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    <title>Passioni e pressioni del lavoro creativo</title>
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    <language>en</language>
    <copyright>Universal Music Italia</copyright>
    <description>Per iniziare a parlare di salute mentale nel lavoro creativo, ci interessa prima conoscere ciò che lo caratterizza: la mente che crea e l’ambiente in cui lavora. Questa serie è un punto di partenza — un modo per entrare nei temi della mente creativa quando incontra i ritmi del lavoro, attraverso le parole di chi la creatività la vive ogni giorno.</description>
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    <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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      <![CDATA[<p><em><strong>Per iniziare a parlare di salute mentale nel lavoro creativo, ci interessa prima conoscere ciò che lo caratterizza: la mente che crea e l’ambiente in cui lavora. Questa serie è un punto di partenza — un modo per entrare nei temi della mente creativa quando incontra i ritmi del lavoro, attraverso le parole di chi la creatività la vive ogni giorno.</strong></em></p>]]>
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      <itunes:name>Resilience Room</itunes:name>
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    <itunes:category text="Society &amp; Culture">
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      <title>Il talento ha bisogno di condizioni per restare vivo</title>
      <description>Quando parliamo di creatività, parliamo di talento, passione, ma anche delle condizioni: tempo, continuità, risorse, riconoscimento, contesti che non consumino chi produce cultura. Perché la salute mentale di chi crea non è separata dalla sostenibilità economica, dalle scelte delle istituzioni, dai modelli di supporto e dal modo in cui un sistema decide di proteggere  o lasciare soli i suoi talenti. Una conversazione con Nur Al Habash* che apre una domanda semplice ma enorme: se chiediamo agli artisti di generare immaginario, bellezza e valore culturale, chi si occupa delle condizioni che rendono possibile tutto questo?

*Nur Al Habash è una giornalista e manager culturale italiana attiva nel music business. Ha diretto Rockit.it, fondato il progetto Italia Music Export per SIAE ed è stata direttrice artistica della Milan Music Week. </description>
      <pubDate>Thu, 28 May 2026 05:00:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>NUR EL HABASH</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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*Nur Al Habash è una giornalista e manager culturale italiana attiva nel music business. Ha diretto Rockit.it, fondato il progetto Italia Music Export per SIAE ed è stata direttrice artistica della Milan Music Week. </itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Quando parliamo di creatività, parliamo di talento, passione, ma anche delle condizioni: tempo, continuità, risorse, riconoscimento, contesti che non consumino chi produce cultura. Perché la salute mentale di chi crea non è separata dalla sostenibilità economica, dalle scelte delle istituzioni, dai modelli di supporto e dal modo in cui un sistema decide di proteggere  o lasciare soli i suoi talenti. Una conversazione con Nur Al Habash* che apre una domanda semplice ma enorme: se chiediamo agli artisti di generare immaginario, bellezza e valore culturale, chi si occupa delle condizioni che rendono possibile tutto questo?</p>
<p><br>*Nur Al Habash è una giornalista e manager culturale italiana attiva nel music business. Ha diretto <a href="https://www.rockit.it?utm_source=chatgpt.com">Rockit.it</a>, fondato il progetto Italia Music Export per <a href="https://www.siae.it?utm_source=chatgpt.com">SIAE</a> ed è stata direttrice artistica della Milan Music Week. 

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      <title>Dardust, oltre gli applausi </title>
      <description>In questo episodio di Resilience Room, Dardust racconta dall’interno cosa può sperimentare un artista quando vive picchi creativi, esposizione intensa e successo veloce.

Dopo un palco, un’uscita, un riconoscimento, un’accelerazione improvvisa, la mente non sempre rientra subito. Il corpo può essere ancora carico, il sistema nervoso ancora acceso, mentre dentro compare una sensazione di distanza, vuoto, sospensione.

Per un giovane artista questo può essere ancora più forte: tanta quota, poca aria, poco tempo per adattarsi. Il successo diventa un’esperienza potente, ma anche una pressione da attraversare senza mappe chiare.

Con Dardust parliamo proprio di questo: dei picchi, dei rientri, della necessità di recuperare. Perché un artista non si protegge solo aiutandolo a performare, ma creando le condizioni perché possa tornare a sé dopo l’intensità.

Il recupero non è una pausa accessoria.

È parte della sostenibilità del lavoro creativo.

È ciò che permette alla creatività di non bruciarsi, ma di continuare.



Resilience Room osserva le passioni e le pressioni del lavoro creativo per capire come proteggere la mente di chi crea.</description>
      <pubDate>Tue, 26 May 2026 19:04:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Dardust, oltre gli applausi </itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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      <itunes:summary>In questo episodio di Resilience Room, Dardust racconta dall’interno cosa può sperimentare un artista quando vive picchi creativi, esposizione intensa e successo veloce.

Dopo un palco, un’uscita, un riconoscimento, un’accelerazione improvvisa, la mente non sempre rientra subito. Il corpo può essere ancora carico, il sistema nervoso ancora acceso, mentre dentro compare una sensazione di distanza, vuoto, sospensione.

Per un giovane artista questo può essere ancora più forte: tanta quota, poca aria, poco tempo per adattarsi. Il successo diventa un’esperienza potente, ma anche una pressione da attraversare senza mappe chiare.

Con Dardust parliamo proprio di questo: dei picchi, dei rientri, della necessità di recuperare. Perché un artista non si protegge solo aiutandolo a performare, ma creando le condizioni perché possa tornare a sé dopo l’intensità.

Il recupero non è una pausa accessoria.

