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    <title>BuongiornoMondo</title>
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    <description>Una rassegna stampa curata da Elena Testi delle notizie più importanti e delle tendenze globali che stanno plasmando la società contemporanea. Dal cambiamento climatico alla geopolitica, dalle innovazioni tecnologiche ai movimenti culturali. "BuongiornoMondo” è il tuo passaporto per comprendere meglio la complessità del nostro mondo.”

BuongiornoMondo è un podcast di La7 prodotto da La7
Scritto da Elena Testi
La cura editoriale è di Francesco Iacubino
Postproduzione e montaggio di Sara Coccia
Produzione esecutiva affidata a Tania Fornaro e Sabrina Lunetta</description>
    <image>
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BuongiornoMondo è un podcast di La7 prodotto da La7
Scritto da Elena Testi
La cura editoriale è di Francesco Iacubino
Postproduzione e montaggio di Sara Coccia
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      <title>Ep. 293 - Se l'ordine mondiale energetico si sgertola.</title>
      <description>Abu Dhabi lascia trapelare irritazione. Il bersaglio? Gli altri paesi arabi, accusati di avere una posizione troppo debole nei confronti dell’Iran, dopo una serie di attacchi con missili e droni nella regione. La domanda è nell’aria: gli Emirati porteranno questa tensione direttamente al vertice? Poi succede. Proprio mentre il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman apre ufficialmente l’incontro, arriva l’annuncio che cambia tutto. Non da Riyadh, ma da centinaia di chilometri di distanza: gli Emirati Arabi Uniti escono dall’OPEC. Una mossa clamorosa. Capiamo quali conseguenza ha questa scelta
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      <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 05:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep- 292 - Chi comanda adesso a Gaza</title>
      <description>Negli ultimi tempi, gruppi armati locali — alcuni sostenuti da Israele — hanno intensificato le loro attività, cercando di presentarsi come un’alternativa a Hamas. Non solo dichiarazioni: sul terreno, questo si è tradotto in scontri sempre più frequenti. In una delle operazioni più evidenti, un gruppo di uomini armati è entrato a Khan Yunis con veicoli e persino un drone. All’inizio sembrava un episodio isolato. Poi è diventato chiaro: era un’azione organizzata. Buongiorno Mondo oggi parliamo di Gaza, non solo della situazione politica, ma anche di quella umanitaria.
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      <pubDate>Wed, 29 Apr 2026 05:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep.291 - Dall'attentato a Trump alla tesi del complotto.</title>
      <description>Si sentono colpi da arma da fuoco. Tutto continua come niente fosse per undici secondi. Ne passano altri 11 prima che gli agenti intervengano. immagini, planimetrie dell’hotel e racconti dei presenti permettono di ricostruire ciò che è accaduto dentro l’hotel Hilton di Washington, mentre sui social le tesi del finto attentato si ricorrono, come su X dove in poche ore sono apparse trecentomila Tweet con l’hashtag fiction. Buongiorno Mondo, capiamo cosa è accaduto e in quale clima di odio sta vivendo in questo momento l’America
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      <pubDate>Tue, 28 Apr 2026 05:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 290 - Se l'esercito israeliano saccheggia il sud del Libano</title>
      <description>Oggi parliamo di una serie di testimonianze che stanno sollevando interrogativi sul comportamento di alcuni soldati delle Forze di Difesa Israeliane, le IDF, durante le operazioni nel sud del Libano. Secondo racconti raccolti direttamente da soldati e comandanti presenti sul campo, si starebbe verificando un fenomeno diffuso di saccheggi ai danni di abitazioni e attività civili
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      <pubDate>Fri, 24 Apr 2026 08:03:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 289 - Iran–USA: chi sta cedendo</title>
      <description>Alla fine, almeno dal punto di vista di Teheran, è stato proprio Trump a fare il primo passo indietro. Martedì sera, senza un secondo round di negoziati e senza che i mediatori si incontrassero a Islamabad, il presidente ha annunciato un cessate il fuoco a tempo indeterminato. Una pausa, ha detto, necessaria per permettere all’Iran di rispondere alle richieste americane. Ma per la leadership iraniana, questa decisione ha un significato diverso.
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      <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 11:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 288 - Pakistan da nemico di Trump a paese mediatore</title>
      <description>Immaginate un Paese che non riconosce Israele, che è diventato una potenza nucleare in segreto, e che Donald Trump, nel suo primo mandato, aveva accusato di aver dato agli Stati Uniti solo “menzogne e inganni”. Quel Paese oggi ospita i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Oggi parliamo del Pakistan, il mediatore più improbabile della diplomazia internazionale.
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      <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 10:41:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 287 - La guida spirituale di Trump e l'influenza alla casa bianca</title>
      <description>Paula White, telepredicatrice evangelica legata al “Vangelo della Prosperità”, ha costruito negli anni un rapporto stretto con Donald Trump, diventandone consigliera spirituale e figura chiave nel collegamento tra Casa Bianca e mondo evangelico. Nonostante le polemiche sul suo passato e sulla sua teologia, il suo ruolo si è progressivamente istituzionalizzato, mostrando quanto l’influenza religiosa sia ormai integrata nella politica americana contemporanea e quanto influenzi Trump
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      <pubDate>Tue, 21 Apr 2026 05:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 286 - Trump tormentato dalla guerra in Iran: non sa come uscire</title>
      <description>Oggi entriamo nel cuore di una crisi che sta tenendo il mondo col fiato sospeso: la guerra tra Stati Uniti e Iran. Una guerra che Donald Trump ha promesso di chiudere in poche settimane, ma che sta già superando ogni scadenza. Una guerra che mescola audacia militare, colpi di teatro sui social, paure personali e calcoli politici.
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      <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 10:45:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 285 - Usa contro Italia e l'Europa si prepara a una Nato senza Washington</title>
      <description>Un’Europa che si prepara a difendersi da sola: tra tensioni globali e alleanze che cambiano, il futuro della NATO non è più scontato.

Dagli equilibri con gli Stati Uniti alle fratture con Israele, il mondo sta riscrivendo le sue regole — e noi siamo già dentro il cambiamento.
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      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 10:51:00 -0000</pubDate>
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Dagli equilibri con gli Stati Uniti alle fratture con Israele, il mondo sta riscrivendo le sue regole — e noi siamo già dentro il cambiamento.
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<p>Dagli equilibri con gli Stati Uniti alle fratture con Israele, il mondo sta riscrivendo le sue regole — e noi siamo già dentro il cambiamento.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep.284 - Ungheria: finisce l'epoca Orbàn. Ecco cosa cambia</title>
      <description>Alle nove e mezza di sera Budapest ungherese è già in festa. Dopo sedici anni, il potere di Viktor Orbán è finito. E la scena che si consuma è inattesa: quando lo scrutinio è ancora a metà, è proprio Orbán a riconoscere la sconfitta. Prende il telefono, chiama Péter Magyar, suo ex compagno di partito diventato leader dell’opposizione, e si congratula. Una resa immediata, «dolorosa ma chiara», dirà poco dopo. Davanti al Parlamento, una folla enorme scandisce una sola parola: “Europa”. Dal palco, Magyar parla di liberazione: «Ce l’abbiamo fatta. Abbiamo liberato l’Ungheria». I numeri sono netti. Fidesz, partito di orban, si ferma al 37%, poco più di cinquanta seggi.
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      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:05:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Alle nove e mezza di sera Budapest ungherese è già in festa. Dopo sedici anni, il potere di Viktor Orbán è finito. E la scena che si consuma è inattesa: quando lo scrutinio è ancora a metà, è proprio Orbán a riconoscere la sconfitta. Prende il telefono, chiama Péter Magyar, suo ex compagno di partito diventato leader dell’opposizione, e si congratula. Una resa immediata, «dolorosa ma chiara», dirà poco dopo. Davanti al Parlamento, una folla enorme scandisce una sola parola: “Europa”. Dal palco, Magyar parla di liberazione: «Ce l’abbiamo fatta. Abbiamo liberato l’Ungheria». I numeri sono netti. Fidesz, partito di orban, si ferma al 37%, poco più di cinquanta seggi.
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        <![CDATA[<p>Alle nove e mezza di sera Budapest ungherese è già in festa. Dopo sedici anni, il potere di Viktor Orbán è finito. E la scena che si consuma è inattesa: quando lo scrutinio è ancora a metà, è proprio Orbán a riconoscere la sconfitta. Prende il telefono, chiama Péter Magyar, suo ex compagno di partito diventato leader dell’opposizione, e si congratula. Una resa immediata, «dolorosa ma chiara», dirà poco dopo. Davanti al Parlamento, una folla enorme scandisce una sola parola: “Europa”. Dal palco, Magyar parla di liberazione: «Ce l’abbiamo fatta. Abbiamo liberato l’Ungheria». I numeri sono netti. Fidesz, partito di orban, si ferma al 37%, poco più di cinquanta seggi.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep.283 - Gaza e Cisgiordania: il meccanismo con cui Israele agisce indisturbata</title>
      <description>Dalla linea gialla a Gaza diventata un confine de facto alla Cisgiordania dove la violenza continua, nonostante qualche debole presa di posizione da parte della destra israeliana. 
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      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 11:54:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Dalla linea gialla a Gaza diventata un confine de facto alla Cisgiordania dove la violenza continua, nonostante qualche debole presa di posizione da parte della destra israeliana. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 282 - Trump in difficoltà, Bibi ordina 48 ore di bombardamenti</title>
      <description>Il presidente Donald Trump avrebbe detto ai suoi collaboratori di voler evitare una guerra lunga con l’Iran. Secondo fonti interne, la Casa Bianca starebbe già pianificando un vertice con il leader cinese Xi Jinping a Pechino, previsto per metà maggio, con l’obiettivo di arrivarci a guerra conclusa. Il problema è che non esiste una soluzione semplice. I negoziati sono ancora in fase iniziale, e un accordo tra Stati Uniti e Iran appare lontano.
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      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 14:26:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 281 - Mentre continua la guerra contro l'Iran, Israele tenta di introdurre la pena di morte</title>
      <description>Centinaia di marines raggiungono il Medio Oriente, il tutto mentre si cerca una difficile via diplomatica per mettere fine al conflitto. Nel frattempo, nel silenzio assoluto, il governo israeliano porta avanti la legge che prevede l'introduzione della pena di morte contro i terroristi palestinesi. 
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      <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 12:36:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 280 - Se il Mossad fallisce: storia di come nasce la guerra in Iran</title>
      <description>I paesi più stabili riescono ad assorbire meglio la crisi energetica, mentre quelli fragili rischiano instabilità economica e politica sempre più profonda. In questo contesto, anche le valutazioni del Mossad mostrano quanto sia difficile prevedere gli effetti reali di guerra e intelligence. Il vuoto di potere può essere sfruttato da milizie e attori non statali, alimentando ulteriormente il caos regionale. Tuttavia, le operazioni pensate per accelerare il collasso — come quelle ipotizzate dal Mossad — non garantiscono risultati e possono produrre effetti opposti. In questo equilibrio instabile, energia, intelligence e geopolitica si intrecciano rendendo la crisi ancora più imprevedibile.
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      <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 12:02:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 279 - Guerra Iran, Netanyahu nomina l'operazione via terra mentre i mercati tremano</title>
      <description>Netanyahu alza il livello: per fermare l’Iran, dice, non basta il cielo — serve terra. Mentre a Washington Donald Trump oscilla tra minacce e aperture, la guerra cambia natura. Non è più solo militare: diventa energetica, colpendo gas, petrolio e mercati globali. Lo Stretto di Hormuz resta il punto chiave: chiuso, conteso, decisivo. E intanto il conflitto si allarga — nei territori, nei prezzi, e nelle conseguenze.
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      <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 10:47:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 278 - Tra cinismo e strategia: la partita di Netanyahu sull’Iran</title>
      <description>Nel pieno della guerra con l’Iran, la strategia di Benjamin Netanyahu rivela una contraddizione profonda: spingere per una rivolta popolare sapendo che potrebbe finire in un massacro.

Tra bombardamenti, tensioni globali e timori nucleari, anche Donald Trump valuta mosse sempre più rischiose.

Ma la vera domanda resta: chi pagherà il prezzo più alto di questa partita geopolitica?
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      <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:41:00 -0000</pubDate>
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Tra bombardamenti, tensioni globali e timori nucleari, anche Donald Trump valuta mosse sempre più rischiose.

Ma la vera domanda resta: chi pagherà il prezzo più alto di questa partita geopolitica?
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<p>Tra bombardamenti, tensioni globali e timori nucleari, anche Donald Trump valuta mosse sempre più rischiose.</p>
<p>Ma la vera domanda resta: chi pagherà il prezzo più alto di questa partita geopolitica?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 277 - Mentre la guerra continua, la famiglia Trump si arricchisce</title>
      <description>La guerra continua sul campo, ma dietro le quinte si muove la diplomazia. Tra negoziati segreti tra Israele e Libano, il piano francese per un possibile riconoscimento di Israele e gli interessi economici che emergono nella regione, analizziamo cosa sta succedendo davvero e chi potrebbe guadagnare da questo nuovo equilibrio in Medio Oriente. E poi c'è il genero di Donald Trump.
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      <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 08:26:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 276 - La guerra degli algoritmi: bombardamenti, IA e l’errore che ha colpito una scuola in Iran</title>
      <description>Missili, bombardamenti e algoritmi.

Nel dodicesimo giorno della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, il conflitto entra in una nuova fase: secondo l’intelligence americana il regime di Teheran non è vicino al collasso, mentre sul campo si moltiplicano gli attacchi e cresce la tensione in tutta la regione.



Ma questa guerra racconta anche qualcosa di nuovo.

Dietro molte operazioni militari ci sono sistemi di analisi dei dati e piattaforme di intelligenza artificiale che aiutano a selezionare e prioritizzare migliaia di obiettivi in tempi rapidissimi.



E proprio uno di questi attacchi è ora al centro di polemiche internazionali: il bombardamento di una scuola elementare nel sud dell’Iran, che ha causato la morte di decine di bambini, potrebbe essere stato il risultato di informazioni di intelligence errate o non aggiornate.



In questa puntata ricostruiamo cosa sta succedendo davvero sul terreno, come funzionano i sistemi di targeting militare e perché questa guerra potrebbe segnare un punto di svolta nel modo in cui i conflitti vengono combattuti.
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      <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 12:20:00 -0000</pubDate>
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Nel dodicesimo giorno della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, il conflitto entra in una nuova fase: secondo l’intelligence americana il regime di Teheran non è vicino al collasso, mentre sul campo si moltiplicano gli attacchi e cresce la tensione in tutta la regione.



Ma questa guerra racconta anche qualcosa di nuovo.

Dietro molte operazioni militari ci sono sistemi di analisi dei dati e piattaforme di intelligenza artificiale che aiutano a selezionare e prioritizzare migliaia di obiettivi in tempi rapidissimi.



E proprio uno di questi attacchi è ora al centro di polemiche internazionali: il bombardamento di una scuola elementare nel sud dell’Iran, che ha causato la morte di decine di bambini, potrebbe essere stato il risultato di informazioni di intelligence errate o non aggiornate.



In questa puntata ricostruiamo cosa sta succedendo davvero sul terreno, come funzionano i sistemi di targeting militare e perché questa guerra potrebbe segnare un punto di svolta nel modo in cui i conflitti vengono combattuti.
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<p>Nel dodicesimo giorno della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, il conflitto entra in una nuova fase: secondo l’intelligence americana il regime di Teheran non è vicino al collasso, mentre sul campo si moltiplicano gli attacchi e cresce la tensione in tutta la regione.</p>
<p><br></p>
<p>Ma questa guerra racconta anche qualcosa di nuovo.</p>
<p>Dietro molte operazioni militari ci sono sistemi di analisi dei dati e piattaforme di intelligenza artificiale che aiutano a selezionare e prioritizzare migliaia di obiettivi in tempi rapidissimi.</p>
<p><br></p>
<p>E proprio uno di questi attacchi è ora al centro di polemiche internazionali: il bombardamento di una scuola elementare nel sud dell’Iran, che ha causato la morte di decine di bambini, potrebbe essere stato il risultato di informazioni di intelligence errate o non aggiornate.</p>
<p><br></p>
<p>In questa puntata ricostruiamo cosa sta succedendo davvero sul terreno, come funzionano i sistemi di targeting militare e perché questa guerra potrebbe segnare un punto di svolta nel modo in cui i conflitti vengono combattuti.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep.275 - Guerra in Medio Oriente: il Libano e il grande esodo mai ordinato prima</title>
      <description>Guerra in Medio Oriente: tra possibili pressioni di Washington per fermare i combattimenti, l’escalation militare degli Stati Uniti contro l’Iran e i nuovi attacchi israeliani contro Hezbollah in Libano, il conflitto entra in una fase sempre più tesa. Oggi analizziamo la situazione umanitaria in libano e le denunce delle Nazioni Unite.
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      <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 13:23:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 274 - L'inutilità delle bombe su Teheran di Usa e Israele</title>
      <description>Le bombe cadono su Teheran. Ma nelle strade succede qualcosa di altrettanto importante.

Poche ore dopo i bombardamenti israeliani e americani, miliziani delle Guardie Rivoluzionarie sono comparsi nei quartieri della capitale. Alcuni in uniforme, altri in abiti civili. Tutti armati. Posti di blocco, controlli ai telefoni, pattugliamenti: il messaggio è uno solo — il regime vuole dimostrare che è ancora in controllo. Mentre la guerra si combatte nei cieli, a terra si gioca un’altra partita: quella tra potere, paura e stabilità interna.
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      <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 11:55:00 -0000</pubDate>
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Poche ore dopo i bombardamenti israeliani e americani, miliziani delle Guardie Rivoluzionarie sono comparsi nei quartieri della capitale. Alcuni in uniforme, altri in abiti civili. Tutti armati. Posti di blocco, controlli ai telefoni, pattugliamenti: il messaggio è uno solo — il regime vuole dimostrare che è ancora in controllo. Mentre la guerra si combatte nei cieli, a terra si gioca un’altra partita: quella tra potere, paura e stabilità interna.
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<p>Poche ore dopo i bombardamenti israeliani e americani, miliziani delle Guardie Rivoluzionarie sono comparsi nei quartieri della capitale. Alcuni in uniforme, altri in abiti civili. Tutti armati. Posti di blocco, controlli ai telefoni, pattugliamenti: il messaggio è uno solo — il regime vuole dimostrare che è ancora in controllo. Mentre la guerra si combatte nei cieli, a terra si gioca un’altra partita: quella tra potere, paura e stabilità interna.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 273 - Guerra Iran - Le conseguenze economiche per l'Italiia</title>
      <description>Nella seconda settimana di conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele, missili e droni stanno colpendo infrastrutture strategiche nel Golfo Persico — uno dei cuori del commercio mondiale. Il risultato è già visibile: rotte marittime rallentate, spazio aereo chiuso, trasporti merci in crisi e prezzi che salgono rapidamente.

Dallo Stretto di Hormuz quasi fermo ai grandi aeroporti della regione chiusi, fino ai mercati finanziari sotto pressione: l’impatto economico della guerra si sta diffondendo lungo tutta la catena globale, soprattutto tra Asia ed Europa.
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      <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 13:25:00 -0000</pubDate>
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Dallo Stretto di Hormuz quasi fermo ai grandi aeroporti della regione chiusi, fino ai mercati finanziari sotto pressione: l’impatto economico della guerra si sta diffondendo lungo tutta la catena globale, soprattutto tra Asia ed Europa.
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<p>Dallo Stretto di Hormuz quasi fermo ai grandi aeroporti della regione chiusi, fino ai mercati finanziari sotto pressione: l’impatto economico della guerra si sta diffondendo lungo tutta la catena globale, soprattutto tra Asia ed Europa.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 272 - Guerra in Medio Oriente: il non piano di Trump e la resistenza dell'Iran</title>
      <description>Lancio Sirene nella notte a Tel Aviv, missili intercettati sopra la città e un Medio Oriente che sembra entrare in una nuova fase della sua storia. Dopo la morte di Ali Khamenei e con l’Iran che risponde con nuovi attacchi, il rischio di una guerra regionale è sempre più concreto. In questo episodio analizziamo cosa sta succedendo e cosa potrebbe accadere adesso.
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      <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 11:40:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 271 - Guerra Iran: il Medio Oriente in fiamme. Cosa succede</title>
      <description>Nella notte tra venerdì e sabato, Stati Uniti e Israele lanciano l’operazione Epic Fury contro centinaia di obiettivi in Iran. Poche ore dopo, Donald Trump annuncia la notizia che cambia tutto: secondo la Casa Bianca, il leader supremo Ali Khamenei è stato ucciso. Mentre si contano le prime vittime americane, Trump parla di possibili negoziati con “nuovi leader iraniani” e di una guerra che potrebbe durare settimane.

Missili su Israele e sulle basi USA nel Golfo, sirene nelle città, tensioni in Libano, Gaza e Cisgiordania. L’Iran raziona il suo arsenale, Israele intensifica i bombardamenti e il rischio di un conflitto regionale diventa sempre più concreto. Siamo davanti alla fine della Repubblica Islamica o all’inizio di una fase ancora più instabile? In questo episodio analizziamo cosa sta accadendo e quali scenari potrebbero ridisegnare il Medio Oriente.
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      <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 12:15:00 -0000</pubDate>
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Missili su Israele e sulle basi USA nel Golfo, sirene nelle città, tensioni in Libano, Gaza e Cisgiordania. L’Iran raziona il suo arsenale, Israele intensifica i bombardamenti e il rischio di un conflitto regionale diventa sempre più concreto. Siamo davanti alla fine della Repubblica Islamica o all’inizio di una fase ancora più instabile? In questo episodio analizziamo cosa sta accadendo e quali scenari potrebbero ridisegnare il Medio Oriente.
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<p>Missili su Israele e sulle basi USA nel Golfo, sirene nelle città, tensioni in Libano, Gaza e Cisgiordania. L’Iran raziona il suo arsenale, Israele intensifica i bombardamenti e il rischio di un conflitto regionale diventa sempre più concreto. Siamo davanti alla fine della Repubblica Islamica o all’inizio di una fase ancora più instabile? In questo episodio analizziamo cosa sta accadendo e quali scenari potrebbero ridisegnare il Medio Oriente.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 270 - Gli Epstein Files, Trump e l'accusa di abusi</title>
      <description>Milioni di documenti. Un atto di trasparenza atteso per anni. E nuove domande che riaprono il caso.

Oggi parliamo degli sviluppi più recenti legati agli Epstein Files, pubblicati dal Dipartimento di Giustizia dopo l’approvazione dell’Epstein Files Transparency Act. Ma secondo un’analisi del New York Times, tra quelle carte mancherebbero documenti chiave: promemoria dell’FBI relativi alle accuse mosse nel 2019 da una donna contro Jeffrey Epstein — e contro Donald Trump.
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      <pubDate>Fri, 27 Feb 2026 08:59:00 -0000</pubDate>
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Oggi parliamo degli sviluppi più recenti legati agli Epstein Files, pubblicati dal Dipartimento di Giustizia dopo l’approvazione dell’Epstein Files Transparency Act. Ma secondo un’analisi del New York Times, tra quelle carte mancherebbero documenti chiave: promemoria dell’FBI relativi alle accuse mosse nel 2019 da una donna contro Jeffrey Epstein — e contro Donald Trump.
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        <![CDATA[<p>Milioni di documenti. Un atto di trasparenza atteso per anni. E nuove domande che riaprono il caso.</p>
<p>Oggi parliamo degli sviluppi più recenti legati agli Epstein Files, pubblicati dal Dipartimento di Giustizia dopo l’approvazione dell’Epstein Files Transparency Act. Ma secondo un’analisi del New York Times, tra quelle carte mancherebbero documenti chiave: promemoria dell’FBI relativi alle accuse mosse nel 2019 da una donna contro Jeffrey Epstein — e contro Donald Trump.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 269 - Discorso sullo Stato dell'Unione di Trump: tutto ciò che non torna</title>
      <description>Donald Trump torna davanti al Congresso con il discorso sullo Stato dell’Unione più lungo della storia. Dipinge un’America rinata: inflazione domata, confini blindati, guerre chiuse, economia in corsa verso una nuova “Golden Age”.

Ma cosa succede quando dalla retorica si passa ai numeri?

L’inflazione non era ai “livelli record” al suo insediamento: era già intorno al 3%. Il picco del 9% risale al 2022, sotto la presidenza di Joe Biden — e negli anni ’70 e ’80 si erano registrati livelli persino superiori.

E poi i brogli elettorali “dilaganti”, i dazi pagati “dagli altri Paesi”, i record sull’occupazione, le deportazioni senza precedenti. Dichiarazioni forti. Ma supportate dai dati?

In questa puntata di Buongiorno Mondo analizziamo cosa non torna nel discorso di Trump: tra ego, promesse di età dell’oro e — come ha scritto il The Wall Street Journal — poca empatia.

Perché tra narrazione e realtà, in politica, la distanza può essere decisiva. 





(FONTI New York Times; Wall Street Journal, Haaretz; Washington Post)
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      <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 06:01:00 -0000</pubDate>
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Ma cosa succede quando dalla retorica si passa ai numeri?

L’inflazione non era ai “livelli record” al suo insediamento: era già intorno al 3%. Il picco del 9% risale al 2022, sotto la presidenza di Joe Biden — e negli anni ’70 e ’80 si erano registrati livelli persino superiori.

E poi i brogli elettorali “dilaganti”, i dazi pagati “dagli altri Paesi”, i record sull’occupazione, le deportazioni senza precedenti. Dichiarazioni forti. Ma supportate dai dati?

In questa puntata di Buongiorno Mondo analizziamo cosa non torna nel discorso di Trump: tra ego, promesse di età dell’oro e — come ha scritto il The Wall Street Journal — poca empatia.

Perché tra narrazione e realtà, in politica, la distanza può essere decisiva. 





(FONTI New York Times; Wall Street Journal, Haaretz; Washington Post)
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        <![CDATA[<p>Donald Trump torna davanti al Congresso con il discorso sullo Stato dell’Unione più lungo della storia. Dipinge un’America rinata: inflazione domata, confini blindati, guerre chiuse, economia in corsa verso una nuova “Golden Age”.</p>
<p>Ma cosa succede quando dalla retorica si passa ai numeri?</p>
<p>L’inflazione non era ai “livelli record” al suo insediamento: era già intorno al 3%. Il picco del 9% risale al 2022, sotto la presidenza di Joe Biden — e negli anni ’70 e ’80 si erano registrati livelli persino superiori.</p>
<p>E poi i brogli elettorali “dilaganti”, i dazi pagati “dagli altri Paesi”, i record sull’occupazione, le deportazioni senza precedenti. Dichiarazioni forti. Ma supportate dai dati?</p>
<p>In questa puntata di Buongiorno Mondo analizziamo cosa non torna nel discorso di Trump: tra ego, promesse di età dell’oro e — come ha scritto il The Wall Street Journal — poca empatia.</p>
<p>Perché tra narrazione e realtà, in politica, la distanza può essere decisiva. </p>
<p><br></p>
<p><br></p>
<p>(FONTI New York Times; Wall Street Journal, Haaretz; Washington Post)</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 268 - Russia e Ucraina: la guerra che nessuno ha vinto ma che tutti pagano</title>
      <description>Quattro anni di invasione: la Russia ammette di non aver raggiunto gli obiettivi.

Il Cremlino confessa, Peskov parla chiaro, mentre Mediazona e BBC confermano oltre 200.000 soldati russi morti verificati.

Perdite ucraine stimate a oltre 1 milione, un'economia russa deformata (quasi metà budget in guerra), riserve prosciugate e un futuro in bilico.

Testimonianza diretta da Piero Meda, direttore Paese We World Ucraina, insert audio Putin/Zelensky e analisi shock sul quinto anno di conflitto.
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      <pubDate>Wed, 25 Feb 2026 06:00:00 -0000</pubDate>
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Il Cremlino confessa, Peskov parla chiaro, mentre Mediazona e BBC confermano oltre 200.000 soldati russi morti verificati.

Perdite ucraine stimate a oltre 1 milione, un'economia russa deformata (quasi metà budget in guerra), riserve prosciugate e un futuro in bilico.

Testimonianza diretta da Piero Meda, direttore Paese We World Ucraina, insert audio Putin/Zelensky e analisi shock sul quinto anno di conflitto.
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<p>Il Cremlino confessa, Peskov parla chiaro, mentre Mediazona e BBC confermano oltre 200.000 soldati russi morti verificati.</p>
<p>Perdite ucraine stimate a oltre 1 milione, un'economia russa deformata (quasi metà budget in guerra), riserve prosciugate e un futuro in bilico.</p>
<p>Testimonianza diretta da Piero Meda, direttore Paese We World Ucraina, insert audio Putin/Zelensky e analisi shock sul quinto anno di conflitto.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 267 - Messico, la storia di El Mencho e l'inizio di una guerra</title>
      <description>Puerto Vallarta si sveglia con il rumore degli spari. Auto in fiamme, strade bloccate, città paralizzate. La morte di “El Mencho”, leader del Cartello Jalisco Nueva Generación, accende una nuova ondata di violenza in Messico. È davvero un punto di svolta nella guerra ai narcos o solo l’inizio di un’altra escalation?

Buongiorno Mondo. Prendetevi un caffè. Oggi vi porto dentro le ore che stanno cambiando il Messico.
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      <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 11:04:00 -0000</pubDate>
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Buongiorno Mondo. Prendetevi un caffè. Oggi vi porto dentro le ore che stanno cambiando il Messico.
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      <title>Ep. 266 - Dazi, cosa succede adesso e l'Europa</title>
      <description>Una sentenza storica riaccende lo scontro tra Casa Bianca e potere giudiziario e riapre la partita sui dazi.

Tra nuove tariffe al 15%, minacce su Truth Social, imprese che chiedono rimborsi e mercati in tensione, il mondo economico entra in 150 giorni decisivi.

Chi paga davvero il costo delle tariffe?

Le promesse della “Golden Age” stanno funzionando o il conto ricade su aziende e consumatori americani?

Dall’Europa agli Stati Uniti, tra politica, diritto e commercio globale, capiamo cosa sta cambiando minuto dopo minuto.

Buongiorno Mondo. Settimana intensa.
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      <pubDate>Mon, 23 Feb 2026 12:28:00 -0000</pubDate>
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Tra nuove tariffe al 15%, minacce su Truth Social, imprese che chiedono rimborsi e mercati in tensione, il mondo economico entra in 150 giorni decisivi.

Chi paga davvero il costo delle tariffe?

Le promesse della “Golden Age” stanno funzionando o il conto ricade su aziende e consumatori americani?

Dall’Europa agli Stati Uniti, tra politica, diritto e commercio globale, capiamo cosa sta cambiando minuto dopo minuto.

Buongiorno Mondo. Settimana intensa.
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<p>Tra nuove tariffe al 15%, minacce su Truth Social, imprese che chiedono rimborsi e mercati in tensione, il mondo economico entra in 150 giorni decisivi.</p>
<p>Chi paga davvero il costo delle tariffe?</p>
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<p>Dall’Europa agli Stati Uniti, tra politica, diritto e commercio globale, capiamo cosa sta cambiando minuto dopo minuto.</p>
<p>Buongiorno Mondo. Settimana intensa.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 265 - Trump vuole attaccare l'Iran? Mai così tante forze in Medio Oriente</title>
      <description>In questa puntata di Buongiorno Mondo analizziamo la tensione altissima tra USA e Iran.

Gli Stati Uniti hanno schierato una massiccia forza militare nel Medio Oriente: due portaerei (USS Abraham Lincoln già in zona e USS Gerald R. Ford in arrivo), decine di caccia aggiuntivi, sistemi antimissile e asset per operazioni prolungate – la più grande concentrazione di potenza aerea dai tempi dell’Iraq 2003.

Il presidente Trump non ha ancora deciso, ma fonti dicono che l’esercito USA potrebbe essere pronto a colpire già questo weekend se la diplomazia fallisce. I colloqui indiretti a Ginevra hanno prodotto solo “principi guida” e progressi limitati: l’Iran chiede tempo, Washington vuole stop totale all’arricchimento nucleare e ai missili. (fonti: Haaretz, New York Time, Cnn, Wall Street Journal, Times of Israel)
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      <pubDate>Fri, 20 Feb 2026 12:34:00 -0000</pubDate>
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Gli Stati Uniti hanno schierato una massiccia forza militare nel Medio Oriente: due portaerei (USS Abraham Lincoln già in zona e USS Gerald R. Ford in arrivo), decine di caccia aggiuntivi, sistemi antimissile e asset per operazioni prolungate – la più grande concentrazione di potenza aerea dai tempi dell’Iraq 2003.

Il presidente Trump non ha ancora deciso, ma fonti dicono che l’esercito USA potrebbe essere pronto a colpire già questo weekend se la diplomazia fallisce. I colloqui indiretti a Ginevra hanno prodotto solo “principi guida” e progressi limitati: l’Iran chiede tempo, Washington vuole stop totale all’arricchimento nucleare e ai missili. (fonti: Haaretz, New York Time, Cnn, Wall Street Journal, Times of Israel)
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<p>Gli Stati Uniti hanno schierato una massiccia forza militare nel Medio Oriente: due portaerei (USS Abraham Lincoln già in zona e USS Gerald R. Ford in arrivo), decine di caccia aggiuntivi, sistemi antimissile e asset per operazioni prolungate – la più grande concentrazione di potenza aerea dai tempi dell’Iraq 2003.</p>
<p>Il presidente Trump non ha ancora deciso, ma fonti dicono che l’esercito USA potrebbe essere pronto a colpire già questo weekend se la diplomazia fallisce. I colloqui indiretti a Ginevra hanno prodotto solo “principi guida” e progressi limitati: l’Iran chiede tempo, Washington vuole stop totale all’arricchimento nucleare e ai missili. (fonti: Haaretz, New York Time, Cnn, Wall Street Journal, Times of Israel)</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 264 - Il Board of Peace: tutti i limiti del nuovo organo creato da Trump</title>
      <description>Nasce il Board of Peace, l’organismo voluto da Donald Trump per ridisegnare il futuro di Gaza e, forse, dell’intero Medio Oriente. Ventisei Paesi al tavolo. L’Italia presente, ma solo come osservatrice. Israele partecipa, ma con tensioni interne. Turchia e Qatar dentro. L’ONU sullo sfondo. 

Struttura centralizzata, potere di veto presidenziale, miliardi promessi per la ricostruzione — ma con un divario enorme tra annunci politici e realtà sul terreno. E poi la domanda cruciale: chi governerà davvero Gaza nel “giorno dopo”? In questo episodio di Buongiorno Mondo analizziamo il nuovo strumento di potere americano, le fratture diplomatiche e le incognite che potrebbero trasformare il Board in un punto di svolta… o nell’ennesimo tentativo incompiuto.
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      <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 06:00:00 -0000</pubDate>
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Struttura centralizzata, potere di veto presidenziale, miliardi promessi per la ricostruzione — ma con un divario enorme tra annunci politici e realtà sul terreno. E poi la domanda cruciale: chi governerà davvero Gaza nel “giorno dopo”? In questo episodio di Buongiorno Mondo analizziamo il nuovo strumento di potere americano, le fratture diplomatiche e le incognite che potrebbero trasformare il Board in un punto di svolta… o nell’ennesimo tentativo incompiuto.
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        <![CDATA[<p>Nasce il Board of Peace, l’organismo voluto da Donald Trump per ridisegnare il futuro di Gaza e, forse, dell’intero Medio Oriente. Ventisei Paesi al tavolo. L’Italia presente, ma solo come osservatrice. Israele partecipa, ma con tensioni interne. Turchia e Qatar dentro. L’ONU sullo sfondo. </p>
<p>Struttura centralizzata, potere di veto presidenziale, miliardi promessi per la ricostruzione — ma con un divario enorme tra annunci politici e realtà sul terreno. E poi la domanda cruciale: chi governerà davvero Gaza nel “giorno dopo”? In questo episodio di Buongiorno Mondo analizziamo il nuovo strumento di potere americano, le fratture diplomatiche e le incognite che potrebbero trasformare il Board in un punto di svolta… o nell’ennesimo tentativo incompiuto.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 263 - Usa vs Iran: guerra o diplomazia?</title>
      <description>Le luci di Washington restano accese mentre a Ginevra si riapre il canale negoziale tra Stati Uniti e Iran. Minacce, ultimatum, portaerei nel Golfo e missili nello Stretto di Hormuz: la pressione sale su tutti i fronti.

Donald Trump alza la posta — “arricchimento zero” e persino cambio di regime — mentre Teheran parla di principi condivisi ma fissa le sue linee rosse. In mezzo, Israele osserva e prepara le sue mosse.

Accordo fragile, stallo pericoloso o nuova escalation? In questo episodio di Buongiorno Mondo analizziamo cosa c’è davvero sul tavolo dei negoziati e perché, questa volta, il compromesso potrebbe essere più difficile della guerra.
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      <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 06:00:00 -0000</pubDate>
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Donald Trump alza la posta — “arricchimento zero” e persino cambio di regime — mentre Teheran parla di principi condivisi ma fissa le sue linee rosse. In mezzo, Israele osserva e prepara le sue mosse.

Accordo fragile, stallo pericoloso o nuova escalation? In questo episodio di Buongiorno Mondo analizziamo cosa c’è davvero sul tavolo dei negoziati e perché, questa volta, il compromesso potrebbe essere più difficile della guerra.
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        <![CDATA[<p>Le luci di Washington restano accese mentre a Ginevra si riapre il canale negoziale tra Stati Uniti e Iran. Minacce, ultimatum, portaerei nel Golfo e missili nello Stretto di Hormuz: la pressione sale su tutti i fronti.</p>
<p>Donald Trump alza la posta — “arricchimento zero” e persino cambio di regime — mentre Teheran parla di principi condivisi ma fissa le sue linee rosse. In mezzo, Israele osserva e prepara le sue mosse.</p>
<p>Accordo fragile, stallo pericoloso o nuova escalation? In questo episodio di Buongiorno Mondo analizziamo cosa c’è davvero sul tavolo dei negoziati e perché, questa volta, il compromesso potrebbe essere più difficile della guerra.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 262 - Nuova Europa: ecco perché l'Italia si allea con la Germania</title>
      <description>Dalla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco arrivano parole che rassicurano — ma anche segnali che inquietano. Marco Rubio promette continuità atlantica, ma avverte: l’America seguirà i propri interessi, con o senza l’Europa.

Intanto Friedrich Merz annuncia il ritorno della Germania nella geopolitica delle grandi potenze: più esercito, più strategia, meno moralismo. E tra Berlino e Roma nasce una convergenza pragmatica, dettata da paure comuni e nuove fragilità economiche.

È la fine dell’asse tradizionale? Sta nascendo un nuovo equilibrio europeo?

🎙️ In questo episodio di BuongiornoMondo analizziamo la frattura dentro l’Occidente e le nuove alleanze che stanno ridisegnando l’Europa. 





(FONTI: Ispi, New York Times, Corriere della Sera, Wall Street Journal)
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      <pubDate>Tue, 17 Feb 2026 06:00:00 -0000</pubDate>
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Intanto Friedrich Merz annuncia il ritorno della Germania nella geopolitica delle grandi potenze: più esercito, più strategia, meno moralismo. E tra Berlino e Roma nasce una convergenza pragmatica, dettata da paure comuni e nuove fragilità economiche.

È la fine dell’asse tradizionale? Sta nascendo un nuovo equilibrio europeo?

🎙️ In questo episodio di BuongiornoMondo analizziamo la frattura dentro l’Occidente e le nuove alleanze che stanno ridisegnando l’Europa. 





(FONTI: Ispi, New York Times, Corriere della Sera, Wall Street Journal)
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<p>Intanto Friedrich Merz annuncia il ritorno della Germania nella geopolitica delle grandi potenze: più esercito, più strategia, meno moralismo. E tra Berlino e Roma nasce una convergenza pragmatica, dettata da paure comuni e nuove fragilità economiche.</p>
<p>È la fine dell’asse tradizionale? Sta nascendo un nuovo equilibrio europeo?</p>
<p>🎙️ In questo episodio di BuongiornoMondo analizziamo la frattura dentro l’Occidente e le nuove alleanze che stanno ridisegnando l’Europa. </p>
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<p>(FONTI: Ispi, New York Times, Corriere della Sera, Wall Street Journal)</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 261 - La Guerra dei Miliardari per conquistare la luna: Musk contro Bezos</title>
      <description>Mentre il mondo guarda alle tensioni geopolitiche sulla Terra, una nuova corsa allo spazio è già iniziata. Non più Stati Uniti contro Unione Sovietica. Non più Guerra Fredda. Oggi la sfida si gioca tra due miliardari: Elon Musk e Jeff Bezos. Dopo anni passati a promettere Marte, Musk cambia strategia e punta alla Luna, parlando di una “città autosufficiente” costruita in meno di dieci anni. Bezos, da sempre più prudente e metodico, lavora invece a basi permanenti e infrastrutture lunari con Blue Origin. Tra contratti NASA, missioni Artemis, razzi ancora in fase di test e investitori da convincere, la Luna torna al centro della scena come primo passo verso l’espansione umana nello spazio. È davvero l’inizio di una nuova era?

E cosa significa affidare il futuro dell’esplorazione spaziale a colossi privati?
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      <pubDate>Mon, 16 Feb 2026 10:10:00 -0000</pubDate>
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E cosa significa affidare il futuro dell’esplorazione spaziale a colossi privati?
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        <![CDATA[<p>Mentre il mondo guarda alle tensioni geopolitiche sulla Terra, una nuova corsa allo spazio è già iniziata. Non più Stati Uniti contro Unione Sovietica. Non più Guerra Fredda. Oggi la sfida si gioca tra due miliardari: Elon Musk e Jeff Bezos. Dopo anni passati a promettere Marte, Musk cambia strategia e punta alla Luna, parlando di una “città autosufficiente” costruita in meno di dieci anni. Bezos, da sempre più prudente e metodico, lavora invece a basi permanenti e infrastrutture lunari con Blue Origin. Tra contratti NASA, missioni Artemis, razzi ancora in fase di test e investitori da convincere, la Luna torna al centro della scena come primo passo verso l’espansione umana nello spazio. È davvero l’inizio di una nuova era?</p>
<p>E cosa significa affidare il futuro dell’esplorazione spaziale a colossi privati?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 260 - Trump, l’Europa e la fine dell’ordine del ’45</title>
      <description>A un anno dalle parole di JD Vance che segnarono la prima frattura pubblica tra Stati Uniti ed Europa, la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco si riapre con un report esplosivo: il mondo sarebbe entrato in un’era di “politica da demolizione”, con Washington accusata di mettere in discussione l’ordine internazionale costruito dopo il 1945.

Tra accuse dirette all’amministrazione Trump, la risposta americana, le tensioni su NATO, Ucraina e dazi, e un’Europa che cerca maggiore autonomia, Monaco 2026 diventa il luogo simbolo di un possibile cambio d’epoca.

Crisi temporanea o trasformazione strutturale dell’alleanza transatlantica? Ne parliamo in questa puntata di Buongiorno Mondo. 





(FONTI CONSULTATE: Cnn, New York Times, The Whashington Post, Wall Street Journal). 

Fonte diretta Report: https://securityconference.org/assets/02_Dokumente/01_Publikationen/2026/MSR2026/Under_Destruction%E2%80%93Munich_Security_Report_2026.pdf


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      <pubDate>Fri, 13 Feb 2026 06:00:00 -0000</pubDate>
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Tra accuse dirette all’amministrazione Trump, la risposta americana, le tensioni su NATO, Ucraina e dazi, e un’Europa che cerca maggiore autonomia, Monaco 2026 diventa il luogo simbolo di un possibile cambio d’epoca.

Crisi temporanea o trasformazione strutturale dell’alleanza transatlantica? Ne parliamo in questa puntata di Buongiorno Mondo. 





(FONTI CONSULTATE: Cnn, New York Times, The Whashington Post, Wall Street Journal). 

Fonte diretta Report: https://securityconference.org/assets/02_Dokumente/01_Publikationen/2026/MSR2026/Under_Destruction%E2%80%93Munich_Security_Report_2026.pdf


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<p>Tra accuse dirette all’amministrazione Trump, la risposta americana, le tensioni su NATO, Ucraina e dazi, e un’Europa che cerca maggiore autonomia, Monaco 2026 diventa il luogo simbolo di un possibile cambio d’epoca.</p>
<p>Crisi temporanea o trasformazione strutturale dell’alleanza transatlantica? Ne parliamo in questa puntata di Buongiorno Mondo. </p>
<p><br></p>
<p><br></p>
<p>(FONTI CONSULTATE: Cnn, New York Times, The Whashington Post, Wall Street Journal). </p>
<p>Fonte diretta Report: https://securityconference.org/assets/02_Dokumente/01_Publikationen/2026/MSR2026/Under_Destruction%E2%80%93Munich_Security_Report_2026.pdf</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 259 - Epstein e l'ombra del Mossad</title>
      <description>“La vita è breve, cominciamo dal dessert.”

Epstein lo scrive a Peter Thiel dopo la morte dell’ambasciatore russo all’ONU. Non è una frase casuale. È un indizio.

Nei documenti FBI emergono piste che portano dal Mossad a Mosca, dai visti garantiti dai servizi russi alle cene riservate con Musk, Zuckerberg e Thiel nella Silicon Valley. Finanza, intelligence, kompromat.

Epstein era davvero un predatore solitario?

O il punto di contatto tra potere tecnologico, diplomazia parallela e ricatto globale?

La domanda non è per chi lavorasse lui.

Ma per chi lavoravano le informazioni che raccoglieva
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      <pubDate>Thu, 12 Feb 2026 06:00:00 -0000</pubDate>
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Epstein lo scrive a Peter Thiel dopo la morte dell’ambasciatore russo all’ONU. Non è una frase casuale. È un indizio.

Nei documenti FBI emergono piste che portano dal Mossad a Mosca, dai visti garantiti dai servizi russi alle cene riservate con Musk, Zuckerberg e Thiel nella Silicon Valley. Finanza, intelligence, kompromat.

Epstein era davvero un predatore solitario?

O il punto di contatto tra potere tecnologico, diplomazia parallela e ricatto globale?

La domanda non è per chi lavorasse lui.

Ma per chi lavoravano le informazioni che raccoglieva
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        <![CDATA[<p>“La vita è breve, cominciamo dal dessert.”</p>
<p>Epstein lo scrive a Peter Thiel dopo la morte dell’ambasciatore russo all’ONU. Non è una frase casuale. È un indizio.</p>
<p>Nei documenti FBI emergono piste che portano dal Mossad a Mosca, dai visti garantiti dai servizi russi alle cene riservate con Musk, Zuckerberg e Thiel nella Silicon Valley. Finanza, intelligence, kompromat.</p>
<p>Epstein era davvero un predatore solitario?</p>
<p>O il punto di contatto tra potere tecnologico, diplomazia parallela e ricatto globale?</p>
<p>La domanda non è per chi lavorasse lui.</p>
<p>Ma per chi lavoravano le informazioni che raccoglieva</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 258 - Da Wall Street al Cremlino: Epstein e il sistema dei Potenti</title>
      <description>Il caso Epstein non è solo una storia di abusi: è una mappa del potere globale, fatta di ricatti, finanza e nomi intoccabili. Da Wall Street alle cancellerie, una rete che oggi inizia a crollare. La vera domanda non è cosa sappiamo. È chi sapeva.
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      <pubDate>Wed, 11 Feb 2026 05:55:00 -0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Ep. 257 - Il caso Jeffrey Epstein diventa un terremoto per l'Europa</title>
      <description>Dalle dimissioni shock a Downing Street all'intervento senza precedenti di William e Kate, fino allo scandalo che travolge la diplomazia norvegese: il caso Jeffrey Epstein non è più solo un'indagine americana, è diventato un terremoto politico globale.



In questa puntata di Buongiorno Mondo:



Downing Street nel caos: Perché gli uomini chiave di Keir Starmer stanno abbandonando la nave? Tutto porta a Peter Mandelson e ai suoi segreti.



Linea sulla sabbia a Buckingham Palace: I Principi del Galles rompono il silenzio mentre nuove, pesanti prove stringono il cerchio attorno ad Andrea Windsor.



Il contagio norvegese: Il mistero dell'eredità da 10 milioni di dollari che ha portato alle dimissioni dell'ambasciatrice Mona Juul.



Un viaggio tra documenti riservati, tradimenti e il crollo di un sistema di potere che sembrava intoccabile.
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      <pubDate>Tue, 10 Feb 2026 05:55:00 -0000</pubDate>
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In questa puntata di Buongiorno Mondo:



Downing Street nel caos: Perché gli uomini chiave di Keir Starmer stanno abbandonando la nave? Tutto porta a Peter Mandelson e ai suoi segreti.



Linea sulla sabbia a Buckingham Palace: I Principi del Galles rompono il silenzio mentre nuove, pesanti prove stringono il cerchio attorno ad Andrea Windsor.



Il contagio norvegese: Il mistero dell'eredità da 10 milioni di dollari che ha portato alle dimissioni dell'ambasciatrice Mona Juul.



Un viaggio tra documenti riservati, tradimenti e il crollo di un sistema di potere che sembrava intoccabile.
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<p><br></p>
<p>In questa puntata di Buongiorno Mondo:</p>
<p><br></p>
<p>Downing Street nel caos: Perché gli uomini chiave di Keir Starmer stanno abbandonando la nave? Tutto porta a Peter Mandelson e ai suoi segreti.</p>
<p><br></p>
<p>Linea sulla sabbia a Buckingham Palace: I Principi del Galles rompono il silenzio mentre nuove, pesanti prove stringono il cerchio attorno ad Andrea Windsor.</p>
<p><br></p>
<p>Il contagio norvegese: Il mistero dell'eredità da 10 milioni di dollari che ha portato alle dimissioni dell'ambasciatrice Mona Juul.</p>
<p><br></p>
<p>Un viaggio tra documenti riservati, tradimenti e il crollo di un sistema di potere che sembrava intoccabile.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 256 - Negli Usa una generazione sta uccidendo senza motivo</title>
      <description>Sparatorie, bombe, droni. Una nuova ondata di violenza che gli investigatori faticano persino a spiegare. Nessuna ideologia, nessuna ragione apparente. Solo un desiderio: distruggere tutto.
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      <pubDate>Mon, 09 Feb 2026 11:44:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 255 - Non è solo sport: le Olimpiadi come campo di battaglia globale</title>
      <description>Le Olimpiadi non sono mai state solo sport.

