compromessa da riparazioni discutibili, un sistema di sicurezza fragile, soccorsi messi alla prova da tragedie avvenute appena il giorno prima e decisioni tecniche prese scegliendo il “male minore”.

Come esplode davvero una petroliera? Perché l’incendio non venne spento? E soprattutto: la Haven è stata un incidente o il risultato inevitabile di un sistema costruito per risparmiare su controlli, manutenzione e responsabilità?

Tra processi senza colpevoli, risarcimenti limitati e un mare che non guarisce davvero, analizziamo cosa è successo dopo la narrazione e cosa, oggi, potrebbe (o non potrebbe) cambiare se accadesse di nuovo.

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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <em>Dentro Scandali</em>  torniamo sul caso della petroliera Haven, uno dei più grandi disastri ambientali del Mediterraneo, per rallentare la narrazione e guardare cosa c’è davvero sotto la superficie.</p>
<p>Smontiamo la storia pezzo per pezzo: una nave già compromessa da riparazioni discutibili, un sistema di sicurezza fragile, soccorsi messi alla prova da tragedie avvenute appena il giorno prima e decisioni tecniche prese scegliendo il “male minore”.</p>
<p>Come esplode davvero una petroliera? Perché l’incendio non venne spento? E soprattutto: la Haven è stata un incidente o il risultato inevitabile di un sistema costruito per risparmiare su controlli, manutenzione e responsabilità?</p>
<p>Tra processi senza colpevoli, risarcimenti limitati e un mare che non guarisce davvero, analizziamo cosa è successo dopo la narrazione e cosa, oggi, potrebbe (o non potrebbe) cambiare se accadesse di nuovo.</p>
<p><em>Dentro Scandali</em> è il podcast di BOATS che approfondisce e analizza i casi raccontati in <em>Scandali</em>, separando i fatti per capire ciò che spesso resta invisibile. </p>
<p><br></p>
<p>Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.<br>Le voci in Dentro Scandali sono di Matteo, Fabio e Niccolò.</p>
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    </item>
    <item>
      <title>La marea nera: Il caso della petroliera Haven</title>
      <description>Torna Scandali Podcast con una nuova stagione dedicata agli eco-scandali che hanno cambiato per sempre il nostro rapporto con ambiente, industria e responsabilità pubblica.

Aprile 1991. Al largo di Genova una petroliera esplode e il mare si trasforma in una distesa nera di petrolio. È la Haven: il più grande disastro petrolifero mai avvenuto nel Mediterraneo.

Per giorni la nave brucia senza controllo, mentre decine di migliaia di tonnellate di greggio contaminano oltre 100 chilometri di costa ligure. Ma con il passare delle settimane emerge qualcosa di ancora più inquietante: riparazioni fatte al risparmio, sistemi di sicurezza compromessi e una catena di decisioni che trasforma un incidente in uno scandalo.

Chi è responsabile della marea nera della Haven? E perché, nonostante morti, devastazione ambientale e anni di indagini, nessuno pagherà mai?



Scandali è un podcast originale BOATS, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.
La voce narrante è di Valentina Cherchi.

Segui Scandali su TikTok, Instagram, YouTube e Spotify: @scandalipodcast


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      <pubDate>Sun, 22 Feb 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Torna Scandali Podcast con una nuova stagione dedicata agli eco-scandali che hanno cambiato per sempre il nostro rapporto con ambiente, industria e responsabilità pubblica.

Aprile 1991. Al largo di Genova una petroliera esplode e il mare si trasforma in una distesa nera di petrolio. È la Haven: il più grande disastro petrolifero mai avvenuto nel Mediterraneo.

Per giorni la nave brucia senza controllo, mentre decine di migliaia di tonnellate di greggio contaminano oltre 100 chilometri di costa ligure. Ma con il passare delle settimane emerge qualcosa di ancora più inquietante: riparazioni fatte al risparmio, sistemi di sicurezza compromessi e una catena di decisioni che trasforma un incidente in uno scandalo.

Chi è responsabile della marea nera della Haven? E perché, nonostante morti, devastazione ambientale e anni di indagini, nessuno pagherà mai?



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        <![CDATA[<p>Torna <strong>Scandali</strong> Podcast con una nuova stagione dedicata agli eco-scandali che hanno cambiato per sempre il nostro rapporto con ambiente, industria e responsabilità pubblica.</p>
<p>Aprile 1991. Al largo di Genova una petroliera esplode e il mare si trasforma in una distesa nera di petrolio. È la Haven: il più grande disastro petrolifero mai avvenuto nel Mediterraneo.</p>
<p>Per giorni la nave brucia senza controllo, mentre decine di migliaia di tonnellate di greggio contaminano oltre 100 chilometri di costa ligure. Ma con il passare delle settimane emerge qualcosa di ancora più inquietante: riparazioni fatte al risparmio, sistemi di sicurezza compromessi e una catena di decisioni che trasforma un incidente in uno scandalo.</p>
<p>Chi è responsabile della marea nera della Haven? E perché, nonostante morti, devastazione ambientale e anni di indagini, nessuno pagherà mai?</p>
<p><br></p>
<p><em>Scandali</em> è un podcast originale <strong>BOATS</strong>, scritto da Matteo Liuzzi, diretto da Niccolò Martin e prodotto da Fabio Ragazzo.<br>
La voce narrante è di Valentina Cherchi.</p>
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<p>
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    <item>
      <title>Fuori Scandali: Il caso Tenco - Parte 2</title>
      <description>Nella seconda parte dello speciale di Fuori Scandali dedicato al caso Luigi Tenco torniamo alla notte del 27 gennaio 1967, alla stanza 219 dell’Hotel Savoy.

Lo diciamo subito: non è una puntata “giallo”. Non stiamo cercando un colpevole nascosto e non stiamo costruendo teorie alternative. Stiamo cercando di capire come una storia viene chiusa e perché viene chiusa in quel modo.

Ripercorriamo i fatti essenziali e le incongruenze che emergono già dalle prime ore: chi trova davvero il corpo per primo, perché la polizia viene avvisata in ritardo, perché la scena risulta manomessa, e come compaiono elementi decisivi come la pistola e il biglietto. Entriamo poi nelle anomalie investigative e scientifiche: accertamenti mancati, dubbi balistici, dettagli tecnici controversi, fino alla riapertura del caso nel 2005, all’esumazione del 2006 e alla nuova archiviazione come suicidio nel 2009.

E quando, negli anni successivi, nuove inchieste giornalistiche e trasmissioni TV rimettono tutto in discussione, ci chiediamo perché già nel 1967 la priorità sembra essere una sola: normalizzare, archiviare, andare avanti.

Perché il vero tema, qui, non è soltanto cosa è successo in quella stanza. È cosa è successo dopo. E come un uomo viene trasformato in un mito gestibile, mentre il conflitto che portava con sé viene addomesticato.

Prodotto da BOATS e con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.

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      <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 23:35:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>Nella seconda parte dello speciale di Fuori Scandali dedicato al caso Luigi Tenco torniamo alla notte del 27 gennaio 1967, alla stanza 219 dell’Hotel Savoy.

Lo diciamo subito: non è una puntata “giallo”. Non stiamo cercando un colpevole nascosto e non stiamo costruendo teorie alternative. Stiamo cercando di capire come una storia viene chiusa e perché viene chiusa in quel modo.

Ripercorriamo i fatti essenziali e le incongruenze che emergono già dalle prime ore: chi trova davvero il corpo per primo, perché la polizia viene avvisata in ritardo, perché la scena risulta manomessa, e come compaiono elementi decisivi come la pistola e il biglietto. Entriamo poi nelle anomalie investigative e scientifiche: accertamenti mancati, dubbi balistici, dettagli tecnici controversi, fino alla riapertura del caso nel 2005, all’esumazione del 2006 e alla nuova archiviazione come suicidio nel 2009.

E quando, negli anni successivi, nuove inchieste giornalistiche e trasmissioni TV rimettono tutto in discussione, ci chiediamo perché già nel 1967 la priorità sembra essere una sola: normalizzare, archiviare, andare avanti.

Perché il vero tema, qui, non è soltanto cosa è successo in quella stanza. È cosa è successo dopo. E come un uomo viene trasformato in un mito gestibile, mentre il conflitto che portava con sé viene addomesticato.

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        <![CDATA[<p>Nella seconda parte dello speciale di <em>Fuori Scandali</em> dedicato al caso Luigi Tenco torniamo alla notte del 27 gennaio 1967, alla stanza 219 dell’Hotel Savoy.</p>
<p>Lo diciamo subito: non è una puntata “giallo”. Non stiamo cercando un colpevole nascosto e non stiamo costruendo teorie alternative. Stiamo cercando di capire come una storia viene chiusa e perché viene chiusa in quel modo.</p>
<p>Ripercorriamo i fatti essenziali e le incongruenze che emergono già dalle prime ore: chi trova davvero il corpo per primo, perché la polizia viene avvisata in ritardo, perché la scena risulta manomessa, e come compaiono elementi decisivi come la pistola e il biglietto. Entriamo poi nelle anomalie investigative e scientifiche: accertamenti mancati, dubbi balistici, dettagli tecnici controversi, fino alla riapertura del caso nel 2005, all’esumazione del 2006 e alla nuova archiviazione come suicidio nel 2009.</p>
<p>E quando, negli anni successivi, nuove inchieste giornalistiche e trasmissioni TV rimettono tutto in discussione, ci chiediamo perché già nel 1967 la priorità sembra essere una sola: normalizzare, archiviare, andare avanti.</p>
<p>Perché il vero tema, qui, non è soltanto cosa è successo in quella stanza. È cosa è successo dopo. E come un uomo viene trasformato in un mito gestibile, mentre il conflitto che portava con sé viene addomesticato.</p>
<p>Prodotto da BOATS e con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.</p>
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    <item>
      <title>Fuori Scandali: Il caso Tenco - Parte 1</title>
      <description>In questa puntata speciale di Fuori Scandali, prima che il Festival di Sanremo ricominci, torniamo a una storia che viene sempre evocata ma quasi mai davvero analizzata: il caso Luigi Tenco.

A quasi sessant’anni dalla sua morte, avvenuta durante il Festival del 1967, abbiamo scelto di dedicare due episodi a questa vicenda. Perché il caso Tenco non è soltanto la tragedia di un artista, ma un momento che mette in discussione il rapporto tra musica, televisione e memoria collettiva italiana.

In questa prima parte ricostruiamo l’Italia degli anni Sessanta e il ruolo di Sanremo come istituzione culturale capace di definire gusti, linguaggio e immaginario nazionale. Ripercorriamo chi era davvero Luigi Tenco, l’arrivo al Festival, l’eliminazione di Ciao amore ciao e le ore che precedono la notte del 27 gennaio 1967, quando il cantante viene trovato morto nella sua stanza d’albergo mentre il Festival decide di andare avanti.

Una puntata che prova a guardare oltre il mito e oltre la frase “si è ucciso per Sanremo”, concentrandosi su una domanda centrale: cosa succede quando un’istituzione costruita per rassicurare incontra qualcosa che non riesce ad assorbire?

La Parte 2 è già disponibile e ci porterà dentro le indagini, le incongruenze emerse negli anni e il modo in cui la morte di Tenco è stata raccontata, trasformata e, probabilmente, definitivamente archiviata.

Prodotto da BOATS e con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.

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      <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questa puntata speciale di Fuori Scandali, prima che il Festival di Sanremo ricominci, torniamo a una storia che viene sempre evocata ma quasi mai davvero analizzata: il caso Luigi Tenco.

A quasi sessant’anni dalla sua morte, avvenuta durante il Festival del 1967, abbiamo scelto di dedicare due episodi a questa vicenda. Perché il caso Tenco non è soltanto la tragedia di un artista, ma un momento che mette in discussione il rapporto tra musica, televisione e memoria collettiva italiana.

In questa prima parte ricostruiamo l’Italia degli anni Sessanta e il ruolo di Sanremo come istituzione culturale capace di definire gusti, linguaggio e immaginario nazionale. Ripercorriamo chi era davvero Luigi Tenco, l’arrivo al Festival, l’eliminazione di Ciao amore ciao e le ore che precedono la notte del 27 gennaio 1967, quando il cantante viene trovato morto nella sua stanza d’albergo mentre il Festival decide di andare avanti.

Una puntata che prova a guardare oltre il mito e oltre la frase “si è ucciso per Sanremo”, concentrandosi su una domanda centrale: cosa succede quando un’istituzione costruita per rassicurare incontra qualcosa che non riesce ad assorbire?

La Parte 2 è già disponibile e ci porterà dentro le indagini, le incongruenze emerse negli anni e il modo in cui la morte di Tenco è stata raccontata, trasformata e, probabilmente, definitivamente archiviata.

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        <![CDATA[<p>In questa puntata speciale di <em>Fuori Scandali</em>, prima che il Festival di Sanremo ricominci, torniamo a una storia che viene sempre evocata ma quasi mai davvero analizzata: il caso Luigi Tenco.</p>
<p>A quasi sessant’anni dalla sua morte, avvenuta durante il Festival del 1967, abbiamo scelto di dedicare due episodi a questa vicenda. Perché il caso Tenco non è soltanto la tragedia di un artista, ma un momento che mette in discussione il rapporto tra musica, televisione e memoria collettiva italiana.</p>
<p>In questa prima parte ricostruiamo l’Italia degli anni Sessanta e il ruolo di Sanremo come istituzione culturale capace di definire gusti, linguaggio e immaginario nazionale. Ripercorriamo chi era davvero Luigi Tenco, l’arrivo al Festival, l’eliminazione di <em>Ciao amore ciao</em> e le ore che precedono la notte del 27 gennaio 1967, quando il cantante viene trovato morto nella sua stanza d’albergo mentre il Festival decide di andare avanti.</p>
<p>Una puntata che prova a guardare oltre il mito e oltre la frase “si è ucciso per Sanremo”, concentrandosi su una domanda centrale: cosa succede quando un’istituzione costruita per rassicurare incontra qualcosa che non riesce ad assorbire?</p>
<p>La Parte 2 è già disponibile e ci porterà dentro le indagini, le incongruenze emerse negli anni e il modo in cui la morte di Tenco è stata raccontata, trasformata e, probabilmente, definitivamente archiviata.</p>
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    <item>
      <title>Fuori Scandali: Il caso Glovo</title>
      <description>In questa puntata di Fuori Scandali partiamo dall’inchiesta della Procura di Milano su Glovo per provare a capire cosa c’è davvero sotto: non solo il lavoro dei rider, ma il modello economico che regge l’intera gig economy.

Ricostruiamo i fatti: il controllo giudiziario disposto nei confronti di Foodinho (la società che gestisce Glovo in Italia), l’indagine per sfruttamento lavorativo, il ruolo del pm Paolo Storari e la sua “linea” già applicata alla logistica e al lusso. 

Analizziamo come funziona l’algoritmo di Glovo: punteggi, penalizzazioni, geolocalizzazione costante, cottimo digitale. Un lavoro formalmente autonomo che, secondo l’accusa, nasconde un’asimmetria di potere profonda. È davvero flessibilità o è subordinazione mascherata?

Allarghiamo poi lo sguardo all’Europa: la Ley Rider in Spagna con le multe milionarie sempre a Glovo e conseguente annuncio dell’assunzione di migliaia di rider, e la nuova Direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme digitali che cambierà lo scenario nei prossimi anni anche in Italia.

Parliamo di migrazioni, di lavoro di frontiera, di caporalato digitale invisibile. Di cosa succederebbe se i rider diventassero dipendenti. E della domanda più scomoda di tutte: se un modello regge solo comprimendo i diritti, è un modello che vogliamo difendere?

Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.

Prodotto da BOATS – Based On A True Story.
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      <pubDate>Thu, 12 Feb 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questa puntata di Fuori Scandali partiamo dall’inchiesta della Procura di Milano su Glovo per provare a capire cosa c’è davvero sotto: non solo il lavoro dei rider, ma il modello economico che regge l’intera gig economy.

Ricostruiamo i fatti: il controllo giudiziario disposto nei confronti di Foodinho (la società che gestisce Glovo in Italia), l’indagine per sfruttamento lavorativo, il ruolo del pm Paolo Storari e la sua “linea” già applicata alla logistica e al lusso. 

Analizziamo come funziona l’algoritmo di Glovo: punteggi, penalizzazioni, geolocalizzazione costante, cottimo digitale. Un lavoro formalmente autonomo che, secondo l’accusa, nasconde un’asimmetria di potere profonda. È davvero flessibilità o è subordinazione mascherata?

Allarghiamo poi lo sguardo all’Europa: la Ley Rider in Spagna con le multe milionarie sempre a Glovo e conseguente annuncio dell’assunzione di migliaia di rider, e la nuova Direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme digitali che cambierà lo scenario nei prossimi anni anche in Italia.

Parliamo di migrazioni, di lavoro di frontiera, di caporalato digitale invisibile. Di cosa succederebbe se i rider diventassero dipendenti. E della domanda più scomoda di tutte: se un modello regge solo comprimendo i diritti, è un modello che vogliamo difendere?

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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <strong>Fuori Scandali</strong> partiamo dall’inchiesta della Procura di Milano su Glovo per provare a capire cosa c’è davvero sotto: non solo il lavoro dei rider, ma il modello economico che regge l’intera gig economy.</p>
<p>Ricostruiamo i fatti: il controllo giudiziario disposto nei confronti di Foodinho (la società che gestisce Glovo in Italia), l’indagine per sfruttamento lavorativo, il ruolo del pm Paolo Storari e la sua “linea” già applicata alla logistica e al lusso. </p>
<p>Analizziamo come funziona l’algoritmo di Glovo: punteggi, penalizzazioni, geolocalizzazione costante, cottimo digitale. Un lavoro formalmente autonomo che, secondo l’accusa, nasconde un’asimmetria di potere profonda. È davvero flessibilità o è subordinazione mascherata?</p>
<p>Allarghiamo poi lo sguardo all’Europa: la Ley Rider in Spagna con le multe milionarie sempre a Glovo e conseguente annuncio dell’assunzione di migliaia di rider, e la nuova Direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme digitali che cambierà lo scenario nei prossimi anni anche in Italia.</p>
<p>Parliamo di migrazioni, di lavoro di frontiera, di caporalato digitale invisibile. Di cosa succederebbe se i rider diventassero dipendenti. E della domanda più scomoda di tutte: se un modello regge solo comprimendo i diritti, è un modello che vogliamo difendere?</p>
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    <item>
      <title>Fuori Scandali: Il caso Milano-Cortina 2026 - Parte 2</title>
      <description>In questa seconda parte di Fuori Scandali su Milano Cortina 2026, la promessa olimpica entra in pressione.

Se nella Parte 1 abbiamo raccontato come nasce il progetto e cosa prometteva di essere, qui entriamo nel momento in cui il calendario stringe e il sistema cambia comportamento: ritardi, accelerazioni, deroghe, extra-costi. Il tempo diventa una variabile politica, e le scelte iniziano a essere guidate dall’urgenza più che dalla visione.

Attraverso casi concreti, dai cantieri in montagna alla pista da bob di Cortina, fino alle grandi opere urbane di Milano, analizziamo come la pressione produca effetti a catena: aumento dei costi, spostamento delle responsabilità, impatti ambientali e territoriali che restano anche dopo i Giochi.

Una puntata che prova a rispondere a una domanda scomoda ma inevitabile: chi paga davvero quando una grande promessa pubblica deve essere mantenuta a tutti i costi?



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      <pubDate>Thu, 05 Feb 2026 23:40:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questa seconda parte di Fuori Scandali su Milano Cortina 2026, la promessa olimpica entra in pressione.

Se nella Parte 1 abbiamo raccontato come nasce il progetto e cosa prometteva di essere, qui entriamo nel momento in cui il calendario stringe e il sistema cambia comportamento: ritardi, accelerazioni, deroghe, extra-costi. Il tempo diventa una variabile politica, e le scelte iniziano a essere guidate dall’urgenza più che dalla visione.

Attraverso casi concreti, dai cantieri in montagna alla pista da bob di Cortina, fino alle grandi opere urbane di Milano, analizziamo come la pressione produca effetti a catena: aumento dei costi, spostamento delle responsabilità, impatti ambientali e territoriali che restano anche dopo i Giochi.

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        <![CDATA[<p>In questa <strong>seconda parte</strong> di <strong>Fuori Scandali</strong> su <strong>Milano Cortina 2026</strong>, la promessa olimpica entra in pressione.</p>
<p>Se nella Parte 1 abbiamo raccontato come nasce il progetto e cosa prometteva di essere, qui entriamo nel momento in cui il calendario stringe e il sistema cambia comportamento: ritardi, accelerazioni, deroghe, extra-costi. Il tempo diventa una variabile politica, e le scelte iniziano a essere guidate dall’urgenza più che dalla visione.</p>
<p>Attraverso casi concreti, dai cantieri in montagna alla pista da bob di Cortina, fino alle grandi opere urbane di Milano, analizziamo come la pressione produca effetti a catena: aumento dei costi, spostamento delle responsabilità, impatti ambientali e territoriali che restano anche dopo i Giochi.</p>
<p>Una puntata che prova a rispondere a una domanda scomoda ma inevitabile: <strong>chi paga davvero quando una grande promessa pubblica deve essere mantenuta a tutti i costi?</strong></p>
<p><br></p>
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    <item>
      <title>Fuori Scandali: Il caso Milano-Cortina 2026 - Parte 1</title>
      <description>In questa puntata speciale di Fuori Scandali guardiamo alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 da un punto di vista diverso: non solo come evento sportivo, ma come progetto politico, economico e urbano.

Abbiamo deciso di dedicare due episodi a questo caso perché Milano-Cortina è una grande promessa fatta al Paese: sostenibilità, sobrietà, eredità positiva per i territori. In questa prima parte ricostruiamo come nasce quella promessa, dal momento della candidatura ai modelli olimpici del passato, e analizziamo il modo in cui le Olimpiadi vengono raccontate come strumenti di trasformazione delle città.

Un racconto che mette insieme sport, politica e territorio, evitando la retorica e concentrandosi su una domanda centrale:cosa accade quando una promessa pubblica deve reggere nel tempo, oltre l’evento?



La Parte 2 è già disponibile e entra nel vivo dei casi concreti: cantieri, ritardi, costi, polemiche e scelte che mettono sotto pressione il sistema olimpico italiano.



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      <pubDate>Thu, 05 Feb 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questa puntata speciale di Fuori Scandali guardiamo alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 da un punto di vista diverso: non solo come evento sportivo, ma come progetto politico, economico e urbano.

Abbiamo deciso di dedicare due episodi a questo caso perché Milano-Cortina è una grande promessa fatta al Paese: sostenibilità, sobrietà, eredità positiva per i territori. In questa prima parte ricostruiamo come nasce quella promessa, dal momento della candidatura ai modelli olimpici del passato, e analizziamo il modo in cui le Olimpiadi vengono raccontate come strumenti di trasformazione delle città.

Un racconto che mette insieme sport, politica e territorio, evitando la retorica e concentrandosi su una domanda centrale:cosa accade quando una promessa pubblica deve reggere nel tempo, oltre l’evento?



La Parte 2 è già disponibile e entra nel vivo dei casi concreti: cantieri, ritardi, costi, polemiche e scelte che mettono sotto pressione il sistema olimpico italiano.



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        <![CDATA[<p>In questa puntata speciale di <strong>Fuori Scandali</strong> guardiamo alle Olimpiadi invernali di <strong>Milano Cortina 2026</strong> da un punto di vista diverso: non solo come evento sportivo, ma come progetto politico, economico e urbano.</p>
<p>Abbiamo deciso di dedicare due episodi a questo caso perché Milano-Cortina è una grande promessa fatta al Paese: sostenibilità, sobrietà, eredità positiva per i territori. In questa prima parte ricostruiamo come nasce quella promessa, dal momento della candidatura ai modelli olimpici del passato, e analizziamo il modo in cui le Olimpiadi vengono raccontate come strumenti di trasformazione delle città.</p>
<p>Un racconto che mette insieme sport, politica e territorio, evitando la retorica e concentrandosi su una domanda centrale:<br><strong>cosa accade quando una promessa pubblica deve reggere nel tempo, oltre l’evento?</strong></p>
<p><br></p>
<p>La <strong>Parte 2 è già disponibile</strong> e entra nel vivo dei casi concreti: cantieri, ritardi, costi, polemiche e scelte che mettono sotto pressione il sistema olimpico italiano.</p>
<p><br></p>
<p>Prodotto da <strong>BOATS</strong> e con le voci di <strong>Fabio, Matteo e Niccolò</strong>.<br>Seguici per non perdere le prossime puntate:<br>YouTube / TikTok / Instagram / Spotify → <strong>@ScandaliPodcast</strong><br>Per messaggi: <a href="">scandalipodcast@gmail.com</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Fuori Scandali: Il caso Niscemi</title>
      <description>In questa puntata di Fuori Scandali partiamo dalla frana che sta colpendo Niscemi, in provincia di Caltanissetta, per provare a capire cosa c’è davvero sotto: non solo il terreno che si muove, ma il modo in cui l’Italia gestisce, o meglio rimanda, il rischio.

Ricostruiamo cosa sta succedendo in questi giorni, dagli ordini di evacuazione alla natura delle frane lente, fenomeni invisibili che non esplodono all’improvviso ma consumano il territorio nel tempo.

Analizziamo cosa accade nel sottosuolo, il ruolo dell’acqua e delle argille, e perché la definizione di “evento eccezionale” diventa spesso una scorciatoia narrativa che sposta le responsabilità.

Parliamo di rischio noto, di mappe che esistono ma restano sulla carta, di decisioni politiche frammentate e di un sistema che interviene quasi sempre solo dopo il disastro.

Attraverso i casi di Niscemi, Giampilieri e Ischia, questa puntata prova a raccontare il vero nodo: non perché il territorio crolla, ma perché continuiamo a vivere come se non dovesse succedere.

Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.
Prodotto da BOATS – Based On A True Story.

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Per messaggi: scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Thu, 29 Jan 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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Ricostruiamo cosa sta succedendo in questi giorni, dagli ordini di evacuazione alla natura delle frane lente, fenomeni invisibili che non esplodono all’improvviso ma consumano il territorio nel tempo.

Analizziamo cosa accade nel sottosuolo, il ruolo dell’acqua e delle argille, e perché la definizione di “evento eccezionale” diventa spesso una scorciatoia narrativa che sposta le responsabilità.

