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    <title>Il marketing oggi</title>
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    <description>Il podcast di ItaliaOggi che ogni settimana insegue novità, trend, personaggi e trame sottili del mondo delle aziende.</description>
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      <title>Content creator e strategie social: anche i cercatori di funghi hanno il loro pubblico – con Michele Pagani</title>
      <description>Sui social network anche i video di chi va per funghi, nei boschi, trova un pubblico di almeno 5 mila follower. Ma quale sistema economico si può costruire intorno, per vivere di questi video? Quali aziende si possono coinvolgere? E soprattutto l’Intelligenza Artificiale c’entra qualcosa? Per destreggiarsi con serenità tra dati, tecnicismi e anche nuove leggi Michele Pagani, ceo e co-founder di Flatmates, agenzia d’influencer marketing lanciata con il content creator Marcello Ascani, spiega come impostare il proprio business e come non disperarsi per i propri errori.
Nella nuova puntata de Il Marketing Oggi, il podcast anche video di ItaliaOggi, emergono viralità e algoritmi a dominare le vite anche dei content creator. Eppure un argine alla tecnologia c’è, secondo Michele. Anche perché basta guardare agli influencer asiatici per capire quanta strada la content economy italiana può ancora percorrere.



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      <pubDate>Tue, 01 Jul 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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Nella nuova puntata de Il Marketing Oggi, il podcast anche video di ItaliaOggi, emergono viralità e algoritmi a dominare le vite anche dei content creator. Eppure un argine alla tecnologia c’è, secondo Michele. Anche perché basta guardare agli influencer asiatici per capire quanta strada la content economy italiana può ancora percorrere.



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        <![CDATA[<p>Sui social network anche i video di chi va per funghi, nei boschi, trova un pubblico di almeno 5 mila follower. Ma quale sistema economico si può costruire intorno, per vivere di questi video? Quali aziende si possono coinvolgere? E soprattutto l’Intelligenza Artificiale c’entra qualcosa? Per destreggiarsi con serenità tra dati, tecnicismi e anche nuove leggi Michele Pagani, ceo e co-founder di Flatmates, agenzia d’influencer marketing lanciata con il content creator Marcello Ascani, spiega come impostare il proprio business e come non disperarsi per i propri errori.<br>
Nella nuova puntata de Il Marketing Oggi, il podcast anche video di ItaliaOggi, emergono viralità e algoritmi a dominare le vite anche dei content creator. Eppure un argine alla tecnologia c’è, secondo Michele. Anche perché basta guardare agli influencer asiatici per capire quanta strada la content economy italiana può ancora percorrere.


</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Creator e piattaforme social: dove pubblicare e come farsi pagare dai brand – con Michele Pagani</title>
      <description>L’acquolina in bocca c’è. Ma non bisogna avere fretta di guadagnare con video e campagne pubblicitarie sui social: ogni content creator deve prima capire bene quali sono i format più richiesti, quanti tipi di campagne esistono e, fin da subito, come far crescere la propria audience in modo costante nel tempo.

Nella terza puntata de Il Marketing Oggi, lo spiega Michele Pagani, CEO e co-founder di Flatmates, agenzia di influencer marketing fondata insieme a Marcello Ascani.

La parola d’ordine è “destreggiarsi”: tra Instagram, YouTube e TikTok, per esempio, è fondamentale scegliere dove pubblicare i propri contenuti. Alcune piattaforme sono più popolari, ma non sempre sono quelle che raggiungono il pubblico giusto. Altre hanno performance migliori, ma ce ne sono anche alcune che fidelizzano molto di più.

Insomma, nella nuova puntata del podcast di ItaliaOggi, Michele Pagani non si tira indietro e condivide tutta la sua esperienza nel supportare e organizzare il lavoro creativo di Marcello Ascani. Perché il dietro le quinte è importante almeno quanto ciò che si vede nei video, sotto i riflettori.

Anzi, forse non tutti sanno che più un content creator è di nicchia, maggiori sono le probabilità di attirare l’attenzione delle aziende inserzioniste.
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      <pubDate>Tue, 24 Jun 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>L’acquolina in bocca c’è. Ma non bisogna avere fretta di guadagnare con video e campagne pubblicitarie sui social: ogni content creator deve prima capire bene quali sono i format più richiesti, quanti tipi di campagne esistono e, fin da subito, come far crescere la propria audience in modo costante nel tempo.

Nella terza puntata de Il Marketing Oggi, lo spiega Michele Pagani, CEO e co-founder di Flatmates, agenzia di influencer marketing fondata insieme a Marcello Ascani.

La parola d’ordine è “destreggiarsi”: tra Instagram, YouTube e TikTok, per esempio, è fondamentale scegliere dove pubblicare i propri contenuti. Alcune piattaforme sono più popolari, ma non sempre sono quelle che raggiungono il pubblico giusto. Altre hanno performance migliori, ma ce ne sono anche alcune che fidelizzano molto di più.

Insomma, nella nuova puntata del podcast di ItaliaOggi, Michele Pagani non si tira indietro e condivide tutta la sua esperienza nel supportare e organizzare il lavoro creativo di Marcello Ascani. Perché il dietro le quinte è importante almeno quanto ciò che si vede nei video, sotto i riflettori.

Anzi, forse non tutti sanno che più un content creator è di nicchia, maggiori sono le probabilità di attirare l’attenzione delle aziende inserzioniste.
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        <![CDATA[<p>L’acquolina in bocca c’è. Ma non bisogna avere fretta di guadagnare con video e campagne pubblicitarie sui social: ogni content creator deve prima capire bene quali sono i format più richiesti, quanti tipi di campagne esistono e, fin da subito, come far crescere la propria audience in modo costante nel tempo.</p>
<p>Nella terza puntata de <em>Il Marketing Oggi</em>, lo spiega Michele Pagani, CEO e co-founder di Flatmates, agenzia di influencer marketing fondata insieme a Marcello Ascani.</p>
<p>La parola d’ordine è “destreggiarsi”: tra Instagram, YouTube e TikTok, per esempio, è fondamentale scegliere dove pubblicare i propri contenuti. Alcune piattaforme sono più popolari, ma non sempre sono quelle che raggiungono il pubblico giusto. Altre hanno performance migliori, ma ce ne sono anche alcune che fidelizzano molto di più.</p>
<p>Insomma, nella nuova puntata del podcast di <em>ItaliaOggi</em>, Michele Pagani non si tira indietro e condivide tutta la sua esperienza nel supportare e organizzare il lavoro creativo di Marcello Ascani. Perché il dietro le quinte è importante almeno quanto ciò che si vede nei video, sotto i riflettori.</p>
<p>Anzi, forse non tutti sanno che più un content creator è di nicchia, maggiori sono le probabilità di attirare l’attenzione delle aziende inserzioniste.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Content creator, fantasia, ispirazione ma con un occhio al mercato. Dagli USA agli idol asiatici - con Marcello Ascani</title>
      <description>“Più video si fanno, meglio è”: è questo il consiglio di Marcello Ascani, content creator che sfiora il milione di iscritti su YouTube. Nella seconda puntata della nuova stagione de Il Marketing Oggi, il video-podcast di ItaliaOggi, Marcello spiega come iniziare a fare video superando l’imbarazzo davanti alla telecamera e trasformare questa attività in una professione.

Stile personale, spontaneità e capacità di intrattenere sono solo alcune delle regole d’oro. E l’ispirazione da dove arriva? “Guardandosi intorno”, sostiene Marcello. “Seguendo anche format diversi, con contenuti differenti, ma cercando di capire: perché questo video mi intrattiene? Cosa posso cogliere io di utile per i miei video?”.

I modelli stranieri, del resto, non mancano. Gli errori da principianti sono inevitabili, ma sono proprio le lezioni apprese a renderlo un lavoro serio. Quella del content creator è una professione in crescita, soprattutto a supporto di aziende, comunicazione e pubblicità.


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      <pubDate>Tue, 17 Jun 2025 23:00:00 -0000</pubDate>
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Stile personale, spontaneità e capacità di intrattenere sono solo alcune delle regole d’oro. E l’ispirazione da dove arriva? “Guardandosi intorno”, sostiene Marcello. “Seguendo anche format diversi, con contenuti differenti, ma cercando di capire: perché questo video mi intrattiene? Cosa posso cogliere io di utile per i miei video?”.

I modelli stranieri, del resto, non mancano. Gli errori da principianti sono inevitabili, ma sono proprio le lezioni apprese a renderlo un lavoro serio. Quella del content creator è una professione in crescita, soprattutto a supporto di aziende, comunicazione e pubblicità.