Sono bandiere che pesano, assenze che parlano, strette di mano che non avvengono.

Da Mosca 1980 a Milano Cortina, i Giochi diventano il luogo dove la geopolitica si mette in tribuna d’onore.

Tra boicottaggi, zone rosse, leader imbarazzati e atleti costretti alla neutralità, lo sport diventa linguaggio di potere.

Buongiorno Mondo: oggi parliamo di Olimpiadi.

E di tutto quello che non succede in pista.
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      <pubDate>Thu, 05 Feb 2026 06:30:00 -0000</pubDate>
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Sono bandiere che pesano, assenze che parlano, strette di mano che non avvengono.

Da Mosca 1980 a Milano Cortina, i Giochi diventano il luogo dove la geopolitica si mette in tribuna d’onore.

Tra boicottaggi, zone rosse, leader imbarazzati e atleti costretti alla neutralità, lo sport diventa linguaggio di potere.

Buongiorno Mondo: oggi parliamo di Olimpiadi.

E di tutto quello che non succede in pista.
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<p>Da Mosca 1980 a Milano Cortina, i Giochi diventano il luogo dove la geopolitica si mette in tribuna d’onore.</p>
<p>Tra boicottaggi, zone rosse, leader imbarazzati e atleti costretti alla neutralità, lo sport diventa linguaggio di potere.</p>
<p>Buongiorno Mondo: oggi parliamo di Olimpiadi.</p>
<p>E di tutto quello che non succede in pista.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 254 - Crypto-Impero: quando il Medio Oriente compra Trump</title>
      <description>Soldi, potere, criptovalute.

Quattro giorni prima del ritorno di Trump alla Casa Bianca, la sua famiglia firma un accordo segreto da 500 milioni di dollari con un uomo chiave del Medio Oriente.

Non è solo una storia su Trump.

Non è solo una storia di crypto.

È un intrigo globale che unisce politica, tecnologia e affari lontano dagli occhi del pubblico.

BuongiornoMondo oggi segue i soldi.
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      <pubDate>Wed, 04 Feb 2026 07:46:00 -0000</pubDate>
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Quattro giorni prima del ritorno di Trump alla Casa Bianca, la sua famiglia firma un accordo segreto da 500 milioni di dollari con un uomo chiave del Medio Oriente.

Non è solo una storia su Trump.

Non è solo una storia di crypto.

È un intrigo globale che unisce politica, tecnologia e affari lontano dagli occhi del pubblico.

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<p>Quattro giorni prima del ritorno di Trump alla Casa Bianca, la sua famiglia firma un accordo segreto da 500 milioni di dollari con un uomo chiave del Medio Oriente.</p>
<p>Non è solo una storia su Trump.</p>
<p>Non è solo una storia di crypto.</p>
<p>È un intrigo globale che unisce politica, tecnologia e affari lontano dagli occhi del pubblico.</p>
<p>BuongiornoMondo oggi segue i soldi.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 253 - Campanelli d’allarme: Trump, sondaggi in caduta e un Paese diviso</title>
      <description>Trump non ama perdere. E oggi i numeri raccontano una storia scomoda: sconfitte inattese, sondaggi in calo, un’America sempre più divisa. Dal Texas ai corridoi della Casa Bianca, passando per economia, immigrazione e consenso popolare, analizziamo il momento più fragile della presidenza Trump. Una crisi passeggera o il segnale di un cambiamento più profondo?
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      <pubDate>Tue, 03 Feb 2026 06:30:00 -0000</pubDate>
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      <title>Il canale invisibile tra Mosca e Washington</title>
      <description>Questa voce lenta, profonda, quasi ipnotica, è quella di Yury Ushakov.

Un nome che negli ultimi mesi sentiamo sempre più spesso. Anche perché è lui a guidare la delegazione russa nei colloqui per una possibile pace.

Ha 78 anni, un inglese perfetto, una lunga carriera diplomatica alle spalle.

Ma soprattutto è riuscito in un’impresa non banale: mettere in ombra Sergej Lavrov.

Chi è davvero Yury Ushakov, l’uomo che sussurra a Putin.
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      <pubDate>Mon, 02 Feb 2026 09:43:00 -0000</pubDate>
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Ha 78 anni, un inglese perfetto, una lunga carriera diplomatica alle spalle.

Ma soprattutto è riuscito in un’impresa non banale: mettere in ombra Sergej Lavrov.

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      <title>Ep. 251 - Khamenei nel bunker, mentre Trump pensa alla guerra</title>
      <description>Khamenei è nascosto, l’IRGC controlla Teheran, Trump schiera una flotta imponente e il Medio Oriente trattiene il fiato. In questa puntata di Buongiorno Mondo vi portiamo dentro l’Iran che non si vede: chi comanda davvero, perché le Guardie Rivoluzionarie contano più del governo e quali sono i rischi di uno scontro aperto tra Stati Uniti e Iran. Analisi, contesto e scenari futuri per capire cosa potrebbe accadere in una delle regioni più instabili del pianeta.
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      <pubDate>Fri, 30 Jan 2026 06:30:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 250 - Stephen Miller, il suprematista alla Casa Bianca che comanda le deportazioni</title>
      <description>Da Minneapolis alla Casa Bianca, Buongiorno Mondo analizza il ruolo di Stephen Miller, vice capo dello staff di Donald Trump e architetto di alcune delle politiche più dure su immigrazione e sicurezza. Chi decide davvero negli Stati Uniti, e quanto il suo potere ha inciso sulle scelte che hanno portato agli eventi di Minneapolis.
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      <pubDate>Thu, 29 Jan 2026 06:30:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 249 - Il più grande cimitero al mondo</title>
      <description>Mentre Israele vieta ancora l’accesso a Gaza ai media internazionali, l’operazione militare apre nuove domande sulla guerra, sui civili e sulla gestione della morte nel conflitto.

Da Gaza a Teheran, passando per Washington, Buongiorno Mondo analizza i fatti, le versioni ufficiali e le tensioni che stanno ridefinendo l’equilibrio in Medio Oriente.
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      <pubDate>Wed, 28 Jan 2026 09:39:00 -0000</pubDate>
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<p>Da Gaza a Teheran, passando per Washington, Buongiorno Mondo analizza i fatti, le versioni ufficiali e le tensioni che stanno ridefinendo l’equilibrio in Medio Oriente.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 248 - Chi sono gli agenti dell'ICE: la campagna di reclutamento degli Usa</title>
      <description>Negli Stati Uniti l’ICE, l’agenzia federale per l’immigrazione, ha più che raddoppiato i suoi agenti nel 2025. Nata dopo l’11 settembre sotto Bush, oggi è al centro delle operazioni di deportazione di massa. È stata schierata in molte città “santuario” come Minneapolis, Chicago e Los Angeles. Secondo il Washington Post, l’ICE ha avviato una campagna di reclutamento da 100 milioni di dollari.
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      <pubDate>Tue, 27 Jan 2026 06:30:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 247 - Alex Pretti ucciso a Minneapolis: i video che smentiscono la versione della Casa Bianca</title>
      <description>Un uomo a terra, una pistola già tolta dalla cintura, e poi gli spari. A Minneapolis le immagini della morte di Alex Pretti raccontano una storia diversa da quella ufficiale. Un’indagine visiva che riapre il dibattito sull’uso della forza e sulla stretta federale sull’immigrazione.
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      <pubDate>Mon, 26 Jan 2026 09:58:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 246 - Davos, il nuovo ordine mondiale parte zoppo</title>
      <description>A Davos nasce il Board of Peace: un nuovo consiglio globale che promette stabilità, ma concentra il potere nelle mani di un solo uomo. Invitati Russia e Cina, assente gran parte dell’Europa, un miliardo di dollari per sedersi al tavolo e un veto assoluto firmato Donald J. Trump. È davvero un progetto di pace o l’inizio di un nuovo ordine mondiale, potente e fragile allo stesso tempo? Buongiorno Mondo.
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      <pubDate>Fri, 23 Jan 2026 08:06:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 245 - Trump e Groenlandia: Putin esulta</title>
      <description>Da Davos Donald Trump attacca l’Europa, mette in discussione la NATO e rivendica la Groenlandia. Un alleato che parla come un rivale, mentre Mosca osserva e sorride. È il punto di rottura dell’Occidente così come lo conoscevamo?
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      <pubDate>Thu, 22 Jan 2026 08:01:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 244 - Tutte le armi dell'Europa per contrastare Trump</title>
      <description>Un anno fa sembrava fantapolitica. Oggi è realtà: dazi, minacce, Groenlandia, guerra commerciale e alleati sotto pressione. Da Davos a Bruxelles, l’Europa prova a capire come affrontare un presidente imprevedibile che ha cambiato le regole del gioco.
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      <pubDate>Wed, 21 Jan 2026 06:30:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Un anno fa sembrava fantapolitica. Oggi è realtà: dazi, minacce, Groenlandia, guerra commerciale e alleati sotto pressione. Da Davos a Bruxelles, l’Europa prova a capire come affrontare un presidente imprevedibile che ha cambiato le regole del gioco.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 243 - Dalla Groenlandia rubata alla Gaza a pagamento</title>
      <description>Per Donald Trump la politica estera ha una sola regola: chi paga decide, chi possiede comanda. Dalla Groenlandia a Gaza, tra dazi, controllo e “pace a pagamento”, i rapporti con Europa e Medio Oriente stanno cambiando volto. Un racconto su come soldi e potere stiano riscrivendo la diplomazia globale.
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      <pubDate>Tue, 20 Jan 2026 06:30:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 242 -  Groenlandia, l'Europa pensa di schierare il bazooka contro gli Usa</title>
      <description>Stati Uniti ed Europa, la peggior crisi diplomatica.

Trump rilancia sulla Groenlandia e minaccia dazi punitivi: l’Unione europea prova a tenere il punto tra negoziati, contromisure e paura di una nuova escalation. A Copenhagen si protesta, a Bruxelles si discute, a Davos si attende un faccia a faccia decisivo.

Minerali, sicurezza, Nato e identità nazionale: dietro la crisi sull’isola artica si gioca molto più di una disputa commerciale.

Buongiorno Mondo, in un tempo sempre più instabile.
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      <pubDate>Mon, 19 Jan 2026 10:23:00 -0000</pubDate>
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Minerali, sicurezza, Nato e identità nazionale: dietro la crisi sull’isola artica si gioca molto più di una disputa commerciale.

Buongiorno Mondo, in un tempo sempre più instabile.
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<p>Trump rilancia sulla Groenlandia e minaccia dazi punitivi: l’Unione europea prova a tenere il punto tra negoziati, contromisure e paura di una nuova escalation. A Copenhagen si protesta, a Bruxelles si discute, a Davos si attende un faccia a faccia decisivo.</p>
<p>Minerali, sicurezza, Nato e identità nazionale: dietro la crisi sull’isola artica si gioca molto più di una disputa commerciale.</p>
<p>Buongiorno Mondo, in un tempo sempre più instabile.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 241 - Petrolio, populismo e promesse tradite: il caso Venezuela</title>
      <description>Per decenni il Venezuela ha vissuto sull’idea di essere a un passo dalla ricchezza definitiva. Un Paese seduto sull’oro nero, dove il petrolio è stato promessa di prosperità, motore di crescita, ma anche una condanna che si ripete.

A due settimane dalla cattura di Nicolás Maduro, mentre Donald Trump promette investimenti miliardari e un futuro radioso incontrando la premio Nobel Machado, torniamo indietro per capire cosa insegna davvero la storia venezuelana. 

Questa puntata è il racconto di un ciclo che si ripete da mezzo secolo. E di una domanda che resta aperta: chi beneficerà davvero della prossima ricchezza del Venezuela?
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      <pubDate>Fri, 16 Jan 2026 08:44:00 -0000</pubDate>
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A due settimane dalla cattura di Nicolás Maduro, mentre Donald Trump promette investimenti miliardari e un futuro radioso incontrando la premio Nobel Machado, torniamo indietro per capire cosa insegna davvero la storia venezuelana. 

Questa puntata è il racconto di un ciclo che si ripete da mezzo secolo. E di una domanda che resta aperta: chi beneficerà davvero della prossima ricchezza del Venezuela?
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<p>A due settimane dalla cattura di Nicolás Maduro, mentre Donald Trump promette investimenti miliardari e un futuro radioso incontrando la premio Nobel Machado, torniamo indietro per capire cosa insegna davvero la storia venezuelana. </p>
<p>Questa puntata è il racconto di un ciclo che si ripete da mezzo secolo. E di una domanda che resta aperta: chi beneficerà davvero della prossima ricchezza del Venezuela?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 240 - Iran, ecco perché è così difficile far cadere il regime</title>
      <description>Negli ultimi giorni dall’Iran è arrivato un messaggio durissimo: il regime si prepara a processi lampo e a nuove esecuzioni. Ma dietro la repressione c’è molto di più. In questa puntata proviamo a capire perché la crisi iraniana non nasce solo nelle piazze, ma anche nelle banche, nell’economia al collasso e in un sistema finanziario ormai fragile. Raccontiamo il fallimento di Ayandeh Bank, il crollo del rial, il peso delle sanzioni e le conseguenze di una guerra lampo persa sul piano politico. E ci chiediamo se davvero l’Iran sia vicino a una svolta storica, o se l’apparato di potere costruito dagli Ayatollah sia ancora abbastanza forte da resistere.
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      <pubDate>Thu, 15 Jan 2026 06:30:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 239 -  Iran, se Starlink diventa un'arma</title>
      <description>Negli ultimi giorni l’Iran è diventato un Paese sotto assedio.

Le proteste nate dalla crisi economica si sono trasformate in una rivolta di massa contro il regime. Secondo fonti indipendenti, migliaia di persone — in gran parte giovani — sono state uccise in poche notti. Internet è stato quasi completamente oscurato: telefoni spenti, comunicazioni bloccate, un Paese isolato dal resto del mondo.

Eppure, qualcosa filtra. Grazie a connessioni clandestine e a Starlink, immagini e video riescono a uscire dall’Iran, raccontando ciò che il regime vorrebbe tenere nascosto.

In questa puntata di Buongiorno Mondo raccontiamo la battaglia invisibile per comunicare, la repressione nelle strade, le pressioni internazionali e le voci che, nonostante tutto, continuano a farsi sentire.

Perché oggi, in Iran, la lotta non è solo nelle piazze.

È anche per il diritto di essere visti e ascoltati.
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      <pubDate>Wed, 14 Jan 2026 06:30:00 -0000</pubDate>
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Eppure, qualcosa filtra. Grazie a connessioni clandestine e a Starlink, immagini e video riescono a uscire dall’Iran, raccontando ciò che il regime vorrebbe tenere nascosto.

In questa puntata di Buongiorno Mondo raccontiamo la battaglia invisibile per comunicare, la repressione nelle strade, le pressioni internazionali e le voci che, nonostante tutto, continuano a farsi sentire.

Perché oggi, in Iran, la lotta non è solo nelle piazze.

È anche per il diritto di essere visti e ascoltati.
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<p>Le proteste nate dalla crisi economica si sono trasformate in una rivolta di massa contro il regime. Secondo fonti indipendenti, migliaia di persone — in gran parte giovani — sono state uccise in poche notti. Internet è stato quasi completamente oscurato: telefoni spenti, comunicazioni bloccate, un Paese isolato dal resto del mondo.</p>
<p>Eppure, qualcosa filtra. Grazie a connessioni clandestine e a Starlink, immagini e video riescono a uscire dall’Iran, raccontando ciò che il regime vorrebbe tenere nascosto.</p>
<p>In questa puntata di Buongiorno Mondo raccontiamo la battaglia invisibile per comunicare, la repressione nelle strade, le pressioni internazionali e le voci che, nonostante tutto, continuano a farsi sentire.</p>
<p>Perché oggi, in Iran, la lotta non è solo nelle piazze.</p>
<p>È anche per il diritto di essere visti e ascoltati.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 238 - Iran, il coraggio del popolo persiano</title>
      <description>Le immagini che arrivano dall’Iran parlano chiaro: la repressione non ferma più nessuno.

Dopo dodici giorni di guerra e decenni di silenzio imposto, qualcosa si è rotto.

In questa puntata di Buongiorno Mondo guardiamo alle proteste che stanno scuotendo il Paese, ai morti nelle strade, a un regime che non riesce più a promettere sicurezza.

È la fine di un patto nato nel 1979, costruito sulla paura e sul sacrificio.

Tra crisi economica, isolamento internazionale, giochi di potere globali e il fantasma dell’intervento straniero, l’Iran è sospeso tra speranza e abisso.

La domanda resta aperta — ed è la più difficile:

sarà il popolo iraniano a scrivere il proprio futuro, o lo faranno altri al suo posto?
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      <pubDate>Tue, 13 Jan 2026 08:36:00 -0000</pubDate>
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Dopo dodici giorni di guerra e decenni di silenzio imposto, qualcosa si è rotto.

In questa puntata di Buongiorno Mondo guardiamo alle proteste che stanno scuotendo il Paese, ai morti nelle strade, a un regime che non riesce più a promettere sicurezza.

È la fine di un patto nato nel 1979, costruito sulla paura e sul sacrificio.

Tra crisi economica, isolamento internazionale, giochi di potere globali e il fantasma dell’intervento straniero, l’Iran è sospeso tra speranza e abisso.

La domanda resta aperta — ed è la più difficile:

sarà il popolo iraniano a scrivere il proprio futuro, o lo faranno altri al suo posto?
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<p>Dopo dodici giorni di guerra e decenni di silenzio imposto, qualcosa si è rotto.</p>
<p>In questa puntata di Buongiorno Mondo guardiamo alle proteste che stanno scuotendo il Paese, ai morti nelle strade, a un regime che non riesce più a promettere sicurezza.</p>
<p>È la fine di un patto nato nel 1979, costruito sulla paura e sul sacrificio.</p>
<p>Tra crisi economica, isolamento internazionale, giochi di potere globali e il fantasma dell’intervento straniero, l’Iran è sospeso tra speranza e abisso.</p>
<p>La domanda resta aperta — ed è la più difficile:</p>
<p>sarà il popolo iraniano a scrivere il proprio futuro, o lo faranno altri al suo posto?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 237 - Alberto Trentini, il primo respiro da uomo libero</title>
      <description>Dopo 423 giorni di silenzio, paura e attesa, arriva una buona notizia.

Alberto Trentini è libero. Sta bene. È all’ambasciata italiana a Caracas e sta tornando a casa.

In questa puntata raccontiamo la sua liberazione, il lavoro della diplomazia, la voce di una madre che non ha mai smesso di chiedere, e quei piccoli gesti che segnano il ritorno alla normalità: una telefonata, una sigaretta, un respiro senza cappuccio.

Perché Alberto non era un detenuto. Era un ostaggio.

E oggi, finalmente, è di nuovo libero.
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      <pubDate>Mon, 12 Jan 2026 11:44:00 -0000</pubDate>
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In questa puntata raccontiamo la sua liberazione, il lavoro della diplomazia, la voce di una madre che non ha mai smesso di chiedere, e quei piccoli gesti che segnano il ritorno alla normalità: una telefonata, una sigaretta, un respiro senza cappuccio.

Perché Alberto non era un detenuto. Era un ostaggio.

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<p>Alberto Trentini è libero. Sta bene. È all’ambasciata italiana a Caracas e sta tornando a casa.</p>
<p>In questa puntata raccontiamo la sua liberazione, il lavoro della diplomazia, la voce di una madre che non ha mai smesso di chiedere, e quei piccoli gesti che segnano il ritorno alla normalità: una telefonata, una sigaretta, un respiro senza cappuccio.</p>
<p>Perché Alberto non era un detenuto. Era un ostaggio.</p>
<p>E oggi, finalmente, è di nuovo libero.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 236 - Minneapolis cosa è successo e lo scontro con Trump</title>
      <description>Urla. Un SUV che avanza. Un colpo di pistola.

A Minneapolis muore Renee Nicole Good, 37 anni, durante un’operazione dell’ICE.

Cinque anni dopo George Floyd, la stessa città torna al centro dello scontro tra governo federale e autorità locali.



In questo episodio di Buongiorno Mondo ricostruiamo cosa è successo, perché Minneapolis è di nuovo una miccia accesa e cosa c’entra la politica di Donald Trump.
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      <pubDate>Fri, 09 Jan 2026 06:30:00 -0000</pubDate>
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A Minneapolis muore Renee Nicole Good, 37 anni, durante un’operazione dell’ICE.

Cinque anni dopo George Floyd, la stessa città torna al centro dello scontro tra governo federale e autorità locali.



In questo episodio di Buongiorno Mondo ricostruiamo cosa è successo, perché Minneapolis è di nuovo una miccia accesa e cosa c’entra la politica di Donald Trump.
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<p>Cinque anni dopo George Floyd, la stessa città torna al centro dello scontro tra governo federale e autorità locali.</p>
<p><br></p>
<p>In questo episodio di Buongiorno Mondo ricostruiamo cosa è successo, perché Minneapolis è di nuovo una miccia accesa e cosa c’entra la politica di Donald Trump.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 235 - NATO sotto stress: l’era Trump e il nuovo disordine globale</title>
      <description>La NATO è sotto stress come non lo è mai stata.

Donald Trump torna al centro della scena globale con minacce, interventi militari e un’idea di potere che spaventa anche gli alleati. Dalla Groenlandia al Venezuela, passando per l’articolo 5 e il futuro dell’Europa, l’ordine occidentale entra in una fase di profonda instabilità.

In questo episodio raccontiamo perché l’era Trump sta cambiando le regole del gioco e cosa significa, oggi, vivere in un nuovo disordine globale.
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      <pubDate>Thu, 08 Jan 2026 07:02:00 -0000</pubDate>
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Donald Trump torna al centro della scena globale con minacce, interventi militari e un’idea di potere che spaventa anche gli alleati. Dalla Groenlandia al Venezuela, passando per l’articolo 5 e il futuro dell’Europa, l’ordine occidentale entra in una fase di profonda instabilità.

In questo episodio raccontiamo perché l’era Trump sta cambiando le regole del gioco e cosa significa, oggi, vivere in un nuovo disordine globale.
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<p>Donald Trump torna al centro della scena globale con minacce, interventi militari e un’idea di potere che spaventa anche gli alleati. Dalla Groenlandia al Venezuela, passando per l’articolo 5 e il futuro dell’Europa, l’ordine occidentale entra in una fase di profonda instabilità.</p>
<p>In questo episodio raccontiamo perché l’era Trump sta cambiando le regole del gioco e cosa significa, oggi, vivere in un nuovo disordine globale.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 234 - Trump, la Groenlandia e la crisi che può cambiare la Nato</title>
      <description>Donald Trump torna a parlare di Groenlandia. Non come provocazione, ma come obiettivo politico.

Dietro le dichiarazioni sulla sicurezza nazionale c’è un piano che mette in allarme l’Europa e rischia di incrinare gli equilibri della NATO. Perché Washington vuole davvero l’isola artica? E cosa succede se un alleato prova a prendersi il territorio di un altro alleato?

In questo episodio raccontiamo perché la Groenlandia è diventata il nuovo fronte dello scontro geopolitico occidentale.
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      <pubDate>Wed, 07 Jan 2026 11:56:00 -0000</pubDate>
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Dietro le dichiarazioni sulla sicurezza nazionale c’è un piano che mette in allarme l’Europa e rischia di incrinare gli equilibri della NATO. Perché Washington vuole davvero l’isola artica? E cosa succede se un alleato prova a prendersi il territorio di un altro alleato?

In questo episodio raccontiamo perché la Groenlandia è diventata il nuovo fronte dello scontro geopolitico occidentale.
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        <![CDATA[<p>Donald Trump torna a parlare di Groenlandia. Non come provocazione, ma come obiettivo politico.</p>
<p>Dietro le dichiarazioni sulla sicurezza nazionale c’è un piano che mette in allarme l’Europa e rischia di incrinare gli equilibri della NATO. Perché Washington vuole davvero l’isola artica? E cosa succede se un alleato prova a prendersi il territorio di un altro alleato?</p>
<p>In questo episodio raccontiamo perché la Groenlandia è diventata il nuovo fronte dello scontro geopolitico occidentale.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 233 - Il caso Epstein mette nei guai Trump: ecco cosa non va</title>
      <description>Donald Trump affronta nuove tensioni politiche mentre si avvicinano le elezioni di metà mandato, a causa della pubblicazione dei documenti sull’indagine Epstein. Il rilascio dei file da parte del Dipartimento di Giustizia, giudicato incompleto e fortemente oscurato, ha scatenato polemiche bipartisan e accuse di scarsa trasparenza. La temporanea rimozione di una foto che ritraeva Trump nell’abitazione di Epstein ha alimentato sospetti di favoritismi, poi smentiti dalle autorità. Tra critiche del Congresso, accuse di violazione della legge e manovre politiche per spostare l’attenzione su Bill Clinton, la vicenda rischia di ritorcersi contro Trump, indebolendone l’immagine pubblica.
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      <pubDate>Tue, 23 Dec 2025 11:32:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Donald Trump affronta nuove tensioni politiche mentre si avvicinano le elezioni di metà mandato, a causa della pubblicazione dei documenti sull’indagine Epstein. Il rilascio dei file da parte del Dipartimento di Giustizia, giudicato incompleto e fortemente oscurato, ha scatenato polemiche bipartisan e accuse di scarsa trasparenza. La temporanea rimozione di una foto che ritraeva Trump nell’abitazione di Epstein ha alimentato sospetti di favoritismi, poi smentiti dalle autorità. Tra critiche del Congresso, accuse di violazione della legge e manovre politiche per spostare l’attenzione su Bill Clinton, la vicenda rischia di ritorcersi contro Trump, indebolendone l’immagine pubblica.
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        <![CDATA[<p>Donald Trump affronta nuove tensioni politiche mentre si avvicinano le elezioni di metà mandato, a causa della pubblicazione dei documenti sull’indagine Epstein. Il rilascio dei file da parte del Dipartimento di Giustizia, giudicato incompleto e fortemente oscurato, ha scatenato polemiche bipartisan e accuse di scarsa trasparenza. La temporanea rimozione di una foto che ritraeva Trump nell’abitazione di Epstein ha alimentato sospetti di favoritismi, poi smentiti dalle autorità. Tra critiche del Congresso, accuse di violazione della legge e manovre politiche per spostare l’attenzione su Bill Clinton, la vicenda rischia di ritorcersi contro Trump, indebolendone l’immagine pubblica.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 232 - Che anno è stato? L’intervista a Enrico Mentana</title>
      <description>Intervista al direttore del TgLa7, Enrico Mentana, su che anno è stato il 2025. I protagonisti, le guerre e le tregue. Ma anche su che anno ci aspetta. 
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      <pubDate>Fri, 19 Dec 2025 12:57:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Intervista al direttore del TgLa7, Enrico Mentana, su che anno è stato il 2025. I protagonisti, le guerre e le tregue. Ma anche su che anno ci aspetta. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 231 - Trump in crisi con i suoi elettori negli Usa: ecco perché</title>
      <description>Nel pieno delle crisi internazionali, Donald Trump torna a parlare alla nazione con un discorso televisivo di 18 minuti, molto atteso e attentamente analizzato. A quasi un anno dal suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente adotta un tono aggressivo, attacca il predecessore Joe Biden e rivendica i risultati della propria amministrazione, soprattutto su economia, immigrazione e politica interna, con l’obiettivo di recuperare consensi in calo.

Dal punto di vista comunicativo, il discorso è più breve e controllato del solito, ma denso di temi: dai dazi all’inflazione, dai costi dei farmaci alla produzione energetica, fino all’annuncio di assegni per le forze armate e di un nuovo presidente della Federal Reserve. Trump evita invece riferimenti concreti a possibili escalation internazionali, limitandosi a generiche affermazioni sui successi diplomatici.
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      <pubDate>Thu, 18 Dec 2025 12:18:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Nel pieno delle crisi internazionali, Donald Trump torna a parlare alla nazione con un discorso televisivo di 18 minuti, molto atteso e attentamente analizzato. A quasi un anno dal suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente adotta un tono aggressivo, attacca il predecessore Joe Biden e rivendica i risultati della propria amministrazione, soprattutto su economia, immigrazione e politica interna, con l’obiettivo di recuperare consensi in calo.

Dal punto di vista comunicativo, il discorso è più breve e controllato del solito, ma denso di temi: dai dazi all’inflazione, dai costi dei farmaci alla produzione energetica, fino all’annuncio di assegni per le forze armate e di un nuovo presidente della Federal Reserve. Trump evita invece riferimenti concreti a possibili escalation internazionali, limitandosi a generiche affermazioni sui successi diplomatici.
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        <![CDATA[<p>Nel pieno delle crisi internazionali, Donald Trump torna a parlare alla nazione con un discorso televisivo di 18 minuti, molto atteso e attentamente analizzato. A quasi un anno dal suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente adotta un tono aggressivo, attacca il predecessore Joe Biden e rivendica i risultati della propria amministrazione, soprattutto su economia, immigrazione e politica interna, con l’obiettivo di recuperare consensi in calo.</p>
<p>Dal punto di vista comunicativo, il discorso è più breve e controllato del solito, ma denso di temi: dai dazi all’inflazione, dai costi dei farmaci alla produzione energetica, fino all’annuncio di assegni per le forze armate e di un nuovo presidente della Federal Reserve. Trump evita invece riferimenti concreti a possibili escalation internazionali, limitandosi a generiche affermazioni sui successi diplomatici.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 230 - Intelligence Regno Unito: la Russia vuole esportare il caos</title>
      <description>Nonostante incontri diplomatici che hanno coinvolto mezzo mondo, di un accordo di pace tra Russia e Ucraina non c’è traccia. Mosca ha escluso persino una tregua natalizia, ribadendo di non voler rinunciare al Donbass né accettare truppe NATO come garanzia di sicurezza. Una posizione che conferma come il conflitto resti una minaccia diretta anche per l’Europa.
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      <pubDate>Wed, 17 Dec 2025 12:10:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Nonostante incontri diplomatici che hanno coinvolto mezzo mondo, di un accordo di pace tra Russia e Ucraina non c’è traccia. Mosca ha escluso persino una tregua natalizia, ribadendo di non voler rinunciare al Donbass né accettare truppe NATO come garanzia di sicurezza. Una posizione che conferma come il conflitto resti una minaccia diretta anche per l’Europa.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 229 - Russia e Ucraina: tutti i punti deboli dell'accordo di Berlino</title>
      <description>A Berlino Stati Uniti, Ucraina ed Europa hanno raggiunto un’intesa preliminare su garanzie di sicurezza per Kiev “in stile NATO”, senza invio di truppe USA ma con supporto militare e intelligence; Donald Trump si è detto pronto a portare l’accordo al Senato. L’Europa propone una forza multinazionale e impegni vincolanti contro future aggressioni russe, mentre restano aperti i nodi su Donbass e Zaporizhzhia. Mosca non ha ancora accettato l’intesa e l’opinione pubblica ucraina rifiuta concessioni territoriali, temendo un nuovo fallimento come quello del Memorandum di Budapest. Il negoziato è il più avanzato dal 2022, ma la pace resta incerta.


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      <pubDate>Tue, 16 Dec 2025 13:25:00 -0000</pubDate>
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<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 228 - Strage a Sydney: nel mondo è caccia all'ebreo</title>
      <description>La strage antisemita di Bondi Beach, durante le celebrazioni di Hanukkah, segna un punto di svolta per l’Australia e per la diaspora ebraica. L’attacco, che ha causato 15 morti e decine di feriti, si inserisce in un contesto globale di crescita senza precedenti dell’antisemitismo dopo il 7 ottobre 2023. Tra accuse politiche, tensioni internazionali e dati allarmanti sui crimini d’odio, emerge una preoccupazione più ampia: l’odio antiebraico non è più marginale ma normalizzato, e rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza delle comunità e alla tenuta delle democrazie occidentali.


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      <pubDate>Mon, 15 Dec 2025 13:39:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>La strage antisemita di Bondi Beach, durante le celebrazioni di Hanukkah, segna un punto di svolta per l’Australia e per la diaspora ebraica. L’attacco, che ha causato 15 morti e decine di feriti, si inserisce in un contesto globale di crescita senza precedenti dell’antisemitismo dopo il 7 ottobre 2023. Tra accuse politiche, tensioni internazionali e dati allarmanti sui crimini d’odio, emerge una preoccupazione più ampia: l’odio antiebraico non è più marginale ma normalizzato, e rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza delle comunità e alla tenuta delle democrazie occidentali.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 227 - Il piano segreto per di Trump per distruggere l'Europa e la gold card</title>
      <description>La nuova Trump Gold Card, un visto accelerato da 1 milione di dollari (più 15.000 di commissione), apre le porte d’America a chi può pagare, mentre per tutti gli altri si prepara un controllo di frontiera mai visto prima: cinque anni di attività social, dieci anni di email e un dossier completo sui familiari. Una stretta che trasforma l’ESTA in un interrogatorio digitale.

Ma non è l’unico fronte caldo. Il sito Defense One rivela un presunto documento strategico,  subito smentito dalla Casa Bianca, secondo cui l’amministrazione Trump vorrebbe spaccare l’Europa dall’interno, puntando su Italia, Austria, Ungheria e Polonia per indebolire Bruxelles e sostenere movimenti sovranisti filo-americani. Un’Europa divisa, unita solo dalla preoccupazione: gli USA vogliono davvero “riplasmare” l’Occidente?
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      <pubDate>Thu, 11 Dec 2025 10:19:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>La nuova Trump Gold Card, un visto accelerato da 1 milione di dollari (più 15.000 di commissione), apre le porte d’America a chi può pagare, mentre per tutti gli altri si prepara un controllo di frontiera mai visto prima: cinque anni di attività social, dieci anni di email e un dossier completo sui familiari. Una stretta che trasforma l’ESTA in un interrogatorio digitale.

Ma non è l’unico fronte caldo. Il sito Defense One rivela un presunto documento strategico,  subito smentito dalla Casa Bianca, secondo cui l’amministrazione Trump vorrebbe spaccare l’Europa dall’interno, puntando su Italia, Austria, Ungheria e Polonia per indebolire Bruxelles e sostenere movimenti sovranisti filo-americani. Un’Europa divisa, unita solo dalla preoccupazione: gli USA vogliono davvero “riplasmare” l’Occidente?
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        <![CDATA[<p>La nuova <em>Trump Gold Card</em>, un visto accelerato da 1 milione di dollari (più 15.000 di commissione), apre le porte d’America a chi può pagare, mentre per tutti gli altri si prepara un controllo di frontiera mai visto prima: cinque anni di attività social, dieci anni di email e un dossier completo sui familiari. Una stretta che trasforma l’ESTA in un interrogatorio digitale.</p>
<p>Ma non è l’unico fronte caldo. Il sito <em>Defense One</em> rivela un presunto documento strategico,  subito smentito dalla Casa Bianca, secondo cui l’amministrazione Trump vorrebbe spaccare<strong> </strong>l’Europa<strong> </strong>dall’interno, puntando su Italia, Austria, Ungheria e Polonia per indebolire Bruxelles e sostenere movimenti sovranisti filo-americani. Un’Europa divisa, unita solo dalla preoccupazione: gli USA vogliono davvero “riplasmare” l’Occidente?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 226 - Il piano dell'Ucraina, le parole di Trump e la Russia</title>
      <description>Donald Trump attacca in blocco i leader europei, definisce l’Ucraina “vicina alla sconfitta”, dice che Zelensky deve “mettersi in riga” e liquida l’Europa come un continente debole e irrilevante. Le sue parole arrivano mentre la Casa Bianca pubblica una nuova Strategia di Sicurezza Nazionale che sancisce il ripiegamento degli USA sul proprio emisfero e un drastico ridimensionamento del ruolo americano nel Vecchio Continente.
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      <pubDate>Wed, 10 Dec 2025 11:47:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 225 - Come gli Usa vogliono cambiare l'Europa</title>
      <description>Donald Trump torna a far pressione su Kiev e sugli alleati europei, accusando Zelensky di non aver letto la proposta di pace americana e dipingendo l’Europa come un ostacolo ai negoziati. Mentre Zelensky incontra i leader europei e ribadisce il rifiuto di cedere territori, Trump insiste sul fatto che Mosca sarebbe pronta a firmare e rilancia un editoriale che descrive l’Europa come “impotente” e in declino. La nuova Strategia per la sicurezza nazionale della Casa Bianca va oltre: parla di una possibile “cancellazione della civiltà europea” e propone di sostenere partiti nazionalisti per “correggere la traiettoria” del continente. Un intervento senza precedenti che rischia di dividere e indebolire ulteriormente l’Europa.

Buongiorno mondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Tue, 09 Dec 2025 10:52:00 -0000</pubDate>
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Buongiorno mondo, partiamo da qui.
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<p>Buongiorno mondo, partiamo da qui.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 224 - L’Europa avverte Zelensky: non fidarti degli Usa</title>
      <description>L’Europa è nel caos: frammentata, impaurita, tagliata fuori dai negoziati tra Stati Uniti e Russia. Un documento riservato ottenuto da Der Spiegel rivela una telefonata drammatica tra i principali leader europei: Macron avverte Zelensky che Washington potrebbe “tradire” Kyiv sulla questione territoriale; Merz parla apertamente di manipolazioni americane; Stubb dice chiaramente: “Non possiamo lasciarvi soli”. Perfino il segretario generale della NATO, Mark Rutte, sostiene che l’Ucraina vada “protetta” dagli stessi alleati occidentali.

Sul tavolo c’è il piano USA in 28 punti, discusso con Mosca senza coinvolgere né Kyiv né l’Europa . La Germania teme un accordo imposto, la Commissione Europea corre per trovare 90 miliardi da garantire all’Ucraina, mentre Belgio e Ungheria frenano. E la finestra per evitare il collasso finanziario di Kyiv si sta chiudendo.

Intanto, in Russia, Putin stringe ulteriormente la morsa sullo spazio digitale: bloccati Snapchat e ostacoli a FaceTime, estendendo il modello di controllo già applicato a WhatsApp, Instagram e Telegram.
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      <pubDate>Fri, 05 Dec 2025 12:10:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>L’Europa è nel caos: frammentata, impaurita, tagliata fuori dai negoziati tra Stati Uniti e Russia. Un documento riservato ottenuto da Der Spiegel rivela una telefonata drammatica tra i principali leader europei: Macron avverte Zelensky che Washington potrebbe “tradire” Kyiv sulla questione territoriale; Merz parla apertamente di manipolazioni americane; Stubb dice chiaramente: “Non possiamo lasciarvi soli”. Perfino il segretario generale della NATO, Mark Rutte, sostiene che l’Ucraina vada “protetta” dagli stessi alleati occidentali.

Sul tavolo c’è il piano USA in 28 punti, discusso con Mosca senza coinvolgere né Kyiv né l’Europa . La Germania teme un accordo imposto, la Commissione Europea corre per trovare 90 miliardi da garantire all’Ucraina, mentre Belgio e Ungheria frenano. E la finestra per evitare il collasso finanziario di Kyiv si sta chiudendo.

Intanto, in Russia, Putin stringe ulteriormente la morsa sullo spazio digitale: bloccati Snapchat e ostacoli a FaceTime, estendendo il modello di controllo già applicato a WhatsApp, Instagram e Telegram.
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        <![CDATA[<p>L’Europa è nel caos: frammentata, impaurita, tagliata fuori dai negoziati tra Stati Uniti e Russia. Un documento riservato ottenuto da <em>Der Spiegel</em> rivela una telefonata drammatica tra i principali leader europei: Macron avverte Zelensky che Washington potrebbe “tradire” Kyiv sulla questione territoriale; Merz parla apertamente di manipolazioni americane; Stubb dice chiaramente: “Non possiamo lasciarvi soli”. Perfino il segretario generale della NATO, Mark Rutte, sostiene che l’Ucraina vada “protetta” dagli stessi alleati occidentali.</p>
<p>Sul tavolo c’è il piano USA in 28 punti, discusso con Mosca senza coinvolgere né Kyiv né l’Europa . La Germania teme un accordo imposto, la Commissione Europea corre per trovare 90 miliardi da garantire all’Ucraina, mentre Belgio e Ungheria frenano. E la finestra per evitare il collasso finanziario di Kyiv si sta chiudendo.</p>
<p>Intanto, in Russia, Putin stringe ulteriormente la morsa sullo spazio digitale: bloccati Snapchat e ostacoli a FaceTime, estendendo il modello di controllo già applicato a WhatsApp, Instagram e Telegram.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 223 - Le soluzioni di Putin per continuare la guerra in Ucraina</title>
      <description>Da giorni si discute di un possibile accordo di pace tra Russia e Ucraina, con gli Stati Uniti protagonisti e l’Europa ai margini. La missione di Witkoff e Kushner, inviati da Donald Trump, che hanno sorvolato Bruxelles senza incontrare Zelensky per proseguire verso Mosca, arriva mentre l’UE tenta di chiudere la stagione del gas russo. Sullo sfondo, l’economia russa rallenta: entrate petrolifere a -35%, crescita allo 0,6% e 17 settori industriali in contrazione. Mosca risponde con un bilancio 2026 che aumenta l’IVA e destina il 38% della spesa alla guerra, mentre vende oro per finanziarsi. Intanto Putin vola in India per rafforzare un’alleanza strategica in equilibrio con le pressioni americane. L’UE fissa al 2027 la fine del gas russo, misura che peserà su Mosca ma senza effetti immediati, dato il crescente orientamento energetico russo verso Asia e Turchia.

Buongiorno Mondo, partiamo da qui
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      <pubDate>Thu, 04 Dec 2025 11:32:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Da giorni si discute di un possibile accordo di pace tra Russia e Ucraina, con gli Stati Uniti protagonisti e l’Europa ai margini. La missione di Witkoff e Kushner, inviati da Donald Trump, che hanno sorvolato Bruxelles senza incontrare Zelensky per proseguire verso Mosca, arriva mentre l’UE tenta di chiudere la stagione del gas russo. Sullo sfondo, l’economia russa rallenta: entrate petrolifere a -35%, crescita allo 0,6% e 17 settori industriali in contrazione. Mosca risponde con un bilancio 2026 che aumenta l’IVA e destina il 38% della spesa alla guerra, mentre vende oro per finanziarsi. Intanto Putin vola in India per rafforzare un’alleanza strategica in equilibrio con le pressioni americane. L’UE fissa al 2027 la fine del gas russo, misura che peserà su Mosca ma senza effetti immediati, dato il crescente orientamento energetico russo verso Asia e Turchia.

Buongiorno Mondo, partiamo da qui
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        <![CDATA[<p>Da giorni si discute di un possibile accordo di pace tra Russia e Ucraina, con gli Stati Uniti protagonisti e l’Europa ai margini. La missione di Witkoff e Kushner, inviati da Donald Trump, che hanno sorvolato Bruxelles senza incontrare Zelensky per proseguire verso Mosca, arriva mentre l’UE tenta di chiudere la stagione del gas russo. Sullo sfondo, l’economia russa rallenta: entrate petrolifere a -35%, crescita allo 0,6% e 17 settori industriali in contrazione. Mosca risponde con un bilancio 2026 che aumenta l’IVA e destina il 38% della spesa alla guerra, mentre vende oro per finanziarsi. Intanto Putin vola in India per rafforzare un’alleanza strategica in equilibrio con le pressioni americane. L’UE fissa al 2027 la fine del gas russo, misura che peserà su Mosca ma senza effetti immediati, dato il crescente orientamento energetico russo verso Asia e Turchia.</p>
<p>Buongiorno Mondo, partiamo da qui</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 222 - Putin minaccia l'Europa, mentre Bruxelles si spacca</title>
      <description>La tensione tra Europa e Russia continua a crescere, mentre a Mosca Vladimir Putin ha incontrato l’inviato speciale di Donald Trump e Jared Kushner per colloqui sulla pace in Ucraina, senza però giungere a risultati concreti. Putin ha lanciato avvertimenti diretti all’Europa, accusandola di ostacolare il processo negoziale e dichiarando che solo gli Stati Uniti sono interlocutori credibili. Sul fronte europeo, Ursula von der Leyen propone di usare 140 miliardi di riserve russe congelate per sostenere l’Ucraina, ma tra la BCE, il Belgio e Euroclear si crea un complesso stallo tecnico e politico che impedisce l’avanzamento del piano. In sintesi, le divisioni tra Mosca, Washington e l’Europa rendono estremamente difficile trovare un accordo di pace.
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      <pubDate>Wed, 03 Dec 2025 12:23:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>La tensione tra Europa e Russia continua a crescere, mentre a Mosca Vladimir Putin ha incontrato l’inviato speciale di Donald Trump e Jared Kushner per colloqui sulla pace in Ucraina, senza però giungere a risultati concreti. Putin ha lanciato avvertimenti diretti all’Europa, accusandola di ostacolare il processo negoziale e dichiarando che solo gli Stati Uniti sono interlocutori credibili. Sul fronte europeo, Ursula von der Leyen propone di usare 140 miliardi di riserve russe congelate per sostenere l’Ucraina, ma tra la BCE, il Belgio e Euroclear si crea un complesso stallo tecnico e politico che impedisce l’avanzamento del piano. In sintesi, le divisioni tra Mosca, Washington e l’Europa rendono estremamente difficile trovare un accordo di pace.
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        <![CDATA[<p>La tensione tra Europa e Russia continua a crescere, mentre a Mosca Vladimir Putin ha incontrato l’inviato speciale di Donald Trump e Jared Kushner per colloqui sulla pace in Ucraina, senza però giungere a risultati concreti. Putin ha lanciato avvertimenti diretti all’Europa, accusandola di ostacolare il processo negoziale e dichiarando che solo gli Stati Uniti sono interlocutori credibili. Sul fronte europeo, Ursula von der Leyen propone di usare 140 miliardi di riserve russe congelate per sostenere l’Ucraina, ma tra la BCE, il Belgio e Euroclear si crea un complesso stallo tecnico e politico che impedisce l’avanzamento del piano. In sintesi, le divisioni tra Mosca, Washington e l’Europa rendono estremamente difficile trovare un accordo di pace.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 221 - La Nato valuta attacchi preventivi contro Mosca: l'analisi</title>
      <description>Le parole dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone al Financial Times hanno fatto tremare l’Europa: per la prima volta un vertice della NATO ammette che l’Alleanza sta valutando azioni preventive contro la Russia. Non missili, ma operazioni cyber, anti-sabotaggio e difesa attiva contro droni, spionaggio e disinformazione. Mosca reagisce furiosa, parla di “provocazione” e accusa l’Occidente di voler sabotare i negoziati di pace.


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      <pubDate>Tue, 02 Dec 2025 12:41:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Le parole dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone al <em>Financial Times</em> hanno fatto tremare l’Europa: per la prima volta un vertice della NATO ammette che l’Alleanza sta valutando azioni preventive contro la Russia. Non missili, ma operazioni cyber, anti-sabotaggio e difesa attiva contro droni, spionaggio e disinformazione. Mosca reagisce furiosa, parla di “provocazione” e accusa l’Occidente di voler sabotare i negoziati di pace.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 220 - L'Europa si prepara alla guerra con la Russia? Piani pronti e il richiamo alla leva</title>
      <description>Trump dice che un accordo di pace per l’Ucraina è “possibile”, ma intanto Kiev trema: Andriy Yermak, il potentissimo capo di gabinetto e uomo-ombra di Zelensky, lascia il governo travolto dallo scandalo di corruzione. E mentre l’Ucraina perde pezzi, in Europa accade qualcosa di inedito: la Germania ha preparato un piano segreto di 1.200 pagine per affrontare una possibile guerra su larga scala con la Russia. Rifugi antiatomici, mappe strategiche, mobilitazioni di massa e persino l’ipotesi di reintrodurre la leva obbligatoria.

Una svolta che accelera l’allarme in tutta l’Unione: la Francia valuta misure simili e l’Italia, con Crosetto, prepara una “riserva modulare” per fronteggiare guerre ibride ed emergenze, pur escludendo la leva tradizionale. 
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      <pubDate>Mon, 01 Dec 2025 11:32:00 -0000</pubDate>
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Una svolta che accelera l’allarme in tutta l’Unione: la Francia valuta misure simili e l’Italia, con Crosetto, prepara una “riserva modulare” per fronteggiare guerre ibride ed emergenze, pur escludendo la leva tradizionale. 
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        <![CDATA[<p>Trump dice che un accordo di pace per l’Ucraina è “possibile”, ma intanto Kiev trema: Andriy Yermak, il potentissimo capo di gabinetto e uomo-ombra di Zelensky, lascia il governo travolto dallo scandalo di corruzione. E mentre l’Ucraina perde pezzi, in Europa accade qualcosa di inedito: la Germania ha preparato un piano segreto di 1.200 pagine per affrontare una possibile guerra su larga scala con la Russia. Rifugi antiatomici, mappe strategiche, mobilitazioni di massa e persino l’ipotesi di reintrodurre la leva obbligatoria.</p>
<p>Una svolta che accelera l’allarme in tutta l’Unione: la Francia valuta misure simili e l’Italia, con Crosetto, prepara una “riserva modulare” per fronteggiare guerre ibride ed emergenze, pur escludendo la leva tradizionale. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>219 - Russia - Ucraina: Chi ha incastrato Steve Witkoff?</title>
      <description>Un attentato nel cuore di Washington ferisce due membri della Guardia Nazionale: Trump parla di “atto di terrore” e punta il dito contro l’accoglienza degli afghani voluta da Biden. Ma mentre fuori dalla Casa Bianca si spara, dentro esplode un caso politico ancora più clamoroso: la telefonata segreta che rivela il ruolo dell’inviato Steve Witkoff nei negoziati con la Russia per chiudere la guerra in Ucraina.


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      <pubDate>Thu, 27 Nov 2025 14:23:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>LA7</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Un attentato nel cuore di Washington ferisce due membri della Guardia Nazionale: Trump parla di “atto di terrore” e punta il dito contro l’accoglienza degli afghani voluta da Biden. Ma mentre fuori dalla Casa Bianca si spara, dentro esplode un caso politico ancora più clamoroso: la telefonata segreta che rivela il ruolo dell’inviato Steve Witkoff nei negoziati con la Russia per chiudere la guerra in Ucraina.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 218 - Perché dobbiamo mantenere alta l'attenzione su Gaza e Cisgiordania</title>
      <description>La puntata è dedicata alla situazione in Cisgiordania e Gaza, rimasta in ombra mentre l’attenzione mondiale è rivolta ad altre crisi. A Gaza, nonostante il cessate il fuoco, la tregua è stata violata centinaia di volte e la popolazione vive in condizioni drammatiche tra distruzioni, piogge torrenziali e mancati aiuti. La Gaza Humanitarian Foundation chiude dopo cinque mesi, segnando il fallimento del modello di distribuzione militarizzato.