È parte della sostenibilità del lavoro creativo.

È ciò che permette alla creatività di non bruciarsi, ma di continuare.



Resilience Room osserva le passioni e le pressioni del lavoro creativo per capire come proteggere la mente di chi crea.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>In questo episodio di Resilience Room, Dardust racconta dall’interno cosa può sperimentare un artista quando vive picchi creativi, esposizione intensa e successo veloce.</p>
<p>Dopo un palco, un’uscita, un riconoscimento, un’accelerazione improvvisa, la mente non sempre rientra subito. Il corpo può essere ancora carico, il sistema nervoso ancora acceso, mentre dentro compare una sensazione di distanza, vuoto, sospensione.</p>
<p>Per un giovane artista questo può essere ancora più forte: tanta quota, poca aria, poco tempo per adattarsi. Il successo diventa un’esperienza potente, ma anche una pressione da attraversare senza mappe chiare.</p>
<p>Con Dardust parliamo proprio di questo: dei picchi, dei rientri, della necessità di recuperare. Perché un artista non si protegge solo aiutandolo a performare, ma creando le condizioni perché possa tornare a sé dopo l’intensità.</p>
<p>Il recupero non è una pausa accessoria.</p>
<p>È parte della sostenibilità del lavoro creativo.</p>
<p>È ciò che permette alla creatività di non bruciarsi, ma di continuare.</p>
<p><br></p>
<p>Resilience Room osserva le passioni e le pressioni del lavoro creativo per capire come proteggere la mente di chi crea.
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      <title>Creatori o Creativi?</title>
      <description>In questo episodio, Giampiero Di Carlo, fondatore, editore e amministratore delegato di Rockol, porta una lettura lucida sull’impatto dell'era AI sull’editoria e sulle industrie creative.Lo fa da una posizione particolare: da professionista innamorato del proprio mestiere, che vive tra due mondi — l’industria musicale e quella editoriale — e osserva da vicino come entrambe reagiscono ai cambiamenti.Il punto non è solo che oggi possiamo produrre più contenuti, più velocemente e con meno barriere. Il punto è cosa accade quando il contenuto diventa abbondante, replicabile, quasi infinito.Dentro l’abbondanza, spiega Giampiero, nasce una nuova scarsità: autenticità, originalità, connessione, fiducia.Da qui il cambiamento profondo: il valore non sta più solo nel produrre contenuti, ma anche nel creare relazioni, contesto e riconoscibilità umana.Un episodio per leggere le pressioni che l’abbondanza genera su chi lavora nella cultura, nella musica e nell’editoria: restare riconoscibili, restare autentici, restare davvero creativi.</description>
      <pubDate>Wed, 20 May 2026 05:20:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Creatori o Creativi?</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>In questo episodio, Giampiero Di Carlo, fondatore<strong>, editore e amministratore delegato </strong>di Rockol, porta una lettura lucida sull’impatto dell'era AI sull’editoria e sulle industrie creative.<br>Lo fa da una posizione particolare: da professionista innamorato del proprio mestiere, che vive tra due mondi — l’industria musicale e quella editoriale — e osserva da vicino come entrambe reagiscono ai cambiamenti.<br>Il punto non è solo che oggi possiamo produrre più contenuti, più velocemente e con meno barriere. Il punto è cosa accade quando il contenuto diventa abbondante, replicabile, quasi infinito.<br>Dentro l’abbondanza, spiega Giampiero, nasce una nuova scarsità: autenticità, originalità, connessione, fiducia.<br>Da qui il cambiamento profondo: il valore non sta più solo nel produrre contenuti, ma anche nel creare relazioni, contesto e riconoscibilità umana.<br>Un episodio per leggere le pressioni che l’abbondanza genera su chi lavora nella cultura, nella musica e nell’editoria: restare riconoscibili, restare autentici, restare davvero creativi.