Parliamo di rischio noto, di mappe che esistono ma restano sulla carta, di decisioni politiche frammentate e di un sistema che interviene quasi sempre solo dopo il disastro.

Attraverso i casi di Niscemi, Giampilieri e Ischia, questa puntata prova a raccontare il vero nodo: non perché il territorio crolla, ma perché continuiamo a vivere come se non dovesse succedere.

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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <em>Fuori Scandali</em> partiamo dalla frana che sta colpendo Niscemi, in provincia di Caltanissetta, per provare a capire cosa c’è davvero sotto: non solo il terreno che si muove, ma il modo in cui l’Italia gestisce, o meglio rimanda, il rischio.</p>
<p>Ricostruiamo cosa sta succedendo in questi giorni, dagli ordini di evacuazione alla natura delle frane lente, fenomeni invisibili che non esplodono all’improvviso ma consumano il territorio nel tempo.</p>
<p>Analizziamo cosa accade nel sottosuolo, il ruolo dell’acqua e delle argille, e perché la definizione di “evento eccezionale” diventa spesso una scorciatoia narrativa che sposta le responsabilità.</p>
<p>Parliamo di rischio noto, di mappe che esistono ma restano sulla carta, di decisioni politiche frammentate e di un sistema che interviene quasi sempre solo dopo il disastro.</p>
<p>Attraverso i casi di Niscemi, Giampilieri e Ischia, questa puntata prova a raccontare il vero nodo: non perché il territorio crolla, ma perché continuiamo a vivere come se non dovesse succedere.</p>
<p>Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.<br>
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      <title>Fuori Scandali: Il caso di Giulio Regeni - Parte 2</title>
      <description>Questa è la seconda parte dello speciale dedicato al caso Giulio Regeni.
Se non hai ascoltato la Parte 1, ti consigliamo di farlo prima: è fondamentale per comprendere il contesto e i fatti iniziali.

In questa seconda puntata speciale di Fuori Scandali entriamo nella fase più complessa e disturbante della vicenda Regeni: quella che comincia dopo il ritrovamento del corpo e che trasforma una tragedia personale in un caso di Stato.

Analizziamo le versioni ufficiali fornite dalle autorità egiziane, le loro continue contraddizioni e la strategia della confusione. Ricostruiamo il ruolo degli apparati di sicurezza, le responsabilità individuate dalla Procura di Roma, i depistaggi, le rogatorie senza risposta e il muro diplomatico che, da dieci anni, impedisce l’accertamento pieno della verità.

Raccontiamo il processo aperto in Italia, oggi sospeso per nodi giuridici ancora irrisolti, e il peso delle relazioni geopolitiche, economiche ed energetiche che rendono questo caso uno dei più delicati della storia recente del nostro Paese.

Una puntata che non parla solo di ciò che è successo a Giulio Regeni, ma di ciò che accade quando la giustizia entra in conflitto con gli interessi internazionali. E di come, anche a distanza di dieci anni, la verità possa restare bloccata.



Prodotto da BOATS e con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.

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      <pubDate>Thu, 22 Jan 2026 23:35:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Questa è la seconda parte dello speciale dedicato al caso Giulio Regeni.
Se non hai ascoltato la Parte 1, ti consigliamo di farlo prima: è fondamentale per comprendere il contesto e i fatti iniziali.

In questa seconda puntata speciale di Fuori Scandali entriamo nella fase più complessa e disturbante della vicenda Regeni: quella che comincia dopo il ritrovamento del corpo e che trasforma una tragedia personale in un caso di Stato.

Analizziamo le versioni ufficiali fornite dalle autorità egiziane, le loro continue contraddizioni e la strategia della confusione. Ricostruiamo il ruolo degli apparati di sicurezza, le responsabilità individuate dalla Procura di Roma, i depistaggi, le rogatorie senza risposta e il muro diplomatico che, da dieci anni, impedisce l’accertamento pieno della verità.

Raccontiamo il processo aperto in Italia, oggi sospeso per nodi giuridici ancora irrisolti, e il peso delle relazioni geopolitiche, economiche ed energetiche che rendono questo caso uno dei più delicati della storia recente del nostro Paese.

Una puntata che non parla solo di ciò che è successo a Giulio Regeni, ma di ciò che accade quando la giustizia entra in conflitto con gli interessi internazionali. E di come, anche a distanza di dieci anni, la verità possa restare bloccata.



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        <![CDATA[<p><strong>Questa è la seconda parte dello speciale dedicato al caso Giulio Regeni.</strong><br>
Se non hai ascoltato la Parte 1, ti consigliamo di farlo prima: è fondamentale per comprendere il contesto e i fatti iniziali.</p>
<p>In questa seconda puntata speciale di <em>Fuori Scandali</em> entriamo nella fase più complessa e disturbante della vicenda Regeni: quella che comincia dopo il ritrovamento del corpo e che trasforma una tragedia personale in un caso di Stato.</p>
<p>Analizziamo le versioni ufficiali fornite dalle autorità egiziane, le loro continue contraddizioni e la strategia della confusione. Ricostruiamo il ruolo degli apparati di sicurezza, le responsabilità individuate dalla Procura di Roma, i depistaggi, le rogatorie senza risposta e il muro diplomatico che, da dieci anni, impedisce l’accertamento pieno della verità.</p>
<p>Raccontiamo il processo aperto in Italia, oggi sospeso per nodi giuridici ancora irrisolti, e il peso delle relazioni geopolitiche, economiche ed energetiche che rendono questo caso uno dei più delicati della storia recente del nostro Paese.</p>
<p>Una puntata che non parla solo di ciò che è successo a Giulio Regeni, ma di ciò che accade quando la giustizia entra in conflitto con gli interessi internazionali. E di come, anche a distanza di dieci anni, la verità possa restare bloccata.</p>
<p><br></p>
<p>Prodotto da BOATS e con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.</p>
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      <title>Fuori Scandali: Il caso di Giulio Regeni - Parte 1</title>
      <description>In questa puntata speciale di Fuori Scandali affrontiamo uno dei casi più dolorosi e irrisolti della storia italiana recente: la vicenda di Giulio Regeni.

A dieci anni dalla sua scomparsa e dalla sua morte al Cairo, abbiamo scelto di dedicare non uno, ma due episodi a questa storia. Perché il caso Regeni non è uno scandalo come gli altri: è una ferita ancora aperta, per la famiglia, per la giustizia e per il rapporto tra l’Italia e l’Egitto.

In questa prima parte ricostruiamo il contesto politico dell’Egitto dopo la rivoluzione del 2011, il clima di sorveglianza e repressione, il percorso accademico di Giulio e le ragioni per cui una ricerca universitaria può diventare pericolosa dentro un regime autoritario. Ripercorriamo i giorni della scomparsa, il 25 gennaio 2016, e il ritrovamento del corpo, insieme alle prime versioni ufficiali che iniziano subito a non reggere.

Una puntata che prova a tenere insieme fatti, contesto e responsabilità, evitando la retorica e concentrandosi su una domanda centrale:cosa accade quando la ricerca della verità entra in conflitto con la convenienza politica?

La Parte 2 è già disponibile, e ci porta dentro le indagini italiane, i depistaggi, i nomi emersi, il ruolo della diplomazia e i motivi per cui, dopo dieci anni, la verità su Giulio Regeni resta ancora bloccata.



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      <pubDate>Thu, 22 Jan 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questa puntata speciale di Fuori Scandali affrontiamo uno dei casi più dolorosi e irrisolti della storia italiana recente: la vicenda di Giulio Regeni.

A dieci anni dalla sua scomparsa e dalla sua morte al Cairo, abbiamo scelto di dedicare non uno, ma due episodi a questa storia. Perché il caso Regeni non è uno scandalo come gli altri: è una ferita ancora aperta, per la famiglia, per la giustizia e per il rapporto tra l’Italia e l’Egitto.

In questa prima parte ricostruiamo il contesto politico dell’Egitto dopo la rivoluzione del 2011, il clima di sorveglianza e repressione, il percorso accademico di Giulio e le ragioni per cui una ricerca universitaria può diventare pericolosa dentro un regime autoritario. Ripercorriamo i giorni della scomparsa, il 25 gennaio 2016, e il ritrovamento del corpo, insieme alle prime versioni ufficiali che iniziano subito a non reggere.

Una puntata che prova a tenere insieme fatti, contesto e responsabilità, evitando la retorica e concentrandosi su una domanda centrale:cosa accade quando la ricerca della verità entra in conflitto con la convenienza politica?

La Parte 2 è già disponibile, e ci porta dentro le indagini italiane, i depistaggi, i nomi emersi, il ruolo della diplomazia e i motivi per cui, dopo dieci anni, la verità su Giulio Regeni resta ancora bloccata.



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        <![CDATA[<p>In questa puntata speciale di <em>Fuori Scandali</em> affrontiamo uno dei casi più dolorosi e irrisolti della storia italiana recente: la vicenda di Giulio Regeni.</p>
<p>A dieci anni dalla sua scomparsa e dalla sua morte al Cairo, abbiamo scelto di dedicare non uno, ma due episodi a questa storia. Perché il caso Regeni non è uno scandalo come gli altri: è una ferita ancora aperta, per la famiglia, per la giustizia e per il rapporto tra l’Italia e l’Egitto.</p>
<p>In <strong>questa prima parte</strong> ricostruiamo il contesto politico dell’Egitto dopo la rivoluzione del 2011, il clima di sorveglianza e repressione, il percorso accademico di Giulio e le ragioni per cui una ricerca universitaria può diventare pericolosa dentro un regime autoritario. Ripercorriamo i giorni della scomparsa, il 25 gennaio 2016, e il ritrovamento del corpo, insieme alle prime versioni ufficiali che iniziano subito a non reggere.</p>
<p>Una puntata che prova a tenere insieme fatti, contesto e responsabilità, evitando la retorica e concentrandosi su una domanda centrale:<br>cosa accade quando la ricerca della verità entra in conflitto con la convenienza politica?</p>
<p><strong>La Parte 2 è già disponibile</strong>, e ci porta dentro le indagini italiane, i depistaggi, i nomi emersi, il ruolo della diplomazia e i motivi per cui, dopo dieci anni, la verità su Giulio Regeni resta ancora bloccata.</p>
<p><br></p>
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      <title>Fuori Scandali: Il caso Signorini</title>
      <description>In questa puntata di Fuori Scandali analizziamo il caso mediatico che ha travolto Alfonso Signorini, esploso dopo la pubblicazione dei video di Falsissimo di Fabrizio Corona e diventato, nel giro di pochi giorni, uno degli scandali più discussi di fine 2025.

Ricostruiamo i fatti verificati, il ruolo delle testimonianze, l’intervento della Procura e l’iscrizione di Signorini nel registro degli indagati per violenza sessuale ed estorsione. Esploriamo le dinamiche di potere che attraversano il mondo dello spettacolo, il rapporto tra manager, talent e conduttori, e l’impatto del silenzio strategico delle altre figure coinvolte.

Mettiamo a confronto il caso con i precedenti italiani e internazionali - dal MeToo al caso Brizzi - per capire cosa rende oggi uno scandalo “virale” e quali meccanismi alimentano la narrazione prima ancora delle verifiche.

È una puntata su come si costruisce una storia ai nostri giorni: tra anticipazioni, aspettative, frammenti digitali, reaction sui social e un pubblico che non osserva soltanto, ma amplifica e orienta il racconto.



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      <pubDate>Thu, 15 Jan 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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Ricostruiamo i fatti verificati, il ruolo delle testimonianze, l’intervento della Procura e l’iscrizione di Signorini nel registro degli indagati per violenza sessuale ed estorsione. Esploriamo le dinamiche di potere che attraversano il mondo dello spettacolo, il rapporto tra manager, talent e conduttori, e l’impatto del silenzio strategico delle altre figure coinvolte.

Mettiamo a confronto il caso con i precedenti italiani e internazionali - dal MeToo al caso Brizzi - per capire cosa rende oggi uno scandalo “virale” e quali meccanismi alimentano la narrazione prima ancora delle verifiche.

È una puntata su come si costruisce una storia ai nostri giorni: tra anticipazioni, aspettative, frammenti digitali, reaction sui social e un pubblico che non osserva soltanto, ma amplifica e orienta il racconto.



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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <em>Fuori Scandali</em> analizziamo il caso mediatico che ha travolto Alfonso Signorini, esploso dopo la pubblicazione dei video di <em>Falsissimo</em> di Fabrizio Corona e diventato, nel giro di pochi giorni, uno degli scandali più discussi di fine 2025.</p>
<p>Ricostruiamo i fatti verificati, il ruolo delle testimonianze, l’intervento della Procura e l’iscrizione di Signorini nel registro degli indagati per violenza sessuale ed estorsione. Esploriamo le dinamiche di potere che attraversano il mondo dello spettacolo, il rapporto tra manager, talent e conduttori, e l’impatto del silenzio strategico delle altre figure coinvolte.</p>
<p>Mettiamo a confronto il caso con i precedenti italiani e internazionali - dal MeToo al caso Brizzi - per capire cosa rende oggi uno scandalo “virale” e quali meccanismi alimentano la narrazione prima ancora delle verifiche.</p>
<p>È una puntata su come si costruisce una storia ai nostri giorni: tra anticipazioni, aspettative, frammenti digitali, reaction sui social e un pubblico che non osserva soltanto, ma amplifica e orienta il racconto.</p>
<p><br></p>
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      <title>Fuori Scandali: Il caso Ipnocrazia</title>
      <description>In questo speciale di Fuori Scandali raccontiamo il caso culturale di Ipnocrazia: un libro che conquista media e lettori prima che si scopra che il suo autore, Jianwei Xun, non esiste.

Ricostruiamo l’esperimento ideato da Tlon, il ruolo dell’AI nella scrittura, l’inchiesta che svela tutto e le reazioni di pubblico e critica.
Non è una puntata sull’intelligenza artificiale, ma sulla fiducia: perché crediamo a ciò che ci appare autorevole e cosa succede quando il patto lettore–autore si rompe.



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      <pubDate>Thu, 08 Jan 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questo speciale di Fuori Scandali raccontiamo il caso culturale di Ipnocrazia: un libro che conquista media e lettori prima che si scopra che il suo autore, Jianwei Xun, non esiste.

Ricostruiamo l’esperimento ideato da Tlon, il ruolo dell’AI nella scrittura, l’inchiesta che svela tutto e le reazioni di pubblico e critica.
Non è una puntata sull’intelligenza artificiale, ma sulla fiducia: perché crediamo a ciò che ci appare autorevole e cosa succede quando il patto lettore–autore si rompe.



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        <![CDATA[<p>In questo speciale di <em>Fuori Scandali</em> raccontiamo il caso culturale di <em>Ipnocrazia</em>: un libro che conquista media e lettori prima che si scopra che il suo autore, Jianwei Xun, non esiste.</p>
<p>Ricostruiamo l’esperimento ideato da Tlon, il ruolo dell’AI nella scrittura, l’inchiesta che svela tutto e le reazioni di pubblico e critica.<br>
Non è una puntata sull’intelligenza artificiale, ma sulla fiducia: perché crediamo a ciò che ci appare autorevole e cosa succede quando il patto lettore–autore si rompe.</p>
<p><br></p>
<p>Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.<br>Prodotto da BOATS – Based On A True Story.</p>
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      <title>Fuori Scandali: Il caso "Occhi Spaccanti"</title>
      <description>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.

In questo episodio speciale di Fuori Scandali partiamo da una frase diventata virale nel 2025: “occhi spaccanti”.
Un audio privato che esce dal suo contesto, rimbalza sui social, diventa meme, tormentone, neologismo e apre uno dei casi mediatici più discussi dell’anno.

Non è una puntata di gossip.È una storia che parla di privacy, potere e intrattenimento, di contenuti privati trasformati in leva, di confini che saltano quando il privato smette di essere tale e diventa consumo pubblico.

In puntata ricostruiamo i fatti senza spettacolarizzarli: la diffusione degli audio attribuiti a Raoul Bova da parte di Fabrizio Corona, l’intervento della Procura di Roma, il ruolo del Garante per la Protezione dei Dati Personali, l’oscuramento dei contenuti e l’indagine per tentata estorsione.

Ma soprattutto ci chiediamo cosa succede dopo: quando una possibile violazione diventa una risata, quando un meme sembra assolvere tutti, quando il pubblico smette di essere spettatore e diventa parte del meccanismo. 

Un progetto di Scandali Podcast, prodotto da BOATS (Based On A True Story).
Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.

Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.

Seguici per non perdere le prossime puntate:YouTube / TikTok / Instagram / Spotify: @ScandaliPodcast

Per messaggi: scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Thu, 01 Jan 2026 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:subtitle></itunes:subtitle>
      <itunes:summary>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.

In questo episodio speciale di Fuori Scandali partiamo da una frase diventata virale nel 2025: “occhi spaccanti”.
Un audio privato che esce dal suo contesto, rimbalza sui social, diventa meme, tormentone, neologismo e apre uno dei casi mediatici più discussi dell’anno.

Non è una puntata di gossip.È una storia che parla di privacy, potere e intrattenimento, di contenuti privati trasformati in leva, di confini che saltano quando il privato smette di essere tale e diventa consumo pubblico.

In puntata ricostruiamo i fatti senza spettacolarizzarli: la diffusione degli audio attribuiti a Raoul Bova da parte di Fabrizio Corona, l’intervento della Procura di Roma, il ruolo del Garante per la Protezione dei Dati Personali, l’oscuramento dei contenuti e l’indagine per tentata estorsione.

Ma soprattutto ci chiediamo cosa succede dopo: quando una possibile violazione diventa una risata, quando un meme sembra assolvere tutti, quando il pubblico smette di essere spettatore e diventa parte del meccanismo. 

Un progetto di Scandali Podcast, prodotto da BOATS (Based On A True Story).
Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.

Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.

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        <![CDATA[<p>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.</p>
<p>In questo episodio speciale di <strong>Fuori Scandali</strong> partiamo da una frase diventata virale nel 2025: <strong>“occhi spaccanti”</strong>.<br>
Un audio privato che esce dal suo contesto, rimbalza sui social, diventa meme, tormentone, neologismo e apre uno dei casi mediatici più discussi dell’anno.</p>
<p>Non è una puntata di gossip.<br>È una storia che parla di <strong>privacy, potere e intrattenimento</strong>, di contenuti privati trasformati in leva, di confini che saltano quando il privato smette di essere tale e diventa consumo pubblico.</p>
<p>In puntata ricostruiamo i fatti senza spettacolarizzarli: la diffusione degli audio attribuiti a Raoul Bova da parte di Fabrizio Corona, l’intervento della Procura di Roma, il ruolo del Garante per la Protezione dei Dati Personali, l’oscuramento dei contenuti e l’indagine per tentata estorsione.</p>
<p>Ma soprattutto ci chiediamo cosa succede <em>dopo</em>: quando una possibile violazione diventa una risata, quando un meme sembra assolvere tutti, quando il pubblico smette di essere spettatore e diventa parte del meccanismo. </p>
<p>Un progetto di <strong>Scandali Podcast</strong>, prodotto da <strong>BOATS (Based On A True Story)</strong>.<br>
Con le voci di <strong>Fabio, Matteo e Niccolò</strong>.</p>
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    <item>
      <title>Fuori Scandali: Il caso Pandorogate</title>
      <description>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.

In questo episodio speciale di Fuori Scandali partiamo da uno dei casi più discussi del 2025: il Pandorogate, la storia che ha rimesso al centro il confine sottile tra beneficenza, marketing e comunicazione. Tutto nasce da un prodotto simbolo del Natale italiano, un pandoro, e da una collaborazione tra Balocco e Chiara Ferragni. Da lì però il cerchio si allarga rapidamente: Antitrust, Procura di Milano, class action dei consumatori, richieste di condanna e un terremoto economico che investe non solo una figura pubblica, ma un intero modello di business basato sulla fiducia.

Non è solo una vicenda giudiziaria. È un caso che parla di reputazione come moneta, di promesse “solidali” percepite in un modo e definite nei contratti in un altro, e di quanto siamo disposti, come consumatori, a credere a un racconto senza chiederne i numeri. In puntata ricostruiamo come nasce il “Pink Christmas”, perché interviene l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e come si arriva dal piano amministrativo a quello penale, fino all’impatto sul mercato: sponsor che si sfilano, conti che crollano, e una domanda che resta sospesa anche oltre il verdetto dei tribunali. Perché quando compriamo “beneficenza”, che cosa stiamo davvero comprando?



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      <pubDate>Thu, 25 Dec 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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In questo episodio speciale di Fuori Scandali partiamo da uno dei casi più discussi del 2025: il Pandorogate, la storia che ha rimesso al centro il confine sottile tra beneficenza, marketing e comunicazione. Tutto nasce da un prodotto simbolo del Natale italiano, un pandoro, e da una collaborazione tra Balocco e Chiara Ferragni. Da lì però il cerchio si allarga rapidamente: Antitrust, Procura di Milano, class action dei consumatori, richieste di condanna e un terremoto economico che investe non solo una figura pubblica, ma un intero modello di business basato sulla fiducia.

Non è solo una vicenda giudiziaria. È un caso che parla di reputazione come moneta, di promesse “solidali” percepite in un modo e definite nei contratti in un altro, e di quanto siamo disposti, come consumatori, a credere a un racconto senza chiederne i numeri. In puntata ricostruiamo come nasce il “Pink Christmas”, perché interviene l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e come si arriva dal piano amministrativo a quello penale, fino all’impatto sul mercato: sponsor che si sfilano, conti che crollano, e una domanda che resta sospesa anche oltre il verdetto dei tribunali. Perché quando compriamo “beneficenza”, che cosa stiamo davvero comprando?



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        <![CDATA[<p>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.</p>
<p>In questo episodio speciale di Fuori Scandali partiamo da uno dei casi più discussi del 2025: il Pandorogate, la storia che ha rimesso al centro il confine sottile tra beneficenza, marketing e comunicazione. Tutto nasce da un prodotto simbolo del Natale italiano, un pandoro, e da una collaborazione tra Balocco e Chiara Ferragni. Da lì però il cerchio si allarga rapidamente: Antitrust, Procura di Milano, class action dei consumatori, richieste di condanna e un terremoto economico che investe non solo una figura pubblica, ma un intero modello di business basato sulla fiducia.</p>
<p>Non è solo una vicenda giudiziaria. È un caso che parla di reputazione come moneta, di promesse “solidali” percepite in un modo e definite nei contratti in un altro, e di quanto siamo disposti, come consumatori, a credere a un racconto senza chiederne i numeri. In puntata ricostruiamo come nasce il “Pink Christmas”, perché interviene l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e come si arriva dal piano amministrativo a quello penale, fino all’impatto sul mercato: sponsor che si sfilano, conti che crollano, e una domanda che resta sospesa anche oltre il verdetto dei tribunali. Perché quando compriamo “beneficenza”, che cosa stiamo davvero comprando?</p>
<p><br></p>
<p>Un progetto di Scandali Podcast, prodotto da BOATS (Based On A True Story). Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.</p>
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    <item>
      <title>Dentro ICONICI: La Bestia</title>
      <description>In questo approfondimento di Dentro ICONICI analizziamo la storia e il significato di “La Bestia”, il nome dato alla macchina di comunicazione digitale che ha ridefinito il modo di fare comunicazione politica in Italia.

Non ci concentriamo solo sullo scandalo personale che ha coinvolto Luca Morisi, ma sul funzionamento del sistema che ha costruito: un metodo capace di leggere, amplificare e restituire le reazioni della rete sotto forma di consenso politico. Un linguaggio emotivo che semplifica la realtà, divide il mondo in schieramenti e trasforma l’indignazione in potere.

Parliamo di tecnologia e potere: di come La Bestia abbia accompagnato l’ascesa politica di Matteo Salvini e della Lega, di cosa accade quando una macchina narrativa entra in cortocircuito, e di come il mito della propaganda digitale si incrini nel momento in cui il suo creatore diventa parte della storia che aveva contribuito a raccontare.



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      <pubDate>Mon, 22 Dec 2025 23:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>In questo approfondimento di Dentro ICONICI analizziamo la storia e il significato di “La Bestia”, il nome dato alla macchina di comunicazione digitale che ha ridefinito il modo di fare comunicazione politica in Italia.

Non ci concentriamo solo sullo scandalo personale che ha coinvolto Luca Morisi, ma sul funzionamento del sistema che ha costruito: un metodo capace di leggere, amplificare e restituire le reazioni della rete sotto forma di consenso politico. Un linguaggio emotivo che semplifica la realtà, divide il mondo in schieramenti e trasforma l’indignazione in potere.

Parliamo di tecnologia e potere: di come La Bestia abbia accompagnato l’ascesa politica di Matteo Salvini e della Lega, di cosa accade quando una macchina narrativa entra in cortocircuito, e di come il mito della propaganda digitale si incrini nel momento in cui il suo creatore diventa parte della storia che aveva contribuito a raccontare.



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      <content:encoded>
        <![CDATA[<p>In questo approfondimento di <strong>Dentro ICONICI</strong> analizziamo la storia e il significato di <strong>“La Bestia”</strong>, il nome dato alla macchina di comunicazione digitale che ha ridefinito il modo di fare comunicazione politica in Italia.</p>
<p>Non ci concentriamo solo sullo scandalo personale che ha coinvolto <strong>Luca Morisi</strong>, ma sul funzionamento del sistema che ha costruito: un metodo capace di leggere, amplificare e restituire le reazioni della rete sotto forma di consenso politico. Un linguaggio emotivo che semplifica la realtà, divide il mondo in schieramenti e trasforma l’indignazione in potere.</p>
<p>Parliamo di tecnologia e potere: di come <strong>La Bestia</strong> abbia accompagnato l’ascesa politica di <strong>Matteo Salvini</strong> e della <strong>Lega</strong>, di cosa accade quando una macchina narrativa entra in cortocircuito, e di come il mito della propaganda digitale si incrini nel momento in cui il suo creatore diventa parte della storia che aveva contribuito a raccontare.</p>
<p><br></p>
<p>Un progetto di <strong>Scandali Podcast</strong>, prodotto da <strong>BOATS</strong>.</p>
<p>Con le voci di <strong>Fabio, Matteo e Niccolò</strong>.</p>
<p>Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.</p>
<p><br></p>
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    <item>
      <title>ICONICI - La Bestia: Luca Morisi e la caduta del guru social di Salvini</title>
      <description>“La Bestia”: può una macchina digitale diventare l’arma politica più potente di un intero Paese?