In Cisgiordania, l’esercito israeliano ha avviato un’ampia operazione con arresti e minacce alla popolazione, mentre continua una campagna di espulsioni di massa: oltre 32.000 palestinesi sono stati sfollati dall’inizio del 2025. Con più di 1.000 palestinesi uccisi dal 2023 e attacchi dei coloni in aumento, l’annessione de facto avanza, erodendo ogni prospettiva di uno Stato palestinese.
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      <pubDate>Wed, 26 Nov 2025 12:22:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>La puntata è dedicata alla situazione in Cisgiordania e Gaza, rimasta in ombra mentre l’attenzione mondiale è rivolta ad altre crisi. A Gaza, nonostante il cessate il fuoco, la tregua è stata violata centinaia di volte e la popolazione vive in condizioni drammatiche tra distruzioni, piogge torrenziali e mancati aiuti. La Gaza Humanitarian Foundation chiude dopo cinque mesi, segnando il fallimento del modello di distribuzione militarizzato.

In Cisgiordania, l’esercito israeliano ha avviato un’ampia operazione con arresti e minacce alla popolazione, mentre continua una campagna di espulsioni di massa: oltre 32.000 palestinesi sono stati sfollati dall’inizio del 2025. Con più di 1.000 palestinesi uccisi dal 2023 e attacchi dei coloni in aumento, l’annessione de facto avanza, erodendo ogni prospettiva di uno Stato palestinese.
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        <![CDATA[<p>La puntata è dedicata alla situazione in Cisgiordania e Gaza, rimasta in ombra mentre l’attenzione mondiale è rivolta ad altre crisi. A Gaza, nonostante il cessate il fuoco, la tregua è stata violata centinaia di volte e la popolazione vive in condizioni drammatiche tra distruzioni, piogge torrenziali e mancati aiuti. La Gaza Humanitarian Foundation chiude dopo cinque mesi, segnando il fallimento del modello di distribuzione militarizzato.</p>
<p>In Cisgiordania, l’esercito israeliano ha avviato un’ampia operazione con arresti e minacce alla popolazione, mentre continua una campagna di espulsioni di massa: oltre 32.000 palestinesi sono stati sfollati dall’inizio del 2025. Con più di 1.000 palestinesi uccisi dal 2023 e attacchi dei coloni in aumento, l’annessione de facto avanza, erodendo ogni prospettiva di uno Stato palestinese.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 217 - Ucraina - USA - Russia: cronistoria del piano</title>
      <description>La puntata approfondisce i retroscena del nuovo piano di pace per l’Ucraina e le dinamiche che stanno ridefinendo gli equilibri globali. Dalle pressioni di Trump su Zelensky ai negoziati tesi di Ginevra, passando per il ruolo di Rubio, delle cancellerie europee e delle potenze coinvolte.
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      <pubDate>Tue, 25 Nov 2025 10:20:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 216 - Accordo  Russia - Ucraina: l'Europa e perché Putin potrebbe non accettarlo</title>
      <description>Gli Stati Uniti hanno messo sul tavolo un piano di pace che potrebbe chiudere la guerra in Ucraina. Ma rischia di aprirne un’altra: quella diplomatica con Kiev e con l’Europa. 



BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Mon, 24 Nov 2025 11:48:00 -0000</pubDate>
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BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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        <![CDATA[<p>Gli Stati Uniti hanno messo sul tavolo un piano di pace che potrebbe chiudere la guerra in Ucraina. Ma rischia di aprirne un’altra: quella diplomatica con Kiev e con l’Europa. </p>
<p><br></p>
<p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 215 - Il piano degli Usa per l'Ucraina: i 28 punti e l'Europa</title>
      <description>Gli Stati Uniti stanno trattando con la Russia un piano di pace in 28 punti per l’Ucraina: concessioni territoriali, dimezzamento dell’esercito ucraino, rinvio della NATO per decenni. 

In questa puntata raccontiamo il contenuto del piano Trump, perché spaventa Kiev e l’Europa, cosa sta davvero succedendo in Polonia e perché cresce la sensazione che la sicurezza europea non sia mai stata così fragile dal 1945.
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      <pubDate>Fri, 21 Nov 2025 09:36:00 -0000</pubDate>
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In questa puntata raccontiamo il contenuto del piano Trump, perché spaventa Kiev e l’Europa, cosa sta davvero succedendo in Polonia e perché cresce la sensazione che la sicurezza europea non sia mai stata così fragile dal 1945.
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        <![CDATA[<p>Gli Stati Uniti stanno trattando con la Russia un piano di pace in 28 punti per l’Ucraina: concessioni territoriali, dimezzamento dell’esercito ucraino, rinvio della NATO per decenni. </p>
<p>In questa puntata raccontiamo il contenuto del piano Trump, perché spaventa Kiev e l’Europa, cosa sta davvero succedendo in Polonia e perché cresce la sensazione che la sicurezza europea non sia mai stata così fragile dal 1945.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 214 - Guerra ibrida, allerta alta in Italia: ecco il dossier</title>
      <description>L’Italia è già sotto attacco. Non con carri armati o missili, ma con una guerra silenziosa che mira a spegnere il Paese dall’interno: cyber-attacchi, sabotaggi, disinformazione, droni sopra infrastrutture critiche, pressioni economiche. È la guerra ibrida, descritta nero su bianco nel nuovo report del ministro Crosetto.

Chi ci sta colpendo? Cosa vogliono? 
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      <pubDate>Thu, 20 Nov 2025 10:59:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>LA7</itunes:author>
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      <itunes:summary>L’Italia è già sotto attacco. Non con carri armati o missili, ma con una guerra silenziosa che mira a spegnere il Paese dall’interno: cyber-attacchi, sabotaggi, disinformazione, droni sopra infrastrutture critiche, pressioni economiche. È la guerra ibrida, descritta nero su bianco nel nuovo report del ministro Crosetto.

Chi ci sta colpendo? Cosa vogliono? 
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        <![CDATA[<p>L’Italia è già sotto attacco. Non con carri armati o missili, ma con una guerra silenziosa che mira a spegnere il Paese dall’interno: cyber-attacchi, sabotaggi, disinformazione, droni sopra infrastrutture critiche, pressioni economiche. È la guerra ibrida, descritta nero su bianco nel nuovo report del ministro Crosetto.</p>
<p>Chi ci sta colpendo? Cosa vogliono? </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 213 - Trump e gli affari con l'Arabia Saudita: il potere di Bin Salman</title>
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      <pubDate>Tue, 18 Nov 2025 13:21:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep . 212 - Guerra in Ucraina: i rischi per l'Europa</title>
      <description>La notte in Ucraina è stata segnata da nuovi e violenti bombardamenti: tre morti e dieci feriti a Kharkiv, mentre a Odessa sono finiti nuovamente nel mirino gli impianti energetici. Sul fronte internazionale, Donald Trump annuncia una legge per punire chiunque continui a fare affari con Mosca, possibile stretta anche sull’Iran. Intanto in Europa cresce la tensione: nuovi avvistamenti di droni hanno portato alla chiusura temporanea dello spazio aereo danese.


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      <pubDate>Mon, 17 Nov 2025 12:25:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>La notte in Ucraina è stata segnata da nuovi e violenti bombardamenti: tre morti e dieci feriti a Kharkiv, mentre a Odessa sono finiti nuovamente nel mirino gli impianti energetici. Sul fronte internazionale, Donald Trump annuncia una legge per punire chiunque continui a fare affari con Mosca, possibile stretta anche sull’Iran. Intanto in Europa cresce la tensione: nuovi avvistamenti di droni hanno portato alla chiusura temporanea dello spazio aereo danese.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep.211 - Trump e il caso Jeffrey Epstein: tutta la vicenda.</title>
      <description>Un’ondata di nuovi documenti – oltre 23mila – minaccia di riaprire uno degli scandali più oscuri della storia contemporanea: il caso Jeffrey Epstein. Tra nomi potenti, festini, ricatti e informazioni compromettenti, emerge anche quello dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Cosa ha fatto? Cosa sapeva? Dalle denunce del 1996 alle indagini del 2005, dalle mail inquietanti agli scambi mai resi pubblici, il quadro che prende forma è quello di un rapporto ambiguo, fatto di amicizie finite, ossessioni e presunte menzogne. Mentre il Congresso valuta se rendere pubblici tutti i documenti, una domanda resta sospesa: se la verità su Trump venisse alla luce, quali conseguenze avrebbe per la politica americana?


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      <pubDate>Fri, 14 Nov 2025 13:23:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Un’ondata di nuovi documenti – oltre 23mila – minaccia di riaprire uno degli scandali più oscuri della storia contemporanea: il caso Jeffrey Epstein. Tra nomi potenti, festini, ricatti e informazioni compromettenti, emerge anche quello dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Cosa ha fatto? Cosa sapeva? Dalle denunce del 1996 alle indagini del 2005, dalle mail inquietanti agli scambi mai resi pubblici, il quadro che prende forma è quello di un rapporto ambiguo, fatto di amicizie finite, ossessioni e presunte menzogne. Mentre il Congresso valuta se rendere pubblici tutti i documenti, una domanda resta sospesa: se la verità su Trump venisse alla luce, quali conseguenze avrebbe per la politica americana?</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 210 - L'avanzata dei russi in Ucraina e il più grande caso di corruzione</title>
      <description>La puntata racconta una delle fasi più critiche per l’Ucraina dall’inizio della guerra. Mentre l’esercito russo avanza nel Donbass, entrando a Pokrovsk sotto la copertura della nebbia e costringendo gli ucraini a ritirarsi anche a sud, un enorme scandalo di corruzione scuote il governo di Kiev.


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      <pubDate>Wed, 12 Nov 2025 12:12:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>La puntata racconta una delle fasi più critiche per l’Ucraina dall’inizio della guerra. Mentre l’esercito russo avanza nel Donbass, entrando a Pokrovsk sotto la copertura della nebbia e costringendo gli ucraini a ritirarsi anche a sud, un enorme scandalo di corruzione scuote il governo di Kiev.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 209 - Guerra tra Cina e Usa: come l'intelligenza artificiale cambierà la geopolitica</title>
      <description>La puntata esplora come la corsa all’intelligenza artificiale stia ridefinendo gli equilibri globali, trasformando la competizione tra Stati Uniti e Cina in una nuova guerra fredda tecnologica. 

Mentre gli Stati Uniti mantengono ancora il vantaggio nei modelli più avanzati e nei capitali da investimento, la Cina risponde con velocità, centralizzazione e una vasta forza ingegneristica. La posta in gioco è enorme: chi controllerà per primo un’intelligenza artificiale in grado di auto-migliorarsi potrebbe ottenere una supremazia economica, scientifica e militare senza precedenti.
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      <pubDate>Tue, 11 Nov 2025 12:31:00 -0000</pubDate>
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Mentre gli Stati Uniti mantengono ancora il vantaggio nei modelli più avanzati e nei capitali da investimento, la Cina risponde con velocità, centralizzazione e una vasta forza ingegneristica. La posta in gioco è enorme: chi controllerà per primo un’intelligenza artificiale in grado di auto-migliorarsi potrebbe ottenere una supremazia economica, scientifica e militare senza precedenti.
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        <![CDATA[<p>La puntata esplora come la corsa all’intelligenza artificiale stia ridefinendo gli equilibri globali, trasformando la competizione tra Stati Uniti e Cina in una nuova guerra fredda tecnologica. </p>
<p>Mentre gli Stati Uniti mantengono ancora il vantaggio nei modelli più avanzati e nei capitali da investimento, la Cina risponde con velocità, centralizzazione e una vasta forza ingegneristica. La posta in gioco è enorme: chi controllerà per primo un’intelligenza artificiale in grado di auto-migliorarsi potrebbe ottenere una supremazia economica, scientifica e militare senza precedenti.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 208 - Elon Musk e il suo esercito di robot</title>
      <description>La puntata racconta l’approvazione, da parte degli azionisti di Tesla, del maxi–pacchetto di compensi che potrebbe trasformare Elon Musk nel primo trilionario della storia. Una decisione presa mentre l’azienda punta sempre meno sulle auto elettriche e sempre più sulla robotica umanoide e l’intelligenza artificiale, in particolare sul progetto Optimus: il robot che Musk presenta come la chiave per "eliminare la povertà" e trasformare la forza lavoro globale.

La notizia arriva in contrasto netto con quanto accade a New York, dove il nuovo sindaco socialista Zohran Mamdani propone di tassare milionari e imprese per finanziare servizi pubblici e case popolari. Due visioni opposte dell’Occidente: da una parte la concentrazione estrema della ricchezza e della tecnologia, dall’altra il tentativo di ridistribuirla.


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      <pubDate>Mon, 10 Nov 2025 13:44:00 -0000</pubDate>
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La notizia arriva in contrasto netto con quanto accade a New York, dove il nuovo sindaco socialista Zohran Mamdani propone di tassare milionari e imprese per finanziare servizi pubblici e case popolari. Due visioni opposte dell’Occidente: da una parte la concentrazione estrema della ricchezza e della tecnologia, dall’altra il tentativo di ridistribuirla.


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        <![CDATA[<p>La puntata racconta l’approvazione, da parte degli azionisti di Tesla, del maxi–pacchetto di compensi che potrebbe trasformare Elon Musk nel primo trilionario della storia. Una decisione presa mentre l’azienda punta sempre meno sulle auto elettriche e sempre più sulla robotica umanoide e l’intelligenza artificiale, in particolare sul progetto Optimus: il robot che Musk presenta come la chiave per "eliminare la povertà" e trasformare la forza lavoro globale.</p>
<p>La notizia arriva in contrasto netto con quanto accade a New York, dove il nuovo sindaco socialista Zohran Mamdani propone di tassare milionari e imprese per finanziare servizi pubblici e case popolari. Due visioni opposte dell’Occidente: da una parte la concentrazione estrema della ricchezza e della tecnologia, dall’altra il tentativo di ridistribuirla.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 207 - Zoharan Mamdani e il difficile piano economico per New York</title>
      <description>La puntata analizza nel dettaglio il programma economico del nuovo sindaco di New York, Zohran Mamdani, diventato simbolo di una svolta progressista dopo la vittoria dei democratici a New York, in Virginia e nel New Jersey. 

Mentre Donald Trump reagisce con attacchi e sarcasmo, emerge il nodo centrale: le proposte di Mamdani, assistenza all’infanzia universale, case a prezzi accessibili, aumento delle tasse sui più ricchi e trasporti gratuiti, sono molto popolari tra i cittadini, ma difficili da finanziare. Il piano richiede il sostegno del governo statale e rischia di spingere capitali e imprese fuori dalla città. Si apre così la sfida: New York può davvero diventare il laboratorio progressista d’America o finirà schiacciata tra deficit di bilancio, fuga dei contribuenti e veto dei poteri economici?
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      <pubDate>Thu, 06 Nov 2025 11:55:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>LA7</itunes:author>
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      <itunes:summary>La puntata analizza nel dettaglio il programma economico del nuovo sindaco di New York, Zohran Mamdani, diventato simbolo di una svolta progressista dopo la vittoria dei democratici a New York, in Virginia e nel New Jersey. 

Mentre Donald Trump reagisce con attacchi e sarcasmo, emerge il nodo centrale: le proposte di Mamdani, assistenza all’infanzia universale, case a prezzi accessibili, aumento delle tasse sui più ricchi e trasporti gratuiti, sono molto popolari tra i cittadini, ma difficili da finanziare. Il piano richiede il sostegno del governo statale e rischia di spingere capitali e imprese fuori dalla città. Si apre così la sfida: New York può davvero diventare il laboratorio progressista d’America o finirà schiacciata tra deficit di bilancio, fuga dei contribuenti e veto dei poteri economici?
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        <![CDATA[<p>La puntata analizza nel dettaglio il programma economico del nuovo sindaco di New York, Zohran Mamdani, diventato simbolo di una svolta progressista dopo la vittoria dei democratici a New York, in Virginia e nel New Jersey. </p>
<p>Mentre Donald Trump reagisce con attacchi e sarcasmo, emerge il nodo centrale: le proposte di Mamdani, assistenza all’infanzia universale, case a prezzi accessibili, aumento delle tasse sui più ricchi e trasporti gratuiti, sono molto popolari tra i cittadini, ma difficili da finanziare. Il piano richiede il sostegno del governo statale e rischia di spingere capitali e imprese fuori dalla città. Si apre così la sfida: New York può davvero diventare il laboratorio progressista d’America o finirà schiacciata tra deficit di bilancio, fuga dei contribuenti e veto dei poteri economici?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 206 - Zohran Mamdani vince a New York: analisi del voto che ha sconfitto Trump</title>
      <description>La puntata è dedicata allo sconvolgimento politico avvenuto negli Stati Uniti con l’elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York: 34 anni, primo sindaco musulmano della città, socialista, outsider totale che ha sconfitto l’establishment democratico. La sua vittoria, sostenuta da giovani e movimenti progressisti, arriva in una notte in cui anche altri candidati democratici vincono in Stati chiave come Virginia e New Jersey, segnando la prima vera controffensiva politica al trumpismo dopo mesi di demoralizzazione del partito. 

Ma questa nuova energia apre anche una sfida interna tra l’ala socialista e quella moderata dei democratici. New York festeggia il cambiamento, ma il partito ora deve decidere quale identità scegliere per il futuro.
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      <pubDate>Wed, 05 Nov 2025 12:00:00 -0000</pubDate>
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Ma questa nuova energia apre anche una sfida interna tra l’ala socialista e quella moderata dei democratici. New York festeggia il cambiamento, ma il partito ora deve decidere quale identità scegliere per il futuro.
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        <![CDATA[<p>La puntata è dedicata allo sconvolgimento politico avvenuto negli Stati Uniti con l’elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York: 34 anni, primo sindaco musulmano della città, socialista, outsider totale che ha sconfitto l’establishment democratico. La sua vittoria, sostenuta da giovani e movimenti progressisti, arriva in una notte in cui anche altri candidati democratici vincono in Stati chiave come Virginia e New Jersey, segnando la prima vera controffensiva politica al trumpismo dopo mesi di demoralizzazione del partito. </p>
<p>Ma questa nuova energia apre anche una sfida interna tra l’ala socialista e quella moderata dei democratici. New York festeggia il cambiamento, ma il partito ora deve decidere quale identità scegliere per il futuro.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 205 - L'omicidio di Rabin e gli accordi mancati</title>
      <description>A trent’anni dall’assassinio di Yitzhak Rabin, Israele ricorda l’uomo che provò a firmare la pace. Ma il paese che scende in piazza oggi non è più quello del 1995: è diviso, ferito, polarizzato. La memoria degli Accordi di Oslo convive con un presente segnato dal 7 ottobre, dalla guerra a Gaza e da una leadership politica che allora, con Benjamin Netanyahu, alimentò l’odio contro Rabin e oggi guida il governo.

Mentre la tregua con Hamas resta fragile, Israele guarda al suo passato per capire se la pace sia ancora possibile. 
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      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 11:13:00 -0000</pubDate>
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Mentre la tregua con Hamas resta fragile, Israele guarda al suo passato per capire se la pace sia ancora possibile. 
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<p>Mentre la tregua con Hamas resta fragile, Israele guarda al suo passato per capire se la pace sia ancora possibile. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 204 - Trump, il Venezuela e la posizione di Putin</title>
      <description>Donald Trump agita di nuovo la scena internazionale: ha annunciato che Nicolás Maduro, presidente del Venezuela, “ha le ore contate”. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno spostato la portaerei USS Ford al largo delle coste di Caracas, segnale di un possibile intervento militare.

Trump giustifica la mossa con la guerra ai narcotrafficanti e al fentanyl, ma dietro c’è molto di più: la volontà di tornare a esercitare influenza sull’America Latina, ricchissima di minerali strategici per la transizione energetica.

Mentre Washington valuta attacchi mirati, Mosca dichiara il suo sostegno a Maduro, trasformando di fatto il Venezuela nella nuova Cuba della crisi globale.
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      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 09:53:00 -0000</pubDate>
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Trump giustifica la mossa con la guerra ai narcotrafficanti e al fentanyl, ma dietro c’è molto di più: la volontà di tornare a esercitare influenza sull’America Latina, ricchissima di minerali strategici per la transizione energetica.

Mentre Washington valuta attacchi mirati, Mosca dichiara il suo sostegno a Maduro, trasformando di fatto il Venezuela nella nuova Cuba della crisi globale.
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        <![CDATA[<p>Donald Trump agita di nuovo la scena internazionale: ha annunciato che Nicolás Maduro, presidente del Venezuela, “ha le ore contate”. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno spostato la portaerei USS Ford al largo delle coste di Caracas, segnale di un possibile intervento militare.</p>
<p>Trump giustifica la mossa con la guerra ai narcotrafficanti e al fentanyl, ma dietro c’è molto di più: la volontà di tornare a esercitare influenza sull’America Latina, ricchissima di minerali strategici per la transizione energetica.</p>
<p>Mentre Washington valuta attacchi mirati, Mosca dichiara il suo sostegno a Maduro, trasformando di fatto il Venezuela nella nuova Cuba della crisi globale.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 203 - Trump ordina i test nucleari: cosa può accadere</title>
      <description>Donald Trump ha annunciato a sorpresa l’intenzione di riprendere i test nucleari americani, fermi dal 1992. Un gesto che riporta a scenari da Guerra Fredda e rischia di riaccendere la corsa agli armamenti. Gli esperti avvertono: se gli Stati Uniti tornano a testare, anche Russia e Cina potrebbero seguirli. Le parole di Trump, giudicate pericolose, fanno temere un nuovo equilibrio nucleare instabile.

Buongiorno mondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 09:53:00 -0000</pubDate>
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Buongiorno mondo, partiamo da qui.
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<p>Buongiorno mondo, partiamo da qui.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 202 - Trump e Xi: cosa hanno deciso.</title>
      <description>Faccia a faccia tra Donald Trump e Xi Jinping dopo mesi di tensioni e dazi incrociati. In questa puntata di Buongiorno Mondo analizziamo cosa è successo davvero nell’incontro tra le due superpotenze: dall’accordo su soia e fentanyl, al nodo strategico delle terre rare, fino alle nuove tensioni legate ai test nucleari annunciati da Washington.
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      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 09:52:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Faccia a faccia tra Donald Trump e Xi Jinping dopo mesi di tensioni e dazi incrociati. In questa puntata di <em>Buongiorno Mondo</em> analizziamo cosa è successo davvero nell’incontro tra le due superpotenze: dall’accordo su soia e fentanyl, al nodo strategico delle terre rare, fino alle nuove tensioni legate ai test nucleari annunciati da Washington.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 201 -  Israele e la tregua fragile: cosa succede adesso</title>
      <description>La tregua tra Israele e Hamas vacilla. A Gaza, nuovi bombardamenti dell’esercito israeliano hanno colpito l’area dell’ospedale di Khan Younis e Rafah, causando oltre 90 morti, molti dei quali bambini. L’escalation è arrivata dopo la diffusione di un video, ripreso da un drone israeliano, che mostrerebbe Hamas inscenare il ritrovamento del corpo di un ostaggio. Israele accusa il gruppo di non voler consegnare gli ultimi 13 corpi previsti dalla fase uno dell’accordo.
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      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 09:51:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 200 - La Russia e la Chernobyl volante: il messaggio agli Usa</title>
      <description>La puntata si apre con la visita di Viktor Orbán in Italia e le sue dichiarazioni contro Donald Trump sul rapporto con Putin, creando imbarazzo nel governo italiano. Intanto, il confronto tra Stati Uniti e Russia si riaccende: Vladimir Putin annuncia il test del missile nucleare Burevestnik, capace di eludere i sistemi di difesa occidentali. L’arma viene presentata come risposta strategica allo “scudo missilistico” voluto da Trump.

Il gesto arriva in un momento delicato: a febbraio scadrà il trattato New START, l’ultimo grande accordo sul controllo degli armamenti nucleari tra Washington e Mosca. Putin propone di rinnovarlo. Trump dice che potrebbe essere possibile. Ma, sullo sfondo, la guerra in Ucraina continua, i rapporti USA-Russia oscillano tra minacce e apertura, e l’equilibrio globale torna a giocarsi sul filo del nucleare.
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      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 09:50:00 -0000</pubDate>
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Il gesto arriva in un momento delicato: a febbraio scadrà il trattato New START, l’ultimo grande accordo sul controllo degli armamenti nucleari tra Washington e Mosca. Putin propone di rinnovarlo. Trump dice che potrebbe essere possibile. Ma, sullo sfondo, la guerra in Ucraina continua, i rapporti USA-Russia oscillano tra minacce e apertura, e l’equilibrio globale torna a giocarsi sul filo del nucleare.
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<p>Il gesto arriva in un momento delicato: a febbraio scadrà il trattato New START, l’ultimo grande accordo sul controllo degli armamenti nucleari tra Washington e Mosca. Putin propone di rinnovarlo. Trump dice che potrebbe essere possibile. Ma, sullo sfondo, la guerra in Ucraina continua, i rapporti USA-Russia oscillano tra minacce e apertura, e l’equilibrio globale torna a giocarsi sul filo del nucleare.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 199 - Come Israele potrebbe mantenere il controllo di Gaza</title>
      <description>Dopo l’annuncio shock dell’annessione della Cisgiordania, arriva la frenata americana. Il vicepresidente J.D. Vance, in visita a Tel Aviv, definisce il voto della Knesset “una stupida provocazione politica”. Donald Trump ribadisce: “L’annessione non ci sarà, ho dato la mia parola ai Paesi arabi.”

Ma mentre a Gerusalemme si gioca una partita politica tra Netanyahu e Washington, il futuro di Gaza resta sospeso.

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      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 09:50:00 -0000</pubDate>
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Ma mentre a Gerusalemme si gioca una partita politica tra Netanyahu e Washington, il futuro di Gaza resta sospeso.

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<p>Ma mentre a Gerusalemme si gioca una partita politica tra Netanyahu e Washington, il futuro di Gaza resta sospeso.<br>
</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 198 - Israele vota l'annessione della Cisgiordania: cosa accade ora</title>
      <description>A Gaza, 54 corpi non identificati vengono sepolti nella sabbia di Deir al-Balah, mentre continua lo scambio di resti tra Israele e Hamas. A un’ora e mezza di distanza, a Gerusalemme, la Knesset approva in prima lettura la legge per l’annessione della Cisgiordania: un passo che cancellerebbe ogni prospettiva di nascita di uno Stato palestinese.

Protagonisti di questa giornata drammatica: il deputato ultrareligioso Avi Maoz, autore della legge; Benjamin Netanyahu, che tenta di frenare la sua stessa maggioranza; e il vicepresidente americano J.D. Vance, in visita a Israele mentre Donald Trump cerca di salvare la sua “pace eterna” nel Medio Oriente.
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      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 09:49:00 -0000</pubDate>
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Protagonisti di questa giornata drammatica: il deputato ultrareligioso Avi Maoz, autore della legge; Benjamin Netanyahu, che tenta di frenare la sua stessa maggioranza; e il vicepresidente americano J.D. Vance, in visita a Israele mentre Donald Trump cerca di salvare la sua “pace eterna” nel Medio Oriente.
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<p>Protagonisti di questa giornata drammatica: il deputato ultrareligioso Avi Maoz, autore della legge; Benjamin Netanyahu, che tenta di frenare la sua stessa maggioranza; e il vicepresidente americano J.D. Vance, in visita a Israele mentre Donald Trump cerca di salvare la sua “pace eterna” nel Medio Oriente.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 197 - Trump e l'incontro sfumato con Putin</title>
      <description>Per Donald Trump doveva essere la guerra più facile da risolvere: una stretta di mano con Vladimir Putin e la pace in Ucraina sarebbe arrivata “in 24 ore”. Invece, sette giorni dopo aver promesso un incontro a Budapest, la Casa Bianca annuncia che il presidente americano non vuole più vedere il leader russo: “È solo una perdita di tempo.”

Dietro le quinte, telefonate, contraddizioni e nervi tesi: Trump propone a Zelensky di cedere il Donbass, poi si rimangia tutto; minaccia di inviare missili a lungo raggio a Kiev, poi blocca la fornitura. Mosca accusa Washington di ipocrisia, rifiuta ogni ipotesi di cessate il fuoco e intensifica i bombardamenti.
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      <pubDate>Wed, 22 Oct 2025 11:04:00 -0000</pubDate>
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Dietro le quinte, telefonate, contraddizioni e nervi tesi: Trump propone a Zelensky di cedere il Donbass, poi si rimangia tutto; minaccia di inviare missili a lungo raggio a Kiev, poi blocca la fornitura. Mosca accusa Washington di ipocrisia, rifiuta ogni ipotesi di cessate il fuoco e intensifica i bombardamenti.
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        <![CDATA[<p>Per Donald Trump doveva essere la guerra più facile da risolvere: una stretta di mano con Vladimir Putin e la pace in Ucraina sarebbe arrivata “in 24 ore”. Invece, sette giorni dopo aver promesso un incontro a Budapest, la Casa Bianca annuncia che il presidente americano non vuole più vedere il leader russo: <em>“È solo una perdita di tempo.”</em></p>
<p>Dietro le quinte, telefonate, contraddizioni e nervi tesi: Trump propone a Zelensky di cedere il Donbass, poi si rimangia tutto; minaccia di inviare missili a lungo raggio a Kiev, poi blocca la fornitura. Mosca accusa Washington di ipocrisia, rifiuta ogni ipotesi di cessate il fuoco e intensifica i bombardamenti.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 196 - Trump e la pace a tutti i costi in Medio Oriente</title>
      <description>A soli sette giorni dalla firma dell’accordo di pace, il cessate il fuoco tra Israele e Hamas sembra già incrinarsi. La tensione risale: bombardamenti su Rafah, 44 morti, accuse incrociate su chi abbia rotto per primo la tregua.

Sul fronte diplomatico, Jared Kushner e Steve Witkoff, gli architetti dell’intesa, anticipano il loro arrivo in Israele per tentare di salvare l’accordo. Ma nel Paese cresce la disinformazione: immagini censurate, propaganda, un popolo ancora prigioniero del trauma del 7 ottobre.

E mentre Benjamin Netanyahu ribattezza il conflitto “la guerra della rinascita”, Donald Trump cerca disperatamente di evitare che la sua “pace eterna” diventi l’ennesimo fallimento americano in Medio Oriente.
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      <pubDate>Mon, 20 Oct 2025 11:32:00 -0000</pubDate>
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Sul fronte diplomatico, Jared Kushner e Steve Witkoff, gli architetti dell’intesa, anticipano il loro arrivo in Israele per tentare di salvare l’accordo. Ma nel Paese cresce la disinformazione: immagini censurate, propaganda, un popolo ancora prigioniero del trauma del 7 ottobre.

E mentre Benjamin Netanyahu ribattezza il conflitto “la guerra della rinascita”, Donald Trump cerca disperatamente di evitare che la sua “pace eterna” diventi l’ennesimo fallimento americano in Medio Oriente.
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<p>Sul fronte diplomatico, Jared Kushner e Steve Witkoff, gli architetti dell’intesa, anticipano il loro arrivo in Israele per tentare di salvare l’accordo. Ma nel Paese cresce la disinformazione: immagini censurate, propaganda, un popolo ancora prigioniero del trauma del 7 ottobre.</p>
<p>E mentre Benjamin Netanyahu ribattezza il conflitto “la guerra della rinascita”, Donald Trump cerca disperatamente di evitare che la sua “pace eterna” diventi l’ennesimo fallimento americano in Medio Oriente.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 195 - Israele, guerra tra bande dentro Gaza</title>
      <description>Mentre Israele attende che la tregua diventi pace, dentro Gaza esplode un nuovo fronte. In queste ore miliziani di Hamas hanno giustiziato pubblicamente otto uomini accusati di collaborare con Israele. È il segno di una lotta interna feroce: fazioni rivali, vendette, regolamenti di conti che riemergono dopo due anni di conflitto.

Da Tel Aviv, dove la pace è accolta con scetticismo e paura, il racconto di una Striscia fuori controllo: tra famiglie rivali come i Doghmosh, nuovi gruppi armati nati nel caos, alcuni perfino sostenuti da Israele, e la popolazione palestinese intrappolata in un limbo di macerie, rabbia e sospetto. La guerra, forse, non è finita. È solo cambiata forma.
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      <pubDate>Fri, 17 Oct 2025 11:35:00 -0000</pubDate>
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Da Tel Aviv, dove la pace è accolta con scetticismo e paura, il racconto di una Striscia fuori controllo: tra famiglie rivali come i Doghmosh, nuovi gruppi armati nati nel caos, alcuni perfino sostenuti da Israele, e la popolazione palestinese intrappolata in un limbo di macerie, rabbia e sospetto. La guerra, forse, non è finita. È solo cambiata forma.
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        <![CDATA[<p>Mentre Israele attende che la tregua diventi pace, dentro Gaza esplode un nuovo fronte. In queste ore miliziani di Hamas hanno giustiziato pubblicamente otto uomini accusati di collaborare con Israele. È il segno di una lotta interna feroce: fazioni rivali, vendette, regolamenti di conti che riemergono dopo due anni di conflitto.</p>
<p>Da Tel Aviv, dove la pace è accolta con scetticismo e paura, il racconto di una Striscia fuori controllo: tra famiglie rivali come i Doghmosh, nuovi gruppi armati nati nel caos, alcuni perfino sostenuti da Israele, e la popolazione palestinese intrappolata in un limbo di macerie, rabbia e sospetto. La guerra, forse, non è finita. È solo cambiata forma.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 194 - Trump, Israele e il non accordo per la pace a Gaza</title>
      <description>Da Tel Aviv, nella piazza degli ostaggi, il giorno dopo la liberazione. Lacrime, applausi, bandiere ma anche una domanda che aleggia tra la folla: “È davvero finita?”

Donald Trump parla alla Knesset e si prende il merito della “pace eterna”, tra battute a Netanyahu e promesse di prosperità per il Medio Oriente. Ma dietro la retorica, restano nodi irrisolti: gli ostaggi ancora da restituire, il futuro del governo israeliano, una Gaza distrutta e senza piano di ricostruzione.
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      <pubDate>Tue, 14 Oct 2025 10:30:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Da Tel Aviv, nella piazza degli ostaggi, il giorno dopo la liberazione. Lacrime, applausi, bandiere ma anche una domanda che aleggia tra la folla: “È davvero finita?”

Donald Trump parla alla Knesset e si prende il merito della “pace eterna”, tra battute a Netanyahu e promesse di prosperità per il Medio Oriente. Ma dietro la retorica, restano nodi irrisolti: gli ostaggi ancora da restituire, il futuro del governo israeliano, una Gaza distrutta e senza piano di ricostruzione.
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        <![CDATA[<p>Da Tel Aviv, nella piazza degli ostaggi, il giorno dopo la liberazione. Lacrime, applausi, bandiere ma anche una domanda che aleggia tra la folla: <em>“È davvero finita?”</em></p>
<p>Donald Trump parla alla Knesset e si prende il merito della “pace eterna”, tra battute a Netanyahu e promesse di prosperità per il Medio Oriente. Ma dietro la retorica, restano nodi irrisolti: gli ostaggi ancora da restituire, il futuro del governo israeliano, una Gaza distrutta e senza piano di ricostruzione.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep.193 Israele e l'accordo fragile: ecco chi lo ha ottenuto</title>
      <description>Dopo l’entusiasmo per la tregua, in Israele si celebra un uomo che non è Benjamin Netanyahu: Donald Trump. Le bandiere americane sventolano in piazza, e dietro l’accordo di pace c’è la regia silenziosa di Jared Kushner e Steve Witkoff, due immobiliaristi con un telefono sempre acceso tra Miami, Tel Aviv e il Cairo.



In questa puntata raccontiamo come la diplomazia parallela di Trump abbia riportato le parti al tavolo. E mentre il governo israeliano balla sull’orlo della crisi, con Ben Gvir pronto a far saltare tutto e Netanyahu che valuta se usare la pace per rilanciarsi alle urne, la domanda è una sola: quanto durerà “la pace eterna”?
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      <pubDate>Fri, 10 Oct 2025 10:39:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Dopo l’entusiasmo per la tregua, in Israele si celebra un uomo che non è Benjamin Netanyahu: Donald Trump. Le bandiere americane sventolano in piazza, e dietro l’accordo di pace c’è la regia silenziosa di Jared Kushner e Steve Witkoff, due immobiliaristi con un telefono sempre acceso tra Miami, Tel Aviv e il Cairo.



In questa puntata raccontiamo come la diplomazia parallela di Trump abbia riportato le parti al tavolo. E mentre il governo israeliano balla sull’orlo della crisi, con Ben Gvir pronto a far saltare tutto e Netanyahu che valuta se usare la pace per rilanciarsi alle urne, la domanda è una sola: quanto durerà “la pace eterna”?
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        <![CDATA[<p>Dopo l’entusiasmo per la tregua, in Israele si celebra un uomo che non è Benjamin Netanyahu: Donald Trump. Le bandiere americane sventolano in piazza, e dietro l’accordo di pace c’è la regia silenziosa di Jared Kushner e Steve Witkoff, due immobiliaristi con un telefono sempre acceso tra Miami, Tel Aviv e il Cairo.</p>
<p><br></p>
<p>In questa puntata raccontiamo come la diplomazia parallela di Trump abbia riportato le parti al tavolo. E mentre il governo israeliano balla sull’orlo della crisi, con Ben Gvir pronto a far saltare tutto e Netanyahu che valuta se usare la pace per rilanciarsi alle urne, la domanda è una sola: quanto durerà “la pace eterna”?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 192 -  Israele e Palestina, il giorno della Pace che interroga tutti</title>
      <description>Da Tel Aviv, nel cuore della piazza degli ostaggi, raccontiamo il primo spiraglio di pace dopo 733 giorni di guerra. Israele festeggia, Gaza scende in strada: lacrime, abbracci, balli. 

Con le voci della piazza e l’incontro con lo scrittore Etgar Keret, riflettiamo su cosa significhi davvero “dopo”: il destino degli ostaggi, la coscienza di un Paese, la necessità di un cambiamento politico su entrambi i fronti. Un invito, per tutti, a immaginare un mondo oltre la green line.


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      <pubDate>Thu, 09 Oct 2025 11:48:00 -0000</pubDate>
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Con le voci della piazza e l’incontro con lo scrittore Etgar Keret, riflettiamo su cosa significhi davvero “dopo”: il destino degli ostaggi, la coscienza di un Paese, la necessità di un cambiamento politico su entrambi i fronti. Un invito, per tutti, a immaginare un mondo oltre la green line.


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<p>Con le voci della piazza e l’incontro con lo scrittore Etgar Keret, riflettiamo su cosa significhi davvero “dopo”: il destino degli ostaggi, la coscienza di un Paese, la necessità di un cambiamento politico su entrambi i fronti. Un invito, per tutti, a immaginare un mondo oltre la green line.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 191 - Israele prigioniero del 7 ottobre</title>
      <description>È il 7 ottobre, due anni esatti dal pogrom di Hamas. Da Israele, un racconto immersivo tra Tel Aviv, Gerusalemme e la Striscia di Gaza. 

Nel giorno della commemorazione, le bombe non si fermano. Dalla voce di Yuval, sopravvissuta al Nova Party, al padre di un ostaggio che continua a chiedere libertà sotto la casa di Benjamin Netanyahu, emerge un Paese ferito e sospeso, dove “pace” è una parola sussurrata e il 7 ottobre è ancora oggi.

Sul fronte opposto, a Gaza e in Cisgiordania, la popolazione vive nell’isolamento, sotto i colpi dei F-35 israeliani e le incursioni dei coloni, tra disperazione e sfiducia verso Hamas e l’Autorità Palestinese.
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      <pubDate>Tue, 07 Oct 2025 09:49:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>È il 7 ottobre, due anni esatti dal pogrom di Hamas. Da Israele, un racconto immersivo tra Tel Aviv, Gerusalemme e la Striscia di Gaza. 

Nel giorno della commemorazione, le bombe non si fermano. Dalla voce di Yuval, sopravvissuta al Nova Party, al padre di un ostaggio che continua a chiedere libertà sotto la casa di Benjamin Netanyahu, emerge un Paese ferito e sospeso, dove “pace” è una parola sussurrata e il 7 ottobre è ancora oggi.

Sul fronte opposto, a Gaza e in Cisgiordania, la popolazione vive nell’isolamento, sotto i colpi dei F-35 israeliani e le incursioni dei coloni, tra disperazione e sfiducia verso Hamas e l’Autorità Palestinese.
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        <![CDATA[<p>È il 7 ottobre, due anni esatti dal pogrom di Hamas. Da Israele, un racconto immersivo tra Tel Aviv, Gerusalemme e la Striscia di Gaza. </p>
<p>Nel giorno della commemorazione, le bombe non si fermano. Dalla voce di Yuval, sopravvissuta al Nova Party, al padre di un ostaggio che continua a chiedere libertà sotto la casa di Benjamin Netanyahu, emerge un Paese ferito e sospeso, dove “pace” è una parola sussurrata e il 7 ottobre è ancora oggi.</p>
<p>Sul fronte opposto, a Gaza e in Cisgiordania, la popolazione vive nell’isolamento, sotto i colpi dei F-35 israeliani e le incursioni dei coloni, tra disperazione e sfiducia verso Hamas e l’Autorità Palestinese.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 190 - Hamas e Israele: il fragile processo di pace</title>
      <description>Da Tel Aviv, nel cuore delle proteste sotto la casa di Benjamin Netanyahu, un racconto dal vivo dell’attesa che attraversa Israele e Gaza. Mentre al vertice di Sharm el-Sheikh Hamas, Israele e gli Stati Uniti cercano di chiudere un accordo di pace, il Paese resta diviso tra chi invoca la fine della guerra e chi teme un nuovo fallimento.

Sul tavolo ci sono i nodi centrali: il rilascio degli ostaggi, il ritiro dell’IDF, la demilitarizzazione di Gaza e il futuro della Striscia. Tra dichiarazioni contraddittorie e un fragile piano firmato Trump, il destino di decine di vite e di un conflitto infinito si gioca in queste ore.
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      <pubDate>Mon, 06 Oct 2025 09:52:00 -0000</pubDate>
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Sul tavolo ci sono i nodi centrali: il rilascio degli ostaggi, il ritiro dell’IDF, la demilitarizzazione di Gaza e il futuro della Striscia. Tra dichiarazioni contraddittorie e un fragile piano firmato Trump, il destino di decine di vite e di un conflitto infinito si gioca in queste ore.
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<p>Sul tavolo ci sono i nodi centrali: il rilascio degli ostaggi, il ritiro dell’IDF, la demilitarizzazione di Gaza e il futuro della Striscia. Tra dichiarazioni contraddittorie e un fragile piano firmato Trump, il destino di decine di vite e di un conflitto infinito si gioca in queste ore.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 189 - L’impresa della Global Sumud Flotilla</title>
      <description>Per la prima volta, una nave civile, la Mikeno della Global Sumud Flotilla, è riuscita a rompere il blocco navale israeliano e arrivare di fronte a Gaza. 



BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Thu, 02 Oct 2025 10:50:00 -0000</pubDate>
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BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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        <![CDATA[<p>Per la prima volta, una nave civile, la Mikeno della Global Sumud Flotilla, è riuscita a rompere il blocco navale israeliano e arrivare di fronte a Gaza. </p>
<p><br></p>
<p>BuongiornoMondo, partiamo da qui.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 188 - Piano per Gaza: Tutti i punti critici</title>
      <description>Donald Trump e Benjamin Netanyahu presentano all’ONU un piano in 20 punti per Gaza: rilascio ostaggi, ritiro graduale israeliano, aiuti ONU e un comitato tecnocratico palestinese sotto la supervisione di un nuovo “Consiglio per la Pace”. Ma restano i nodi: chi sceglierà i membri del governo di Gaza? Quale sarà il mandato della forza internazionale di sicurezza? E soprattutto, quando Israele si ritirerà davvero?
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      <pubDate>Tue, 30 Sep 2025 09:59:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 187 - Russia: reclutamento di massa. Europa in allerta</title>
      <description>Droni russi su Polonia e Romania, aeroporti scandinavi chiusi, jet intercettati sopra i cieli estoni: l’Europa vive un crescendo di provocazioni militari che non si vedeva dalla Guerra Fredda. Intanto emergono dei dati allarmanti: Mosca avrebbe arruolato oltre 300mila nuovi soldati, una riserva strategica senza precedenti.



BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Mon, 29 Sep 2025 09:03:00 -0000</pubDate>
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<p><br></p>
<p>BuongiornoMondo, partiamo da qui.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 186 - Il Pentagono convoca i generali di tutto il mondo. Mosca: Se sparate è guerra</title>
      <description>Una mossa senza precedenti scuote il Pentagono: il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha convocato d’urgenza 800 generali e ammiragli statunitensi in Virginia, senza spiegare il motivo. Tra le ipotesi più accreditate: un maxi-rimpasto ai vertici militari con il licenziamento del 20% dei generali. Una decisione che genera malumori e perplessità sulla sicurezza nazionale.

Intanto la tensione con Mosca cresce: jet russi intercettati vicino all’Alaska e ai confini baltici della NATO, mentre l’ambasciatore di Putin in Francia avverte: «Se la NATO abbatte i nostri aerei, sarà guerra». Donald Trump risponde con due parole che pesano come macigni: «Se necessario».

Il segretario generale Mark Rutte si allinea alla posizione americana, ma Germania e Italia frenano: non bisogna cadere nella trappola dell’escalation voluta dal Cremlino. Un equilibrio precario che rischia di cambiare le regole di ingaggio in cielo e avvicinare l’Occidente a un confronto diretto con la Russia.
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      <pubDate>Fri, 26 Sep 2025 09:47:00 -0000</pubDate>
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Intanto la tensione con Mosca cresce: jet russi intercettati vicino all’Alaska e ai confini baltici della NATO, mentre l’ambasciatore di Putin in Francia avverte: «Se la NATO abbatte i nostri aerei, sarà guerra». Donald Trump risponde con due parole che pesano come macigni: «Se necessario».

Il segretario generale Mark Rutte si allinea alla posizione americana, ma Germania e Italia frenano: non bisogna cadere nella trappola dell’escalation voluta dal Cremlino. Un equilibrio precario che rischia di cambiare le regole di ingaggio in cielo e avvicinare l’Occidente a un confronto diretto con la Russia.
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<p>Intanto la tensione con Mosca cresce: jet russi intercettati vicino all’Alaska e ai confini baltici della NATO, mentre l’ambasciatore di Putin in Francia avverte: «Se la NATO abbatte i nostri aerei, sarà guerra». Donald Trump risponde con due parole che pesano come macigni: «Se necessario».</p>
<p>Il segretario generale Mark Rutte si allinea alla posizione americana, ma Germania e Italia frenano: non bisogna cadere nella trappola dell’escalation voluta dal Cremlino. Un equilibrio precario che rischia di cambiare le regole di ingaggio in cielo e avvicinare l’Occidente a un confronto diretto con la Russia.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 185 - Meloni attacca Israele. Global Sumud Flottila in pericolo</title>
      <description>Alla tribuna delle Nazioni Unite Giorgia Meloni rompe gli indugi: sì, la reazione israeliana al 7 ottobre era legittima, ma non può diventare sproporzionata né impedire la nascita di uno Stato palestinese. Parole nette, che trovano eco nell’intervento del ministro della Difesa Crosetto: l’Italia non muove guerra, ma tutela i propri cittadini e la Global Sumud Flottila, bersaglio di armi non letali — e non solo — nelle ultime ore.

Mentre l’Italia manda la fregata Fasan nel Mediterraneo, gli Stati Uniti restano spiazzati dall’ennesima giravolta di Donald Trump: da Zelensky che “deve cedere territori” a un’Ucraina che “può riconquistare tutto”. Il New York Times parla di confusione strategica e di consiglieri colti di sorpresa.

Intanto, tra incursioni di droni russi e voli provocatori di Mig sull’Estonia, la NATO e gli USA accelerano sullo sviluppo di UAV a basso costo: servono alternative rapide ai missili milionari. I droni Shahed iraniani, diventati l’arma chiave di Mosca, hanno già cambiato le regole del gioco.
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      <pubDate>Thu, 25 Sep 2025 10:46:00 -0000</pubDate>
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Mentre l’Italia manda la fregata Fasan nel Mediterraneo, gli Stati Uniti restano spiazzati dall’ennesima giravolta di Donald Trump: da Zelensky che “deve cedere territori” a un’Ucraina che “può riconquistare tutto”. Il New York Times parla di confusione strategica e di consiglieri colti di sorpresa.

Intanto, tra incursioni di droni russi e voli provocatori di Mig sull’Estonia, la NATO e gli USA accelerano sullo sviluppo di UAV a basso costo: servono alternative rapide ai missili milionari. I droni Shahed iraniani, diventati l’arma chiave di Mosca, hanno già cambiato le regole del gioco.
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        <![CDATA[<p>Alla tribuna delle Nazioni Unite Giorgia Meloni rompe gli indugi: sì, la reazione israeliana al 7 ottobre era legittima, ma non può diventare sproporzionata né impedire la nascita di uno Stato palestinese. Parole nette, che trovano eco nell’intervento del ministro della Difesa Crosetto: l’Italia non muove guerra, ma tutela i propri cittadini e la Global Sumud Flottila, bersaglio di armi non letali — e non solo — nelle ultime ore.</p>
<p>Mentre l’Italia manda la fregata <em>Fasan</em> nel Mediterraneo, gli Stati Uniti restano spiazzati dall’ennesima giravolta di Donald Trump: da Zelensky che “deve cedere territori” a un’Ucraina che “può riconquistare tutto”. Il <em>New York Times</em> parla di confusione strategica e di consiglieri colti di sorpresa.</p>
<p>Intanto, tra incursioni di droni russi e voli provocatori di Mig sull’Estonia, la NATO e gli USA accelerano sullo sviluppo di UAV a basso costo: servono alternative rapide ai missili milionari. I droni Shahed iraniani, diventati l’arma chiave di Mosca, hanno già cambiato le regole del gioco.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 184 - Trump alle Nazioni Unite e la svolta con l'Ucraina</title>
      <description>Dalle scale mobili rotte alle dichiarazioni incendiarie: l’intervento di Donald Trump alle Nazioni Unite è stato un fiume in piena. Tra negazionismo climatico, insulti a leader musulmani, accuse all’ONU di “creare problemi invece di risolverli” e persino aneddoti da immobiliarista, il presidente americano ha monopolizzato l’attenzione.

