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    <title>Europost</title>
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    <copyright>© la7</copyright>
    <description>Le piazze in protesta, i corridoi di Bruxelles, le notti elettorali e i grandi vertici, i racconti dei protagonisti. Questo è Europost, il podcast di la7 che ogni settimana vi porta in Europa, lì dove l’Unione europea si fa o si distrugge.
Europost è un podcast di La7, prodotto da La7
Scritto da Ludovica Ciriello
La cura editoriale è di Francesco Iacubino
Postproduzione e montaggio di Sara Coccia</description>
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Europost è un podcast di La7, prodotto da La7
Scritto da Ludovica Ciriello
La cura editoriale è di Francesco Iacubino
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      <title>Ep. 14  La prima intervista a Vannacci dopo la nascita del nuovo partito Futuro Nazionale</title>
      <description>Ludovica Ciriello ha intervistato il generale Roberto Vannacci: è la sua prima intervista da leader del nuovo partito Futuro Nazionale.
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      <pubDate>Wed, 11 Feb 2026 18:07:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 13 - 10 anni dal Bataclan, la notte che ha “rotto” l’Europa</title>
      <description>Dieci anni dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015. 

130 persone uccise dal terrorismo islamico in una notte sola, a Parigi: la notte che ha rotto l’Europa. O che, almeno, ha “rotto” l’Europa per come la immaginavamo: libera, aperta. A distanza di 10 anni cosa è rimasto del sogno di una Unione Europea senza frontiere interne e cosa abbiamo imparato rispetto alla rabbia che cova nelle nostre periferie? 

In questa puntata, ripercorriamo quelle ore parigine e questi anni. A tirare le fila, ci aiuta Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto Affari Internazionali.
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      <pubDate>Thu, 13 Nov 2025 14:20:00 -0000</pubDate>
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130 persone uccise dal terrorismo islamico in una notte sola, a Parigi: la notte che ha rotto l’Europa. O che, almeno, ha “rotto” l’Europa per come la immaginavamo: libera, aperta. A distanza di 10 anni cosa è rimasto del sogno di una Unione Europea senza frontiere interne e cosa abbiamo imparato rispetto alla rabbia che cova nelle nostre periferie? 