Ricostruiamo la nascita e il crollo della macchina mediatica che ha cambiato la comunicazione politica italiana: La Bestia, il sistema ideato da Luca Morisi e messo al servizio della Lega di Matteo Salvini.
Dall’ascesa elettorale del partito, trainata da una strategia social aggressiva e iper-emotiva, fino allo scandalo personale che travolge il suo creatore nel 2021.

In puntata ripercorriamo i passaggi chiave: la costruzione del consenso online, il funzionamento della Bestia, l’indagine giudiziaria, l’impatto mediatico e le conseguenze politiche.
E proviamo a capire perché questa storia è diventata un simbolo del rapporto tra potere, tecnologia e manipolazione del consenso nell’Italia degli ultimi anni.



🎧 Ascolta l’approfondimento condotto dal team BOATS, cercando “Dentro ICONICI” su tutte le piattaforme audio.

Con la voce e il volto di Loris Leoci.

Un progetto di Scandali Podcast, prodotto da BOATS: Fabio Ragazzo, Matteo Liuzzi e Niccolò Martin.

Registrato negli studi di Likeabee – Creative Company.



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      <pubDate>Mon, 22 Dec 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>“La Bestia”: può una macchina digitale diventare l’arma politica più potente di un intero Paese?

Ricostruiamo la nascita e il crollo della macchina mediatica che ha cambiato la comunicazione politica italiana: La Bestia, il sistema ideato da Luca Morisi e messo al servizio della Lega di Matteo Salvini.
Dall’ascesa elettorale del partito, trainata da una strategia social aggressiva e iper-emotiva, fino allo scandalo personale che travolge il suo creatore nel 2021.

In puntata ripercorriamo i passaggi chiave: la costruzione del consenso online, il funzionamento della Bestia, l’indagine giudiziaria, l’impatto mediatico e le conseguenze politiche.
E proviamo a capire perché questa storia è diventata un simbolo del rapporto tra potere, tecnologia e manipolazione del consenso nell’Italia degli ultimi anni.



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        <![CDATA[<p><strong>“La Bestia”</strong>: può una macchina digitale diventare l’arma politica più potente di un intero Paese?</p>
<p>Ricostruiamo la nascita e il crollo della macchina mediatica che ha cambiato la comunicazione politica italiana: <strong>La Bestia</strong>, il sistema ideato da <strong>Luca Morisi</strong> e messo al servizio della <strong>Lega</strong> di <strong>Matteo Salvini</strong>.<br>
Dall’ascesa elettorale del partito, trainata da una strategia social aggressiva e iper-emotiva, fino allo scandalo personale che travolge il suo creatore nel 2021.</p>
<p>In puntata ripercorriamo i passaggi chiave: la costruzione del consenso online, il funzionamento della Bestia, l’indagine giudiziaria, l’impatto mediatico e le conseguenze politiche.<br>
E proviamo a capire perché questa storia è diventata un simbolo del rapporto tra potere, tecnologia e manipolazione del consenso nell’Italia degli ultimi anni.</p>
<p><br></p>
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<p>Con la voce e il volto di Loris Leoci.</p>
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<p><br></p>
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    <item>
      <title>Fuori Scandali: Il caso della eredità Agnelli</title>
      <description>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.

In questo episodio di Fuori Scandali partiamo da una decisione giudiziaria che riporta al centro una delle famiglie più potenti della storia italiana: il caso della eredità Agnelli e la posizione di John Elkann nell’indagine sulla successione di sua nonna Marella Caracciolo.

Non è solo una questione fiscale. È una storia che parla di potere, grandi patrimoni e rapporto con lo Stato, ma anche di come è cambiato il modello dell’imprenditoria italiana: dalla dinastia industriale al gestore di holding globali.

Allarghiamo lo sguardo sulla holding di famiglia Exor, che custodisce non  solo alcune delle realtà più influenti nel mondo dell'informazione, dell'industria e dello sport, ma veri e propri simboli nazionali per capire cosa resta oggi del patto tra élite economiche e Paese.

Chi decide? Con quali responsabilità? E cosa succede quando il potere diventa sempre più distante e silenzioso?



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      <pubDate>Thu, 18 Dec 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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In questo episodio di Fuori Scandali partiamo da una decisione giudiziaria che riporta al centro una delle famiglie più potenti della storia italiana: il caso della eredità Agnelli e la posizione di John Elkann nell’indagine sulla successione di sua nonna Marella Caracciolo.

Non è solo una questione fiscale. È una storia che parla di potere, grandi patrimoni e rapporto con lo Stato, ma anche di come è cambiato il modello dell’imprenditoria italiana: dalla dinastia industriale al gestore di holding globali.

Allarghiamo lo sguardo sulla holding di famiglia Exor, che custodisce non  solo alcune delle realtà più influenti nel mondo dell'informazione, dell'industria e dello sport, ma veri e propri simboli nazionali per capire cosa resta oggi del patto tra élite economiche e Paese.

Chi decide? Con quali responsabilità? E cosa succede quando il potere diventa sempre più distante e silenzioso?



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        <![CDATA[<p>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.</p>
<p>In questo episodio di <em>Fuori Scandali</em> partiamo da una decisione giudiziaria che riporta al centro una delle famiglie più potenti della storia italiana: il caso della eredità Agnelli e la posizione di John Elkann nell’indagine sulla successione di sua nonna Marella Caracciolo.</p>
<p>Non è solo una questione fiscale. È una storia che parla di potere, grandi patrimoni e rapporto con lo Stato, ma anche di come è cambiato il modello dell’imprenditoria italiana: dalla dinastia industriale al gestore di holding globali.</p>
<p>Allarghiamo lo sguardo sulla holding di famiglia Exor, che custodisce non  solo alcune delle realtà più influenti nel mondo dell'informazione, dell'industria e dello sport, ma veri e propri simboli nazionali per capire cosa resta oggi del patto tra élite economiche e Paese.</p>
<p>Chi decide? Con quali responsabilità? E cosa succede quando il potere diventa sempre più distante e silenzioso?</p>
<p><br></p>
<p>Un progetto di Scandali Podcast, prodotto da BOATS (Based On A True Story). Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò. </p>
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    <item>
      <title>Dentro ICONICI: La nipote di Mubarak</title>
      <description>In questo approfondimento di Dentro ICONICI analizziamo la storia e il significato di “La nipote di Mubarak”, la frase pronunciata durante la notte del fermo di Ruby Rubacuori e diventata uno dei simboli più riconoscibili dell’Italia degli anni Duemila.

Non ci concentriamo sullo scandalo in sé, ma sul potere della frase: un’espressione talmente improbabile da non dover essere creduta, ma semplicemente eseguita. Una bugia di comando che racconta il rapporto tra autorità, istituzioni e obbedienza, e che mostra come il linguaggio possa produrre effetti reali anche quando il contenuto è palesemente fragile.

Parliamo di linguaggio e potere: perché proprio quel nome, perché proprio quella formula, e cosa accade quando una frase pronunciata in un contesto informale diventa un atto politico. Analizziamo il ruolo dei media nella trasformazione della telefonata in mito collettivo, la sua circolazione tra talk show, titoli di giornale e cultura pop, e il modo in cui viene usata – e riusata – da schieramenti opposti.



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Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.

Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.



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      <pubDate>Mon, 15 Dec 2025 23:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:subtitle></itunes:subtitle>
      <itunes:summary>In questo approfondimento di Dentro ICONICI analizziamo la storia e il significato di “La nipote di Mubarak”, la frase pronunciata durante la notte del fermo di Ruby Rubacuori e diventata uno dei simboli più riconoscibili dell’Italia degli anni Duemila.

Non ci concentriamo sullo scandalo in sé, ma sul potere della frase: un’espressione talmente improbabile da non dover essere creduta, ma semplicemente eseguita. Una bugia di comando che racconta il rapporto tra autorità, istituzioni e obbedienza, e che mostra come il linguaggio possa produrre effetti reali anche quando il contenuto è palesemente fragile.

Parliamo di linguaggio e potere: perché proprio quel nome, perché proprio quella formula, e cosa accade quando una frase pronunciata in un contesto informale diventa un atto politico. Analizziamo il ruolo dei media nella trasformazione della telefonata in mito collettivo, la sua circolazione tra talk show, titoli di giornale e cultura pop, e il modo in cui viene usata – e riusata – da schieramenti opposti.



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        <![CDATA[<p>In questo approfondimento di <strong>Dentro ICONICI</strong> analizziamo la storia e il significato di <strong>“La nipote di Mubarak”</strong>, la frase pronunciata durante la notte del fermo di Ruby Rubacuori e diventata uno dei simboli più riconoscibili dell’Italia degli anni Duemila.</p>
<p>Non ci concentriamo sullo scandalo in sé, ma sul <strong>potere della frase</strong>: un’espressione talmente improbabile da non dover essere creduta, ma semplicemente eseguita. Una <em>bugia di comando</em> che racconta il rapporto tra autorità, istituzioni e obbedienza, e che mostra come il linguaggio possa produrre effetti reali anche quando il contenuto è palesemente fragile.</p>
<p>Parliamo di <strong>linguaggio e potere</strong>: perché proprio quel nome, perché proprio quella formula, e cosa accade quando una frase pronunciata in un contesto informale diventa un atto politico. Analizziamo il ruolo dei media nella trasformazione della telefonata in mito collettivo, la sua circolazione tra talk show, titoli di giornale e cultura pop, e il modo in cui viene usata – e riusata – da schieramenti opposti.</p>
<p><br></p>
<p>Un progetto di <strong>Scandali Podcast</strong>, prodotto da <strong>BOATS</strong>.</p>
<p>Con le voci di <strong>Fabio, Matteo e Niccolò</strong>.</p>
<p>Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.</p>
<p><br></p>
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      <title>ICONICI - La nipote di Mubarak: La telefonata di Berlusconi che fa esplodere il Rubygate</title>
      <description>“La nipote di Mubarak”: può davvero una telefonata del Presidente del Consiglio cambiare l’esito di una notte in Questura?

Ricostruiamo il caso Ruby – Rubygate partendo dal 27 maggio 2010: il fermo di Karima El Mahroug (Ruby Rubacuori), la chiamata in Questura a Milano e la versione secondo cui sarebbe stata “la nipote di Hosni Mubarak”. Da lì esplode uno scandalo che travolge politica, media e giustizia.

In puntata ripercorriamo i passaggi chiave: telefonata, indagine, processo e sentenze, e proviamo a capire perché questa vicenda è rimasta un simbolo del rapporto tra potere e istituzioni nell’Italia degli anni Duemila.



🎧 Ascolta l’approfondimento condotto dal team BOATS, cercando “Dentro ICONICI” su tutte le piattaforme audio.

Con la voce e il volto di Patrizia Labianca.

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      <pubDate>Mon, 15 Dec 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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Ricostruiamo il caso Ruby – Rubygate partendo dal 27 maggio 2010: il fermo di Karima El Mahroug (Ruby Rubacuori), la chiamata in Questura a Milano e la versione secondo cui sarebbe stata “la nipote di Hosni Mubarak”. Da lì esplode uno scandalo che travolge politica, media e giustizia.

In puntata ripercorriamo i passaggi chiave: telefonata, indagine, processo e sentenze, e proviamo a capire perché questa vicenda è rimasta un simbolo del rapporto tra potere e istituzioni nell’Italia degli anni Duemila.



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        <![CDATA[<p><strong>“La nipote di Mubarak”</strong>: può davvero una telefonata del Presidente del Consiglio cambiare l’esito di una notte in Questura?</p>
<p>Ricostruiamo il <strong>caso Ruby – Rubygate</strong> partendo dal 27 maggio 2010: il fermo di Karima El Mahroug (Ruby Rubacuori), la chiamata in Questura a Milano e la versione secondo cui sarebbe stata “la nipote di Hosni Mubarak”. Da lì esplode uno scandalo che travolge politica, media e giustizia.</p>
<p>In puntata ripercorriamo i passaggi chiave: telefonata, indagine, processo e sentenze, e proviamo a capire perché questa vicenda è rimasta un simbolo del rapporto tra potere e istituzioni nell’Italia degli anni Duemila.</p>
<p><br></p>
<p>🎧 Ascolta l’approfondimento condotto dal team BOATS, cercando “Dentro ICONICI” su tutte le piattaforme audio.</p>
<p>Con la voce e il volto di Patrizia Labianca.</p>
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<p><br></p>
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      <title>Fuori Scandali: Il caso di Passaggio al Bosco</title>
      <description>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.

Ogni venerdì partiamo da una storia che ha diviso l’opinione pubblica e la usiamo per guardare più a fondo uno dei nodi irrisolti del nostro presente: il confine tra libertà di espressione e responsabilità culturale, tra ciò che è lecito per la legge e ciò che è accettabile per una comunità, tra pluralismo e normalizzazione.

Il nuovo episodio è dedicato al caso della casa editrice Passaggio al Bosco e alla sua partecipazione a Più Libri Più Liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria. Una presenza che, nel giro di pochi giorni, ha acceso una delle polemiche culturali più forti dell’anno: appelli pubblici, autori che si sfilano, proteste interne alla fiera, prese di posizione politiche e istituzionali.

Ripercorriamo l’intera vicenda: dalla lettera firmata da oltre 80 autori alla scelta di Zerocalcare di non partecipare, dalle proteste degli stand coperti alla linea dell’Associazione Italiana Editori, fino al confronto con il precedente del Salone del Libro di Torino e al ruolo della legge nel tracciare certi confini.

Una storia che solleva domande centrali: chi decide chi può stare dentro uno spazio culturale pubblico? È giusto boicottare, protestare dall’interno o difendere il principio del “non censurare”? E cosa succede quando una polemica, invece di spegnere una presenza, la rende ancora più visibile?



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      <pubDate>Thu, 11 Dec 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.

Ogni venerdì partiamo da una storia che ha diviso l’opinione pubblica e la usiamo per guardare più a fondo uno dei nodi irrisolti del nostro presente: il confine tra libertà di espressione e responsabilità culturale, tra ciò che è lecito per la legge e ciò che è accettabile per una comunità, tra pluralismo e normalizzazione.

Il nuovo episodio è dedicato al caso della casa editrice Passaggio al Bosco e alla sua partecipazione a Più Libri Più Liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria. Una presenza che, nel giro di pochi giorni, ha acceso una delle polemiche culturali più forti dell’anno: appelli pubblici, autori che si sfilano, proteste interne alla fiera, prese di posizione politiche e istituzionali.

Ripercorriamo l’intera vicenda: dalla lettera firmata da oltre 80 autori alla scelta di Zerocalcare di non partecipare, dalle proteste degli stand coperti alla linea dell’Associazione Italiana Editori, fino al confronto con il precedente del Salone del Libro di Torino e al ruolo della legge nel tracciare certi confini.

Una storia che solleva domande centrali: chi decide chi può stare dentro uno spazio culturale pubblico? È giusto boicottare, protestare dall’interno o difendere il principio del “non censurare”? E cosa succede quando una polemica, invece di spegnere una presenza, la rende ancora più visibile?



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<p>Ogni venerdì partiamo da una storia che ha diviso l’opinione pubblica e la usiamo per guardare più a fondo uno dei nodi irrisolti del nostro presente: il confine tra libertà di espressione e responsabilità culturale, tra ciò che è lecito per la legge e ciò che è accettabile per una comunità, tra pluralismo e normalizzazione.</p>
<p>Il nuovo episodio è dedicato al caso della casa editrice <em>Passaggio al Bosco</em> e alla sua partecipazione a <strong>Più Libri Più Liberi</strong>, la fiera nazionale della piccola e media editoria. Una presenza che, nel giro di pochi giorni, ha acceso una delle polemiche culturali più forti dell’anno: appelli pubblici, autori che si sfilano, proteste interne alla fiera, prese di posizione politiche e istituzionali.</p>
<p>Ripercorriamo l’intera vicenda: dalla lettera firmata da oltre 80 autori alla scelta di Zerocalcare di non partecipare, dalle proteste degli stand coperti alla linea dell’Associazione Italiana Editori, fino al confronto con il precedente del Salone del Libro di Torino e al ruolo della legge nel tracciare certi confini.</p>
<p>Una storia che solleva domande centrali: chi decide chi può stare dentro uno spazio culturale pubblico? È giusto boicottare, protestare dall’interno o difendere il principio del “non censurare”? E cosa succede quando una polemica, invece di spegnere una presenza, la rende ancora più visibile?</p>
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      <title>Dentro ICONICI: Che c'azzecca?</title>
      <description>In questo approfondimento di Dentro ICONICI analizziamo la storia di “Che c’azzecca?”, la frase simbolo di Antonio Di Pietro e degli anni di Mani Pulite: un’espressione semplice, quotidiana, che diventa uno strumento capace di ridefinire il rapporto tra giustizia, media e opinione pubblica.

Parliamo di linguaggio, percezione e potere delle parole: cosa accade quando una domanda apparentemente banale diventa il filtro attraverso cui un intero Paese interpreta processi, responsabilità e verità?
Qual è il confine tra chiarezza e semplificazione? E in che modo questa frase ha contribuito a trasformare l’aula giudiziaria in uno spazio narrativo seguito in diretta da milioni di persone?

Esploriamo l’evoluzione del personaggio pubblico di Di Pietro, il ruolo dei media nel costruire simboli collettivi, la diffusione della frase nella cultura pop e le sue ombre: quando serve davvero a fare ordine e quando, invece, rischia di cancellare sfumature fondamentali.



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      <pubDate>Mon, 08 Dec 2025 23:01:00 -0000</pubDate>
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Parliamo di linguaggio, percezione e potere delle parole: cosa accade quando una domanda apparentemente banale diventa il filtro attraverso cui un intero Paese interpreta processi, responsabilità e verità?
Qual è il confine tra chiarezza e semplificazione? E in che modo questa frase ha contribuito a trasformare l’aula giudiziaria in uno spazio narrativo seguito in diretta da milioni di persone?

Esploriamo l’evoluzione del personaggio pubblico di Di Pietro, il ruolo dei media nel costruire simboli collettivi, la diffusione della frase nella cultura pop e le sue ombre: quando serve davvero a fare ordine e quando, invece, rischia di cancellare sfumature fondamentali.



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        <![CDATA[<p>In questo approfondimento di <em>Dentro ICONICI</em> analizziamo la storia di “Che c’azzecca?”, la frase simbolo di Antonio Di Pietro e degli anni di Mani Pulite: un’espressione semplice, quotidiana, che diventa uno strumento capace di ridefinire il rapporto tra giustizia, media e opinione pubblica.</p>
<p>Parliamo di linguaggio, percezione e potere delle parole: cosa accade quando una domanda apparentemente banale diventa il filtro attraverso cui un intero Paese interpreta processi, responsabilità e verità?<br>
Qual è il confine tra chiarezza e semplificazione? E in che modo questa frase ha contribuito a trasformare l’aula giudiziaria in uno spazio narrativo seguito in diretta da milioni di persone?</p>
<p>Esploriamo l’evoluzione del personaggio pubblico di Di Pietro, il ruolo dei media nel costruire simboli collettivi, la diffusione della frase nella cultura pop e le sue ombre: quando serve davvero a fare ordine e quando, invece, rischia di cancellare sfumature fondamentali.</p>
<p><br></p>
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    <item>
      <title>ICONICI - Che c’azzecca?: La frase che ha cambiato Mani Pulite</title>
      <description>“Che c’azzecca?” è una delle frasi più riconoscibili dell’epoca di Mani Pulite.
Una domanda semplice, diretta, che ha cambiato il modo in cui gli italiani guardavano ai processi, alla politica e alla ricerca della verità.

In questo episodio ricostruiamo il contesto in cui nasce l’espressione resa celebre da Antonio Di Pietro: gli interrogatori, il clima di Tangentopoli, l’impatto mediatico dell’inchiesta e il motivo per cui quelle parole sono diventate un simbolo della cultura italiana degli anni ’90.

Un racconto chiaro, documentato e accessibile, che ripercorre l’ascesa del magistrato più iconico di Mani Pulite, le conseguenze della sua esposizione pubblica e l’eredità che questa vicenda ha lasciato nel rapporto tra giustizia, media e opinione pubblica.



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      <itunes:summary>“Che c’azzecca?” è una delle frasi più riconoscibili dell’epoca di Mani Pulite.
Una domanda semplice, diretta, che ha cambiato il modo in cui gli italiani guardavano ai processi, alla politica e alla ricerca della verità.

In questo episodio ricostruiamo il contesto in cui nasce l’espressione resa celebre da Antonio Di Pietro: gli interrogatori, il clima di Tangentopoli, l’impatto mediatico dell’inchiesta e il motivo per cui quelle parole sono diventate un simbolo della cultura italiana degli anni ’90.

Un racconto chiaro, documentato e accessibile, che ripercorre l’ascesa del magistrato più iconico di Mani Pulite, le conseguenze della sua esposizione pubblica e l’eredità che questa vicenda ha lasciato nel rapporto tra giustizia, media e opinione pubblica.



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        <![CDATA[<p>“Che c’azzecca?” è una delle frasi più riconoscibili dell’epoca di Mani Pulite.<br>
Una domanda semplice, diretta, che ha cambiato il modo in cui gli italiani guardavano ai processi, alla politica e alla ricerca della verità.</p>
<p>In questo episodio ricostruiamo il contesto in cui nasce l’espressione resa celebre da Antonio Di Pietro: gli interrogatori, il clima di Tangentopoli, l’impatto mediatico dell’inchiesta e il motivo per cui quelle parole sono diventate un simbolo della cultura italiana degli anni ’90.</p>
<p>Un racconto chiaro, documentato e accessibile, che ripercorre l’ascesa del magistrato più iconico di Mani Pulite, le conseguenze della sua esposizione pubblica e l’eredità che questa vicenda ha lasciato nel rapporto tra giustizia, media e opinione pubblica.</p>
<p><br></p>
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    <item>
      <title>Fuori Scandali: Il caso di Nada Cella</title>
      <description>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.
Ogni venerdì partiamo da una storia e la usiamo per guardare da vicino il punto più fragile del nostro sistema: il rapporto tra verità giudiziaria e verità percepita, tra ciò che gli atti raccontano e ciò che il tempo fa svanire, tra il bisogno collettivo di una risposta e la complessità di ottenerla, soprattutto quando sono passati quasi trent’anni.

Il nuovo episodio è dedicato al caso di Nada Cella, una giovane donna di 25 anni uccisa il 6 maggio 1996 nello studio dove lavorava come segretaria. Un delitto senza colpevoli, un’indagine che per anni non trova un punto d’appoggio, un fascicolo che sembra destinato a rimanere un cold case.
Finché, molto tempo dopo, una criminologa - Antonella Pesce Delfino - riapre virtualmente quelle pagine per una tesi di master e trova un mosaico di elementi che non combacia. È anche grazie a quel lavoro che, nel 2021, la Procura di Genova decide di riaprire le indagini.

Ripercorriamo l’intera vicenda: dal mattino del 6 maggio 1996 alle prime piste rimaste senza esito, dal ruolo di Marco Soracco - datore di lavoro di Nada - alle nuove ipotesi su Annalucia Cecere, fino al processo in corso oggi, in cui la pm ha chiesto l’ergastolo per Cecere e 4 anni per Soracco. Un processo indiziario, privo di prove dirette, che arriva a un passo dalla sentenza fissata per il 18 dicembre.

Una storia che solleva domande enormi: che valore ha la memoria in un’aula di giustizia? Cosa significa arrivare a una sentenza quasi trent’anni dopo?E come si intrecciano il racconto mediatico e quello giudiziario, quando il pubblico ha già costruito una narrazione prima ancora del verdetto?



Un progetto di Scandali Podcast, prodotto da BOATS (Based On A True Story). Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.

Seguici per non perdere le prossime puntate:YouTube / TikTok / Instagram / Spotify: @ScandaliPodcast
Per messaggi, segnalazioni e collaborazioni: scandalipodcast@gmail.com
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      <pubDate>Thu, 04 Dec 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.
Ogni venerdì partiamo da una storia e la usiamo per guardare da vicino il punto più fragile del nostro sistema: il rapporto tra verità giudiziaria e verità percepita, tra ciò che gli atti raccontano e ciò che il tempo fa svanire, tra il bisogno collettivo di una risposta e la complessità di ottenerla, soprattutto quando sono passati quasi trent’anni.

Il nuovo episodio è dedicato al caso di Nada Cella, una giovane donna di 25 anni uccisa il 6 maggio 1996 nello studio dove lavorava come segretaria. Un delitto senza colpevoli, un’indagine che per anni non trova un punto d’appoggio, un fascicolo che sembra destinato a rimanere un cold case.
Finché, molto tempo dopo, una criminologa - Antonella Pesce Delfino - riapre virtualmente quelle pagine per una tesi di master e trova un mosaico di elementi che non combacia. È anche grazie a quel lavoro che, nel 2021, la Procura di Genova decide di riaprire le indagini.

Ripercorriamo l’intera vicenda: dal mattino del 6 maggio 1996 alle prime piste rimaste senza esito, dal ruolo di Marco Soracco - datore di lavoro di Nada - alle nuove ipotesi su Annalucia Cecere, fino al processo in corso oggi, in cui la pm ha chiesto l’ergastolo per Cecere e 4 anni per Soracco. Un processo indiziario, privo di prove dirette, che arriva a un passo dalla sentenza fissata per il 18 dicembre.

Una storia che solleva domande enormi: che valore ha la memoria in un’aula di giustizia? Cosa significa arrivare a una sentenza quasi trent’anni dopo?E come si intrecciano il racconto mediatico e quello giudiziario, quando il pubblico ha già costruito una narrazione prima ancora del verdetto?