Poi l’improvvisa svolta sull’Ucraina: dopo settimane di aperture a Putin e richieste di compromesso a Zelensky, Trump ha dichiarato che “gli aerei russi nello spazio NATO vanno abbattuti”. Una giravolta che spiazza analisti e alleati, subito ridimensionata dal segretario di Stato Marco Rubio, che insiste sulla via diplomatica.

Mentre i russi continuano a bombardare e l’Europa teme l’escalation, resta l’incognita centrale: Trump è davvero disposto a difendere l’Alleanza Atlantica, o lascia gli europei soli di fronte a Putin?
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      <pubDate>Wed, 24 Sep 2025 10:46:00 -0000</pubDate>
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Poi l’improvvisa svolta sull’Ucraina: dopo settimane di aperture a Putin e richieste di compromesso a Zelensky, Trump ha dichiarato che “gli aerei russi nello spazio NATO vanno abbattuti”. Una giravolta che spiazza analisti e alleati, subito ridimensionata dal segretario di Stato Marco Rubio, che insiste sulla via diplomatica.

Mentre i russi continuano a bombardare e l’Europa teme l’escalation, resta l’incognita centrale: Trump è davvero disposto a difendere l’Alleanza Atlantica, o lascia gli europei soli di fronte a Putin?
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        <![CDATA[<p>Dalle scale mobili rotte alle dichiarazioni incendiarie: l’intervento di Donald Trump alle Nazioni Unite è stato un fiume in piena. Tra negazionismo climatico, insulti a leader musulmani, accuse all’ONU di “creare problemi invece di risolverli” e persino aneddoti da immobiliarista, il presidente americano ha monopolizzato l’attenzione.</p>
<p>Poi l’improvvisa svolta sull’Ucraina: dopo settimane di aperture a Putin e richieste di compromesso a Zelensky, Trump ha dichiarato che “gli aerei russi nello spazio NATO vanno abbattuti”. Una giravolta che spiazza analisti e alleati, subito ridimensionata dal segretario di Stato Marco Rubio, che insiste sulla via diplomatica.</p>
<p>Mentre i russi continuano a bombardare e l’Europa teme l’escalation, resta l’incognita centrale: Trump è davvero disposto a difendere l’Alleanza Atlantica, o lascia gli europei soli di fronte a Putin?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 183 - Perché il riconoscimento dello Stato palestinese non basta</title>
      <description>Dalle Nazioni Unite arriva la svolta: la Francia, seguita da altri paesi, riconosce ufficialmente lo Stato palestinese. Un gesto politico forte, che però si scontra con la realtà sul campo: Gaza devastata da due anni di guerra, insediamenti israeliani sempre più radicati in Cisgiordania e un processo di pace fermo dai tempi degli accordi di Oslo.

Ripercorriamo trent’anni di tentativi falliti — dall’Intifada agli anni di Obama, fino al dominio della destra messianica israeliana. 

Con una Palestina divisa tra Fatah e Hamas, e Netanyahu che nega apertamente ogni prospettiva, il riconoscimento simbolico non basta: la domanda resta la stessa di sempre. Lo Stato palestinese nascerà mai davvero?
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      <pubDate>Tue, 23 Sep 2025 09:36:00 -0000</pubDate>
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Ripercorriamo trent’anni di tentativi falliti — dall’Intifada agli anni di Obama, fino al dominio della destra messianica israeliana. 

Con una Palestina divisa tra Fatah e Hamas, e Netanyahu che nega apertamente ogni prospettiva, il riconoscimento simbolico non basta: la domanda resta la stessa di sempre. Lo Stato palestinese nascerà mai davvero?
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        <![CDATA[<p>Dalle Nazioni Unite arriva la svolta: la Francia, seguita da altri paesi, riconosce ufficialmente lo Stato palestinese. Un gesto politico forte, che però si scontra con la realtà sul campo: Gaza devastata da due anni di guerra, insediamenti israeliani sempre più radicati in Cisgiordania e un processo di pace fermo dai tempi degli accordi di Oslo.</p>
<p>Ripercorriamo trent’anni di tentativi falliti — dall’Intifada agli anni di Obama, fino al dominio della destra messianica israeliana. </p>
<p>Con una Palestina divisa tra Fatah e Hamas, e Netanyahu che nega apertamente ogni prospettiva, il riconoscimento simbolico non basta: la domanda resta la stessa di sempre. Lo Stato palestinese nascerà mai davvero?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 182 - Funerali Kirk, Trump e la svolta mistica degli USA</title>
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      <pubDate>Mon, 22 Sep 2025 09:29:00 -0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Ep. 181 - USA: Trump e la libertà di stampa a rischio</title>
      <description>Mentre Donald Trump viene accolto dalla Corona nel Regno Unito e rinnova le accuse a Putin (“mi ha davvero deluso”), in Ucraina la guerra continua con bombardamenti e numeri drammatici. 

Ma la notizia che scuote l’America riguarda la libertà di parola: Jimmy Kimmel licenziato da ABC dopo le minacce del presidente, che ha ventilato la revoca delle licenze televisive alle emittenti critiche.

Il caso apre un fronte delicatissimo: fino a che punto l’amministrazione può spingersi contro media e oppositori senza minare la democrazia? 
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      <pubDate>Fri, 19 Sep 2025 10:02:00 -0000</pubDate>
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Ma la notizia che scuote l’America riguarda la libertà di parola: Jimmy Kimmel licenziato da ABC dopo le minacce del presidente, che ha ventilato la revoca delle licenze televisive alle emittenti critiche.

Il caso apre un fronte delicatissimo: fino a che punto l’amministrazione può spingersi contro media e oppositori senza minare la democrazia? 
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<p>Ma la notizia che scuote l’America riguarda la libertà di parola: Jimmy Kimmel licenziato da ABC dopo le minacce del presidente, che ha ventilato la revoca delle licenze televisive alle emittenti critiche.</p>
<p>Il caso apre un fronte delicatissimo: fino a che punto l’amministrazione può spingersi contro media e oppositori senza minare la democrazia? </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 180 - Israele e il racconto di Netanyahu: parte l’operazione su Gaza city</title>
      <description>Benjamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio si presentano fianco a fianco: carri armati israeliani entrano a Gaza City, mentre il premier ribadisce che l’obiettivo è “annientare Hamas”. Ma Axios smentisce la sua versione sull’attacco di Doha: Netanyahu avrebbe informato Trump un’ora prima, non agito in autonomia.

Intanto, a Tel Aviv, Netanyahu parla di un Israele che deve diventare “Sparta e Atene insieme”, accusando le minoranze musulmane in Europa e i media finanziati dal Qatar e dalla Cina di condizionare l’opinione pubblica contro lo Stato ebraico. Parole che spaventano il mondo economico israeliano: oltre 200 CEO denunciano il rischio di “crollo politico ed economico senza precedenti”.

Sul campo, Gaza City vive una nuova notte di fuoco: grattacieli colpiti, quartieri devastati, ospedali travolti dai feriti. I residenti parlano di “una notte pesante”, mentre cresce la pressione internazionale e Rubio cerca di mantenere aperti i canali con il Qatar.
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      <pubDate>Tue, 16 Sep 2025 09:09:00 -0000</pubDate>
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Intanto, a Tel Aviv, Netanyahu parla di un Israele che deve diventare “Sparta e Atene insieme”, accusando le minoranze musulmane in Europa e i media finanziati dal Qatar e dalla Cina di condizionare l’opinione pubblica contro lo Stato ebraico. Parole che spaventano il mondo economico israeliano: oltre 200 CEO denunciano il rischio di “crollo politico ed economico senza precedenti”.

Sul campo, Gaza City vive una nuova notte di fuoco: grattacieli colpiti, quartieri devastati, ospedali travolti dai feriti. I residenti parlano di “una notte pesante”, mentre cresce la pressione internazionale e Rubio cerca di mantenere aperti i canali con il Qatar.
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        <![CDATA[<p>Benjamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio si presentano fianco a fianco: carri armati israeliani entrano a Gaza City, mentre il premier ribadisce che l’obiettivo è “annientare Hamas”. Ma Axios smentisce la sua versione sull’attacco di Doha: Netanyahu avrebbe informato Trump un’ora prima, non agito in autonomia.</p>
<p>Intanto, a Tel Aviv, Netanyahu parla di un Israele che deve diventare “Sparta e Atene insieme”, accusando le minoranze musulmane in Europa e i media finanziati dal Qatar e dalla Cina di condizionare l’opinione pubblica contro lo Stato ebraico. Parole che spaventano il mondo economico israeliano: oltre 200 CEO denunciano il rischio di “crollo politico ed economico senza precedenti”.</p>
<p>Sul campo, Gaza City vive una nuova notte di fuoco: grattacieli colpiti, quartieri devastati, ospedali travolti dai feriti. I residenti parlano di “una notte pesante”, mentre cresce la pressione internazionale e Rubio cerca di mantenere aperti i canali con il Qatar.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 179 - La Nato alza le difese contro la Russia: come la guerra sta cambiando</title>
      <description>L’Europa vive giorni di tensione senza precedenti. Dopo gli sconfinamenti in Polonia e Romania, Bruxelles accusa Mosca di “escalation sconsiderata”, mentre il segretario generale della NATO, Mark Rutte, annuncia la missione Sentinella Est e valuta una no-fly zone sul confine orientale. 

Ma Donald Trump, che aveva promesso di chiudere la guerra in 24 ore, oggi si limita a dire: “Dovrò parlare con loro, perché si odiano a vicenda”.

Intanto il conflitto cambia volto. La Russia produce fino a 30.000 droni all’anno, lanciandoli in sciami e con nuove tecnologie per colpire infrastrutture, città e civili. Un’arma che demoralizza e terrorizza la popolazione, trasformando le notti ucraine in incubi continui. Nel 2025 sono già stati lanciati oltre 34.000 droni, nove volte più che l’anno scorso. L’Europa corre ai ripari, finanziando la produzione di droni in Ucraina, ma il rischio di escalation resta.
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      <pubDate>Mon, 15 Sep 2025 10:47:00 -0000</pubDate>
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Ma Donald Trump, che aveva promesso di chiudere la guerra in 24 ore, oggi si limita a dire: “Dovrò parlare con loro, perché si odiano a vicenda”.

Intanto il conflitto cambia volto. La Russia produce fino a 30.000 droni all’anno, lanciandoli in sciami e con nuove tecnologie per colpire infrastrutture, città e civili. Un’arma che demoralizza e terrorizza la popolazione, trasformando le notti ucraine in incubi continui. Nel 2025 sono già stati lanciati oltre 34.000 droni, nove volte più che l’anno scorso. L’Europa corre ai ripari, finanziando la produzione di droni in Ucraina, ma il rischio di escalation resta.
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        <![CDATA[<p>L’Europa vive giorni di tensione senza precedenti. Dopo gli sconfinamenti in Polonia e Romania, Bruxelles accusa Mosca di “escalation sconsiderata”, mentre il segretario generale della NATO, Mark Rutte, annuncia la missione <em>Sentinella Est</em> e valuta una no-fly zone sul confine orientale. </p>
<p>Ma Donald Trump, che aveva promesso di chiudere la guerra in 24 ore, oggi si limita a dire: “Dovrò parlare con loro, perché si odiano a vicenda”.</p>
<p>Intanto il conflitto cambia volto. La Russia produce fino a 30.000 droni all’anno, lanciandoli in sciami e con nuove tecnologie per colpire infrastrutture, città e civili. Un’arma che demoralizza e terrorizza la popolazione, trasformando le notti ucraine in incubi continui. Nel 2025 sono già stati lanciati oltre 34.000 droni, nove volte più che l’anno scorso. L’Europa corre ai ripari, finanziando la produzione di droni in Ucraina, ma il rischio di escalation resta.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 178 - La Russia testa l'Alleanza: falliscono le difese Nato</title>
      <description>Le incursioni di droni russi in Polonia rivelano le fragilità dell’Alleanza Atlantica. Solo quattro velivoli abbattuti, molti precipitati da soli, uno arrivato a 300 km dentro Varsavia: per Repubblica il test sulle difese NATO è fallito. Il Wall Street Journal sottolinea che il fianco orientale è scoperto, indebolito dal trasferimento di sistemi all’Ucraina.

Mosca mette alla prova la coesione degli alleati, che promettono unità ma restano divisi su come rafforzare la protezione. E mentre l’Europa alza la voce, Donald Trump risponde con distacco, lasciando dubbi sul ruolo americano. Per il New York Times, la Casa Bianca ha perso un’occasione per mostrare fermezza, alimentando la percezione che gli Stati Uniti stiano scaricando sull’Europa il peso della difesa.
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      <pubDate>Fri, 12 Sep 2025 08:13:00 -0000</pubDate>
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Mosca mette alla prova la coesione degli alleati, che promettono unità ma restano divisi su come rafforzare la protezione. E mentre l’Europa alza la voce, Donald Trump risponde con distacco, lasciando dubbi sul ruolo americano. Per il New York Times, la Casa Bianca ha perso un’occasione per mostrare fermezza, alimentando la percezione che gli Stati Uniti stiano scaricando sull’Europa il peso della difesa.
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        <![CDATA[<p>Le incursioni di droni russi in Polonia rivelano le fragilità dell’Alleanza Atlantica. Solo quattro velivoli abbattuti, molti precipitati da soli, uno arrivato a 300 km dentro Varsavia: per <em>Repubblica</em> il test sulle difese NATO è fallito. Il <em>Wall Street Journal</em> sottolinea che il fianco orientale è scoperto, indebolito dal trasferimento di sistemi all’Ucraina.</p>
<p>Mosca mette alla prova la coesione degli alleati, che promettono unità ma restano divisi su come rafforzare la protezione. E mentre l’Europa alza la voce, Donald Trump risponde con distacco, lasciando dubbi sul ruolo americano. Per il <em>New York Times</em>, la Casa Bianca ha perso un’occasione per mostrare fermezza, alimentando la percezione che gli Stati Uniti stiano scaricando sull’Europa il peso della difesa.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 177 - Russia e Nato: l'avvertimento di Putin all'Europa</title>
      <description>Nella notte tra il 9 e il 10 settembre i radar polacchi hanno registrato 19 incursioni di droni provenienti dalla Bielorussia. Varsavia parla di minaccia senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale e invoca l’articolo 4 del Trattato NATO. Donald Tusk chiede più difese, intelligence e monitoraggio alleati, mentre Trump reagisce con un messaggio ambiguo che divide l’opinione pubblica americana.

Per il New York Times, i droni sullo spazio aereo polacco sono un segnale diretto di Vladimir Putin: un avvertimento all’Europa e allo stesso Trump, mentre la guerra in Ucraina rischia di estendersi. Mosca nega di aver colpito obiettivi in Polonia, Minsk minimizza parlando di “errori di rotta”, ma l’Europa è già entrata in una fase nuova del conflitto.
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      <pubDate>Thu, 11 Sep 2025 08:04:00 -0000</pubDate>
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Per il New York Times, i droni sullo spazio aereo polacco sono un segnale diretto di Vladimir Putin: un avvertimento all’Europa e allo stesso Trump, mentre la guerra in Ucraina rischia di estendersi. Mosca nega di aver colpito obiettivi in Polonia, Minsk minimizza parlando di “errori di rotta”, ma l’Europa è già entrata in una fase nuova del conflitto.
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        <![CDATA[<p>Nella notte tra il 9 e il 10 settembre i radar polacchi hanno registrato 19 incursioni di droni provenienti dalla Bielorussia. Varsavia parla di minaccia senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale e invoca l’articolo 4 del Trattato NATO. Donald Tusk chiede più difese, intelligence e monitoraggio alleati, mentre Trump reagisce con un messaggio ambiguo che divide l’opinione pubblica americana.</p>
<p>Per il New York Times, i droni sullo spazio aereo polacco sono un segnale diretto di Vladimir Putin: un avvertimento all’Europa e allo stesso Trump, mentre la guerra in Ucraina rischia di estendersi. Mosca nega di aver colpito obiettivi in Polonia, Minsk minimizza parlando di “errori di rotta”, ma l’Europa è già entrata in una fase nuova del conflitto.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 176 - Israele, ecco perché l'attacco a Doha mette fine al dialogo</title>
      <description>Un attacco aereo israeliano ha colpito la capitale del Qatar, Doha, prendendo di mira i vertici di Hamas riuniti per discutere la bozza di tregua proposta da Donald Trump. L’operazione, giustificata da Netanyahu come risposta all’attentato di Gerusalemme, viene condannata da Doha e dai paesi europei come violazione del diritto internazionale.

Il Qatar annuncia il ritiro dai colloqui. Trump, intanto, prende le distanze dall’attacco: “Decisione di Netanyahu, non mia”. Ma il sospetto che Washington fosse al corrente rimane forte.

Con la rottura di un canale cruciale, si riaccendono le tensioni sulla possibilità di un cessate il fuoco e cresce lo scontro politico anche dentro Israele, dove lo stesso capo di stato maggiore dell’IDF aveva messo in guardia contro la fine prematura delle trattative sugli ostaggi.
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      <pubDate>Wed, 10 Sep 2025 08:45:00 -0000</pubDate>
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Il Qatar annuncia il ritiro dai colloqui. Trump, intanto, prende le distanze dall’attacco: “Decisione di Netanyahu, non mia”. Ma il sospetto che Washington fosse al corrente rimane forte.

Con la rottura di un canale cruciale, si riaccendono le tensioni sulla possibilità di un cessate il fuoco e cresce lo scontro politico anche dentro Israele, dove lo stesso capo di stato maggiore dell’IDF aveva messo in guardia contro la fine prematura delle trattative sugli ostaggi.
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        <![CDATA[<p>Un attacco aereo israeliano ha colpito la capitale del Qatar, Doha, prendendo di mira i vertici di Hamas riuniti per discutere la bozza di tregua proposta da Donald Trump. L’operazione, giustificata da Netanyahu come risposta all’attentato di Gerusalemme, viene condannata da Doha e dai paesi europei come violazione del diritto internazionale.</p>
<p>Il Qatar annuncia il ritiro dai colloqui. Trump, intanto, prende le distanze dall’attacco: “Decisione di Netanyahu, non mia”. Ma il sospetto che Washington fosse al corrente rimane forte.</p>
<p>Con la rottura di un canale cruciale, si riaccendono le tensioni sulla possibilità di un cessate il fuoco e cresce lo scontro politico anche dentro Israele, dove lo stesso capo di stato maggiore dell’IDF aveva messo in guardia contro la fine prematura delle trattative sugli ostaggi.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 175 - Israele, l'attentato a Gerusalemme cambia tutto</title>
      <description>Due uomini armati aprono il fuoco su un autobus a Gerusalemme Est: sei morti e decine di feriti. L’attacco, compiuto da “lupi solitari” con pistole artigianali, riporta alla memoria la seconda intifada e diventa subito il pretesto politico per Benjamin Netanyahu e l’ultradestra israeliana.

Mentre Bezalel Smotrich invoca lo smantellamento dell’Autorità Palestinese, Netanyahu annuncia una nuova manovra di terra su Gaza City: "Avete poco tempo per fuggire". 

A Gaza, centomila persone restano intrappolate senza via di fuga, mentre il ministro della Difesa Katz minaccia: "Un uragano si abbatterà sulla città".


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      <pubDate>Tue, 09 Sep 2025 07:56:00 -0000</pubDate>
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Mentre Bezalel Smotrich invoca lo smantellamento dell’Autorità Palestinese, Netanyahu annuncia una nuova manovra di terra su Gaza City: "Avete poco tempo per fuggire". 

A Gaza, centomila persone restano intrappolate senza via di fuga, mentre il ministro della Difesa Katz minaccia: "Un uragano si abbatterà sulla città".


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        <![CDATA[<p>Due uomini armati aprono il fuoco su un autobus a Gerusalemme Est: sei morti e decine di feriti. L’attacco, compiuto da “lupi solitari” con pistole artigianali, riporta alla memoria la seconda intifada e diventa subito il pretesto politico per Benjamin Netanyahu e l’ultradestra israeliana.</p>
<p>Mentre Bezalel Smotrich invoca lo smantellamento dell’Autorità Palestinese, Netanyahu annuncia una nuova manovra di terra su Gaza City: "Avete poco tempo per fuggire". </p>
<p>A Gaza, centomila persone restano intrappolate senza via di fuga, mentre il ministro della Difesa Katz minaccia: "Un uragano si abbatterà sulla città".</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep.174 - Trump impone ultimatum ad Hamas: la posizione d'Israele.</title>
      <description>Donald Trump ha lanciato via social un “ultimo avvertimento” ad Hamas, affermando che Israele avrebbe accettato la sua proposta di tregua. L’iniziativa, elaborata insieme al suo inviato Steve Witkoff, prevede il rilascio degli ostaggi in cambio di prigionieri palestinesi e la fine delle operazioni a Gaza City. Hamas si dice disponibile a negoziare, ma chiede la fine della guerra, il ritiro israeliano e una nuova gestione indipendente della Striscia. Netanyahu, invece, ribadisce che accetterà solo un accordo globale: liberazione di tutti gli ostaggi, disarmo di Hamas e controllo della sicurezza a Israele. 
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      <pubDate>Mon, 08 Sep 2025 08:13:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 173 - Medio Oriente, Intervista a Enrico Mentana.</title>
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      <pubDate>Sun, 07 Sep 2025 07:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 172 - I volenterosi pronti a inviare truppe in Ucraina: ecco cosa prevede il piano</title>
      <description>Dal vertice di Parigi della “coalizione dei volenterosi” emerge un piano dettagliato per la sicurezza dell’Ucraina: truppe pronte a intervenire in caso di cessate il fuoco, monitoraggio satellitare e forze di pace sotto guida ONU. Macron insiste sul ruolo europeo, mentre Meloni conferma che l’Italia non manderà soldati in Ucraina ma sosterrà missioni esterne.

Trump, collegato in videoconferenza, si propone come mediatore con Putin, ma annuncia la fine del programma americano di addestramento per gli eserciti dell’Europa orientale, chiedendo agli alleati di aumentare la spesa militare.

Il piano divide l’Europa: alcuni paesi sono pronti al dispiegamento immediato, altri frenano per vincoli politici interni. Sullo sfondo, la minaccia di Putin: “Se ci sono truppe, saranno obiettivi legittimi”.
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      <pubDate>Fri, 05 Sep 2025 09:04:00 -0000</pubDate>
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Trump, collegato in videoconferenza, si propone come mediatore con Putin, ma annuncia la fine del programma americano di addestramento per gli eserciti dell’Europa orientale, chiedendo agli alleati di aumentare la spesa militare.

Il piano divide l’Europa: alcuni paesi sono pronti al dispiegamento immediato, altri frenano per vincoli politici interni. Sullo sfondo, la minaccia di Putin: “Se ci sono truppe, saranno obiettivi legittimi”.
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<p>Trump, collegato in videoconferenza, si propone come mediatore con Putin, ma annuncia la fine del programma americano di addestramento per gli eserciti dell’Europa orientale, chiedendo agli alleati di aumentare la spesa militare.</p>
<p>Il piano divide l’Europa: alcuni paesi sono pronti al dispiegamento immediato, altri frenano per vincoli politici interni. Sullo sfondo, la minaccia di Putin: “Se ci sono truppe, saranno obiettivi legittimi”.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 171 - Attacco Hacker: la Cina ha rubato per anni i dati delle potenze Occidentali</title>
      <description>Mentre il mondo osservava la grandiosa parata militare in Cina con Xi Jinping, Vladimir Putin e Kim Jong Un, emergono dettagli inquietanti: il New York Times rivela il massiccio attacco informatico cinese Salt Typhoon, durato anni e mirato a reti elettriche, telecomunicazioni e infrastrutture globali, inclusi USA, Europa e Italia. I dati rubati potrebbero dare a Pechino un potere senza precedenti.

E tra scienza e fantascienza, una conversazione tra Xi e Putin fa discutere: biotecnologia, trapianti di organi e ipotetica immortalità, con Putin interessato personalmente all’allungamento della vita umana. Sul fronte europeo, Macron e Zelensky cercano di rafforzare la coalizione degli alleati di Kiev, ma la guerra in Ucraina non mostra segnali di rallentamento.

In Medio Oriente, Israele avanza su Gaza City tra proteste di massa, con Netanyahu che critica duramente i manifestanti mentre il conflitto continua senza sosta.
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      <pubDate>Thu, 04 Sep 2025 08:44:00 -0000</pubDate>
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E tra scienza e fantascienza, una conversazione tra Xi e Putin fa discutere: biotecnologia, trapianti di organi e ipotetica immortalità, con Putin interessato personalmente all’allungamento della vita umana. Sul fronte europeo, Macron e Zelensky cercano di rafforzare la coalizione degli alleati di Kiev, ma la guerra in Ucraina non mostra segnali di rallentamento.

In Medio Oriente, Israele avanza su Gaza City tra proteste di massa, con Netanyahu che critica duramente i manifestanti mentre il conflitto continua senza sosta.
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<p>E tra scienza e fantascienza, una conversazione tra Xi e Putin fa discutere: biotecnologia, trapianti di organi e ipotetica immortalità, con Putin interessato personalmente all’allungamento della vita umana. Sul fronte europeo, Macron e Zelensky cercano di rafforzare la coalizione degli alleati di Kiev, ma la guerra in Ucraina non mostra segnali di rallentamento.</p>
<p>In Medio Oriente, Israele avanza su Gaza City tra proteste di massa, con Netanyahu che critica duramente i manifestanti mentre il conflitto continua senza sosta.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 170 - Russia e guerra ibrida con l'Europa: Putin sempre più vicino alla Cina</title>
      <description>Un atterraggio d’emergenza per Ursula von der Leyen accende l’allarme cyber-guerra in Europa: interferenze russe avrebbero sabotato il GPS del suo aereo, costringendo i piloti a tornare alle mappe cartacee. Bruxelles minimizza, ma dietro le quinte la parola è una sola: guerra tecnologica.

Intanto, Putin rialza la testa. Al vertice di Shanghai stringe mani, accusa l’Occidente e trova nell’abbraccio di Xi Jinping e Modi una nuova legittimità internazionale. Sullo sfondo, una Cina attraversata dal fervore nazionalista e un’Europa che prova a reagire: a Parigi si discute di truppe occidentali per Kiev, mentre Zelensky cerca garanzie concrete.

E in Medio Oriente, Gaza continua a sanguinare. Nonostante la paura di ritorsioni, un gruppo di insegnanti israeliani rompe il silenzio con un messaggio forte: “Un bambino è un bambino. Fermiamo questa guerra.”
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      <pubDate>Tue, 02 Sep 2025 08:30:00 -0000</pubDate>
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Intanto, Putin rialza la testa. Al vertice di Shanghai stringe mani, accusa l’Occidente e trova nell’abbraccio di Xi Jinping e Modi una nuova legittimità internazionale. Sullo sfondo, una Cina attraversata dal fervore nazionalista e un’Europa che prova a reagire: a Parigi si discute di truppe occidentali per Kiev, mentre Zelensky cerca garanzie concrete.

E in Medio Oriente, Gaza continua a sanguinare. Nonostante la paura di ritorsioni, un gruppo di insegnanti israeliani rompe il silenzio con un messaggio forte: “Un bambino è un bambino. Fermiamo questa guerra.”
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        <![CDATA[<p>Un atterraggio d’emergenza per Ursula von der Leyen accende l’allarme cyber-guerra in Europa: interferenze russe avrebbero sabotato il GPS del suo aereo, costringendo i piloti a tornare alle mappe cartacee. Bruxelles minimizza, ma dietro le quinte la parola è una sola: guerra tecnologica.</p>
<p>Intanto, Putin rialza la testa. Al vertice di Shanghai stringe mani, accusa l’Occidente e trova nell’abbraccio di Xi Jinping e Modi una nuova legittimità internazionale. Sullo sfondo, una Cina attraversata dal fervore nazionalista e un’Europa che prova a reagire: a Parigi si discute di truppe occidentali per Kiev, mentre Zelensky cerca garanzie concrete.</p>
<p>E in Medio Oriente, Gaza continua a sanguinare. Nonostante la paura di ritorsioni, un gruppo di insegnanti israeliani rompe il silenzio con un messaggio forte: “Un bambino è un bambino. Fermiamo questa guerra.”</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 169 - Il piano di Trump per Gaza, Israele prevede l'annessione della Cisgiordania</title>
      <description>Il Washington Post svela un documento che potrebbe cambiare il Medio Oriente per sempre: il piano post-guerra di Donald Trump per Gaza. Una proposta da 38 pagine che immagina l’enclave trasformata in un hub turistico e tecnologico sotto amministrazione statunitense per almeno dieci anni, con il trasferimento di oltre due milioni di abitanti.

Intanto, Israele valuta l’annessione unilaterale della Cisgiordania, mentre in Cina si riuniscono Putin, Modi e altri leader al vertice SCO, il forum che Xi Jinping vuole usare per sfidare l’ordine globale guidato dagli Stati Uniti. Un mondo che si ridisegna, tra piani segreti, mosse geopolitiche e alleanze inedite.
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      <pubDate>Mon, 01 Sep 2025 08:29:00 -0000</pubDate>
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Intanto, Israele valuta l’annessione unilaterale della Cisgiordania, mentre in Cina si riuniscono Putin, Modi e altri leader al vertice SCO, il forum che Xi Jinping vuole usare per sfidare l’ordine globale guidato dagli Stati Uniti. Un mondo che si ridisegna, tra piani segreti, mosse geopolitiche e alleanze inedite.
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<p>Intanto, Israele valuta l’annessione unilaterale della Cisgiordania, mentre in Cina si riuniscono Putin, Modi e altri leader al vertice SCO, il forum che Xi Jinping vuole usare per sfidare l’ordine globale guidato dagli Stati Uniti. Un mondo che si ridisegna, tra piani segreti, mosse geopolitiche e alleanze inedite.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 168 - Tutti alla corte di Xi, la Cina pronta a cambiare gli assetti globali</title>
      <description>Dalla Cina a Gaza, passando per la geopolitica mondiale. Oggi partiamo da Pechino, dove Xi Jinping prepara la grande Parata della Vittoria e il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. Il messaggio è chiaro: il Sud Globale non è più la maggioranza silenziosa e la Cina vuole riscrivere le regole del gioco internazionale.

Poi ci spostiamo in Medio Oriente, dove la crisi umanitaria a Gaza peggiora di ora in ora. Niente più pause umanitarie, quasi 63 mila vittime e un conflitto che Netanyahu promette di chiudere presto, mentre Trump resta l’unico attore in grado di fare davvero la differenza. Ma Hamas non è sparito: le sue capacità militari sono ridotte, ma continua a operare in modalità guerriglia.
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      <pubDate>Fri, 29 Aug 2025 12:54:00 -0000</pubDate>
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Poi ci spostiamo in Medio Oriente, dove la crisi umanitaria a Gaza peggiora di ora in ora. Niente più pause umanitarie, quasi 63 mila vittime e un conflitto che Netanyahu promette di chiudere presto, mentre Trump resta l’unico attore in grado di fare davvero la differenza. Ma Hamas non è sparito: le sue capacità militari sono ridotte, ma continua a operare in modalità guerriglia.
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        <![CDATA[<p>Dalla Cina a Gaza, passando per la geopolitica mondiale. Oggi partiamo da Pechino, dove Xi Jinping prepara la grande Parata della Vittoria e il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. Il messaggio è chiaro: il Sud Globale non è più la maggioranza silenziosa e la Cina vuole riscrivere le regole del gioco internazionale.</p>
<p>Poi ci spostiamo in Medio Oriente, dove la crisi umanitaria a Gaza peggiora di ora in ora. Niente più pause umanitarie, quasi 63 mila vittime e un conflitto che Netanyahu promette di chiudere presto, mentre Trump resta l’unico attore in grado di fare davvero la differenza. Ma Hamas non è sparito: le sue capacità militari sono ridotte, ma continua a operare in modalità guerriglia.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 167 - Svelato il piano europeo per l'Ucraina: truppe e armi della Nato a Kiev</title>
      <description>Questa notte l’Ucraina è stata colpita da una nuova ondata di droni: otto vittime, tra cui un bambino, e decine di feriti. Mentre i soccorritori scavano tra le macerie, il Financial Times rivela un piano per il futuro del Paese: una zona demilitarizzata, forze di peacekeeping e un ruolo cruciale degli USA. Mosca però respinge l’idea, e Peskov attacca la NATO.

In Israele cresce la tensione: proteste di massa a Tel Aviv per la liberazione degli ostaggi, accuse a Netanyahu e un governo che sembra più concentrato sui banchetti che sulla guerra. E sullo sfondo, Donald Trump, che da Washington manda messaggi a Israele sul dopo-Gaza.
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      <pubDate>Thu, 28 Aug 2025 09:38:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Questa notte l’Ucraina è stata colpita da una nuova ondata di droni: otto vittime, tra cui un bambino, e decine di feriti. Mentre i soccorritori scavano tra le macerie, il Financial Times rivela un piano per il futuro del Paese: una zona demilitarizzata, forze di peacekeeping e un ruolo cruciale degli USA. Mosca però respinge l’idea, e Peskov attacca la NATO.

In Israele cresce la tensione: proteste di massa a Tel Aviv per la liberazione degli ostaggi, accuse a Netanyahu e un governo che sembra più concentrato sui banchetti che sulla guerra. E sullo sfondo, Donald Trump, che da Washington manda messaggi a Israele sul dopo-Gaza.
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        <![CDATA[<p>Questa notte l’Ucraina è stata colpita da una nuova ondata di droni: otto vittime, tra cui un bambino, e decine di feriti. Mentre i soccorritori scavano tra le macerie, il <em>Financial Times</em> rivela un piano per il futuro del Paese: una zona demilitarizzata, forze di peacekeeping e un ruolo cruciale degli USA. Mosca però respinge l’idea, e Peskov attacca la NATO.</p>
<p>In Israele cresce la tensione: proteste di massa a Tel Aviv per la liberazione degli ostaggi, accuse a Netanyahu e un governo che sembra più concentrato sui banchetti che sulla guerra. E sullo sfondo, Donald Trump, che da Washington manda messaggi a Israele sul dopo-Gaza.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 166 - Trump: torna il ministero della guerra</title>
      <description>Donald Trump propone di rinominare il Dipartimento della Difesa in “Dipartimento di Guerra” e spinge per l’estensione della pena di morte a Washington D.C., mentre l’attenzione internazionale si concentra sulla Casa Bianca e sulle sue dichiarazioni contro Zelensky e Lavrov.

Steve Witkoff aggiorna sugli sviluppi tra Israele e Hamas, compreso il possibile cessate il fuoco e lo scambio di prigionieri. E Netanyahu? Parole dure e una strategia militare che accende le proteste a Tel Aviv, con migliaia di cittadini in piazza per chiedere la liberazione degli ostaggi.
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      <pubDate>Wed, 27 Aug 2025 10:12:00 -0000</pubDate>
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Steve Witkoff aggiorna sugli sviluppi tra Israele e Hamas, compreso il possibile cessate il fuoco e lo scambio di prigionieri. E Netanyahu? Parole dure e una strategia militare che accende le proteste a Tel Aviv, con migliaia di cittadini in piazza per chiedere la liberazione degli ostaggi.
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        <![CDATA[<p>Donald Trump propone di rinominare il Dipartimento della Difesa in “Dipartimento di Guerra” e spinge per l’estensione della pena di morte a Washington D.C., mentre l’attenzione internazionale si concentra sulla Casa Bianca e sulle sue dichiarazioni contro Zelensky e Lavrov.</p>
<p>Steve Witkoff aggiorna sugli sviluppi tra Israele e Hamas, compreso il possibile cessate il fuoco e lo scambio di prigionieri. E Netanyahu? Parole dure e una strategia militare che accende le proteste a Tel Aviv, con migliaia di cittadini in piazza per chiedere la liberazione degli ostaggi.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 165 - Il fallimento di Donald Trump in Medio Oriente: ennesima strage di giornalisti</title>
      <description>Un'altra giornata di sangue da aggiungere al triste computo della guerra a Gaza. Il bombardamento sull’ospedale Nasser, avvenuto lunedì 25 agosto in diretta televisiva, ha ucciso giornalisti, medici, pazienti e soccorritori, e ha aperto nuove ferite in un conflitto che sembra non avere fine.



Netanyahu ha già commentato l'accaduto, indicandolo come un errore e rammaricandosi per la morte dei giornalisti coinvolti.



La situazione è sempre più complessa: le famiglie degli ostaggi di Hamas chiedono la liberazione immediata degli ostaggi, influencers americani pubblicano video in cui smentiscono la carestia che sta colpendo l'inerme popolo palestinese e Trump dagli USA continua a dire e poi smentire come tra giravolte e contraddizioni. Cosa c'è da aspettarsi ancora?
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      <pubDate>Tue, 26 Aug 2025 08:46:00 -0000</pubDate>
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Netanyahu ha già commentato l'accaduto, indicandolo come un errore e rammaricandosi per la morte dei giornalisti coinvolti.



La situazione è sempre più complessa: le famiglie degli ostaggi di Hamas chiedono la liberazione immediata degli ostaggi, influencers americani pubblicano video in cui smentiscono la carestia che sta colpendo l'inerme popolo palestinese e Trump dagli USA continua a dire e poi smentire come tra giravolte e contraddizioni. Cosa c'è da aspettarsi ancora?
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        <![CDATA[<p>Un'altra giornata di sangue da aggiungere al triste computo della guerra a Gaza. Il bombardamento sull’ospedale Nasser, avvenuto lunedì 25 agosto in diretta televisiva, ha ucciso giornalisti, medici, pazienti e soccorritori, e ha aperto nuove ferite in un conflitto che sembra non avere fine.</p>
<p><br></p>
<p>Netanyahu ha già commentato l'accaduto, indicandolo come un errore e rammaricandosi per la morte dei giornalisti coinvolti.</p>
<p><br></p>
<p>La situazione è sempre più complessa: le famiglie degli ostaggi di Hamas chiedono la liberazione immediata degli ostaggi, influencers americani pubblicano video in cui smentiscono la carestia che sta colpendo l'inerme popolo palestinese e Trump dagli USA continua a dire e poi smentire come tra giravolte e contraddizioni. Cosa c'è da aspettarsi ancora?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 164 - Gaza, Israele assume influencer: ecco perché è propaganda</title>
      <description>Xaviaer DuRousseau, influencer repubblicano con oltre un milione di follower, è stato tra i dieci americani entrati nella Striscia di Gaza scortati dall’esercito israeliano. La sua presenza si inserisce in un’operazione finanziata dal Ministero degli Esteri israeliano per rafforzare, attraverso figure vicine al movimento MAGA, il sostegno internazionale alla linea di Benjamin Netanyahu. Mentre Israele accusa le ONG di non distribuire gli aiuti, le Nazioni Unite denunciano che oltre mezzo milione di persone a Gaza soffrono di carestia e che i bambini malnutriti sono in aumento vertiginoso. Dietro la propaganda e le campagne social resta una realtà fatta di pacchi alimentari bloccati, famiglie costrette a saltare i pasti e un sistema di aiuti ostacolato dall’esercito israeliano.
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      <pubDate>Mon, 25 Aug 2025 10:16:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Xaviaer DuRousseau, influencer repubblicano con oltre un milione di follower, è stato tra i dieci americani entrati nella Striscia di Gaza scortati dall’esercito israeliano. La sua presenza si inserisce in un’operazione finanziata dal Ministero degli Esteri israeliano per rafforzare, attraverso figure vicine al movimento MAGA, il sostegno internazionale alla linea di Benjamin Netanyahu. Mentre Israele accusa le ONG di non distribuire gli aiuti, le Nazioni Unite denunciano che oltre mezzo milione di persone a Gaza soffrono di carestia e che i bambini malnutriti sono in aumento vertiginoso. Dietro la propaganda e le campagne social resta una realtà fatta di pacchi alimentari bloccati, famiglie costrette a saltare i pasti e un sistema di aiuti ostacolato dall’esercito israeliano.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 163 - Incontro Putin - Trump: i cinque punti concordati.</title>
      <description>Ieri una videoconferenza tra leader europei, Zelensky e il presidente USA ha preparato il terreno per l’incontro di venerdì tra Russia e Stati Uniti. Zelensky, dopo un colloquio con il cancelliere tedesco Merz, ha annunciato cinque principi condivisi: negoziati trilaterali (Usa-Russia-Ucraina), cessate il fuoco durante i colloqui, no al veto russo su UE/NATO, garanzie militari per Kiev e mantenimento delle sanzioni. Possibile incontro a tre in una città europea, ma il percorso resta incerto. Intanto, a Gaza, la tensione interna in Israele cresce: il generale Eyal Zamir rifiuta la proposta di Netanyahu di controllare Gaza City, scontrandosi con alti funzionari. L’esercito israeliano nega la carestia, ma giornali e ONG denunciano una grave crisi alimentare aggravata dalla chiusura agli aiuti umanitari dal 2 marzo.
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      <pubDate>Thu, 14 Aug 2025 14:57:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Ieri una videoconferenza tra leader europei, Zelensky e il presidente USA ha preparato il terreno per l’incontro di venerdì tra Russia e Stati Uniti. Zelensky, dopo un colloquio con il cancelliere tedesco Merz, ha annunciato cinque principi condivisi: negoziati trilaterali (Usa-Russia-Ucraina), cessate il fuoco durante i colloqui, no al veto russo su UE/NATO, garanzie militari per Kiev e mantenimento delle sanzioni. Possibile incontro a tre in una città europea, ma il percorso resta incerto. Intanto, a Gaza, la tensione interna in Israele cresce: il generale Eyal Zamir rifiuta la proposta di Netanyahu di controllare Gaza City, scontrandosi con alti funzionari. L’esercito israeliano nega la carestia, ma giornali e ONG denunciano una grave crisi alimentare aggravata dalla chiusura agli aiuti umanitari dal 2 marzo.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 162 - Gli alleati europei chiedono garanzie a Trump: temono Putin</title>
      <description>In vista dell’incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin, il cancelliere Merz convoca una videochiamata urgente con tutti i leader europei per scongiurare un accordo sfavorevole a Kiev. L’Europa teme concessioni territoriali e un ritiro del sostegno americano, mentre Zelensky resta fermo sul no a scambi di terre. 

Intanto, i mercati russi festeggiano e gli oligarchi intravedono la possibilità di un allentamento delle sanzioni.
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      <pubDate>Wed, 13 Aug 2025 08:12:00 -0000</pubDate>
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Intanto, i mercati russi festeggiano e gli oligarchi intravedono la possibilità di un allentamento delle sanzioni.
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<p>Intanto, i mercati russi festeggiano e gli oligarchi intravedono la possibilità di un allentamento delle sanzioni.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 161 - Trump e l'inganno di Putin: tutte le insidie dell'incontro</title>
      <description>Donald Trump si prepara all’incontro in Alaska con Vladimir Putin, fissando aspettative minime e lasciando fuori Zelensky, nonostante le pressioni europee. 

Nessuna garanzia per Kiev, mentre cresce il timore che il vertice diventi un’occasione per Mosca di guadagnare tempo. 

Sullo sfondo, la guerra a Gaza: l’esercito israeliano avanza, ma aumentano le perdite, il malcontento interno e gli attacchi alla stampa.
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      <pubDate>Tue, 12 Aug 2025 08:41:00 -0000</pubDate>
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Nessuna garanzia per Kiev, mentre cresce il timore che il vertice diventi un’occasione per Mosca di guadagnare tempo. 

Sullo sfondo, la guerra a Gaza: l’esercito israeliano avanza, ma aumentano le perdite, il malcontento interno e gli attacchi alla stampa.
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<p>Sullo sfondo, la guerra a Gaza: l’esercito israeliano avanza, ma aumentano le perdite, il malcontento interno e gli attacchi alla stampa.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 160 Incontro Putin - Trump: l'Alaska al centro della diplomazia</title>
      <description>La politica estera rimane la protagonista dell'estate italiana su due fronti principali: in Alaska si prepara l'incontro del 15 agosto tra Donald Trump e Vladimir Putin per discutere del conflitto in Ucraina, ma ci sono ancora tante incognite in ballo: ci sarà anche Zelensky per negoziare i termini dell'accordo? E comunque, che ne sarà della cessione di territori di cui tanto si parla? 

Intanto Netanyahu prepara l'occupazione di Gaza, ma non è la prima volta che il governo di Tel Aviv fa un annuncio simile. Tra proteste interne ed esterne, si arriverà davvero a una soluzione?
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      <pubDate>Mon, 11 Aug 2025 09:16:00 -0000</pubDate>
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Intanto Netanyahu prepara l'occupazione di Gaza, ma non è la prima volta che il governo di Tel Aviv fa un annuncio simile. Tra proteste interne ed esterne, si arriverà davvero a una soluzione?
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<p>Intanto Netanyahu prepara l'occupazione di Gaza, ma non è la prima volta che il governo di Tel Aviv fa un annuncio simile. Tra proteste interne ed esterne, si arriverà davvero a una soluzione?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 159 - Guerra in Ucraina: i dubbi sulla tattica di Trump contro Mosca</title>
      <description>Dopo l’incontro con il segretario della NATO, Mark Rutte, Donald Trump annuncia un piano per armare l’Ucraina, affidando il compito alle nazioni europee. Minaccia inoltre dazi contro i Paesi che continuano a commerciare con Mosca, Cina inclusa. Una mossa che potrebbe aprire un nuovo fronte con Pechino e far salire i prezzi del petrolio. Restano però molti dubbi: troppe giravolte, troppe promesse disattese. Intanto, in Medio Oriente, Netanyahu torna dagli Stati Uniti senza un accordo sugli ostaggi e cerca di bilanciare le pressioni americane con la propria sopravvivenza politica.
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      <pubDate>Tue, 15 Jul 2025 08:19:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 158- Trump: Putin vuole conquistare tutto. Invio di missili in Ucraina</title>
      <description>Donald Trump è insofferente nei confronti di Vladimir Putin. Il Presidente USA, secondo l’agenzia di stampa americana Axios, è pronto a varare un nuovo piano per armare l’Ucraina, ipotizzando l'invio di armi offensive. Intanto, scrive a Bruxelles minacciando dazi: ora l’Europa deve decidere come rispondere. Linea dura o accomodante? In gioco ci sono i rapporti con la Casa Bianca, ma anche la tenuta dell’economia globale.
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      <pubDate>Mon, 14 Jul 2025 08:10:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Donald Trump è insofferente nei confronti di Vladimir Putin. Il Presidente USA, secondo l’agenzia di stampa americana Axios, è pronto a varare un nuovo piano per armare l’Ucraina, ipotizzando l'invio di armi offensive. Intanto, scrive a Bruxelles minacciando dazi: ora l’Europa deve decidere come rispondere. Linea dura o accomodante? In gioco ci sono i rapporti con la Casa Bianca, ma anche la tenuta dell’economia globale.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 157 - Dazi, a pagare il prezzo più alto è già l'Italia. Ecco perché.</title>
      <description>Oggi iniziamo con l’inno americano per riuscire ad essere in linea con il tema di giornata che ci riguarda direttamente. Parliamo di dazi, perché l’Italia e l’Europa sono con il fiato il sospeso e qualora non si trovasse un accordo serio con Donald Trump la situazione potrebbe pesare economicamente. Andiamo per punti. 
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      <pubDate>Fri, 11 Jul 2025 08:31:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 156 - Perché Trump è furioso con Putin: come cambia la guerra</title>
      <description>Le sirene risuonano in tutta l’Ucraina dopo un attacco russo devastante. Trump prende le distanze da Putin e prepara nuove armi per Kiev. 

Intanto Mosca produce droni Shahed e cambia tattica per colpire più duramente. 

È finita la luna di miele tra i due leader? O è solo una pausa tattica?
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      <pubDate>Thu, 10 Jul 2025 07:59:00 -0000</pubDate>
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Intanto Mosca produce droni Shahed e cambia tattica per colpire più duramente. 

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<p>È finita la luna di miele tra i due leader? O è solo una pausa tattica?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 155 -  Ecco il piano di Israele per Gaza: Trump candidato al Nobel per la Pace</title>
      <description>Trump riceve Netanyahu alla Casa Bianca. Sul tavolo: Nobel per la Pace, tregua a Gaza, Iran e dazi. 

Intanto si pianifica una “città umanitaria” per 600 mila palestinesi e si alzano nuove tensioni in Ucraina. 

Le lettere di Trump sui dazi iniziano a fare paura all’Europa. 
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      <pubDate>Tue, 08 Jul 2025 08:03:00 -0000</pubDate>
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Intanto si pianifica una “città umanitaria” per 600 mila palestinesi e si alzano nuove tensioni in Ucraina. 

Le lettere di Trump sui dazi iniziano a fare paura all’Europa. 
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<p>Intanto si pianifica una “città umanitaria” per 600 mila palestinesi e si alzano nuove tensioni in Ucraina. </p>
<p>Le lettere di Trump sui dazi iniziano a fare paura all’Europa. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 154 - Dazi, l'Unione Europea cerca l'accordo con Trump</title>
      <description>Mentre il Texas è in ginocchio per un’inondazione con oltre 80 morti, Donald Trump si muove su più fronti. 

A Washington si lavora a un accordo commerciale con l’Unione Europea che minaccia di spaccare il continente: la Germania vuole chiudere in fretta, la Francia frena, e Trump detta le sue condizioni. 