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      <title>Fare musica per lavoro: tra amore, disciplina e scelta quotidiana</title>
      <description>In questo episodio Silvia Vavolo, cantautrice, talent scout e produttrice indipendente di @Oltresound_label, racconta il suo rapporto con la musica come un equilibrio costante tra amore e disciplina. Perché la creatività non è fatta solo di ispirazione: ci sono giorni in cui arriva naturale, e altri in cui resta solo la disciplina a farti andare avanti. Ed è proprio in questo alternarsi che si costruisce il percorso artistico. Dal conservatorio al violoncello, dalle ore passate a tirare l’arco, fino ai momenti di fatica e resistenza: esperienze che formano, mettono alla prova e preparano ad affrontare tutto il resto. Si va avanti per una spinta interna: ciò che si è e ciò che si vuole diventare.</description>
      <pubDate>Wed, 06 May 2026 05:38:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Fare musica per lavoro: tra amore, disciplina e scelta quotidiana</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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      <title>Quando l’artista diventa prodotto: la provocazione di Wad</title>
      <description>Wad è una voce libera, provocatoria e lucidissima del mondo urban e musicale. Uno che non addolcisce il discorso: lo porta dritto nel punto in cui creatività, numeri, identità e mercato iniziano a fare attrito. Ci racconta cosa accade quando un mestiere che nasce da passione, identità ed espressione viene progressivamente spinto dentro la logica dei numeri, dei social, della visibilità continua. L’artista rischia di non creare più solo per dire qualcosa, ma per restare performante, riconoscibile, competitivo e forse anche ricco. E lì il prezzo non è solo professionale. È umano. Perché quando ciò che sei, ciò che senti e ciò che produci iniziano a separarsi, può nascere una forma di sofferenza interiore: uno scollamento tra identità, desiderio e mercato.</description>
      <pubDate>Wed, 29 Apr 2026 05:37:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Quando l’artista diventa prodotto: la provocazione di Wad</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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      <itunes:summary>Wad è una voce libera, provocatoria e lucidissima del mondo urban e musicale. Uno che non addolcisce il discorso: lo porta dritto nel punto in cui creatività, numeri, identità e mercato iniziano a fare attrito. Ci racconta cosa accade quando un mestiere che nasce da passione, identità ed espressione viene progressivamente spinto dentro la logica dei numeri, dei social, della visibilità continua. L’artista rischia di non creare più solo per dire qualcosa, ma per restare performante, riconoscibile, competitivo e forse anche ricco. E lì il prezzo non è solo professionale. È umano. Perché quando ciò che sei, ciò che senti e ciò che produci iniziano a separarsi, può nascere una forma di sofferenza interiore: uno scollamento tra identità, desiderio e mercato.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Wad è una voce libera, provocatoria e lucidissima del mondo urban e musicale. Uno che non addolcisce il discorso: lo porta dritto nel punto in cui creatività, numeri, identità e mercato iniziano a fare attrito. Ci racconta cosa accade quando un mestiere che nasce da passione, identità ed espressione viene progressivamente spinto dentro la logica dei numeri, dei social, della visibilità continua. L’artista rischia di non creare più solo per dire qualcosa, ma per restare performante, riconoscibile, competitivo e forse anche ricco. E lì il prezzo non è solo professionale. È umano. Perché quando ciò che sei, ciò che senti e ciò che produci iniziano a separarsi, può nascere una forma di sofferenza interiore: uno scollamento tra identità, desiderio e mercato.</p>]]>
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    <item>
      <title>L’artista oltre il mito</title>
      <description>Con Marta Cagnola, voce autorevole del giornalismo musicale, Fouzia apre una conversazione importante su creatività, lavoro creativo e
salute mentale. Quando la passione coincide con l’identità, il lavoro può diventare totalizzante. Quando il riconoscimento arriva solo sul risultato, tutto ciò che precede, fatica, consumo, vulnerabilità, rischio di breakdown, resta fuori campo.
Questo episodio mette a tema proprio ciò che resta invisibile:
 lo stigma della fragilità, la necessità di proteggere meglio chi lavora nei
 mondi creativi, e l’urgenza di costruire più ricerca, più linguaggio e più
 coscienza su questi temi.</description>
      <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 05:30:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Marta Cagnola</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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Questo episodio mette a tema proprio ciò che resta invisibile:
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 mondi creativi, e l’urgenza di costruire più ricerca, più linguaggio e più
 coscienza su questi temi.</itunes:summary>
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salute mentale. Quando la passione coincide con l’identità, il lavoro può diventare totalizzante. Quando il riconoscimento arriva solo sul risultato, tutto ciò che precede, fatica, consumo, vulnerabilità, rischio di breakdown, resta fuori campo.
Questo episodio mette a tema proprio ciò che resta invisibile:
 lo stigma della fragilità, la necessità di proteggere meglio chi lavora nei
 mondi creativi, e l’urgenza di costruire più ricerca, più linguaggio e più
 coscienza su questi temi.
 
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      <title>Music Business un industria sì, ma produce emozioni!</title>
      <description>Con Enzo Mazza, CEO della Federazione Industria Musicale Italiana, emerge una lettura molto chiara del music business: l’industria discografica non è un’industria come le altre, perché lavora con emozioni, identità e sensibilità, non solo con progetti e risultati.

Per questo la pressione non è solo di mercato, ma anche profondamente emotiva e psicologica.

In un sistema sempre più veloce, esigente e competitivo, non basta guardare alla performance: bisogna guardare anche a ciò che la rende sostenibile.

Il punto è netto: oggi sostenere la musica significa anche creare le condizioni perché possa reggere la mente di chi la fa, tanto più in una fase in cui l’intelligenza artificiale sta mettendo sotto pressione la sostenibilità dell’intero sistema creativo.</description>
      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 05:10:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Music Business un industria sì, ma produce emozioni!</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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      <itunes:subtitle>Music Business un industria sì, ma produce emozioni!</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>Con Enzo Mazza, CEO della Federazione Industria Musicale Italiana, emerge una lettura molto chiara del music business: l’industria discografica non è un’industria come le altre, perché lavora con emozioni, identità e sensibilità, non solo con progetti e risultati.

Per questo la pressione non è solo di mercato, ma anche profondamente emotiva e psicologica.

In un sistema sempre più veloce, esigente e competitivo, non basta guardare alla performance: bisogna guardare anche a ciò che la rende sostenibile.