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<p>Stile personale, spontaneità e capacità di intrattenere sono solo alcune delle regole d’oro. E l’ispirazione da dove arriva? “Guardandosi intorno”, sostiene Marcello. “Seguendo anche format diversi, con contenuti differenti, ma cercando di capire: perché questo video mi intrattiene? Cosa posso cogliere io di utile per i miei video?”.</p>
<p>I modelli stranieri, del resto, non mancano. Gli errori da principianti sono inevitabili, ma sono proprio le lezioni apprese a renderlo un lavoro serio. Quella del content creator è una professione in crescita, soprattutto a supporto di aziende, comunicazione e pubblicità.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Influencer e content creator, chi sono davvero e come fanno a guadagnare coi video - con Marcello Ascani</title>
      <description>Il 40% degli italiani usa abitualmente i social e si sente un creatore di contenuti (dati Google-Ipsos 2023). Ma non tutti riescono a vivere facendo video. C’è chi parla della sua vita dal salotto di casa, chi approfondisce temi specifici, dallo sport all’economia. Come iniziare concretamente a trasformare una passione in una professione lo spiega Marcello Ascani, tra i primi content creator in Italia, durante la prima puntata della seconda stagione de Il Marketing Oggi, il video-podcast di ItaliaOggi. Tutto vero? La risposta in numeri: oggi Marcello ha quasi un milione d’iscritti su YouTube. Senza contare quelli su Linkedin e Instagram. “Ti porto con me nella mia vita e ti faccio vedere quello che imparo” è la filosofia di Marcello, che svela anche come scegliere quello di cui parlare sui social, la strategia da seguire per avere successo e quando s’inizia a guadagnare. Insomma, Marcello racconta i lati creativi di una professione oggi molto in voga ma anche la preparazione e il metodo che ci sono dietro.
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      <pubDate>Wed, 11 Jun 2025 00:00:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Il 40% degli italiani usa abitualmente i social e si sente un creatore di contenuti (dati Google-Ipsos 2023). Ma non tutti riescono a vivere facendo video. C’è chi parla della sua vita dal salotto di casa, chi approfondisce temi specifici, dallo sport all’economia. Come iniziare concretamente a trasformare una passione in una professione lo spiega Marcello Ascani, tra i primi content creator in Italia, durante la prima puntata della seconda stagione de Il Marketing Oggi, il video-podcast di ItaliaOggi. Tutto vero? La risposta in numeri: oggi Marcello ha quasi un milione d’iscritti su YouTube. Senza contare quelli su Linkedin e Instagram. “Ti porto con me nella mia vita e ti faccio vedere quello che imparo” è la filosofia di Marcello, che svela anche come scegliere quello di cui parlare sui social, la strategia da seguire per avere successo e quando s’inizia a guadagnare. Insomma, Marcello racconta i lati creativi di una professione oggi molto in voga ma anche la preparazione e il metodo che ci sono dietro.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Estate, italiani alle prese col caro-vacanze. Il campeggio diventa la scelta obbligata per risparmiare</title>
      <description>Sono 6,5 milioni gli italiani che non pensano di andare in vacanza nei prossimi mesi. In particolare, 3,7 milioni di loro non faranno le valigie per motivi economici, a causa di un aumento generale dei costi della vita (nel 47% dei casi) o per un rincaro dei prezzi legato alla vacanza stessa (33%). In altre parole: il caro-vacanze. Il dato del 33% è in crescita rispetto al 21% monitorato nel 2023 e così, tra le tante opzioni, quella del campeggio assume un significato più ampio. Sicuramente si tratta della conferma di un trend, che dura dai lockdown fino a oggi, di spendere le ferie open air ma rappresenta in aggiunta, per molte famiglie, l’unica possibilità per portare i figli al mare o in montagna. A fare chiarezza sulle prospettive del mercato turistico tricolore e anche a sfatare qualche aspetto del rincaro dei prezzi c’è Alessandra Priante, presidente di Enit-Agenzia nazionale del turismo.
 La nuova puntata de Il Marketing Oggi approfondisce anche l’offerta economica di hotel e b&amp;b, senza dare per scontato che i primi costino per forza più dei secondi. Ma soprattutto c’è Priante che spiega come la strategia promozionale della Penisola possa puntare a destagionalizzare i flussi e a spalmarli meglio sull’intero territorio nazionale grazie al fenomeno delle sagre e delle feste di paese (la stima 2024 prevede un +64% di affluenze). Con beneficio di tutti i consumatori. Italiani e non.
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      <pubDate>Mon, 24 Jun 2024 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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      <itunes:summary>Sono 6,5 milioni gli italiani che non pensano di andare in vacanza nei prossimi mesi. In particolare, 3,7 milioni di loro non faranno le valigie per motivi economici, a causa di un aumento generale dei costi della vita (nel 47% dei casi) o per un rincaro dei prezzi legato alla vacanza stessa (33%). In altre parole: il caro-vacanze. Il dato del 33% è in crescita rispetto al 21% monitorato nel 2023 e così, tra le tante opzioni, quella del campeggio assume un significato più ampio. Sicuramente si tratta della conferma di un trend, che dura dai lockdown fino a oggi, di spendere le ferie open air ma rappresenta in aggiunta, per molte famiglie, l’unica possibilità per portare i figli al mare o in montagna. A fare chiarezza sulle prospettive del mercato turistico tricolore e anche a sfatare qualche aspetto del rincaro dei prezzi c’è Alessandra Priante, presidente di Enit-Agenzia nazionale del turismo.
 La nuova puntata de Il Marketing Oggi approfondisce anche l’offerta economica di hotel e b&amp;b, senza dare per scontato che i primi costino per forza più dei secondi. Ma soprattutto c’è Priante che spiega come la strategia promozionale della Penisola possa puntare a destagionalizzare i flussi e a spalmarli meglio sull’intero territorio nazionale grazie al fenomeno delle sagre e delle feste di paese (la stima 2024 prevede un +64% di affluenze). Con beneficio di tutti i consumatori. Italiani e non.
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        <![CDATA[<p>Sono 6,5 milioni gli italiani che non pensano di andare in vacanza nei prossimi mesi. In particolare, 3,7 milioni di loro non faranno le valigie per motivi economici, a causa di un aumento generale dei costi della vita (nel 47% dei casi) o per un rincaro dei prezzi legato alla vacanza stessa (33%). In altre parole: il caro-vacanze. Il dato del 33% è in crescita rispetto al 21% monitorato nel 2023 e così, tra le tante opzioni, quella del campeggio assume un significato più ampio. Sicuramente si tratta della conferma di un trend, che dura dai lockdown fino a oggi, di spendere le ferie open air ma rappresenta in aggiunta, per molte famiglie, l’unica possibilità per portare i figli al mare o in montagna. A fare chiarezza sulle prospettive del mercato turistico tricolore e anche a sfatare qualche aspetto del rincaro dei prezzi c’è Alessandra Priante, presidente di Enit-Agenzia nazionale del turismo.</p><p> La nuova puntata de Il Marketing Oggi approfondisce anche l’offerta economica di hotel e b&amp;b, senza dare per scontato che i primi costino per forza più dei secondi. Ma soprattutto c’è Priante che spiega come la strategia promozionale della Penisola possa puntare a destagionalizzare i flussi e a spalmarli meglio sull’intero territorio nazionale grazie al fenomeno delle sagre e delle feste di paese (la stima 2024 prevede un +64% di affluenze). Con beneficio di tutti i consumatori. Italiani e non.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>La cucina italiana è unica al mondo perché l’Italia ha tanta biodiversità. Un tesoro a rischio, anche per le nostre tasche </title>
      <description>Ogni regione della Penisola ha le sue ricette; ogni provincia ha il suo modo di cucinare lo stesso piatto che si prepara anche nella provincia a fianco. Cosa cambia? Perché? A cambiare o, meglio, a poter essere diverse sono le risorse del territorio a disposizione per cucinare. L’Italia è uno dei paesi con la maggior biodiversità (batte anche il Nord Europa). Dalla Sicilia alle Alpi esistono 132 ecosistemi differenti. Convivono 60 mila specie di animali che sono tipici solo della Penisola. Ma la biodiversità è rischio nel mondo e l’Italia non fa eccezione. Se togliessimo dagli scaffali dei supermercati ogni prodotto che ha a che fare coi soli animali impollinatori, scomparirebbe almeno la metà di quei prodotti. Come fosse la scena di un film di guerra. Scaffali vuoti, senza tutta quella varietà di prodotti che siamo abituati a comprare. Come funziona l’impoverimento della biodiversità e soprattutto cosa si può fare per contrastarlo, lo spiega Telmo Pievani, professore ordinario del Dipartimento di Biologia presso l’Università di Padova. A rischio non c’è solo la libertà di quello che mettiamo a tavola ma anche il nostro portafoglio.
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      <pubDate>Mon, 17 Jun 2024 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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      <itunes:summary>Ogni regione della Penisola ha le sue ricette; ogni provincia ha il suo modo di cucinare lo stesso piatto che si prepara anche nella provincia a fianco. Cosa cambia? Perché? A cambiare o, meglio, a poter essere diverse sono le risorse del territorio a disposizione per cucinare. L’Italia è uno dei paesi con la maggior biodiversità (batte anche il Nord Europa). Dalla Sicilia alle Alpi esistono 132 ecosistemi differenti. Convivono 60 mila specie di animali che sono tipici solo della Penisola. Ma la biodiversità è rischio nel mondo e l’Italia non fa eccezione. Se togliessimo dagli scaffali dei supermercati ogni prodotto che ha a che fare coi soli animali impollinatori, scomparirebbe almeno la metà di quei prodotti. Come fosse la scena di un film di guerra. Scaffali vuoti, senza tutta quella varietà di prodotti che siamo abituati a comprare. Come funziona l’impoverimento della biodiversità e soprattutto cosa si può fare per contrastarlo, lo spiega Telmo Pievani, professore ordinario del Dipartimento di Biologia presso l’Università di Padova. A rischio non c’è solo la libertà di quello che mettiamo a tavola ma anche il nostro portafoglio.
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        <![CDATA[<p>Ogni regione della Penisola ha le sue ricette; ogni provincia ha il suo modo di cucinare lo stesso piatto che si prepara anche nella provincia a fianco. Cosa cambia? Perché? A cambiare o, meglio, a poter essere diverse sono le risorse del territorio a disposizione per cucinare. L’Italia è uno dei paesi con la maggior biodiversità (batte anche il Nord Europa). Dalla Sicilia alle Alpi esistono 132 ecosistemi differenti. Convivono 60 mila specie di animali che sono tipici solo della Penisola. Ma la biodiversità è rischio nel mondo e l’Italia non fa eccezione. Se togliessimo dagli scaffali dei supermercati ogni prodotto che ha a che fare coi soli animali impollinatori, scomparirebbe almeno la metà di quei prodotti. Come fosse la scena di un film di guerra. Scaffali vuoti, senza tutta quella varietà di prodotti che siamo abituati a comprare. Come funziona l’impoverimento della biodiversità e soprattutto cosa si può fare per contrastarlo, lo spiega Telmo Pievani, professore ordinario del Dipartimento di Biologia presso l’Università di Padova. A rischio non c’è solo la libertà di quello che mettiamo a tavola ma anche il nostro portafoglio.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Caso Benetton, un marchio in crisi che è specchio del made in Italy. Ecco perché la comunicazione può ribaltare la situazione</title>
      <description>Chi ricorda le pubblicità storiche di Benetton, il marchio famoso per i suoi maglioni colorati? Davanti all’obbiettivo finivano preti e suore, soldati e semplici ragazzi da tutto il mondo. Chi non le ricorda fa bene a cercarle negli archivi perché sono state talmente forti e provocatorie da mantenere vivo il ricordo del marchio nella mente dei consumatori italiani. Anche fino a oggi, dopo circa 30 anni, come ci dimostrano le ricerche di Brand Finance, raccontate dal suo managing director Italia Massimo Pizzo. Indagini capaci di analizzare la forza concorrenziale di un marchio, a livello globale, calcolando l’efficacia delle sue attività marketing, delle strategie d’immagine e comunicazione e, soprattutto, di come tutti questi fattori si traducono in termini economici di business. Che cosa succederà adesso al marchio della famiglia veneta, finito tristemente alla ribalta della cronaca nel 2018 per il crollo del Ponte Morandi? Gli indizi si trovano nella storia recente del made in Italy, alle prese con delicati passaggi generazionali e diversificazioni delle attività, strizzando l’occhio alla finanza.
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      <pubDate>Mon, 10 Jun 2024 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Chi ricorda le pubblicità storiche di Benetton, il marchio famoso per i suoi maglioni colorati? Davanti all’obbiettivo finivano preti e suore, soldati e semplici ragazzi da tutto il mondo. Chi non le ricorda fa bene a cercarle negli archivi perché sono state talmente forti e provocatorie da mantenere vivo il ricordo del marchio nella mente dei consumatori italiani. Anche fino a oggi, dopo circa 30 anni, come ci dimostrano le ricerche di Brand Finance, raccontate dal suo managing director Italia Massimo Pizzo. Indagini capaci di analizzare la forza concorrenziale di un marchio, a livello globale, calcolando l’efficacia delle sue attività marketing, delle strategie d’immagine e comunicazione e, soprattutto, di come tutti questi fattori si traducono in termini economici di business. Che cosa succederà adesso al marchio della famiglia veneta, finito tristemente alla ribalta della cronaca nel 2018 per il crollo del Ponte Morandi? Gli indizi si trovano nella storia recente del made in Italy, alle prese con delicati passaggi generazionali e diversificazioni delle attività, strizzando l’occhio alla finanza.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Italiani più vecchi e pochi giovani? Così la crisi demografica influenza lo sviluppo economico tricolore</title>