Intanto, a Gaza si intravede uno spiraglio di tregua: Netanyahu vola negli USA, mentre la sua delegazione è in Qatar per riaprire i negoziati con Hamas, sotto la pressione crescente dell’amministrazione americana. Ma le richieste sono tante e le tensioni ancora altissime. 
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      <pubDate>Mon, 07 Jul 2025 08:17:00 -0000</pubDate>
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Intanto, a Gaza si intravede uno spiraglio di tregua: Netanyahu vola negli USA, mentre la sua delegazione è in Qatar per riaprire i negoziati con Hamas, sotto la pressione crescente dell’amministrazione americana. Ma le richieste sono tante e le tensioni ancora altissime. 
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<p>A Washington si lavora a un accordo commerciale con l’Unione Europea che minaccia di spaccare il continente: la Germania vuole chiudere in fretta, la Francia frena, e Trump detta le sue condizioni. </p>
<p>Intanto, a Gaza si intravede uno spiraglio di tregua: Netanyahu vola negli USA, mentre la sua delegazione è in Qatar per riaprire i negoziati con Hamas, sotto la pressione crescente dell’amministrazione americana. Ma le richieste sono tante e le tensioni ancora altissime. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 153 - Telefonata Trump - Putin: Ucraina a rischio</title>
      <description>Donald Trump e Vladimir Putin si sono di nuovo sentiti al telefono. È la sesta telefonata da quando The Donald è tornato alla Casa Bianca. Si sa poco. È durata un’oretta. Ma da quel che trapela, nulla di buono è stato detto, soprattutto sull’Ucraina, dove la guerra continua.
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      <pubDate>Fri, 04 Jul 2025 08:21:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 152 - Trump presenta Alligator Alcatraz e minaccia di espellere Musk</title>
      <description>Dalla voce di Peskov alle paludi della Florida: Putin apre uno spiraglio, Macron chiama Mosca dopo tre anni, mentre Trump costruisce una prigione tra alligatori e si prepara a un cessate il fuoco in Medio Oriente. Gli Stati Uniti tagliano le armi a Kyiv, la guerra dei dazi si accende, e Musk minaccia di fondare un partito. 
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      <pubDate>Wed, 02 Jul 2025 08:23:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 151 -  Guerra, bambini ucraini spediti nei campi educativi russi</title>
      <description>Nuova strage a Gaza: almeno 70 morti in un solo giorno, colpito anche uno degli ultimi luoghi con accesso a Internet. In Israele si parla di tregua, ma le bombe continuano. Intanto, in Russia, bambini ucraini deportati da Mariupol vengono rieducati all’“amore per la patria” nei campi estivi di San Pietroburgo. E da Washington potrebbe arrivare la svolta. O l’ennesima mossa elettorale.


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      <pubDate>Tue, 01 Jul 2025 08:33:00 -0000</pubDate>
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<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 150 - Trump minaccia i giudici israeliani: Bibi eroe di guerra</title>
      <description>La guerra continua a infiammare Ucraina e Medio Oriente. La Russia spinge verso Sumy, Israele e Iran restano in bilico e Donald Trump scuote la NATO con dichiarazioni imprevedibili. 


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      <pubDate>Mon, 30 Jun 2025 08:57:00 -0000</pubDate>
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<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 149 - Perché la Nato ha paura della Russia di Putin</title>
      <description>Nel giorno del vertice NATO, l’Europa promette aumenti record nelle spese militari per rassicurare Donald Trump. Ma cosa significa davvero l’accordo raggiunto? Qual è il nuovo piano da miliardi per la difesa europea? E cosa temono davvero i Paesi dell’Est? 
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      <pubDate>Thu, 26 Jun 2025 08:17:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Nel giorno del vertice NATO, l’Europa promette aumenti record nelle spese militari per rassicurare Donald Trump. Ma cosa significa davvero l’accordo raggiunto? Qual è il nuovo piano da miliardi per la difesa europea? E cosa temono davvero i Paesi dell’Est? </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 148 - Trump semina il panico al vertice Nato</title>
      <description>La tregua tra Iran e Israele tiene, ma il mondo resta con il fiato sospeso. 

Donald Trump, deluso e sempre più imprevedibile, lancia messaggi forti dai social mentre la crisi mediorientale si intreccia con tensioni globali e alleanze in bilico. Tra missili, accordi mancati e parole che scuotono la NATO, cosa ci aspetta? Un racconto in tempo reale di 12 ore che potrebbero cambiare tutto.
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      <pubDate>Wed, 25 Jun 2025 09:17:00 -0000</pubDate>
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Donald Trump, deluso e sempre più imprevedibile, lancia messaggi forti dai social mentre la crisi mediorientale si intreccia con tensioni globali e alleanze in bilico. Tra missili, accordi mancati e parole che scuotono la NATO, cosa ci aspetta? Un racconto in tempo reale di 12 ore che potrebbero cambiare tutto.
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<p>Donald Trump, deluso e sempre più imprevedibile, lancia messaggi forti dai social mentre la crisi mediorientale si intreccia con tensioni globali e alleanze in bilico. Tra missili, accordi mancati e parole che scuotono la NATO, cosa ci aspetta? Un racconto in tempo reale di 12 ore che potrebbero cambiare tutto.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 147 - Israele: tregua appesa a un filo. La telefonata del Mossad</title>
      <description>Dopo giorni di tensione tra Stati Uniti, Iran e Israele, arriva una tregua di 12 ore. Ma è davvero l’inizio di una de-escalation o solo una pausa prima della prossima ondata? 

Missili, minacce sussurrate, un attacco calibrato a una base americana in Qatar, e una telefonata agghiacciante del Mossad a un generale iraniano: in questo episodio ricostruiamo 24 ore frenetiche che raccontano quanto sia fragile la pace e quanto profonde siano ormai le crepe in Medio Oriente.
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      <pubDate>Tue, 24 Jun 2025 08:23:00 -0000</pubDate>
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Missili, minacce sussurrate, un attacco calibrato a una base americana in Qatar, e una telefonata agghiacciante del Mossad a un generale iraniano: in questo episodio ricostruiamo 24 ore frenetiche che raccontano quanto sia fragile la pace e quanto profonde siano ormai le crepe in Medio Oriente.
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        <![CDATA[<p>Dopo giorni di tensione tra Stati Uniti, Iran e Israele, arriva una tregua di 12 ore. Ma è davvero l’inizio di una de-escalation o solo una pausa prima della prossima ondata? </p>
<p>Missili, minacce sussurrate, un attacco calibrato a una base americana in Qatar, e una telefonata agghiacciante del Mossad a un generale iraniano: in questo episodio ricostruiamo 24 ore frenetiche che raccontano quanto sia fragile la pace e quanto profonde siano ormai le crepe in Medio Oriente.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 146 - Stati Uniti - Iran: Cosa sono riusciti a colpire gli Usa</title>
      <description>Un giorno dopo l’attacco degli Stati Uniti all’Iran, mettiamo in fila ciò che sappiamo — o meglio, ciò che non sappiamo.

La prima cosa è questa: al momento nessuno ha certezze sui reali danni inflitti dai bombardamenti americani ai siti nucleari iraniani. 

Partiamo da qui. Perché ciò che resta incerto è anche la risposta dell’Iran. 
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      <pubDate>Mon, 23 Jun 2025 09:11:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Un giorno dopo l’attacco degli Stati Uniti all’Iran, mettiamo in fila ciò che sappiamo — o meglio, ciò che non sappiamo.

La prima cosa è questa: al momento nessuno ha certezze sui reali danni inflitti dai bombardamenti americani ai siti nucleari iraniani. 

Partiamo da qui. Perché ciò che resta incerto è anche la risposta dell’Iran. 
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        <![CDATA[<p>Un giorno dopo l’attacco degli Stati Uniti all’Iran, mettiamo in fila ciò che sappiamo — o meglio, ciò che <em>non</em> sappiamo.</p>
<p>La prima cosa è questa: al momento nessuno ha certezze sui reali danni inflitti dai bombardamenti americani ai siti nucleari iraniani. </p>
<p>Partiamo da qui. Perché ciò che resta incerto è anche la risposta dell’Iran. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 145 - Gli Usa attaccano l’Iran </title>
      <description>Il presidente degli stati uniti è apparso in un discorso alla nazione, ma di fatto a tutto il mondo e ha esordito con queste parole: “L'Iran, il bullo del Medio Oriente, deve ora fare la pace. Altrimenti, gli attacchi futuri saranno molto più gravi e molto più facili”. Aerei B-2 hanno sganciato  bunkerbusters sul sito di Fordow. Colpiti in tutto tre siti nucleari. La paura è che possa scoppiare una guerra regionale e che il prezzo del petrolio schizzi alle stelle.
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      <pubDate>Sun, 22 Jun 2025 10:17:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 144 - Trump rimanda l'attacco: ecco perchè</title>
      <description>Mentre Israele colpisce, Trump temporeggia. L’Iran è davvero a un passo dall’atomica? Dentro la crisi che spacca il fronte occidentale e divide anche il mondo MAGA.
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      <pubDate>Fri, 20 Jun 2025 09:17:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Mentre Israele colpisce, Trump temporeggia. L’Iran è davvero a un passo dall’atomica? Dentro la crisi che spacca il fronte occidentale e divide anche il mondo MAGA.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 143 - Trump approva il piano d'attacco all'Iran: tutte le incognite</title>
      <description>Giorni di altissima tensione: mentre tutto il mondo ha gli occhi puntati sulla crisi in Medio Oriente, il New York Times immagina lo scenario più temuto — bombardieri B-2 che colpiscono il cuore del programma nucleare iraniano. Trump tace, o meglio, parla a singhiozzo: un giorno minaccia, il giorno dopo prende tempo. Dice “nessuno sa cosa farò”, ma secondo il Wall Street Journal il piano d’attacco è già pronto. Si aspetta solo la mossa dell’Iran.
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      <pubDate>Thu, 19 Jun 2025 08:33:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Giorni di altissima tensione: mentre tutto il mondo ha gli occhi puntati sulla crisi in Medio Oriente, il New York Times immagina lo scenario più temuto — bombardieri B-2 che colpiscono il cuore del programma nucleare iraniano. Trump tace, o meglio, parla a singhiozzo: un giorno minaccia, il giorno dopo prende tempo. Dice “nessuno sa cosa farò”, ma secondo il <em>Wall Street Journal</em> il piano d’attacco è già pronto. Si aspetta solo la mossa dell’Iran.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 142 -  Iran - Israele: gli Usa potrebbe decidere di entrare in guerra</title>
      <description>Trump lascia il G7 e minaccia su Truth Social la Guida Suprema iraniana: “Sappiamo dove sei, ma non ti uccideremo. Per ora.” 

Il G7 si è trasformato in un campo di battaglia verbale: Trump litiga con Macron, viene accusato di lasciare l’Ucraina al suo destino, e nel frattempo il Medio Oriente brucia. Gaza è al collasso, Israele intensifica i bombardamenti su Teheran, mentre gli analisti di Haaretz parlano della “sindrome di Taco”, soprannome dato al presidente USA per i suoi continui capovolgimenti di linea.


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      <pubDate>Wed, 18 Jun 2025 08:38:00 -0000</pubDate>
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Il G7 si è trasformato in un campo di battaglia verbale: Trump litiga con Macron, viene accusato di lasciare l’Ucraina al suo destino, e nel frattempo il Medio Oriente brucia. Gaza è al collasso, Israele intensifica i bombardamenti su Teheran, mentre gli analisti di Haaretz parlano della “sindrome di Taco”, soprannome dato al presidente USA per i suoi continui capovolgimenti di linea.


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        <![CDATA[<p>Trump lascia il G7 e minaccia su Truth Social la Guida Suprema iraniana: “Sappiamo dove sei, ma non ti uccideremo. Per ora.” </p>
<p>Il G7 si è trasformato in un campo di battaglia verbale: Trump litiga con Macron, viene accusato di lasciare l’Ucraina al suo destino, e nel frattempo il Medio Oriente brucia. Gaza è al collasso, Israele intensifica i bombardamenti su Teheran, mentre gli analisti di Haaretz parlano della “sindrome di Taco”, soprannome dato al presidente USA per i suoi continui capovolgimenti di linea.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 141 - Guerra Israele - Iran: Tre possibili scenari</title>
      <description>Israele minaccia Teheran, la capitale è nel caos. Con le difese in frantumi e i missili in esaurimento, l’Iran valuta i negoziati come unica via d’uscita.
Tre scenari all’orizzonte: un attacco USA, un cessate il fuoco, o una guerra lunga come quella in Ucraina.
Macron tenta la mediazione al G7, mentre Trump spiazza tutti e torna a Washington.
Intanto a Kyiv si contano le vittime di un nuovo attacco russo.
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      <pubDate>Tue, 17 Jun 2025 08:38:00 -0000</pubDate>
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Tre scenari all’orizzonte: un attacco USA, un cessate il fuoco, o una guerra lunga come quella in Ucraina.
Macron tenta la mediazione al G7, mentre Trump spiazza tutti e torna a Washington.
Intanto a Kyiv si contano le vittime di un nuovo attacco russo.
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        <![CDATA[<p>Israele minaccia Teheran, la capitale è nel caos. Con le difese in frantumi e i missili in esaurimento, l’Iran valuta i negoziati come unica via d’uscita.<br>
Tre scenari all’orizzonte: un attacco USA, un cessate il fuoco, o una guerra lunga come quella in Ucraina.<br>
Macron tenta la mediazione al G7, mentre Trump spiazza tutti e torna a Washington.<br>
Intanto a Kyiv si contano le vittime di un nuovo attacco russo.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 140 - Guerra Israele - Iran: quanto possono continuare</title>
      <description>Israele attacca l’Iran: è guerra tra stati.

Il capo dell’IDF Zamir parla di “punto di non ritorno”. Missili su entrambi i fronti, danni ingenti, vittime civili. Israele teme per la sua economia, l’Iran è già in crisi. Trump chiama Putin per mediare, ma Pence lo accusa: “È come affidare al lupo le pecore”. L’Iran cerca aiuto anche da Oman e Qatar. La partita ora è nucleare, militare ed economica.
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      <pubDate>Mon, 16 Jun 2025 08:05:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Israele attacca l’Iran: è guerra tra stati.

Il capo dell’IDF Zamir parla di “punto di non ritorno”. Missili su entrambi i fronti, danni ingenti, vittime civili. Israele teme per la sua economia, l’Iran è già in crisi. Trump chiama Putin per mediare, ma Pence lo accusa: “È come affidare al lupo le pecore”. L’Iran cerca aiuto anche da Oman e Qatar. La partita ora è nucleare, militare ed economica.
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        <![CDATA[<p>Israele attacca l’Iran: è guerra tra stati.</p>
<p>Il capo dell’IDF Zamir parla di “punto di non ritorno”. Missili su entrambi i fronti, danni ingenti, vittime civili. Israele teme per la sua economia, l’Iran è già in crisi. Trump chiama Putin per mediare, ma Pence lo accusa: “È come affidare al lupo le pecore”. L’Iran cerca aiuto anche da Oman e Qatar. La partita ora è nucleare, militare ed economica.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 139 - Israele - Iran: come il Mossad ha agito</title>
      <description>Buongiorno Mondo, siamo tutti con il fiato sospeso da ieri. L’intero globo guarda al Medio Oriente dopo che Israele ha lanciato l’operazione Rising Leon. Da quel che sappiamo nella notte gli attacchi sono continuati e Tel Aviv ha colpito il quartiere dell’ayatollah Khamenei, ma stando a quel che dice Israele gli attacchi dureranno giorni. In poche parole è guerra e l’obiettivo dichiarato da Benjamin Netanyahu è quello di ribaltare il regime iraniano, non solo quindi di impedire lo sviluppo della bomba atomica. 


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      <pubDate>Sat, 14 Jun 2025 10:28:00 -0000</pubDate>
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<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 138 - Israele attacca l'Iran: si rischia una guerra regionale</title>
      <description>Nella notte, Israele ha colpito duramente l’Iran: 200 caccia in volo, centinaia di bombe e oltre 100 obiettivi distrutti, tra cui siti nucleari e basi militari.
Uccisi tre generali di spicco e due scienziati legati al programma nucleare.
L’operazione, chiamata “Sole e Leone”, vuole mandare un messaggio chiaro al regime degli Ayatollah.

L’Iran risponde con droni e proclama lo stato d’emergenza. 
Gli Stati Uniti si dichiarano “non coinvolti”, ma evacuano il personale diplomatico.
Nel frattempo, il prezzo del petrolio vola e il rischio di un’escalation regionale cresce.
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      <pubDate>Fri, 13 Jun 2025 08:09:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Nella notte, Israele ha colpito duramente l’Iran: 200 caccia in volo, centinaia di bombe e oltre 100 obiettivi distrutti, tra cui siti nucleari e basi militari.
Uccisi tre generali di spicco e due scienziati legati al programma nucleare.
L’operazione, chiamata “Sole e Leone”, vuole mandare un messaggio chiaro al regime degli Ayatollah.

L’Iran risponde con droni e proclama lo stato d’emergenza. 
Gli Stati Uniti si dichiarano “non coinvolti”, ma evacuano il personale diplomatico.
Nel frattempo, il prezzo del petrolio vola e il rischio di un’escalation regionale cresce.
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Uccisi tre generali di spicco e due scienziati legati al programma nucleare.<br>
L’operazione, chiamata <strong>“Sole e Leone”</strong>, vuole mandare un messaggio chiaro al regime degli Ayatollah.</p>
<p>L’Iran risponde con droni e proclama lo stato d’emergenza. <br>
Gli Stati Uniti si dichiarano “non coinvolti”, ma evacuano il personale diplomatico.<br>
Nel frattempo, il prezzo del petrolio vola e il rischio di un’escalation regionale cresce.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 137 - Escalation Russia - Ucraina: ecco dove le città hanno paura</title>
      <description>In Ucraina le sirene non smettono di suonare e le bombe non smettono di cadere. A Kherson, città divisa in due, la vita continua sotto attacco. La gente si rifugia nei supermercati fortificati, i bambini non si vedono più, e i droni colpiscono in silenzio. In questo racconto dal fronte vi porto tra edifici distrutti, ospedali colpiti e persone che, nonostante tutto, scelgono di restare.
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      <pubDate>Wed, 11 Jun 2025 08:05:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 136 - Russia - Ucraina: come la guerra è cambiata</title>
      <description>Le sirene suonano ogni 20 minuti a Kramatorsk. I droni colpiscono le case, gli ospedali vengono evacuati, i soldati combattono con armi artigianali. A 3 anni dall’invasione russa, la guerra in Ucraina è cambiata. 

Dai fronti del Donbass ai palazzi bombardati di Kharkiv, Elena Testi racconta quello che ha visto: la vita sotto le bombe, la nuova strategia dei droni, e il fragile equilibrio geopolitico tra Cina, Russia e Occidente.
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      <pubDate>Tue, 10 Jun 2025 05:17:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Le sirene suonano ogni 20 minuti a Kramatorsk. I droni colpiscono le case, gli ospedali vengono evacuati, i soldati combattono con armi artigianali. A 3 anni dall’invasione russa, la guerra in Ucraina è cambiata. 

Dai fronti del Donbass ai palazzi bombardati di Kharkiv, Elena Testi racconta quello che ha visto: la vita sotto le bombe, la nuova strategia dei droni, e il fragile equilibrio geopolitico tra Cina, Russia e Occidente.
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        <![CDATA[<p>Le sirene suonano ogni 20 minuti a Kramatorsk. I droni colpiscono le case, gli ospedali vengono evacuati, i soldati combattono con armi artigianali. A 3 anni dall’invasione russa, la guerra in Ucraina è cambiata. </p>
<p>Dai fronti del Donbass ai palazzi bombardati di Kharkiv, Elena Testi racconta quello che ha visto: la vita sotto le bombe, la nuova strategia dei droni, e il fragile equilibrio geopolitico tra Cina, Russia e Occidente.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 135 - I documenti segreti della Russia e le bombe su Kharkiv</title>
      <description>Dall’Ucraina, Elena Testi racconta una delle pagine più crude di questo conflitto: lo scambio dei caduti tra Russia e Ucraina. Più di 3.000 corpi restituiti alle famiglie. 

A Kharkiv, un attacco ha colpito un palazzo residenziale. Svetlana, sopravvissuta, racconta di aver perso tutto. Le è rimasto solo il passaporto. “Rido perché sono viva”, dice.


Intanto, Zelensky denuncia l’uso massiccio di oltre 400 droni da parte della Russia. Droni sempre più sofisticati, costruiti con componenti cinesi e manodopera a basso costo.
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      <pubDate>Sun, 08 Jun 2025 09:07:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Dall’Ucraina, Elena Testi racconta una delle pagine più crude di questo conflitto: lo scambio dei caduti tra Russia e Ucraina. Più di 3.000 corpi restituiti alle famiglie. 

A Kharkiv, un attacco ha colpito un palazzo residenziale. Svetlana, sopravvissuta, racconta di aver perso tutto. Le è rimasto solo il passaporto. “Rido perché sono viva”, dice.


Intanto, Zelensky denuncia l’uso massiccio di oltre 400 droni da parte della Russia. Droni sempre più sofisticati, costruiti con componenti cinesi e manodopera a basso costo.
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<p>A Kharkiv, un attacco ha colpito un palazzo residenziale. Svetlana, sopravvissuta, racconta di aver perso tutto. Le è rimasto solo il passaporto. “Rido perché sono viva”, dice.</p>
<p>
Intanto, Zelensky denuncia l’uso massiccio di oltre 400 droni da parte della Russia. Droni sempre più sofisticati, costruiti con componenti cinesi e manodopera a basso costo.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 134 - Trump e Musk sbeffeggiati dai russi</title>
      <description>Elena Testi ci porta nel cuore del conflitto in Ucraina, da Kyiv a Kharkiv, tra sirene, macerie e storie umane dimenticate. Il sindaco di Kharkiv racconta l’inizio dell’invasione, mentre in città si contano oltre 200mila sfollati. A Kyiv, l’ospedale pediatrico più grande è stato colpito: quattro medici sono morti. E mentre la Russia continua a parlare di "guerra esistenziale", l'Ucraina resiste in condizioni sempre più dure.

Intanto, dagli USA arriva la surreale disputa social tra Donald Trump ed Elon Musk, che non passa inosservata nemmeno in Russia. 
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      <pubDate>Sat, 07 Jun 2025 08:49:00 -0000</pubDate>
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Intanto, dagli USA arriva la surreale disputa social tra Donald Trump ed Elon Musk, che non passa inosservata nemmeno in Russia. 
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<p>Intanto, dagli USA arriva la surreale disputa social tra Donald Trump ed Elon Musk, che non passa inosservata nemmeno in Russia. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 133 - Cronache da Kyiv e le prossime mosse di Putin</title>
      <description>Elena Testi ci racconta dal campo cosa sta accadendo in Ucraina, dopo l’operazione “Tela di Ragno” e la dura replica di Mosca. Danni, vittime e attacchi mirati da entrambe le parti mentre la prospettiva di pace si allontana. 




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      <pubDate>Fri, 06 Jun 2025 08:35:00 -0000</pubDate>
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<p><br></p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 132 - Netanyahu in crisi: Israele rischia nuove elezioni</title>
      <description>Analizziamo le tensioni interne che minacciano di far crollare il governo israeliano. 

Intanto, la guerra a Gaza continua con nuovi episodi tragici e le proteste in Israele si moltiplicano: migliaia in marcia per la pace e riservisti che si rifiutano di combattere. In chiusura, gli sviluppi del processo per corruzione contro il primo ministro.


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      <pubDate>Thu, 05 Jun 2025 07:35:00 -0000</pubDate>
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Intanto, la guerra a Gaza continua con nuovi episodi tragici e le proteste in Israele si moltiplicano: migliaia in marcia per la pace e riservisti che si rifiutano di combattere. In chiusura, gli sviluppi del processo per corruzione contro il primo ministro.


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<p>Intanto, la guerra a Gaza continua con nuovi episodi tragici e le proteste in Israele si moltiplicano: migliaia in marcia per la pace e riservisti che si rifiutano di combattere. In chiusura, gli sviluppi del processo per corruzione contro il primo ministro.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 131 - Cosa vuole dire Zelensky a Putin con gli ultimi attacchi</title>
      <description>La situazione, come sappiamo, è sempre più incerta tra Russia e Ucraina, e la pace sembra ogni giorno più lontana. I colloqui a Istanbul hanno portato a risultati piuttosto deludenti. 

Quello che avete sentito poco fa è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che commenta proprio l’esito negativo di questi ultimi incontri.

Nel frattempo, a Kyiv si muovono in modo molto deciso sul piano militare e dell’intelligence. E vogliamo partire da qui, perché le ultime operazioni potrebbero dirci molto su dove sta andando realmente questa guerra.
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      <pubDate>Wed, 04 Jun 2025 05:21:00 -0000</pubDate>
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Quello che avete sentito poco fa è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che commenta proprio l’esito negativo di questi ultimi incontri.

Nel frattempo, a Kyiv si muovono in modo molto deciso sul piano militare e dell’intelligence. E vogliamo partire da qui, perché le ultime operazioni potrebbero dirci molto su dove sta andando realmente questa guerra.
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<p>Quello che avete sentito poco fa è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che commenta proprio l’esito negativo di questi ultimi incontri.</p>
<p>Nel frattempo, a Kyiv si muovono in modo molto deciso sul piano militare e dell’intelligence. E vogliamo partire da qui, perché le ultime operazioni potrebbero dirci molto su dove sta andando realmente questa guerra.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 130 -  David Parenzo: Lo Scandalo Israele</title>
      <description>Oggi puntata speciale, perché con noi c’è una voce che conoscete bene: David Parenzo.




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      <pubDate>Tue, 03 Jun 2025 08:13:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Oggi puntata speciale, perché con noi c’è una voce che conoscete bene: <strong>David Parenzo</strong>.</p>
<p><br></p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 129 - Italia al voto: tutto ciò che c’è da sapere sul Referendum</title>
      <description>Oggi, niente esteri. Oggi restiamo in Italia.
Perché? Perché è il 2 giugno, compleanno della nostra Repubblica. E tra pochi giorni – l’8 e il 9 giugno – si vota. Si vota su cinque referendum, e vogliamo spiegarvi tutto in modo semplice.
Perché votare è importante. Ma capire bene cosa si vota lo è ancora di più.
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      <pubDate>Mon, 02 Jun 2025 15:12:00 -0000</pubDate>
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Perché? Perché è il 2 giugno, compleanno della nostra Repubblica. E tra pochi giorni – l’8 e il 9 giugno – si vota. Si vota su cinque referendum, e vogliamo spiegarvi tutto in modo semplice.
Perché votare è importante. Ma capire bene cosa si vota lo è ancora di più.
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        <![CDATA[<p>Oggi, niente esteri. Oggi restiamo in Italia.<br>
Perché? Perché è il 2 giugno, compleanno della nostra Repubblica. E tra pochi giorni – l’8 e il 9 giugno – si vota. Si vota su cinque referendum, e vogliamo spiegarvi tutto in modo semplice.<br>
Perché votare è importante. Ma capire bene cosa si vota lo è ancora di più.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 128 - Se Israele guadagna con gli aiuti umanitari dentro la Striscia</title>
      <description>Il Medio Oriente resta in bilico e la prospettiva di un cessate il fuoco appare lontana. Ma oggi accendiamo i riflettori su un altro tema urgente: la distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza. In settimana vi abbiamo raccontato delle ombre sull’azienda privata incaricata di gestire i centri di smistamento. Ora vogliamo andare più a fondo. Lo facciamo con una voce autorevole: Paolo Pezzati, policy advisor di Oxfam Italia, organizzazione che da anni lavora sul campo nella Striscia. Con lui cerchiamo di capire cosa sta succedendo davvero e quali siano le reali possibilità di garantire assistenza a chi ne ha più bisogno.


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      <pubDate>Sun, 01 Jun 2025 12:23:00 -0000</pubDate>
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<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 127 - I giudici bloccano i dazi e Trump pensa al Golden Dome</title>
      <description>Alla Casa Bianca, Trump perde la pazienza con una giornalista che gli chiede conto del soprannome “TACO” – Trump Always Chickens Out – usato da Wall Street per descrivere i suoi dietrofront sui dazi. Ma il vero colpo di scena arriva dai giudici: una corte americana stabilisce che il tycoon non aveva l’autorità per imporre dazi globali. 

Intanto Elon Musk saluta la Casa Bianca, disilluso dalla politica e con qualche rimpianto. E mentre lascia, Trump annuncia il “Golden Dome”, lo scudo missilistico che dovrebbe difendere gli Stati Uniti da ogni minaccia. 

Ma Mosca non resta a guardare: si parla già di una nuova corsa agli armamenti.


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      <pubDate>Fri, 30 May 2025 05:21:00 -0000</pubDate>
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Intanto Elon Musk saluta la Casa Bianca, disilluso dalla politica e con qualche rimpianto. E mentre lascia, Trump annuncia il “Golden Dome”, lo scudo missilistico che dovrebbe difendere gli Stati Uniti da ogni minaccia. 

Ma Mosca non resta a guardare: si parla già di una nuova corsa agli armamenti.


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<p>Intanto Elon Musk saluta la Casa Bianca, disilluso dalla politica e con qualche rimpianto. E mentre lascia, Trump annuncia il “Golden Dome”, lo scudo missilistico che dovrebbe difendere gli Stati Uniti da ogni minaccia. </p>
<p>Ma Mosca non resta a guardare: si parla già di una nuova corsa agli armamenti.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 126 - Auti a Gaza: Israele sceglie una società misteriosa</title>
      <description>Un disastro annunciato a Gaza. Migliaia di palestinesi si sono riversati nei centri di distribuzione degli aiuti umanitari, ma il piano coordinato da Israele e Washington si è rivelato fallimentare. 

Secondo Haaretz, l’azienda scelta per gestire la distribuzione non ha alcuna esperienza sul campo, e le Nazioni Unite parlano di gravi violazioni ai principi umanitari. Intanto, la Svizzera apre un'indagine sulla fondazione dietro l’operazione.

Dagli Stati Uniti, emergono fratture tra Netanyahu e Trump sulla strategia verso l’Iran, mentre nuove indiscrezioni parlano di un Trump pronto a negoziare le sfere d'influenza globali con Putin e Xi Jinping. Taiwan non sarebbe più "un interesse esistenziale" per gli USA?

E infine la Russia: vale davvero la pena, per Putin, firmare la pace? Secondo il Wall Street Journal, la guerra ha rilanciato l’economia bellica russa, distribuendo ricchezza nelle zone più povere. Ma se il conflitto finisse, cosa ne sarà di quest'apparente prosperità? E soprattutto: dove potrebbe riversarsi il prossimo fronte?



BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Thu, 29 May 2025 07:33:00 -0000</pubDate>
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Secondo Haaretz, l’azienda scelta per gestire la distribuzione non ha alcuna esperienza sul campo, e le Nazioni Unite parlano di gravi violazioni ai principi umanitari. Intanto, la Svizzera apre un'indagine sulla fondazione dietro l’operazione.

Dagli Stati Uniti, emergono fratture tra Netanyahu e Trump sulla strategia verso l’Iran, mentre nuove indiscrezioni parlano di un Trump pronto a negoziare le sfere d'influenza globali con Putin e Xi Jinping. Taiwan non sarebbe più "un interesse esistenziale" per gli USA?

E infine la Russia: vale davvero la pena, per Putin, firmare la pace? Secondo il Wall Street Journal, la guerra ha rilanciato l’economia bellica russa, distribuendo ricchezza nelle zone più povere. Ma se il conflitto finisse, cosa ne sarà di quest'apparente prosperità? E soprattutto: dove potrebbe riversarsi il prossimo fronte?



BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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        <![CDATA[<p>Un disastro annunciato a Gaza. Migliaia di palestinesi si sono riversati nei centri di distribuzione degli aiuti umanitari, ma il piano coordinato da Israele e Washington si è rivelato fallimentare. </p>
<p>Secondo Haaretz, l’azienda scelta per gestire la distribuzione non ha alcuna esperienza sul campo, e le Nazioni Unite parlano di gravi violazioni ai principi umanitari. Intanto, la Svizzera apre un'indagine sulla fondazione dietro l’operazione.</p>
<p>Dagli Stati Uniti, emergono fratture tra Netanyahu e Trump sulla strategia verso l’Iran, mentre nuove indiscrezioni parlano di un Trump pronto a negoziare le sfere d'influenza globali con Putin e Xi Jinping. Taiwan non sarebbe più "un interesse esistenziale" per gli USA?</p>
<p>E infine la Russia: vale davvero la pena, per Putin, firmare la pace? Secondo il <em>Wall Street Journal</em>, la guerra ha rilanciato l’economia bellica russa, distribuendo ricchezza nelle zone più povere. Ma se il conflitto finisse, cosa ne sarà di quest'apparente prosperità? E soprattutto: dove potrebbe riversarsi il prossimo fronte?</p>
<p><br></p>
<p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
      </content:encoded>
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    <item>
      <title>Ep. 125 - Trump sembra pronto allo scontro con Putin</title>
      <description>Mentre la guerra in Ucraina continua, Mosca alza il tono. Vladimir Putin ammette che la pace è ancora lontana, ma è la Germania a finire nel mirino di Mosca: se invierà i missili Taurus, “bruceranno come fiammiferi”, dice la portavoce del Cremlino.

Nel frattempo, Donald Trump cambia tono: deluso da Putin, valuta nuove sanzioni contro Mosca per ottenere un cessate il fuoco di 30 giorni. 

L’intelligence ucraina, invece, lancia l’allarme: se la Russia non viene indebolita economicamente, potrebbe tornare a minacciare l’Europa in meno di quattro anni. E le immagini satellitari rivelano che Mosca sta costruendo linee elettriche per collegare la centrale nucleare di Zaporizhzhia alla propria rete. Una mossa pericolosa, avverte Greenpeace, che potrebbe minacciare l'intera regione.



BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Wed, 28 May 2025 05:15:00 -0000</pubDate>
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Nel frattempo, Donald Trump cambia tono: deluso da Putin, valuta nuove sanzioni contro Mosca per ottenere un cessate il fuoco di 30 giorni. 

L’intelligence ucraina, invece, lancia l’allarme: se la Russia non viene indebolita economicamente, potrebbe tornare a minacciare l’Europa in meno di quattro anni. E le immagini satellitari rivelano che Mosca sta costruendo linee elettriche per collegare la centrale nucleare di Zaporizhzhia alla propria rete. Una mossa pericolosa, avverte Greenpeace, che potrebbe minacciare l'intera regione.



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        <![CDATA[<p>Mentre la guerra in Ucraina continua, Mosca alza il tono. Vladimir Putin ammette che la pace è ancora lontana, ma è la Germania a finire nel mirino di Mosca: se invierà i missili Taurus, “bruceranno come fiammiferi”, dice la portavoce del Cremlino.</p>
<p>Nel frattempo, Donald Trump cambia tono: deluso da Putin, valuta nuove sanzioni contro Mosca per ottenere un cessate il fuoco di 30 giorni. </p>
<p>L’intelligence ucraina, invece, lancia l’allarme: se la Russia non viene indebolita economicamente, potrebbe tornare a minacciare l’Europa in meno di quattro anni. E le immagini satellitari rivelano che Mosca sta costruendo linee elettriche per collegare la centrale nucleare di Zaporizhzhia alla propria rete. Una mossa pericolosa, avverte Greenpeace, che potrebbe minacciare l'intera regione.</p>
<p><br></p>
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      <title>Ep. 124 - Fine guerra Gaza: ecco l'unica opzione per Netanyahu</title>
      <description>La situazione in Medio Oriente è più tesa che mai: tregua o guerra totale? Hamas e Netanyahu al centro di un delicato negoziato, ma l’estrema destra israeliana spinge per la conquista di Gaza. A Gerusalemme tensioni altissime. 

Intanto in Europa, la Germania alza il livello: stop alle restrizioni per le armi all’Ucraina, con il rischio di attacchi diretti in Russia. 

Il rischio di escalation nucleare non è mai stato così reale.



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      <pubDate>Tue, 27 May 2025 08:52:00 -0000</pubDate>
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Intanto in Europa, la Germania alza il livello: stop alle restrizioni per le armi all’Ucraina, con il rischio di attacchi diretti in Russia. 

Il rischio di escalation nucleare non è mai stato così reale.



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<p>Intanto in Europa, la Germania alza il livello: stop alle restrizioni per le armi all’Ucraina, con il rischio di attacchi diretti in Russia. </p>
<p>Il rischio di escalation nucleare non è mai stato così reale.</p>
<p><br></p>
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      <title>Ep. 123 - Trump: "Putin impazzito". Torna il culto di Stalin</title>
      <description>La puntata si apre con Donald Trump che rimanda i dazi contro l’Europa al 9 luglio. Ma non solo: accusa Putin di essere “impazzito” e lancia critiche anche a Zelensky. 

Intanto, a Mosca, torna Stalin: una statua in metropolitana segna un nuovo picco nel culto del passato sovietico, mentre i libri di scuola riscrivono la storia.

In Medio Oriente, la guerra continua. Gli Stati Uniti cercano una tregua per evitare l’invasione totale di Gaza da parte di Israele. Ma Netanyahu punta a conquistare il 75% della Striscia. La popolazione è sempre più stretta in poche aree, senza cibo né cure.



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      <pubDate>Mon, 26 May 2025 08:07:00 -0000</pubDate>
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Intanto, a Mosca, torna Stalin: una statua in metropolitana segna un nuovo picco nel culto del passato sovietico, mentre i libri di scuola riscrivono la storia.

In Medio Oriente, la guerra continua. Gli Stati Uniti cercano una tregua per evitare l’invasione totale di Gaza da parte di Israele. Ma Netanyahu punta a conquistare il 75% della Striscia. La popolazione è sempre più stretta in poche aree, senza cibo né cure.



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        <![CDATA[<p>La puntata si apre con <strong>Donald Trump</strong> che rimanda i dazi contro l’Europa al <strong>9 luglio</strong>. Ma non solo: accusa <strong>Putin</strong> di essere “impazzito” e lancia critiche anche a <strong>Zelensky</strong>. </p>
<p>Intanto, a <strong>Mosca</strong>, torna <strong>Stalin</strong>: una statua in metropolitana segna un nuovo picco nel culto del passato sovietico, mentre i libri di scuola riscrivono la storia.</p>
<p>In <strong>Medio Oriente</strong>, la guerra continua. Gli Stati Uniti cercano una tregua per evitare l’invasione totale di <strong>Gaza</strong> da parte di Israele. Ma Netanyahu punta a conquistare il 75% della Striscia. La popolazione è sempre più stretta in poche aree, senza cibo né cure.</p>
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    <item>
      <title>Ep. 122 -  Guerra a Gaza, il racconto di chi opera dentro</title>
      <description>La voce che ascolterete è quella della chirurga plastica Tiziana Roggio, attualmente a Gaza in missione umanitaria con Ideals Charity. È una testimonianza toccante, raccolta sul campo.
Non aggiungiamo altro, perché ogni secondo della sua voce vale più di mille parole.
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      <pubDate>Sun, 25 May 2025 11:14:00 -0000</pubDate>
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Non aggiungiamo altro, perché ogni secondo della sua voce vale più di mille parole.
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        <![CDATA[<p>La voce che ascolterete è quella della <strong>chirurga plastica Tiziana Roggio</strong>, attualmente a <strong>Gaza</strong> in missione umanitaria con <strong>Ideals Charity</strong>. È una testimonianza toccante, raccolta sul campo.<br>
Non aggiungiamo altro, perché ogni secondo della sua voce vale più di mille parole.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 121 - Usa, Il vice sceriffo ed erede di Donald Trump</title>
      <description>Mentre Donald Trump torna a far tremare l’Europa con la minaccia di nuovi dazi, oggi parliamo di chi potrebbe raccoglierne l’eredità: J.D. Vance. Ne parliamo con Franco Bechis, direttore di Open e autore di "Il vice sceriffo", con prefazione di Enrico Mentana. 

Una chiacchierata intensa, che doveva durare 20 minuti e si è trasformata in un viaggio dentro l’America profonda, tra Bibbia, armi e politica. 


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      <pubDate>Sat, 24 May 2025 11:55:00 -0000</pubDate>
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Una chiacchierata intensa, che doveva durare 20 minuti e si è trasformata in un viaggio dentro l’America profonda, tra Bibbia, armi e politica. 


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        <![CDATA[<p>Mentre Donald Trump torna a far tremare l’Europa con la minaccia di nuovi dazi, oggi parliamo di chi potrebbe raccoglierne l’eredità: <strong>J.D. Vance</strong>. Ne parliamo con <strong>Franco Bechis</strong>, direttore di Open e autore di <em>"Il vice sceriffo"</em>, con prefazione di Enrico Mentana. </p>
<p>Una chiacchierata intensa, che doveva durare 20 minuti e si è trasformata in un viaggio dentro l’America profonda, tra Bibbia, armi e politica. </p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 120 - Russia - Ucraina: Putin promuove il generale senza regole</title>
      <description>Giorgia Meloni telefona a Trump e rilancia l’idea di negoziati di pace sull’Ucraina. Ma secondo il Wall Street Journal, Putin avrebbe detto a Trump che non intende fermare la guerra. Il portavoce del Cremlino smentisce: sarà un gioco del telefono diplomatico? 

Intanto, le telefonate tra Trump e i leader europei sono un mix di tensioni, battute e minacce: il tycoon attacca l’Europa sulle migrazioni, si rifiuta di parlare di “cessate il fuoco incondizionato”, e propone colloqui in Vaticano.

Nel frattempo, il Senato USA minaccia sanzioni alla Russia: 500% di dazi ai Paesi che comprano petrolio russo. E Mosca nomina Andrej Mordvičev – il generale dell’assedio di Mariupol e Avdiivka – a capo delle forze di terra. Un segnale chiaro: per la Russia, questa guerra è solo l’inizio.

BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Fri, 23 May 2025 08:34:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Giorgia Meloni telefona a Trump e rilancia l’idea di negoziati di pace sull’Ucraina. Ma secondo il Wall Street Journal, Putin avrebbe detto a Trump che non intende fermare la guerra. Il portavoce del Cremlino smentisce: sarà un gioco del telefono diplomatico? 

Intanto, le telefonate tra Trump e i leader europei sono un mix di tensioni, battute e minacce: il tycoon attacca l’Europa sulle migrazioni, si rifiuta di parlare di “cessate il fuoco incondizionato”, e propone colloqui in Vaticano.

Nel frattempo, il Senato USA minaccia sanzioni alla Russia: 500% di dazi ai Paesi che comprano petrolio russo. E Mosca nomina Andrej Mordvičev – il generale dell’assedio di Mariupol e Avdiivka – a capo delle forze di terra. Un segnale chiaro: per la Russia, questa guerra è solo l’inizio.

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        <![CDATA[<p>Giorgia Meloni telefona a Trump e rilancia l’idea di negoziati di pace sull’Ucraina. Ma secondo il <em>Wall Street Journal</em>, Putin avrebbe detto a Trump che non intende fermare la guerra. Il portavoce del Cremlino smentisce: sarà un gioco del telefono diplomatico? </p>
<p>Intanto, le telefonate tra Trump e i leader europei sono un mix di tensioni, battute e minacce: il tycoon attacca l’Europa sulle migrazioni, si rifiuta di parlare di “cessate il fuoco incondizionato”, e propone colloqui in Vaticano.</p>
<p>Nel frattempo, il Senato USA minaccia sanzioni alla Russia: 500% di dazi ai Paesi che comprano petrolio russo. E Mosca nomina Andrej Mordvičev – il generale dell’assedio di Mariupol e Avdiivka – a capo delle forze di terra. Un segnale chiaro: per la Russia, questa guerra è solo l’inizio.</p>
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    <item>
      <title>Ep. 119 -  Israele, attacco alla diplomazia: se l'esercito mente?</title>
      <description>Durante una visita diplomatica a Jenin, l’esercito israeliano apre il fuoco vicino a una delegazione internazionale. Tra i presenti anche il viceconsole italiano. Israele parla di un “errore di percorso”, ma i diplomatici smentiscono. È crisi diplomatica: l’UE convoca gli ambasciatori israeliani. 

Intanto negli USA, due membri dell’ambasciata israeliana vengono uccisi da un uomo che urla “Palestina libera”. Netanyahu accusa: “È l’effetto dell’odio contro Israele”. A Washington, Trump incontra il presidente sudafricano Ramaphosa e proietta video scioccanti sull’odio razziale. Risultato: caos, accuse incrociate e tensioni globali in aumento.



BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Thu, 22 May 2025 09:13:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Durante una visita diplomatica a Jenin, l’esercito israeliano apre il fuoco vicino a una delegazione internazionale. Tra i presenti anche il viceconsole italiano. Israele parla di un “errore di percorso”, ma i diplomatici smentiscono. È crisi diplomatica: l’UE convoca gli ambasciatori israeliani. 

Intanto negli USA, due membri dell’ambasciata israeliana vengono uccisi da un uomo che urla “Palestina libera”. Netanyahu accusa: “È l’effetto dell’odio contro Israele”. A Washington, Trump incontra il presidente sudafricano Ramaphosa e proietta video scioccanti sull’odio razziale. Risultato: caos, accuse incrociate e tensioni globali in aumento.



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        <![CDATA[<p>Durante una visita diplomatica a Jenin, l’esercito israeliano apre il fuoco vicino a una delegazione internazionale. Tra i presenti anche il viceconsole italiano. Israele parla di un “errore di percorso”, ma i diplomatici smentiscono. È crisi diplomatica: l’UE convoca gli ambasciatori israeliani. </p>
<p>Intanto negli USA, due membri dell’ambasciata israeliana vengono uccisi da un uomo che urla “Palestina libera”. Netanyahu accusa: “È l’effetto dell’odio contro Israele”. A Washington, Trump incontra il presidente sudafricano Ramaphosa e proietta video scioccanti sull’odio razziale. Risultato: caos, accuse incrociate e tensioni globali in aumento.</p>
<p><br></p>
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    <item>
      <title>Ep. 118 - Israele isolato: “Uccide bambini per hobby”</title>
      <description>Il suono dei droni da guerra sorvola la Striscia di Gaza giorno e notte. È il sottofondo assordante di un conflitto che scuote il Medio Oriente e la comunità internazionale. 

In questa puntata: la denuncia choc dell’eroe del 7 ottobre Yair Golan, la crescente pressione dell’Europa su Israele, e il ruolo chiave degli estremisti di governo Ben Gvir e Smotrich nel tenere Netanyahu al potere. 

Intanto la diplomazia globale si muove: UE, Francia, Canada e Regno Unito cercano di spingere per una svolta. E Trump? È stanco della guerra. Ma basterà?



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      <pubDate>Wed, 21 May 2025 10:42:00 -0000</pubDate>
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In questa puntata: la denuncia choc dell’eroe del 7 ottobre Yair Golan, la crescente pressione dell’Europa su Israele, e il ruolo chiave degli estremisti di governo Ben Gvir e Smotrich nel tenere Netanyahu al potere. 

Intanto la diplomazia globale si muove: UE, Francia, Canada e Regno Unito cercano di spingere per una svolta. E Trump? È stanco della guerra. Ma basterà?



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        <![CDATA[<p>Il suono dei droni da guerra sorvola la Striscia di Gaza giorno e notte. È il sottofondo assordante di un conflitto che scuote il Medio Oriente e la comunità internazionale. </p>
<p>In questa puntata: la denuncia choc dell’eroe del 7 ottobre Yair Golan, la crescente pressione dell’Europa su Israele, e il ruolo chiave degli estremisti di governo Ben Gvir e Smotrich nel tenere Netanyahu al potere. </p>
<p>Intanto la diplomazia globale si muove: UE, Francia, Canada e Regno Unito cercano di spingere per una svolta. E Trump? È stanco della guerra. Ma basterà?</p>
<p><br></p>
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    <item>
      <title>Ep. 117 - Guerra in Ucraina, la telefonata Trump - Putin: cosa si sono detti</title>
      <description>Dopo giorni di attesa, la chiamata tra Donald Trump e Vladimir Putin è finalmente arrivata. Due ore di colloquio al centro di un mondo in bilico, con l’Ucraina in prima linea. 

Tra richieste di cessate il fuoco da Zelensky, accordi da negoziare direttamente tra Russia e Ucraina e il Vaticano pronto a ospitare i futuri incontri di pace, il percorso resta tortuoso. 

Trump si tira leggermente fuori, mentre Putin insiste sulle sue condizioni. Le bombe non si fermano e la pace sembra ancora lontana. Ma questa telefonata potrebbe essere solo l’inizio.

BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Tue, 20 May 2025 08:35:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Dopo giorni di attesa, la chiamata tra Donald Trump e Vladimir Putin è finalmente arrivata. Due ore di colloquio al centro di un mondo in bilico, con l’Ucraina in prima linea. 

Tra richieste di cessate il fuoco da Zelensky, accordi da negoziare direttamente tra Russia e Ucraina e il Vaticano pronto a ospitare i futuri incontri di pace, il percorso resta tortuoso. 

Trump si tira leggermente fuori, mentre Putin insiste sulle sue condizioni. Le bombe non si fermano e la pace sembra ancora lontana. Ma questa telefonata potrebbe essere solo l’inizio.

BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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        <![CDATA[<p>Dopo giorni di attesa, la chiamata tra Donald Trump e Vladimir Putin è finalmente arrivata. Due ore di colloquio al centro di un mondo in bilico, con l’Ucraina in prima linea. </p>
<p>Tra richieste di cessate il fuoco da Zelensky, accordi da negoziare direttamente tra Russia e Ucraina e il Vaticano pronto a ospitare i futuri incontri di pace, il percorso resta tortuoso. </p>
<p>Trump si tira leggermente fuori, mentre Putin insiste sulle sue condizioni. Le bombe non si fermano e la pace sembra ancora lontana. Ma questa telefonata potrebbe essere solo l’inizio.</p>
<p>BuongiornoMondo, partiamo da qui.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 116 - Gaza nuova operazione militare e Netanyahu: occuperemo tutta la Striscia</title>
      <description>Un nuovo pontefice e un dono carico di significato: il presidente ucraino Zelensky offre a Papa Leone XIV una Madonna dipinta su legno militare. Ma fuori dalle mura vaticane, il mondo brucia. A Gaza, Papa Leone usa parole forti: “sopravvissuti”, “fame”, “strage”. Mentre si moltiplicano le pressioni internazionali, Israele lancia l’operazione “Carri di Gedeone”. E nel grande risiko mediorientale, Trump detta una nuova linea, stringe patti con Siria, Houthi e Iran, lasciando Netanyahu sempre più isolato. Gli Stati Uniti stanno davvero cambiando postura? E l’Europa? È davvero il tempo della pace, o solo un altro equilibrio instabile?
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      <pubDate>Mon, 19 May 2025 14:31:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Un nuovo pontefice e un dono carico di significato: il presidente ucraino Zelensky offre a Papa Leone XIV una Madonna dipinta su legno militare. Ma fuori dalle mura vaticane, il mondo brucia. A Gaza, Papa Leone usa parole forti: “sopravvissuti”, “fame”, “strage”. Mentre si moltiplicano le pressioni internazionali, Israele lancia l’operazione “Carri di Gedeone”. E nel grande risiko mediorientale, Trump detta una nuova linea, stringe patti con Siria, Houthi e Iran, lasciando Netanyahu sempre più isolato. Gli Stati Uniti stanno davvero cambiando postura? E l’Europa? È davvero il tempo della pace, o solo un altro equilibrio instabile?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 115 - Russia-Ucraina: Medinsky, l'uomo di Putin che riscrive la storia</title>
      <description>Putin appare stanco e contrariato, proprio mentre a Istanbul si tengono colloqui tra Russia e Ucraina destinati al fallimento. Dall’altra parte del tavolo, un volto chiave: Vladimir Medinsky, storico controverso e fedelissimo del Cremlino. Mentre Macron predica cautela e Starmer parla di richieste russe inaccettabili, trapelano dettagli di un’offerta ucraina respinta senza appello. Dietro l’apparente apertura, il vero obiettivo russo: tempo per preparare nuove offensive. Intanto, la narrativa si riscrive con libri scolastici e riferimenti alla Grande Guerra del Nord. È diplomazia o propaganda di guerra?
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      <pubDate>Sat, 17 May 2025 10:51:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 114 - Istanbul destinato al fallimento? Cosa vuole Putin</title>
      <description>Trump, Putin e Zelensky: un vertice annunciato, poi naufragato nel caos diplomatico. 