In questa puntata, ripercorriamo quelle ore parigine e questi anni. A tirare le fila, ci aiuta Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto Affari Internazionali.
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        <![CDATA[<p>Dieci anni dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015. </p>
<p>130 persone uccise dal terrorismo islamico in una notte sola, a Parigi: la notte che ha rotto l’Europa. O che, almeno, ha “rotto” l’Europa per come la immaginavamo: libera, aperta. A distanza di 10 anni cosa è rimasto del sogno di una Unione Europea senza frontiere interne e cosa abbiamo imparato rispetto alla rabbia che cova nelle nostre periferie? </p>
<p>In questa puntata, ripercorriamo quelle ore parigine e questi anni. A tirare le fila, ci aiuta Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto Affari Internazionali.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep.12 - 18 ore di Consiglio europeo,  behind the scenes.</title>
      <description>Fuori la tempesta Benjamin che ha bloccato Francia, Svizzera e Belgio. Dentro, riunioni infinite per affrontare i tanti temi all’ordine del giorno: dal green deal all’emergenza casa, dai migranti all’Ucraina. E molti altri ancora. Siamo a palazzo Justus Lipsius, sede del Consiglio europeo (dove si riuniscono periodicamente i capi di Stato e di governo). Seguiamo il vertice nella grande sala stampa, piena di colleghi da tutta Europa. E lo facciamo, a più riprese nel corso della giornata, con Michele Esposito, numero uno della redazione Ansa a Bruxelles. È la nostra guida per capire di più di questo vertice oceanico, in cui il “tasso di europeismo” di Giorgia Meloni sembra un po’… sotto osservazione.
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      <pubDate>Sat, 25 Oct 2025 14:37:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Fuori la tempesta Benjamin che ha bloccato Francia, Svizzera e Belgio. Dentro, riunioni infinite per affrontare i tanti temi all’ordine del giorno: dal green deal all’emergenza casa, dai migranti all’Ucraina. E molti altri ancora. Siamo a palazzo Justus Lipsius, sede del Consiglio europeo (dove si riuniscono periodicamente i capi di Stato e di governo). Seguiamo il vertice nella grande sala stampa, piena di colleghi da tutta Europa. E lo facciamo, a più riprese nel corso della giornata, con Michele Esposito, numero uno della redazione Ansa a Bruxelles. È la nostra guida per capire di più di questo vertice oceanico, in cui il “tasso di europeismo” di Giorgia Meloni sembra un po’… sotto osservazione.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Europost di Ludovica Ciriello</title>
      <description>Le piazze in protesta, i corridoi di Bruxelles, le notti elettorali e i grandi vertici, i racconti dei protagonisti. Questo è Europost, il podcast di la7 che ogni settimana vi porta in Europa, lì dove l’Unione europea si fa o si distrugge. 
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      <pubDate>Fri, 17 Oct 2025 08:44:20 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>LA7</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Le piazze in protesta, i corridoi di Bruxelles, le notti elettorali e i grandi vertici, i racconti dei protagonisti. Questo è Europost, il podcast di la7 che ogni settimana vi porta in Europa, lì dove l’Unione europea si fa o si distrugge. </p><p>Segui e ascolta il podcast su tutte le piattaforme gratuite<br> </p><p> </p><p><a href="https://open.spotify.com/show/4BZERxSlCDiZY8zSecjmeJ"><strong>SPOTIFY</strong></a></p><p> </p><p><a href="https://podcasts.apple.com/it/podcast/europost/id1796177928"><strong>APPLE POD</strong></a></p><p> </p><p><a href="https://youtube.com/playlist?list=PLTQLA-sdhEzQt0OvVOg15DHGhTY0pJ0qJ&amp;si=vQbnWIzTG4PjJegM"><strong>YOUTUBE</strong></a></p><p> </p><p><a href="https://music.amazon.it/podcasts/c0604311-b044-40ed-ad93-35e96faef89e"><strong>AMAZON MUSIC</strong></a></p><p> </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep.11 - Salva per un voto: l'intervista a Ilaria Salis</title>
      <description>C’è stato un tempo in cui tutta Italia parlava di lei: le piazze, le prime pagine dei giornali, la politica. Ilaria Salis, a poche ore dal voto che avrebbe potuto rimandarla nelle carceri di Viktor Orbán, ci porta con il suo racconto inedito nei giorni e nelle notti della prigionia ungherese. Quindici mesi di diritti violati, umiliazioni subite e violenze, finalmente raccontati con la sua voce. E ancora, le emozioni prima e dopo la pronuncia di Strasburgo che l’ha salvata per un soffio, anzi per un voto. Poi la risposta dura a chi, come Matteo Salvini e il generale Vannacci, l’accusa di voler scappare dal processo.
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      <pubDate>Sat, 11 Oct 2025 04:30:00 -0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Ep. 10 - 15 minuti con Kaja Kallas</title>
      <description>Nei giorni in cui la NATO lancia un allarme all’Europa, dicendo che Mosca potrebbe arrivare ad attaccare anche l’Unione. E nei giorni in cui Emmanuel Macron e Giorgia Meloni si trovano d’accordo sul timore che Donald Trump lasci Bruxelles sola a difendere l’Ucraina. Abbiamo trascorso 15 minuti con Kaja Kallas, l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e le politiche di sicurezza dell’Unione Europea. 