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        <![CDATA[<p><strong>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.</strong><br><strong>
Ogni venerdì partiamo da una storia e la usiamo per guardare da vicino il punto più fragile del nostro sistema: il rapporto tra verità giudiziaria e verità percepita, tra ciò che gli atti raccontano e ciò che il tempo fa svanire, tra il bisogno collettivo di una risposta e la complessità di ottenerla, soprattutto quando sono passati quasi trent’anni.</strong></p>
<p>Il nuovo episodio è dedicato al caso di <strong>Nada Cella</strong>, una giovane donna di 25 anni uccisa il 6 maggio 1996 nello studio dove lavorava come segretaria. Un delitto senza colpevoli, un’indagine che per anni non trova un punto d’appoggio, un fascicolo che sembra destinato a rimanere un cold case.<br>
Finché, molto tempo dopo, una criminologa - <strong>Antonella Pesce Delfino</strong> - riapre virtualmente quelle pagine per una tesi di master e trova un mosaico di elementi che non combacia. È anche grazie a quel lavoro che, nel 2021, la Procura di Genova decide di riaprire le indagini.</p>
<p>Ripercorriamo l’intera vicenda: dal mattino del 6 maggio 1996 alle prime piste rimaste senza esito, dal ruolo di Marco Soracco - datore di lavoro di Nada - alle nuove ipotesi su Annalucia Cecere, fino al processo in corso oggi, in cui la pm ha chiesto l’ergastolo per Cecere e 4 anni per Soracco. Un processo indiziario, privo di prove dirette, che arriva a un passo dalla sentenza fissata per il 18 dicembre.</p>
<p>Una storia che solleva domande enormi: <strong>che valore ha la memoria in un’aula di giustizia? Cosa significa arrivare a una sentenza quasi trent’anni dopo?</strong><br><strong>E come si intrecciano il racconto mediatico e quello giudiziario, quando il pubblico ha già costruito una narrazione prima ancora del verdetto?</strong></p>
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<p>Un progetto di Scandali Podcast, prodotto da <strong>BOATS (Based On A True Story)</strong>. Con le voci di <strong>Fabio, Matteo e Niccolò</strong>.<br>Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.</p>
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      <title>Dentro ICONICI: D'accordo?</title>
      <description>In questo approfondimento di Dentro ICONICI analizziamo il caso di Wanna Marchi e del suo celebre “D’accordo?”: una delle vicende più emblematiche della televisione commerciale italiana, in cui carisma, marketing aggressivo e assenza di controlli trasformano una semplice televendita in un sistema capace di condizionare migliaia di persone.

Parliamo di comunicazione, vulnerabilità e responsabilità pubblica: cosa succede quando il racconto televisivo diventa più forte dei fatti? Qual è il confine tra persuasione e manipolazione? E soprattutto: come si costruisce  un meccanismo che sfrutta paura, fiducia e ripetizione per convincere?

Esploriamo l’impatto di questo caso sul rapporto tra media e pubblico, sull’evoluzione delle televendite, sull’intervento delle autorità e sulla domanda più attuale: quali strumenti abbiamo oggi per riconoscere linguaggi che possono trasformarsi in raggiri?



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      <pubDate>Mon, 01 Dec 2025 23:01:00 -0000</pubDate>
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Parliamo di comunicazione, vulnerabilità e responsabilità pubblica: cosa succede quando il racconto televisivo diventa più forte dei fatti? Qual è il confine tra persuasione e manipolazione? E soprattutto: come si costruisce  un meccanismo che sfrutta paura, fiducia e ripetizione per convincere?

Esploriamo l’impatto di questo caso sul rapporto tra media e pubblico, sull’evoluzione delle televendite, sull’intervento delle autorità e sulla domanda più attuale: quali strumenti abbiamo oggi per riconoscere linguaggi che possono trasformarsi in raggiri?



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        <![CDATA[<p>In questo approfondimento di Dentro ICONICI analizziamo il caso di Wanna Marchi e del suo celebre “D’accordo?”: una delle vicende più emblematiche della televisione commerciale italiana, in cui carisma, marketing aggressivo e assenza di controlli trasformano una semplice televendita in un sistema capace di condizionare migliaia di persone.</p>
<p>Parliamo di comunicazione, vulnerabilità e responsabilità pubblica: cosa succede quando il racconto televisivo diventa più forte dei fatti? Qual è il confine tra persuasione e manipolazione? E soprattutto: come si costruisce  un meccanismo che sfrutta paura, fiducia e ripetizione per convincere?</p>
<p>Esploriamo l’impatto di questo caso sul rapporto tra media e pubblico, sull’evoluzione delle televendite, sull’intervento delle autorità e sulla domanda più attuale: quali strumenti abbiamo oggi per riconoscere linguaggi che possono trasformarsi in raggiri?</p>
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<p>Un progetto di <strong>Scandali Podcast</strong>, prodotto da <strong>BOATS</strong>.<br>Con le voci di <strong>Fabio, Matteo e Niccolò</strong>.<br>Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.</p>
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      <title>ICONICI - D’accordo?: Wanna Marchi e il raggiro in diretta tv</title>
      <description>Negli anni ’80 e ’90 una voce urlata, un tormentone rassicurante e un modo nuovo di “vendere” conquistano le tv locali italiane. È l’inizio dell’ascesa di Wanna Marchi, la donna che trasforma il suo “D’accordo?” in un marchio nazionale e che, insieme alla figlia Stefania Nobile, diventerà protagonista di uno dei più grandi scandali mediatici del Paese.

In questa puntata di ICONICI ricostruiamo come nasce e come crolla quell’impero: dalle prime televendite aggressive al passaggio ai talismani magici, dal “maestro” Do Nascimento alla rete di pressioni costruita per convincere migliaia di persone a pagare per sentirsi protette. Seguiamo le denunce, l’intervento di Striscia la Notizia, le indagini, il processo e le condanne definitive.

Un viaggio nella parte più vulnerabile del rapporto tra tv e pubblico: quando il carisma diventa manipolazione, quando la promessa si trasforma in inganno — e quando una semplice frase resta per sempre come simbolo di un’epoca in cui le emozioni, più dei fatti, decidevano cosa era vero e cosa no.



🎧 Ascolta l’approfondimento condotto dal team BOATS, cercando “Dentro ICONICI” su tutte le piattaforme audio.

Con la voce e il volto di Patrizia Labianca.

Un progetto di Scandali Podcast, prodotto da BOATS: Fabio Ragazzo, Matteo Liuzzi e Niccolò Martin.

Registrato negli studi di Likeabee – Creative Company.



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      <pubDate>Mon, 01 Dec 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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In questa puntata di ICONICI ricostruiamo come nasce e come crolla quell’impero: dalle prime televendite aggressive al passaggio ai talismani magici, dal “maestro” Do Nascimento alla rete di pressioni costruita per convincere migliaia di persone a pagare per sentirsi protette. Seguiamo le denunce, l’intervento di Striscia la Notizia, le indagini, il processo e le condanne definitive.

Un viaggio nella parte più vulnerabile del rapporto tra tv e pubblico: quando il carisma diventa manipolazione, quando la promessa si trasforma in inganno — e quando una semplice frase resta per sempre come simbolo di un’epoca in cui le emozioni, più dei fatti, decidevano cosa era vero e cosa no.



🎧 Ascolta l’approfondimento condotto dal team BOATS, cercando “Dentro ICONICI” su tutte le piattaforme audio.

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        <![CDATA[<p>Negli anni ’80 e ’90 una voce urlata, un tormentone rassicurante e un modo nuovo di “vendere” conquistano le tv locali italiane. È l’inizio dell’ascesa di Wanna Marchi, la donna che trasforma il suo “D’accordo?” in un marchio nazionale e che, insieme alla figlia Stefania Nobile, diventerà protagonista di uno dei più grandi scandali mediatici del Paese.</p>
<p>In questa puntata di ICONICI ricostruiamo come nasce e come crolla quell’impero: dalle prime televendite aggressive al passaggio ai talismani magici, dal “maestro” Do Nascimento alla rete di pressioni costruita per convincere migliaia di persone a pagare per sentirsi protette. Seguiamo le denunce, l’intervento di Striscia la Notizia, le indagini, il processo e le condanne definitive.</p>
<p>Un viaggio nella parte più vulnerabile del rapporto tra tv e pubblico: quando il carisma diventa manipolazione, quando la promessa si trasforma in inganno — e quando una semplice frase resta per sempre come simbolo di un’epoca in cui le emozioni, più dei fatti, decidevano cosa era vero e cosa no.</p>
<p><br></p>
<p>🎧 Ascolta l’approfondimento condotto dal team BOATS, cercando “Dentro ICONICI” su tutte le piattaforme audio.</p>
<p>Con la voce e il volto di Patrizia Labianca.</p>
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      <title>Fuori Scandali: Il caso di Don Alì</title>
      <description>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.

Ogni venerdì partiamo da una notizia e la usiamo per capire cosa succede davvero nei confini più delicati della nostra società: quelli tra identità digitale e responsabilità concreta, tra percezione pubblica e fatti accertati, tra ciò che gli algoritmi amplificano e ciò che le istituzioni ricostruiscono.

Il nuovo episodio è dedicato alla vicenda di Don Alì, il creator conosciuto come il “Re dei maranza”, al centro di un caso che in poche ore è passato dal feed dei social alle prime pagine dei quotidiani. Un video girato davanti a una scuola elementare, un maestro accusato senza prove, una narrazione polarizzata che rimbalza online, un arresto e un’intera categoria - quella dei maranza - trascinata nel dibattito pubblico.

Ricostruiamo passo dopo passo cosa è successo: dalla diffusione del video virale alle indagini che hanno escluso le accuse rivolte al maestro, dal ruolo dei social nella costruzione di identità “performative” alla nascita e trasformazione del termine maranza, fino ai nuovi episodi che hanno riportato il nome di Don Alì al centro delle cronache giudiziarie.

Una vicenda che apre una domanda più ampia: dove finisce il personaggio e dove inizia la responsabilità? E quanto i social, con i loro algoritmi, influenzano le identità dei più giovani, la percezione di forza, il confine tra imitazione e intimidazione?

Un caso che non racconta solo una storia individuale, ma un fenomeno collettivo che forse stiamo ancora imparando a leggere.



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      <pubDate>Thu, 27 Nov 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.

Ogni venerdì partiamo da una notizia e la usiamo per capire cosa succede davvero nei confini più delicati della nostra società: quelli tra identità digitale e responsabilità concreta, tra percezione pubblica e fatti accertati, tra ciò che gli algoritmi amplificano e ciò che le istituzioni ricostruiscono.

Il nuovo episodio è dedicato alla vicenda di Don Alì, il creator conosciuto come il “Re dei maranza”, al centro di un caso che in poche ore è passato dal feed dei social alle prime pagine dei quotidiani. Un video girato davanti a una scuola elementare, un maestro accusato senza prove, una narrazione polarizzata che rimbalza online, un arresto e un’intera categoria - quella dei maranza - trascinata nel dibattito pubblico.

Ricostruiamo passo dopo passo cosa è successo: dalla diffusione del video virale alle indagini che hanno escluso le accuse rivolte al maestro, dal ruolo dei social nella costruzione di identità “performative” alla nascita e trasformazione del termine maranza, fino ai nuovi episodi che hanno riportato il nome di Don Alì al centro delle cronache giudiziarie.

Una vicenda che apre una domanda più ampia: dove finisce il personaggio e dove inizia la responsabilità? E quanto i social, con i loro algoritmi, influenzano le identità dei più giovani, la percezione di forza, il confine tra imitazione e intimidazione?

Un caso che non racconta solo una storia individuale, ma un fenomeno collettivo che forse stiamo ancora imparando a leggere.



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        <![CDATA[<p>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.</p>
<p>Ogni venerdì partiamo da una notizia e la usiamo per capire cosa succede davvero nei confini più delicati della nostra società: quelli tra identità digitale e responsabilità concreta, tra percezione pubblica e fatti accertati, tra ciò che gli algoritmi amplificano e ciò che le istituzioni ricostruiscono.</p>
<p>Il nuovo episodio è dedicato alla vicenda di Don Alì, il creator conosciuto come il “Re dei maranza”, al centro di un caso che in poche ore è passato dal feed dei social alle prime pagine dei quotidiani. Un video girato davanti a una scuola elementare, un maestro accusato senza prove, una narrazione polarizzata che rimbalza online, un arresto e un’intera categoria - quella dei <em>maranza</em> - trascinata nel dibattito pubblico.</p>
<p>Ricostruiamo passo dopo passo cosa è successo: dalla diffusione del video virale alle indagini che hanno escluso le accuse rivolte al maestro, dal ruolo dei social nella costruzione di identità “performative” alla nascita e trasformazione del termine <em>maranza</em>, fino ai nuovi episodi che hanno riportato il nome di Don Alì al centro delle cronache giudiziarie.</p>
<p>Una vicenda che apre una domanda più ampia: dove finisce il personaggio e dove inizia la responsabilità? E quanto i social, con i loro algoritmi, influenzano le identità dei più giovani, la percezione di forza, il confine tra imitazione e intimidazione?</p>
<p>Un caso che non racconta solo una storia individuale, ma un fenomeno collettivo che forse stiamo ancora imparando a leggere.</p>
<p><br></p>
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      <title>Dentro ICONICI: Metodo Boffo</title>
      <description>In questo approfondimento di Dentro ICONICI analizziamo il caso del “Metodo Boffo”: una delle vicende più discusse del giornalismo italiano contemporaneo, in cui un articolo e un presunto dossier diventano strumenti capaci di orientare il racconto pubblico.

Parliamo di stampa, potere e responsabilità: cosa succede quando un’informazione non verificata entra nel circuito mediatico? Qual è il confine tra critica legittima e uso politico dei media? E soprattutto: chi risponde delle conseguenze quando un errore diventa narrazione condivisa?

Esploriamo l’impatto di questo caso sul linguaggio giornalistico, sul sistema delle verifiche, sul ruolo dell’Ordine dei Giornalisti e sulla percezione stessa di “campagna mediatica” nel dibattito italiano.



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      <pubDate>Mon, 24 Nov 2025 23:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questo approfondimento di Dentro ICONICI analizziamo il caso del “Metodo Boffo”: una delle vicende più discusse del giornalismo italiano contemporaneo, in cui un articolo e un presunto dossier diventano strumenti capaci di orientare il racconto pubblico.

Parliamo di stampa, potere e responsabilità: cosa succede quando un’informazione non verificata entra nel circuito mediatico? Qual è il confine tra critica legittima e uso politico dei media? E soprattutto: chi risponde delle conseguenze quando un errore diventa narrazione condivisa?

Esploriamo l’impatto di questo caso sul linguaggio giornalistico, sul sistema delle verifiche, sul ruolo dell’Ordine dei Giornalisti e sulla percezione stessa di “campagna mediatica” nel dibattito italiano.



Un progetto di Scandali Podcast, prodotto da BOATS.

Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.



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        <![CDATA[<p>In questo approfondimento di <em>Dentro ICONICI</em> analizziamo il caso del “Metodo Boffo”: una delle vicende più discusse del giornalismo italiano contemporaneo, in cui un articolo e un presunto dossier diventano strumenti capaci di orientare il racconto pubblico.</p>
<p>Parliamo di stampa, potere e responsabilità: cosa succede quando un’informazione non verificata entra nel circuito mediatico? Qual è il confine tra critica legittima e uso politico dei media? E soprattutto: chi risponde delle conseguenze quando un errore diventa narrazione condivisa?</p>
<p>Esploriamo l’impatto di questo caso sul linguaggio giornalistico, sul sistema delle verifiche, sul ruolo dell’Ordine dei Giornalisti e sulla percezione stessa di “campagna mediatica” nel dibattito italiano.</p>
<p><br></p>
<p>Un progetto di Scandali Podcast, prodotto da BOATS.</p>
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      <title>ICONICI - Metodo Boffo: la macchina del fango perfetta</title>
      <description>Nel 2009 un articolo, un presunto dossier e una serie di accuse non verificate cambiano la carriera di un direttore e il linguaggio politico italiano. È l’inizio di quello che verrà chiamato “Metodo Boffo”.

In questa puntata di ICONICI ricostruiamo come nasce questa espressione: il ruolo di Avvenire, l’attacco de Il Giornale, le smentite, le dimissioni e la successiva ammissione dell’errore. Seguiamo i passaggi che trasformano un caso mediatico in un modello citato per anni come esempio di campagna denigratoria.

Un approfondimento su informazione, potere e responsabilità: perché certe storie diventano etichette — e perché alcune etichette restano molto più della verità che le ha generate.



🎧 Ascolta l’approfondimento condotto dal team BOATS, cercando “Dentro ICONICI” su tutte le piattaforme audio.

Con la voce e il volto di Loris Leoci.Un progetto di Scandali Podcast, prodotto da BOATS: Fabio Ragazzo, Matteo Liuzzi e Niccolò Martin.Registrato negli studi di Likeabee – Creative Company.



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      <pubDate>Mon, 24 Nov 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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In questa puntata di ICONICI ricostruiamo come nasce questa espressione: il ruolo di Avvenire, l’attacco de Il Giornale, le smentite, le dimissioni e la successiva ammissione dell’errore. Seguiamo i passaggi che trasformano un caso mediatico in un modello citato per anni come esempio di campagna denigratoria.

Un approfondimento su informazione, potere e responsabilità: perché certe storie diventano etichette — e perché alcune etichette restano molto più della verità che le ha generate.



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        <![CDATA[<p><strong>Nel 2009 un articolo, un presunto dossier e una serie di accuse non verificate cambiano la carriera di un direttore e il linguaggio politico italiano. È l’inizio di quello che verrà chiamato “Metodo Boffo”.</strong></p>
<p>In questa puntata di <em>ICONICI</em> ricostruiamo come nasce questa espressione: il ruolo di Avvenire, l’attacco de <em>Il Giornale</em>, le smentite, le dimissioni e la successiva ammissione dell’errore. Seguiamo i passaggi che trasformano un caso mediatico in un modello citato per anni come esempio di campagna denigratoria.</p>
<p>Un approfondimento su informazione, potere e responsabilità: perché certe storie diventano etichette — e perché alcune etichette restano molto più della verità che le ha generate.</p>
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      <title>Fuori Scandali: Il caso della famiglia nel bosco</title>
      <description>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.


Ogni venerdì partiamo da una notizia reale e la usiamo per capire cosa succede davvero nei confini più delicati della nostra società: quelli tra scelta individuale e regole comuni, tra percezione pubblica e decisioni istituzionali.


Il nuovo episodio è dedicato al caso della famiglia che vive nel bosco nel Vastese, una storia che in poche settimane è passata dal silenzio locale a diventare un tema nazionale, capace di dividere l’opinione pubblica come pochi altri.


Ricostruiamo passo dopo passo cosa è successo: la scelta di vivere in un casolare isolato, il progetto di un’educazione alternativa, l’intervento dei servizi sociali dopo l’intossicazione da funghi, la valutazione della Procura minorile e il procedimento che porterà il Tribunale a decidere se confermare o meno la responsabilità educativa dei genitori.


Una vicenda che mostra quanto sia complesso tenere insieme due principi entrambi legittimi: la libertà familiare e la tutela dei minori. E come, spesso, tra immaginario e realtà, la narrazione pubblica possa prendere una direzione completamente diversa da quella tecnica e istituzionale.


Nota aggiornata: Nel pomeriggio di ieri, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento dei tre bambini dalla casa nel bosco: verranno collocati in una comunità educativa di osservazione, mentre la madre resterà con loro nella struttura.


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      <pubDate>Thu, 20 Nov 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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Ogni venerdì partiamo da una notizia reale e la usiamo per capire cosa succede davvero nei confini più delicati della nostra società: quelli tra scelta individuale e regole comuni, tra percezione pubblica e decisioni istituzionali.


Il nuovo episodio è dedicato al caso della famiglia che vive nel bosco nel Vastese, una storia che in poche settimane è passata dal silenzio locale a diventare un tema nazionale, capace di dividere l’opinione pubblica come pochi altri.


Ricostruiamo passo dopo passo cosa è successo: la scelta di vivere in un casolare isolato, il progetto di un’educazione alternativa, l’intervento dei servizi sociali dopo l’intossicazione da funghi, la valutazione della Procura minorile e il procedimento che porterà il Tribunale a decidere se confermare o meno la responsabilità educativa dei genitori.


Una vicenda che mostra quanto sia complesso tenere insieme due principi entrambi legittimi: la libertà familiare e la tutela dei minori. E come, spesso, tra immaginario e realtà, la narrazione pubblica possa prendere una direzione completamente diversa da quella tecnica e istituzionale.


Nota aggiornata: Nel pomeriggio di ieri, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento dei tre bambini dalla casa nel bosco: verranno collocati in una comunità educativa di osservazione, mentre la madre resterà con loro nella struttura.


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        <![CDATA[<p>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.</p>

<p>Ogni venerdì partiamo da una notizia reale e la usiamo per capire cosa succede davvero nei confini più delicati della nostra società: quelli tra scelta individuale e regole comuni, tra percezione pubblica e decisioni istituzionali.</p>

<p>Il nuovo episodio è dedicato al caso della famiglia che vive nel bosco nel Vastese, una storia che in poche settimane è passata dal silenzio locale a diventare un tema nazionale, capace di dividere l’opinione pubblica come pochi altri.</p>

<p>Ricostruiamo passo dopo passo cosa è successo: la scelta di vivere in un casolare isolato, il progetto di un’educazione alternativa, l’intervento dei servizi sociali dopo l’intossicazione da funghi, la valutazione della Procura minorile e il procedimento che porterà il Tribunale a decidere se confermare o meno la responsabilità educativa dei genitori.</p>

<p>Una vicenda che mostra quanto sia complesso tenere insieme due principi entrambi legittimi: la libertà familiare e la tutela dei minori. E come, spesso, tra immaginario e realtà, la narrazione pubblica possa prendere una direzione completamente diversa da quella tecnica e istituzionale.</p>

<p><strong>Nota aggiornata:</strong> Nel pomeriggio di ieri, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento dei tre bambini dalla casa nel bosco: verranno collocati in una comunità educativa di osservazione, mentre la madre resterà con loro nella struttura.</p>

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      <title>Dentro ICONICI: Il mio nome è Luciano</title>
      <description>In questo approfondimento di Dentro ICONICI ripercorriamo la storia di Eriberto, o meglio, di Luciano. Una vicenda che parte da un nome cambiato per inseguire un’occasione e finisce per diventare uno dei casi più emblematici del nostro calcio.

Ricostruiamo cosa è successo davvero, dai documenti falsificati alla rivelazione del 2002, fino al modo in cui questa storia ha aperto domande più ampie sulle regole, sui controlli e sulle pressioni che attraversano lo sport professionistico. Quanto è facile aggirare un sistema? E cosa ci dice questo caso sul confine tra errore, vantaggio e responsabilità?

Raccontiamo anche il dopo: l’ammissione, il ritorno come Luciano e il tema delle seconde possibilità. Per capire perché questa vicenda continua a parlarci di identità, aspettative e limiti, ben oltre il campo da gioco.



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      <pubDate>Mon, 17 Nov 2025 23:01:00 -0000</pubDate>
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Ricostruiamo cosa è successo davvero, dai documenti falsificati alla rivelazione del 2002, fino al modo in cui questa storia ha aperto domande più ampie sulle regole, sui controlli e sulle pressioni che attraversano lo sport professionistico. Quanto è facile aggirare un sistema? E cosa ci dice questo caso sul confine tra errore, vantaggio e responsabilità?

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        <![CDATA[<p>In questo approfondimento di <em>Dentro ICONICI</em> ripercorriamo la storia di Eriberto, o meglio, di Luciano. Una vicenda che parte da un nome cambiato per inseguire un’occasione e finisce per diventare uno dei casi più emblematici del nostro calcio.</p>
<p>Ricostruiamo cosa è successo davvero, dai documenti falsificati alla rivelazione del 2002, fino al modo in cui questa storia ha aperto domande più ampie sulle regole, sui controlli e sulle pressioni che attraversano lo sport professionistico. Quanto è facile aggirare un sistema? E cosa ci dice questo caso sul confine tra errore, vantaggio e responsabilità?</p>
<p>Raccontiamo anche il dopo: l’ammissione, il ritorno come Luciano e il tema delle seconde possibilità. Per capire perché questa vicenda continua a parlarci di identità, aspettative e limiti, ben oltre il campo da gioco.</p>
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    <item>
      <title>ICONICI - Luciano o Eriberto? Lo scandalo che ha ingannato la Serie A</title>
      <description>All’inizio degli anni Duemila, nel massimo campionato di calcio italiano, un esterno brasiliano diventa l’eroe del “Chievo dei miracoli”. Tutti lo conoscono come Eriberto, il ragazzo che vola sulla fascia e fa impazzire le difese.
Ma nell’estate del 2002, una fuga improvvisa in Brasile e una rivelazione choc cambiano tutto: Eriberto non esiste. Il suo vero nome è un altro: Luciano Siqueira de Oliveira.

Cosa c’era dietro quella bugia lunga anni?
E come è possibile che l’intera Serie A sia stata ingannata sull’identità di uno dei suoi protagonisti?

In questo episodio di Iconici, ripercorriamo lo scandalo del “calciatore dalla doppia identità”: dalla povertà in Brasile all’occasione col Palmeiras, dall’arrivo in Italia tra Bologna e Chievo fino alla quasi firma con la Lazio, bloccata dalla verità sul suo nome e sulla sua età. Seguiamo la squalifica, la scelta di tornare a chiamarsi Luciano e la sua rinascita in campo, per capire cosa ci racconta questa storia sul lato oscuro del sogno calcistico, sul sistema dei procuratori e sul confine tra truffa, redenzione e seconda possibilità.



Narrato da Patrizia Labianca.

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      <pubDate>Mon, 17 Nov 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>All’inizio degli anni Duemila, nel massimo campionato di calcio italiano, un esterno brasiliano diventa l’eroe del “Chievo dei miracoli”. Tutti lo conoscono come Eriberto, il ragazzo che vola sulla fascia e fa impazzire le difese.
Ma nell’estate del 2002, una fuga improvvisa in Brasile e una rivelazione choc cambiano tutto: Eriberto non esiste. Il suo vero nome è un altro: Luciano Siqueira de Oliveira.

Cosa c’era dietro quella bugia lunga anni?
E come è possibile che l’intera Serie A sia stata ingannata sull’identità di uno dei suoi protagonisti?

In questo episodio di Iconici, ripercorriamo lo scandalo del “calciatore dalla doppia identità”: dalla povertà in Brasile all’occasione col Palmeiras, dall’arrivo in Italia tra Bologna e Chievo fino alla quasi firma con la Lazio, bloccata dalla verità sul suo nome e sulla sua età. Seguiamo la squalifica, la scelta di tornare a chiamarsi Luciano e la sua rinascita in campo, per capire cosa ci racconta questa storia sul lato oscuro del sogno calcistico, sul sistema dei procuratori e sul confine tra truffa, redenzione e seconda possibilità.



Narrato da Patrizia Labianca.