A Istanbul le delegazioni si accusano a vicenda, mentre il Cremlino si irrigidisce e l’Occidente si interroga sulle vere intenzioni di Mosca. 

In mezzo, insulti, propaganda e analisi dei media indipendenti che parlano già di un fallimento programmato. E se tutto fosse parte di una strategia per trascinare Trump nel conflitto? Intanto, secondo il Pentagono, il rischio di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti è più reale che mai.



BuongiornoMondo, partiamo da qui.


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      <pubDate>Fri, 16 May 2025 09:15:00 -0000</pubDate>
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A Istanbul le delegazioni si accusano a vicenda, mentre il Cremlino si irrigidisce e l’Occidente si interroga sulle vere intenzioni di Mosca. 

In mezzo, insulti, propaganda e analisi dei media indipendenti che parlano già di un fallimento programmato. E se tutto fosse parte di una strategia per trascinare Trump nel conflitto? Intanto, secondo il Pentagono, il rischio di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti è più reale che mai.



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<p>A Istanbul le delegazioni si accusano a vicenda, mentre il Cremlino si irrigidisce e l’Occidente si interroga sulle vere intenzioni di Mosca. </p>
<p>In mezzo, insulti, propaganda e analisi dei media indipendenti che parlano già di un fallimento programmato. E se tutto fosse parte di una strategia per trascinare Trump nel conflitto? Intanto, secondo il Pentagono, il rischio di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti è più reale che mai.</p>
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      <title>Ep. 113 - Se la Russia compie attentati in Europa</title>
      <description>Papa Leone XIV offre il Vaticano per negoziare la pace, ma nel frattempo Putin diserta Istanbul e in Europa si moltiplicano episodi sospetti. Dal sabotaggio in Germania agli incendi in Polonia, fino agli attentati pre-elettorali: secondo media e autorità locali, dietro ci sarebbe la lunga mano russa. L’Europa trema tra accuse, indagini e nuove sanzioni. 

Intanto Trump si smarca, Zelensky insiste, e i leader europei iniziano a parlare apertamente di guerra ibrida. Solo paranoia o inquietanti segnali da non ignorare?



BuongiornoMondo, partiamo da qui. 


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      <pubDate>Thu, 15 May 2025 08:42:00 -0000</pubDate>
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Intanto Trump si smarca, Zelensky insiste, e i leader europei iniziano a parlare apertamente di guerra ibrida. Solo paranoia o inquietanti segnali da non ignorare?



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        <![CDATA[<p>Papa Leone XIV offre il Vaticano per negoziare la pace, ma nel frattempo Putin diserta Istanbul e in Europa si moltiplicano episodi sospetti. Dal sabotaggio in Germania agli incendi in Polonia, fino agli attentati pre-elettorali: secondo media e autorità locali, dietro ci sarebbe la lunga mano russa. L’Europa trema tra accuse, indagini e nuove sanzioni. </p>
<p>Intanto Trump si smarca, Zelensky insiste, e i leader europei iniziano a parlare apertamente di guerra ibrida. Solo paranoia o inquietanti segnali da non ignorare?</p>
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    <item>
      <title>Ep. 112 - Cambio di strategia. Perché Putin ha aperto a interlocuzione dirette con l'Ucraina</title>
      <description>Mentre le sirene risuonano in Ucraina e Putin rilancia i negoziati senza fermare i bombardamenti, Donald Trump vola in Arabia Saudita, accolto da cavalli bianchi, miliardi di dollari e i big della finanza globale. Sul tavolo: guerra, armi, criptiche promesse di pace e affari d’oro con Musk, Fink e Blackstone. Tutto mentre Zelensky aspetta un faccia a faccia che forse non arriverà mai. E l’Europa? Rimane spettatrice.
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      <pubDate>Wed, 14 May 2025 08:26:00 -0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Ep. 111 - La famiglia Trump si arricchisce: viaggio presidenziali per stringere contratti personali</title>
      <description>Criptovalute, cene con il presidente, fondi arabi e torri di lusso: la famiglia Trump ha costruito una macchina per fare soldi mai vista prima. 

Mentre Trump lancia la sua “meme coin” per accedere a cene private e tour alla Casa Bianca, in Medio Oriente fioccano gli investimenti in resort e fondi legati alla sua cerchia più stretta. Kushner raccoglie miliardi. Eric chiude affari con i sauditi. E Trump? È pronto a spingere per la pace, ma solo se conviene. Un viaggio tra conflitti d’interesse, politica estera e pioggia di soldi.


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      <pubDate>Tue, 13 May 2025 10:56:00 -0000</pubDate>
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Mentre Trump lancia la sua “meme coin” per accedere a cene private e tour alla Casa Bianca, in Medio Oriente fioccano gli investimenti in resort e fondi legati alla sua cerchia più stretta. Kushner raccoglie miliardi. Eric chiude affari con i sauditi. E Trump? È pronto a spingere per la pace, ma solo se conviene. Un viaggio tra conflitti d’interesse, politica estera e pioggia di soldi.


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<p>Mentre Trump lancia la sua “meme coin” per accedere a cene private e tour alla Casa Bianca, in Medio Oriente fioccano gli investimenti in resort e fondi legati alla sua cerchia più stretta. Kushner raccoglie miliardi. Eric chiude affari con i sauditi. E Trump? È pronto a spingere per la pace, ma solo se conviene. Un viaggio tra conflitti d’interesse, politica estera e pioggia di soldi.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 110 - Incontro Putin - Zelensky: quello che c’è da sapere</title>
      <description>Putin sorprende tutti e apre ai negoziati con l’Ucraina. Trump lancia un ultimatum a Zelensky: l’incontro si deve fare. E giovedì a Istanbul i due leader si vedranno per la prima volta dal 2019. 

Mentre Macron e altri leader europei mettono in guardia da un possibile bluff, Trump vuole fermare la guerra, a costo di sanzionare Mosca. 

L’obiettivo: una tregua di 30 giorni. In gioco non c’è solo il destino dell’Ucraina, ma il futuro dell’equilibrio geopolitico globale. 



BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Mon, 12 May 2025 09:32:00 -0000</pubDate>
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Mentre Macron e altri leader europei mettono in guardia da un possibile bluff, Trump vuole fermare la guerra, a costo di sanzionare Mosca. 

L’obiettivo: una tregua di 30 giorni. In gioco non c’è solo il destino dell’Ucraina, ma il futuro dell’equilibrio geopolitico globale. 



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<p>Mentre Macron e altri leader europei mettono in guardia da un possibile bluff, Trump vuole fermare la guerra, a costo di sanzionare Mosca. </p>
<p>L’obiettivo: una tregua di 30 giorni. In gioco non c’è solo il destino dell’Ucraina, ma il futuro dell’equilibrio geopolitico globale. </p>
<p><br></p>
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      <title>Ep. 109 -  Trump abbandona Israele: ecco cosa sta succedendo</title>
      <description>Il presidente Trump vola in Medio Oriente e sceglie l’Arabia Saudita per il suo primo viaggio ufficiale, lasciando fuori Israele ed Europa. Una mossa che rafforza i legami con il mondo arabo e alimenta il sospetto di un isolamento diplomatico di Tel Aviv. 

Si parla di tregue con Houthi e Hamas, di un possibile riconoscimento della Palestina e della rinascita di un’alleanza arabo-statunitense. Intanto, a Gaza, la crisi umanitaria peggiora e in Israele montano le proteste.
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      <pubDate>Sun, 11 May 2025 10:59:00 -0000</pubDate>
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Si parla di tregue con Houthi e Hamas, di un possibile riconoscimento della Palestina e della rinascita di un’alleanza arabo-statunitense. Intanto, a Gaza, la crisi umanitaria peggiora e in Israele montano le proteste.
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<p>Si parla di tregue con Houthi e Hamas, di un possibile riconoscimento della Palestina e della rinascita di un’alleanza arabo-statunitense. Intanto, a Gaza, la crisi umanitaria peggiora e in Israele montano le proteste.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 108 - La parata russa, cosa vuole dire Putin al mondo</title>
      <description>Un nuovo Papa, Leone XIV, annuncia un pontificato attento alla giustizia sociale e alla rivoluzione digitale. 

Mentre in Russia si celebra la vittoria sul nazismo con una parata blindata, il mondo si spacca tra nuove alleanze e tensioni globali: Cina, Russia, Corea del Nord da una parte, Europa e Stati Uniti dall’altra. In mezzo, la crisi ucraina e la posta in gioco delle terre rare.


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      <pubDate>Sat, 10 May 2025 11:53:00 -0000</pubDate>
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<p>Mentre in Russia si celebra la vittoria sul nazismo con una parata blindata, il mondo si spacca tra nuove alleanze e tensioni globali: Cina, Russia, Corea del Nord da una parte, Europa e Stati Uniti dall’altra. In mezzo, la crisi ucraina e la posta in gioco delle terre rare.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 107 - Terza guerra mondiale a pezzi”. Ecco cosa accade</title>
      <description>Dal Conclave in Vaticano, dove si elegge il prossimo Papa sotto il segno del silenzio e della spiritualità, al conflitto tra India e Pakistan, che torna ad accendersi con raid militari e minacce nucleari. 
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      <pubDate>Thu, 08 May 2025 11:06:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Dal Conclave in Vaticano, dove si elegge il prossimo Papa sotto il segno del silenzio e della spiritualità, al conflitto tra India e Pakistan, che torna ad accendersi con raid militari e minacce nucleari. 
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        <![CDATA[<p>Dal Conclave in Vaticano, dove si elegge il prossimo Papa sotto il segno del silenzio e della spiritualità, al conflitto tra India e Pakistan, che torna ad accendersi con raid militari e minacce nucleari. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 106 - Habemus Conclave, come la politica internazionale entra nel Conclave</title>
      <description>Inizia il Conclave: i cardinali si chiudono nella Cappella Sistina per eleggere il nuovo Papa. Regole rigidissime, comunicazioni bloccate e scomuniche per chi viola il silenzio. 



Ne parliamo con Jacopo Scaramuzzi per capire anche le tensioni interne alla Chiesa.
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      <pubDate>Wed, 07 May 2025 13:40:00 -0000</pubDate>
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Ne parliamo con Jacopo Scaramuzzi per capire anche le tensioni interne alla Chiesa.
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        <![CDATA[<p>Inizia il Conclave: i cardinali si chiudono nella Cappella Sistina per eleggere il nuovo Papa. Regole rigidissime, comunicazioni bloccate e scomuniche per chi viola il silenzio. </p>
<p><br></p>
<p>Ne parliamo con Jacopo Scaramuzzi per capire anche le tensioni interne alla Chiesa.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 105 - Netanyahu annuncia il piano per Gaza. Ben-Gvir: “No agli aiuti umanitari”</title>
      <description>Benjamin Netanyahu annuncia un’operazione militare “potente” su Gaza per sconfiggere Hamas e salvare gli ostaggi. Ma il piano prevede anche lo spostamento forzato di oltre 2 milioni di persone. 

La guerra entra in una nuova fase, con pressioni da parte di Donald Trump e tensioni nel governo israeliano, dove il ministro Ben-Gvir propone persino di colpire le riserve alimentari.



BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Tue, 06 May 2025 08:58:00 -0000</pubDate>
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La guerra entra in una nuova fase, con pressioni da parte di Donald Trump e tensioni nel governo israeliano, dove il ministro Ben-Gvir propone persino di colpire le riserve alimentari.



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        <![CDATA[<p>Benjamin Netanyahu annuncia un’operazione militare “potente” su Gaza per sconfiggere Hamas e salvare gli ostaggi. Ma il piano prevede anche lo spostamento forzato di oltre 2 milioni di persone. </p>
<p>La guerra entra in una nuova fase, con pressioni da parte di Donald Trump e tensioni nel governo israeliano, dove il ministro Ben-Gvir propone persino di colpire le riserve alimentari.</p>
<p><br></p>
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      <title>Ep. 104 - Putin cerca il successore, Trump riapre Alcatraz</title>
      <description>Donald Trump cambia idea sulla pace tra Russia e Ucraina: "C’è troppo odio, forse non si può più fare". Dopo l'incontro con Zelensky a San Pietro e i post AI in versione Papa e supereroe, l'ex presidente annuncia anche la riapertura di Alcatraz e mette in dubbio la Costituzione americana.

Intanto in Russia, Vladimir Putin si gode il suo documentario celebrativo: conferma che sta pensando al suo successore ma intanto si prepara a restare fino al 2036. Xi Jinping in arrivo per la parata del 9 maggio.



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      <pubDate>Mon, 05 May 2025 08:13:00 -0000</pubDate>
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Intanto in Russia, Vladimir Putin si gode il suo documentario celebrativo: conferma che sta pensando al suo successore ma intanto si prepara a restare fino al 2036. Xi Jinping in arrivo per la parata del 9 maggio.



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<p>Intanto in Russia, Vladimir Putin si gode il suo documentario celebrativo: conferma che sta pensando al suo successore ma intanto si prepara a restare fino al 2036. Xi Jinping in arrivo per la parata del 9 maggio.</p>
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      <title>Ep. 103 - Si ritira il guru della finanza americana. Tutti gli uomini e le donne del presidente Trumo (part.2)</title>
      <description>A San Pietro, i cardinali stanno ancora cercando il futuro Papa, senza riuscire a trovare quella figura forte in grado di convincere tutti. Eppure, mentre in Vaticano la ricerca continua, una notizia rimbalza su tutti i giornali americani: l'addio di Warren Buffett, il leggendario guru della finanza. A 94 anni, ha deciso di ritirarsi. Amato e rispettato, simbolo di un capitalismo all’americana esportato in tutto il mondo, il sesto uomo più ricco al mondo ha concluso il suo discorso di addio criticando apertamente i dazi imposti da Donald Trump. E così, tra le notizie più calde, si torna a parlare degli uomini e delle donne che ruotano attorno al Presidente.


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      <pubDate>Sun, 04 May 2025 11:16:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>A San Pietro, i cardinali stanno ancora cercando il futuro Papa, senza riuscire a trovare quella figura forte in grado di convincere tutti. Eppure, mentre in Vaticano la ricerca continua, una notizia rimbalza su tutti i giornali americani: l'addio di Warren Buffett, il leggendario guru della finanza. A 94 anni, ha deciso di ritirarsi. Amato e rispettato, simbolo di un capitalismo all’americana esportato in tutto il mondo, il sesto uomo più ricco al mondo ha concluso il suo discorso di addio criticando apertamente i dazi imposti da Donald Trump. E così, tra le notizie più calde, si torna a parlare degli uomini e delle donne che ruotano attorno al Presidente.</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 102 - Tutti gli uomini del presidente Trump: le loro storie parte 1</title>
      <description>Elena Testi racconta che questa mattina, aprendo il telefono, la prima immagine che le è apparsa è stata Donald Trump… vestito da Papa. Il problema? Non si trattava di un meme virale, ma di un contenuto diffuso direttamente dal Presidente degli Stati Uniti. Da qui nasce l’idea: fare un viaggio tra le personalità che oggi compongono il cerchio magico di Trump.
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      <pubDate>Sat, 03 May 2025 12:04:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Elena Testi racconta che questa mattina, aprendo il telefono, la prima immagine che le è apparsa è stata Donald Trump… vestito da Papa. Il problema? Non si trattava di un meme virale, ma di un contenuto diffuso direttamente dal Presidente degli Stati Uniti. Da qui nasce l’idea: fare un viaggio tra le personalità che oggi compongono il cerchio magico di Trump.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 101 - Ucraina - USA: firmato l’accordo sulle terre rare. Ecco tutti dettagli</title>
      <description>Tra i rumori di escavatori e il clima ancora sospeso del Vaticano in attesa del Conclave, Elena Testi apre la puntata di oggi con una notizia che scuote il quadro internazionale: è stato firmato l’accordo sulle terre rare tra Stati Uniti e Ucraina. Dopo settimane di attese e smentite, il contratto – undici pagine in inglese – è finalmente realtà.
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      <pubDate>Fri, 02 May 2025 08:35:00 -0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Ep. 100 - Medio Oriente: la situazione in Yemen</title>
      <description>In diretta dal Vaticano, dove si seguono i lavori in vista del Conclave, Elena Testi apre la puntata del Primo Maggio con un pensiero che va oltre Piazza San Pietro. In un giorno simbolo dei diritti e del lavoro, sceglie di spostare il racconto su chi lavora lontano dai riflettori, spesso in silenzio, sempre in condizioni estreme: gli operatori umanitari. 

E per dare corpo e voce a questa realtà spesso dimenticata, ospita l’intervento di Licia Casamassima, responsabile partnership e programmi per Azione contro la Fame.

Attraverso la sua testimonianza, la puntata porta gli ascoltatori in uno dei paesi più martoriati al mondo: lo Yemen. 



BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Thu, 01 May 2025 06:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In diretta dal Vaticano, dove si seguono i lavori in vista del Conclave, Elena Testi apre la puntata del Primo Maggio con un pensiero che va oltre Piazza San Pietro. In un giorno simbolo dei diritti e del lavoro, sceglie di spostare il racconto su chi lavora lontano dai riflettori, spesso in silenzio, sempre in condizioni estreme: gli operatori umanitari. 

E per dare corpo e voce a questa realtà spesso dimenticata, ospita l’intervento di Licia Casamassima, responsabile partnership e programmi per Azione contro la Fame.

Attraverso la sua testimonianza, la puntata porta gli ascoltatori in uno dei paesi più martoriati al mondo: lo Yemen. 



BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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        <![CDATA[<p>In diretta dal Vaticano, dove si seguono i lavori in vista del Conclave, Elena Testi apre la puntata del Primo Maggio con un pensiero che va oltre Piazza San Pietro. In un giorno simbolo dei diritti e del lavoro, sceglie di spostare il racconto su chi lavora lontano dai riflettori, spesso in silenzio, sempre in condizioni estreme: gli operatori umanitari. </p>
<p>E per dare corpo e voce a questa realtà spesso dimenticata, ospita l’intervento di Licia Casamassima, responsabile partnership e programmi per Azione contro la Fame.</p>
<p>Attraverso la sua testimonianza, la puntata porta gli ascoltatori in uno dei paesi più martoriati al mondo: lo Yemen. </p>
<p><br></p>
<p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 99 - Il giorno dell’indipendenza d’Israele, come Trump influenza il Vaticano</title>
      <description>Il mondo attende. Il conto alla rovescia per l’elezione del nuovo Papa è iniziato e Buongiorno Mondo apre così, con le campane in sottofondo e una riflessione che va oltre il sacro: ogni Papa ha un impatto geopolitico, spiega Elena Testi, ed è per questo che vale la pena seguirne l’elezione da vicino.

Le alleanze si formano per geografia, ideologia e strategia. Tra le correnti più citate, quella tradizionalista e filo-trumpiana, con nomi come i cardinali Burke, Dolan, Erdo e Sarah, spesso critici di Papa Francesco. Una loro eventuale ascesa potrebbe segnare un raffreddamento nei rapporti con la Cina, con l’Islam moderato, e un avvicinamento alla destra cattolica europea, con meno attenzione a immigrazione ed ecologia.



BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Wed, 30 Apr 2025 09:04:00 -0000</pubDate>
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Le alleanze si formano per geografia, ideologia e strategia. Tra le correnti più citate, quella tradizionalista e filo-trumpiana, con nomi come i cardinali Burke, Dolan, Erdo e Sarah, spesso critici di Papa Francesco. Una loro eventuale ascesa potrebbe segnare un raffreddamento nei rapporti con la Cina, con l’Islam moderato, e un avvicinamento alla destra cattolica europea, con meno attenzione a immigrazione ed ecologia.



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        <![CDATA[<p>Il mondo attende. Il conto alla rovescia per l’elezione del nuovo Papa è iniziato e <em>Buongiorno Mondo</em> apre così, con le campane in sottofondo e una riflessione che va oltre il sacro: ogni Papa ha un impatto geopolitico, spiega Elena Testi, ed è per questo che vale la pena seguirne l’elezione da vicino.</p>
<p>Le alleanze si formano per geografia, ideologia e strategia. Tra le correnti più citate, quella tradizionalista e filo-trumpiana, con nomi come i cardinali Burke, Dolan, Erdo e Sarah, spesso critici di Papa Francesco. Una loro eventuale ascesa potrebbe segnare un raffreddamento nei rapporti con la Cina, con l’Islam moderato, e un avvicinamento alla destra cattolica europea, con meno attenzione a immigrazione ed ecologia.</p>
<p><br></p>
<p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 98 - La Russia ammassa truppe al confine con NATO. In allerta l’alleanza Atlantica</title>
      <description>Il Wall Street Journal ha lanciato l’allarme: la Russia starebbe ammassando truppe a est del confine con la Finlandia, espandendo basi militari e infrastrutture ferroviarie nella città di Petrozavodsk. L’obiettivo? Prepararsi a un possibile conflitto con la NATO. 

Elena Testi ricostruisce il quadro attraverso analisi, nomi e dichiarazioni ufficiali, come quella di Mark Rutte, segretario generale della NATO, che definisce Mosca una minaccia a lungo termine per l’intero blocco euro-atlantico.



BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Tue, 29 Apr 2025 09:59:00 -0000</pubDate>
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Elena Testi ricostruisce il quadro attraverso analisi, nomi e dichiarazioni ufficiali, come quella di Mark Rutte, segretario generale della NATO, che definisce Mosca una minaccia a lungo termine per l’intero blocco euro-atlantico.



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<p>Elena Testi ricostruisce il quadro attraverso analisi, nomi e dichiarazioni ufficiali, come quella di Mark Rutte, segretario generale della NATO, che definisce Mosca una minaccia a lungo termine per l’intero blocco euro-atlantico.</p>
<p><br></p>
<p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 97 - Zelensky accetta di lasciare la Crimea alla Russia, Netanyahu in crisi</title>
      <description>A Roma si respira un'aria densa di attesa: in Vaticano si prepara il Conclave. Elena ripercorre episodi storici come l'inaspettata elezione di Giovanni Paolo II e ricorda come, allora come oggi, nulla sia davvero scontato. Con 135 elettori da 71 Paesi, il prossimo Papa sarà scelto in un clima globale teso e osservato con attenzione anche per i suoi futuri riflessi geopolitici.

Accanto alle indiscrezioni sui "papabili", spunta anche il peso simbolico della foto tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, scattata proprio nella basilica di San Pietro. Un'immagine che alcuni, come il cardinale Zuppi, hanno già definito “il primo miracolo” di Papa Francesco.



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      <pubDate>Mon, 28 Apr 2025 09:04:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>A Roma si respira un'aria densa di attesa: in Vaticano si prepara il Conclave. Elena ripercorre episodi storici come l'inaspettata elezione di Giovanni Paolo II e ricorda come, allora come oggi, nulla sia davvero scontato. Con 135 elettori da 71 Paesi, il prossimo Papa sarà scelto in un clima globale teso e osservato con attenzione anche per i suoi futuri riflessi geopolitici.

Accanto alle indiscrezioni sui "papabili", spunta anche il peso simbolico della foto tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, scattata proprio nella basilica di San Pietro. Un'immagine che alcuni, come il cardinale Zuppi, hanno già definito “il primo miracolo” di Papa Francesco.



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        <![CDATA[<p>A Roma si respira un'aria densa di attesa: in Vaticano si prepara il Conclave. Elena ripercorre episodi storici come l'inaspettata elezione di Giovanni Paolo II e ricorda come, allora come oggi, nulla sia davvero scontato. Con 135 elettori da 71 Paesi, il prossimo Papa sarà scelto in un clima globale teso e osservato con attenzione anche per i suoi futuri riflessi geopolitici.</p>
<p>Accanto alle indiscrezioni sui "papabili", spunta anche il peso simbolico della foto tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, scattata proprio nella basilica di San Pietro. Un'immagine che alcuni, come il cardinale Zuppi, hanno già definito “il primo miracolo” di Papa Francesco.</p>
<p><br></p>
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      <title>Ep. 96 - La svolta di Trump ai funerali di Papa Francesco: la foto storica con Zelensky</title>
      <description>In questa puntata, Elena Testi racconta una giornata carica di emozione e tensione geopolitica.

Roma si è fermata per i funerali di Papa Francesco, mentre i leader mondiali si sono raccolti a San Pietro in un'atmosfera sospesa tra sacralità e diplomazia. Tra colpi di scena e immagini destinate a entrare nella storia, ripercorriamo i momenti più intensi: il vento che sfoglia le pagine del Vangelo sulla bara, le delegazioni che rendono omaggio e quell'incontro inatteso tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, immortalato sotto lo sguardo del mondo.



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      <pubDate>Sun, 27 Apr 2025 10:49:00 -0000</pubDate>
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Roma si è fermata per i funerali di Papa Francesco, mentre i leader mondiali si sono raccolti a San Pietro in un'atmosfera sospesa tra sacralità e diplomazia. Tra colpi di scena e immagini destinate a entrare nella storia, ripercorriamo i momenti più intensi: il vento che sfoglia le pagine del Vangelo sulla bara, le delegazioni che rendono omaggio e quell'incontro inatteso tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, immortalato sotto lo sguardo del mondo.



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        <![CDATA[<p>In questa puntata, Elena Testi racconta una giornata carica di emozione e tensione geopolitica.</p>
<p>Roma si è fermata per i funerali di Papa Francesco, mentre i leader mondiali si sono raccolti a San Pietro in un'atmosfera sospesa tra sacralità e diplomazia. Tra colpi di scena e immagini destinate a entrare nella storia, ripercorriamo i momenti più intensi: il vento che sfoglia le pagine del Vangelo sulla bara, le delegazioni che rendono omaggio e quell'incontro inatteso tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, immortalato sotto lo sguardo del mondo.</p>
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      <title>Ep. 95 - Gli incontri dei leader ai funerali del Papa. La Russia si arma per nuove guerre</title>
      <description>Dalla guerra in Ucraina al cuore della diplomazia globale: Elena Testi ci parla da Roma, dove domani si celebrano le esequie di Papa Francesco, evento che si è trasformato in un vertice geopolitico cruciale. Tra i leader in arrivo spiccano Donald Trump e Volodymyr Zelensky. 

In questa puntata ci racconta com’è cambiata la disposizione dei leader mondiali in chiesa secondo il protocollo diplomatico, cosa potrebbe succedere dietro le quinte – tra Villa Taverna e il Vaticano – e perché la pace sembra sempre più lontana.

Intanto, Vladimir Putin prepara la Russia a “future guerre” e l’Europa torna a tremare.

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      <pubDate>Fri, 25 Apr 2025 08:38:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Dalla guerra in Ucraina al cuore della diplomazia globale: Elena Testi ci parla da Roma, dove domani si celebrano le esequie di Papa Francesco, evento che si è trasformato in un vertice geopolitico cruciale. Tra i leader in arrivo spiccano Donald Trump e Volodymyr Zelensky. 

In questa puntata ci racconta com’è cambiata la disposizione dei leader mondiali in chiesa secondo il protocollo diplomatico, cosa potrebbe succedere dietro le quinte – tra Villa Taverna e il Vaticano – e perché la pace sembra sempre più lontana.

Intanto, Vladimir Putin prepara la Russia a “future guerre” e l’Europa torna a tremare.

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        <![CDATA[<p>Dalla guerra in Ucraina al cuore della diplomazia globale: Elena Testi ci parla da Roma, dove domani si celebrano le esequie di Papa Francesco, evento che si è trasformato in un vertice geopolitico cruciale. Tra i leader in arrivo spiccano Donald Trump e Volodymyr Zelensky. </p><p><br></p><p>In questa puntata ci racconta com’è cambiata la disposizione dei leader mondiali in chiesa secondo il protocollo diplomatico, cosa potrebbe succedere dietro le quinte – tra Villa Taverna e il Vaticano – e perché la pace sembra sempre più lontana.</p><p><br></p><p>Intanto, Vladimir Putin prepara la Russia a “future guerre” e l’Europa torna a tremare.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 94 - Strage a Kiev. Ecco perché è saltato l'accordo di pace</title>
      <description>Una notte di sirene a Kyiv, un vertice a Londra andato in frantumi, e un piano di pace americano che sembra più un ultimatum. Mentre i cieli dell’Ucraina tornano a essere solcati dai droni e le vittime aumentano, Elena Testi ci porta all’interno di una clinica per soldati feriti e in un memoriale che racconta la giovinezza spezzata di un’intera generazione.

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      <pubDate>Thu, 24 Apr 2025 08:06:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Una notte di sirene a Kyiv, un vertice a Londra andato in frantumi, e un piano di pace americano che sembra più un ultimatum. Mentre i cieli dell’Ucraina tornano a essere solcati dai droni e le vittime aumentano, Elena Testi ci porta all’interno di una clinica per soldati feriti e in un memoriale che racconta la giovinezza spezzata di un’intera generazione.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 93 - Cosa prevede l'accordo di pace Ucraina - Russia</title>
      <description>Elena Testi ci porta ancora una volta in Ucraina, dove la guerra continua ma la vita non si ferma. Ascolterete le voci della gente comune, le testimonianze di chi chiede una pace, ma non una pace “di sangue”. Ci spiega perché oggi è una giornata cruciale: a Londra si aprono nuovi spiragli diplomatici, tra proposte di tregua e negoziati difficili sull'annessione dei territori.

Cosa ne pensa davvero il popolo ucraino? E quali saranno le conseguenze geopolitiche delle esequie di Papa Francesco, con la presenza di leader come Zelensky e Trump?

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      <pubDate>Wed, 23 Apr 2025 08:04:00 -0000</pubDate>
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Cosa ne pensa davvero il popolo ucraino? E quali saranno le conseguenze geopolitiche delle esequie di Papa Francesco, con la presenza di leader come Zelensky e Trump?

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        <![CDATA[<p>Elena Testi ci porta ancora una volta in Ucraina, dove la guerra continua ma la vita non si ferma. Ascolterete le voci della gente comune, le testimonianze di chi chiede una pace, ma non una pace “di sangue”. Ci spiega perché oggi è una giornata cruciale: a Londra si aprono nuovi spiragli diplomatici, tra proposte di tregua e negoziati difficili sull'annessione dei territori.</p><p><br></p><p>Cosa ne pensa davvero il popolo ucraino? E quali saranno le conseguenze geopolitiche delle esequie di Papa Francesco, con la presenza di leader come Zelensky e Trump?</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 92 - Papa Francesco e la videochiamata a Gaza. Il rapporto difficile con l'Ucraina</title>
      <description>Elena ci parla da Odessa, in Ucraina. E proprio lì, mentre le sirene suonano e la guerra continua a scandire le giornate, arriva la notizia della morte di Papa Francesco. 
Le sue ultime parole pubbliche? Per Gaza, per l’Ucraina, per chi soffre.

Ci porta con lei per le strade di questa città, tra gente che continua a vivere anche sotto le bombe, e ci racconta come è stato accolto l’addio a un Papa che ha sempre cercato di parlare alla coscienza del mondo, anche quando non tutti erano pronti ad ascoltarlo.

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      <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 08:12:00 -0000</pubDate>
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Le sue ultime parole pubbliche? Per Gaza, per l’Ucraina, per chi soffre.

Ci porta con lei per le strade di questa città, tra gente che continua a vivere anche sotto le bombe, e ci racconta come è stato accolto l’addio a un Papa che ha sempre cercato di parlare alla coscienza del mondo, anche quando non tutti erano pronti ad ascoltarlo.

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      <title>Ep. 91 - L'incontro tra Meloni e Trump. Ecco cosa ha ottenuto</title>
      <description>La notizia che domina la giornata è l’attesissimo incontro tra Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, e Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano. Un faccia a faccia carico di simboli e aspettative: si parla di dazi, guerra in Ucraina, investimenti e rapporti con l’Europa.

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      <pubDate>Fri, 18 Apr 2025 08:51:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>La notizia che domina la giornata è l’attesissimo incontro tra Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, e Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano. Un faccia a faccia carico di simboli e aspettative: si parla di dazi, guerra in Ucraina, investimenti e rapporti con l’Europa.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 90 - Musk crea la sua legione. L’economia mondiale a rischio</title>
      <description>Iniziamo con l’economia globale: Fitch Ratings taglia le stime di crescita mondiale a meno del 2% a causa della guerra commerciale. Male per tutti, malissimo per noi. Stati Uniti, Cina ed Europa rallentano, la Fed temporeggia e la BCE prepara nuovi tagli.

Poi ci spostiamo negli Stati Uniti, dove l'amministrazione Trump ha congelato 2,2 miliardi di fondi federali destinati ad Harvard. Il motivo? Una crociata contro l’antisemitismo – o forse contro tutto ciò che somiglia alla diversità. 

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      <pubDate>Thu, 17 Apr 2025 08:22:00 -0000</pubDate>
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Poi ci spostiamo negli Stati Uniti, dove l'amministrazione Trump ha congelato 2,2 miliardi di fondi federali destinati ad Harvard. Il motivo? Una crociata contro l’antisemitismo – o forse contro tutto ciò che somiglia alla diversità. 

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        <![CDATA[<p>Iniziamo con l’economia globale: Fitch Ratings taglia le stime di crescita mondiale a meno del 2% a causa della guerra commerciale. Male per tutti, malissimo per noi. Stati Uniti, Cina ed Europa rallentano, la Fed temporeggia e la BCE prepara nuovi tagli.</p><p><br></p><p>Poi ci spostiamo negli Stati Uniti, dove l'amministrazione Trump ha congelato 2,2 miliardi di fondi federali destinati ad Harvard. Il motivo? Una crociata contro l’antisemitismo – o forse contro tutto ciò che somiglia alla diversità. </p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 89 - Il Presidente cinese parte per un tour: vuole uccidere gli Usa</title>
      <description>Oggi parliamo della strage di Sumy: 35 morti, 117 feriti. Un attacco brutale in due ondate, nel giorno delle Palme. Civili usati come scudi, bombe a grappolo, e il sospetto di una cerimonia militare che ha messo in pericolo tutta la città.

Intanto in TV, l’inviato americano Witkoff propone di cedere 5 territori a Putin per “arrivare alla pace”. Zelensky risponde con un no secco. 

Ma oggi c’è anche la Cina. Xi Jinping è in tour per rispondere ai dazi USA. 

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      <pubDate>Wed, 16 Apr 2025 08:40:00 -0000</pubDate>
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Intanto in TV, l’inviato americano Witkoff propone di cedere 5 territori a Putin per “arrivare alla pace”. Zelensky risponde con un no secco. 

Ma oggi c’è anche la Cina. Xi Jinping è in tour per rispondere ai dazi USA. 

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      <title>Ep. 88 - Se Trump parla come i russi, sfuma l'accordo</title>
      <description>Dallo Studio Ovale alle trincee ucraine, passando per le dichiarazioni incendiarie di Donald Trump e la propaganda russa, i venti di guerra si fanno sempre più forti. Parliamo dell’errore diplomatico che ha coinvolto un cittadino deportato per sbaglio dagli USA, delle parole (e accuse) di Trump contro Biden, Zelensky e… l’Europa.
Poi ci spostiamo a Mosca, dove la tv di Stato accusa la Germania e l’Ucraina di manipolazione, mentre Berlino valuta l’invio di missili Taurus e l’ex presidente Medvedev grida al nazismo. La diplomazia internazionale traballa, le parole pesano, e la pace sembra ancora lontana.
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      <pubDate>Tue, 15 Apr 2025 10:33:00 -0000</pubDate>
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Poi ci spostiamo a Mosca, dove la tv di Stato accusa la Germania e l’Ucraina di manipolazione, mentre Berlino valuta l’invio di missili Taurus e l’ex presidente Medvedev grida al nazismo. La diplomazia internazionale traballa, le parole pesano, e la pace sembra ancora lontana.
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      <title>Ep. 87 - La Russia non ferma le stragi, la presidenza di Zelensky in bilico</title>
      <description>Mentre le guerre in Ucraina e in Medio Oriente continuano a mietere vittime, le promesse di tregua sembrano allontanarsi. In questa puntata analizziamo i bombardamenti russi su Sumy durante la Domenica delle Palme, le reazioni internazionali, i giochi di potere attorno a Donald Trump e il ruolo chiave di Steve Witkoff. Parliamo anche della crisi politica interna all’Ucraina, delle tensioni a Gaza, delle proteste internazionali e dei colloqui segreti tra USA e Iran sul nucleare.

BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Mon, 14 Apr 2025 08:00:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Mentre le guerre in Ucraina e in Medio Oriente continuano a mietere vittime, le promesse di tregua sembrano allontanarsi. In questa puntata analizziamo i bombardamenti russi su Sumy durante la Domenica delle Palme, le reazioni internazionali, i giochi di potere attorno a Donald Trump e il ruolo chiave di Steve Witkoff. Parliamo anche della crisi politica interna all’Ucraina, delle tensioni a Gaza, delle proteste internazionali e dei colloqui segreti tra USA e Iran sul nucleare.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 86 - Intervista a Paolo Mieli - Trump, Medio Oriente e il futuro dell'Europa</title>
      <description>In questa puntata speciale, ospitiamo Paolo Mieli, giornalista e opinionista tra i più autorevoli del panorama italiano. 

Con lui affrontiamo tre grandi temi di attualità internazionale: la politica di Donald Trump, le tensioni in Medio Oriente e le prospettive dell’Europa in un mondo sempre più instabile.
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      <pubDate>Sun, 13 Apr 2025 07:39:00 -0000</pubDate>
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Con lui affrontiamo tre grandi temi di attualità internazionale: la politica di Donald Trump, le tensioni in Medio Oriente e le prospettive dell’Europa in un mondo sempre più instabile.
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      <title>Ep. 85 - Intervista a Carlo Cottarelli: "Attenzione alla guerra commerciale con la Cina, potrebbe trasformarsi in una guerra vera"</title>
      <description>BuongiornoMondo, questo sabato, intervistiamo Carlo Cottarelli, economista di fama internazionale, già direttore del dipartimento affari fiscali del Fondo Monetario Internazionale. Conosciuto per il suo lavoro sulla spending review, Cottarelli è un esperto in politica monetaria e inflazione. Durante l’intervista, abbiamo approfondito temi cruciali come i dazi, le dinamiche economiche tra Cina e Stati Uniti, e le sfide globali che influenzano l’economia mondiale. 
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      <pubDate>Sat, 12 Apr 2025 07:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 84 - Come Trump e i suoi amici hanno guadagnato con la guerra dei dazi</title>
      <description>Nella puntata di oggi analizziamo gli sviluppi più recenti della politica commerciale degli Stati Uniti, dopo che l'ex presidente Donald Trump ha annunciato una sospensione di 90 giorni sull'imposizione dei dazi. Una decisione che ha avuto effetti immediati e significativi sui mercati finanziari globali.

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      <pubDate>Fri, 11 Apr 2025 07:54:00 -0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Ep. 83 - Come gli americani si stanno preparando per il collasso della civiltà</title>
      <description>Oggi parliamo di qualcosa che sembra uscito da un film post-apocalittico, ma è cronaca vera. Mentre i mercati asiatici si muovono tra alti e bassi e Donald Trump rilancia con una nuova guerra commerciale contro la Cina, negli Stati Uniti c’è chi guarda oltre. 

Corsi di sopravvivenza, spari nei boschi, strategie da ex-militari per affrontare catastrofi, crisi economiche, governi tirannici o guerre in casa. Sempre più americani si stanno preparando all’inevitabile. 
Ma quale inevitabile? Un collasso economico? Una guerra? Una nuova pandemia?

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      <pubDate>Thu, 10 Apr 2025 08:00:00 -0000</pubDate>
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Corsi di sopravvivenza, spari nei boschi, strategie da ex-militari per affrontare catastrofi, crisi economiche, governi tirannici o guerre in casa. Sempre più americani si stanno preparando all’inevitabile. 
Ma quale inevitabile? Un collasso economico? Una guerra? Una nuova pandemia?

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    <item>
      <title>Ep. 82 - Trump: Gli Stati mi baciano il culo. La possibilità di una guerra con l'Iran</title>
      <description>Dopo un breve excursus sullo stato dei mercati, ci focalizziamo su un tema caldo: la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Il presidente Trump, con il suo solito linguaggio colorito, commenta i Paesi stranieri che cercano di evitare i dazi imposti da Washington, mentre JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, scivola in dichiarazioni infelici che scatenano le critiche dalla Cina.

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      <pubDate>Wed, 09 Apr 2025 08:12:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Dopo un breve excursus sullo stato dei mercati, ci focalizziamo su un tema caldo: la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Il presidente Trump, con il suo solito linguaggio colorito, commenta i Paesi stranieri che cercano di evitare i dazi imposti da Washington, mentre JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, scivola in dichiarazioni infelici che scatenano le critiche dalla Cina.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 81 - I primi effetti dei dazi. L'Iran incontra gli Usa. </title>
      <description>Nella puntata di oggi, gli occhi sono puntati sui mercati globali, con un focus sui dazi che continuano a scuotere l’economia mondiale. Dopo una mattinata di crolli nelle borse asiatiche e una reazione altalenante a Wall Street, esploriamo le dinamiche dietro le dichiarazioni contrastanti di Kevin Hassett e le smentite della Casa Bianca. La promessa di una “pausa di 90 giorni” sui dazi, inizialmente accolta con entusiasmo, viene rapidamente ritirata, provocando un ritorno del pessimismo sui mercati.

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      <pubDate>Tue, 08 Apr 2025 09:21:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Nella puntata di oggi, gli occhi sono puntati sui mercati globali, con un focus sui dazi che continuano a scuotere l’economia mondiale. Dopo una mattinata di crolli nelle borse asiatiche e una reazione altalenante a Wall Street, esploriamo le dinamiche dietro le dichiarazioni contrastanti di Kevin Hassett e le smentite della Casa Bianca. La promessa di una “pausa di 90 giorni” sui dazi, inizialmente accolta con entusiasmo, viene rapidamente ritirata, provocando un ritorno del pessimismo sui mercati.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 80 - Crollo delle borse asiatiche. La Cina. Trump pensa al terzo mandato</title>
      <description>Elena Testi ci porta a Parigi, dove si è svolta una manifestazione di sostegno a Marine Le Pen, ma con poca partecipazione. Il focus poi si sposta sulle turbolenze dei mercati finanziari, con Donald Trump che, dopo un weekend di golf, lancia dichiarazioni forti sui dazi e i deficit commerciali. I mercati asiatici, infatti, registrano cali significativi, mentre la Cina risponde con misure punitive contro gli Stati Uniti.

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      <pubDate>Mon, 07 Apr 2025 07:45:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Elena Testi ci porta a Parigi, dove si è svolta una manifestazione di sostegno a Marine Le Pen, ma con poca partecipazione. Il focus poi si sposta sulle turbolenze dei mercati finanziari, con Donald Trump che, dopo un weekend di golf, lancia dichiarazioni forti sui dazi e i deficit commerciali. I mercati asiatici, infatti, registrano cali significativi, mentre la Cina risponde con misure punitive contro gli Stati Uniti.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 79 dagli USA al Regno Unito taglio dei fondi. UNHCR: “In pericolo le vite delle persone”</title>
      <description>Abbiamo intervistato Filippo Ungaro di UNHCR che ci spiega bene cosa sta accadendo con il taglio dei fondi. 
Un lunga intervista dove si capisce cosa sta accadendo. 
Per saperne di più - https://sostieniunhcr.it/emergenza-terremoto-myanmar-podcasts
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      <pubDate>Sun, 06 Apr 2025 09:29:00 -0000</pubDate>
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Un lunga intervista dove si capisce cosa sta accadendo. 
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    <item>
      <title>Ep. 78 - Il punto sulla guerra in Ucraina: cosa aspettarci ora</title>
      <description>Intervista a Francesco Semprini, giornalista e inviato de la Stampa. Uno che nei luoghi ci va e li racconta da vicino. Tra i libri che ha pubblicato Trincee e Segreti, un libro inchiesta sulle motivazioni che hanno spinto Vladimir Putin a invadere l’Ucraina. Con lui facciamo un punto sulla guerra, ripercorrendo le ultime settime.
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      <pubDate>Sat, 05 Apr 2025 14:29:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 77 - Ecco chi è l’uomo ombra dei dazi e cosa vuole realmente</title>
      <description>I dazi imposti dagli Stati Uniti sono al centro del dibattito internazionale di oggi.

Dal Giardino delle Rose, adiacente allo Studio Ovale, Trump ha presentato l’elenco delle tariffe imposte singolarmente ai diversi Paesi. Dalla giornata di ieri, emerge una figura chiave dell'esecutivo americano: Robert Lighthizer, stratega economico di Trump e promotore della nuova politica commerciale. L’obiettivo dichiarato è rilanciare l’industria interna, ma agli occhi del mondo questa sembra una strategia per colpire soprattutto i mercati di Europa e Cina.

BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Fri, 04 Apr 2025 15:56:00 -0000</pubDate>
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Dal Giardino delle Rose, adiacente allo Studio Ovale, Trump ha presentato l’elenco delle tariffe imposte singolarmente ai diversi Paesi. Dalla giornata di ieri, emerge una figura chiave dell'esecutivo americano: Robert Lighthizer, stratega economico di Trump e promotore della nuova politica commerciale. L’obiettivo dichiarato è rilanciare l’industria interna, ma agli occhi del mondo questa sembra una strategia per colpire soprattutto i mercati di Europa e Cina.

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      <title>Ep. 76 -  Trump dichiara guerra con i dazi. Conseguenze e soluzioni. </title>
      <description>Esploriamo le ragioni dietro la visione di Donald Trump, che passa attraverso i dazi e il rischio di una guerra commerciale già iniziata. Tra le parole del presidente degli Stati Uniti e le reazioni dei mercati globali, analizziamo le possibili conseguenze. 

Cosa accadrà davvero? Le aziende americane sono pronte a investire o l'incertezza economica le frenerà? E come reagirà l'Europa?

BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Thu, 03 Apr 2025 09:19:00 -0000</pubDate>
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Cosa accadrà davvero? Le aziende americane sono pronte a investire o l'incertezza economica le frenerà? E come reagirà l'Europa?

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      <title>Ep. 75 - Putin stoppa il cessate il fuoco, atrocità dentro Gaza</title>
      <description>Ci immergiamo in una delle tragedie più dolorose del conflitto in Medio Oriente. 

Elena Testi ci avverte: non ci saranno belle notizie, ma una testimonianza cruda e devastante dalla Striscia di Gaza. Raccontiamo la tragica morte di 15 operatori umanitari, medici e paramedici, uccisi durante un attacco aereo israeliano mentre tentavano di soccorrere i feriti.

BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Wed, 02 Apr 2025 08:36:00 -0000</pubDate>
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Elena Testi ci avverte: non ci saranno belle notizie, ma una testimonianza cruda e devastante dalla Striscia di Gaza. Raccontiamo la tragica morte di 15 operatori umanitari, medici e paramedici, uccisi durante un attacco aereo israeliano mentre tentavano di soccorrere i feriti.

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      <title>Ep. 74 - Le Pen, i dazi e le possibili elezioni in Ucraina</title>
      <description>La nuova protagonista del giorno è Marine Le Pen, che sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua carriera, dopo la condanna per il caso degli assistenti del Rassemblement National. La sua immagine di potenziale leader della Francia potrebbe crollare, ma mentre la sua parabola sembra spegnersi, l’astro nascente Jordan Bardella potrebbe essere pronto a prenderne il posto.

BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Tue, 01 Apr 2025 08:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 73 - Il piano segreto del Pentangono e come gli USA hanno partecipato alla guerra in Ucraina</title>
      <description>La situazione in Myanmar, con il terremoto e la violenza della giunta militare, e il conflitto in Ucraina, dominato dalle azioni di Putin e dal coinvolgimento degli Stati Uniti, sono i temi principali di questa puntata. 

Esploriamo come, nonostante la gravità della situazione in Myanmar, i media internazionali continuino a concentrarsi principalmente sulla guerra in Ucraina. 

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      <pubDate>Mon, 31 Mar 2025 08:06:00 -0000</pubDate>
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Esploriamo come, nonostante la gravità della situazione in Myanmar, i media internazionali continuino a concentrarsi principalmente sulla guerra in Ucraina. 

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      <title>Ep. 72 - Donald Trump crea la sua criptovaluta, il conflitto d'interessi della famiglia Trump: problemi per l'Europa</title>
      <description>Il presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, ha dato vita alla sua criptovaluta. 
Ecco come ci guadagna la famiglia del Presidente degli Stati Uniti d'America e quali implicazioni potrebbe avere per l'economia europea. 

A spiegarcelo il condirettore dell'Huffpost, Gianni del Vecchio.
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      <pubDate>Sun, 30 Mar 2025 10:28:00 -0000</pubDate>
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A spiegarcelo il condirettore dell'Huffpost, Gianni del Vecchio.
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    <item>
      <title>Ep. 71 - Tutti i limiti dell’Europa senza gli USA. Intervista al prof. Andrea Gilli</title>
      <description>Abbiamo intervistato il professore Andrea Gilli della University of St Andrews su Europa, Nato e il ruolo degli Stati Uniti in questo complesso momento storico. 
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      <pubDate>Sat, 29 Mar 2025 09:59:00 -0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Ep. 70 - Putin: "gli Usa vogliono la Groenlandia". Il colpo di Stato giudiziario d'Israele.</title>
      <description>Oggi partiamo dall’incontro dei “volenterosi”, un vertice tra 31 stati europei per discutere il supporto all’Ucraina e la sicurezza interna del continente. Macron e Starmer guidano gli sforzi della coalizione, mentre le sanzioni alla Russia restano in vigore. Ma Usa e Russia non sembrano dare troppa importanza all’incontro: Putin intanto è a Murmansk per il VI Forum Artico, dove ribadisce l’interesse russo nella regione e accusa gli Stati Uniti di voler annettere la Groenlandia.

BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Fri, 28 Mar 2025 08:12:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 69 - Il caos negli Usa, rotolano teste. l’Europa con il coltello tra i denti ma senza soldi</title>
      <description>Mentre la Casa Bianca si trova nel mezzo di un caos politico e militare senza precedenti, l'Europa sta cercando di rimanere a galla con le mani legate. Tra la crisi interna degli Stati Uniti e l'incertezza sul futuro delle alleanze internazionali, il panorama geopolitico è più instabile che mai. 

BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Thu, 27 Mar 2025 11:27:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 68 - I dettagli della tregua e lo scandalo delle chat finite in commissione al Senato</title>
      <description>Mentre ci sono segnali di apertura verso un cessate il fuoco tra Ucraina e Russia, la situazione rimane tesa e incerta, e nuovi sviluppi emergono. Analizzeremo la recente dichiarazione di Zelensky, che parla di progressi nei colloqui in Arabia Saudita per un cessate il fuoco duraturo, con particolare attenzione agli accordi sui combattimenti nel Mar Nero e sulle strutture energetiche. Ma a che punto siamo veramente nella ricerca della pace?

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      <pubDate>Wed, 26 Mar 2025 09:12:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 67 - Il giornalista per sbaglio nella chat dell'amministrazione Usa. Le richieste di Putin</title>
      <description>Le notizie di oggi ci portano da Riad, dove si discute di un cessate il fuoco in Ucraina, fino a Washington e Mosca, con trattative economiche segrete tra Trump e Putin. Il Cremlino sembra puntare su un doppio binario: negoziati sulla guerra e un possibile disgelo commerciale con gli USA.

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      <pubDate>Tue, 25 Mar 2025 09:18:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 66 - Cessate il fuoco, iniziano le interlocuzioni. Ecco perché sono così difficile. La principessa inglese presa di mira dai bot russi</title>
      <description>In questa puntata, il podcast esplora la delicata situazione geopolitica legata al conflitto in Ucraina e le sue implicazioni globali. Il racconto si apre con un aggiornamento dalla città di Gedda, dove sono in corso importanti negoziati tra le delegazioni degli Stati Uniti, della Russia e dell'Ucraina. Nonostante le difficoltà e la tensione palpabile, si intravede una speranza di tregua, anche se il cammino verso il cessate il fuoco sembra arduo.

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      <pubDate>Mon, 24 Mar 2025 09:05:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>In questa puntata, il podcast esplora la delicata situazione geopolitica legata al conflitto in Ucraina e le sue implicazioni globali. Il racconto si apre con un aggiornamento dalla città di Gedda, dove sono in corso importanti negoziati tra le delegazioni degli Stati Uniti, della Russia e dell'Ucraina. Nonostante le difficoltà e la tensione palpabile, si intravede una speranza di tregua, anche se il cammino verso il cessate il fuoco sembra arduo.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep.65 - Trump e le accuse di essere una spia russa. Gli Usa e l'economia. Cosa sta accadendo.</title>
      <description>Nelle ultime settimane il web sta impazzendo, dopo che un ex spia del Kgb ha dichiarato che Donald Trump venne reclutato da Mosca degli anni '80. Ripercorriamo la vicenda seguendo il Guardian ed i documenti del congresso americano.
Poi ci spostiamo in Texas, dove molti americani si stanno trasferendo, grazie alla sua autosufficienza. Tra questi anche Elon Musk. E lo facciamo con un intervista molto interessante
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      <pubDate>Sun, 23 Mar 2025 16:42:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>LA7</itunes:author>
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Poi ci spostiamo in Texas, dove molti americani si stanno trasferendo, grazie alla sua autosufficienza. Tra questi anche Elon Musk. E lo facciamo con un intervista molto interessante
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        <![CDATA[<p>Nelle ultime settimane il web sta impazzendo, dopo che un ex spia del Kgb ha dichiarato che Donald Trump venne reclutato da Mosca degli anni '80. Ripercorriamo la vicenda seguendo il Guardian ed i documenti del congresso americano.</p><p>Poi ci spostiamo in Texas, dove molti americani si stanno trasferendo, grazie alla sua autosufficienza. Tra questi anche Elon Musk. E lo facciamo con un intervista molto interessante</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 64 Putin e Trump, il riarmo europeo. Intervista la generale Camporini</title>
      <description>Parla il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato Maggiore dell’areunautica militare e delle difesa. Spiega il delicato momento storico che stiamo vivendo e quanto sia necessario il Riarmo europeo.
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      <pubDate>Sat, 22 Mar 2025 15:17:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 63 - Gli Usa non fanno entrare chi scrive male di Trump. In Europa tutto fermo con il piano di riarmo.</title>
      <description>Analizziamo gli ultimi sviluppi sulla guerra in Ucraina, con un focus sugli Stati Uniti e il loro ruolo nel cercare di fermare il conflitto. Donald Trump e la sua amministrazione hanno intensificato i dialoghi con Mosca e Kiev, mentre l'Europa si riunisce a Bruxelles senza arrivare a soluzioni concrete sul riarmo. Macron, intanto, prepara un incontro cruciale con Zelenskyy a Parigi, ma la discussione sulla sicurezza militare continua a rimanere in bilico.

BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Fri, 21 Mar 2025 08:57:00 -0000</pubDate>
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BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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        <![CDATA[<p>Analizziamo gli ultimi sviluppi sulla guerra in Ucraina, con un focus sugli Stati Uniti e il loro ruolo nel cercare di fermare il conflitto. Donald Trump e la sua amministrazione hanno intensificato i dialoghi con Mosca e Kiev, mentre l'Europa si riunisce a Bruxelles senza arrivare a soluzioni concrete sul riarmo. Macron, intanto, prepara un incontro cruciale con Zelenskyy a Parigi, ma la discussione sulla sicurezza militare continua a rimanere in bilico.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 62 - Perché Trump è un pericolo per la democrazia? Medio Oriente in fiamme e l’Ucraina. </title>
      <description>Oggi, si parte dagli Stati Uniti, dove una notizia sta scuotendo l'intera nazione: le proteste a Manhattan per l'arresto di Mahmoud Khalil, studente palestinese della Columbia University, e il crescente malcontento per la politica dei rimpatri della nuova amministrazione Trump. 
La cronaca si spinge poi a un caso di deportazione di detenuti accusati di far parte di bande criminali venezuelane, portati in El Salvador attraverso la controversa Alien Enemies Act.
Nel frattempo, un conflitto di potere esplode tra il presidente degli Stati Uniti e la magistratura, con un giudice federale che ordina di fermare i rimpatri e Trump che invoca l'impeachment. La domanda che molti si pongono è se la democrazia americana stia attraversando una crisi costituzionale.

A seguire, la politica internazionale si intreccia con le figure di Trump, Putin e Zelensky, con il mondo diviso sulle implicazioni di una telefonata tra i due leader. E, mentre la guerra in Ucraina è sempre più al centro della scena, esplodono nuove tensioni in Medio Oriente, dove la violenza nella Striscia di Gaza e le proteste in Israele alimentano un clima di incertezze e sfide.

BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Thu, 20 Mar 2025 10:28:00 -0000</pubDate>
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La cronaca si spinge poi a un caso di deportazione di detenuti accusati di far parte di bande criminali venezuelane, portati in El Salvador attraverso la controversa Alien Enemies Act.
Nel frattempo, un conflitto di potere esplode tra il presidente degli Stati Uniti e la magistratura, con un giudice federale che ordina di fermare i rimpatri e Trump che invoca l'impeachment. La domanda che molti si pongono è se la democrazia americana stia attraversando una crisi costituzionale.

A seguire, la politica internazionale si intreccia con le figure di Trump, Putin e Zelensky, con il mondo diviso sulle implicazioni di una telefonata tra i due leader. E, mentre la guerra in Ucraina è sempre più al centro della scena, esplodono nuove tensioni in Medio Oriente, dove la violenza nella Striscia di Gaza e le proteste in Israele alimentano un clima di incertezze e sfide.

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        <![CDATA[<p>Oggi, si parte dagli Stati Uniti, dove una notizia sta scuotendo l'intera nazione: le proteste a Manhattan per l'arresto di Mahmoud Khalil, studente palestinese della Columbia University, e il crescente malcontento per la politica dei rimpatri della nuova amministrazione Trump. </p><p>La cronaca si spinge poi a un caso di deportazione di detenuti accusati di far parte di bande criminali venezuelane, portati in El Salvador attraverso la controversa Alien Enemies Act.</p><p>Nel frattempo, un conflitto di potere esplode tra il presidente degli Stati Uniti e la magistratura, con un giudice federale che ordina di fermare i rimpatri e Trump che invoca l'impeachment. La domanda che molti si pongono è se la democrazia americana stia attraversando una crisi costituzionale.</p><p><br></p><p>A seguire, la politica internazionale si intreccia con le figure di Trump, Putin e Zelensky, con il mondo diviso sulle implicazioni di una telefonata tra i due leader. E, mentre la guerra in Ucraina è sempre più al centro della scena, esplodono nuove tensioni in Medio Oriente, dove la violenza nella Striscia di Gaza e le proteste in Israele alimentano un clima di incertezze e sfide.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 61 - Trump e Putin pace lontana, fine della tregua a Gaza</title>
      <description>La puntata si apre con il tragico aggiornamento sulla situazione a Gaza, dove un feroce bombardamento israeliano ha causato centinaia di vittime, segnando il massacro più grave dall’inizio della guerra. Mentre il conflitto in Medio Oriente si riaccende, le famiglie degli ostaggi israeliani scendono in piazza per chiedere un ritorno al dialogo, mentre il governo di Netanyahu, rafforzato politicamente, promette una guerra ancora più dura contro Hamas.

Parallelamente, lo scenario geopolitico si complica con la telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump. Il presidente russo, tra battute sugli incontri sportivi e dichiarazioni strategiche, accetta un cessate il fuoco limitato sugli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine per 30 giorni. 

BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Wed, 19 Mar 2025 06:31:00 -0000</pubDate>
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Parallelamente, lo scenario geopolitico si complica con la telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump. Il presidente russo, tra battute sugli incontri sportivi e dichiarazioni strategiche, accetta un cessate il fuoco limitato sugli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine per 30 giorni. 

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    <item>
      <title>Ep. 60 - Trump e Putin il giorno della telefonata. Professori cacciati dagli Usa e Israele sempre più a destra</title>
      <description>In apertura, parliamo della telefonata imminente tra Donald Trump e Vladimir Putin, con al centro la possibile costruzione di una pace temporanea in Ucraina. Tuttavia, le preoccupazioni di Zelensky e le incertezze riguardo agli sviluppi sono al centro del dibattito. Inoltre, ci occupiamo della politica dei rimpatri portata avanti dall'amministrazione Trump e delle ultime tensioni riguardanti l'immigrazione negli Stati Uniti. 

BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Tue, 18 Mar 2025 06:45:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In apertura, parliamo della telefonata imminente tra Donald Trump e Vladimir Putin, con al centro la possibile costruzione di una pace temporanea in Ucraina. Tuttavia, le preoccupazioni di Zelensky e le incertezze riguardo agli sviluppi sono al centro del dibattito. Inoltre, ci occupiamo della politica dei rimpatri portata avanti dall'amministrazione Trump e delle ultime tensioni riguardanti l'immigrazione negli Stati Uniti. 

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    <item>
      <title>Ep. 59 - Trump attacca lo Yemen, l’Europa propone truppe in Ucraina e Zelensky presenta il nuovo missile</title>
      <description>In questa puntata, partiamo con un'inquietante visione di Donald Trump, sempre al centro della scena politica globale. Le prime immagini ci portano a El Salvador, dove centinaia di persone sono state rimpatriate sotto accuse di appartenenza a bande. Trump continua a mantenere la sua linea dura contro gli immigrati, mentre gli sviluppi della sua politica militare non fanno che intensificarsi.

Il conflitto in Ucraina continua a evolversi con droni che distruggono edifici, mentre Trump cerca di mediare tra Mosca e Kiev, in un incontro telefonico con Putin. Intanto, Zelensky presenta un nuovo missile in grado di raggiungere Mosca, in una mossa di sfida verso la Russia.

BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Mon, 17 Mar 2025 10:31:00 -0000</pubDate>
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Il conflitto in Ucraina continua a evolversi con droni che distruggono edifici, mentre Trump cerca di mediare tra Mosca e Kiev, in un incontro telefonico con Putin. Intanto, Zelensky presenta un nuovo missile in grado di raggiungere Mosca, in una mossa di sfida verso la Russia.

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      <title>Ep. 58 - Aiuti umanitari bloccati bloccati a Gaza. Intervista a Paolo Pezzati di Oxfam</title>
      <description>Aiuti umanitari bloccati nella Striscia di Gaza, trattaive incagliate e il rischio di un’epidemia sempre più crescente. Torniamo in Medio Oriente e lo facciamo con il portavoce per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia. 

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      <pubDate>Sun, 16 Mar 2025 20:42:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 57 - Cosa aspettarci adesso dal conflitto Russia e Ucraina. Intervista al professore Vittorio Emanuele Parsi</title>
      <description>Intervista al professore Vittorio Emanuele Parsi. 

Con lui affrontiamo i limiti del possibile cessate il fuoco temporaneo tra Russia e Ucraina. Il ruolo del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ma anche il rapporto tra Putin e il Tycoon. E noi? Noi europei che ruolo abbiamo. 

BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Sat, 15 Mar 2025 10:24:00 -0000</pubDate>
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Con lui affrontiamo i limiti del possibile cessate il fuoco temporaneo tra Russia e Ucraina. Il ruolo del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ma anche il rapporto tra Putin e il Tycoon. E noi? Noi europei che ruolo abbiamo. 

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        <![CDATA[<p>Intervista al professore Vittorio Emanuele Parsi. </p><p><br></p><p>Con lui affrontiamo i limiti del possibile cessate il fuoco temporaneo tra Russia e Ucraina. Il ruolo del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ma anche il rapporto tra Putin e il Tycoon. E noi? Noi europei che ruolo abbiamo. </p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 56 - Putin, i dubbi sul cessate il fuoco. La rabbia di Zelensky</title>
      <description>In questa puntata, ci immergiamo nelle complesse dinamiche geopolitiche che riguardano la guerra in Ucraina. 

Il cuore della puntata esplora il delicato dialogo diplomatico in corso tra la Russia e gli Stati Uniti. Partiamo dal viaggio di Steve Witkoff, inviato della Casa Bianca, a Mosca lo scorso 12 febbraio, un evento che ha segnato un cambiamento significativo nelle relazioni tra i due paesi. Witkoff, un uomo d'affari con un talento per la diplomazia, è riuscito a ottenere il rilascio di Marc Fogel, cittadino statunitense detenuto in Russia, con un gesto che preannunciava una possibile futura collaborazione tra Donald Trump e Vladimir Putin.

Il tema centrale del conflitto è il cessate il fuoco proposto dagli Stati Uniti, ma Putin ha risposto con cautela, insistendo che una tregua temporanea dovrebbe portare a una pace duratura, rimuovendo le cause della crisi. Le sue condizioni sono complesse e includono richieste che rendono difficile un accordo immediato, come il congelamento del fronte e la limitazione delle operazioni militari ucraine.

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      <pubDate>Fri, 14 Mar 2025 10:23:00 -0000</pubDate>
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Il cuore della puntata esplora il delicato dialogo diplomatico in corso tra la Russia e gli Stati Uniti. Partiamo dal viaggio di Steve Witkoff, inviato della Casa Bianca, a Mosca lo scorso 12 febbraio, un evento che ha segnato un cambiamento significativo nelle relazioni tra i due paesi. Witkoff, un uomo d'affari con un talento per la diplomazia, è riuscito a ottenere il rilascio di Marc Fogel, cittadino statunitense detenuto in Russia, con un gesto che preannunciava una possibile futura collaborazione tra Donald Trump e Vladimir Putin.

Il tema centrale del conflitto è il cessate il fuoco proposto dagli Stati Uniti, ma Putin ha risposto con cautela, insistendo che una tregua temporanea dovrebbe portare a una pace duratura, rimuovendo le cause della crisi. Le sue condizioni sono complesse e includono richieste che rendono difficile un accordo immediato, come il congelamento del fronte e la limitazione delle operazioni militari ucraine.

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    <item>
      <title>Ep. 55 - Guerra dei dazi, le mosse di Putin, l'ambita Groenlandia e Gaza</title>
      <description>Sinossi puntata podcast:
Donald Trump commenta le dichiarazioni di Putin e le possibili ritorsioni economiche contro la Russia, mettendo in evidenza le differenze con i suoi predecessori. Parliamo, poi, della proposta di cessate il fuoco, delle trattative tra Ucraina e Stati Uniti, e della possibilità che la Russia accetti una pausa, nonostante le sue incertezze.

Successivamente, ci spostiamo sulla Groenlandia, dove Trump ha ripetutamente espresso il desiderio di annettere l’isola strategica ricca di risorse naturali. La politica internazionale in questa zona è complessa, con l'influenza degli Stati Uniti e la crescente attenzione della Cina.
Poi, esaminiamo la situazione della guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada, con il Wall Street Journal che esprime preoccupazioni per l'economia statunitense, mentre Trump sembra ancora indeciso su come gestire le sue politiche sui dazi.

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      <pubDate>Thu, 13 Mar 2025 06:45:00 -0000</pubDate>
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Donald Trump commenta le dichiarazioni di Putin e le possibili ritorsioni economiche contro la Russia, mettendo in evidenza le differenze con i suoi predecessori. Parliamo, poi, della proposta di cessate il fuoco, delle trattative tra Ucraina e Stati Uniti, e della possibilità che la Russia accetti una pausa, nonostante le sue incertezze.

Successivamente, ci spostiamo sulla Groenlandia, dove Trump ha ripetutamente espresso il desiderio di annettere l’isola strategica ricca di risorse naturali. La politica internazionale in questa zona è complessa, con l'influenza degli Stati Uniti e la crescente attenzione della Cina.
Poi, esaminiamo la situazione della guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada, con il Wall Street Journal che esprime preoccupazioni per l'economia statunitense, mentre Trump sembra ancora indeciso su come gestire le sue politiche sui dazi.

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    <item>
      <title>Ep. 54 - Usa e Ucraina trovano accordo, il ruolo dell'Arabia Saudita e l'Unione Europea all'angolo.</title>
      <description>Siete pronti ad armarvi per questa nuova e splendida giornata? Io no, ve lo dico. Ma chi lo è? L’Europa...
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      <pubDate>Wed, 12 Mar 2025 12:50:00 -0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Ep. 53 - Gli Usa rischiano la recessione con Trump, a Ryad iniziano le interlocuzioni con Zelensky.</title>
      <description>Partiamo da una riflessione sulla situazione economica globale e le recenti dichiarazioni di Donald Trump, che ha previsto una possibile recessione per gli Stati Uniti, scatenando una reazione negativa sui mercati. La discesa dei titoli di Tesla, a causa delle polemiche legate a Elon Musk, e il suo impatto sulle big tech come Meta, Amazon e Microsoft, vengono esplorati nel contesto delle previsioni economiche più cupe, con un occhio alla possibile recessione che potrebbe colpire anche l'Europa.

Proseguiamo, poi, con il tema delle proteste contro Elon Musk e Tesla, con manifestazioni che hanno preso piede in diverse città degli Stati Uniti, legate non solo alla politica aziendale di Musk ma anche alla sua connessione con le politiche di Trump. 

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      <pubDate>Tue, 11 Mar 2025 07:31:00 -0000</pubDate>
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Proseguiamo, poi, con il tema delle proteste contro Elon Musk e Tesla, con manifestazioni che hanno preso piede in diverse città degli Stati Uniti, legate non solo alla politica aziendale di Musk ma anche alla sua connessione con le politiche di Trump. 

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    <item>
      <title>Ep.52 - Il vero nemico dell'Ucraina. L'inizio dei colloqui con gli Usa e Musk</title>
      <description>Donald Trump torna a parlare dell’Ucraina e lo fa a modo suo: “Non penso che Zelensky sia grato agli Stati Uniti. È stato come togliere le caramelle a un bambino.” Un messaggio chiaro mentre a Riad si aprono nuovi negoziati tra USA e Ucraina. 

Ma il vero ostacolo per Kiev non è solo Trump: c’è anche J.D. Vance, vicepresidente USA, che propone un accordo basato sulle terre rare, trasformando la sicurezza ucraina in una questione di business.

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      <pubDate>Mon, 10 Mar 2025 07:22:00 -0000</pubDate>
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Ma il vero ostacolo per Kiev non è solo Trump: c’è anche J.D. Vance, vicepresidente USA, che propone un accordo basato sulle terre rare, trasformando la sicurezza ucraina in una questione di business.

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    <item>
      <title>Ep. 51 - Trump e la Cina: cosa succede adesso. Il nostro approfondimento con Giulia Pompili</title>
      <description>Il weekend lo dedicheremo agli approfondimenti con interviste a gente che ne sa e ne sa parecchio. 

Inauguriamo quindi questa nuovo splendido format con Giulia Pompili, giornalista del Foglio, esperta di Cina e di Asia orientale. Con lei abbiamo parlato dei rapporti tra Cina e Usa, di Taiwan e sopratutto di quel che abbiamo capito o non capito fino ad ora.
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      <pubDate>Sun, 09 Mar 2025 09:12:00 -0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Ep. 50 - Il Consiglio Straordinario, la Francia che vuole tornare a contare e Putin</title>
      <description>A Bruxelles, i leader europei si riuniscono per un consiglio straordinario incentrato sulla difesa del continente. Con il piano "ReArm Europe" sul tavolo, la discussione si concentra sulla necessità di riarmare l’Europa per rispondere alle crescenti minacce, tra cui quella della Russia.
Nel frattempo, la situazione in Ucraina si complica ulteriormente, con il presidente Zelensky alle prese con una guerra che sembra non avere fine. 

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      <pubDate>Fri, 07 Mar 2025 06:50:00 -0000</pubDate>
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Nel frattempo, la situazione in Ucraina si complica ulteriormente, con il presidente Zelensky alle prese con una guerra che sembra non avere fine. 

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    <item>
      <title>Ep. 49 - L'Unione Europea si arma, Emmanuel Macron propone lo scudo della bomba atomica francese</title>
      <description>A Bruxelles, i leader europei si preparano a prendere decisioni cruciali per il futuro della sicurezza del continente, riunendosi per un consiglio straordinario dove vengono discusse le azioni necessarie per garantire la stabilità e la protezione dell'Europa.

Emmanuel Macron ha ribadito la minaccia russa per l'Europa e l'urgenza di un nuovo piano di difesa continentale. Il piano, denominato "ReArm Europe", propone una riorganizzazione delle risorse finanziarie per rafforzare la difesa europea.

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      <pubDate>Thu, 06 Mar 2025 09:49:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>A Bruxelles, i leader europei si preparano a prendere decisioni cruciali per il futuro della sicurezza del continente, riunendosi per un consiglio straordinario dove vengono discusse le azioni necessarie per garantire la stabilità e la protezione dell'Europa.

Emmanuel Macron ha ribadito la minaccia russa per l'Europa e l'urgenza di un nuovo piano di difesa continentale. Il piano, denominato "ReArm Europe", propone una riorganizzazione delle risorse finanziarie per rafforzare la difesa europea.

BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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        <![CDATA[<p>A Bruxelles, i leader europei si preparano a prendere decisioni cruciali per il futuro della sicurezza del continente, riunendosi per un consiglio straordinario dove vengono discusse le azioni necessarie per garantire la stabilità e la protezione dell'Europa.</p><p><br></p><p>Emmanuel Macron ha ribadito la minaccia russa per l'Europa e l'urgenza di un nuovo piano di difesa continentale. Il piano, denominato "ReArm Europe", propone una riorganizzazione delle risorse finanziarie per rafforzare la difesa europea.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 48 -  Il discorso di Trump al congresso: ecco cosa ha detto di falso</title>
      <description>Nel primo discorso al Congresso del suo nuovo mandato, Donald Trump ha fatto esattamente quello che ci si aspettava da lui. Un’ora e 40 minuti di applausi, dichiarazioni forti, annunci roboanti e qualche inesattezza. Ha parlato di un’America “sull’orlo del collasso” prima del suo ritorno, ha elogiato Elon Musk, ha annunciato l’intenzione di annettere la Groenlandia e riprendersi il Canale di Panama, e ha promesso di porre fine al “politicamente corretto”. Ha detto che la Russia è pronta per la pace e che Zelensky vuole negoziare sotto la sua “forte leadership”.

Ma quante di queste affermazioni sono vere? Abbiamo analizzato il discorso punto per punto, verificando cifre, dati e dichiarazioni. E poi uno sguardo alla Russia: Vladimir Putin può ritenersi soddisfatto delle prime mosse della nuova amministrazione?

BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Wed, 05 Mar 2025 07:56:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Nel primo discorso al Congresso del suo nuovo mandato, Donald Trump ha fatto esattamente quello che ci si aspettava da lui. Un’ora e 40 minuti di applausi, dichiarazioni forti, annunci roboanti e qualche inesattezza. Ha parlato di un’America “sull’orlo del collasso” prima del suo ritorno, ha elogiato Elon Musk, ha annunciato l’intenzione di annettere la Groenlandia e riprendersi il Canale di Panama, e ha promesso di porre fine al “politicamente corretto”. Ha detto che la Russia è pronta per la pace e che Zelensky vuole negoziare sotto la sua “forte leadership”.

Ma quante di queste affermazioni sono vere? Abbiamo analizzato il discorso punto per punto, verificando cifre, dati e dichiarazioni. E poi uno sguardo alla Russia: Vladimir Putin può ritenersi soddisfatto delle prime mosse della nuova amministrazione?

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      <title>Ep. 47 - Continua il duello tra Trump e Zelensky: ecco chi ci guadagna</title>
      <description>Analizziamo l'inaspettato e drammatico confronto tra Trump e Zelensky. Venerdì scorso, quello che doveva essere un dialogo si trasforma in uno scontro, trasmesso in mondovisione, con accuse reciproche che scuotono la geopolitica globale.
Partiamo dall'inizio, con un'analisi dei fatti che hanno portato alla rottura: dalla promessa di un accordo economico tra Ucraina e Stati Uniti, ai duri attacchi di Trump contro Zelensky. 
Esploriamo come gli USA stiano decidendo se sospendere gli aiuti militari all'Ucraina, mentre Trump minaccia l'Europa e i suoi alleati, accusandola di non fare abbastanza per difendere l'Ucraina. 

Infine, con un focus sulla Cina, esploriamo come Pechino stia monitorando le mosse di Trump. Taiwan e l'intelligenza artificiale diventano i nuovi terreni di scontro, con Trump protagonista di un cambiamento radicale nelle alleanze globali.

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      <pubDate>Tue, 04 Mar 2025 06:50:00 -0000</pubDate>
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Partiamo dall'inizio, con un'analisi dei fatti che hanno portato alla rottura: dalla promessa di un accordo economico tra Ucraina e Stati Uniti, ai duri attacchi di Trump contro Zelensky. 
Esploriamo come gli USA stiano decidendo se sospendere gli aiuti militari all'Ucraina, mentre Trump minaccia l'Europa e i suoi alleati, accusandola di non fare abbastanza per difendere l'Ucraina. 

Infine, con un focus sulla Cina, esploriamo come Pechino stia monitorando le mosse di Trump. Taiwan e l'intelligenza artificiale diventano i nuovi terreni di scontro, con Trump protagonista di un cambiamento radicale nelle alleanze globali.

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      <title>Ep. 46 - Zelensky vola a Londra. Netanyahu blocca tutti gli aiuti per Gaza</title>
      <description>In questa puntata, ci concentriamo sul lungo tour internazionale di Zelensky, partito dagli Stati Uniti e culminato con il vertice a Londra. Un incontro che ha visto schierarsi 13 leader europei, tra cui il primo ministro britannico Sir Keir Starmer, Emmanuel Macron e la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni. La discussione sulla possibile missione di peacekeeping in Ucraina divide gli alleati, con Macron e Starmer pronti a sostenere l'invio di truppe, mentre Meloni si oppone, preoccupata per le ripercussioni politiche interne e la possibilità di compromettere un accordo di pace.

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      <pubDate>Mon, 03 Mar 2025 06:53:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 45 - L’agguato studiato a tavolino, la gioia Russia e l’Europa che si prepara a difendersi</title>
      <description>In questa puntata, approfondiamo alcuni momenti del confronto teso tra Zelensky e Trump, che ha acceso un dibattito sulle implicazioni geopolitiche della guerra in Ucraina. 
Mentre il Cremlino esulta per l'umiliazione diplomatica subita da Zelensky, gli esperti avvertono che la Russia potrebbe sfruttare la possibile ritirata del supporto degli Stati Uniti per espandere il suo controllo in Ucraina. Nel frattempo, il Regno Unito continua a sostenere l'Ucraina, mentre l'Europa si prepara a fare fronte comune in caso di un'ulteriore escalation. 

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      <pubDate>Sun, 02 Mar 2025 12:56:00 -0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Ep. 44 - Trump abbandona Zelensky: ecco perché lo odia dal 2019</title>
      <description>L'incontro storico tra Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, e Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, si è rapidamente trasformato in un confronto teso e clamoroso. Inizialmente considerato un momento diplomatico cruciale, l'incontro è presto sfociato in una lite pubblica che ha segnato una frattura significativa tra i due leader. L'accordo sulle terre rare, che sembrava essere il fulcro del dialogo, non è stato mai firmato, mentre le dichiarazioni di Trump e Zelensky hanno messo in luce profonde divergenze politiche.

La puntata esplora le ripercussioni di questa frattura non solo per l'Ucraina, ma anche per gli Stati Uniti e l'Europa, evidenziando le nuove sfide geopolitiche e il ruolo cruciale che l'Europa dovrà assumere nel futuro.

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      <pubDate>Sat, 01 Mar 2025 11:33:00 -0000</pubDate>
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La puntata esplora le ripercussioni di questa frattura non solo per l'Ucraina, ma anche per gli Stati Uniti e l'Europa, evidenziando le nuove sfide geopolitiche e il ruolo cruciale che l'Europa dovrà assumere nel futuro.

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      <title>Ep. 43 - L'effetto Bruxelles e il tentativo degli Usa di distruggere l'Europa</title>
      <description>Partiamo dall’Argentina, dove il governo Milei ha pubblicato un documento ufficiale in cui le persone con disabilità vengono definite con termini inaccettabili. Poi voliamo nel Regno Unito, dove Starmer cerca di ricucire i rapporti con gli USA mentre Trump guarda altrove. Intanto, in Europa si scatena la tempesta: l’America di Trump sembra volerla demolire, più che sostenerla.

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      <pubDate>Fri, 28 Feb 2025 11:42:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 42: Trump colpisce l’Europa e mette il bavaglio alla stampa</title>
      <description>Si inizia dal video pubblicato sull'account ufficiale di Trump, realizzato con l'intelligenza artificiale, in cui il presidente balla con Netanyahu e Elon Musk, ignorando completamente la realtà della Striscia di Gaza e il dramma dei palestinesi. Questo episodio diventa l'occasione per esplorare la rappresentazione della politica globale e delle sue ombre nei media contemporanei.

Si prosegue con la politica interna degli Stati Uniti, dove Trump ha discusso dei temi che dominano il suo primo mese alla Casa Bianca: il rincaro dei prezzi delle uova e la sua crociata contro l'Unione Europea. 

Un altro protagonista di questa puntata è Elon Musk, il quale continua ad acquisire sempre più potere nell’amministrazione Trump. Viene analizzata la sua recente proposta di ridurre le spese governative e la preoccupazione che gli Stati Uniti possano andare in default, se non si effettuano tagli significativi. Musk, inoltre, ha ammesso di aver commesso degli errori, ma è chiaro che la sua voce pesa sempre di più.

BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Thu, 27 Feb 2025 07:12:00 -0000</pubDate>
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Si prosegue con la politica interna degli Stati Uniti, dove Trump ha discusso dei temi che dominano il suo primo mese alla Casa Bianca: il rincaro dei prezzi delle uova e la sua crociata contro l'Unione Europea. 

Un altro protagonista di questa puntata è Elon Musk, il quale continua ad acquisire sempre più potere nell’amministrazione Trump. Viene analizzata la sua recente proposta di ridurre le spese governative e la preoccupazione che gli Stati Uniti possano andare in default, se non si effettuano tagli significativi. Musk, inoltre, ha ammesso di aver commesso degli errori, ma è chiaro che la sua voce pesa sempre di più.

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      <title>Ep. 41 - Israele arresta i comici, gli Usa chiudono l'accordo con l'Ucraina</title>
      <description>Partiamo dal caso di Nidal Badarny, un comico arabo-israeliano arrestato e interrogato dalla polizia per alcune sue battute satiriche su Hamas e il conflitto israelo-palestinese. Badarny ha denunciato l’accaduto come un tentativo di intimidazione nei confronti della comunità araba in Israele.

Si passa poi alla situazione in Cisgiordania, dove l’operazione militare israeliana “Muro di Ferro” si è estesa da Jenin a Nablus e Tulkarem, riportando i carri armati nella West Bank dopo anni. Il ministro della Difesa israeliano ha annunciato che l’esercito resterà nei campi profughi della Cisgiordania per tutto l’anno, nel tentativo di eliminare potenziali minacce terroristiche, ma con il rischio di colpire anche i civili.

Il focus si sposta poi su Guy Gilboa Dalal, uno degli ostaggi israeliani ancora detenuti a Gaza. Suo padre ha lanciato un appello a Steve Witkoff, uomo vicino a Trump in Medio Oriente, per ottenere il rilascio del figlio e degli altri prigionieri. Nel frattempo, i negoziati per il cessate il fuoco a Gaza continuano.

Si chiude con l’incontro tra Macron e Trump, la posizione della Russia, che offre agli USA collaborazioni economiche vantaggiose, e il ruolo dell’Ucraina nell’accordo sulle terre rare con gli Stati Uniti.

BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Wed, 26 Feb 2025 09:03:00 -0000</pubDate>
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Si passa poi alla situazione in Cisgiordania, dove l’operazione militare israeliana “Muro di Ferro” si è estesa da Jenin a Nablus e Tulkarem, riportando i carri armati nella West Bank dopo anni. Il ministro della Difesa israeliano ha annunciato che l’esercito resterà nei campi profughi della Cisgiordania per tutto l’anno, nel tentativo di eliminare potenziali minacce terroristiche, ma con il rischio di colpire anche i civili.

Il focus si sposta poi su Guy Gilboa Dalal, uno degli ostaggi israeliani ancora detenuti a Gaza. Suo padre ha lanciato un appello a Steve Witkoff, uomo vicino a Trump in Medio Oriente, per ottenere il rilascio del figlio e degli altri prigionieri. Nel frattempo, i negoziati per il cessate il fuoco a Gaza continuano.

Si chiude con l’incontro tra Macron e Trump, la posizione della Russia, che offre agli USA collaborazioni economiche vantaggiose, e il ruolo dell’Ucraina nell’accordo sulle terre rare con gli Stati Uniti.

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        <![CDATA[<p>Partiamo dal caso di Nidal Badarny, un comico arabo-israeliano arrestato e interrogato dalla polizia per alcune sue battute satiriche su Hamas e il conflitto israelo-palestinese. Badarny ha denunciato l’accaduto come un tentativo di intimidazione nei confronti della comunità araba in Israele.</p><p><br></p><p>Si passa poi alla situazione in Cisgiordania, dove l’operazione militare israeliana “Muro di Ferro” si è estesa da Jenin a Nablus e Tulkarem, riportando i carri armati nella West Bank dopo anni. Il ministro della Difesa israeliano ha annunciato che l’esercito resterà nei campi profughi della Cisgiordania per tutto l’anno, nel tentativo di eliminare potenziali minacce terroristiche, ma con il rischio di colpire anche i civili.</p><p><br></p><p>Il focus si sposta poi su Guy Gilboa Dalal, uno degli ostaggi israeliani ancora detenuti a Gaza. Suo padre ha lanciato un appello a Steve Witkoff, uomo vicino a Trump in Medio Oriente, per ottenere il rilascio del figlio e degli altri prigionieri. Nel frattempo, i negoziati per il cessate il fuoco a Gaza continuano.</p><p><br></p><p>Si chiude con l’incontro tra Macron e Trump, la posizione della Russia, che offre agli USA collaborazioni economiche vantaggiose, e il ruolo dell’Ucraina nell’accordo sulle terre rare con gli Stati Uniti.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 40 - Gli USA vanno allo scontro con l’Unione Europea</title>
      <description>Ieri, 24 febbraio, è stato l'anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. Elena Testi condivide la sua esperienza diretta in Ucraina, ricordando i treni affollati di donne e bambini in fuga e la sensazione di impotenza che si prova di fronte alla guerra.

Nel frattempo, il presidente ucraino Zelensky ha espresso la speranza di porre fine alla guerra entro la fine di quest’anno, pur avvertendo che la Russia potrebbe tornare fra dieci anni se non saranno adottate misure adeguate. Questo discorso giunge proprio mentre i leader mondiali si sono incontrati a Kiev. 
Gli Stati Uniti, infatti, hanno scelto di non supportare la risoluzione ucraina, aprendo una frattura tra le alleanze internazionali.

BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Tue, 25 Feb 2025 06:50:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Ieri, 24 febbraio, è stato l'anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. Elena Testi condivide la sua esperienza diretta in Ucraina, ricordando i treni affollati di donne e bambini in fuga e la sensazione di impotenza che si prova di fronte alla guerra.

Nel frattempo, il presidente ucraino Zelensky ha espresso la speranza di porre fine alla guerra entro la fine di quest’anno, pur avvertendo che la Russia potrebbe tornare fra dieci anni se non saranno adottate misure adeguate. Questo discorso giunge proprio mentre i leader mondiali si sono incontrati a Kiev. 
Gli Stati Uniti, infatti, hanno scelto di non supportare la risoluzione ucraina, aprendo una frattura tra le alleanze internazionali.

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    <item>
      <title>Ep. 39 - Vertice in Ucraina mentre in Germania sfonda Afd</title>
      <description>In questa puntata analizziamo il risultato delle elezioni in Germania, con la CDU al primo posto e l’exploit dell’AfD, sostenuto dall’amministrazione americana e da figure come Elon Musk. Ripercorriamo il contesto politico che ha favorito la crescita dell’ultradestra tedesca, con il ruolo cruciale di Alice Weidel e i legami internazionali del partito.

Parliamo poi del recente attacco a Monaco di Baviera e di come la politica e i media abbiano trattato l’evento. Approfondiamo le dichiarazioni del vicepresidente USA JD Vance e il loro impatto sulla politica europea.

Infine, a tre anni dall’invasione russa, ci spostiamo in Ucraina, dove 13 leader mondiali si sono riuniti per il vertice chiesto da Zelensky.

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      <pubDate>Mon, 24 Feb 2025 07:47:00 -0000</pubDate>
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Parliamo poi del recente attacco a Monaco di Baviera e di come la politica e i media abbiano trattato l’evento. Approfondiamo le dichiarazioni del vicepresidente USA JD Vance e il loro impatto sulla politica europea.

Infine, a tre anni dall’invasione russa, ci spostiamo in Ucraina, dove 13 leader mondiali si sono riuniti per il vertice chiesto da Zelensky.

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    <item>
      <title>Ep. 38 - Bibi spera nella ripresa della guerra: ecco i 4 scenari</title>
      <description>Nella puntata di oggi iniziamo con il discorso infuocato di Donald Trump, che, durante la chiusura della convention dei Democratici, ha sparato a zero contro Joe Biden e rilanciato le sue posizioni sulla guerra in Ucraina. Ma la notizia che ha dominato l'attenzione è stata il licenziamento di Charles Q. Brown, capo dello stato maggiore USA, un atto che segna un cambio di rotta radicale nella politica americana. La motivazione? Troppo concentrato sulla diversità e l'equità, piuttosto che sulle capacità militari. 

Uno sguardo alla geopolitica in Medio Oriente, dove Israele ha intensificato i bombardamenti in Libano dopo la morte di Nasrallah, e la guerra con Hezbollah ha raggiunto un altro triste capitolo. Oggi si celebra il funerale del leader di Hezbollah, mentre nuovi sviluppi riguardano il rilascio degli ostaggi israeliani, con scene emozionanti e appelli disperati a Netanyahu.

La puntata si conclude con uno sguardo agli scenari possibili nelle prossime settimane: proseguimento del cessate il fuoco, eventuale ripresa delle ostilità, o la firma di un accordo che potrebbe cambiare il corso degli eventi. 

BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Sun, 23 Feb 2025 10:41:00 -0000</pubDate>
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Uno sguardo alla geopolitica in Medio Oriente, dove Israele ha intensificato i bombardamenti in Libano dopo la morte di Nasrallah, e la guerra con Hezbollah ha raggiunto un altro triste capitolo. Oggi si celebra il funerale del leader di Hezbollah, mentre nuovi sviluppi riguardano il rilascio degli ostaggi israeliani, con scene emozionanti e appelli disperati a Netanyahu.

La puntata si conclude con uno sguardo agli scenari possibili nelle prossime settimane: proseguimento del cessate il fuoco, eventuale ripresa delle ostilità, o la firma di un accordo che potrebbe cambiare il corso degli eventi. 

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        <![CDATA[<p>Nella puntata di oggi iniziamo con il discorso infuocato di Donald Trump, che, durante la chiusura della convention dei Democratici, ha sparato a zero contro Joe Biden e rilanciato le sue posizioni sulla guerra in Ucraina. Ma la notizia che ha dominato l'attenzione è stata il licenziamento di Charles Q. Brown, capo dello stato maggiore USA, un atto che segna un cambio di rotta radicale nella politica americana. La motivazione? Troppo concentrato sulla diversità e l'equità, piuttosto che sulle capacità militari. </p><p><br></p><p>Uno sguardo alla geopolitica in Medio Oriente, dove Israele ha intensificato i bombardamenti in Libano dopo la morte di Nasrallah, e la guerra con Hezbollah ha raggiunto un altro triste capitolo. Oggi si celebra il funerale del leader di Hezbollah, mentre nuovi sviluppi riguardano il rilascio degli ostaggi israeliani, con scene emozionanti e appelli disperati a Netanyahu.</p><p><br></p><p>La puntata si conclude con uno sguardo agli scenari possibili nelle prossime settimane: proseguimento del cessate il fuoco, eventuale ripresa delle ostilità, o la firma di un accordo che potrebbe cambiare il corso degli eventi. </p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 37 -  La follia va in scena sul palco dei conservatori americani</title>
      <description>Partiamo da Steve Bannon, ex stratega di Trump, che sul palco della CPAC ha fatto un gesto interpretato come un saluto romano, accolto con entusiasmo dal pubblico. Un episodio che ha spinto il leader del Rassemblement National, Jordan Bardella, a prendere le distanze.

Non solo Bannon: anche Elon Musk ha fatto parlare di sé alla CPAC, brandendo una motosega ricevuta in regalo dal presidente argentino Javier Milei e lanciando dichiarazioni inquietanti sulla Federal Reserve.

Intanto, sul fronte geopolitico, il consigliere americano Michael Waltz ha rivelato un’inedita conversazione tra Trump, Putin e Zelensky, con l’ex presidente USA che si sarebbe proposto come mediatore del conflitto.

BuongiornoMondo, partiamo da qui
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      <pubDate>Sat, 22 Feb 2025 07:52:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Partiamo da Steve Bannon, ex stratega di Trump, che sul palco della CPAC ha fatto un gesto interpretato come un saluto romano, accolto con entusiasmo dal pubblico. Un episodio che ha spinto il leader del Rassemblement National, Jordan Bardella, a prendere le distanze.

Non solo Bannon: anche Elon Musk ha fatto parlare di sé alla CPAC, brandendo una motosega ricevuta in regalo dal presidente argentino Javier Milei e lanciando dichiarazioni inquietanti sulla Federal Reserve.

Intanto, sul fronte geopolitico, il consigliere americano Michael Waltz ha rivelato un’inedita conversazione tra Trump, Putin e Zelensky, con l’ex presidente USA che si sarebbe proposto come mediatore del conflitto.

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      <title>Ep. 36 - Trump, il presidente che crede a tutti. Ma solo se sono nemici</title>
      <description>Sergey Lavrov, ministro degli esteri russo, incontra il suo omologo cinese Wang Yi, ribadendo la solidità dei legami tra Russia e Cina. Nel frattempo, le tensioni tra Donald Trump e l'Ucraina si intensificano, con l'inviato speciale degli Stati Uniti, Keth Kellog, che arriva a Kiev per cercare di placare le acque tra Trump e Zelensky.

Ma mentre le dinamiche politiche si surriscaldano, a Kiev le sirene antiaeree squillano, e l'atmosfera di guerra si fa ogni giorno più pesante.

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      <pubDate>Fri, 21 Feb 2025 06:50:00 -0000</pubDate>
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Ma mentre le dinamiche politiche si surriscaldano, a Kiev le sirene antiaeree squillano, e l'atmosfera di guerra si fa ogni giorno più pesante.

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    <item>
      <title>Ep. 35 - La nuova alleanza, ecco l'uomo russo che la guida</title>
      <description>Ci troviamo davanti a un bivio politico e strategico che cambia il corso della guerra in Ucraina e ridefinisce i rapporti tra le superpotenze mondiali. Le dichiarazioni di Trump, il botta e risposta con Zelensky e la posizione defilata ma strategica di Vladimir Putin ci lasciano con una domanda inquietante: dove stiamo andando?

Analizziamo gli scenari futuri, le implicazioni economiche e diplomatiche di questo improvviso cambio di rotta. 

BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Thu, 20 Feb 2025 09:37:00 -0000</pubDate>
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Analizziamo gli scenari futuri, le implicazioni economiche e diplomatiche di questo improvviso cambio di rotta. 

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    <item>
      <title>Ep. 34 - Gli Stati Uniti tentano di colonizzare l'Ucraina</title>
      <description>Giornate difficili da decifrare, un po’ come il meteo incerto di Roma. Ma se c’è un luogo dove il clima politico si sta facendo più chiaro, è Riyad. Qui, tra strette di mano e dichiarazioni strategiche, Usa e Russia iniziano un dialogo di disgelo. Marco Rubio, segretario di Stato americano, parla di pace in Ucraina e opportunità economiche, mentre la delegazione russa punta tutto sul mercato. E Zelensky? Stanco, isolato e di fronte a una proposta americana che sa di colonizzazione economica.

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      <pubDate>Wed, 19 Feb 2025 07:57:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Giornate difficili da decifrare, un po’ come il meteo incerto di Roma. Ma se c’è un luogo dove il clima politico si sta facendo più chiaro, è Riyad. Qui, tra strette di mano e dichiarazioni strategiche, Usa e Russia iniziano un dialogo di disgelo. Marco Rubio, segretario di Stato americano, parla di pace in Ucraina e opportunità economiche, mentre la delegazione russa punta tutto sul mercato. E Zelensky? Stanco, isolato e di fronte a una proposta americana che sa di colonizzazione economica.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 33 - Unione Europea, il fallimento del vertice di Parigi</title>
      <description>Un vertice che divide, un futuro incerto per la NATO e un’Europa che corre contro il tempo. Da Parigi, tra dichiarazioni ufficiali e retroscena, analizziamo le mosse dei leader europei e il peso delle scelte in gioco: l’invio di truppe in Ucraina, la sicurezza del continente e le pressioni degli Stati Uniti.

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      <pubDate>Tue, 18 Feb 2025 07:58:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Un vertice che divide, un futuro incerto per la NATO e un’Europa che corre contro il tempo. Da Parigi, tra dichiarazioni ufficiali e retroscena, analizziamo le mosse dei leader europei e il peso delle scelte in gioco: l’invio di truppe in Ucraina, la sicurezza del continente e le pressioni degli Stati Uniti.</p><p><br></p><p>BuongiornoMondo, partiamo da qui.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 32 - L’Unione Europea corre ai ripari</title>
      <description>In questa puntata, analizziamo gli sviluppi cruciali legati alla sicurezza globale e le implicazioni per l'Europa e gli Stati Uniti. Il vertice di Monaco sulla sicurezza ha segnato l’inizio di un dibattito profondo sulle divergenze tra gli USA e l'Europa, con JD Vance che ha scatenato una reazione gelida affermando che i due continenti stanno prendendo strade separate. Nel frattempo, Donald Trump ha avviato discussioni con Mosca, mettendo in discussione l'intervento dell'Europa e l'orientamento della guerra in Ucraina.
I funzionari europei temono che un accordo di pace ingiusto possa minare la sicurezza collettiva del continente, lasciando la NATO vulnerabile. La situazione diventa ancora più complessa con la minaccia della Russia di espandere la sua influenza, in particolare verso i paesi baltici.

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      <pubDate>Mon, 17 Feb 2025 06:47:00 -0000</pubDate>
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I funzionari europei temono che un accordo di pace ingiusto possa minare la sicurezza collettiva del continente, lasciando la NATO vulnerabile. La situazione diventa ancora più complessa con la minaccia della Russia di espandere la sua influenza, in particolare verso i paesi baltici.

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    <item>
      <title>Ep. 31 - L’uomo che ha scalato gli USA lascia solo l’Europa</title>
      <description>Mentre l’attenzione è ancora puntata su Sanremo, oggi parliamo di un’altra voce che dovreste ricordare bene: quella di JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti. Il suo discorso alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco ha fatto tremare l’Europa e segnato un cambio di rotta nei rapporti tra USA e UE. Cosa significa per l’Ucraina? E per noi?

Dal sogno americano alle posizioni ultra-conservatrici, analizziamo il profilo di Vance e il suo impatto sulla politica globale. Nel frattempo, Macron si muove per ricompattare l’Europa, mentre Putin e Trump pianificano un possibile incontro in Arabia Saudita. Infine, un aggiornamento dal Medio Oriente sulla liberazione degli ostaggi israeliani.

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      <pubDate>Sun, 16 Feb 2025 13:46:00 -0000</pubDate>
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Dal sogno americano alle posizioni ultra-conservatrici, analizziamo il profilo di Vance e il suo impatto sulla politica globale. Nel frattempo, Macron si muove per ricompattare l’Europa, mentre Putin e Trump pianificano un possibile incontro in Arabia Saudita. Infine, un aggiornamento dal Medio Oriente sulla liberazione degli ostaggi israeliani.

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    <item>
      <title>Ep. 30 - JD Vance attacca l’Europa. Nessun piano per l’Ucraina</title>
      <description>In questa puntata, analizziamo i principali sviluppi della politica estera mondiale partendo dalla conferenza di Monaco sulla sicurezza. JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, ha suscitato scalpore con un discorso che ha messo in dubbio i valori fondamentali dell'Europa, suggerendo che la minaccia più grande per il continente non venga da Russia o Cina, ma dall'interno dell'UE stessa, accusandola di censura e di allontanamento dai principi democratici.