In parole povere, Kallas è la numero uno della diplomazia dell’Unione, il ministro degli Esteri d’Europa. È stata premier dell’Estonia e, come quasi tutti i leader dei Paesi Baltici, teme l’invasione di Mosca ed è un falco della politica anti-Putin. Per le sue posizioni forti, Kallas è stata inserita dalla Russia sulla lista nera dei ricercati. Ha idee molto chiare su quello che l’Europa dovrebbe fare per difendersi. E ce le ha raccontate.
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      <pubDate>Thu, 05 Jun 2025 12:26:00 -0000</pubDate>
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In parole povere, Kallas è la numero uno della diplomazia dell’Unione, il ministro degli Esteri d’Europa. È stata premier dell’Estonia e, come quasi tutti i leader dei Paesi Baltici, teme l’invasione di Mosca ed è un falco della politica anti-Putin. Per le sue posizioni forti, Kallas è stata inserita dalla Russia sulla lista nera dei ricercati. Ha idee molto chiare su quello che l’Europa dovrebbe fare per difendersi. E ce le ha raccontate.
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        <![CDATA[<p>Nei giorni in cui la NATO lancia un allarme all’Europa, dicendo che Mosca potrebbe arrivare ad attaccare anche l’Unione. E nei giorni in cui Emmanuel Macron e Giorgia Meloni si trovano d’accordo sul timore che Donald Trump lasci Bruxelles sola a difendere l’Ucraina. Abbiamo trascorso 15 minuti con Kaja Kallas, l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e le politiche di sicurezza dell’Unione Europea. </p>
<p>In parole povere, Kallas è la numero uno della diplomazia dell’Unione, il ministro degli Esteri d’Europa. È stata premier dell’Estonia e, come quasi tutti i leader dei Paesi Baltici, teme l’invasione di Mosca ed è un falco della politica anti-Putin. Per le sue posizioni forti, Kallas è stata inserita dalla Russia sulla lista nera dei ricercati. Ha idee molto chiare su quello che l’Europa dovrebbe fare per difendersi. E ce le ha raccontate.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 9 - Il Clan “Le Pen” e il sogno (maledetto) dell’Eliseo</title>
      <description>Cosa significa la sentenza che ha dichiarato ineleggibile Marine Le Pen per la destra francese? E, ancora, questa pronuncia dei giudici azzopperà il Rassemblement National o gli darà la spinta finale verso l’Eliseo? 

Jean Marine Le Pen, padre di Marine, aveva un sogno: arrivare al vertice della Republique. Famoso per le sue uscite antisemite e xenofobe e per i suoi toni reazionari, Jean Marie riuscì a sdoganare la destra più nera a Parigi, a fare della sua famiglia un vero e proprio clan politico influente come nessun altro, ma non a conquistare il potere. Quel sogno lo ha ereditato Marine. 
Che, per coronarlo, ha dovuto “de-diabolizzare” il partito di suo padre. Ripulirlo, in sostanza. E renderlo presentabile, “presidenziabile”. 

Oggi, come una beffa del destino, potrebbe essere un giovanissimo politico - per qualcuno, poco “pronto” - a conquistare il vertice tanto ambito dai Le Pen, pur portando un cognome diverso:  Bardella.
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      <pubDate>Thu, 17 Apr 2025 07:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Cosa significa la sentenza che ha dichiarato ineleggibile Marine Le Pen per la destra francese? E, ancora, questa pronuncia dei giudici azzopperà il Rassemblement National o gli darà la spinta finale verso l’Eliseo? 

Jean Marine Le Pen, padre di Marine, aveva un sogno: arrivare al vertice della Republique. Famoso per le sue uscite antisemite e xenofobe e per i suoi toni reazionari, Jean Marie riuscì a sdoganare la destra più nera a Parigi, a fare della sua famiglia un vero e proprio clan politico influente come nessun altro, ma non a conquistare il potere. Quel sogno lo ha ereditato Marine. 
Che, per coronarlo, ha dovuto “de-diabolizzare” il partito di suo padre. Ripulirlo, in sostanza. E renderlo presentabile, “presidenziabile”. 