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        <![CDATA[<p>All’inizio degli anni Duemila, nel massimo campionato di calcio italiano, un esterno brasiliano diventa l’eroe del “Chievo dei miracoli”. Tutti lo conoscono come Eriberto, il ragazzo che vola sulla fascia e fa impazzire le difese.<br>
Ma nell’estate del 2002, una fuga improvvisa in Brasile e una rivelazione choc cambiano tutto: Eriberto non esiste. Il suo vero nome è un altro: Luciano Siqueira de Oliveira.</p>
<p>Cosa c’era dietro quella bugia lunga anni?<br>
E come è possibile che l’intera Serie A sia stata ingannata sull’identità di uno dei suoi protagonisti?</p>
<p>In questo episodio di <em>Iconici</em>, ripercorriamo lo scandalo del “calciatore dalla doppia identità”: dalla povertà in Brasile all’occasione col Palmeiras, dall’arrivo in Italia tra Bologna e Chievo fino alla quasi firma con la Lazio, bloccata dalla verità sul suo nome e sulla sua età. Seguiamo la squalifica, la scelta di tornare a chiamarsi Luciano e la sua rinascita in campo, per capire cosa ci racconta questa storia sul lato oscuro del sogno calcistico, sul sistema dei procuratori e sul confine tra truffa, redenzione e seconda possibilità.</p>
<p><br></p>
<p>Narrato da Patrizia Labianca.</p>
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      <title>Fuori Scandali: Il caso di Zia Martina</title>
      <description>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.

Ogni venerdì partiamo da una notizia reale e la usiamo per capire cosa succede davvero nei confini più delicati della nostra società: quelli tra morale e legge, tra percezione pubblica e fatti.

Il primo episodio è dedicato al caso di “Zia Martina”, una storia che ha diviso l’opinione pubblica più di qualunque titolo.



Raccontiamo passo dopo passo cosa è successo a Bari nel 2021:le segnalazioni dei genitori, l’indagine, l’arresto, la condanna in primo grado, e poi il ribaltamento totale in Appello, con l’assoluzione piena “perché il fatto non costituisce reato”.
Una vicenda che mostra come giudizio sociale e giudizio legale possano prendere strade completamente diverse.

Ma non solo: affrontiamo anche il filone parallelo sulla diffusione dei video, le responsabilità, le tutele e le domande che questa storia apre su consenso, età, confini e percezione.

Un caso emblematico per capire perché alcune storie diventano “scandali” e come cambiano quando entrano nelle mani della legge.



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      <pubDate>Thu, 13 Nov 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.

Ogni venerdì partiamo da una notizia reale e la usiamo per capire cosa succede davvero nei confini più delicati della nostra società: quelli tra morale e legge, tra percezione pubblica e fatti.

Il primo episodio è dedicato al caso di “Zia Martina”, una storia che ha diviso l’opinione pubblica più di qualunque titolo.



Raccontiamo passo dopo passo cosa è successo a Bari nel 2021:le segnalazioni dei genitori, l’indagine, l’arresto, la condanna in primo grado, e poi il ribaltamento totale in Appello, con l’assoluzione piena “perché il fatto non costituisce reato”.
Una vicenda che mostra come giudizio sociale e giudizio legale possano prendere strade completamente diverse.

Ma non solo: affrontiamo anche il filone parallelo sulla diffusione dei video, le responsabilità, le tutele e le domande che questa storia apre su consenso, età, confini e percezione.

Un caso emblematico per capire perché alcune storie diventano “scandali” e come cambiano quando entrano nelle mani della legge.



Un progetto di Scandali Podcast, prodotto da BOATS.

Con le voci di Fabio, Matteo e Niccolò.

Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.



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        <![CDATA[<p><strong>Il nuovo appuntamento della famiglia Scandali.</strong></p>
<p>Ogni venerdì partiamo da una notizia reale e la usiamo per capire cosa succede davvero nei confini più delicati della nostra società: quelli tra morale e legge, tra percezione pubblica e fatti.</p>
<p>Il primo episodio è dedicato al <strong>caso di “Zia Martina”</strong>, una storia che ha diviso l’opinione pubblica più di qualunque titolo.</p>
<p><br></p>
<p>Raccontiamo passo dopo passo cosa è successo a Bari nel 2021:<br>le segnalazioni dei genitori, l’indagine, l’arresto, la condanna in primo grado, e poi il ribaltamento totale in Appello, con l’assoluzione piena “perché il fatto non costituisce reato”.<br>
Una vicenda che mostra come giudizio sociale e giudizio legale possano prendere strade completamente diverse.</p>
<p>Ma non solo: affrontiamo anche il filone parallelo sulla diffusione dei video, le responsabilità, le tutele e le domande che questa storia apre su consenso, età, confini e percezione.</p>
<p>Un caso emblematico per capire perché alcune storie diventano “scandali” e come cambiano quando entrano nelle mani della legge.</p>
<p><br></p>
<p>Un progetto di <strong>Scandali Podcast</strong>, prodotto da <strong>BOATS</strong>.</p>
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      <title>Dentro ICONICI: Vada a bordo</title>
      <description>In questo approfondimento di Dentro ICONICI ricostruiamo la storia di “Vada a bordo”: dalla notte del 13 gennaio 2012 di fronte all’Isola del Giglio, alla telefonata tra Gregorio De Falco e Francesco Schettino che porta un ordine operativo a diventare un simbolo nazionale.

Parliamo di linguaggio, media e responsabilità pubblica: quando una frase restituisce chiarezza e quando rischia di semplificare una storia complessa?

E perché, a distanza di anni, “Vada a bordo” continua a orientare la nostra percezione di comando, dovere e responsabilità, anche attraverso l’opposizione simbolica tra chi resta e chi fugge raccontata dai media di quelle ore. 



Un progetto di Scandali Podcast, prodotto da BOATS.

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      <pubDate>Mon, 10 Nov 2025 23:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questo approfondimento di Dentro ICONICI ricostruiamo la storia di “Vada a bordo”: dalla notte del 13 gennaio 2012 di fronte all’Isola del Giglio, alla telefonata tra Gregorio De Falco e Francesco Schettino che porta un ordine operativo a diventare un simbolo nazionale.

Parliamo di linguaggio, media e responsabilità pubblica: quando una frase restituisce chiarezza e quando rischia di semplificare una storia complessa?

E perché, a distanza di anni, “Vada a bordo” continua a orientare la nostra percezione di comando, dovere e responsabilità, anche attraverso l’opposizione simbolica tra chi resta e chi fugge raccontata dai media di quelle ore. 



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        <![CDATA[<p>In questo approfondimento di <strong>Dentro ICONICI</strong> ricostruiamo la storia di <strong>“Vada a bordo”</strong>: dalla notte del <strong>13 gennaio 2012</strong> di fronte all’<strong>Isola del Giglio</strong>, alla telefonata tra <strong>Gregorio De Falco</strong> e <strong>Francesco Schettino</strong> che porta un ordine operativo a diventare un simbolo nazionale.</p>
<p>Parliamo di <strong>linguaggio, media e responsabilità pubblica</strong>: quando una frase restituisce chiarezza e quando rischia di semplificare una storia complessa?</p>
<p>E perché, a distanza di anni, <strong>“Vada a bordo”</strong> continua a orientare la nostra percezione di <strong>comando, dovere e responsabilità</strong>, anche attraverso l’opposizione simbolica tra chi resta e chi fugge raccontata dai media di quelle ore. </p>
<p><br></p>
<p>Un progetto di <strong>Scandali Podcast</strong>, prodotto da <strong>BOATS</strong>.</p>
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    <item>
      <title>ICONICI - Vada a bordo: L’ordine che ha umiliato Schettino</title>
      <description>Nel 2012 la Costa Concordia si inclina di fronte all’Isola del Giglio.
La telefonata tra Francesco Schettino e il Capitano De Falco diventa un simbolo: “Vada a bordo”.
In questa puntata ricostruiamo contesto, decisioni e conseguenze di una delle vicende più riconoscibili della cronaca italiana recente.
🎧 Ascolta l’approfondimento completo cercando “Dentro ICONICI” su tutte le piattaforme audio.

Con la voce e il volto di Loris Leoci.
Registrato negli studi di Likeabee – Creative Company.

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      <pubDate>Mon, 10 Nov 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>Nel 2012 la Costa Concordia si inclina di fronte all’Isola del Giglio.
La telefonata tra Francesco Schettino e il Capitano De Falco diventa un simbolo: “Vada a bordo”.
In questa puntata ricostruiamo contesto, decisioni e conseguenze di una delle vicende più riconoscibili della cronaca italiana recente.
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        <![CDATA[<p>Nel 2012 la Costa Concordia si inclina di fronte all’Isola del Giglio.<br>
La telefonata tra Francesco Schettino e il Capitano De Falco diventa un simbolo: “Vada a bordo”.<br>
In questa puntata ricostruiamo contesto, decisioni e conseguenze di una delle vicende più riconoscibili della cronaca italiana recente.<br>
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      <title>Dentro ICONICI: Compagni di merende</title>
      <description>Come nasce un’etichetta che entra nel linguaggio di tutti i giorni?
In questo approfondimento di Dentro ICONICI ricostruiamo la storia di “Compagni di merende”: dove nasce, perché viene pronunciata in un’aula, come i media la rilanciano e in che modo diventa una sintesi potente per raccontare un caso complesso. Seguiamo la linea temporale, analizziamo il peso delle parole e vediamo come un’espressione breve riesca a orientare percezione pubblica e memoria collettiva.



Parliamo di linguaggio, giornali, TV e processi mediatici: quando una formula efficace spiega oppure semplifica troppo? E perché, a distanza di anni, continuiamo a usare quelle due parole per indicare un intero clima e non solo tre persone?



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      <pubDate>Mon, 03 Nov 2025 23:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>Come nasce un’etichetta che entra nel linguaggio di tutti i giorni?
In questo approfondimento di Dentro ICONICI ricostruiamo la storia di “Compagni di merende”: dove nasce, perché viene pronunciata in un’aula, come i media la rilanciano e in che modo diventa una sintesi potente per raccontare un caso complesso. Seguiamo la linea temporale, analizziamo il peso delle parole e vediamo come un’espressione breve riesca a orientare percezione pubblica e memoria collettiva.



Parliamo di linguaggio, giornali, TV e processi mediatici: quando una formula efficace spiega oppure semplifica troppo? E perché, a distanza di anni, continuiamo a usare quelle due parole per indicare un intero clima e non solo tre persone?



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        <![CDATA[<p><strong>Come nasce un’etichetta che entra nel linguaggio di tutti i giorni?</strong><br>
In questo approfondimento di <strong>Dentro ICONICI</strong> ricostruiamo la storia di <strong>“Compagni di merende”</strong>: dove nasce, perché viene pronunciata in un’aula, come i media la rilanciano e in che modo diventa una <strong>sintesi potente</strong> per raccontare un caso complesso. Seguiamo la <strong>linea temporale</strong>, analizziamo il <strong>peso delle parole</strong> e vediamo come un’espressione breve riesca a orientare <strong>percezione pubblica</strong> e <strong>memoria collettiva</strong>.</p>
<p><br></p>
<p>Parliamo di linguaggio, giornali, TV e processi mediatici: quando una formula efficace <strong>spiega</strong> oppure <strong>semplifica troppo</strong>? E perché, a distanza di anni, continuiamo a usare quelle due parole per indicare un intero clima e non solo tre persone?</p>
<p><br></p>
<p>Un progetto di <strong>Scandali Podcast</strong> prodotto da <strong>BOATS</strong>.<br>
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<p><br></p>
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    <item>
      <title>ICONICI - Compagni di merende: da Pacciani al mito del Mostro di Firenze</title>
      <description>Un’espressione semplice, ripetuta per anni sui media, è diventata un nome che tutti conoscono.
Ma come nasce un’etichetta? Chi la pronuncia per primo, in quale contesto e perché finisce per orientare il racconto pubblico?

In questa puntata di ICONICI ricostruiamo la storia di “Compagni di merende”: le origini, il significato iniziale, i protagonisti e le tappe che hanno portato la frase dall’aula alle prime pagine, fino all’uso nel linguaggio di tutti i giorni. Seguiamo una linea temporale chiara, con fonti verificabili e passaggi chiave spiegati senza sensazionalismi: come si diffonde l’etichetta, come viene ripresa da stampa e TV, e in che modo il suo significato si trasforma nel tempo.
Un approfondimento su parole, percezione e memoria collettiva: perché certe espressioni durano, e cosa ci dicono sul nostro modo di interpretare la cronaca.



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      <pubDate>Mon, 03 Nov 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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Ma come nasce un’etichetta? Chi la pronuncia per primo, in quale contesto e perché finisce per orientare il racconto pubblico?

In questa puntata di ICONICI ricostruiamo la storia di “Compagni di merende”: le origini, il significato iniziale, i protagonisti e le tappe che hanno portato la frase dall’aula alle prime pagine, fino all’uso nel linguaggio di tutti i giorni. Seguiamo una linea temporale chiara, con fonti verificabili e passaggi chiave spiegati senza sensazionalismi: come si diffonde l’etichetta, come viene ripresa da stampa e TV, e in che modo il suo significato si trasforma nel tempo.
Un approfondimento su parole, percezione e memoria collettiva: perché certe espressioni durano, e cosa ci dicono sul nostro modo di interpretare la cronaca.



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        <![CDATA[<p>Un’espressione semplice, ripetuta per anni sui media, è diventata un <strong>nome che tutti conoscono</strong>.<br>
Ma <strong>come nasce un’etichetta</strong>? Chi la pronuncia per primo, in quale <strong>contesto</strong> e perché finisce per orientare il <strong>racconto pubblico</strong>?</p>
<p>In questa puntata di <strong>ICONICI</strong> ricostruiamo la <strong>storia di “Compagni di merende”</strong>: le <strong>origini</strong>, il <strong>significato iniziale</strong>, i <strong>protagonisti</strong> e le tappe che hanno portato la frase <strong>dall’aula alle prime pagine</strong>, fino all’uso nel <strong>linguaggio di tutti i giorni</strong>. Seguiamo una <strong>linea temporale chiara</strong>, con <strong>fonti verificabili</strong> e passaggi chiave spiegati senza sensazionalismi: come si diffonde l’etichetta, come viene ripresa da <strong>stampa e TV</strong>, e in che modo il suo <strong>significato si trasforma</strong> nel tempo.<br>
Un approfondimento su <strong>parole, percezione e memoria collettiva</strong>: perché certe espressioni durano, e cosa ci dicono sul nostro modo di interpretare la <strong>cronaca</strong>.</p>
<p><br></p>
<p>🎧   Ascolta l’approfondimento condotto dal team BOATS, cercando <strong>“Dentro ICONICI”</strong> su tutte le piattaforme audio.</p>
<p>
Con la voce e il volto di <strong>Patrizia Labianca</strong>.<br>
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    <item>
      <title>Dentro ICONICI: I Furbetti del Cartellino</title>
      <description>Dietro una delle espressioni più note della cronaca italiana – «I furbetti del cartellino» – c’è molto più di una foto diventata virale.

In questa puntata di Dentro ICONICI analizziamo il caso di Alberto Muraglia, il vigile urbano di Sanremo che, ripreso mentre timbra il cartellino in biancheria, è diventato – suo malgrado – il volto di un dibattito nazionale sul lavoro pubblico e sull’etica collettiva.

Dal potere delle immagini alla gogna mediatica, dalle reazioni politiche alle sentenze che hanno ribaltato la percezione del caso: un racconto che mostra come una singola fotografia possa trasformarsi in simbolo, riscrivendo il confine tra verità, opinione e reputazione.

Un viaggio tra media, giustizia e società — per capire come una storia nata da un frame sia diventata il riflesso di un Paese intero.

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      <pubDate>Mon, 27 Oct 2025 23:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Dietro una delle espressioni più note della cronaca italiana – «I furbetti del cartellino» – c’è molto più di una foto diventata virale.

In questa puntata di Dentro ICONICI analizziamo il caso di Alberto Muraglia, il vigile urbano di Sanremo che, ripreso mentre timbra il cartellino in biancheria, è diventato – suo malgrado – il volto di un dibattito nazionale sul lavoro pubblico e sull’etica collettiva.

Dal potere delle immagini alla gogna mediatica, dalle reazioni politiche alle sentenze che hanno ribaltato la percezione del caso: un racconto che mostra come una singola fotografia possa trasformarsi in simbolo, riscrivendo il confine tra verità, opinione e reputazione.

Un viaggio tra media, giustizia e società — per capire come una storia nata da un frame sia diventata il riflesso di un Paese intero.

Un progetto di Scandali Podcast prodotto da BOATS.
Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.



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        <![CDATA[<p>Dietro una delle espressioni più note della cronaca italiana – «I furbetti del cartellino» – c’è molto più di una foto diventata virale.</p>
<p>In questa puntata di <em>Dentro ICONICI</em> analizziamo il caso di <strong>Alberto Muraglia</strong>, il vigile urbano di Sanremo che, ripreso mentre timbra il cartellino in biancheria, è diventato – suo malgrado – il volto di un dibattito nazionale sul lavoro pubblico e sull’etica collettiva.</p>
<p>Dal potere delle immagini alla gogna mediatica, dalle reazioni politiche alle sentenze che hanno ribaltato la percezione del caso: un racconto che mostra come una singola fotografia possa trasformarsi in simbolo, riscrivendo il confine tra verità, opinione e reputazione.</p>
<p>Un viaggio tra media, giustizia e società — per capire come una storia nata da un frame sia diventata il riflesso di un Paese intero.</p>
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      <title>ICONICI - I Furbetti del Cartellino: La foto simbolo del Vigile in mutande</title>
      <description>Nel 2015, nella città di Sanremo, una telecamera riprende un vigile urbano mentre timbra il cartellino in biancheria.
Il suo nome è Alberto Muraglia. E quella fotografia – diventata virale in poche ore – segna l’inizio di una vicenda destinata a cambiare per sempre il modo in cui l’Italia guarda alla Pubblica Amministrazione.

Basta un solo frame per creare un simbolo: i “furbetti del cartellino”.
Ma quella foto raccontava davvero tutta la verità?
E cosa si nasconde dietro una delle immagini più iconiche della cronaca recente?

In questa puntata di ICONICI ripercorriamo la storia che ha trasformato un dipendente comunale in un caso nazionale: dalle indagini e le reazioni politiche, alla decisione dei giudici che ha ribaltato ogni certezza. 
Un racconto sul potere delle immagini, sulla reputazione e sul confine tra colpa e percezione.


Ascolta l’approfondimento completo cercando “Dentro ICONICI” su tutte le piattaforme audio.

Con la voce e il volto di Loris Leoci.
Registrato negli studi di Likeabee – Creative Company.

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      <pubDate>Mon, 27 Oct 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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Il suo nome è Alberto Muraglia. E quella fotografia – diventata virale in poche ore – segna l’inizio di una vicenda destinata a cambiare per sempre il modo in cui l’Italia guarda alla Pubblica Amministrazione.

Basta un solo frame per creare un simbolo: i “furbetti del cartellino”.
Ma quella foto raccontava davvero tutta la verità?
E cosa si nasconde dietro una delle immagini più iconiche della cronaca recente?

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        <![CDATA[<p>Nel 2015, nella città di Sanremo, una telecamera riprende un vigile urbano mentre timbra il cartellino in biancheria.
Il suo nome è Alberto Muraglia. E quella fotografia – diventata virale in poche ore – segna l’inizio di una vicenda destinata a cambiare per sempre il modo in cui l’Italia guarda alla Pubblica Amministrazione.

Basta un solo frame per creare un simbolo: i “furbetti del cartellino”.
Ma quella foto raccontava davvero tutta la verità?
E cosa si nasconde dietro una delle immagini più iconiche della cronaca recente?

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Un racconto sul potere delle immagini, sulla reputazione e sul confine tra colpa e percezione.
</p>
<p>Ascolta l’approfondimento completo cercando “Dentro ICONICI” su tutte le piattaforme audio.

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      <title>Dentro ICONICI: I Furbetti del Quartierino</title>
      <description>Dietro una delle espressioni più celebri della finanza italiana – «I furbetti del quartierino» – c’è molto più di una battuta intercettata.

In questa puntata di Dentro ICONICI analizziamo il caso di Stefano Ricucci, il “re del mattone” che sognava di sfidare i giganti della finanza, e la rete di imprenditori e banchieri che negli anni 2000 tentarono la scalata ad Antonveneta.

Dal mito del self-made man alla cultura della scorciatoia, fino alla contrapposizione tra finanza all’italiana e modelli globali: un racconto che mostra come l’ambizione, quando si trasforma in spregiudicatezza, può far crollare anche gli imperi più solidi.

Un viaggio tra potere, media e illusioni — per capire come una frase nata quasi per scherzo sia diventata il simbolo di un’intera stagione economica e culturale del nostro Paese.



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      <pubDate>Mon, 20 Oct 2025 22:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Dietro una delle espressioni più celebri della finanza italiana – «I furbetti del quartierino» – c’è molto più di una battuta intercettata.

In questa puntata di Dentro ICONICI analizziamo il caso di Stefano Ricucci, il “re del mattone” che sognava di sfidare i giganti della finanza, e la rete di imprenditori e banchieri che negli anni 2000 tentarono la scalata ad Antonveneta.

Dal mito del self-made man alla cultura della scorciatoia, fino alla contrapposizione tra finanza all’italiana e modelli globali: un racconto che mostra come l’ambizione, quando si trasforma in spregiudicatezza, può far crollare anche gli imperi più solidi.

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        <![CDATA[<p>Dietro una delle espressioni più celebri della finanza italiana – «I furbetti del quartierino» – c’è molto più di una battuta intercettata.</p>
<p>In questa puntata di <strong>Dentro ICONICI</strong> analizziamo il caso di <strong>Stefano Ricucci</strong>, il “re del mattone” che sognava di sfidare i giganti della finanza, e la rete di imprenditori e banchieri che negli anni 2000 tentarono la scalata ad <strong>Antonveneta</strong>.</p>
<p>Dal mito del self-made man alla cultura della scorciatoia, fino alla contrapposizione tra finanza all’italiana e modelli globali: un racconto che mostra come l’ambizione, quando si trasforma in spregiudicatezza, può far crollare anche gli imperi più solidi.</p>
<p>Un viaggio tra potere, media e illusioni — per capire come una frase nata quasi per scherzo sia diventata il simbolo di un’intera stagione economica e culturale del nostro Paese.</p>
<p><br></p>
<p>Un progetto di Scandali Podcast prodotto da BOATS.</p>
<p>Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.</p>
<p><br></p>
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<p><br></p>
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    <item>
      <title>ICONICI - I Furbetti del Quartierino: La telefonata che ha reso immortale Stefano Ricucci</title>
      <description>Nel 2005 esplode lo scandalo dei “Furbetti del Quartierino”, con protagonista Stefano Ricucci, l’imprenditore romano che da odontotecnico diventa il “re del mattone” e simbolo di una finanza spregiudicata.

Tutto parte da una telefonata intercettata e da una frase destinata a entrare nella storia:
«Stamo a fa’ i furbetti der quartierino.»
Un’espressione nata per caso che cambierà per sempre la carriera di Ricucci e il volto della finanza italiana degli anni Duemila.

Chi erano davvero i Furbetti del Quartierino?
Cosa si nascondeva dietro la scalata ad Antonveneta e le operazioni su RCS?
E come una battuta è diventata il simbolo di un intero sistema di potere e speculazione?

In questo episodio di ICONICI, ripercorriamo lo scandalo che ha travolto Stefano Ricucci e segnato un’intera stagione economica: dalle scalate bancarie a Antonveneta e RCS alle accuse di manipolazione del mercato.

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Con la voce e il volto di Patrizia Labianca.
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      <pubDate>Mon, 20 Oct 2025 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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Tutto parte da una telefonata intercettata e da una frase destinata a entrare nella storia:
«Stamo a fa’ i furbetti der quartierino.»
Un’espressione nata per caso che cambierà per sempre la carriera di Ricucci e il volto della finanza italiana degli anni Duemila.

Chi erano davvero i Furbetti del Quartierino?
Cosa si nascondeva dietro la scalata ad Antonveneta e le operazioni su RCS?
E come una battuta è diventata il simbolo di un intero sistema di potere e speculazione?

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        <![CDATA[<p>Nel 2005 esplode lo scandalo dei “Furbetti del Quartierino”, con protagonista Stefano Ricucci, l’imprenditore romano che da odontotecnico diventa il “re del mattone” e simbolo di una finanza spregiudicata.

Tutto parte da una telefonata intercettata e da una frase destinata a entrare nella storia:
«Stamo a fa’ i furbetti der quartierino.»
Un’espressione nata per caso che cambierà per sempre la carriera di Ricucci e il volto della finanza italiana degli anni Duemila.

Chi erano davvero i Furbetti del Quartierino?
Cosa si nascondeva dietro la scalata ad Antonveneta e le operazioni su RCS?
E come una battuta è diventata il simbolo di un intero sistema di potere e speculazione?

In questo episodio di ICONICI, ripercorriamo lo scandalo che ha travolto Stefano Ricucci e segnato un’intera stagione economica: dalle scalate bancarie a Antonveneta e RCS alle accuse di manipolazione del mercato.

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      <title>Dentro ICONICI: Abbiamo una banca?</title>
      <description>Dietro una delle frasi più famose della Seconda Repubblica – «Abbiamo una banca?» – c’è molto più di un’intercettazione.

In questa puntata di Dentro Iconici analizziamo il caso Fassino–Consorte, la scalata Unipol alla BNL e il ruolo decisivo che ebbero i media e la politica nel trasformare tre parole in un simbolo di potere.

Dalla semplificazione giornalistica che ha cambiato il senso della frase, alla pubblicazione illegittima de Il Giornale, fino al dibattito – ancora attuale – su privacy, giustizia mediatica e rapporti tra politica e finanza.

Un racconto che mostra come, in Italia, la percezione conti spesso più dei fatti e come una frase possa segnare per sempre la carriera di un leader.



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      <pubDate>Mon, 13 Oct 2025 22:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Dietro una delle frasi più famose della Seconda Repubblica – «Abbiamo una banca?» – c’è molto più di un’intercettazione.

In questa puntata di Dentro Iconici analizziamo il caso Fassino–Consorte, la scalata Unipol alla BNL e il ruolo decisivo che ebbero i media e la politica nel trasformare tre parole in un simbolo di potere.

Dalla semplificazione giornalistica che ha cambiato il senso della frase, alla pubblicazione illegittima de Il Giornale, fino al dibattito – ancora attuale – su privacy, giustizia mediatica e rapporti tra politica e finanza.