      <description>Quanti bambini nasceranno quest’anno in Italia? Quanto sono anziani gli italiani in media? E soprattutto una popolazione che invecchia progressivamente ma diventa, in parallelo, più longeva quali conseguenza ha sulla crescita economica e il benessere di tutti gli italiani? Ne parliamo con il rettore dell’Università Bocconi Francesco Billari, professore ordinario di demografia dell’ateneo milanese. Ci sono aspetti intuitivi dell’invecchiamento della popolazione (chi pagherà le pensioni future?) ma emergono anche intrecci nascosti pensando, per esempio, ai giovani che tardano a entrare nel mondo del lavoro e, così facendo, contribuiscono meno all’innovazione tecnologica del Sistema Paese e alla nascita di startup. C’è poi da considerare l’aspetto della formazione: vanno rafforzate e aggiornate le competenze degli studenti, ma il problema è che il 38% degli uomini e il 33% delle donne non hanno nemmeno un diploma di scuola superiore. Il rettore Billari dà la sua visione e propone anche delle soluzioni. Spaziando da una riforma contro-intuitiva della scuola fino a una gestione dei flussi migratori e dell’accoglienza basata sui numeri. La sorpresa? È che servono più persone, provenienti ancora dall’estero, per compensare il calo della popolazione italiana.
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      <pubDate>Mon, 03 Jun 2024 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Quanti bambini nasceranno quest’anno in Italia? Quanto sono anziani gli italiani in media? E soprattutto una popolazione che invecchia progressivamente ma diventa, in parallelo, più longeva quali conseguenza ha sulla crescita economica e il benessere di tutti gli italiani? Ne parliamo con il rettore dell’Università Bocconi Francesco Billari, professore ordinario di demografia dell’ateneo milanese. Ci sono aspetti intuitivi dell’invecchiamento della popolazione (chi pagherà le pensioni future?) ma emergono anche intrecci nascosti pensando, per esempio, ai giovani che tardano a entrare nel mondo del lavoro e, così facendo, contribuiscono meno all’innovazione tecnologica del Sistema Paese e alla nascita di startup. C’è poi da considerare l’aspetto della formazione: vanno rafforzate e aggiornate le competenze degli studenti, ma il problema è che il 38% degli uomini e il 33% delle donne non hanno nemmeno un diploma di scuola superiore. Il rettore Billari dà la sua visione e propone anche delle soluzioni. Spaziando da una riforma contro-intuitiva della scuola fino a una gestione dei flussi migratori e dell’accoglienza basata sui numeri. La sorpresa? È che servono più persone, provenienti ancora dall’estero, per compensare il calo della popolazione italiana.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Non solo estetica, lo sport diventa occasione di benessere mentale e auto-conoscenza</title>
      <description>Dalla polsologia indiana all’app che studia il Dna, quali sono i nuovi trend?
Praticare attività fisica è tra i buoni propositi di ogni nuovo anno, ma spesso non si avvera: un 33,7% degli italiani non fa infatti nessun sport e gli italiani, in generale, sono tra i più pigri d’Europa. A scuola poi non ci sono molte ore dedicate. Eppure, nella nuova puntata del podcast Il Marketing Oggi, Valentina Fioramonti della fiera Rimini Wellness 2024 spiega come cambia la sensibilità tricolore verso lo sport: “è attenzione alla cura del proprio fisico ma anche al proprio equilibrio mentale e, sempre di più, spunto di conoscenza del proprio corpo. Il trend è quello della specializzazione”. Intesa come fare attività sportiva per ragioni precise, per una maggiore coordinazione o per motivi cardiaci tra gli altri. Stop quindi a vergogna o timore di mostrarsi nelle palestre con fisici imperfetti e invece sì all’apertura di corsi e spazi per anziani, donne, bambini e diversamente abili. La parola d’ordine è inclusione.
Ma le famiglie possono affrontare anche l’onere economico di andare in palestra? La spesa pro capite tende ad aumentare (anche per colpa dell’inflazione) ma ormai il mercato offre varie formule abbordabili mentre, per chi non ha problemi di portafoglio, non mancano i servizi più sofisticati.
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      <pubDate>Mon, 27 May 2024 22:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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      <itunes:summary>Dalla polsologia indiana all’app che studia il Dna, quali sono i nuovi trend?
Praticare attività fisica è tra i buoni propositi di ogni nuovo anno, ma spesso non si avvera: un 33,7% degli italiani non fa infatti nessun sport e gli italiani, in generale, sono tra i più pigri d’Europa. A scuola poi non ci sono molte ore dedicate. Eppure, nella nuova puntata del podcast Il Marketing Oggi, Valentina Fioramonti della fiera Rimini Wellness 2024 spiega come cambia la sensibilità tricolore verso lo sport: “è attenzione alla cura del proprio fisico ma anche al proprio equilibrio mentale e, sempre di più, spunto di conoscenza del proprio corpo. Il trend è quello della specializzazione”. Intesa come fare attività sportiva per ragioni precise, per una maggiore coordinazione o per motivi cardiaci tra gli altri. Stop quindi a vergogna o timore di mostrarsi nelle palestre con fisici imperfetti e invece sì all’apertura di corsi e spazi per anziani, donne, bambini e diversamente abili. La parola d’ordine è inclusione.
Ma le famiglie possono affrontare anche l’onere economico di andare in palestra? La spesa pro capite tende ad aumentare (anche per colpa dell’inflazione) ma ormai il mercato offre varie formule abbordabili mentre, per chi non ha problemi di portafoglio, non mancano i servizi più sofisticati.
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        <![CDATA[<p>Dalla polsologia indiana all’app che studia il Dna, quali sono i nuovi trend?</p><p>Praticare attività fisica è tra i buoni propositi di ogni nuovo anno, ma spesso non si avvera: un 33,7% degli italiani non fa infatti nessun sport e gli italiani, in generale, sono tra i più pigri d’Europa. A scuola poi non ci sono molte ore dedicate. Eppure, nella nuova puntata del podcast Il Marketing Oggi, Valentina Fioramonti della fiera Rimini Wellness 2024 spiega come cambia la sensibilità tricolore verso lo sport: “è attenzione alla cura del proprio fisico ma anche al proprio equilibrio mentale e, sempre di più, spunto di conoscenza del proprio corpo. Il trend è quello della specializzazione”. Intesa come fare attività sportiva per ragioni precise, per una maggiore coordinazione o per motivi cardiaci tra gli altri. Stop quindi a vergogna o timore di mostrarsi nelle palestre con fisici imperfetti e invece sì all’apertura di corsi e spazi per anziani, donne, bambini e diversamente abili. La parola d’ordine è inclusione.</p><p>Ma le famiglie possono affrontare anche l’onere economico di andare in palestra? La spesa pro capite tende ad aumentare (anche per colpa dell’inflazione) ma ormai il mercato offre varie formule abbordabili mentre, per chi non ha problemi di portafoglio, non mancano i servizi più sofisticati.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Consumi, che cosa vogliono i giovani? Le aziende scoprono l’Intelligenza Collettiva (ma non c’entra l’Intelligenza Artificiale)</title>
      <description>Aziende e insegne della distribuzione moderna si rimboccano le maniche in vista dei prossimi mesi: i consumi sono attesi piatti a fine anno, secondo le stime di NielsenIQ. In parallelo, la società italiana si polarizza sempre di più tra famiglie a basso reddito con figli a un estremo e, al capo opposto, coppie più mature, benestanti, con i figli che sono già usciti di casa. Esigenze molto diverse tra loro, molto verticali. Però, il mercato del largo consumo vuole provare a rianimare le vendite nei supermercati e, così, deve impegnarsi organizzativamente a soddisfare tutte queste differenti richieste. Da qui nasce il nuovo concetto di Intelligenza Collettiva, che è l’insieme dei sentimenti, dei valori e delle esigenze di tutte le generazioni. Sì, di tutte le generazioni perché, oltre a Gen Z e Millennials, ci sono anche la Gen X e i Boomers da accontentare. Ma i consumatori sono davvero così diversi tra loro? Forse, non tanto. Infatti, emerge anche un altro nuovo termine del marketing: Dispersione Omologativa, per cui ognuno ha le sue pretese ma poi, nella pratica, finisce per assomigliare agli altri. Finiamo per prendere decisioni di acquisto spesso simili. E il perché si capisce meglio ascoltando la spiegazione di TikTok. Esiste, però, un punto d’incontro tra queste diversità e a ricordarcelo è Sabino Cassese, noto giurista, giudice emerito della Corte Costituzionale e soprattutto memoria storica e civile dell’Italia.  
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      <pubDate>Mon, 20 May 2024 22:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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      <itunes:summary>Aziende e insegne della distribuzione moderna si rimboccano le maniche in vista dei prossimi mesi: i consumi sono attesi piatti a fine anno, secondo le stime di NielsenIQ. In parallelo, la società italiana si polarizza sempre di più tra famiglie a basso reddito con figli a un estremo e, al capo opposto, coppie più mature, benestanti, con i figli che sono già usciti di casa. Esigenze molto diverse tra loro, molto verticali. Però, il mercato del largo consumo vuole provare a rianimare le vendite nei supermercati e, così, deve impegnarsi organizzativamente a soddisfare tutte queste differenti richieste. Da qui nasce il nuovo concetto di Intelligenza Collettiva, che è l’insieme dei sentimenti, dei valori e delle esigenze di tutte le generazioni. Sì, di tutte le generazioni perché, oltre a Gen Z e Millennials, ci sono anche la Gen X e i Boomers da accontentare. Ma i consumatori sono davvero così diversi tra loro? Forse, non tanto. Infatti, emerge anche un altro nuovo termine del marketing: Dispersione Omologativa, per cui ognuno ha le sue pretese ma poi, nella pratica, finisce per assomigliare agli altri. Finiamo per prendere decisioni di acquisto spesso simili. E il perché si capisce meglio ascoltando la spiegazione di TikTok. Esiste, però, un punto d’incontro tra queste diversità e a ricordarcelo è Sabino Cassese, noto giurista, giudice emerito della Corte Costituzionale e soprattutto memoria storica e civile dell’Italia.  
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    <item>
      <title>Al supermercato che consumatore sei? Più attento al risparmio o aperto a qualche lusso? Le sfide delle aziende, secondo le anticipazioni Linkontro - NielsenIQ</title>
      <description>Grandi capi d’azienda, comunicatori ed esperti di economia si riuniscono a maggio a Cagliari per il più importante summit del Largo consumo. In tutto oltre 600 manager coinvolti da NielsenIQ, società internazionale specializzata nei comportamenti d’acquisto che organizza l’evento annuale Linkontro. È qui che marchi e insegne della distribuzione studiano il mercato e impostano le loro strategie commerciali. Tradotto: decidono quello che compreremo, dove lo compreremo e a che prezzo. Ma non è tutto oro quello che luccica, secondo i due esperti di NielsenIQ Samantha Rovatti e Romolo De Camillis. L’inflazione si fa ancora sentire, le promozioni non convincono più e, nel primo quadrimestre, i consumi sono stabili a valore ma calano a volumi. Ecco, allora, la mappa dei negozi più apprezzati dagli italiani e quelli che, invece, devono ripensarsi. Un esempio su tutti: i piccoli negozi di quartiere presi d’assalto durante il Covid, ancora oggi amati ma adesso un po’ trascurati. Il motivo? Non riescono ancora a intercettare i nuovi bisogni degli italiani, che vogliono risparmiare ma vogliono concedersi qualche lusso particolare.
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      <pubDate>Mon, 13 May 2024 22:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Grandi capi d’azienda, comunicatori ed esperti di economia si riuniscono a maggio a Cagliari per il più importante summit del Largo consumo. In tutto oltre 600 manager coinvolti da NielsenIQ, società internazionale specializzata nei comportamenti d’acquisto che organizza l’evento annuale Linkontro. È qui che marchi e insegne della distribuzione studiano il mercato e impostano le loro strategie commerciali. Tradotto: decidono quello che compreremo, dove lo compreremo e a che prezzo. Ma non è tutto oro quello che luccica, secondo i due esperti di NielsenIQ Samantha Rovatti e Romolo De Camillis. L’inflazione si fa ancora sentire, le promozioni non convincono più e, nel primo quadrimestre, i consumi sono stabili a valore ma calano a volumi. Ecco, allora, la mappa dei negozi più apprezzati dagli italiani e quelli che, invece, devono ripensarsi. Un esempio su tutti: i piccoli negozi di quartiere presi d’assalto durante il Covid, ancora oggi amati ma adesso un po’ trascurati. Il motivo? Non riescono ancora a intercettare i nuovi bisogni degli italiani, che vogliono risparmiare ma vogliono concedersi qualche lusso particolare.
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        <![CDATA[<p>Grandi capi d’azienda, comunicatori ed esperti di economia si riuniscono a maggio a Cagliari per il più importante summit del Largo consumo. In tutto oltre 600 manager coinvolti da NielsenIQ, società internazionale specializzata nei comportamenti d’acquisto che organizza l’evento annuale Linkontro. È qui che marchi e insegne della distribuzione studiano il mercato e impostano le loro strategie commerciali. Tradotto: decidono quello che compreremo, dove lo compreremo e a che prezzo. Ma non è tutto oro quello che luccica, secondo i due esperti di NielsenIQ Samantha Rovatti e Romolo De Camillis. L’inflazione si fa ancora sentire, le promozioni non convincono più e, nel primo quadrimestre, i consumi sono stabili a valore ma calano a volumi. Ecco, allora, la mappa dei negozi più apprezzati dagli italiani e quelli che, invece, devono ripensarsi. Un esempio su tutti: i piccoli negozi di quartiere presi d’assalto durante il Covid, ancora oggi amati ma adesso un po’ trascurati. Il motivo? Non riescono ancora a intercettare i nuovi bisogni degli italiani, che vogliono risparmiare ma vogliono concedersi qualche lusso particolare.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Brand, la concorrenza è senza esclusioni di colpi. Il consumatore è gassoso ma i marchi non sono da meno</title>
      <description>Dopo molte teorie sul consumatore moderno che è infedele ai marchi e si muove indistintamente tra diversi formati di vendita, dal negozio fisico all’e-commerce, dallo store specializzato al supermercato, anche le marche sembrano aver imparato la lezione e, anzi, la fanno propria. Si parte così per un viaggio attraverso brand che vogliono diventare insegne della distribuzione, insegne che iniziano a muoversi sul mercato come brand e ancora aziende che arrivano dall’Asia alla conquista dei consumi occidentali nelle strade delle grandi città europee. Ci sono poi negozi che sfidano la leadership di supermercati e ipermercati. Si tratta dei drugstore. Chi sono? E che ruolo hanno le macellerie in tutto questo? Le risposte nella nuova puntata del podcast Il Marketing Oggi, che si lancia in un breve excursus tra le più recenti strategie di marche e insegne per andare a caccia di nuovi clienti. Strategie che è bene tenga a mente lo stesso consumatore.