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      <pubDate>Sat, 15 Feb 2025 13:15:00 -0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Ep. 29 - La Casa Bianca diventa putiniana e dice addio a Zelensky</title>
      <description>Nella puntata di oggi, partiamo con Trump, che sogna il Nobel per la Pace mentre cerca di mediare la situazione in Ucraina. Cosa c'è dietro questa mossa? E quanto è davvero positiva una pace a qualsiasi prezzo?

Passiamo, poi, al rapporto tra Trump e Putin, con la Russia che sembra voler riallacciare i legami con gli Stati Uniti, facendo leva sull'economia. 

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      <pubDate>Fri, 14 Feb 2025 06:50:00 -0000</pubDate>
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Passiamo, poi, al rapporto tra Trump e Putin, con la Russia che sembra voler riallacciare i legami con gli Stati Uniti, facendo leva sull'economia. 

BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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    <item>
      <title>Ep. 28 - Trump e Putin, prove di pace</title>
      <description>In questa puntata, parliamo di una telefonata storica tra Donald Trump e Vladimir Putin, con discussioni su Ucraina, intelligenza artificiale ed economia globale. Esploriamo anche il ruolo degli Stati Uniti nelle trattative di pace e le ultime dichiarazioni da parte di leader internazionali come il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, sulla situazione a Gaza. 

Geopolitica, conflitti e sfide della diplomazia internazionale. BuongiornoMondo, partiamo da qui. 
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      <pubDate>Thu, 13 Feb 2025 06:49:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>In questa puntata, parliamo di una telefonata storica tra Donald Trump e Vladimir Putin, con discussioni su Ucraina, intelligenza artificiale ed economia globale. Esploriamo anche il ruolo degli Stati Uniti nelle trattative di pace e le ultime dichiarazioni da parte di leader internazionali come il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, sulla situazione a Gaza. </p><p><br></p><p>Geopolitica, conflitti e sfide della diplomazia internazionale. BuongiornoMondo, partiamo da qui. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Ep. 27 -  Zelensky cede l’Ucraina e Israele si prepara.</title>
      <description>Dicembre 2019: Zelensky e Putin si incontrano a Parigi. È il loro primo e unico faccia a faccia. Ridono, parlano, ma l’incontro è un fallimento. Due anni dopo, quando Zelensky prova a chiamare Putin per fermare l’invasione, il telefono squilla a vuoto.

Oggi, nel 2025, Trump annuncia di voler mettere fine alla guerra in Ucraina. Zelensky si dice pronto a negoziare, persino a cedere il Kursk. Ma Trump ha anche un altro obiettivo: le terre rare ucraine.

BuongiornoMondo, partiamo da qui.
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      <pubDate>Wed, 12 Feb 2025 06:40:00 -0000</pubDate>
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Oggi, nel 2025, Trump annuncia di voler mettere fine alla guerra in Ucraina. Zelensky si dice pronto a negoziare, persino a cedere il Kursk. Ma Trump ha anche un altro obiettivo: le terre rare ucraine.

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      <title>Ep.26 - Trump compra Gaza, tregua in bilico</title>
      <description>A bordo dell’Air Force One, Donald Trump risponde con una dichiarazione surreale: vuole comprare Gaza e possederla. Una frase che i media internazionali quasi ignorano, ma che si inserisce in un contesto esplosivo. 

Alla Knesset, il parlamento israeliano, si scatena il caos: tra urla, accuse e deputati trascinati fuori dall’aula, il primo ministro Netanyahu difende il suo operato e la sua intesa con Trump. 

Nel frattempo, Hamas annuncia il ritardo nel rilascio degli ostaggi, accusando Israele di violare il cessate il fuoco. La fragile tregua reggerà ancora?
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      <pubDate>Tue, 11 Feb 2025 07:04:00 -0000</pubDate>
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Alla Knesset, il parlamento israeliano, si scatena il caos: tra urla, accuse e deputati trascinati fuori dall’aula, il primo ministro Netanyahu difende il suo operato e la sua intesa con Trump. 

Nel frattempo, Hamas annuncia il ritardo nel rilascio degli ostaggi, accusando Israele di violare il cessate il fuoco. La fragile tregua reggerà ancora?
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        <![CDATA[<p>A bordo dell’Air Force One, Donald Trump risponde con una dichiarazione surreale: vuole comprare Gaza e possederla. Una frase che i media internazionali quasi ignorano, ma che si inserisce in un contesto esplosivo. </p><p><br></p><p>Alla Knesset, il parlamento israeliano, si scatena il caos: tra urla, accuse e deputati trascinati fuori dall’aula, il primo ministro Netanyahu difende il suo operato e la sua intesa con Trump. </p><p><br></p><p>Nel frattempo, Hamas annuncia il ritardo nel rilascio degli ostaggi, accusando Israele di violare il cessate il fuoco. La fragile tregua reggerà ancora?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 25 - Trump al telefono con Putin e istituisce l’ufficio della fede</title>
      <description>In questa puntata parliamo di un'immagine che sta facendo il giro del mondo, una foto pubblicata dalla Casa Bianca che ritrae Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, in un contesto che ha suscitato numerosi commenti: seduto alla scrivania ovale, con lo staff che prega rivolto verso di lui. La didascalia della foto cita un versetto biblico, facendo apparire Trump come un pacificatore e unificatore. Ma sarà davvero così?

Inoltre, approfondiamo un recente evento che ha segnato la sua carriera politica: l'attentato subito nel luglio 2024, dove Trump si salva miracolosamente e attribuisce il suo salvataggio a una volontà divina. Parleremo anche delle sue ultime dichiarazioni riguardo la guerra in Ucraina e il suo rapporto con il presidente russo Putin, in contrasto con le affermazioni del presidente ucraino Zelensky.
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      <pubDate>Mon, 10 Feb 2025 06:50:00 -0000</pubDate>
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Inoltre, approfondiamo un recente evento che ha segnato la sua carriera politica: l'attentato subito nel luglio 2024, dove Trump si salva miracolosamente e attribuisce il suo salvataggio a una volontà divina. Parleremo anche delle sue ultime dichiarazioni riguardo la guerra in Ucraina e il suo rapporto con il presidente russo Putin, in contrasto con le affermazioni del presidente ucraino Zelensky.
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      <title>Ep. 24 - Trump condanna i paesi poveri</title>
      <description>Donald Trump ride e scherza con la stampa mentre annuncia il drastico ridimensionamento dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, considerata “corrotta” e inefficiente. Elon Musk, alla guida del nuovo “Dipartimento per l’efficienza del governo”, ha avviato lo smantellamento dell’agenzia, lasciando in sospeso aiuti vitali per milioni di persone nel mondo. Un tribunale ha bloccato temporaneamente il piano, ma il futuro degli aiuti umanitari resta incerto.

Nel frattempo, in Medio Oriente, Hamas mette in scena la liberazione di tre ostaggi israeliani, scatenando polemiche e tensioni a Tel Aviv. Le immagini dei prigionieri, visibilmente provati, alimentano il dibattito su un possibile cessate il fuoco a Gaza, mentre Netanyahu rientra da Washington tra critiche e accuse.
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      <pubDate>Sun, 09 Feb 2025 10:32:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Donald Trump ride e scherza con la stampa mentre annuncia il drastico ridimensionamento dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, considerata “corrotta” e inefficiente. Elon Musk, alla guida del nuovo “Dipartimento per l’efficienza del governo”, ha avviato lo smantellamento dell’agenzia, lasciando in sospeso aiuti vitali per milioni di persone nel mondo. Un tribunale ha bloccato temporaneamente il piano, ma il futuro degli aiuti umanitari resta incerto.

Nel frattempo, in Medio Oriente, Hamas mette in scena la liberazione di tre ostaggi israeliani, scatenando polemiche e tensioni a Tel Aviv. Le immagini dei prigionieri, visibilmente provati, alimentano il dibattito su un possibile cessate il fuoco a Gaza, mentre Netanyahu rientra da Washington tra critiche e accuse.
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      <title>Ep. 23 - 79 paesi contro le sanzioni di Trump: l’Italia non firma</title>
      <description>L'8 dicembre 2024, la Siria ha vissuto una notte storica, quella in cui il popolo ha festeggiato la cacciata di Bashar al-Assad.Gruppi di uomini saltavano sulle auto, fucili in mano, mentre le donne, in lacrime, gridavano alla stampa: "Finalmente siamo liberi di parlare". 
Nei giorni seguenti, la festa si è trasformata in una lunga e dolorosa ricerca: migliaia di siriani si sono diretti verso la prigione di Sednaya, alla ricerca dei propri cari arrestati dal regime. Con le dita scorrevano i registri, cercando i nomi dei prigionieri. E poi, le fosse comuni, le testimonianze di una tragedia che ha segnato la Siria per anni.

In questo episodio esploriamo, poi, il ruolo della Corte Penale Internazionale, un tribunale indipendente, che si occupa di crimini internazionali come genocidio e crimini contro l'umanità. Nonostante 125 paesi siano firmatari del trattato che l'ha istituita, Israele, Stati Uniti, Russia e Sudan si sono astenuti dalla ratifica.

Mentre il mondo si interroga sull'efficacia di tale organismo, Donald Trump emette un ordine esecutivo per sanzionare il tribunale, accusandolo di mirare a Stati Uniti, Israele e ai suoi alleati. La discussione sulla CPI si intreccia con il passato e il presente delle sanzioni internazionali e con le sfide geopolitiche. 
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      <pubDate>Sat, 08 Feb 2025 06:58:00 -0000</pubDate>
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Nei giorni seguenti, la festa si è trasformata in una lunga e dolorosa ricerca: migliaia di siriani si sono diretti verso la prigione di Sednaya, alla ricerca dei propri cari arrestati dal regime. Con le dita scorrevano i registri, cercando i nomi dei prigionieri. E poi, le fosse comuni, le testimonianze di una tragedia che ha segnato la Siria per anni.

In questo episodio esploriamo, poi, il ruolo della Corte Penale Internazionale, un tribunale indipendente, che si occupa di crimini internazionali come genocidio e crimini contro l'umanità. Nonostante 125 paesi siano firmatari del trattato che l'ha istituita, Israele, Stati Uniti, Russia e Sudan si sono astenuti dalla ratifica.

Mentre il mondo si interroga sull'efficacia di tale organismo, Donald Trump emette un ordine esecutivo per sanzionare il tribunale, accusandolo di mirare a Stati Uniti, Israele e ai suoi alleati. La discussione sulla CPI si intreccia con il passato e il presente delle sanzioni internazionali e con le sfide geopolitiche. 
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      <title>Ep. 22 - Trump e Putin, arriva il momento dell'incontro</title>
      <description>In questa puntata, partiamo dal fastoso giuramento di Vladimir Putin per il suo quinto mandato da presidente della Russia. Ripercorriamo le radici della sua ossessione per la storia russa, nata durante la pandemia, e il documento del 2021 che anticipava l’invasione dell’Ucraina.

Passiamo poi alle ultime notizie dal conflitto: la Francia ha consegnato nuovi caccia a Kiev, mentre si parla di un possibile incontro tra Donald Trump e Putin. Ma un cessate il fuoco sembra ancora lontano, con Mosca che respinge qualsiasi ipotesi di tregua.

Infine, ci spostiamo in Medio Oriente. Trump propone un piano controverso per Gaza, parlando di reinsediamento dei palestinesi nei paesi arabi. Nel frattempo, in Cisgiordania, Medici Senza Frontiere denuncia una situazione drammatica: ospedali assediati, operatori sanitari sotto attacco e pazienti che muoiono perché non possono ricevere cure.
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      <pubDate>Fri, 07 Feb 2025 09:08:00 -0000</pubDate>
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Passiamo poi alle ultime notizie dal conflitto: la Francia ha consegnato nuovi caccia a Kiev, mentre si parla di un possibile incontro tra Donald Trump e Putin. Ma un cessate il fuoco sembra ancora lontano, con Mosca che respinge qualsiasi ipotesi di tregua.

Infine, ci spostiamo in Medio Oriente. Trump propone un piano controverso per Gaza, parlando di reinsediamento dei palestinesi nei paesi arabi. Nel frattempo, in Cisgiordania, Medici Senza Frontiere denuncia una situazione drammatica: ospedali assediati, operatori sanitari sotto attacco e pazienti che muoiono perché non possono ricevere cure.
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    <item>
      <title>Ep. 21 - Gioco di Trump e le voci da Gaza</title>
      <description>Sei mesi fa, il 27 luglio 2024, Donald Trump e Benjamin Netanyahu si incontravano a Mar-a-Lago. Un incontro cruciale, che ha segnato il corso della guerra a Gaza. 
Trump pone una condizione chiara: se vincerà le elezioni, Netanyahu dovrà firmare un cessate il fuoco prima del suo insediamento alla Casa Bianca. E così accade. Intanto, ieri è emerso che un accordo più vantaggioso per Israele era già pronto ad aprile, rivelazione che getta nuove ombre sulla gestione del conflitto.

Ma l’attenzione del mondo oggi è tutta su un’altra dichiarazione di Trump: vuole trasformare Gaza nella “riviera del Medio Oriente”, sotto il controllo degli Stati Uniti. Un piano giudicato da molti analisti come impraticabile, illegale e irrealizzabile. Bluff o strategia politica? Nel frattempo, da dentro la Striscia, la realtà è ben diversa, come ci racconta Francesco Sacchi di Emergency.
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      <pubDate>Thu, 06 Feb 2025 08:10:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Sei mesi fa, il 27 luglio 2024, Donald Trump e Benjamin Netanyahu si incontravano a Mar-a-Lago. Un incontro cruciale, che ha segnato il corso della guerra a Gaza. 
Trump pone una condizione chiara: se vincerà le elezioni, Netanyahu dovrà firmare un cessate il fuoco prima del suo insediamento alla Casa Bianca. E così accade. Intanto, ieri è emerso che un accordo più vantaggioso per Israele era già pronto ad aprile, rivelazione che getta nuove ombre sulla gestione del conflitto.

Ma l’attenzione del mondo oggi è tutta su un’altra dichiarazione di Trump: vuole trasformare Gaza nella “riviera del Medio Oriente”, sotto il controllo degli Stati Uniti. Un piano giudicato da molti analisti come impraticabile, illegale e irrealizzabile. Bluff o strategia politica? Nel frattempo, da dentro la Striscia, la realtà è ben diversa, come ci racconta Francesco Sacchi di Emergency.
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      <title>Ep. 20 - Via i palestinesi da Gaza, sarà la Rimini del Medio Oriente</title>
      <description>Analizziamo le recenti dichiarazioni di Donald Trump e la crescente tensione in Medio Oriente. 

Durante un incontro con il primo ministro israeliano, Netanyahu, Trump ha suscitato stupore annunciando un futuro radicale per Gaza, sostenendo che due milioni di palestinesi dovrebbero essere trasferiti in Egitto e Giordania, con gli Stati Uniti a "controllare" la Striscia. Le reazioni non si sono fatte attendere: Hamas ha espresso il suo disappunto, minacciando nuove conflittualità. 
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      <pubDate>Wed, 05 Feb 2025 10:33:00 -0000</pubDate>
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Durante un incontro con il primo ministro israeliano, Netanyahu, Trump ha suscitato stupore annunciando un futuro radicale per Gaza, sostenendo che due milioni di palestinesi dovrebbero essere trasferiti in Egitto e Giordania, con gli Stati Uniti a "controllare" la Striscia. Le reazioni non si sono fatte attendere: Hamas ha espresso il suo disappunto, minacciando nuove conflittualità. 
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      <title>Ep. 19 - Trump e la politica del ricatto</title>
      <description>Quando cambia un'amministrazione negli Stati Uniti, il mondo intero sente gli effetti. Gli USA, con la loro centralità economica e geopolitica, hanno il potere di mescolare le carte a livello globale, e oggi parleremo proprio di come stanno cambiando le regole del gioco.

L’economia gioca un ruolo cruciale nelle tensioni internazionali. I dazi imposti da Trump sono un altro fronte aperto, con le ultime decisioni che coinvolgono il Messico e l’intero scenario economico globale. Parleremo delle ragioni dietro questa “guerra commerciale” e ascolteremo l’analisi di Gianni Del Vecchio, esperto di economia e co-direttore dell’HuffPost.
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      <pubDate>Tue, 04 Feb 2025 06:43:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Quando cambia un'amministrazione negli Stati Uniti, il mondo intero sente gli effetti. Gli USA, con la loro centralità economica e geopolitica, hanno il potere di mescolare le carte a livello globale, e oggi parleremo proprio di come stanno cambiando le regole del gioco.</p><p><br></p><p>L’economia gioca un ruolo cruciale nelle tensioni internazionali. I dazi imposti da Trump sono un altro fronte aperto, con le ultime decisioni che coinvolgono il Messico e l’intero scenario economico globale. Parleremo delle ragioni dietro questa “guerra commerciale” e ascolteremo l’analisi di Gianni Del Vecchio, esperto di economia e co-direttore dell’HuffPost.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 18 - Dazi, e adesso?</title>
      <description>In questa puntata, ci concentriamo sulle ultime mosse di Donald Trump che, dopo aver firmato un ordine esecutivo per imporre dazi su Canada, Messico e Cina, ha scatenato una vera e propria guerra economica che ha le potenzialità di scuotere i mercati globali. Con il 25% di dazi sui prodotti canadesi e messicani e il 10% sui beni cinesi, le previsioni economiche sono in fermento e il Canada ha già risposto con una mossa contro i prodotti americani. 
Ma quali saranno le ripercussioni globali nei prossimi mesi? 
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      <pubDate>Mon, 03 Feb 2025 09:55:00 -0000</pubDate>
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Ma quali saranno le ripercussioni globali nei prossimi mesi? 
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    <item>
      <title>Ep. 17 -  Inizia l’epoca delle vendette di Trump</title>
      <description>In questa puntata, partiamo dall'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, descritto da molti come un tentativo di colpo di stato. La folla inferocita che ha invaso il Campidoglio per protestare contro l'elezione di Joe Biden. Donald Trump, inizialmente entusiasta della manifestazione, è stato costretto a placare i suoi sostenitori solo alla fine. Quel giorno segnerà un punto di svolta nella sua presidenza.

Passiamo poi a un'importante notizia politica: Donald Trump, di nuovo alla Casa Bianca, ha concesso la grazia a 1.500 manifestanti accusati di aver preso parte all'assalto a Capitol Hill. Nel frattempo, il presidente sta attuando una serie di licenziamenti all'interno dell'FBI, rimuovendo chi ha indagato sull'assalto al Campidoglio. Un atto che alimenta preoccupazioni sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Infine, ci spostiamo in Medio Oriente, dove centinaia di persone si sono radunate al valico di Rafah, al confine tra Egitto e Gaza, per protestare contro le dichiarazioni di Trump riguardo alla Striscia. Il presidente ha richiesto a Giordania ed Egitto di accogliere un milione e mezzo di palestinesi. Tuttavia, i leader arabi hanno respinto la proposta, pur lasciando aperta la possibilità di collaborare con l’amministrazione Trump per una "giusta pace".
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      <pubDate>Sun, 02 Feb 2025 07:15:00 -0000</pubDate>
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Passiamo poi a un'importante notizia politica: Donald Trump, di nuovo alla Casa Bianca, ha concesso la grazia a 1.500 manifestanti accusati di aver preso parte all'assalto a Capitol Hill. Nel frattempo, il presidente sta attuando una serie di licenziamenti all'interno dell'FBI, rimuovendo chi ha indagato sull'assalto al Campidoglio. Un atto che alimenta preoccupazioni sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Infine, ci spostiamo in Medio Oriente, dove centinaia di persone si sono radunate al valico di Rafah, al confine tra Egitto e Gaza, per protestare contro le dichiarazioni di Trump riguardo alla Striscia. Il presidente ha richiesto a Giordania ed Egitto di accogliere un milione e mezzo di palestinesi. Tuttavia, i leader arabi hanno respinto la proposta, pur lasciando aperta la possibilità di collaborare con l’amministrazione Trump per una "giusta pace".
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        <![CDATA[<p>In questa puntata, partiamo dall'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, descritto da molti come un tentativo di colpo di stato. La folla inferocita che ha invaso il Campidoglio per protestare contro l'elezione di Joe Biden. Donald Trump, inizialmente entusiasta della manifestazione, è stato costretto a placare i suoi sostenitori solo alla fine. Quel giorno segnerà un punto di svolta nella sua presidenza.</p><p><br></p><p>Passiamo poi a un'importante notizia politica: Donald Trump, di nuovo alla Casa Bianca, ha concesso la grazia a 1.500 manifestanti accusati di aver preso parte all'assalto a Capitol Hill. Nel frattempo, il presidente sta attuando una serie di licenziamenti all'interno dell'FBI, rimuovendo chi ha indagato sull'assalto al Campidoglio. Un atto che alimenta preoccupazioni sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.</p><p><br></p><p>Infine, ci spostiamo in Medio Oriente, dove centinaia di persone si sono radunate al valico di Rafah, al confine tra Egitto e Gaza, per protestare contro le dichiarazioni di Trump riguardo alla Striscia. Il presidente ha richiesto a Giordania ed Egitto di accogliere un milione e mezzo di palestinesi. Tuttavia, i leader arabi hanno respinto la proposta, pur lasciando aperta la possibilità di collaborare con l’amministrazione Trump per una "giusta pace".</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 16 - La forza di Gaza</title>
      <description>Partiamo con le ultime dichiarazioni di Donald Trump, che continua a far parlare di sé: il presidente degli Stati Uniti ha annunciato un piano per imporre nuovi dazi all'Unione Europea, alimentando ulteriori tensioni internazionali. Questa mossa arriva dopo giorni complessi, con il mondo che osserva le sue scelte politiche con crescente attenzione.

Poi ci spostiamo in Medio Oriente, dove raccontiamo la drammatica realtà di chi sta tornando a casa a Gaza, cercando di ricostruire ciò che sembra ormai irrecuperabile.

Infine, un focus sul Congo, dove la guerra per il controllo delle ricchezze minerarie ha gettato Goma nel caos. La testimonianza di Virginie Napolitano, coordinatrice di Medici Senza Frontiere, ci offre uno spaccato della situazione, con ospedali sovraccarichi e una comunità che lotta per sopravvivere.
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      <pubDate>Sat, 01 Feb 2025 08:58:00 -0000</pubDate>
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Poi ci spostiamo in Medio Oriente, dove raccontiamo la drammatica realtà di chi sta tornando a casa a Gaza, cercando di ricostruire ciò che sembra ormai irrecuperabile.

Infine, un focus sul Congo, dove la guerra per il controllo delle ricchezze minerarie ha gettato Goma nel caos. La testimonianza di Virginie Napolitano, coordinatrice di Medici Senza Frontiere, ci offre uno spaccato della situazione, con ospedali sovraccarichi e una comunità che lotta per sopravvivere.
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      <title>Ep. 15 - Il caso Almasri e gli interessi italiani in Libia</title>
      <description>Ci addentriamo nel cuore del caso di Almasri. La sua scarcerazione e il rimpatrio in Libia hanno scatenato polemiche, indignazione e un acceso dibattito. La vicenda ha avuto ripercussioni anche sulla politica italiana, con indagini che coinvolgono membri del governo e una crescente attenzione sulla Libia come terreno di scontro geopolitico.

Per approfondire questo caso complesso, intervistiamo Nello Scavo, giornalista di Avvenire, che ci aiuterà a comprendere meglio le ragioni politiche, militari e giuridiche che hanno portato la Libia al centro dell’attenzione internazionale.

In questa puntata, esploriamo le implicazioni di un caso che ha scosso le politiche italiane e internazionali, con riflessi diretti sulle elezioni libiche, il controllo delle risorse petrolifere e le alleanze internazionali. 
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      <pubDate>Fri, 31 Jan 2025 15:08:00 -0000</pubDate>
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Per approfondire questo caso complesso, intervistiamo Nello Scavo, giornalista di Avvenire, che ci aiuterà a comprendere meglio le ragioni politiche, militari e giuridiche che hanno portato la Libia al centro dell’attenzione internazionale.

In questa puntata, esploriamo le implicazioni di un caso che ha scosso le politiche italiane e internazionali, con riflessi diretti sulle elezioni libiche, il controllo delle risorse petrolifere e le alleanze internazionali. 
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      <title>Ep. 14 - Le follie del rampollo Kennedy</title>
      <description>Nella giornata di ieri, l’audizione di Robert F. Kennedy Jr. davanti alla Commissione per le Finanze del Senato degli Stati Uniti ha monopolizzato l'attenzione dei media americani. Tra domande scomode, proteste e accuse, la sua conferma come segretario alla salute del governo di Donald Trump è diventata un tema altamente divisivo. Kennedy Jr. è un personaggio controverso, noto per le sue posizioni anti-vaccino, le teorie complottiste e un passato turbolento che gli ha attirato critiche feroci.
In questo episodio, ci concentriamo sul suo destino politico e sulle forti divisioni che ne derivano, con una possibile battaglia decisiva tra democratici e repubblicani al Senato.

Nel frattempo, in Medio Oriente, la visita di Steve Witkoff, uomo di Trump, a Gaza apre nuovi scenari nelle già delicate relazioni tra USA e Israele.
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      <pubDate>Thu, 30 Jan 2025 06:53:00 -0000</pubDate>
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In questo episodio, ci concentriamo sul suo destino politico e sulle forti divisioni che ne derivano, con una possibile battaglia decisiva tra democratici e repubblicani al Senato.

Nel frattempo, in Medio Oriente, la visita di Steve Witkoff, uomo di Trump, a Gaza apre nuovi scenari nelle già delicate relazioni tra USA e Israele.
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      <title>Ep. 13 - DeepSeek, la Cina e quel ragazzo che fa tremare gli USA</title>
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      <pubDate>Wed, 29 Jan 2025 11:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep. 12 - Il piano per Gaza</title>
      <description>Un fiume di persone si è messo in marcia verso Gaza Nord: 200.000 gazawi tornano alle proprie case distrutte dopo giorni di attesa. 
Ma cosa significa tornare in un luogo in cui il 90% delle abitazioni è stato raso al suolo? 

Oggi analizziamo la complessa situazione geopolitica, dalle richieste di Donald Trump a Giordania ed Egitto di accogliere i profughi palestinesi, alle implicazioni economiche e diplomatiche per i paesi arabi.
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      <pubDate>Tue, 28 Jan 2025 08:34:00 -0000</pubDate>
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Oggi analizziamo la complessa situazione geopolitica, dalle richieste di Donald Trump a Giordania ed Egitto di accogliere i profughi palestinesi, alle implicazioni economiche e diplomatiche per i paesi arabi.
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      <title>Ep. 11 - Via i palestinesi da Gaza </title>
      <description>Centinaia di cittadini libanesi, nel tentativo di tornare nei loro villaggi, si sono trovati di fronte alla realtà di un paese devastato dalla guerra. Il giorno del ritiro delle truppe israeliane si è trasformato in una nuova escalation di violenza, con scontri che hanno causato 22 morti. 

Ci spostiamo poi in Cisgiordania, dove l’arrivo di un nuovo piano di Donald Trump per il Medio Oriente ha sollevato molte preoccupazioni. Il presidente statunitense ha proposto di trasferire un milione e mezzo di palestinesi in Egitto e Giordania, un'idea che non è stata accolta positivamente dai palestinesi, che vedono la loro terra come un bene irrinunciabile. 

A seguire, un approfondimento sulla visita della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Arabia Saudita, dove ha incontrato bin Salman per discutere di politica internazionale e investimenti, in particolare in Africa. 

Infine, un tragico resoconto arriva dal Congo, dove la violenza dei conflitti interni e il coinvolgimento delle truppe ruandesi hanno causato una crisi umanitaria. Medici Senza Frontiere ha documentato la drammatica situazione a Goma, con migliaia di sfollati che vivono in condizioni disperate.
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      <pubDate>Mon, 27 Jan 2025 08:13:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Centinaia di cittadini libanesi, nel tentativo di tornare nei loro villaggi, si sono trovati di fronte alla realtà di un paese devastato dalla guerra. Il giorno del ritiro delle truppe israeliane si è trasformato in una nuova escalation di violenza, con scontri che hanno causato 22 morti. 

Ci spostiamo poi in Cisgiordania, dove l’arrivo di un nuovo piano di Donald Trump per il Medio Oriente ha sollevato molte preoccupazioni. Il presidente statunitense ha proposto di trasferire un milione e mezzo di palestinesi in Egitto e Giordania, un'idea che non è stata accolta positivamente dai palestinesi, che vedono la loro terra come un bene irrinunciabile. 

A seguire, un approfondimento sulla visita della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Arabia Saudita, dove ha incontrato bin Salman per discutere di politica internazionale e investimenti, in particolare in Africa. 

Infine, un tragico resoconto arriva dal Congo, dove la violenza dei conflitti interni e il coinvolgimento delle truppe ruandesi hanno causato una crisi umanitaria. Medici Senza Frontiere ha documentato la drammatica situazione a Goma, con migliaia di sfollati che vivono in condizioni disperate.
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        <![CDATA[<p>Centinaia di cittadini libanesi, nel tentativo di tornare nei loro villaggi, si sono trovati di fronte alla realtà di un paese devastato dalla guerra. Il giorno del ritiro delle truppe israeliane si è trasformato in una nuova escalation di violenza, con scontri che hanno causato 22 morti. </p><p><br></p><p>Ci spostiamo poi in Cisgiordania, dove l’arrivo di un nuovo piano di Donald Trump per il Medio Oriente ha sollevato molte preoccupazioni. Il presidente statunitense ha proposto di trasferire un milione e mezzo di palestinesi in Egitto e Giordania, un'idea che non è stata accolta positivamente dai palestinesi, che vedono la loro terra come un bene irrinunciabile. </p><p><br></p><p>A seguire, un approfondimento sulla visita della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Arabia Saudita, dove ha incontrato bin Salman per discutere di politica internazionale e investimenti, in particolare in Africa. </p><p><br></p><p>Infine, un tragico resoconto arriva dal Congo, dove la violenza dei conflitti interni e il coinvolgimento delle truppe ruandesi hanno causato una crisi umanitaria. Medici Senza Frontiere ha documentato la drammatica situazione a Goma, con migliaia di sfollati che vivono in condizioni disperate.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 10 - Il consenso di Hamas</title>
      <description>In questa puntata,  si parte da un momento emotivo ed intenso: il rilascio delle quattro soldatesse israeliane, liberate dopo 477 giorni di prigionia. 
Ma dietro queste immagini di gioia e sollievo, resta la domanda: quanto reale è il consenso che Hamas ha all’interno di Gaza in questo momento? Per cercare di rispondere, un operatore umanitario italiano, che lavora sul campo, ha condiviso un messaggio audio con la sua testimonianza diretta da Gaza.

Poi, Donald Trump continua a far parlare di sé con le sue posizioni controverse. Un eurodeputato danese, inizialmente sostenitore di Trump, ha espresso un giudizio fortemente critico dopo che l'ex presidente ha confermato la sua intenzione di annettere la Groenlandia. Una mossa che, secondo analisti, potrebbe nascondere piani geopolitici più ampi, in risposta agli interessi economici di Cina e Russia nella regione.
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      <pubDate>Sun, 26 Jan 2025 07:22:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questa puntata,  si parte da un momento emotivo ed intenso: il rilascio delle quattro soldatesse israeliane, liberate dopo 477 giorni di prigionia. 
Ma dietro queste immagini di gioia e sollievo, resta la domanda: quanto reale è il consenso che Hamas ha all’interno di Gaza in questo momento? Per cercare di rispondere, un operatore umanitario italiano, che lavora sul campo, ha condiviso un messaggio audio con la sua testimonianza diretta da Gaza.

Poi, Donald Trump continua a far parlare di sé con le sue posizioni controverse. Un eurodeputato danese, inizialmente sostenitore di Trump, ha espresso un giudizio fortemente critico dopo che l'ex presidente ha confermato la sua intenzione di annettere la Groenlandia. Una mossa che, secondo analisti, potrebbe nascondere piani geopolitici più ampi, in risposta agli interessi economici di Cina e Russia nella regione.
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        <![CDATA[<p>In questa puntata,  si parte da un momento emotivo ed intenso: il rilascio delle quattro soldatesse israeliane, liberate dopo 477 giorni di prigionia. </p><p>Ma dietro queste immagini di gioia e sollievo, resta la domanda: quanto reale è il consenso che Hamas ha all’interno di Gaza in questo momento? Per cercare di rispondere, un operatore umanitario italiano, che lavora sul campo, ha condiviso un messaggio audio con la sua testimonianza diretta da Gaza.</p><p><br></p><p>Poi, Donald Trump continua a far parlare di sé con le sue posizioni controverse. Un eurodeputato danese, inizialmente sostenitore di Trump, ha espresso un giudizio fortemente critico dopo che l'ex presidente ha confermato la sua intenzione di annettere la Groenlandia. Una mossa che, secondo analisti, potrebbe nascondere piani geopolitici più ampi, in risposta agli interessi economici di Cina e Russia nella regione.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 9 - L’inizio della deportazione</title>
      <description>In questa puntata, iniziamo con un evento che ha suscitato scalpore: l’arrivo in Guatemala di voli militari statunitensi con migranti in catene. Le immagini hanno fatto il giro del mondo, sollevando questioni delicate sulla politica migratoria americana e sulle drammatiche condizioni dei migranti. 

Ci spostiamo poi in Russia, dove Putin ha rilasciato dichiarazioni importanti in un’intervista con Pavel Zarubin. La sua visione sulla guerra in Ucraina e sulle relazioni con gli Stati Uniti non lascia indifferenti. E se questo non bastasse, Sergey Lavrov, il ministro degli Esteri russo, accusa l'Italia di non comprendere l'impatto economico e reputazionale della sua posizione sulla guerra.

Nel cuore del Medio Oriente, incontriamo Amjab Shahab, docente universitario a Gerusalemme Est, che ci offre una visione profonda del conflitto israelo-palestinese. Per lui, questa è una guerra di religione per gli israeliani e di territorio per i palestinesi. Le sue parole ci portano a riflettere su un conflitto che sembra senza fine.
Poi, una notizia che accende una piccola speranza: Hamas sta per rilasciare una lista di ostaggi, tra cui soldatesse israeliane, in cambio della liberazione di prigionieri palestinesi. Un gesto che, almeno per oggi, porta una ventata di speranza in una terra tormentata dalla guerra.
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      <pubDate>Sat, 25 Jan 2025 08:52:00 -0000</pubDate>
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Ci spostiamo poi in Russia, dove Putin ha rilasciato dichiarazioni importanti in un’intervista con Pavel Zarubin. La sua visione sulla guerra in Ucraina e sulle relazioni con gli Stati Uniti non lascia indifferenti. E se questo non bastasse, Sergey Lavrov, il ministro degli Esteri russo, accusa l'Italia di non comprendere l'impatto economico e reputazionale della sua posizione sulla guerra.

Nel cuore del Medio Oriente, incontriamo Amjab Shahab, docente universitario a Gerusalemme Est, che ci offre una visione profonda del conflitto israelo-palestinese. Per lui, questa è una guerra di religione per gli israeliani e di territorio per i palestinesi. Le sue parole ci portano a riflettere su un conflitto che sembra senza fine.
Poi, una notizia che accende una piccola speranza: Hamas sta per rilasciare una lista di ostaggi, tra cui soldatesse israeliane, in cambio della liberazione di prigionieri palestinesi. Un gesto che, almeno per oggi, porta una ventata di speranza in una terra tormentata dalla guerra.
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        <![CDATA[<p>In questa puntata, iniziamo con un evento che ha suscitato scalpore: l’arrivo in Guatemala di voli militari statunitensi con migranti in catene. Le immagini hanno fatto il giro del mondo, sollevando questioni delicate sulla politica migratoria americana e sulle drammatiche condizioni dei migranti. </p><p><br></p><p>Ci spostiamo poi in Russia, dove Putin ha rilasciato dichiarazioni importanti in un’intervista con Pavel Zarubin. La sua visione sulla guerra in Ucraina e sulle relazioni con gli Stati Uniti non lascia indifferenti. E se questo non bastasse, Sergey Lavrov, il ministro degli Esteri russo, accusa l'Italia di non comprendere l'impatto economico e reputazionale della sua posizione sulla guerra.</p><p><br></p><p>Nel cuore del Medio Oriente, incontriamo Amjab Shahab, docente universitario a Gerusalemme Est, che ci offre una visione profonda del conflitto israelo-palestinese. Per lui, questa è una guerra di religione per gli israeliani e di territorio per i palestinesi. Le sue parole ci portano a riflettere su un conflitto che sembra senza fine.</p><p>Poi, una notizia che accende una piccola speranza: Hamas sta per rilasciare una lista di ostaggi, tra cui soldatesse israeliane, in cambio della liberazione di prigionieri palestinesi. Un gesto che, almeno per oggi, porta una ventata di speranza in una terra tormentata dalla guerra.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 8 - Tutti i telefoni di Bin Salman</title>
      <description>In questa puntata parliamo della telefonata tra Donald Trump e Mohammad bin Salman, l’erede al trono saudita, e di come gli Accordi di Abramo possano ridefinire gli equilibri del Medio Oriente. 

Non solo Medio Oriente: a Davos Trump lancia frecciate all’Europa, minacciando dazi e scuotendo Bruxelles. E poi, il racconto della situazione sempre più complessa che si vive a Ramallah.
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      <pubDate>Fri, 24 Jan 2025 08:29:00 -0000</pubDate>
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Non solo Medio Oriente: a Davos Trump lancia frecciate all’Europa, minacciando dazi e scuotendo Bruxelles. E poi, il racconto della situazione sempre più complessa che si vive a Ramallah.
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      <title>Ep. 7 - Mr Trump e l'amico Putin</title>
      <description>In questa puntata, esploriamo le prime mosse di Donald Trump come 47esimo presidente degli Stati Uniti e le implicazioni globali delle sue decisioni. Partiamo dal sermone della vescova Marianne Budde, che lo ha esortato ad avere avere pietà per i migranti e di garantire i diritti alla comunità LGBTQ+. La reazione di Trump sui social non si è fatta attendere, ma questa polemica è solo l'inizio di una serie di scelte che stanno ridisegnando la politica interna ed estera degli Stati Uniti.

Analizziamo, poi, il rapporto controverso tra Trump e Vladimir Putin. Dal famigerato incontro di Helsinki nel 2018, alle dichiarazioni su Russiagate e alla gestione della guerra in Ucraina. 

Infine, la situazione in Medio Oriente, con l'operazione “Muro di Ferro” in Cisgiordania e le tensioni crescenti. 
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      <pubDate>Thu, 23 Jan 2025 08:09:00 -0000</pubDate>
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Analizziamo, poi, il rapporto controverso tra Trump e Vladimir Putin. Dal famigerato incontro di Helsinki nel 2018, alle dichiarazioni su Russiagate e alla gestione della guerra in Ucraina. 

Infine, la situazione in Medio Oriente, con l'operazione “Muro di Ferro” in Cisgiordania e le tensioni crescenti. 
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        <![CDATA[<p>In questa puntata, esploriamo le prime mosse di Donald Trump come 47esimo presidente degli Stati Uniti e le implicazioni globali delle sue decisioni. Partiamo dal sermone della vescova <strong>Marianne Budde</strong>, che lo ha esortato ad avere avere pietà per i migranti e di garantire i diritti alla comunità LGBTQ+. La reazione di Trump sui social non si è fatta attendere, ma questa polemica è solo l'inizio di una serie di scelte che stanno ridisegnando la politica interna ed estera degli Stati Uniti.</p><p><br></p><p>Analizziamo, poi, il rapporto controverso tra Trump e <strong>Vladimir Putin</strong>. Dal famigerato incontro di Helsinki nel 2018, alle dichiarazioni su <strong>Russiagate</strong> e alla gestione della <strong>guerra in Ucraina</strong>. </p><p><br></p><p>Infine, la situazione in <strong>Medio Oriente</strong>, con l'operazione <strong>“Muro di Ferro”</strong> in <strong>Cisgiordania</strong> e le tensioni crescenti. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 6 - L’era nuova di Trump</title>
      <description>Entriamo nel cuore dei cambiamenti scatenati dall'elezione di Donald Trump a 47esimo presidente degli Stati Uniti. Con il suo insediamento alla Casa Bianca, si apre un nuovo capitolo che potrebbe ridefinire gli equilibri geopolitici globali.
Trump non lascia spazio a incertezze: dai dazi sui prodotti messicani e canadesi alle scelte radicali in materia di clima e sanità, ogni sua mossa sta già scuotendo le fondamenta del sistema internazionale.

In questo episodio, esploreremo anche come le alleanze globali stiano cambiando, con Putin e Xi Jinping che consolidano la loro partnership contro le sfide del panorama internazionale. 

Nel frattempo, in Medio Oriente, la tensione è cresce: le recenti operazioni militari israeliane in Cisgiordania sembrano seguire una logica complessa e potenzialmente strategica, con risvolti ancora da definire.
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      <pubDate>Wed, 22 Jan 2025 07:41:00 -0000</pubDate>
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Trump non lascia spazio a incertezze: dai dazi sui prodotti messicani e canadesi alle scelte radicali in materia di clima e sanità, ogni sua mossa sta già scuotendo le fondamenta del sistema internazionale.

In questo episodio, esploreremo anche come le alleanze globali stiano cambiando, con Putin e Xi Jinping che consolidano la loro partnership contro le sfide del panorama internazionale. 

Nel frattempo, in Medio Oriente, la tensione è cresce: le recenti operazioni militari israeliane in Cisgiordania sembrano seguire una logica complessa e potenzialmente strategica, con risvolti ancora da definire.
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      <title>Ep. 5 - Tutti gli uomini di Trump</title>
      <description>Nella puntata di oggi, analizziamo il discorso di insediamento di Donald Trump come 47esimo presidente degli Stati Uniti. Dietro le sue parole, qualcosa sta cambiando: non Trump, ma le figure che lo circondano. Parliamo di Elon Musk, presente in prima fila al suo fianco, e degli altri big della Silicon Valley, tra cui Mark Zuckerberg e Jeff Bezos, che sembrano essere sempre più parte integrante della politica americana.

Ci concentreremo anche su Jared Kushner, il marito di Ivanka Trump, che rimarrà un protagonista centrale in questa presidenza. Kushner potrebbe essere la chiave per capire gli sviluppi futuri in Medio Oriente. 

E, naturalmente, il ruolo cruciale di Donald Trump nel processo di pace tra Israele e Palestina.
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      <pubDate>Tue, 21 Jan 2025 07:26:00 -0000</pubDate>
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Ci concentreremo anche su Jared Kushner, il marito di Ivanka Trump, che rimarrà un protagonista centrale in questa presidenza. Kushner potrebbe essere la chiave per capire gli sviluppi futuri in Medio Oriente. 

E, naturalmente, il ruolo cruciale di Donald Trump nel processo di pace tra Israele e Palestina.
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      <title>Ep. 4 - Tregua fatta, arriva the Donald</title>
      <description>La tanto attesa tregua, finalmente arrivata alle 11:15, ha scatenato urla di gioia e anche lacrime, quelle del popolo israeliano e di chi vive dentro la Striscia di Gaza. Raccontiamo le emozioni e le preoccupazioni di chi ha vissuto la prigionia, come Margarit Mosas, e dei suoi timori sulla ripresa del conflitto. 

E mentre in Medio Oriente si cerca un fragile equilibrio, gli Stati Uniti sono nel pieno di una nuova era politica: Trump è tornato sulla scena. Oggi è il suo grande giorno, l'Inauguration Day, e l’attesa è alta per scoprire quali saranno i suoi prossimi passi, dall’immigrazione al potenziamento della difesa nazionale.
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      <pubDate>Mon, 20 Jan 2025 07:45:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:subtitle></itunes:subtitle>
      <itunes:summary>La tanto attesa tregua, finalmente arrivata alle 11:15, ha scatenato urla di gioia e anche lacrime, quelle del popolo israeliano e di chi vive dentro la Striscia di Gaza. Raccontiamo le emozioni e le preoccupazioni di chi ha vissuto la prigionia, come Margarit Mosas, e dei suoi timori sulla ripresa del conflitto. 

E mentre in Medio Oriente si cerca un fragile equilibrio, gli Stati Uniti sono nel pieno di una nuova era politica: Trump è tornato sulla scena. Oggi è il suo grande giorno, l'Inauguration Day, e l’attesa è alta per scoprire quali saranno i suoi prossimi passi, dall’immigrazione al potenziamento della difesa nazionale.
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        <![CDATA[<p>La tanto attesa tregua, finalmente arrivata alle 11:15, ha scatenato urla di gioia e anche lacrime, quelle del popolo israeliano e di chi vive dentro la Striscia di Gaza. Raccontiamo le emozioni e le preoccupazioni di chi ha vissuto la prigionia, come Margarit Mosas, e dei suoi timori sulla ripresa del conflitto. </p><p><br></p><p>E mentre in Medio Oriente si cerca un fragile equilibrio, gli Stati Uniti sono nel pieno di una nuova era politica: Trump è tornato sulla scena. Oggi è il suo grande giorno, l'Inauguration Day, e l’attesa è alta per scoprire quali saranno i suoi prossimi passi, dall’immigrazione al potenziamento della difesa nazionale.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 3 - La mattina della tregua</title>
      <description>Mentre i giornali titolano "Tregua fatta", il primo ministro Netanyahu annuncia che, a mezz'ora dall'inizio del cessate il fuoco, la lista degli ostaggi da liberare non è ancora arrivata. Senza i nomi, l'accordo non avrà inizio.

In questo episodio, parleremo di un'emozione collettiva che unisce speranza e inquietudine, attraverso gli occhi di chi vive a pochi chilometri dal conflitto.
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      <pubDate>Sun, 19 Jan 2025 08:06:00 -0000</pubDate>
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In questo episodio, parleremo di un'emozione collettiva che unisce speranza e inquietudine, attraverso gli occhi di chi vive a pochi chilometri dal conflitto.
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        <![CDATA[<p>Mentre i giornali titolano "Tregua fatta", il primo ministro Netanyahu annuncia che, a mezz'ora dall'inizio del cessate il fuoco, la lista degli ostaggi da liberare non è ancora arrivata. Senza i nomi, l'accordo non avrà inizio.</p><p><br></p><p>In questo episodio, parleremo di un'emozione collettiva che unisce speranza e inquietudine, attraverso gli occhi di chi vive a pochi chilometri dal conflitto.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 2: Medio Oriente: voci da Gaza e la paura della Cisgiordania</title>
      <description>Elena Testi approfondisce i dettagli della tregua tra Israele e Hamas, che sta prendendo forma. Il governo israeliano ha approvato l'accordo, ma restano forti le tensioni con Hamas, che chiede il blocco dei bombardamenti per facilitare il trasferimento degli ostaggi.

Ma cosa sta succedendo a Gaza? L'accesso alla stampa internazionale è impossibile, e come ascoltiamo dalle parole di un operatore umanitario, le condizioni sul campo continuano a essere critiche.

Poi, lo sguardo si sposta in Cisgiordania, dove la situazione si complica, con Israele che considera la West Bank un nuovo obiettivo di guerra.

Infine, in Congo, gli scontri tra le forze congolesi e la milizia ribelle M23, sostenuta dal Ruanda, stanno alimentando una crisi umanitaria sempre più grave.
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      <pubDate>Sat, 18 Jan 2025 07:11:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Elena Testi approfondisce i dettagli della tregua tra Israele e Hamas, che sta prendendo forma. Il governo israeliano ha approvato l'accordo, ma restano forti le tensioni con Hamas, che chiede il blocco dei bombardamenti per facilitare il trasferimento degli ostaggi.

Ma cosa sta succedendo a Gaza? L'accesso alla stampa internazionale è impossibile, e come ascoltiamo dalle parole di un operatore umanitario, le condizioni sul campo continuano a essere critiche.

Poi, lo sguardo si sposta in Cisgiordania, dove la situazione si complica, con Israele che considera la West Bank un nuovo obiettivo di guerra.

Infine, in Congo, gli scontri tra le forze congolesi e la milizia ribelle M23, sostenuta dal Ruanda, stanno alimentando una crisi umanitaria sempre più grave.
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        <![CDATA[<p>Elena Testi approfondisce i dettagli della tregua tra Israele e Hamas, che sta prendendo forma. Il governo israeliano ha approvato l'accordo, ma restano forti le tensioni con Hamas, che chiede il blocco dei bombardamenti per facilitare il trasferimento degli ostaggi.</p><p><br></p><p>Ma cosa sta succedendo a Gaza? L'accesso alla stampa internazionale è impossibile, e come ascoltiamo dalle parole di un operatore umanitario, le condizioni sul campo continuano a essere critiche.</p><p><br></p><p>Poi, lo sguardo si sposta in Cisgiordania, dove la situazione si complica, con Israele che considera la West Bank un nuovo obiettivo di guerra.</p><p><br></p><p>Infine, in Congo, gli scontri tra le forze congolesi e la milizia ribelle M23, sostenuta dal Ruanda, stanno alimentando una crisi umanitaria sempre più grave.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep. 1: Israele - Hamas: tregua fragile</title>
      <description>In questa puntata, Elena Testi racconta la situazione a Gerusalemme, dove i nazionalisti religiosi israeliani protestano contro la tregua tra Israele e Hamas. La fragile cessazione delle ostilità, che doveva essere votata dal governo israeliano il 15 gennaio, è stata rimandata a causa di divergenze tra le parti. Mentre la tensione politica cresce, con dimissioni e minacce alla stabilità del governo di Netanyahu, la guerra continua a fare vittime a Gaza.
Nel frattempo, la guerra in Ucraina non accenna a fermarsi, con i bombardamenti russi che continuano nonostante gli sforzi diplomatici. 
Ma c'è un altro conflitto dimenticato: in Sudan, una guerra sanguinosa tra l’esercito sudanese e le Rapid Support Forces ha portato a una crisi umanitaria senza precedenti.
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      <pubDate>Fri, 17 Jan 2025 16:27:00 -0000</pubDate>
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Nel frattempo, la guerra in Ucraina non accenna a fermarsi, con i bombardamenti russi che continuano nonostante gli sforzi diplomatici. 
Ma c'è un altro conflitto dimenticato: in Sudan, una guerra sanguinosa tra l’esercito sudanese e le Rapid Support Forces ha portato a una crisi umanitaria senza precedenti.
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