Il punto è netto: oggi sostenere la musica significa anche creare le condizioni perché possa reggere la mente di chi la fa, tanto più in una fase in cui l’intelligenza artificiale sta mettendo sotto pressione la sostenibilità dell’intero sistema creativo.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Con Enzo Mazza, CEO della Federazione Industria Musicale Italiana, emerge una lettura molto chiara del music business: l’industria discografica non è un’industria come le altre, perché lavora con emozioni, identità e sensibilità, non solo con progetti e risultati.</p>
<p>Per questo la pressione non è solo di mercato, ma anche profondamente emotiva e psicologica.</p>
<p>In un sistema sempre più veloce, esigente e competitivo, non basta guardare alla performance: bisogna guardare anche a ciò che la rende sostenibile.</p>
<p>Il punto è netto: oggi sostenere la musica significa anche creare le condizioni perché possa reggere la mente di chi la fa, tanto più in una fase in cui l’intelligenza artificiale sta mettendo sotto pressione la sostenibilità dell’intero sistema creativo.</p>
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</p>]]>
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      <title>Sempre visibili! Un nuovo standard del lavoro artistico?</title>
      <description>Ad aprire questa riflessione è il CEO di Universal Music Italia, Alessandro Massara, con uno sguardo lucido su una trasformazione ormai evidente: oggi l’esposizione non è più un effetto collaterale del lavoro artistico. Ne è
 parte integrante. Ma quando la visibilità diventa sovraesposizione — e il
 successo la amplifica — il tema non è più solo immagine. È sostenibilità
 mentale.</description>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 05:08:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>massara</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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 successo la amplifica — il tema non è più solo immagine. È sostenibilità
 mentale.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Ad aprire questa riflessione è il CEO di Universal Music Italia, Alessandro Massara, con uno sguardo lucido su una trasformazione ormai evidente: oggi l’esposizione non è più un effetto collaterale del lavoro artistico. Ne è
 parte integrante. Ma quando la visibilità diventa sovraesposizione — e il
 successo la amplifica — il tema non è più solo immagine. È sostenibilità
 mentale.


</p>]]>
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    <item>
      <title>Passioni e pressioni del lavoro creativo - Dentro Il Music Business</title>
      <description>Una nuova serie di Passioni e pressioni del lavoro creativo dedicata al music business: chi sale sul palco e chi il palco lo rende possibile.Per raccontare il lavoro creativo dove davvero accade: nell’esposizione, nei team, nelle scelte, nei ritmi e nelle pressioni invisibili che attraversano artisti e professionisti della filiera.   conduce Fouzia Draoua in una produzione Universal Music Italia, nei Recording Studios di Milano.</description>
      <pubDate>Mon, 30 Mar 2026 05:15:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Dentro Il Music Business</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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        <![CDATA[<p><strong>Una nuova serie di </strong><em><strong>Passioni e pressioni del lavoro creativo</strong></em><strong> dedicata al music business: chi sale sul palco e chi il palco lo rende possibile.</strong><br>Per raccontare il lavoro creativo dove davvero accade: nell’esposizione, nei team, nelle scelte, nei ritmi e nelle pressioni invisibili che attraversano artisti e professionisti della filiera.   <br>conduce Fouzia Draoua in una produzione Universal Music Italia, nei Recording Studios di Milano.

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    <item>
      <title>La regia mentale invisibile della diretta radio</title>
      <description>In questo episodio Zac, Alessandra Zacchino, voce e anche volto di RTL 102,5, racconta la radio come la diretta radio si regge su un equilibrio mentale molto preciso: ricordare informazioni, rispettare tempi, tenere il ritmo, collegare i pezzi mentre tutto accade in tempo reale. E come la routine qui non è monotonia, ma una architettura invisibile che aiuta la mente a restare lucida e alla performance di restare sostenibile. E quando chi ci lavora non si limita a gestire contenuti e tempi, ma porta dentro la diretta il proprio sguardo, il proprio ritmo, il proprio pensiero, trasformando ciò che accade in qualcosa di vivo per chi ascolta, possiamo dire che fare radio è anche un mestiere creativo.</description>
      <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 06:06:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>La regia mentale invisibile della diretta radio</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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      <itunes:subtitle>La regia mentale invisibile della diretta radio</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>In questo episodio Zac, Alessandra Zacchino, voce e anche volto di RTL 102,5, racconta la radio come la diretta radio si regge su un equilibrio mentale molto preciso: ricordare informazioni, rispettare tempi, tenere il ritmo, collegare i pezzi mentre tutto accade in tempo reale. E come la routine qui non è monotonia, ma una architettura invisibile che aiuta la mente a restare lucida e alla performance di restare sostenibile. E quando chi ci lavora non si limita a gestire contenuti e tempi, ma porta dentro la diretta il proprio sguardo, il proprio ritmo, il proprio pensiero, trasformando ciò che accade in qualcosa di vivo per chi ascolta, possiamo dire che fare radio è anche un mestiere creativo.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>In questo episodio Zac, Alessandra Zacchino, voce e anche volto di RTL 102,5, racconta la radio come la diretta radio si regge su un equilibrio mentale molto preciso: ricordare informazioni, rispettare tempi, tenere il ritmo, collegare i pezzi mentre tutto accade in tempo reale. E come la routine qui non è monotonia, ma una architettura invisibile che aiuta la mente a restare lucida e alla performance di restare sostenibile. E quando chi ci lavora non si limita a gestire contenuti e tempi, ma porta dentro la diretta il proprio sguardo, il proprio ritmo, il proprio pensiero, trasformando ciò che accade in qualcosa di vivo per chi ascolta, possiamo dire che fare radio è anche un mestiere creativo.</p>
<p><br></p>]]>
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    <item>
      <title>Resilienza senza retorica: come si ricostruisce l'equilibrio - con Pierdante Piccioni che ha ispirato la serie Doc</title>
      <description>In questo episodio del Podcast di Resilience Room, Fouzia Draoua incontra Pierdante Piccioni, medico e protagonista di una storia che molti conoscono anche perché ha ispirato la serie Doc – Nelle tue mani. Un incidente, il coma, e poi un risveglio che non è un ritorno: è un reset.



Partiamo dalla sua esperienza per chiarire un punto centrale del nostro progetto: la resilienza non è una dote personale, né un superpotere. È un processo di costruzione. Quando la continuità mentale si spezza, non basta “tenere duro”: serve ricostruire assetto e condizioni — ritmo, routine, confini, recupero, relazioni che sostengono il processo — per tornare in asse senza l’obbligo di “tornare come prima”.