Oggi, come una beffa del destino, potrebbe essere un giovanissimo politico - per qualcuno, poco “pronto” - a conquistare il vertice tanto ambito dai Le Pen, pur portando un cognome diverso:  Bardella.
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        <![CDATA[<p>Cosa significa la sentenza che ha dichiarato ineleggibile Marine Le Pen per la destra francese? E, ancora, questa pronuncia dei giudici azzopperà il Rassemblement National o gli darà la spinta finale verso l’Eliseo? </p><p><br></p><p>Jean Marine Le Pen, padre di Marine, aveva un sogno: arrivare al vertice della Republique. Famoso per le sue uscite antisemite e xenofobe e per i suoi toni reazionari, Jean Marie riuscì a sdoganare la destra più nera a Parigi, a fare della sua famiglia un vero e proprio clan politico influente come nessun altro, ma non a conquistare il potere. Quel sogno lo ha ereditato Marine. </p><p>Che, per coronarlo, ha dovuto “de-diabolizzare” il partito di suo padre. Ripulirlo, in sostanza. E renderlo presentabile, “presidenziabile”. </p><p><br></p><p>Oggi, come una beffa del destino, potrebbe essere un giovanissimo politico - per qualcuno, poco “pronto” - a conquistare il vertice tanto ambito dai Le Pen, pur portando un cognome diverso:  Bardella.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 8 - L’Onda euroscettica di Belgrado: fumogeni in parlamento, studenti in piazza e governo sotto accusa</title>
      <description>Gli studenti serbi sono stati candidati al Nobel per la pace. La speranza degli intellettuali che sostengono la candidatura è che le loro proteste portino alla distruzione dell’ultimo governo semi-dittatoriale su suolo europeo. Tutto nasce da un brutto caso di cronaca, il crollo di una tettoia a Novi Sad, divenuto simbolo della corruzione del governo. Delle manifestazioni, i media statali non parlano. Come ci spiega Sevdahbaby, il dj che ha prodotto la canzone colonna sonora delle piazze. Piazze in cui bandiere europee non se ne vedono. La Serbia è la porta dell’Europa, se vieni dalla Russia. Ed ecco perché converrebbe anche a Bruxelles accelerare il processo di adesione del Paese all’Ue. Eppure, da quelle parti, la fiducia nell’Unione è merce rara. Molti, dopo essere stati trascurati da Bruxelles per anni, si sentono oggi più vicini alla Russia.
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      <pubDate>Fri, 04 Apr 2025 07:16:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>LA7</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Gli studenti serbi sono stati candidati al Nobel per la pace. La speranza degli intellettuali che sostengono la candidatura è che le loro proteste portino alla distruzione dell’ultimo governo semi-dittatoriale su suolo europeo. Tutto nasce da un brutto caso di cronaca, il crollo di una tettoia a Novi Sad, divenuto simbolo della corruzione del governo. Delle manifestazioni, i media statali non parlano. Come ci spiega Sevdahbaby, il dj che ha prodotto la canzone colonna sonora delle piazze. Piazze in cui bandiere europee non se ne vedono. La Serbia è la porta dell’Europa, se vieni dalla Russia. Ed ecco perché converrebbe anche a Bruxelles accelerare il processo di adesione del Paese all’Ue. Eppure, da quelle parti, la fiducia nell’Unione è merce rara. Molti, dopo essere stati trascurati da Bruxelles per anni, si sentono oggi più vicini alla Russia.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 7 - Lacrimonegi, fuochi d’artificio e una proposta di matrimonio. La Georgia in protesta permanente</title>
      <description>La Georgia da oltre 120 giorni è in protesta: ogni giorno, ogni notte. 

Tutto nasce dalle ultime elezioni, tenute ad ottobre, che - attraverso brogli denunciati da cittadini e certificati dall’Osce - hanno portato al potere un partito russofilo: Sogno georgiano. 

Sogno ha bloccato il processo di adesione del Paese all’Unione europea. E, così, i cittadini - soprattutto i giovani - sono scesi in piazza, sfidando le violenze e gli arresti brutali del governo illegittimo. Non vogliono tornare sotto l’egemonia di Mosca, che già una volta lì ha invasi. Vogliono far parte della famiglia europea. 

A qualunque costo, come ci racconta l’attore italo-georgiano Luca Chikovani.
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      <pubDate>Fri, 28 Mar 2025 09:07:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>La Georgia da oltre 120 giorni è in protesta: ogni giorno, ogni notte. 

Tutto nasce dalle ultime elezioni, tenute ad ottobre, che - attraverso brogli denunciati da cittadini e certificati dall’Osce - hanno portato al potere un partito russofilo: Sogno georgiano. 