Contributi video presenti nella puntata:

https://www.youtube.com/watch?v=fqj78-mNItE

https://www.dailymotion.com/video/x8wy88w

https://video.milanofinanza.it/video/retail-connection-le-nuove-frontiere-del-retail-7C5eHouaKHN7


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      <pubDate>Mon, 29 Apr 2024 22:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Dopo molte teorie sul consumatore moderno che è infedele ai marchi e si muove indistintamente tra diversi formati di vendita, dal negozio fisico all’e-commerce, dallo store specializzato al supermercato, anche le marche sembrano aver imparato la lezione e, anzi, la fanno propria. Si parte così per un viaggio attraverso brand che vogliono diventare insegne della distribuzione, insegne che iniziano a muoversi sul mercato come brand e ancora aziende che arrivano dall’Asia alla conquista dei consumi occidentali nelle strade delle grandi città europee. Ci sono poi negozi che sfidano la leadership di supermercati e ipermercati. Si tratta dei drugstore. Chi sono? E che ruolo hanno le macellerie in tutto questo? Le risposte nella nuova puntata del podcast Il Marketing Oggi, che si lancia in un breve excursus tra le più recenti strategie di marche e insegne per andare a caccia di nuovi clienti. Strategie che è bene tenga a mente lo stesso consumatore.

Contributi video presenti nella puntata:

https://www.youtube.com/watch?v=fqj78-mNItE

https://www.dailymotion.com/video/x8wy88w

https://video.milanofinanza.it/video/retail-connection-le-nuove-frontiere-del-retail-7C5eHouaKHN7