È un episodio che sposta la resilienza dalla retorica alla realtà: non una qualità che alcuni hanno e altri no, ma una traiettoria concreta che si può capire, nominare e sostenere. Ma soprattutto è un processo che prende forma con delle condizioni interne ed esterne.</description>
      <pubDate>Tue, 10 Feb 2026 06:15:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Resilienza senza retorica: come si ricostruisce l'equilibrio - con Pierdante Piccioni che ha ispirato la serie Doc</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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      <itunes:summary>In questo episodio del Podcast di Resilience Room, Fouzia Draoua incontra Pierdante Piccioni, medico e protagonista di una storia che molti conoscono anche perché ha ispirato la serie Doc – Nelle tue mani. Un incidente, il coma, e poi un risveglio che non è un ritorno: è un reset.



Partiamo dalla sua esperienza per chiarire un punto centrale del nostro progetto: la resilienza non è una dote personale, né un superpotere. È un processo di costruzione. Quando la continuità mentale si spezza, non basta “tenere duro”: serve ricostruire assetto e condizioni — ritmo, routine, confini, recupero, relazioni che sostengono il processo — per tornare in asse senza l’obbligo di “tornare come prima”.



È un episodio che sposta la resilienza dalla retorica alla realtà: non una qualità che alcuni hanno e altri no, ma una traiettoria concreta che si può capire, nominare e sostenere. Ma soprattutto è un processo che prende forma con delle condizioni interne ed esterne.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>In questo episodio del Podcast di Resilience Room, Fouzia Draoua incontra Pierdante Piccioni, medico e protagonista di una storia che molti conoscono anche perché ha ispirato la serie Doc – Nelle tue mani. Un incidente, il coma, e poi un risveglio che non è un ritorno: è un reset.</p>
<p><br></p>
<p>Partiamo dalla sua esperienza per chiarire un punto centrale del nostro progetto: la resilienza non è una dote personale, né un superpotere. È un processo di costruzione. Quando la continuità mentale si spezza, non basta “tenere duro”: serve ricostruire assetto e condizioni — ritmo, routine, confini, recupero, relazioni che sostengono il processo — per tornare in asse senza l’obbligo di “tornare come prima”.</p>
<p><br></p>
<p>È un episodio che sposta la resilienza dalla retorica alla realtà: non una qualità che alcuni hanno e altri no, ma una traiettoria concreta che si può capire, nominare e sostenere. Ma soprattutto è un processo che prende forma con delle condizioni interne ed esterne.</p>
<p><br></p>]]>
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    <item>
      <title>Dietro le quinte dell'A&amp;R manager: Tra equilibri sottili e pressioni continue</title>
      <description>In questo episodio Fouzia Draoua esplora insieme a Lucrezia Savino, A&amp;R Manager in Universal Music Publishing Group, il dietro le quinte di un ruolo creativo che ogni giorno regge molto: per sé, per gli artisti, per i progetti. Decisioni, aspettative, relazioni, tempi. Attraverso il suo racconto attraversiamo temi che toccano tutto il mondo creativo: il perfezionismo che spinge a dare il massimo, l’esposizione al giudizio nell’era dei social, l’intensità della dedizione, la necessità di rigenerarsi per restare fertili, le relazioni professionali che richiedono fiducia e trasparenza e la lucidità per restare dentro tutto questo senza consumarsi. Parole che aprono la riflessione su cosa rende una performance sostenibile nel tempo, non solo sul palco. Resilience Room è questo: uno spazio dove la salute mentale non è un tema a parte, ma parte integrante del lavoro creativo.</description>
      <pubDate>Tue, 27 Jan 2026 06:00:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Dietro le quinte dell'A&amp;R manager: Tra equilibri sottili e pressioni continue</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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      <itunes:subtitle>Dietro le quinte dell'A&amp;R manager: Tra equilibri sottili e pressioni continue</itunes:subtitle>
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        <![CDATA[<p>In questo episodio Fouzia Draoua esplora insieme a Lucrezia Savino, A&amp;R Manager in Universal Music Publishing Group, il dietro le quinte di un ruolo creativo che ogni giorno regge molto: per sé, per gli artisti, per i progetti. Decisioni, aspettative, relazioni, tempi. Attraverso il suo racconto attraversiamo temi che toccano tutto il mondo creativo: il perfezionismo che spinge a dare il massimo, l’esposizione al giudizio nell’era dei social, l’intensità della dedizione, la necessità di rigenerarsi per restare fertili, le relazioni professionali che richiedono fiducia e trasparenza e la lucidità per restare dentro tutto questo senza consumarsi. Parole che aprono la riflessione su cosa rende una performance sostenibile nel tempo, non solo sul palco. Resilience Room è questo: uno spazio dove la salute mentale non è un tema a parte, ma parte integrante del lavoro creativo.