Sogno ha bloccato il processo di adesione del Paese all’Unione europea. E, così, i cittadini - soprattutto i giovani - sono scesi in piazza, sfidando le violenze e gli arresti brutali del governo illegittimo. Non vogliono tornare sotto l’egemonia di Mosca, che già una volta lì ha invasi. Vogliono far parte della famiglia europea. 

A qualunque costo, come ci racconta l’attore italo-georgiano Luca Chikovani.
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        <![CDATA[<p>La Georgia da oltre 120 giorni è in protesta: ogni giorno, ogni notte. </p><p><br></p><p>Tutto nasce dalle ultime elezioni, tenute ad ottobre, che - attraverso brogli denunciati da cittadini e certificati dall’Osce - hanno portato al potere un partito russofilo: Sogno georgiano. </p><p><br></p><p>Sogno ha bloccato il processo di adesione del Paese all’Unione europea. E, così, i cittadini - soprattutto i giovani - sono scesi in piazza, sfidando le violenze e gli arresti brutali del governo illegittimo. Non vogliono tornare sotto l’egemonia di Mosca, che già una volta lì ha invasi. Vogliono far parte della famiglia europea. </p><p><br></p><p>A qualunque costo, come ci racconta l’attore italo-georgiano Luca Chikovani.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep.6 - Bye bye Ventotene, Occupy Bruxelles. Meloni&amp;Salvini al bivio per l’Europa.</title>
      <description>Nelle strade di Bruxelles, si agita la politica italiana e quella europea. Ci siamo andati, per seguire da vicino la settimana del Consiglio europeo che ci si aspettava sarebbe stato cruciale per l’Unione, sul tema della difesa comune e dell’Ucraina. Sarà stato cruciale davvero? Ho incontrato Meloni, Salvini e Tajani. Tutti volati a Beuxelles (senza incontrarsi mai). Ognuno per presidiare la sua idea di Europa. Tre idee diverse, per intenderci. Sappiamo, ormai, che quella di Giorgia Meloni “non è l’Europa di Ventotene”. Ma allora qual è? E, soprattutto, se in un governo ci sono tre posizioni, allora, qual è la posizione del governo?
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      <pubDate>Fri, 21 Mar 2025 13:01:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Nelle strade di Bruxelles, si agita la politica italiana e quella europea. Ci siamo andati, per seguire da vicino la settimana del Consiglio europeo che ci si aspettava sarebbe stato cruciale per l’Unione, sul tema della difesa comune e dell’Ucraina. Sarà stato cruciale davvero? Ho incontrato Meloni, Salvini e Tajani. Tutti volati a Beuxelles (senza incontrarsi mai). Ognuno per presidiare la sua idea di Europa. Tre idee diverse, per intenderci. Sappiamo, ormai, che quella di Giorgia Meloni “non è l’Europa di Ventotene”. Ma allora qual è? E, soprattutto, se in un governo ci sono tre posizioni, allora, qual è la posizione del governo?
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        <![CDATA[<p>Nelle strade di Bruxelles, si agita la politica italiana e quella europea. Ci siamo andati, per seguire da vicino la settimana del Consiglio europeo che ci si aspettava sarebbe stato cruciale per l’Unione, sul tema della difesa comune e dell’Ucraina. Sarà stato cruciale davvero? Ho incontrato Meloni, Salvini e Tajani. Tutti volati a Beuxelles (senza incontrarsi mai). Ognuno per presidiare la sua idea di Europa. Tre idee diverse, per intenderci. Sappiamo, ormai, che quella di Giorgia Meloni “non è l’Europa di Ventotene”. Ma allora qual è? E, soprattutto, se in un governo ci sono tre posizioni, allora, qual è la posizione del governo?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 5 - Re-armiamoci e partite. Queen Ursula e un trono che traballa</title>
      <description>Chi chiamo se voglio parlare con l’Europa? 
Lo chiedeva Kissinger ormai decenni fa. E ancora si cerca una risposta. Sarà Ursula Von Der Leyen? Nella settimana più difficile per lei, quella in cui l’Europarlamento si spacca sul tema del riarmo, molti pensano che “Queen Ursula” - autoritaria in patria, invisibile all’estero - non abbia le carte.  E, se non le ha, anche per l’Unione europea non è una buona notizia
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      <pubDate>Thu, 13 Mar 2025 15:02:00 -0000</pubDate>
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Lo chiedeva Kissinger ormai decenni fa. E ancora si cerca una risposta. Sarà Ursula Von Der Leyen? Nella settimana più difficile per lei, quella in cui l’Europarlamento si spacca sul tema del riarmo, molti pensano che “Queen Ursula” - autoritaria in patria, invisibile all’estero - non abbia le carte.  E, se non le ha, anche per l’Unione europea non è una buona notizia
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      <title>Ep.4 - A Bruxelles, con il più putiniano d’Europa</title>
      <description>“L’Ucraina è Europa. Rendiamola un porcospino: se lo tocchi, ti fai male”, dice la presidente della commissione europea Ursula Von Der Leyen.  Per farlo, l’Unione europea deve riarmarsi. Ma bastano le armi a creare una “difesa comune”? E, sul difendere Kiev senza se e senza ma, in Europa, siamo tutti d’accordo? Seguendo “la pista del gas” lungo le rive del fiume Danubio, si arriva al Paese più putiniano d’Europa, che ha già mostrato più di qualche dubbio: la Slovacchia di Robert Fico. Lì, a Bratislava - tra scandali, attentati e l’omicidio di un giornalista scomodo, mai dimenticato - c’è chi riempie le piazze ogni settimana, in nome della pace Ucraina, ma anche per ricordare a questo governo autoritario e filo-putiniano, che “la Slovacchia è Europa, non Russia”. E che così i cittadini vogliono che rimanga.
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      <pubDate>Thu, 06 Mar 2025 17:09:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 3 - Una contessa nera, un kebab e il piano di Merz per Berlino e Bruxelles</title>
      <description>La vice di Alice Weidel, nipote di un ministro di Hitler, ci spiega che per loro, la destra estrema di Alternative für Deutschland, questo è solo l’inizio: “i cittadini, che hanno problemi seri, li voteranno sempre più”. 