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        <![CDATA[<p>Dopo molte teorie sul consumatore moderno che è infedele ai marchi e si muove indistintamente tra diversi formati di vendita, dal negozio fisico all’e-commerce, dallo store specializzato al supermercato, anche le marche sembrano aver imparato la lezione e, anzi, la fanno propria. Si parte così per un viaggio attraverso brand che vogliono diventare insegne della distribuzione, insegne che iniziano a muoversi sul mercato come brand e ancora aziende che arrivano dall’Asia alla conquista dei consumi occidentali nelle strade delle grandi città europee. Ci sono poi negozi che sfidano la leadership di supermercati e ipermercati. Si tratta dei drugstore. Chi sono? E che ruolo hanno le macellerie in tutto questo? Le risposte nella nuova puntata del podcast Il Marketing Oggi, che si lancia in un breve excursus tra le più recenti strategie di marche e insegne per andare a caccia di nuovi clienti. Strategie che è bene tenga a mente lo stesso consumatore.</p><p><br></p><p>Contributi video presenti nella puntata:</p><ul>
<li>https://www.youtube.com/watch?v=fqj78-mNItE</li>
<li>https://www.dailymotion.com/video/x8wy88w</li>
<li>https://video.milanofinanza.it/video/retail-connection-le-nuove-frontiere-del-retail-7C5eHouaKHN7</li>
</ul><p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Sanità, arriva l’Intelligenza Artificiale ma a quale costo? I rischi della nuova tecnologia</title>
      <description>La Sanità pubblica è il primo settore dove emergono chiaramente gli importanti benefici dell’Intelligenza Artificiale ma dove, altrettanto, se ne colgono i rischi. Non tanto sulla diretta cura dei pazienti, perché alcune precauzioni sono già allo studio, ma soprattutto perché la nuova tecnologia comporta delle spese d’implementazione nei Servizi sanitari nazionali (Ssn) che possono mettere in sofferenza i budget pubblici, quelli rivolti a strutture e servizi ospedalieri. Ne parliamo all’interno di questa nuova puntata de Il Marketing Oggi con Francesca Colombo, responsabile della divisione Health dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). “Nella sanità, in genere, l'implementazione del progresso tecnologico è stato più un fattore di crescita dei costi che non di loro riduzione”, afferma la Dott.ssa Colombo. E allora è tempo per i governi di focalizzare la spesa sanitaria e dare una chiara direzione a questi investimenti. Il motivo? Specie in Italia, i budget per la Sanità pubblica sono sempre più risicati e, dalle guerre al cambiamento climatico, nuove emergenze possono mettere alla prova il Servizio sanitario nazionale.
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      <pubDate>Mon, 22 Apr 2024 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>La Sanità pubblica è il primo settore dove emergono chiaramente gli importanti benefici dell’Intelligenza Artificiale ma dove, altrettanto, se ne colgono i rischi. Non tanto sulla diretta cura dei pazienti, perché alcune precauzioni sono già allo studio, ma soprattutto perché la nuova tecnologia comporta delle spese d’implementazione nei Servizi sanitari nazionali (Ssn) che possono mettere in sofferenza i budget pubblici, quelli rivolti a strutture e servizi ospedalieri. Ne parliamo all’interno di questa nuova puntata de Il Marketing Oggi con Francesca Colombo, responsabile della divisione Health dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). “Nella sanità, in genere, l'implementazione del progresso tecnologico è stato più un fattore di crescita dei costi che non di loro riduzione”, afferma la Dott.ssa Colombo. E allora è tempo per i governi di focalizzare la spesa sanitaria e dare una chiara direzione a questi investimenti. Il motivo? Specie in Italia, i budget per la Sanità pubblica sono sempre più risicati e, dalle guerre al cambiamento climatico, nuove emergenze possono mettere alla prova il Servizio sanitario nazionale.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Contenuti audio, tutti i podcast che non ti aspetti, dal comedy ai sistemi di aerazione. Il business? C’è ma ancora non si vede. E infatti Google insiste</title>
      <description>Sempre più persone ascoltano podcast. Ma li conoscono davvero? Sanno quanto è ampia la loro offerta di contenuti e quale business c’è o, meglio, ci sarà dietro? Dall’Italia agli Usa, passando per il resto d’Europa, Mirko Lagonegro, esperto del settore e portavoce dell’Obe (Osservatorio branded entertainment) podcast committee, spiega il nuovo mondo dei contenuti audio: dai podcast di successo che parlano di sistemi di aerazione fino alle prossime mosse di Google, che scommette sull’evoluzione video di questo mezzo di comunicazione.
 Per chi vuole iniziare coi primi ascolti e per chi ha già il suo palinsesto privato, Lagonegro, che ha fondato anche una società specializzata in prodotti digitali audio, dopo un passato speso in radio, dà i suoi consigli sui podcast più interessanti. In Italia e all’estero, per chi vuole migliorare l’inglese. Ma soprattutto offre a chi pensa di non aver tempo per l’ascolto una valida motivazione, supportata da indagini di mercato, per ritagliarsi un momento solo per sé. Magari steso sul divano di casa.
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      <pubDate>Mon, 15 Apr 2024 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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      <itunes:summary>Sempre più persone ascoltano podcast. Ma li conoscono davvero? Sanno quanto è ampia la loro offerta di contenuti e quale business c’è o, meglio, ci sarà dietro? Dall’Italia agli Usa, passando per il resto d’Europa, Mirko Lagonegro, esperto del settore e portavoce dell’Obe (Osservatorio branded entertainment) podcast committee, spiega il nuovo mondo dei contenuti audio: dai podcast di successo che parlano di sistemi di aerazione fino alle prossime mosse di Google, che scommette sull’evoluzione video di questo mezzo di comunicazione.
 Per chi vuole iniziare coi primi ascolti e per chi ha già il suo palinsesto privato, Lagonegro, che ha fondato anche una società specializzata in prodotti digitali audio, dopo un passato speso in radio, dà i suoi consigli sui podcast più interessanti. In Italia e all’estero, per chi vuole migliorare l’inglese. Ma soprattutto offre a chi pensa di non aver tempo per l’ascolto una valida motivazione, supportata da indagini di mercato, per ritagliarsi un momento solo per sé. Magari steso sul divano di casa.
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        <![CDATA[<p>Sempre più persone ascoltano podcast. Ma li conoscono davvero? Sanno quanto è ampia la loro offerta di contenuti e quale business c’è o, meglio, ci sarà dietro? Dall’Italia agli Usa, passando per il resto d’Europa, Mirko Lagonegro, esperto del settore e portavoce dell’Obe (Osservatorio branded entertainment) podcast committee, spiega il nuovo mondo dei contenuti audio: dai podcast di successo che parlano di sistemi di aerazione fino alle prossime mosse di Google, che scommette sull’evoluzione video di questo mezzo di comunicazione.</p><p> Per chi vuole iniziare coi primi ascolti e per chi ha già il suo palinsesto privato, Lagonegro, che ha fondato anche una società specializzata in prodotti digitali audio, dopo un passato speso in radio, dà i suoi consigli sui podcast più interessanti. In Italia e all’estero, per chi vuole migliorare l’inglese. Ma soprattutto offre a chi pensa di non aver tempo per l’ascolto una valida motivazione, supportata da indagini di mercato, per ritagliarsi un momento solo per sé. Magari steso sul divano di casa.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Le assicurazioni potranno prevedere il futuro grazie all’Intelligenza Artificiale. Ma occorre ispirarsi alle tate giapponesi</title>
      <description>Le assicurazioni si preparano a prevedere il futuro. Almeno nel lungo periodo, anche se già adesso l’intelligenza artificiale permette di fare previsioni in scenari in costante mutamento o in contesti del tutto nuovi. Il risultato è che oggi ci si può assicurare per tutto, sia in situazioni del tutto nuove (nella mobilità urbana con l’arrivo dei monopattini, per esempio) sia in quelle in evoluzione (come il meteo). «L’IA riesce a essere efficace con pochi dati a disposizione ma anche veloce e capace di aggiornarsi in tempo reale”, spiega Simone Ranucci Brandimarte, presidente e fondatore di Italian insurtech association (Iia), nonché co-fondatore e presidente di Yolo group. Semmai, quello che manca ancora in Italia è una cultura assicurativa: “in Giappone si tutelano persino le tate quando vanno a prendere i bambini a scuola. I prezzi non sono un problema”, rilancia Ranucci Brandimarte, che spiega il perché nella nuova puntata del podcast. Ma gli ambiti di applicazione delle nuove tecnologie contro rischi e pericoli sono innumerevoli anche in Italia, dalla salute alla musica fino al calcetto.
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      <pubDate>Mon, 08 Apr 2024 22:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Le assicurazioni si preparano a prevedere il futuro. Almeno nel lungo periodo, anche se già adesso l’intelligenza artificiale permette di fare previsioni in scenari in costante mutamento o in contesti del tutto nuovi. Il risultato è che oggi ci si può assicurare per tutto, sia in situazioni del tutto nuove (nella mobilità urbana con l’arrivo dei monopattini, per esempio) sia in quelle in evoluzione (come il meteo). «L’IA riesce a essere efficace con pochi dati a disposizione ma anche veloce e capace di aggiornarsi in tempo reale”, spiega Simone Ranucci Brandimarte, presidente e fondatore di Italian insurtech association (Iia), nonché co-fondatore e presidente di Yolo group. Semmai, quello che manca ancora in Italia è una cultura assicurativa: “in Giappone si tutelano persino le tate quando vanno a prendere i bambini a scuola. I prezzi non sono un problema”, rilancia Ranucci Brandimarte, che spiega il perché nella nuova puntata del podcast. Ma gli ambiti di applicazione delle nuove tecnologie contro rischi e pericoli sono innumerevoli anche in Italia, dalla salute alla musica fino al calcetto.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Consumi eco, come diventare più responsabili rimanendo felici</title>
      <description>È tutta questione di equilibrio. Non servono grandi stravolgimenti per adottare uno stile più responsabile verso l’ambiente e la società. Ma sicuramente occorre un impegno a modificare, con piccoli gesti, le abitudini quotidiane. Non basta solo spegnere le luci di casa, quando una stanza rimane vuota, ma è meglio anche chiudere il rubinetto mentre ci si insapona le mani. Gesti semplici. Quanti lo fanno?
 “Ci sono anche comportamenti virtuosi, che andrebbero adottati e riguardano la sfera dell’igiene personale oppure la cura della casa, ma si tratta di condotte che incontrano ancora una ritrosia sociale”, interviene Chiara Righi, anima storica di Fa’ la cosa giusta! e tra i principali organizzatori della ventennale fiera dedicata ai consumi critici, dalla moda responsabile al cibo a km 0.
 Intanto, mentre nei supermercati crescono tra gli altri i prodotti vegani anche per non vegani e mentre nei negozi di abbigliamento e accessori aumentano le aree riservate ad aggiustare e rigenerare vecchi prodotti, i consumi critici allargano i loro confini adattandosi ai tempi. Si finisce così a parlare di server e di tutta l’energia utilizzata a colpi di singoli clic.
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      <pubDate>Mon, 01 Apr 2024 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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      <itunes:summary>È tutta questione di equilibrio. Non servono grandi stravolgimenti per adottare uno stile più responsabile verso l’ambiente e la società. Ma sicuramente occorre un impegno a modificare, con piccoli gesti, le abitudini quotidiane. Non basta solo spegnere le luci di casa, quando una stanza rimane vuota, ma è meglio anche chiudere il rubinetto mentre ci si insapona le mani. Gesti semplici. Quanti lo fanno?
 “Ci sono anche comportamenti virtuosi, che andrebbero adottati e riguardano la sfera dell’igiene personale oppure la cura della casa, ma si tratta di condotte che incontrano ancora una ritrosia sociale”, interviene Chiara Righi, anima storica di Fa’ la cosa giusta! e tra i principali organizzatori della ventennale fiera dedicata ai consumi critici, dalla moda responsabile al cibo a km 0.
 Intanto, mentre nei supermercati crescono tra gli altri i prodotti vegani anche per non vegani e mentre nei negozi di abbigliamento e accessori aumentano le aree riservate ad aggiustare e rigenerare vecchi prodotti, i consumi critici allargano i loro confini adattandosi ai tempi. Si finisce così a parlare di server e di tutta l’energia utilizzata a colpi di singoli clic.
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        <![CDATA[<p>È tutta questione di equilibrio. Non servono grandi stravolgimenti per adottare uno stile più responsabile verso l’ambiente e la società. Ma sicuramente occorre un impegno a modificare, con piccoli gesti, le abitudini quotidiane. Non basta solo spegnere le luci di casa, quando una stanza rimane vuota, ma è meglio anche chiudere il rubinetto mentre ci si insapona le mani. Gesti semplici. Quanti lo fanno?</p><p> “Ci sono anche comportamenti virtuosi, che andrebbero adottati e riguardano la sfera dell’igiene personale oppure la cura della casa, ma si tratta di condotte che incontrano ancora una ritrosia sociale”, interviene Chiara Righi, anima storica di Fa’ la cosa giusta! e tra i principali organizzatori della ventennale fiera dedicata ai consumi critici, dalla moda responsabile al cibo a km 0.</p><p> Intanto, mentre nei supermercati crescono tra gli altri i prodotti vegani anche per non vegani e mentre nei negozi di abbigliamento e accessori aumentano le aree riservate ad aggiustare e rigenerare vecchi prodotti, i consumi critici allargano i loro confini adattandosi ai tempi. Si finisce così a parlare di server e di tutta l’energia utilizzata a colpi di singoli clic.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Pagamenti digitali, le app aiutano a risparmiare ogni giorno, imparando la finanza senza studiare</title>
      <description>“Mi viene da sbadigliare, ogni volta che sento parlare di educazione finanziaria. Penso a noiose lezioni in classe. Quello che facciamo in Satispay, invece, è permettere ai nostri utenti di creare salvadanai digitali. Così, ogni volta che comprano qualcosa, possono per esempio destinare in una riserva ad hoc il resto teorico, come se avessero pagate con monete fisiche. Alla fine, i nostri consumatori sono sorpresi e ci dicono: “wow, non ho mai pensato di poter risparmiare e adesso ho messo da parte 200 euro”, spiega Alberto Dalmasso, cofondatore e ceo di Satispay, che ha già pronta la risposta alla domanda successiva dei suoi utenti: cosa potrei fare col denaro risparmiato? Nella nuova puntata de Il Marketing Oggi, Dalmasso spiega la strategia dell’app di pagamenti digitali, tra investimenti finanziari e previdenza complementare. Con un piccolo appunto anche all’Europa e all’Italia: “la Ue e gli Stati membri devono mantenere un’attenzione costante sull'innovazione. La concorrenza di Stati Uniti e Cina aumenta. Servono grandi campioni Ue per competere e, in particolare, per creare in Europa i posti di lavoro del domani.
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      <pubDate>Tue, 26 Mar 2024 00:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>“Mi viene da sbadigliare, ogni volta che sento parlare di educazione finanziaria. Penso a noiose lezioni in classe. Quello che facciamo in Satispay, invece, è permettere ai nostri utenti di creare salvadanai digitali. Così, ogni volta che comprano qualcosa, possono per esempio destinare in una riserva ad hoc il resto teorico, come se avessero pagate con monete fisiche. Alla fine, i nostri consumatori sono sorpresi e ci dicono: “wow, non ho mai pensato di poter risparmiare e adesso ho messo da parte 200 euro”, spiega Alberto Dalmasso, cofondatore e ceo di Satispay, che ha già pronta la risposta alla domanda successiva dei suoi utenti: cosa potrei fare col denaro risparmiato? Nella nuova puntata de Il Marketing Oggi, Dalmasso spiega la strategia dell’app di pagamenti digitali, tra investimenti finanziari e previdenza complementare. Con un piccolo appunto anche all’Europa e all’Italia: “la Ue e gli Stati membri devono mantenere un’attenzione costante sull'innovazione. La concorrenza di Stati Uniti e Cina aumenta. Servono grandi campioni Ue per competere e, in particolare, per creare in Europa i posti di lavoro del domani.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>C'è vita oltre l'Intelligenza Artificiale. I consigli del Milano Marketing Festival per non credere ai falsi miti del digitale</title>
      <description>Stanchi di sentirsi raccontare un futuro solo in digitale, tra realtà virtuale e avatar? Dubbiosi sull’impegno sociale delle aziende? O poco entusiasti a immaginare un futuro dominato dall’intelligenza artificiale? In questa puntata Domenico Ioppolo, direttore scientifico del Milano Marketing Festival, ribalta domande e risposte per capire quali sono, oggi, le reali sfide per imprese e soprattutto consumatori. Dopo il boom del digitale, infatti, “le aziende tornano alla riscoperta del fisico, inteso come negozio in mattoni e anche come prodotto da tastare, prendere in mano allungando il braccio su uno scaffale”, sottolinea Ioppolo. “In aggiunta, ci stiamo rendendo sempre più conto che non viviamo di soli prodotti ma anche e soprattutto di narrazioni. Queste ultime, non a caso, detteranno le tendenze che influenzeranno il marketing dei prossimi mesi”, avverte Ioppolo.
Ma allora i nuovi temi di attualità sono tutte bolle, destinate a scoppiare? Non lo è sicuramente il digitale, anche se c’è un ritorno alla dimensione fisica dei marchi, risponde Ioppolo, e altrettanto non lo sarà l’intelligenza artificiale. Anche se va affrontata senza eccessi o impostazioni a priori.

👉🏻 qui per iscriverti al Milano Marketing Festival: https://www.classagora.it/eventi/milano-marketing-festival-2024
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      <pubDate>Tue, 19 Mar 2024 00:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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Ma allora i nuovi temi di attualità sono tutte bolle, destinate a scoppiare? Non lo è sicuramente il digitale, anche se c’è un ritorno alla dimensione fisica dei marchi, risponde Ioppolo, e altrettanto non lo sarà l’intelligenza artificiale. Anche se va affrontata senza eccessi o impostazioni a priori.