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    <item>
      <title>Il mestiere come protezione: perché alcuni mondi artistici reggono di più</title>
      <description>In questo episodio parliamo di lavoro creativo da un punto di vista che raramente viene raccontato: quello della tenuta. Parliamo di esposizione che può premiare, ma che senza struttura prima o poi presenta anche il conto. Che oggi si chiede ai creativi una performance da sportivi, senza sempre offrire l’allenamento all’errore. Che non tutti i mestieri creativi espongono allo stesso modo, e che in alcuni mondi l’esposizione arriva prima della scuola. Attraverso la voce di Betty Senatore, conduttrice radiofonica, attrice, presentatrice e coach di public speaking, entriamo nel cuore di una domanda semplice e scomoda: cosa regge davvero chi lavora nella creatività? Parliamo di formazione, di ruolo, di allenamento, di confini. Di come la passione accenda, ma di come sia la struttura a permettere di restare. Un episodio per chi crea, per chi lavora con i creativi, e per chi vuole capire cosa c’è davvero dietro mestieri che sembrano solo ispirazione.</description>
      <pubDate>Tue, 20 Jan 2026 09:10:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Il mestiere come protezione: perché alcuni mondi artistici reggono di più</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>In questo episodio parliamo di lavoro creativo da un punto di vista che raramente viene raccontato: quello della tenuta. Parliamo di esposizione che può premiare, ma che senza struttura prima o poi presenta anche il conto. Che oggi si chiede ai creativi una performance da sportivi, senza sempre offrire l’allenamento all’errore. Che non tutti i mestieri creativi espongono allo stesso modo, e che in alcuni mondi l’esposizione arriva prima della scuola. Attraverso la voce di Betty Senatore, conduttrice radiofonica, attrice, presentatrice e coach di public speaking, entriamo nel cuore di una domanda semplice e scomoda: cosa regge davvero chi lavora nella creatività? Parliamo di formazione, di ruolo, di allenamento, di confini. Di come la passione accenda, ma di come sia la struttura a permettere di restare. Un episodio per chi crea, per chi lavora con i creativi, e per chi vuole capire cosa c’è davvero dietro mestieri che sembrano solo ispirazione.

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    <item>
      <title>Uno su 1000 ce la fa come continuano gli altri 999?</title>
      <description>Quando si parla di talento, si pensa spesso a chi arriva.
Ma nel mondo creativo esiste un’altra parte, più silenziosa e invisibile:
quella di chi non smette, anche quando non arriva.
Nel lavoro creativo vediamo quasi sempre il risultato — un’opera
finita, una performance, qualcosa che prende forma. 

Ma dietro, ci sono tempi lunghi, tentativi, attese, e domande che restano aperte. 

E cosa succede alla motivazione, quando il riconoscimento passa solo da ciò che si può mostrare?
In questo episodio, Cluadio Buja, Presidente di Universal Music Publishing e Casa Ricordi, condivide il suo sguardo sul talento, sul successo e sulla
costanza.
 

Conduce
 Fouzia Draoua, Autrice &amp; Fondatrice Resilience Room_Salute mentale per
 Creativi, ospite Claudio Buja, Presidente di Universal Music Publishing
 Ricordi.</description>
      <pubDate>Tue, 16 Dec 2025 06:35:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Uno su 1000 ce la fa come continuano gli altri 999?</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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Ma nel mondo creativo esiste un’altra parte, più silenziosa e invisibile:
quella di chi non smette, anche quando non arriva.
Nel lavoro creativo vediamo quasi sempre il risultato — un’opera
finita, una performance, qualcosa che prende forma. 

Ma dietro, ci sono tempi lunghi, tentativi, attese, e domande che restano aperte. 

E cosa succede alla motivazione, quando il riconoscimento passa solo da ciò che si può mostrare?
In questo episodio, Cluadio Buja, Presidente di Universal Music Publishing e Casa Ricordi, condivide il suo sguardo sul talento, sul successo e sulla
costanza.
 

Conduce
 Fouzia Draoua, Autrice &amp; Fondatrice Resilience Room_Salute mentale per
 Creativi, ospite Claudio Buja, Presidente di Universal Music Publishing
 Ricordi.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Quando si parla di talento, si pensa spesso a chi arriva.
Ma nel mondo creativo esiste un’altra parte, più silenziosa e invisibile:
quella di chi non smette, anche quando non arriva.
Nel lavoro creativo vediamo quasi sempre il risultato — un’opera
finita, una performance, qualcosa che prende forma. </p>
<p>Ma dietro, ci sono tempi lunghi, tentativi, attese, e domande che restano aperte. </p>
<p>E cosa succede alla motivazione, quando il riconoscimento passa solo da ciò che si può mostrare?
In questo episodio, Cluadio Buja, Presidente di Universal Music Publishing e Casa Ricordi, condivide il suo sguardo sul talento, sul successo e sulla
costanza.
 </p>
<p>Conduce
 Fouzia Draoua, Autrice &amp; Fondatrice Resilience Room_Salute mentale per
 Creativi, ospite Claudio Buja, Presidente di Universal Music Publishing
 Ricordi.
</p>]]>
      </content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Normalizzare lo stress fino al crollo: cosa il burnout ti obbliga a imparare</title>
      <description>Nella vita creativa, la stanchezza è solo la superficie.
Il burnout vero comincia quando la mente smette di sentirsi connessa a ciò che fa — quando continui a funzionare, ma non senti più niente.
È una forma di esaurimento silenzioso:
il corpo lavora, la mente esegue, il ritmo continua.
Ma dentro, si spegne il senso.
Nel mondo dei backstage, dei set, dei palchi, succede più spesso di quanto si dica.
E riguarda proprio chi illumina gli altri: chi cura, sistema, accompagna, regge l’intensità altrui ogni giorno.
Parla in questo episodio Ylenia Puglia, Celebrity Stylist, che ha vissuto il burnout in prima persona e che oggi, da imprenditrice, porta un’attenzione nuova al benessere e all’equilibrio di chi lavora con lei.
 