Un racconto che mostra come, in Italia, la percezione conti spesso più dei fatti e come una frase possa segnare per sempre la carriera di un leader.



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        <![CDATA[<p>Dietro una delle frasi più famose della Seconda Repubblica – <em>«Abbiamo una banca?»</em> – c’è molto più di un’intercettazione.</p>
<p>In questa puntata di Dentro Iconici analizziamo il caso Fassino–Consorte, la scalata Unipol alla BNL e il ruolo decisivo che ebbero i media e la politica nel trasformare tre parole in un simbolo di potere.</p>
<p>Dalla semplificazione giornalistica che ha cambiato il senso della frase, alla pubblicazione illegittima de <em>Il Giornale</em>, fino al dibattito – ancora attuale – su privacy, giustizia mediatica e rapporti tra politica e finanza.</p>
<p>Un racconto che mostra come, in Italia, la percezione conti spesso più dei fatti e come una frase possa segnare per sempre la carriera di un leader.</p>
<p><br></p>
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      <title>ICONICI - Abbiamo una banca: La frase che ha imbarazzato Piero Fassino</title>
      <description>Nel 2005, nel pieno delle grandi scalate bancarie italiane, una telefonata tra Piero Fassino, allora segretario dei Democratici di Sinistra, e Giovanni Consorte, presidente della compagnia assicurativa Unipol, finisce per cambiare tutto.

Bastano poche parole, tra l'altro mai pronunciate esattamente – «Abbiamo una banca?» – per far tremare la politica e aprire un caso che intreccia finanza, potere e privacy.

Cosa c’era dietro quella frase?
E perché è diventata il simbolo del legame tra la sinistra italiana e il mondo bancario?

In questo episodio di Iconici, ripercorriamo lo scandalo che ha imbarazzato Fassino e segnato un’intera stagione politica: dalla scalata Unipol alla BNL, fino alle polemiche sulle intercettazioni e al dibattito sul confine tra informazione e riservatezza.



Narrato da Loris Leoci.

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      <pubDate>Mon, 13 Oct 2025 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>Nel 2005, nel pieno delle grandi scalate bancarie italiane, una telefonata tra Piero Fassino, allora segretario dei Democratici di Sinistra, e Giovanni Consorte, presidente della compagnia assicurativa Unipol, finisce per cambiare tutto.

Bastano poche parole, tra l'altro mai pronunciate esattamente – «Abbiamo una banca?» – per far tremare la politica e aprire un caso che intreccia finanza, potere e privacy.

Cosa c’era dietro quella frase?
E perché è diventata il simbolo del legame tra la sinistra italiana e il mondo bancario?

In questo episodio di Iconici, ripercorriamo lo scandalo che ha imbarazzato Fassino e segnato un’intera stagione politica: dalla scalata Unipol alla BNL, fino alle polemiche sulle intercettazioni e al dibattito sul confine tra informazione e riservatezza.



Narrato da Loris Leoci.

Registrato negli studi di Likeabee - Creative Company.

Un progetto di Scandali Podcast prodotto da BOATS.

Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.

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Per messaggi, segnalazioni o collaborazioni: scandalipodcast@gmail.com
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        <![CDATA[<p>Nel 2005, nel pieno delle grandi scalate bancarie italiane, una telefonata tra Piero Fassino, allora segretario dei Democratici di Sinistra, e Giovanni Consorte, presidente della compagnia assicurativa Unipol, finisce per cambiare tutto.</p>
<p>Bastano poche parole, tra l'altro mai pronunciate esattamente – <em>«Abbiamo una banca?»</em> – per far tremare la politica e aprire un caso che intreccia finanza, potere e privacy.</p>
<p>Cosa c’era dietro quella frase?<br>
E perché è diventata il simbolo del legame tra la sinistra italiana e il mondo bancario?</p>
<p>In questo episodio di Iconici, ripercorriamo lo scandalo che ha imbarazzato Fassino e segnato un’intera stagione politica: dalla scalata Unipol alla BNL, fino alle polemiche sulle intercettazioni e al dibattito sul confine tra informazione e riservatezza.</p>
<p><br></p>
<p>Narrato da Loris Leoci.</p>
<p>Registrato negli studi di Likeabee - Creative Company.</p>
<p>Un progetto di Scandali Podcast prodotto da BOATS.</p>
<p>Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.</p>
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    <item>
      <title>Dentro ICONICI: A mia insaputa</title>
      <description>Una frase, tre parole, un simbolo: “A mia insaputa.”
Più del processo, più delle sentenze, è questa l’eredità più duratura dello scandalo che ha travolto Claudio Scajola.

In questa puntata di Dentro Iconici andiamo oltre i fatti e analizziamo il potere delle parole nella politica italiana: come un’espressione può trasformare un caso giudiziario in un evento culturale e mediatico, e come può ridefinire per sempre la percezione dell’opinione pubblica.

Parliamo di linguaggio politico, strategie comunicative e rapporto tra potere e responsabilità. Dal caso Scajola-Anemone ai grandi scandali internazionali come Lava Jato e Siemens, fino al paradosso tra verità giudiziaria e condanna pubblica.

Scopriamo perché “a mia insaputa” non è solo una battuta: è diventata un modo di raccontare la politica, un riflesso del sistema di favori e condizionamenti che lega economia e istituzioni, e una chiave per capire come le parole possano essere più forti dei verdetti.



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      <pubDate>Mon, 06 Oct 2025 22:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>Una frase, tre parole, un simbolo: “A mia insaputa.”
Più del processo, più delle sentenze, è questa l’eredità più duratura dello scandalo che ha travolto Claudio Scajola.

In questa puntata di Dentro Iconici andiamo oltre i fatti e analizziamo il potere delle parole nella politica italiana: come un’espressione può trasformare un caso giudiziario in un evento culturale e mediatico, e come può ridefinire per sempre la percezione dell’opinione pubblica.

Parliamo di linguaggio politico, strategie comunicative e rapporto tra potere e responsabilità. Dal caso Scajola-Anemone ai grandi scandali internazionali come Lava Jato e Siemens, fino al paradosso tra verità giudiziaria e condanna pubblica.

Scopriamo perché “a mia insaputa” non è solo una battuta: è diventata un modo di raccontare la politica, un riflesso del sistema di favori e condizionamenti che lega economia e istituzioni, e una chiave per capire come le parole possano essere più forti dei verdetti.



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        <![CDATA[<p>Una frase, tre parole, un simbolo: “A mia insaputa.”<br>
Più del processo, più delle sentenze, è questa l’eredità più duratura dello scandalo che ha travolto Claudio Scajola.</p>
<p>In questa puntata di <em>Dentro Iconici</em> andiamo oltre i fatti e analizziamo il potere delle parole nella politica italiana: come un’espressione può trasformare un caso giudiziario in un evento culturale e mediatico, e come può ridefinire per sempre la percezione dell’opinione pubblica.</p>
<p>Parliamo di linguaggio politico, strategie comunicative e rapporto tra potere e responsabilità. Dal caso Scajola-Anemone ai grandi scandali internazionali come <em>Lava Jato</em> e <em>Siemens</em>, fino al paradosso tra verità giudiziaria e condanna pubblica.</p>
<p>Scopriamo perché “a mia insaputa” non è solo una battuta: è diventata un modo di raccontare la politica, un riflesso del sistema di favori e condizionamenti che lega economia e istituzioni, e una chiave per capire come le parole possano essere più forti dei verdetti.</p>
<p><br></p>
<p>Un progetto di Scandali Podcast prodotto da BOATS.</p>
<p>Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.</p>
<p><br></p>
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    <item>
      <title>ICONICI - A mia insaputa: Lo scandalo che ha travolto Claudio Scajola</title>
      <description>È possibile comprare una casa da 1,7 milioni di euro con vista Colosseo… senza saperlo?

Nel 2010, Claudio Scajola – all’epoca Ministro dello Sviluppo Economico – finisce al centro di uno degli scandali politici più discussi d’Italia, quando un imprenditore legato al mondo degli appalti pubblici paga di tasca propria oltre un milione di euro per l’acquisto del suo appartamento.

La giustificazione del ministro? “A mia insaputa.”

In questa puntata di ICONICI ripercorriamo tutta la vicenda: dalla rete di favori e affari che ruotava attorno alla figura di Diego Anemone, alla celebre frase diventata un meme e un simbolo della politica italiana; dalle dimissioni di Scajola all’assoluzione finale, fino alle domande ancora aperte sul rapporto tra potere e imprenditoria nel nostro Paese.



Narrato da Patrizia Labianca.

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      <pubDate>Mon, 06 Oct 2025 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>È possibile comprare una casa da 1,7 milioni di euro con vista Colosseo… senza saperlo?

Nel 2010, Claudio Scajola – all’epoca Ministro dello Sviluppo Economico – finisce al centro di uno degli scandali politici più discussi d’Italia, quando un imprenditore legato al mondo degli appalti pubblici paga di tasca propria oltre un milione di euro per l’acquisto del suo appartamento.

La giustificazione del ministro? “A mia insaputa.”

In questa puntata di ICONICI ripercorriamo tutta la vicenda: dalla rete di favori e affari che ruotava attorno alla figura di Diego Anemone, alla celebre frase diventata un meme e un simbolo della politica italiana; dalle dimissioni di Scajola all’assoluzione finale, fino alle domande ancora aperte sul rapporto tra potere e imprenditoria nel nostro Paese.



Narrato da Patrizia Labianca.

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        <![CDATA[<p>È possibile comprare una casa da 1,7 milioni di euro con vista Colosseo… senza saperlo?</p>
<p>Nel 2010, Claudio Scajola – all’epoca Ministro dello Sviluppo Economico – finisce al centro di uno degli scandali politici più discussi d’Italia, quando un imprenditore legato al mondo degli appalti pubblici paga di tasca propria oltre un milione di euro per l’acquisto del suo appartamento.</p>
<p>La giustificazione del ministro? “A mia insaputa.”</p>
<p>In questa puntata di ICONICI ripercorriamo tutta la vicenda: dalla rete di favori e affari che ruotava attorno alla figura di Diego Anemone, alla celebre frase diventata un meme e un simbolo della politica italiana; dalle dimissioni di Scajola all’assoluzione finale, fino alle domande ancora aperte sul rapporto tra potere e imprenditoria nel nostro Paese.</p>
<p><br></p>
<p>Narrato da Patrizia Labianca.</p>
<p>Registrato negli studi di Likeabee - Creative Company.</p>
<p>Un progetto di Scandali Podcast prodotto da BOATS.</p>
<p>Perché, in fondo, siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.</p>
<p><br></p>
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    <item>
      <title>Dentro ICONICI: Introduzione</title>
      <description>Benvenute e benvenuti a Iconici , lo spin-off di Scandali Podcast che scava nei dettagli nascosti dietro le frasi e i protagonisti degli scandali italiani.

Questa volta cambiamo prospettiva: partiamo dalle parole.
Perché certe parole raccontano molto più dei fatti stessi.
Non ci limiteremo a ricostruire cosa è successo: proveremo a capire come e perché quelle parole sono diventate iconiche.



Il primo appuntamento è martedì 7 ottobre con un’espressione diventata leggenda:
“A mia insaputa” — firmata Claudio Scajola.

E grande novità: Iconici sarà anche in versione video.
Insieme alla puntata principale troverai anche “Dentro Iconici”, l’approfondimento condotto dal team BOATS che va oltre le parole.



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      <pubDate>Thu, 02 Oct 2025 07:59:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>Benvenute e benvenuti a Iconici , lo spin-off di Scandali Podcast che scava nei dettagli nascosti dietro le frasi e i protagonisti degli scandali italiani.

Questa volta cambiamo prospettiva: partiamo dalle parole.
Perché certe parole raccontano molto più dei fatti stessi.
Non ci limiteremo a ricostruire cosa è successo: proveremo a capire come e perché quelle parole sono diventate iconiche.



Il primo appuntamento è martedì 7 ottobre con un’espressione diventata leggenda:
“A mia insaputa” — firmata Claudio Scajola.

E grande novità: Iconici sarà anche in versione video.
Insieme alla puntata principale troverai anche “Dentro Iconici”, l’approfondimento condotto dal team BOATS che va oltre le parole.



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        <![CDATA[<p><strong>Benvenute e benvenuti a </strong><em><strong>Iconici</strong></em> , lo spin-off di <em>Scandali Podcast</em> che scava nei dettagli nascosti dietro le frasi e i protagonisti degli scandali italiani.</p>
<p>Questa volta cambiamo prospettiva: partiamo <strong>dalle parole</strong>.<br>
Perché certe parole raccontano molto più dei fatti stessi.<br>
Non ci limiteremo a ricostruire cosa è successo: proveremo a capire <strong>come</strong> e <strong>perché</strong> quelle parole sono diventate iconiche.</p>
<p><br></p>
<p>Il primo appuntamento è <strong>martedì 7 ottobre</strong> con un’espressione diventata leggenda:<br>
<em>“A mia insaputa”</em> — firmata <strong>Claudio Scajola</strong>.</p>
<p>E grande novità: <em>Iconici</em> sarà anche in <strong>versione video</strong>.<br>
Insieme alla puntata principale troverai anche <strong>“Dentro Iconici”</strong>, l’approfondimento condotto dal team BOATS che va oltre le parole.</p>
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    <item>
      <title>Dentro Scandali: Il caso dell'Istituto Provolo</title>
      <description>In questa puntata di Dentro Scandali, il team di BOATS Sound affronta il caso dell’Istituto Provolo, uno dei più sconvolgenti scandali di abusi in Italia. Una vicenda che ha portato alla luce decenni di silenzi e complicità all’interno di un’istituzione religiosa, scuotendo profondamente l’opinione pubblica.
Esamineremo l’impatto delle testimonianze delle vittime, il sistema che ha permesso che questi crimini restassero impuniti così a lungo e il ruolo della società nel chiedere giustizia e riforme per proteggere i più vulnerabili.

Questa è l'ultima puntata della prima stagione di Scandali e Dentro Scandali. 
Grazie per averci seguito in questo racconto dei casi più scioccanti d’Italia. 

Se ti va, scrivici nei commenti qui sotto quale scandalo italiano degli ultimi 30 anni ti ha colpito di più? Ci piacerebbe inserirlo nella prossima stagione di Scandali.
Ci risentiamo presto. 

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      <pubDate>Thu, 19 Dec 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
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Esamineremo l’impatto delle testimonianze delle vittime, il sistema che ha permesso che questi crimini restassero impuniti così a lungo e il ruolo della società nel chiedere giustizia e riforme per proteggere i più vulnerabili.

Questa è l'ultima puntata della prima stagione di Scandali e Dentro Scandali. 
Grazie per averci seguito in questo racconto dei casi più scioccanti d’Italia. 

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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <em>Dentro Scandali</em>, il team di BOATS Sound affronta il caso dell’Istituto Provolo, uno dei più sconvolgenti scandali di abusi in Italia. Una vicenda che ha portato alla luce decenni di silenzi e complicità all’interno di un’istituzione religiosa, scuotendo profondamente l’opinione pubblica.</p><p>Esamineremo l’impatto delle testimonianze delle vittime, il sistema che ha permesso che questi crimini restassero impuniti così a lungo e il ruolo della società nel chiedere giustizia e riforme per proteggere i più vulnerabili.</p><p><br></p><p>Questa è l'ultima puntata della prima stagione di <em>Scandali</em> e <em>Dentro Scandali</em>. </p><p>Grazie per averci seguito in questo racconto dei casi più scioccanti d’Italia. </p><p><br></p><p>Se ti va, scrivici nei commenti qui sotto quale scandalo italiano degli ultimi 30 anni ti ha colpito di più? Ci piacerebbe inserirlo nella prossima stagione di Scandali.</p><p>Ci risentiamo presto. </p><p><br></p><p>Segui i nostri account social</p><p>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/scandalipodcast">www.instagram.com/scandalipodcast</a></p><p>TikTok: <a href="https://www.tiktok.com/@scandalipodcast">www.tiktok.com/@scandalipodcast</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>La scuola degli orchi: Il caso dell'Istituto Provolo - Parte 1</title>
      <description>Un silenzio assordante, una richiesta di giustizia e un sistema di violenza nascosto per decenni.
Il caso dell’Istituto Provolo è uno degli scandali più inquietanti della storia della Chiesa Cattolica, dove abuso, potere e omertà si intrecciano in un orrore che travalica i confini.

Novembre 2016: un arresto rompe il silenzio.
In Argentina, due sacerdoti e un dipendente dell’Istituto Provolo vengono arrestati con accuse di abusi sistematici su minori sordomuti. Le indagini rivelano una storia fatta di violenze, insabbiamenti e trasferimenti strategici dei responsabili. Una vicenda che trova le sue radici nell’Istituto Provolo di Verona, in Italia, dove simili atrocità erano già state denunciate decenni prima.
In questa prima parte esploriamo le origini del caso: dall’inizio dell’Opera Provolo a Verona alla battaglia delle vittime per portare alla luce la verità, passando per il sistema di omertà che ha protetto i colpevoli.

La seconda parte della puntata è già disponibile online.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso dell'Istituto Provolo uscirà venerdì.

Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.
La voce è di Paolo Cresta.
Grazie a Massimiliano Coccia per la partecipazione.

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      <pubDate>Mon, 16 Dec 2024 23:02:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>La scuola degli orchi: Il caso dell'istituto Provolo</itunes:title>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>Un silenzio assordante, una richiesta di giustizia e un sistema di violenza nascosto per decenni.
Il caso dell’Istituto Provolo è uno degli scandali più inquietanti della storia della Chiesa Cattolica, dove abuso, potere e omertà si intrecciano in un orrore che travalica i confini.

Novembre 2016: un arresto rompe il silenzio.
In Argentina, due sacerdoti e un dipendente dell’Istituto Provolo vengono arrestati con accuse di abusi sistematici su minori sordomuti. Le indagini rivelano una storia fatta di violenze, insabbiamenti e trasferimenti strategici dei responsabili. Una vicenda che trova le sue radici nell’Istituto Provolo di Verona, in Italia, dove simili atrocità erano già state denunciate decenni prima.
In questa prima parte esploriamo le origini del caso: dall’inizio dell’Opera Provolo a Verona alla battaglia delle vittime per portare alla luce la verità, passando per il sistema di omertà che ha protetto i colpevoli.

La seconda parte della puntata è già disponibile online.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso dell'Istituto Provolo uscirà venerdì.

Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.
La voce è di Paolo Cresta.
Grazie a Massimiliano Coccia per la partecipazione.

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        <![CDATA[<p><strong>Un silenzio assordante, una richiesta di giustizia e un sistema di violenza nascosto per decenni.</strong></p><p>Il caso dell’Istituto Provolo è uno degli scandali più inquietanti della storia della Chiesa Cattolica, dove abuso, potere e omertà si intrecciano in un orrore che travalica i confini.</p><p><br></p><p><strong>Novembre 2016: un arresto rompe il silenzio.</strong></p><p>In Argentina, due sacerdoti e un dipendente dell’Istituto Provolo vengono arrestati con accuse di abusi sistematici su minori sordomuti. Le indagini rivelano una storia fatta di violenze, insabbiamenti e trasferimenti strategici dei responsabili. Una vicenda che trova le sue radici nell’Istituto Provolo di Verona, in Italia, dove simili atrocità erano già state denunciate decenni prima.</p><p>In questa prima parte esploriamo le origini del caso: dall’inizio dell’Opera Provolo a Verona alla battaglia delle vittime per portare alla luce la verità, passando per il sistema di omertà che ha protetto i colpevoli.</p><p><br></p><p><strong>La seconda parte della puntata è già disponibile online.</strong></p><p><br></p><p>Se vuoi approfondire, la puntata di <em>Dentro Scandali </em>dedicata al caso dell'Istituto Provolo uscirà venerdì.</p><p><br></p><p>Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.</p><p>La voce è di Paolo Cresta.</p><p>Grazie a Massimiliano Coccia per la partecipazione.</p><p><br></p><p>Segui i nostri account social:</p><p>Instagram: <a href="http://www.instagram.com/scandalipodcast">www.instagram.com/scandalipodcast</a></p><p>TikTok: <a href="http://www.tiktok.com/@scandalipodcast">www.tiktok.com/@scandalipodcast</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>La scuola degli orchi: Il caso dell'Istituto Provolo - Parte 2</title>
      <description>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]

Un silenzio assordante, una richiesta di giustizia e un sistema di violenza nascosto per decenni.
Il caso dell’Istituto Provolo è uno degli scandali più inquietanti della storia della Chiesa Cattolica, dove abuso, potere e omertà si intrecciano in un orrore che travalica i confini.

La vicenda del Provolo, tra Italia e Argentina, rivela un meccanismo oscuro di insabbiamenti e trasferimenti strategici. Una rete di violenze e omertà che ha distrutto l’innocenza di centinaia di bambini sordomuti e messo a nudo i fallimenti delle istituzioni ecclesiastiche.
In questa seconda parte, ripercorriamo il crescendo di rivelazioni: dalle testimonianze delle vittime ai procedimenti giudiziari che hanno portato all’arresto e alla condanna di don Corradi e dei suoi complici in Argentina. Esaminiamo il ruolo controverso della Chiesa, il coraggio delle vittime e l’impatto che questa storia ha avuto sull’opinione pubblica. Un viaggio tra giustizia, dolore e il difficile cammino verso la verità.
Una vicenda che, tra orrore e resilienza, continua a scuotere le fondamenta della fede e della società.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso dell’Istituto Provolo uscirà venerdì.

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La voce è di Paolo Cresta.
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      <pubDate>Mon, 16 Dec 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>La scuola degli orchi: Il caso dell'istituto Provolo</itunes:title>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]

Un silenzio assordante, una richiesta di giustizia e un sistema di violenza nascosto per decenni.
Il caso dell’Istituto Provolo è uno degli scandali più inquietanti della storia della Chiesa Cattolica, dove abuso, potere e omertà si intrecciano in un orrore che travalica i confini.

La vicenda del Provolo, tra Italia e Argentina, rivela un meccanismo oscuro di insabbiamenti e trasferimenti strategici. Una rete di violenze e omertà che ha distrutto l’innocenza di centinaia di bambini sordomuti e messo a nudo i fallimenti delle istituzioni ecclesiastiche.
In questa seconda parte, ripercorriamo il crescendo di rivelazioni: dalle testimonianze delle vittime ai procedimenti giudiziari che hanno portato all’arresto e alla condanna di don Corradi e dei suoi complici in Argentina. Esaminiamo il ruolo controverso della Chiesa, il coraggio delle vittime e l’impatto che questa storia ha avuto sull’opinione pubblica. Un viaggio tra giustizia, dolore e il difficile cammino verso la verità.
Una vicenda che, tra orrore e resilienza, continua a scuotere le fondamenta della fede e della società.

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        <![CDATA[<p>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]</p><p><br></p><p><strong>Un silenzio assordante, una richiesta di giustizia e un sistema di violenza nascosto per decenni.</strong></p><p>Il caso dell’Istituto Provolo è uno degli scandali più inquietanti della storia della Chiesa Cattolica, dove abuso, potere e omertà si intrecciano in un orrore che travalica i confini.</p><p><br></p><p>La vicenda del Provolo, tra Italia e Argentina, rivela un meccanismo oscuro di insabbiamenti e trasferimenti strategici. Una rete di violenze e omertà che ha distrutto l’innocenza di centinaia di bambini sordomuti e messo a nudo i fallimenti delle istituzioni ecclesiastiche.</p><p>In questa seconda parte, ripercorriamo il crescendo di rivelazioni: dalle testimonianze delle vittime ai procedimenti giudiziari che hanno portato all’arresto e alla condanna di don Corradi e dei suoi complici in Argentina. Esaminiamo il ruolo controverso della Chiesa, il coraggio delle vittime e l’impatto che questa storia ha avuto sull’opinione pubblica. Un viaggio tra giustizia, dolore e il difficile cammino verso la verità.</p><p>Una vicenda che, tra orrore e resilienza, continua a scuotere le fondamenta della fede e della società.</p><p><br></p><p>Se vuoi approfondire, la puntata di <em>Dentro Scandali</em> dedicata al caso dell’Istituto Provolo uscirà venerdì.</p><p><br></p><p>Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.</p><p>La voce è di Paolo Cresta.</p><p>Grazie a Massimiliano Coccia per la partecipazione.</p><p><br></p><p>Segui i nostri account social:</p><p>Instagram: <a href="http://www.instagram.com/scandalipodcast">www.instagram.com/scandalipodcast</a></p><p>TikTok: <a href="http://www.tiktok.com/@scandalipodcast">www.tiktok.com/@scandalipodcast</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Dentro Scandali: Il caso di Piergiorgio Welby</title>
      <description>In questa puntata di Dentro Scandali, il team di BOATS Sound affronta il caso di Piergiorgio Welby, un evento simbolo nella storia recente dell’Italia che ha posto al centro del dibattito pubblico il delicato tema del fine vita e dell’autodeterminazione.
Ripercorreremo il contesto umano, politico e giuridico di una vicenda che ha acceso il confronto su diritti individuali, etica e istituzioni. Approfondiremo il ruolo delle associazioni per il diritto a una morte dignitosa, il peso della Chiesa e l’influenza dei media, che hanno trasformato la storia di Piergiorgio Welby in un caso esemplare capace di dividere e unire l’opinione pubblica.

L’appuntamento con il nuovo scandalo, La scuola degli orchi: Il caso dell'Istituto Provolo, è per martedì 17 dicembre. Nell’attesa, puoi ascoltare nel feed l’anteprima dei primi minuti della puntata.

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      <pubDate>Thu, 12 Dec 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Dentro Scandali: Il caso di Piergiorgio Welby</itunes:title>
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      <itunes:author>BOATS </itunes:author>
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      <itunes:summary>In questa puntata di Dentro Scandali, il team di BOATS Sound affronta il caso di Piergiorgio Welby, un evento simbolo nella storia recente dell’Italia che ha posto al centro del dibattito pubblico il delicato tema del fine vita e dell’autodeterminazione.
Ripercorreremo il contesto umano, politico e giuridico di una vicenda che ha acceso il confronto su diritti individuali, etica e istituzioni. Approfondiremo il ruolo delle associazioni per il diritto a una morte dignitosa, il peso della Chiesa e l’influenza dei media, che hanno trasformato la storia di Piergiorgio Welby in un caso esemplare capace di dividere e unire l’opinione pubblica.