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        <![CDATA[<p>Stanchi di sentirsi raccontare un futuro solo in digitale, tra realtà virtuale e avatar? Dubbiosi sull’impegno sociale delle aziende? O poco entusiasti a immaginare un futuro dominato dall’intelligenza artificiale? In questa puntata Domenico Ioppolo, direttore scientifico del Milano Marketing Festival, ribalta domande e risposte per capire quali sono, oggi, le reali sfide per imprese e soprattutto consumatori. Dopo il boom del digitale, infatti, “le aziende tornano alla riscoperta del fisico, inteso come negozio in mattoni e anche come prodotto da tastare, prendere in mano allungando il braccio su uno scaffale”, sottolinea Ioppolo. “In aggiunta, ci stiamo rendendo sempre più conto che non viviamo di soli prodotti ma anche e soprattutto di narrazioni. Queste ultime, non a caso, detteranno le tendenze che influenzeranno il marketing dei prossimi mesi”, avverte Ioppolo.</p><p>Ma allora i nuovi temi di attualità sono tutte bolle, destinate a scoppiare? Non lo è sicuramente il digitale, anche se c’è un ritorno alla dimensione fisica dei marchi, risponde Ioppolo, e altrettanto non lo sarà l’intelligenza artificiale. Anche se va affrontata senza eccessi o impostazioni a priori.</p><p class="ql-align-center"><br></p><p>👉🏻 qui per iscriverti al Milano Marketing Festival: <a href="https://www.classagora.it/eventi/milano-marketing-festival-2024">https://www.classagora.it/eventi/milano-marketing-festival-2024</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Assicurazioni, i nuovi servizi dell’IA per i cittadini. Dall’automobile alla salute e all’ambiente</title>
      <description>Scatola nera sì o no, sull’auto? Vale la pena assicurare la casa? E se poi arriva un nubifragio o anche solo la grandine? Le domande sui possibili pericoli che corriamo ogni giorno sono tante ma restano pochi gli italiani che si proteggono dai rischi, specialmente quelli nuovi, legati all’ambiente. Nella nuova puntata dedicata all’Intelligenza Artificiale Alberto Federici, direttore marketing di UnipolSai Assicurazioni, spiega perché conviene a ognuno tutelarsi e come la tecnologia aiuterà le assicurazioni a proporre nuovi servizi, su misura, in tanti ambiti della nostra giornata. Non solo alla guida dell’automobile ma anche quando un cliente ha problemi di salute e deve prenotare un appuntamento dal medico.
 Più servizi e molto personalizzati: gli italiani sono pronti? Ad aiutarli, comunque, ci sarà un assistente virtuale per navigare in una materia tecnica, ampia e di difficile comprensione, afferma Federici, che parteciperà al Milano Marketing Festival 2024.
﻿👉🏻 qui per iscriverti al Milano Marketing Festival: https://www.classagora.it/eventi/milano-marketing-festival-2024
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      <pubDate>Tue, 12 Mar 2024 00:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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 Più servizi e molto personalizzati: gli italiani sono pronti? Ad aiutarli, comunque, ci sarà un assistente virtuale per navigare in una materia tecnica, ampia e di difficile comprensione, afferma Federici, che parteciperà al Milano Marketing Festival 2024.
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        <![CDATA[<p>Scatola nera sì o no, sull’auto? Vale la pena assicurare la casa? E se poi arriva un nubifragio o anche solo la grandine? Le domande sui possibili pericoli che corriamo ogni giorno sono tante ma restano pochi gli italiani che si proteggono dai rischi, specialmente quelli nuovi, legati all’ambiente. Nella nuova puntata dedicata all’Intelligenza Artificiale Alberto Federici, direttore marketing di UnipolSai Assicurazioni, spiega perché conviene a ognuno tutelarsi e come la tecnologia aiuterà le assicurazioni a proporre nuovi servizi, su misura, in tanti ambiti della nostra giornata. Non solo alla guida dell’automobile ma anche quando un cliente ha problemi di salute e deve prenotare un appuntamento dal medico.</p><p> Più servizi e molto personalizzati: gli italiani sono pronti? Ad aiutarli, comunque, ci sarà un assistente virtuale per navigare in una materia tecnica, ampia e di difficile comprensione, afferma Federici, che parteciperà al Milano Marketing Festival 2024.</p><p>﻿👉🏻 qui per iscriverti al Milano Marketing Festival: <a href="https://www.classagora.it/eventi/milano-marketing-festival-2024">https://www.classagora.it/eventi/milano-marketing-festival-2024</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>La nuova geografia del marketing, per familiarizzare con l’Intelligenza Artificiale e riconoscere le altre novità senza dimenticare i fondamentali</title>
      <description>Intelligenza artificiale e accelerazione sul digitale, ma per chi? Sapranno tutte le aziende e tutti i consumatori approcciare la nuova tecnologia? Importanza dei dati ma il consumatore chiede ai brand, ancora e sempre di più, valori qualitativi, trasparenza e autenticità. Dove sta la verità? Forse in una trama di fili rossi che non è spesso come appare. Anche perché continuano a rimanere validi i fondamentali del marketing, quelli insegnati dal guru Philip Kotler (le famose 4 P). Per comprendere come il marketing non sia solo comunicazione o prodotto e per non perdersi tra le varie tendenze emergenti, ecco il vademecum di Simonetta Pattuglia, docente di marketing e direttrice del Master in economics, media and communication management all’Università di Roma Tor Vergata.
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      <pubDate>Tue, 05 Mar 2024 00:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Intelligenza artificiale e accelerazione sul digitale, ma per chi? Sapranno tutte le aziende e tutti i consumatori approcciare la nuova tecnologia? Importanza dei dati ma il consumatore chiede ai brand, ancora e sempre di più, valori qualitativi, trasparenza e autenticità. Dove sta la verità? Forse in una trama di fili rossi che non è spesso come appare. Anche perché continuano a rimanere validi i fondamentali del marketing, quelli insegnati dal guru Philip Kotler (le famose 4 P). Per comprendere come il marketing non sia solo comunicazione o prodotto e per non perdersi tra le varie tendenze emergenti, ecco il vademecum di Simonetta Pattuglia, docente di marketing e direttrice del Master in economics, media and communication management all’Università di Roma Tor Vergata.</p><p>﻿👉🏻 qui per iscriverti al Milano Marketing Festival: <a href="https://www.classagora.it/eventi/milano-marketing-festival-2024">https://www.classagora.it/eventi/milano-marketing-festival-2024</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Libri, dagli scaffali al comodino. Come cambiano le librerie inseguendo mode e generi letterari</title>
      <description>Come scegliamo un libro? Dalla copertina? Non solo. Qual è la nostra libreria preferita? Quella con più libri? Non tanto.
Per tutti coloro che si definiscono appassionati di letteratura e amano passare un pomeriggio sfogliando libri, ecco un viaggio dietro le quinte dei templi a loro dedicati: le librerie. Per capire come vengono ideati i percorsi tra gli scaffali, per scoprire come fanno a soddisfare i desideri di lettura di tutti e persino come scelgono i materiali del loro arredamento in modo da ricreare un luogo sereno e accogliente, prima di scegliere il prossimo volume da tenere sul comodino. Ad accompagnarci lungo questo viaggio c’è Carmine Perna, a.d. di Mondadori Retail, che svela i dietro le quinte di uno dei negozi più amati dagli italiani, destreggiandosi tra TikTok e passaparola, fantasy e romance, novità e titoli già pubblicati ma tornati d’attualità.

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      <pubDate>Mon, 26 Feb 2024 23:01:00 -0000</pubDate>
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Per tutti coloro che si definiscono appassionati di letteratura e amano passare un pomeriggio sfogliando libri, ecco un viaggio dietro le quinte dei templi a loro dedicati: le librerie. Per capire come vengono ideati i percorsi tra gli scaffali, per scoprire come fanno a soddisfare i desideri di lettura di tutti e persino come scelgono i materiali del loro arredamento in modo da ricreare un luogo sereno e accogliente, prima di scegliere il prossimo volume da tenere sul comodino. Ad accompagnarci lungo questo viaggio c’è Carmine Perna, a.d. di Mondadori Retail, che svela i dietro le quinte di uno dei negozi più amati dagli italiani, destreggiandosi tra TikTok e passaparola, fantasy e romance, novità e titoli già pubblicati ma tornati d’attualità.