Conduce Fouzia Draoua, Autrice &amp; Fondatrice Resilience Room_Salute mentale per Creativi, ospite Ylenia Puglia, Celebrity Stylist.</description>
      <pubDate>Tue, 02 Dec 2025 06:00:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Burnout creativo – La mente che continua, anche quando non sente più</itunes:title>
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      <itunes:episode>3</itunes:episode>
      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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      <itunes:summary>Nella vita creativa, la stanchezza è solo la superficie.
Il burnout vero comincia quando la mente smette di sentirsi connessa a ciò che fa — quando continui a funzionare, ma non senti più niente.
È una forma di esaurimento silenzioso:
il corpo lavora, la mente esegue, il ritmo continua.
Ma dentro, si spegne il senso.
Nel mondo dei backstage, dei set, dei palchi, succede più spesso di quanto si dica.
E riguarda proprio chi illumina gli altri: chi cura, sistema, accompagna, regge l’intensità altrui ogni giorno.
Parla in questo episodio Ylenia Puglia, Celebrity Stylist, che ha vissuto il burnout in prima persona e che oggi, da imprenditrice, porta un’attenzione nuova al benessere e all’equilibrio di chi lavora con lei.
 
Conduce Fouzia Draoua, Autrice &amp; Fondatrice Resilience Room_Salute mentale per Creativi, ospite Ylenia Puglia, Celebrity Stylist.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Nella vita creativa, la stanchezza è solo la superficie.
Il burnout vero comincia quando la mente smette di sentirsi connessa a ciò che fa — quando continui a funzionare, ma non senti più niente.
È una forma di esaurimento silenzioso:
il corpo lavora, la mente esegue, il ritmo continua.
Ma dentro, si spegne il senso.
Nel mondo dei backstage, dei set, dei palchi, succede più spesso di quanto si dica.
E riguarda proprio chi illumina gli altri: chi cura, sistema, accompagna, regge l’intensità altrui ogni giorno.
Parla in questo episodio Ylenia Puglia, Celebrity Stylist, che ha vissuto il burnout in prima persona e che oggi, da imprenditrice, porta un’attenzione nuova al benessere e all’equilibrio di chi lavora con lei.
 
Conduce Fouzia Draoua, Autrice &amp; Fondatrice Resilience Room_Salute mentale per Creativi, ospite Ylenia Puglia, Celebrity Stylist.</p>]]>
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    <item>
      <title>Promesse e omissioni di  “se ami ciò che fai…non lavorerai mai”</title>
      <description>La passione è il cuore, il motore del lavoro creativo, ma anche la sua zona di vulnerabilità, perché la passione è totalizzante, fa ignorare la stanchezza e togli le frontiere tra vita personale e lavoro.
Cosa succede quando la passione diventa pressione, e il piacere di creare può  trasformarsi in sovraccarico mentale?
Un episodio, con Klaus Bonoldi Direttore Artistico di Universal Music Publishing Ricordi, di dialogo lucido e reale sul coinvolgimento totalizzante e invisibile di chi ama profondamente il proprio lavoro.
 
 Conduce
Fouzia Draoua, Autrice &amp; Fondatrice Resilience Room_Salute mentale per Creativi, ospite Klaus Bonoldi, Direttore Artistico in Universal Music
Publishing Ricordi.</description>
      <pubDate>Tue, 25 Nov 2025 06:24:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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      <itunes:summary>La passione è il cuore, il motore del lavoro creativo, ma anche la sua zona di vulnerabilità, perché la passione è totalizzante, fa ignorare la stanchezza e togli le frontiere tra vita personale e lavoro.
Cosa succede quando la passione diventa pressione, e il piacere di creare può  trasformarsi in sovraccarico mentale?
Un episodio, con Klaus Bonoldi Direttore Artistico di Universal Music Publishing Ricordi, di dialogo lucido e reale sul coinvolgimento totalizzante e invisibile di chi ama profondamente il proprio lavoro.
 
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        <![CDATA[<p>La passione è il cuore, il motore del lavoro creativo, ma anche la sua zona di vulnerabilità, perché la passione è totalizzante, fa ignorare la stanchezza e togli le frontiere tra vita personale e lavoro.
Cosa succede quando la passione diventa pressione, e il piacere di creare può  trasformarsi in sovraccarico mentale?
Un episodio, con Klaus Bonoldi Direttore Artistico di Universal Music Publishing Ricordi, di dialogo lucido e reale sul coinvolgimento totalizzante e invisibile di chi ama profondamente il proprio lavoro.
 
 Conduce
Fouzia Draoua, Autrice &amp; Fondatrice Resilience Room_Salute mentale per Creativi, ospite Klaus Bonoldi, Direttore Artistico in Universal Music
Publishing Ricordi.
 </p>]]>
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    <item>
      <title>La perfezione ospite invisibile del lavoro creativo</title>
      <description>La tensione verso la perfezione nasce da una mente che percepisce tutto:
dettagli, sfumature, incoerenze.
È una sensibilità che ha bisogno di tempo per integrare ciò che sente e
trasformarlo in forma, ritmo, bellezza.
In questo episodio incontriamo Luca Mattioni, Head of Recording Studios in Universal Music Italia, musicista, Multiplatinum Producer e sound Engineer, che ci porta dentro il suo lavoro in studio di registrazione,  un luogo dove la perfezione è un’ospite invisibile: entra per prima e se ne va per ultima.
Luca racconta cosa succede dietro le quinte di un processo creativo fatto di voci, suoni, decisioni, ascolto e coordinamento continuo, come arriva la pressione della perfezione.
La sua esperienza mostra quanto la perfezione non sia una mania di controllo, ma una tensione naturale della mente creativa: il bisogno di coerenza tra ciò che si sente e ciò che si restituisce; di fare i conti con altre idee, altre esigenze e altri modelli di perfezione del team presente in studio.
E come l’esperienza e la competenza, insegni a gestire quella pressione, a mediare, per trasformare la precisione in ascolto e bellezza.
Quando la sensibilità diventa precisione è un episodio sull’equilibrio nascosto nel lavoro creativo,  tra ritmo, percezione e presenza.
 