L’appuntamento con il nuovo scandalo, La scuola degli orchi: Il caso dell'Istituto Provolo, è per martedì 17 dicembre. Nell’attesa, puoi ascoltare nel feed l’anteprima dei primi minuti della puntata.

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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <em>Dentro Scandali</em>, il team di BOATS Sound affronta il caso di Piergiorgio Welby, un evento simbolo nella storia recente dell’Italia che ha posto al centro del dibattito pubblico il delicato tema del fine vita e dell’autodeterminazione.</p><p>Ripercorreremo il contesto umano, politico e giuridico di una vicenda che ha acceso il confronto su diritti individuali, etica e istituzioni. Approfondiremo il ruolo delle associazioni per il diritto a una morte dignitosa, il peso della Chiesa e l’influenza dei media, che hanno trasformato la storia di Piergiorgio Welby in un caso esemplare capace di dividere e unire l’opinione pubblica.</p><p><br></p><p>L’appuntamento con il nuovo scandalo, La scuola degli orchi: Il caso dell'Istituto Provolo, è per martedì 17 dicembre. Nell’attesa, puoi ascoltare nel feed l’anteprima dei primi minuti della puntata.</p><p><br></p><p>Segui i nostri account social</p><p>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/scandalipodcast">www.instagram.com/scandalipodcast</a></p><p>TikTok: <a href="https://www.tiktok.com/@scandalipodcast">www.tiktok.com/@scandalipodcast</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Fine pena mai: Il caso di Piergiorgio Welby - Parte 1</title>
      <description>Un letto, una richiesta disperata e una battaglia che scuote l’Italia.
Il caso di Piergiorgio Welby è uno degli episodi più controversi della cronaca italiana, in cui il confine tra vita, dignità e libertà di scelta si dissolve, aprendo un dibattito senza precedenti.

Settembre 2006: una lettera rompe il silenzio. 
Piergiorgio Welby, immobilizzato dalla distrofia muscolare e dipendente dai macchinari, scrive al Presidente della Repubblica, chiedendo il diritto di interrompere le cure che lo tengono in vita. La sua richiesta scuote l’Italia, aprendo un dibattito senza precedenti sulla dignità, la libertà personale e il significato stesso della vita.
In questa prima parte ripercorriamo la vita di Welby: dall’infanzia segnata dalla diagnosi di una malattia rara, al suo attivismo per i diritti dei malati, fino alla lettera che ha dato voce a una battaglia destinata a segnare la storia del nostro Paese.

La seconda parte della puntata è già disponibile online.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Piergiorgio Welby uscirà venerdì.

Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.
La voce è di Valentina Cherchi.
Grazie a Andrea Colamedici per la partecipazione.

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      <pubDate>Mon, 09 Dec 2024 23:02:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Fine pena mai: Il caso di Piergiorgio Welby - Parte 1</itunes:title>
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      <itunes:summary>Un letto, una richiesta disperata e una battaglia che scuote l’Italia.
Il caso di Piergiorgio Welby è uno degli episodi più controversi della cronaca italiana, in cui il confine tra vita, dignità e libertà di scelta si dissolve, aprendo un dibattito senza precedenti.

Settembre 2006: una lettera rompe il silenzio. 
Piergiorgio Welby, immobilizzato dalla distrofia muscolare e dipendente dai macchinari, scrive al Presidente della Repubblica, chiedendo il diritto di interrompere le cure che lo tengono in vita. La sua richiesta scuote l’Italia, aprendo un dibattito senza precedenti sulla dignità, la libertà personale e il significato stesso della vita.
In questa prima parte ripercorriamo la vita di Welby: dall’infanzia segnata dalla diagnosi di una malattia rara, al suo attivismo per i diritti dei malati, fino alla lettera che ha dato voce a una battaglia destinata a segnare la storia del nostro Paese.

La seconda parte della puntata è già disponibile online.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Piergiorgio Welby uscirà venerdì.

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        <![CDATA[<p>Un letto, una richiesta disperata e una battaglia che scuote l’Italia.</p><p>Il caso di Piergiorgio Welby è uno degli episodi più controversi della cronaca italiana, in cui il confine tra vita, dignità e libertà di scelta si dissolve, aprendo un dibattito senza precedenti.</p><p><br></p><p>Settembre 2006: una lettera rompe il silenzio. </p><p>Piergiorgio Welby, immobilizzato dalla distrofia muscolare e dipendente dai macchinari, scrive al Presidente della Repubblica, chiedendo il diritto di interrompere le cure che lo tengono in vita. La sua richiesta scuote l’Italia, aprendo un dibattito senza precedenti sulla dignità, la libertà personale e il significato stesso della vita.</p><p>In questa prima parte ripercorriamo la vita di Welby: dall’infanzia segnata dalla diagnosi di una malattia rara, al suo attivismo per i diritti dei malati, fino alla lettera che ha dato voce a una battaglia destinata a segnare la storia del nostro Paese.</p><p><br></p><p>La seconda parte della puntata è già disponibile online.</p><p><br></p><p>Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Piergiorgio Welby uscirà venerdì.</p><p><br></p><p>Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.</p><p>La voce è di Valentina Cherchi.</p><p>Grazie a Andrea Colamedici per la partecipazione.</p><p><br></p><p>Segui i nostri account social:</p><p>Instagram: <a href="http://www.instagram.com/scandalipodcast">www.instagram.com/scandalipodcast</a></p><p>TikTok: <a href="http://www.tiktok.com/@scandalipodcast">www.tiktok.com/@scandalipodcast</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Fine pena mai: Il caso di Piergiorgio Welby - Parte 2</title>
      <description>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]

Un letto, una richiesta disperata e una battaglia che scuote l’Italia.
Il caso di Piergiorgio Welby è uno degli episodi più controversi della cronaca italiana, in cui il confine tra vita, dignità e libertà di scelta si dissolve, aprendo un dibattito senza precedenti.

La vicenda di Piergiorgio Welby, malato terminale e simbolo di una battaglia senza precedenti, divide l’Italia e apre interrogativi cruciali su dignità, etica e diritti personali. Un grido di libertà che scuote il Paese.
In questa seconda parte, seguiamo l’escalation del dibattito: dalle reazioni pubbliche e istituzionali alla risposta del Presidente Napolitano, fino al coraggio di chi ha deciso di aiutare Welby a realizzare la sua volontà. Tra polemiche politiche, opposizioni religiose e il ruolo controverso della magistratura, ripercorriamo gli eventi che hanno trasformato una scelta personale in una lotta per l’autodeterminazione.
Una storia che, tra dolore e determinazione, continua a interrogare la coscienza collettiva e le leggi del nostro Paese.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Piergiorgio Welby uscirà venerdì.

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      <pubDate>Mon, 09 Dec 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
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Un letto, una richiesta disperata e una battaglia che scuote l’Italia.
Il caso di Piergiorgio Welby è uno degli episodi più controversi della cronaca italiana, in cui il confine tra vita, dignità e libertà di scelta si dissolve, aprendo un dibattito senza precedenti.

La vicenda di Piergiorgio Welby, malato terminale e simbolo di una battaglia senza precedenti, divide l’Italia e apre interrogativi cruciali su dignità, etica e diritti personali. Un grido di libertà che scuote il Paese.
In questa seconda parte, seguiamo l’escalation del dibattito: dalle reazioni pubbliche e istituzionali alla risposta del Presidente Napolitano, fino al coraggio di chi ha deciso di aiutare Welby a realizzare la sua volontà. Tra polemiche politiche, opposizioni religiose e il ruolo controverso della magistratura, ripercorriamo gli eventi che hanno trasformato una scelta personale in una lotta per l’autodeterminazione.
Una storia che, tra dolore e determinazione, continua a interrogare la coscienza collettiva e le leggi del nostro Paese.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Piergiorgio Welby uscirà venerdì.

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    <item>
      <title>Dentro Scandali: Il caso di Gabriele Sandri</title>
      <description>In questa puntata di Dentro Scandali, il team di BOATS Sound approfondisce il caso di Gabriele Sandri, una tragedia che ha segnato profondamente l’Italia, sollevando interrogativi cruciali su giustizia, responsabilità e abuso di potere.
Analizzeremo il contesto culturale e sociale in cui si è verificato il drammatico evento, riflettendo sull’impatto della violenza istituzionale e del tifo organizzato. Esploreremo inoltre il ruolo dei media e la loro influenza nella narrazione di un caso che ha acceso un forte dibattito nazionale, trasformando una vicenda personale in una questione collettiva.

L'appuntamento con il nuovo scandalo, Fine pena mai: Il caso di Piergiorgio Welby, è per martedì 10 dicembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.

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      <pubDate>Thu, 05 Dec 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Dentro Scandali: Il caso di Gabriele Sandri</itunes:title>
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      <itunes:summary>In questa puntata di Dentro Scandali, il team di BOATS Sound approfondisce il caso di Gabriele Sandri, una tragedia che ha segnato profondamente l’Italia, sollevando interrogativi cruciali su giustizia, responsabilità e abuso di potere.
Analizzeremo il contesto culturale e sociale in cui si è verificato il drammatico evento, riflettendo sull’impatto della violenza istituzionale e del tifo organizzato. Esploreremo inoltre il ruolo dei media e la loro influenza nella narrazione di un caso che ha acceso un forte dibattito nazionale, trasformando una vicenda personale in una questione collettiva.

L'appuntamento con il nuovo scandalo, Fine pena mai: Il caso di Piergiorgio Welby, è per martedì 10 dicembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.

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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <em>Dentro Scandali</em>, il team di BOATS Sound approfondisce il caso di Gabriele Sandri, una tragedia che ha segnato profondamente l’Italia, sollevando interrogativi cruciali su giustizia, responsabilità e abuso di potere.</p><p>Analizzeremo il contesto culturale e sociale in cui si è verificato il drammatico evento, riflettendo sull’impatto della violenza istituzionale e del tifo organizzato. Esploreremo inoltre il ruolo dei media e la loro influenza nella narrazione di un caso che ha acceso un forte dibattito nazionale, trasformando una vicenda personale in una questione collettiva.</p><p><br></p><p>L'appuntamento con il nuovo scandalo, Fine pena mai: Il caso di Piergiorgio Welby, è per martedì 10 dicembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.</p><p><br></p><p class="ql-align-justify">Segui i nostri account social</p><p class="ql-align-justify">Instagram: www.instagram.com/scandalipodcast</p><p class="ql-align-justify">Tik Tok: www.tiktok.com/@scandalipodcast</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Vendetta ultrà: Il caso di Gabriele Sandri - Parte 1</title>
      <description>Un'autostrada, una domenica mattina e una tragedia che scuote l’Italia.
Il caso di Gabriele Sandri è uno degli episodi più sconvolgenti della cronaca nera italiana, in cui il confine tra dovere e abuso di potere si dissolve in modo irreparabile.

L’11 novembre 2007, in un’area di servizio lungo l’autostrada A1, una banale lite tra tifosi si trasforma in un dramma quando un agente di polizia, nel tentativo di intervenire, esplode un colpo di pistola dall'altro lato della carreggiata. Il proiettile raggiunge Gabriele Sandri, giovane DJ e tifoso della Lazio, spegnendo tragicamente la sua vita.
In questa prima parte, ripercorriamo gli eventi di quella mattina: dalle dinamiche della lite all’intervento delle forze dell’ordine, fino alle prime reazioni di un’Italia sotto shock. Un caso che solleva interrogativi profondi su responsabilità, giustizia e l’impatto devastante di decisioni prese in un istante, ma che segnano per sempre vite intere.

La seconda parte della puntata è già disponibile online.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Gabriele Sandri uscirà venerdì.

Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.
La voce è di Paolo Cresta.
Grazie a Federico Ruffo per la partecipazione.

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      <pubDate>Mon, 02 Dec 2024 23:02:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Vendetta ultrà: Il caso di Gabriele Sandri - Parte 1</itunes:title>
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      <itunes:summary>Un'autostrada, una domenica mattina e una tragedia che scuote l’Italia.
Il caso di Gabriele Sandri è uno degli episodi più sconvolgenti della cronaca nera italiana, in cui il confine tra dovere e abuso di potere si dissolve in modo irreparabile.

L’11 novembre 2007, in un’area di servizio lungo l’autostrada A1, una banale lite tra tifosi si trasforma in un dramma quando un agente di polizia, nel tentativo di intervenire, esplode un colpo di pistola dall'altro lato della carreggiata. Il proiettile raggiunge Gabriele Sandri, giovane DJ e tifoso della Lazio, spegnendo tragicamente la sua vita.
In questa prima parte, ripercorriamo gli eventi di quella mattina: dalle dinamiche della lite all’intervento delle forze dell’ordine, fino alle prime reazioni di un’Italia sotto shock. Un caso che solleva interrogativi profondi su responsabilità, giustizia e l’impatto devastante di decisioni prese in un istante, ma che segnano per sempre vite intere.

La seconda parte della puntata è già disponibile online.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Gabriele Sandri uscirà venerdì.

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La voce è di Paolo Cresta.
Grazie a Federico Ruffo per la partecipazione.

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        <![CDATA[<p><strong>Un'autostrada, una domenica mattina e una tragedia che scuote l’Italia.</strong></p><p>Il caso di Gabriele Sandri è uno degli episodi più sconvolgenti della cronaca nera italiana, in cui il confine tra dovere e abuso di potere si dissolve in modo irreparabile.</p><p><br></p><p>L’11 novembre 2007, in un’area di servizio lungo l’autostrada A1, una banale lite tra tifosi si trasforma in un dramma quando un agente di polizia, nel tentativo di intervenire, esplode un colpo di pistola dall'altro lato della carreggiata. Il proiettile raggiunge Gabriele Sandri, giovane DJ e tifoso della Lazio, spegnendo tragicamente la sua vita.</p><p>In questa prima parte, ripercorriamo gli eventi di quella mattina: dalle dinamiche della lite all’intervento delle forze dell’ordine, fino alle prime reazioni di un’Italia sotto shock. Un caso che solleva interrogativi profondi su responsabilità, giustizia e l’impatto devastante di decisioni prese in un istante, ma che segnano per sempre vite intere.</p><p><br></p><p>La seconda parte della puntata è già disponibile online.</p><p><br></p><p>Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Gabriele Sandri uscirà venerdì.</p><p><br></p><p>Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.</p><p>La voce è di Paolo Cresta.</p><p>Grazie a Federico Ruffo per la partecipazione.</p><p><br></p><p>Segui i nostri account social:</p><p>Instagram: <a href="http://www.instagram.com/scandalipodcast">www.instagram.com/scandalipodcast</a></p><p>TikTok: <a href="http://www.tiktok.com/@scandalipodcast">www.tiktok.com/@scandalipodcast</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Vendetta ultrà: Il caso di Gabriele Sandri - Parte 2</title>
      <description>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]

Un'autostrada, una domenica mattina e una tragedia che scuote l’Italia.
Il caso di Gabriele Sandri è uno degli episodi più sconvolgenti della cronaca nera italiana, in cui il confine tra dovere e abuso di potere si dissolve in modo irreparabile.

Dopo la morte di Gabriele Sandri e l’arresto dell’agente responsabile del colpo fatale, Luigi Spaccarotella, l’Italia si ferma a riflettere su una mattina ordinaria trasformata in tragedia.
Mentre gli ultrà danno sfogo alla loro rabbia devastando le città, si sollevano interrogativi sull’intervento delle forze dell’ordine, sull’uso della forza e sull’apparente mancanza di controllo che ha reso possibile una simile fatalità. L’opinione pubblica si divide tra chi chiede giustizia severa e chi invoca una riflessione più ampia sulle dinamiche che hanno portato al dramma.
Intanto, il processo porta alla ribalta non solo le responsabilità personali dell’agente coinvolto, ma anche le lacune di un sistema incapace di gestire situazioni critiche senza sfociare nella violenza. Il ruolo dei media amplifica la tragedia, trasformandola in un simbolo delle tensioni tra tifoserie, forze dell’ordine e società civile.
In questa seconda parte, esploriamo il percorso giudiziario, le reazioni pubbliche e il significato di una vicenda che ha scosso il Paese, sollevando domande ancora aperte su giustizia, responsabilità e prevenzione.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Gabriele Sandri uscirà venerdì.

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Grazie a Federico Ruffo per la partecipazione.

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      <pubDate>Mon, 02 Dec 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Vendetta ultrà: Il caso di Gabriele Sandri - Parte 2</itunes:title>
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      <itunes:summary>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]

Un'autostrada, una domenica mattina e una tragedia che scuote l’Italia.
Il caso di Gabriele Sandri è uno degli episodi più sconvolgenti della cronaca nera italiana, in cui il confine tra dovere e abuso di potere si dissolve in modo irreparabile.

Dopo la morte di Gabriele Sandri e l’arresto dell’agente responsabile del colpo fatale, Luigi Spaccarotella, l’Italia si ferma a riflettere su una mattina ordinaria trasformata in tragedia.
Mentre gli ultrà danno sfogo alla loro rabbia devastando le città, si sollevano interrogativi sull’intervento delle forze dell’ordine, sull’uso della forza e sull’apparente mancanza di controllo che ha reso possibile una simile fatalità. L’opinione pubblica si divide tra chi chiede giustizia severa e chi invoca una riflessione più ampia sulle dinamiche che hanno portato al dramma.
Intanto, il processo porta alla ribalta non solo le responsabilità personali dell’agente coinvolto, ma anche le lacune di un sistema incapace di gestire situazioni critiche senza sfociare nella violenza. Il ruolo dei media amplifica la tragedia, trasformandola in un simbolo delle tensioni tra tifoserie, forze dell’ordine e società civile.
In questa seconda parte, esploriamo il percorso giudiziario, le reazioni pubbliche e il significato di una vicenda che ha scosso il Paese, sollevando domande ancora aperte su giustizia, responsabilità e prevenzione.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Gabriele Sandri uscirà venerdì.

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        <![CDATA[<p>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]</p><p><br></p><p><strong>Un'autostrada, una domenica mattina e una tragedia che scuote l’Italia.</strong></p><p>Il caso di Gabriele Sandri è uno degli episodi più sconvolgenti della cronaca nera italiana, in cui il confine tra dovere e abuso di potere si dissolve in modo irreparabile.</p><p><br></p><p>Dopo la morte di Gabriele Sandri e l’arresto dell’agente responsabile del colpo fatale, Luigi Spaccarotella, l’Italia si ferma a riflettere su una mattina ordinaria trasformata in tragedia.</p><p>Mentre gli ultrà danno sfogo alla loro rabbia devastando le città, si sollevano interrogativi sull’intervento delle forze dell’ordine, sull’uso della forza e sull’apparente mancanza di controllo che ha reso possibile una simile fatalità. L’opinione pubblica si divide tra chi chiede giustizia severa e chi invoca una riflessione più ampia sulle dinamiche che hanno portato al dramma.</p><p>Intanto, il processo porta alla ribalta non solo le responsabilità personali dell’agente coinvolto, ma anche le lacune di un sistema incapace di gestire situazioni critiche senza sfociare nella violenza. Il ruolo dei media amplifica la tragedia, trasformandola in un simbolo delle tensioni tra tifoserie, forze dell’ordine e società civile.</p><p>In questa seconda parte, esploriamo il percorso giudiziario, le reazioni pubbliche e il significato di una vicenda che ha scosso il Paese, sollevando domande ancora aperte su giustizia, responsabilità e prevenzione.</p><p><br></p><p>Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Gabriele Sandri uscirà venerdì.</p><p><br></p><p>Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.</p><p>La voce è di Paolo Cresta.</p><p>Grazie a Federico Ruffo per la partecipazione.</p><p><br></p><p>Segui i nostri account social:</p><p>Instagram: <a href="http://www.instagram.com/scandalipodcast">www.instagram.com/scandalipodcast</a></p><p>TikTok: <a href="http://www.tiktok.com/@scandalipodcast">www.tiktok.com/@scandalipodcast</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Dentro Scandali: Il caso dei sassi dal cavalcavia</title>
      <description>In questa puntata di Dentro Scandali, il team di BOATS Sound si addentra nel caso dei sassi dal cavalcavia, una vicenda che ha sconvolto l'opinione pubblica italiana, portando alla luce questioni di sicurezza, giustizia e responsabilità sociale.
Analizzeremo l'impatto della paura collettiva e del sensazionalismo mediatico, esplorando il contesto culturale e sociale in cui si è consumata questa tragedia, per riflettere su come le azioni individuali possano generare conseguenze devastanti su scala nazionale.

L'appuntamento con il nuovo scandalo, Vendetta ultrà: Il caso di Gabriele Sandri, è per martedì 3 dicembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.

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      <pubDate>Thu, 28 Nov 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Dentro Scandali: Il caso dei sassi dal cavalcavia</itunes:title>
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      <itunes:summary>In questa puntata di Dentro Scandali, il team di BOATS Sound si addentra nel caso dei sassi dal cavalcavia, una vicenda che ha sconvolto l'opinione pubblica italiana, portando alla luce questioni di sicurezza, giustizia e responsabilità sociale.
Analizzeremo l'impatto della paura collettiva e del sensazionalismo mediatico, esplorando il contesto culturale e sociale in cui si è consumata questa tragedia, per riflettere su come le azioni individuali possano generare conseguenze devastanti su scala nazionale.

L'appuntamento con il nuovo scandalo, Vendetta ultrà: Il caso di Gabriele Sandri, è per martedì 3 dicembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.

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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <em>Dentro Scandali</em>, il team di BOATS Sound si addentra nel caso dei sassi dal cavalcavia, una vicenda che ha sconvolto l'opinione pubblica italiana, portando alla luce questioni di sicurezza, giustizia e responsabilità sociale.</p><p>Analizzeremo l'impatto della paura collettiva e del sensazionalismo mediatico, esplorando il contesto culturale e sociale in cui si è consumata questa tragedia, per riflettere su come le azioni individuali possano generare conseguenze devastanti su scala nazionale.</p><p><br></p><p>L'appuntamento con il nuovo scandalo, Vendetta ultrà: Il caso di Gabriele Sandri, è per martedì 3 dicembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.</p><p><br></p><p class="ql-align-justify">Segui i nostri account social</p><p class="ql-align-justify">Instagram: www.instagram.com/scandalipodcast</p><p class="ql-align-justify">Tik Tok: www.tiktok.com/@scandalipodcast</p><p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>I killer dell'autostrada: Il caso dei sassi dal cavalcavia - Parte 1</title>
      <description>Una strada, una notte e un gioco crudele che si trasforma in tragedia.
Il caso dei sassi dal cavalcavia è uno degli episodi più inquietanti della cronaca nera italiana, dove il confine tra bravata e crimine viene oltrepassato in modo irreversibile.

Nel 1996, lungo l'autostrada A21 nei pressi di Tortona, un masso lanciato da un cavalcavia colpisce un'auto in corsa, causando la morte di una donna innocente.
Dietro il gesto, si cela un gruppo di giovani incoscienti, il cui "gioco" si trasforma in un dramma che scuote l’opinione pubblica e lascia sgomenta l’Italia intera.
In questa prima parte della puntata, ricostruiamo gli eventi di quella notte fatale, esplorando le dinamiche del gruppo responsabile e il devastante impatto sulle vittime e sulle loro famiglie.

La seconda parte della puntata è già disponibile online.

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Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.
La voce è di Valentina Cherchi.
Grazie a Massimo Picozzi per la partecipazione.

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      <pubDate>Mon, 25 Nov 2024 23:02:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>I killer dell'autostrada: Il caso dei sassi dal cavalcavia - Parte 1</itunes:title>
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      <itunes:summary>Una strada, una notte e un gioco crudele che si trasforma in tragedia.
Il caso dei sassi dal cavalcavia è uno degli episodi più inquietanti della cronaca nera italiana, dove il confine tra bravata e crimine viene oltrepassato in modo irreversibile.

Nel 1996, lungo l'autostrada A21 nei pressi di Tortona, un masso lanciato da un cavalcavia colpisce un'auto in corsa, causando la morte di una donna innocente.
Dietro il gesto, si cela un gruppo di giovani incoscienti, il cui "gioco" si trasforma in un dramma che scuote l’opinione pubblica e lascia sgomenta l’Italia intera.
In questa prima parte della puntata, ricostruiamo gli eventi di quella notte fatale, esplorando le dinamiche del gruppo responsabile e il devastante impatto sulle vittime e sulle loro famiglie.

La seconda parte della puntata è già disponibile online.

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        <![CDATA[<p><strong>Una strada, una notte e un gioco crudele che si trasforma in tragedia.</strong></p><p>Il caso dei sassi dal cavalcavia è uno degli episodi più inquietanti della cronaca nera italiana, dove il confine tra bravata e crimine viene oltrepassato in modo irreversibile.</p><p><br></p><p>Nel 1996, lungo l'autostrada A21 nei pressi di Tortona, un masso lanciato da un cavalcavia colpisce un'auto in corsa, causando la morte di una donna innocente.</p><p>Dietro il gesto, si cela un gruppo di giovani incoscienti, il cui "gioco" si trasforma in un dramma che scuote l’opinione pubblica e lascia sgomenta l’Italia intera.</p><p>In questa prima parte della puntata, ricostruiamo gli eventi di quella notte fatale, esplorando le dinamiche del gruppo responsabile e il devastante impatto sulle vittime e sulle loro famiglie.</p><p><br></p><p>La seconda parte della puntata è già disponibile online.</p><p><br></p><p>Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso dei sassi dal cavalcavia uscirà venerdì.</p><p><br></p><p>Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.</p><p>La voce è di Valentina Cherchi.</p><p>Grazie a Massimo Picozzi per la partecipazione.</p><p><br></p><p>Segui i nostri account social:</p><p>Instagram: <a href="http://www.instagram.com/scandalipodcast">www.instagram.com/scandalipodcast</a></p><p>TikTok: <a href="http://www.tiktok.com/@scandalipodcast">www.tiktok.com/@scandalipodcast</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    </item>
    <item>
      <title>I killer dell'autostrada: Il caso dei sassi dal cavalcavia - Parte 2</title>
      <description>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]

Una strada, una notte e un gioco crudele che si trasforma in tragedia.
Il caso dei sassi dal cavalcavia è uno degli episodi più inquietanti della cronaca nera italiana, dove il confine tra bravata e crimine viene oltrepassato in modo irreversibile.