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        <![CDATA[<p>Come scegliamo un libro? Dalla copertina? Non solo. Qual è la nostra libreria preferita? Quella con più libri? Non tanto.</p><p>Per tutti coloro che si definiscono appassionati di letteratura e amano passare un pomeriggio sfogliando libri, ecco un viaggio dietro le quinte dei templi a loro dedicati: le librerie. Per capire come vengono ideati i percorsi tra gli scaffali, per scoprire come fanno a soddisfare i desideri di lettura di tutti e persino come scelgono i materiali del loro arredamento in modo da ricreare un luogo sereno e accogliente, prima di scegliere il prossimo volume da tenere sul comodino. Ad accompagnarci lungo questo viaggio c’è Carmine Perna, a.d. di Mondadori Retail, che svela i dietro le quinte di uno dei negozi più amati dagli italiani, destreggiandosi tra TikTok e passaparola, fantasy e romance, novità e titoli già pubblicati ma tornati d’attualità.</p><p><br></p><p>👉🏻 qui per iscriverti al Milano Marketing Festival: <a href="https://www.classagora.it/eventi/milano-marketing-festival-2024">https://www.classagora.it/eventi/milano-marketing-festival-2024</a></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Influencer, è finita la bolla. È tempo di nuovi vip sui social: gli editor</title>
      <description>Scandalo influencer, nuove regole più stringenti ma poco sembra essere cambiato nella comunicazione digitale sui social. Secondo un’indagine della Commissione Ue, a oggi il 97% degli influencer pubblica messaggi commerciali ma l’80% non indica che si tratta di contenuti sponsorizzati. Allora non cambierà nulla? Il pubblico rischierà ancora di cadere in iniziative poco trasparenti? Forse, no. Un aiuto insperato arriva dagli algoritmi e anche le aziende hanno un po’ di cose da migliorare... L’opinione di Daniele Cobianchi, ceo di McCann Worldgroup Italy, tra le principali e storiche agenzie di pubblicità
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      <pubDate>Tue, 20 Feb 2024 00:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Scandalo influencer, nuove regole più stringenti ma poco sembra essere cambiato nella comunicazione digitale sui social. Secondo un’indagine della Commissione Ue, a oggi il 97% degli influencer pubblica messaggi commerciali ma l’80% non indica che si tratta di contenuti sponsorizzati. Allora non cambierà nulla? Il pubblico rischierà ancora di cadere in iniziative poco trasparenti? Forse, no. Un aiuto insperato arriva dagli algoritmi e anche le aziende hanno un po’ di cose da migliorare... L’opinione di Daniele Cobianchi, ceo di McCann Worldgroup Italy, tra le principali e storiche agenzie di pubblicità</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Il Grande Fratello nelle nostre case? Entra con le nuove tecnologie. Ecco come difendere (facilmente) la privacy</title>
      <description>Il Grande Fratello esiste e ci guarda. Solo che non è un’entità astratta ma una delle conseguenze delle nuove tecnologie. Soprattutto nelle case con elettrodomestici smart e nelle automobili intelligenti. Senza dimenticare le app di chi va in palestra o eventuali dispositivi medici o ancora quelli indossabili (i cosiddetti wearable). A rischio ci sono i nostri dati personali più intimi ma anche le abitudini di consumo e gli stili di vita, fino alla propria appartenenza politica o religiosa. Come proteggere, allora, i nostri dati personali e le nostre abitudini quotidiane da occhi indiscreti? In poche e semplici mosse, secondo il docente di tutela della privacy Antonio Ciccia Messina. Un aiuto è offerto anche dalle leggi più recenti ma il consumatore deve diventare più attento e consapevole. E impegnarsi di più a leggere le informative dei singoli prodotti. Il motivo? Perché le nuove tecnologie ci ascoltano e ci seguono anche quando non li usiamo.
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      <pubDate>Mon, 12 Feb 2024 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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      <title>Prezzi della spesa, quanto sono giustificati e quanto no? Ecco cosa dicono le aziende produttrici</title>
      <description>Prezzo o qualità? Marca del supermercato o brand industriali? I rincari dei prodotti nei supermercati sono ingiustificati o hanno motivazioni nascoste che spingono i prezzi al rialzo? Di base non sembra c’entrare solo l’inflazione. Sta di fatto che supermercati e aziende produttrici aumentano il livello della concorrenza tra di loro e si sfidano sempre di più a colpi di comunicazione. Tra sconti, promozioni, prezzi sempre bassi e ancora qualità, innovazione, ricerca e sviluppo. Insomma, si riscaldano i toni della Guerra Fredda nella filiera del largo consumo. In mezzo resta il consumatore, anche se a decidere il destino del suo portafoglio c’entrano anche i produttori in Africa e Asia, le navi mercantili del Mar Rosso e la scarsità di olio… A spiegare tutte le ragioni del caro carrello della spesa, interviene Vittorio Cino, direttore generale di Centromarca, l'associazione italiana dell'industria di marca che comprende oltre 200 imprese. Dopo il punto di vista di chi distribuisce i prodotti nei supermercati, raccontato da Marco Pedroni, presidente di Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori) ed ex presidente storico di Coop Italia, ecco la fotografia del settore di chi produce i singoli prodotti.
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      <pubDate>Mon, 05 Feb 2024 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Scandalo Ferragni-Balocco, ecco cosa ne pensano i diretti interessati: le organizzazioni non profit</title>
      <description>Si allarga lo scandalo nato dall’operazione Chiara Ferragni-Balocco e nuove aziende si dissociano dall’influencer. Ne parlano giornali, aziende ed esperti di comunicazione. Ma cosa ne pensano i diretti interessati, le organizzazioni non governative (ong) che lavorano tutti i giorni nel mondo della cooperazione e della solidarietà? Hanno subito dei contraccolpi? Per esempio, hanno registrato un calo della fiducia dei donatori? Ascoltate il parere di Save the Children Italia ed Emergency, due realtà consolidate e attive nella Penisola rispettivamente da 25 e 30 anni, su cosa fare e cosa assolutamente non fare quando si portano avanti progetti di raccolta fondi o di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. E forse, per una volta, sono le aziende profit e gli influencer che possono imparare qualcosa dal Terzo Settore. Lo scandalo Ferragni-Balocco non ha impattato sulle raccolte fondi delle realtà più strutturate e attente alla comunicazione ma ha spinto «i donatori a chiedere più informazioni», spiega Simonetta Gola, responsabile comunicazione di Emergency. Resta vero poi che «questi scandali portano discredito su tutto il settore», aggiunge Giancarla Pancione, responsabile marketing e fundraising di Save the Children Italia. Le soluzioni? Ci sono e sono regole fondamentali da seguire...
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      <pubDate>Mon, 29 Jan 2024 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Pubblica amministrazione alla svolta trasparenza, velocità e sicurezza. E’ ora di un marketing della p.a. </title>
      <description>Avatar che spiegano come pagare l’Imu o come rinnovare la carta d’identità, la collaborazione PagoPA e Visa per facilitare i pagamenti in un’ottica digitale o ancora la sperimentazione dell’Inps nell’Intelligenza Artificiale per ottimizzare internamente i tempi di espletamento delle pratiche: quello che s’intravede all’orizzonte sembra finalmente una svolta dettata dalle nuove tecnologie anche per la pubblica amministrazione e il fisco italiano. Obiettivo: un sistema più veloce, sicuro e trasparente. Ce la farà la p.a.? È arrivato finalmente il tempo di un marketing del fisco?
A rispondere a queste domande ci prova Giuliano Mandolesi, dottore commercialista, interpellato da «Il Marketing Oggi», il podcast di ItaliaOggi disponibile ogni martedì con una nuova puntata. Nella selva intricata della Manovra 2024, tra rimodulazione dell’Irpef e bonus fiscali, una comunicazione più chiara e magari qualche campagna pubblicitaria social possono incentivare i cittadini a spendere meglio, se fossero più sicuri dei loro vantaggi fiscali. Materia troppo tecnica? Il precedente sanitario del Covid ha sdoganato questo timore, chiosa Mandolesi. 
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      <pubDate>Mon, 22 Jan 2024 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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A rispondere a queste domande ci prova Giuliano Mandolesi, dottore commercialista, interpellato da «Il Marketing Oggi», il podcast di ItaliaOggi disponibile ogni martedì con una nuova puntata. Nella selva intricata della Manovra 2024, tra rimodulazione dell’Irpef e bonus fiscali, una comunicazione più chiara e magari qualche campagna pubblicitaria social possono incentivare i cittadini a spendere meglio, se fossero più sicuri dei loro vantaggi fiscali. Materia troppo tecnica? Il precedente sanitario del Covid ha sdoganato questo timore, chiosa Mandolesi. 
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        <![CDATA[<p>Avatar che spiegano come pagare l’Imu o come rinnovare la carta d’identità, la collaborazione PagoPA e Visa per facilitare i pagamenti in un’ottica digitale o ancora la sperimentazione dell’Inps nell’Intelligenza Artificiale per ottimizzare internamente i tempi di espletamento delle pratiche: quello che s’intravede all’orizzonte sembra finalmente una svolta dettata dalle nuove tecnologie anche per la pubblica amministrazione e il fisco italiano. Obiettivo: un sistema più veloce, sicuro e trasparente. Ce la farà la p.a.? È arrivato finalmente il tempo di un marketing del fisco?</p><p>A rispondere a queste domande ci prova <strong>Giuliano Mandolesi</strong>, dottore commercialista, interpellato da «Il Marketing Oggi», il podcast di <em>ItaliaOggi </em>disponibile ogni martedì con una nuova puntata. Nella selva intricata della Manovra 2024, tra rimodulazione dell’Irpef e bonus fiscali, una comunicazione più chiara e magari qualche campagna pubblicitaria social possono incentivare i cittadini a spendere meglio, se fossero più sicuri dei loro vantaggi fiscali. Materia troppo tecnica? Il precedente sanitario del Covid ha sdoganato questo timore, chiosa Mandolesi. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Supermercati e prezzi della spesa, la “Sfida all’Ok Corral” della grande distribuzione </title>
      <description>Chi decide i prezzi dei supermercati? La grande distribuzione o i produttori industriali? Quanto ha pesato l’inflazione l’anno scorso? Il Marketing Oggi solleva il sipario su come si formano i listini e su tutto quello che non può vedere dietro le quinte il consumatore, carrello alla mano lungo gli scaffali dei supermercati. In attesa di capire come gli italiani spenderanno i budget familiari nel 2024, ma con qualche sorpresa già in vista, ecco quali sono le previsioni del nuovo Rapporto Coop e cosa potrebbero fare per le famiglie grande distribuzione e industria. Parola del presidente di Ancc-Coop Marco Pedroni. 
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      <pubDate>Mon, 15 Jan 2024 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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      <title>Il lusso è morto, viva il nuovo lusso: ecco cosa fanno le griffe per piacere a tutti, anche ai clienti meno facoltosi </title>
      <description>È forse il settore più conosciuto e chiacchierato al mondo e anche il più carico di stereotipi. Oggi, però, il lusso continua a cambiare pelle e riesce a essere trasversale, piacendo sia ai teenager sia ai loro nonni. C’è chi compra un abito griffato per esprimere al meglio sé stesso al primo colloquio di lavoro, chi sceglie una crema da viso e altri accessori beauty perché risaltano le sue caratteristiche fisiche, dal colore della pelle ai capelli più o meno ricci. C’è, poi, chi acquista una borsa Chanel, usata, come puro investimento. Il settore del lusso o, meglio, del nuovo lusso, si sveste dei concetti di aspirazionalità ed esclusività e indossa quelli più intimi di espressione della personalità e inclusione. Senza dimenticare l’ambiente e una nuova creatività. Perché? È una scelta obbligata oppure un’apertura al mondo senza precedenti? Del resto, ormai, il lusso non è più solo appannaggio degli europei. In rapida scalata ci sono anche marchi arabi e asiatici. Arriveranno a conquistare pure il cliente italiano? Tra trasformazioni viscerali e scenari futuri, ecco cosa tenere a mente secondo Claudia D’Arpizio, senior partner di Bain and Company, che si occupa del settore da 30 anni, sia come osservatrice sia come analista del comparto. 
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      <pubDate>Mon, 08 Jan 2024 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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    <item>
      <title>Le tendenze del marketing, ecco cosa non ci porteremo dietro nel 2024</title>
      <description>A dicembre ogni azienda pensa a quali saranno le tendenze del marketing da cavalcare l’anno successivo. Il marketing si alimenta da sempre di trend, che è un po’ come indossare un vestito nuovo per attirare più consumatori. Eppure oggi alle soglie del 2024, con la «tiktokizzazione» della comunicazione, ossia con la sua evoluzione in stile TikTok, le mode del settore rischiano di essere sempre più effimere e difficili da coltivare per manager e agenzie del marketing digitale.
Quindi, prima di passare all’anno nuovo, «Il Marketing Oggi», il podcast di ItaliaOggi, ha fatto un passo indietro nel tempo per capire quali sono i trend vissuti nel 2023 che non è detto il consumatore si porterà dietro nel 2024. Compagno di viaggio: Gianluca Diegoli, docente a contratto di digital marketing allo Iulm di Milano. Tra i trend che forse resteranno indietro c’è la celebrazione dello smart working, modalità di lavoro da remoto che ha fatto riscoprire e reinventare la casa come nido sicuro, fino a quando però non è tornata la piena libertà di movimento. Adesso, infatti, i consumi fuori casa continuano a crescere.
Oltre al Metaverso, resta il dubbio se sarà traghettato nel 2024 anche il concetto di iper-segmentazione dei consumatori, dai prodotti per single (comodi ma meno economici e soprattutto poco green) fino a quelli in formato maxi per famiglie. E, infine, la prossimità esisterà ancora? O in ogni territorio le insegne del commercio confluiranno in un’unica forma omnicanale ibrida?