Per capirli, questi problemi, siamo stati in giro a Berlino, sulle tracce di un Kebab (simbolo di tutti i mali tedeschi, dicono lì), poi abbiamo ascoltato il futuro Cancelliere. 

Per questa Germania in crisi di identità e senza voce in Europa, Friederic Merz, a quanto pare, ha un piano. Basterà?
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      <pubDate>Thu, 27 Feb 2025 14:03:00 -0000</pubDate>
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Per capirli, questi problemi, siamo stati in giro a Berlino, sulle tracce di un Kebab (simbolo di tutti i mali tedeschi, dicono lì), poi abbiamo ascoltato il futuro Cancelliere. 

Per questa Germania in crisi di identità e senza voce in Europa, Friederic Merz, a quanto pare, ha un piano. Basterà?
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      <title>Ep. 2 - Soldi, fake news &amp; l’uomo di Musk al parlamento europeo</title>
      <description>Secondo JD Vance, l’Europa mette a rischio la libertà di espressione. Ma cosa c’è dietro? Business, capacità di manipolare le news, potere politico. Me lo spiega, più o meno velatamente, l’uomo di Musk al Parlamento europeo: Fidias Panayiotou, un ex influencer cipriota che fa decidere ai suoi follower, tramite sondaggi instagram, cosa deve o non deve votare in aula
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      <pubDate>Thu, 20 Feb 2025 16:03:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 1 - Madrid, i sovranisti europei sognano Trump, Patria e famiglia</title>
      <description>Ispirati da Musk, i sovranisti europei si sono riuniti a Madrid. Hanno un nuovo progetto per il futuro: fare di nuovo grande l’Europa, al grido di… Trump, Patria e Famiglia. Prossimo passo: creare una alleanza tra le destre al parlamento europeo.
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      <pubDate>Sat, 15 Feb 2025 15:48:00 -0000</pubDate>
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