Dopo la tragedia sul cavalcavia e l'arresto dei responsabili, l’Italia intera si interroga su come sia potuto accadere.
Mentre emergono i dettagli agghiaccianti di una notte trasformata in dramma, si sollevano questioni sulla condotta dei giovani coinvolti, sulle loro motivazioni e sull’apparente mancanza di motivazioni che ha reso possibile un gesto così brutale.
L’opinione pubblica si divide tra richieste di giustizia esemplare e riflessioni su un disagio sociale più profondo. Intanto, la macchina giudiziaria si muove, portando alla luce non solo la colpevolezza degli autori, ma anche il vuoto morale e il senso di impunità che li ha guidati.
In questa seconda parte, analizziamo il processo, il ruolo dei media nel raccontare l’orrore e le domande ancora aperte su una vicenda che non riguarda solo i colpevoli, ma un’intera società incapace di prevenire una tragedia annunciata.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso dei sassi dal cavalcavia uscirà venerdì.

Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.
La voce è di Valentina Cherchi.
Grazie a Massimo Picozzi per la partecipazione.

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      <pubDate>Mon, 25 Nov 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>I killer dell'autostrada: Il caso dei sassi dal cavalcavia - Parte 2</itunes:title>
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      <itunes:subtitle></itunes:subtitle>
      <itunes:summary>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]

Una strada, una notte e un gioco crudele che si trasforma in tragedia.
Il caso dei sassi dal cavalcavia è uno degli episodi più inquietanti della cronaca nera italiana, dove il confine tra bravata e crimine viene oltrepassato in modo irreversibile.

Dopo la tragedia sul cavalcavia e l'arresto dei responsabili, l’Italia intera si interroga su come sia potuto accadere.
Mentre emergono i dettagli agghiaccianti di una notte trasformata in dramma, si sollevano questioni sulla condotta dei giovani coinvolti, sulle loro motivazioni e sull’apparente mancanza di motivazioni che ha reso possibile un gesto così brutale.
L’opinione pubblica si divide tra richieste di giustizia esemplare e riflessioni su un disagio sociale più profondo. Intanto, la macchina giudiziaria si muove, portando alla luce non solo la colpevolezza degli autori, ma anche il vuoto morale e il senso di impunità che li ha guidati.
In questa seconda parte, analizziamo il processo, il ruolo dei media nel raccontare l’orrore e le domande ancora aperte su una vicenda che non riguarda solo i colpevoli, ma un’intera società incapace di prevenire una tragedia annunciata.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso dei sassi dal cavalcavia uscirà venerdì.

Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.
La voce è di Valentina Cherchi.
Grazie a Massimo Picozzi per la partecipazione.

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        <![CDATA[<p>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]</p><p><br></p><p><strong>Una strada, una notte e un gioco crudele che si trasforma in tragedia.</strong></p><p>Il caso dei sassi dal cavalcavia è uno degli episodi più inquietanti della cronaca nera italiana, dove il confine tra bravata e crimine viene oltrepassato in modo irreversibile.</p><p><br></p><p>Dopo la tragedia sul cavalcavia e l'arresto dei responsabili, l’Italia intera si interroga su come sia potuto accadere.</p><p>Mentre emergono i dettagli agghiaccianti di una notte trasformata in dramma, si sollevano questioni sulla condotta dei giovani coinvolti, sulle loro motivazioni e sull’apparente mancanza di motivazioni che ha reso possibile un gesto così brutale.</p><p>L’opinione pubblica si divide tra richieste di giustizia esemplare e riflessioni su un disagio sociale più profondo. Intanto, la macchina giudiziaria si muove, portando alla luce non solo la colpevolezza degli autori, ma anche il vuoto morale e il senso di impunità che li ha guidati.</p><p>In questa seconda parte, analizziamo il processo, il ruolo dei media nel raccontare l’orrore e le domande ancora aperte su una vicenda che non riguarda solo i colpevoli, ma un’intera società incapace di prevenire una tragedia annunciata.</p><p><br></p><p>Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso dei sassi dal cavalcavia uscirà venerdì.</p><p><br></p><p>Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.</p><p>La voce è di Valentina Cherchi.</p><p>Grazie a Massimo Picozzi per la partecipazione.</p><p><br></p><p>Segui i nostri account social:</p><p>Instagram: <a href="http://www.instagram.com/scandalipodcast">www.instagram.com/scandalipodcast</a></p><p>TikTok: <a href="http://www.tiktok.com/@scandalipodcast">www.tiktok.com/@scandalipodcast</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Dentro Scandali: Il caso di Piero Marrazzo</title>
      <description>In questa puntata di Dentro Scandali, il team di BOATS Sound si addentra nel caso di Piero Marrazzo, una vicenda che ha travolto la politica italiana e acceso un acceso dibattito su privacy, potere e scandali mediatici.
Analizzeremo l'impatto della pressione mediatica e del giudizio pubblico, esplorando il contesto sociale e politico in cui si è sviluppata questa storia, per riflettere su come i confini tra vita privata e interesse pubblico possano essere rispettati.

L'appuntamento con il nuovo scandalo, I killer dell'autostrada: Il caso dei sassi dal cavalcavia, è per martedì 26 novembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.

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      <pubDate>Thu, 21 Nov 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Dentro Scandali: Il caso di Piero Marrazzo</itunes:title>
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      <itunes:summary>In questa puntata di Dentro Scandali, il team di BOATS Sound si addentra nel caso di Piero Marrazzo, una vicenda che ha travolto la politica italiana e acceso un acceso dibattito su privacy, potere e scandali mediatici.
Analizzeremo l'impatto della pressione mediatica e del giudizio pubblico, esplorando il contesto sociale e politico in cui si è sviluppata questa storia, per riflettere su come i confini tra vita privata e interesse pubblico possano essere rispettati.

L'appuntamento con il nuovo scandalo, I killer dell'autostrada: Il caso dei sassi dal cavalcavia, è per martedì 26 novembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.

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        <![CDATA[<p>In questa puntata di <em>Dentro Scandali</em>, il team di BOATS Sound si addentra nel caso di Piero Marrazzo, una vicenda che ha travolto la politica italiana e acceso un acceso dibattito su privacy, potere e scandali mediatici.</p><p>Analizzeremo l'impatto della pressione mediatica e del giudizio pubblico, esplorando il contesto sociale e politico in cui si è sviluppata questa storia, per riflettere su come i confini tra vita privata e interesse pubblico possano essere rispettati.</p><p><br></p><p>L'appuntamento con il nuovo scandalo, I killer dell'autostrada: Il caso dei sassi dal cavalcavia, è per martedì 26 novembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.</p><p><br></p><p class="ql-align-justify">Segui i nostri account social</p><p class="ql-align-justify">Instagram: www.instagram.com/scandalipodcast</p><p class="ql-align-justify">Tik Tok: www.tiktok.com/@scandalipodcast</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Nuda verità: Il caso di Piero Marrazzo - Parte 1</title>
      <description>Una doppia vita, un incontro segreto e uno scandalo che travolge tutto.
Il caso di Piero Marrazzo è una delle vicende più sconvolgenti della cronaca politica italiana, in cui il confine tra il privato e il pubblico viene brutalmente cancellato.

Nel 2009, la carriera politica di Marrazzo, governatore della Regione Lazio, subisce un colpo fatale quando emergono dettagli di un incontro privato con una prostituta transessuale.
Un video compromettente in mano a quattro carabinieri e una serie di ricatti fanno esplodere lo scandalo su scala nazionale.
Dietro il clamore mediatico, si nasconde la storia di un uomo alle prese con pressioni insostenibili e scelte personali che diventano un bersaglio pubblico.
In questa prima parte della puntata, analizziamo gli eventi che hanno portato alla caduta di un volto di punta del centrosinistra italiano e l’inizio di una tempesta mediatica senza precedenti.

La seconda parte della puntata è già disponibile online.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Piero Marrazzo uscirà venerdì.

Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.
La voce è di Paolo Cresta.
Grazie a Massimiliano Coccia per la partecipazione.

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      <pubDate>Mon, 18 Nov 2024 23:02:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Nuda verità: Il caso di Piero Marrazzo - Parte 1</itunes:title>
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      <itunes:summary>Una doppia vita, un incontro segreto e uno scandalo che travolge tutto.
Il caso di Piero Marrazzo è una delle vicende più sconvolgenti della cronaca politica italiana, in cui il confine tra il privato e il pubblico viene brutalmente cancellato.

Nel 2009, la carriera politica di Marrazzo, governatore della Regione Lazio, subisce un colpo fatale quando emergono dettagli di un incontro privato con una prostituta transessuale.
Un video compromettente in mano a quattro carabinieri e una serie di ricatti fanno esplodere lo scandalo su scala nazionale.
Dietro il clamore mediatico, si nasconde la storia di un uomo alle prese con pressioni insostenibili e scelte personali che diventano un bersaglio pubblico.
In questa prima parte della puntata, analizziamo gli eventi che hanno portato alla caduta di un volto di punta del centrosinistra italiano e l’inizio di una tempesta mediatica senza precedenti.

La seconda parte della puntata è già disponibile online.

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La voce è di Paolo Cresta.
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        <![CDATA[<p><strong>Una doppia vita, un incontro segreto e uno scandalo che travolge tutto.</strong></p><p>Il caso di Piero Marrazzo è una delle vicende più sconvolgenti della cronaca politica italiana, in cui il confine tra il privato e il pubblico viene brutalmente cancellato.</p><p><br></p><p>Nel 2009, la carriera politica di Marrazzo, governatore della Regione Lazio, subisce un colpo fatale quando emergono dettagli di un incontro privato con una prostituta transessuale.</p><p>Un video compromettente in mano a quattro carabinieri e una serie di ricatti fanno esplodere lo scandalo su scala nazionale.</p><p>Dietro il clamore mediatico, si nasconde la storia di un uomo alle prese con pressioni insostenibili e scelte personali che diventano un bersaglio pubblico.</p><p>In questa prima parte della puntata, analizziamo gli eventi che hanno portato alla caduta di un volto di punta del centrosinistra italiano e l’inizio di una tempesta mediatica senza precedenti.</p><p><br></p><p>La seconda parte della puntata è già disponibile online.</p><p><br></p><p>Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Piero Marrazzo uscirà venerdì.</p><p><br></p><p>Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.</p><p>La voce è di Paolo Cresta.</p><p>Grazie a Massimiliano Coccia per la partecipazione.</p><p><br></p><p>Segui i nostri account social:</p><p>Instagram: <a href="http://www.instagram.com/scandalipodcast">www.instagram.com/scandalipodcast</a></p><p>TikTok: <a href="http://www.tiktok.com/@scandalipodcast">www.tiktok.com/@scandalipodcast</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Nuda verità: Il caso di Piero Marrazzo - Parte 2</title>
      <description>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]

Una doppia vita, un incontro segreto e uno scandalo che travolge tutto.
Il caso di Piero Marrazzo è una delle vicende più sconvolgenti della cronaca politica italiana, in cui il confine tra il privato e il pubblico viene brutalmente cancellato.

Dopo la diffusione del video compromettente e l'esplosione dello scandalo, Marrazzo si trova al centro di una rete di ricatti e pressioni insostenibili.
Mentre la sua vita personale viene smembrata sotto l'occhio impietoso dell'opinione pubblica, la macchina del fango mediatico continua a girare, amplificando ogni dettaglio della sua vicenda.
Tra rivelazioni scomode e colpi di scena come la morte di due persone collegate alla storia, questa seconda parte esplora gli sviluppi che hanno segnato la fine della carriera politica di Piero Marrazzo, sollevando interrogativi sul ruolo dei media, della giustizia e delle forze dell’ordine in una vicenda che va oltre il semplice scandalo.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Piero Marrazzo uscirà venerdì.

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      <pubDate>Mon, 18 Nov 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Nuda verità: Il caso di Piero Marrazzo - Parte 2</itunes:title>
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      <itunes:summary>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]

Una doppia vita, un incontro segreto e uno scandalo che travolge tutto.
Il caso di Piero Marrazzo è una delle vicende più sconvolgenti della cronaca politica italiana, in cui il confine tra il privato e il pubblico viene brutalmente cancellato.

Dopo la diffusione del video compromettente e l'esplosione dello scandalo, Marrazzo si trova al centro di una rete di ricatti e pressioni insostenibili.
Mentre la sua vita personale viene smembrata sotto l'occhio impietoso dell'opinione pubblica, la macchina del fango mediatico continua a girare, amplificando ogni dettaglio della sua vicenda.
Tra rivelazioni scomode e colpi di scena come la morte di due persone collegate alla storia, questa seconda parte esplora gli sviluppi che hanno segnato la fine della carriera politica di Piero Marrazzo, sollevando interrogativi sul ruolo dei media, della giustizia e delle forze dell’ordine in una vicenda che va oltre il semplice scandalo.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Piero Marrazzo uscirà venerdì.

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        <![CDATA[<p>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]</p><p><br></p><p><strong>Una doppia vita, un incontro segreto e uno scandalo che travolge tutto.</strong></p><p>Il caso di Piero Marrazzo è una delle vicende più sconvolgenti della cronaca politica italiana, in cui il confine tra il privato e il pubblico viene brutalmente cancellato.</p><p><br></p><p>Dopo la diffusione del video compromettente e l'esplosione dello scandalo, Marrazzo si trova al centro di una rete di ricatti e pressioni insostenibili.</p><p>Mentre la sua vita personale viene smembrata sotto l'occhio impietoso dell'opinione pubblica, la macchina del fango mediatico continua a girare, amplificando ogni dettaglio della sua vicenda.</p><p>Tra rivelazioni scomode e colpi di scena come la morte di due persone collegate alla storia, questa seconda parte esplora gli sviluppi che hanno segnato la fine della carriera politica di Piero Marrazzo, sollevando interrogativi sul ruolo dei media, della giustizia e delle forze dell’ordine in una vicenda che va oltre il semplice scandalo.</p><p><br></p><p>Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Piero Marrazzo uscirà venerdì.</p><p><br></p><p>Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.</p><p>La voce è di Paolo Cresta.</p><p>Grazie a Massimiliano Coccia per la partecipazione.</p><p><br></p><p>Segui i nostri account social:</p><p>Instagram: <a href="http://www.instagram.com/scandalipodcast">www.instagram.com/scandalipodcast</a></p><p>TikTok: <a href="http://www.tiktok.com/@scandalipodcast">www.tiktok.com/@scandalipodcast</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Dentro Scandali: Il caso di Tiziana Cantone</title>
      <description>In questa prima puntata di Dentro Scandali, il team di BOATS Sound approfondisce il caso di Tiziana Cantone, una storia che ha scosso l’Italia e acceso il dibattito su revenge porn e cyberbullismo.
Esploreremo l’impatto devastante della violenza digitale, analizzando il contesto sociale e legale che ha permesso questa tragedia, e rifletteremo su come proteggere le vittime e prevenire nuovi casi.

L'appuntamento con il nuovo scandalo, Nuda verità: Il caso di Piero Marrazzo, è per martedì 19 novembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.

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      <pubDate>Thu, 14 Nov 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Dentro Scandali: Il caso di Tiziana Cantone</itunes:title>
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      <itunes:season>1</itunes:season>
      <itunes:episode>6</itunes:episode>
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      <itunes:summary>In questa prima puntata di Dentro Scandali, il team di BOATS Sound approfondisce il caso di Tiziana Cantone, una storia che ha scosso l’Italia e acceso il dibattito su revenge porn e cyberbullismo.
Esploreremo l’impatto devastante della violenza digitale, analizzando il contesto sociale e legale che ha permesso questa tragedia, e rifletteremo su come proteggere le vittime e prevenire nuovi casi.

L'appuntamento con il nuovo scandalo, Nuda verità: Il caso di Piero Marrazzo, è per martedì 19 novembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.

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        <![CDATA[<p>In questa prima puntata di <em>Dentro Scandali</em>, il team di BOATS Sound approfondisce il caso di Tiziana Cantone, una storia che ha scosso l’Italia e acceso il dibattito su revenge porn e cyberbullismo.</p><p>Esploreremo l’impatto devastante della violenza digitale, analizzando il contesto sociale e legale che ha permesso questa tragedia, e rifletteremo su come proteggere le vittime e prevenire nuovi casi.</p><p><br></p><p>L'appuntamento con il nuovo scandalo, Nuda verità: Il caso di Piero Marrazzo, è per martedì 19 novembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.</p><p><br></p><p class="ql-align-justify">Segui i nostri account social</p><p class="ql-align-justify">Instagram: www.instagram.com/scandalipodcast</p><p class="ql-align-justify">Tik Tok: www.tiktok.com/@scandalipodcast</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    </item>
    <item>
      <title>Porno killer: Il caso di Tiziana Cantone - Parte 1</title>
      <description>Un video intimo, un tradimento di fiducia e un'esplosione di violenza digitale.
Il caso di Tiziana Cantone è una delle storie più emblematiche dell'era dei social, dove il confine tra pubblico e privato si dissolve in un attimo.

Nel 2015, la vita di Tiziana Cantone cambia radicalmente quando un suo video privato viene diffuso sul web, scatenando un fenomeno virale senza precedenti. In pochi giorni, il suo volto e la sua voce diventano un meme, oggetto di scherno e parodie su scala nazionale.
Dietro l’apparente leggerezza di Internet, si nasconde una spirale di umiliazione che travolge ogni aspetto della sua esistenza.
In questa prima parte della puntata, esploriamo come un gioco privato si sia trasformato in uno scandalo pubblico, segnando un punto di non ritorno per Tiziana Cantone.

La seconda parte della puntata è già disponibile online.

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      <pubDate>Mon, 11 Nov 2024 23:02:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Porno killer - Il caso di Tiziana Cantone - Parte 1</itunes:title>
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      <itunes:summary>Un video intimo, un tradimento di fiducia e un'esplosione di violenza digitale.
Il caso di Tiziana Cantone è una delle storie più emblematiche dell'era dei social, dove il confine tra pubblico e privato si dissolve in un attimo.

Nel 2015, la vita di Tiziana Cantone cambia radicalmente quando un suo video privato viene diffuso sul web, scatenando un fenomeno virale senza precedenti. In pochi giorni, il suo volto e la sua voce diventano un meme, oggetto di scherno e parodie su scala nazionale.
Dietro l’apparente leggerezza di Internet, si nasconde una spirale di umiliazione che travolge ogni aspetto della sua esistenza.
In questa prima parte della puntata, esploriamo come un gioco privato si sia trasformato in uno scandalo pubblico, segnando un punto di non ritorno per Tiziana Cantone.

La seconda parte della puntata è già disponibile online.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Tiziana Cantone uscirà venerdì.

Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.
La voce è di Valentina Cherchi.
Grazie a Massimo Picozzi per la partecipazione.

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        <![CDATA[<p>Un video intimo, un tradimento di fiducia e un'esplosione di violenza digitale.</p><p>Il caso di Tiziana Cantone è una delle storie più emblematiche dell'era dei social, dove il confine tra pubblico e privato si dissolve in un attimo.</p><p><br></p><p>Nel 2015, la vita di Tiziana Cantone cambia radicalmente quando un suo video privato viene diffuso sul web, scatenando un fenomeno virale senza precedenti. In pochi giorni, il suo volto e la sua voce diventano un meme, oggetto di scherno e parodie su scala nazionale.</p><p>Dietro l’apparente leggerezza di Internet, si nasconde una spirale di umiliazione che travolge ogni aspetto della sua esistenza.</p><p>In questa prima parte della puntata, esploriamo come un gioco privato si sia trasformato in uno scandalo pubblico, segnando un punto di non ritorno per Tiziana Cantone.</p><p><br></p><p>La seconda parte della puntata è già disponibile online.</p><p><br></p><p>Se vuoi approfondire, la puntata di <strong>Dentro Scandali</strong> dedicata al caso di Tiziana Cantone uscirà venerdì.</p><p><br></p><p>Ideato e realizzato da <strong>BOATS Sound</strong>: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.</p><p>La voce è di Valentina Cherchi.</p><p>Grazie a Massimo Picozzi per la partecipazione.</p><p><br></p><p class="ql-align-justify">Segui i nostri account social</p><p class="ql-align-justify">Instagram: www.instagram.com/scandalipodcast</p><p class="ql-align-justify">Tik Tok: www.tiktok.com/@scandalipodcast</p><p class="ql-align-justify"><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Porno killer: Il caso di Tiziana Cantone - Parte 2</title>
      <description>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]

Un video intimo, un tradimento di fiducia e un'esplosione di violenza digitale.
La vicenda di Tiziana Cantone è una delle storie più emblematiche dell'era dei social, dove il confine tra pubblico e privato si è dissolto in un attimo. 

Dopo la diffusione virale del video, Tiziana Cantone intraprende una battaglia legale per riprendersi la sua vita e il suo anonimato.
Ma mentre la giustizia procede a rilento, l’attenzione mediatica e gli attacchi personali aumentano, lasciandola sempre più isolata. Tra pressioni insostenibili e un sistema che fatica a proteggerla, Tiziana Cantone tenta di ricostruirsi a fatica una nuova identità.
In questa seconda parte, raccontiamo gli sviluppi di una vicenda che solleva interrogativi profondi sull’etica digitale e sulle responsabilità collettive.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Tiziana Cantone uscirà venerdì.

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Grazie a Massimo Picozzi per la partecipazione.

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      <pubDate>Mon, 11 Nov 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Porno killer - Il caso di Tiziana Cantone - Parte 2</itunes:title>
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      <itunes:summary>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]

Un video intimo, un tradimento di fiducia e un'esplosione di violenza digitale.
La vicenda di Tiziana Cantone è una delle storie più emblematiche dell'era dei social, dove il confine tra pubblico e privato si è dissolto in un attimo. 

Dopo la diffusione virale del video, Tiziana Cantone intraprende una battaglia legale per riprendersi la sua vita e il suo anonimato.
Ma mentre la giustizia procede a rilento, l’attenzione mediatica e gli attacchi personali aumentano, lasciandola sempre più isolata. Tra pressioni insostenibili e un sistema che fatica a proteggerla, Tiziana Cantone tenta di ricostruirsi a fatica una nuova identità.
In questa seconda parte, raccontiamo gli sviluppi di una vicenda che solleva interrogativi profondi sull’etica digitale e sulle responsabilità collettive.

Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Tiziana Cantone uscirà venerdì.

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        <![CDATA[<p>[Questa è la seconda e ultima parte della puntata]</p><p><br></p><p>Un video intimo, un tradimento di fiducia e un'esplosione di violenza digitale.</p><p>La vicenda di Tiziana Cantone è una delle storie più emblematiche dell'era dei social, dove il confine tra pubblico e privato si è dissolto in un attimo. </p><p><br></p><p>Dopo la diffusione virale del video, Tiziana Cantone intraprende una battaglia legale per riprendersi la sua vita e il suo anonimato.</p><p>Ma mentre la giustizia procede a rilento, l’attenzione mediatica e gli attacchi personali aumentano, lasciandola sempre più isolata. Tra pressioni insostenibili e un sistema che fatica a proteggerla, Tiziana Cantone tenta di ricostruirsi a fatica una nuova identità.</p><p>In questa seconda parte, raccontiamo gli sviluppi di una vicenda che solleva interrogativi profondi sull’etica digitale e sulle responsabilità collettive.</p><p><br></p><p>Se vuoi approfondire, la puntata di Dentro Scandali dedicata al caso di Tiziana Cantone uscirà venerdì.</p><p><br></p><p>Ideato e realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.</p><p>La voce è di Valentina Cherchi.</p><p>Grazie a Massimo Picozzi per la partecipazione.</p><p class="ql-align-justify"><br></p><p class="ql-align-justify">Segui i nostri account social</p><p class="ql-align-justify">Instagram: www.instagram.com/scandalipodcast</p><p class="ql-align-justify">Tik Tok: www.tiktok.com/@scandalipodcast</p><p class="ql-align-justify"><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Dentro Scandali: Introduzione</title>
      <description>Benvenute e benvenuti a Scandali.

Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo di BOATS Sound inaugurano questo nuovo format, raccontando cosa ci aspetta in questa prima stagione.

L'appuntamento con il primo scandalo, Porno killer: Il caso di Tiziana Cantone, è per martedì 12 novembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.

L'approfondimento di Dentro Scandali sul caso, condotto dal team di BOATS Sound, uscirà venerdì 15 novembre.

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      <pubDate>Mon, 04 Nov 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
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Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo di BOATS Sound inaugurano questo nuovo format, raccontando cosa ci aspetta in questa prima stagione.

L'appuntamento con il primo scandalo, Porno killer: Il caso di Tiziana Cantone, è per martedì 12 novembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.

L'approfondimento di Dentro Scandali sul caso, condotto dal team di BOATS Sound, uscirà venerdì 15 novembre.

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        <![CDATA[<p>Benvenute e benvenuti a Scandali.</p><p><br></p><p>Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo di BOATS Sound inaugurano questo nuovo format, raccontando cosa ci aspetta in questa prima stagione.</p><p><br></p><p>L'appuntamento con il primo scandalo, Porno killer: Il caso di Tiziana Cantone, è per martedì 12 novembre. Nell'attesa, è già disponibile nel feed l'anteprima dei primi minuti della puntata.</p><p><br></p><p>L'approfondimento di Dentro Scandali sul caso, condotto dal team di BOATS Sound, uscirà venerdì 15 novembre.</p><p><br></p><p class="ql-align-justify">Segui i nostri account social</p><p class="ql-align-justify">Instagram: www.instagram.com/scandalipodcast</p><p class="ql-align-justify">Tik Tok: www.tiktok.com/@scandalipodcast</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Trailer - Scandali</title>
      <description>Scandali è il podcast di BOATS Sound che raccoglie i fatti di cronaca che hanno scioccato l’opinione pubblica, hanno scosso le coscienze, e hanno segnato un prima e un dopo nella Storia d’Italia, arrivando -addirittura- a cambiare la percezione che abbiamo del mondo.

Episodi che sono la perfetta rappresentazione del nostro Paese, perché -in fondo- siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.

Le voci sono di Valentina Cherchi e Paolo Cresta.
Realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.

Prima puntata completa da martedì 12 novembre.

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      <pubDate>Mon, 04 Nov 2024 15:00:00 -0000</pubDate>
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Episodi che sono la perfetta rappresentazione del nostro Paese, perché -in fondo- siamo fatti della stessa materia dei nostri scandali.

Le voci sono di Valentina Cherchi e Paolo Cresta.
Realizzato da BOATS Sound: Matteo Liuzzi, Niccolò Martin e Fabio Ragazzo.

Prima puntata completa da martedì 12 novembre.

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