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      <pubDate>Mon, 11 Dec 2023 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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Quindi, prima di passare all’anno nuovo, «Il Marketing Oggi», il podcast di ItaliaOggi, ha fatto un passo indietro nel tempo per capire quali sono i trend vissuti nel 2023 che non è detto il consumatore si porterà dietro nel 2024. Compagno di viaggio: Gianluca Diegoli, docente a contratto di digital marketing allo Iulm di Milano. Tra i trend che forse resteranno indietro c’è la celebrazione dello smart working, modalità di lavoro da remoto che ha fatto riscoprire e reinventare la casa come nido sicuro, fino a quando però non è tornata la piena libertà di movimento. Adesso, infatti, i consumi fuori casa continuano a crescere.
Oltre al Metaverso, resta il dubbio se sarà traghettato nel 2024 anche il concetto di iper-segmentazione dei consumatori, dai prodotti per single (comodi ma meno economici e soprattutto poco green) fino a quelli in formato maxi per famiglie. E, infine, la prossimità esisterà ancora? O in ogni territorio le insegne del commercio confluiranno in un’unica forma omnicanale ibrida?
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        <![CDATA[<p>A dicembre ogni azienda pensa a quali saranno le tendenze del marketing da cavalcare l’anno successivo. Il marketing si alimenta da sempre di trend, che è un po’ come indossare un vestito nuovo per attirare più consumatori. Eppure oggi alle soglie del 2024, con la «tiktokizzazione» della comunicazione, ossia con la sua evoluzione in stile TikTok, le mode del settore rischiano di essere sempre più effimere e difficili da coltivare per manager e agenzie del marketing digitale.</p><p>Quindi, prima di passare all’anno nuovo, «Il Marketing Oggi», il podcast di <em>ItaliaOggi</em>, ha fatto un passo indietro nel tempo per capire quali sono i trend vissuti nel 2023 che non è detto il consumatore si porterà dietro nel 2024. Compagno di viaggio: Gianluca Diegoli, docente a contratto di digital marketing allo Iulm di Milano. Tra i trend che forse resteranno indietro c’è la celebrazione dello smart working, modalità di lavoro da remoto che ha fatto riscoprire e reinventare la casa come nido sicuro, fino a quando però non è tornata la piena libertà di movimento. Adesso, infatti, i consumi fuori casa continuano a crescere.</p><p>Oltre al Metaverso, resta il dubbio se sarà traghettato nel 2024 anche il concetto di iper-segmentazione dei consumatori, dai prodotti per single (comodi ma meno economici e soprattutto poco green) fino a quelli in formato maxi per famiglie. E, infine, la prossimità esisterà ancora? O in ogni territorio le insegne del commercio confluiranno in un’unica forma omnicanale ibrida?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>A Natale brilla il lusso soft dell’artigianato di qualità</title>
      <description>Con il Black Friday e il Cyber Monday si è aperta ufficialmente la corsa ai regali natalizi. Un’indagine di mercato ha rivelato che il 59% degli italiani non aspetterà la tredicesima per effettuare l’acquisto dei doni e intende approfittare subito di promozioni e sconti, ovviamente on-line. Il desiderio però è quello di trovare dei regali che piacciano a chi li riceve, ma possano soddisfare anche chi li fa e che soprattutto tengano in equilibrio esclusività e convenienza. Possibilmente un oggetto di qualità ma che vada oltre il valore dell’oggetto stesso, come nel caso di prodotti e manifatture di tradizione. Regali che siano rispettosi dell’ambiente durante la loro fase di produzione ma che possano anche supportare economicamente l’artigianato locale prettamente Made in Italy. Ma come e dove trovare questi oggetti? Il MarketingOggi, il podcast di ItaliaOggi ha chiesto un aiuto a Alberto Cavalli, direttore generale della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, un’istituzione no profit che ha l’obiettivo di promuovere l’artigianato italiano di qualità. Una qualità che non è sinonimo di lusso estremo, ma che spesso si rivela accessibile anche per il consumatore medio. Nel podcast Il Marketing Oggi di questa settimana tanti consigli, dritte e indirizzi curiosi per soddisfare la voglia di novità e qualità degli ascoltatori.
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      <pubDate>Mon, 04 Dec 2023 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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    <item>
      <title>Mercato libero dell’energia, test sulla fedeltà degli italiani ai loro fornitori</title>
      <description>A gennaio finisce l’era del mercato tutelato del gas e inizia quella del mercato libero. Ad aprile succederà la stessa cosa per l’energia elettrica. Poche famiglie, però, si sono attivate per scegliere a quale operatore affidarsi in futuro. Eppure il timore principale è di rimanere, nel passaggio, senza luce e gas. Come mai? Che cosa li trattiene? Pigrizia o fedeltà agli attuali fornitori? Nemmeno la possibilità di cambiare fornitore, e risparmiare, spinge a formalizzare una scelta. 
È vero che il mercato dell’energia ha un funzionamento complesso, che non facilita una rapida presa di decisione, ma è altrettanto vero che gli italiani sono un popolo di clienti che non tradisce facilmente i suoi marchi di riferimento.
In questa puntata esploriamo il grado di fedeltà dei consumatori tricolore, compresi alcuni passi falsi che le aziende devono assolutamente evitare. Specialmente in settori come quello alimentare, che ha lanciato nel tempo numerosi programmi per trattenere a sé più clienti possibili, grazie a iniziative come le raccolte punti. Ma sono iniziative che piacciono ancora? I cataloghi coi premi hanno maggior presa della possibilità di convertire i punti in buoni spesa?
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      <pubDate>Mon, 27 Nov 2023 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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È vero che il mercato dell’energia ha un funzionamento complesso, che non facilita una rapida presa di decisione, ma è altrettanto vero che gli italiani sono un popolo di clienti che non tradisce facilmente i suoi marchi di riferimento.
In questa puntata esploriamo il grado di fedeltà dei consumatori tricolore, compresi alcuni passi falsi che le aziende devono assolutamente evitare. Specialmente in settori come quello alimentare, che ha lanciato nel tempo numerosi programmi per trattenere a sé più clienti possibili, grazie a iniziative come le raccolte punti. Ma sono iniziative che piacciono ancora? I cataloghi coi premi hanno maggior presa della possibilità di convertire i punti in buoni spesa?
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      <title>Neuromarketing, tutti i messaggi subliminali che le aziende inviano ai consumatori  </title>
      <description>Non serve la macchina della verità, non serve studiare Freud ma siamo più disposti a comprare un vino costoso, se c’è musica classica come sottofondo al supermercato. Allo stesso modo ci ricordiamo subito di dover acquistare detersivi, se percepiamo tra gli scaffali un profumo di limone. E, spesso, un prodotto ci convince della sua naturalezza più col colore della confezione che con le informazioni riportate in etichetta. Tutti acquisti irrazionali ma non nel senso di decisioni inconsapevoli. Anzi, sono i risultati degli stimoli sensoriali predisposti dalle aziende per attivare le diverse aree del nostro cervello, da quella della felicità a quella dove nasce la voglia di mangiarsi una busta di patatine. Chiamatelo, se volete, neuromarketing. Ne parliamo in questa puntata con Vincenzo Russo, professore di psicologia dei consumi e neuromarketing all’Università Iulm. 
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      <pubDate>Mon, 20 Nov 2023 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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      <itunes:summary>Non serve la macchina della verità, non serve studiare Freud ma siamo più disposti a comprare un vino costoso, se c’è musica classica come sottofondo al supermercato. Allo stesso modo ci ricordiamo subito di dover acquistare detersivi, se percepiamo tra gli scaffali un profumo di limone. E, spesso, un prodotto ci convince della sua naturalezza più col colore della confezione che con le informazioni riportate in etichetta. Tutti acquisti irrazionali ma non nel senso di decisioni inconsapevoli. Anzi, sono i risultati degli stimoli sensoriali predisposti dalle aziende per attivare le diverse aree del nostro cervello, da quella della felicità a quella dove nasce la voglia di mangiarsi una busta di patatine. Chiamatelo, se volete, neuromarketing. Ne parliamo in questa puntata con Vincenzo Russo, professore di psicologia dei consumi e neuromarketing all’Università Iulm. 
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        <![CDATA[<p>Non serve la macchina della verità, non serve studiare Freud ma siamo più disposti a comprare un vino costoso, se c’è musica classica come sottofondo al supermercato. Allo stesso modo ci ricordiamo subito di dover acquistare detersivi, se percepiamo tra gli scaffali un profumo di limone. E, spesso, un prodotto ci convince della sua naturalezza più col colore della confezione che con le informazioni riportate in etichetta. Tutti acquisti irrazionali ma non nel senso di decisioni inconsapevoli. Anzi, sono i risultati degli stimoli sensoriali predisposti dalle aziende per attivare le diverse aree del nostro cervello, da quella della felicità a quella dove nasce la voglia di mangiarsi una busta di patatine. Chiamatelo, se volete, neuromarketing. Ne parliamo in questa puntata con Vincenzo Russo, professore di psicologia dei consumi e neuromarketing all’Università Iulm. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Il grande ritorno dei treni notturni in Italia e all’estero, tra tranquillità, sostenibilità e comfort</title>
      <description> Meno frenesia e più voglia di viaggiare. Lentamente, assaporando ogni paesaggio. Gli italiani (ma non solo) riscoprono piccole e grandi destinazioni vicine ma la vera novità è come lo fanno: in treno. Per motivi ambientali, per risparmiare e soprattutto per calarsi subito in un’atmosfera più intima. Esistono tantissimi tipi di treni, da quelli turistici a quelli notturni, che ti portano fino al Polo Nord. Abbiamo chiesto quali sono i suoi ricordi e consigli di viaggio a Giovanni Arena, creator digitale, e come cambierà il settore a Luigi Cantamessa, d.g. della Fondazione FS Italiane. 
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      <pubDate>Mon, 13 Nov 2023 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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        <![CDATA[<p> Meno frenesia e più voglia di viaggiare. Lentamente, assaporando ogni paesaggio. Gli italiani (ma non solo) riscoprono piccole e grandi destinazioni vicine ma la vera novità è come lo fanno: in treno. Per motivi ambientali, per risparmiare e soprattutto per calarsi subito in un’atmosfera più intima. Esistono tantissimi tipi di treni, da quelli turistici a quelli notturni, che ti portano fino al Polo Nord. Abbiamo chiesto quali sono i suoi ricordi e consigli di viaggio a Giovanni Arena, creator digitale, e come cambierà il settore a Luigi Cantamessa, d.g. della Fondazione FS Italiane. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Il Marketing dello scaffale, tra prodotti meteore e nuovi astri nascenti</title>
      <description>Abbondanza, varietà e... disorientamento. In un supermercato, lo sguardo non sa se posarsi su confezioni, etichette o scaffali pieni di prodotti. All’apparenza simili ma con talmente tante piccole varianti che finiscono per confondere un po’ i consumatori. Ma cosa spinge marchi e distributori a continuare a moltiplicare le referenze? Ne parliamo con Romolo De Camillis, responsabile area Retail di NielsenIQ, e Marco Cuppini, responsabile Ufficio studi di Gs1.
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      <pubDate>Tue, 07 Nov 2023 00:00:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Abbondanza, varietà e... disorientamento. In un supermercato, lo sguardo non sa se posarsi su confezioni, etichette o scaffali pieni di prodotti. All’apparenza simili ma con talmente tante piccole varianti che finiscono per confondere un po’ i consumatori. Ma cosa spinge marchi e distributori a continuare a moltiplicare le referenze? Ne parliamo con Romolo De Camillis, responsabile area Retail di NielsenIQ, e Marco Cuppini, responsabile Ufficio studi di Gs1.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Biscotti rotti e il nostro senso per il cibo esteticamente perfetto</title>
      <description>Il Giappone è una terra affascinante, sospeso tra modernità e tradizione. Il Paese del Sol Levante è una delle mete preferite dai viaggiatori italiani ed europei. Pensando al Giappone, vengono in mente i manga e il sushi. Tutti simboli di divertimento e appagamento che nascono, però, dal senso di perfezione e applicazione al dovere del popolo asiatico. Ogni libro, cibo e più in generale tutti i prodotti devono essere perfetti agli occhi dei suoi consumatori. 
Eppure la famosissima azienda di biscotti Morinaga ha deciso di andare controcorrente e lanciare la sua prima linea di biscotti rotti, nata dagli scarti di produzione. Quasi uno scandalo in Giappone. Ma perché lo ha fatto? Cosa ci guadagna? E poi a quali clienti piaceranno dei biscotti rotti? In equilibrio tra marketing, economia e psicologia, la risposta (con qualche sorpresa) è nella prima puntata del podcast Il Marketing Oggi. 
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      <pubDate>Thu, 26 Oct 2023 13:37:06 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ItaliaOggi</itunes:author>
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Eppure la famosissima azienda di biscotti Morinaga ha deciso di andare controcorrente e lanciare la sua prima linea di biscotti rotti, nata dagli scarti di produzione. Quasi uno scandalo in Giappone. Ma perché lo ha fatto? Cosa ci guadagna? E poi a quali clienti piaceranno dei biscotti rotti? In equilibrio tra marketing, economia e psicologia, la risposta (con qualche sorpresa) è nella prima puntata del podcast Il Marketing Oggi. 
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