Conduce Fouzia Draoua, Autrice &amp; Fondatrice Resilience Room_Salute mentale per Creativi, ospite Luca Mattioni, Head of Recording Studios, Universal Music Italia.</description>
      <pubDate>Tue, 18 Nov 2025 06:00:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>La perfezione o Quando la sensibilità diventa precisione</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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      <itunes:subtitle>Un episodio sulla precisione come forma di sensibilità.</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>La tensione verso la perfezione nasce da una mente che percepisce tutto:
dettagli, sfumature, incoerenze.
È una sensibilità che ha bisogno di tempo per integrare ciò che sente e
trasformarlo in forma, ritmo, bellezza.
In questo episodio incontriamo Luca Mattioni, Head of Recording Studios in Universal Music Italia, musicista, Multiplatinum Producer e sound Engineer, che ci porta dentro il suo lavoro in studio di registrazione,  un luogo dove la perfezione è un’ospite invisibile: entra per prima e se ne va per ultima.
Luca racconta cosa succede dietro le quinte di un processo creativo fatto di voci, suoni, decisioni, ascolto e coordinamento continuo, come arriva la pressione della perfezione.
La sua esperienza mostra quanto la perfezione non sia una mania di controllo, ma una tensione naturale della mente creativa: il bisogno di coerenza tra ciò che si sente e ciò che si restituisce; di fare i conti con altre idee, altre esigenze e altri modelli di perfezione del team presente in studio.
E come l’esperienza e la competenza, insegni a gestire quella pressione, a mediare, per trasformare la precisione in ascolto e bellezza.
Quando la sensibilità diventa precisione è un episodio sull’equilibrio nascosto nel lavoro creativo,  tra ritmo, percezione e presenza.
 

Conduce Fouzia Draoua, Autrice &amp; Fondatrice Resilience Room_Salute mentale per Creativi, ospite Luca Mattioni, Head of Recording Studios, Universal Music Italia.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>La tensione verso la perfezione nasce da una mente che percepisce tutto:
dettagli, sfumature, incoerenze.
È una sensibilità che ha bisogno di tempo per integrare ciò che sente e
trasformarlo in forma, ritmo, bellezza.
In questo episodio incontriamo Luca Mattioni, Head of Recording Studios in Universal Music Italia, musicista, Multiplatinum Producer e sound Engineer, che ci porta dentro il suo lavoro in studio di registrazione,  un luogo dove la perfezione è un’ospite invisibile: entra per prima e se ne va per ultima.
Luca racconta cosa succede dietro le quinte di un processo creativo fatto di voci, suoni, decisioni, ascolto e coordinamento continuo, come arriva la pressione della perfezione.
La sua esperienza mostra quanto la perfezione non sia una mania di controllo, ma una tensione naturale della mente creativa: il bisogno di coerenza tra ciò che si sente e ciò che si restituisce; di fare i conti con altre idee, altre esigenze e altri modelli di perfezione del team presente in studio.
E come l’esperienza e la competenza, insegni a gestire quella pressione, a mediare, per trasformare la precisione in ascolto e bellezza.
Quando la sensibilità diventa precisione è un episodio sull’equilibrio nascosto nel lavoro creativo,  tra ritmo, percezione e presenza.
 </p>
<p>Conduce Fouzia Draoua, Autrice &amp; Fondatrice Resilience Room_Salute mentale per Creativi, ospite Luca Mattioni, Head of Recording Studios, Universal Music Italia.
</p>]]>
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      <title>Passioni e pressioni del lavoro creativo</title>
      <description>Per iniziare a parlare di salute mentale nel lavoro creativo,
ci interessa prima conoscere ciò che lo caratterizza:
la mente che crea e l’ambiente in cui lavora. Questa serie è un punto di partenza — un modo per entrare nei temi della mente creativa quando incontra i ritmi del lavoro, attraverso le parole di chi la creatività la vive ogni giorno.
Passioni e pressioni del lavoro creativo.
Le voci dei creativi sulla mente che lavora.
 

Conduce Fouzia Draoua, autrice &amp; fondatrice Resilience Room_salute mentale per creativi</description>
      <pubDate>Mon, 17 Nov 2025 06:00:00 -0000</pubDate>
      <itunes:title>Passioni e pressioni del lavoro creativo</itunes:title>
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      <itunes:author>Fouzia Draoua</itunes:author>
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ci interessa prima conoscere ciò che lo caratterizza:
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Passioni e pressioni del lavoro creativo.
Le voci dei creativi sulla mente che lavora.
 

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ci interessa prima conoscere ciò che lo caratterizza:
la mente che crea e l’ambiente in cui lavora. Questa serie è un punto di partenza — un modo per entrare nei temi della mente creativa quando incontra i ritmi del lavoro, attraverso le parole di chi la creatività la vive ogni giorno.
Passioni e pressioni del lavoro creativo.
Le voci dei creativi sulla mente che lavora.
 </p>
<p>Conduce Fouzia Draoua, autrice &amp; fondatrice Resilience Room_salute mentale per creativi
</p>]]>
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