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    <title>History Telling</title>
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      <title>07. Un sogno così | Volare: storia epica di una piccola, grande rivoluzione</title>
      <link>https://podcast.ilsole24ore.com/serie/un-sogno-cosi-AIKjaP7B/07-sogno-cosi--volare-storia-epica-una-piccola-grande-rivoluzione-AIwS6hgC</link>
      <description>Sanremo, 1958. Un Festival “della canzone” ingessato da regole non scritte, gesti misurati, voci grandi ma costrette in schemi stretti stretti. Poi arriva uno sconosciuto. Domenico Modugno sale sul palco e, con un semplice gesto, cambia tutto: apre le braccia, mette il corpo nella canzone, accende il pubblico. Intorno, la tradizione impeccabile di Nilla Pizzi e Claudio Villa si incrina sotto la sorprendente pressione di un’Italia pronta, forse senza neppure saperlo, a volare. Fazzoletti che ruotano nell’aria, spettatori che scattano in piedi, un’energia mai vista. “Nel blu dipinto di blu” non sarà solo un successo: è l’inizio di una rivoluzione culturale, la nascita di un sogno collettivo. Un sogno così.</description>
      <pubDate>Tue, 28 Apr 2026 03:02:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>06. Un sogno così | La Tv dei ragazzi, Tribuna Politica e Radio Sardegna: storie di grandi cose realizzate con piccoli mezzi</title>
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      <description>Il 2 gennaio 1958 nella casa di Carlo e Liliana, protagonisti della nostra storia, arriva un oggetto destinato a cambiare tutto: un televisore. Da quell’attesa davanti al monoscopio nasce un racconto che intreccia famiglia, democrazia, cultura e futuro. È la storia di Jader Jacobelli, visionario della Rai che credeva in una TV capace di educare senza divorare il tempo libero, e di Radio Sardegna, che annunciò per prima la fine della guerra e diede spazio a giovani musicisti destinati a fare la storia. Un viaggio affascinante alle origini dei media italiani, quando comunicare significava costruire un Paese.</description>
      <pubDate>Tue, 21 Apr 2026 03:04:14 -0000</pubDate>
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      <title>05. Un sogno così | L’inondazione del polesine e la miniera di Marcinelle: due storie da non dimenticare</title>
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      <description>Nell’estate torrida del 1956, la vita quotidiana di Carlo si intreccia con una delle pagine più dure della storia italiana. Dallo sfollamento della guerra alle migrazioni forzate del Dopoguerra, questo podcast attraversa le campagne allagate del Polesine e le città affamate di quell’Italia. È la storia di uomini e donne spinti lontano da casa, fino alle miniere del Belgio, dove il lavoro diventa condanna. La tragedia di Marcinelle: 262 morti, 136 italiani. Un viaggio potente tra memoria, dignità e libertà negate, che ancora oggi ci riguarda.</description>
      <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 03:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>04. Un sogno così | L’autostrada del sole e Giovannino Guareschi: una rivista val più di un manuale di Storia</title>
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      <description>Basta una fotografia su “Epoca”, nel 1955, per additare la grande storia che si sta svolgendo: Carlo guarda un servizio sulla nuova Fiat 600 e osserva nascere l’Italia moderna. L’auto simbolo del boom, le autostrade, le vacanze, le rate mensili: il futuro che avanza travolgente. Ma accanto al sogno corre l’ombra del dubbio, incarnata dalla foto di Guareschi in carcere, punito per la sua satira dal potere che non ammette dissenso. Tra progresso, consumo e coscienza morale, Carlo intuisce la trappola: vivere sopra le proprie possibilità. Forse la 600 arriverà, sì, ma solo quando potrà davvero permettersela. Senza rate. Senza illusioni.</description>
      <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 00:02:01 -0000</pubDate>
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      <title>03. Un sogno così | La nascita della RAI e Carosello: una storia (poco raccontata) di lungimiranza </title>
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      <description>Il 3 gennaio 1954 la voce suadente dell’annunciatrice Fulvia Colombo avvia la storia della TV italiana e, con essa, una nuova era. Carlo, il giovane protagonista del romanzo, all’inizio della propria vita di commerciante, non può permettersi televisore, come la quasi totalità degli italiani. Ma il fascino del piccolo schermo cresce rapidamente. Si fa sempre più impellente organizzare la pubblicità, arma potentissima e invasiva. In Italia se ne intuisce però la pericolosità e si sceglie, una volta tanto, di non copiare gli americani. Viene inventato Carosello: pochi minuti, regole ferree, tanta creatività. Molti lo racconteranno poi come il momento in cui il Paese iniziò a drogarsi di consumismo, ma è anche vero che fu una intuizione originale e brillante, capace di unire spettacolo, ironia e promozione, lasciando un’impronta profonda nell’immaginario collettivo e nel modo di raccontare l’Italia a sé stessa.</description>
      <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 03:06:37 -0000</pubDate>
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      <title>02. Un sogno così | La legge truffa (e una bella storia di democrazia) </title>
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      <description>Nel 1953 la Democrazia Cristiana riesce far passare, nonostante forti opposizioni, una nuova legge elettorale maggioritaria che, nei progetti, potrebbe darle molto a lungo una maggioranza salda in parlamento e che viene presto definita “legge truffa” da chi vi avverte uno spiacevole retrogusto di Fascismo. Pietro Calamandrei, contrario, esce dalla alleanza democristiana e, per opporsi, fonda con altri un nuovo, piccolo, partito: Unione popolare. Sarà la battaglia di Davide contro Golia. Carlo, il protagonista del romanzo, quando va votare per la prima volta, poco più che ventenne, e si trova nel bel mezzo di quella memorabile battaglia.</description>
      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:12:01 -0000</pubDate>
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      <title>01. Un sogno così | La rinascita del Teatro alla Scala </title>
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      <description>Milano, 1946. La guerra è finita da poco, le ferite sono ancora aperte, ma il Teatro alla Scala risorge dalle macerie. Questo episodio ci porta dentro una sera irripetibile: l’11 maggio, quando i milanesi si radunano per ascoltare l’Opera che torna a risuonare, risvegliando la vita. Liliana, diciotto anni, protagonista della nostra storia, assapora una Milano povera ma ostinata, che si riconosce di nuovo nella sua “gente”. Toscanini dirige, Verdi e Puccini si diffondono nelle piazze e nelle vie del centro. Non è solo un concerto: è un gesto di riscatto, un inno collettivo, il momento esatto in cui, dopo tanto dolore e tanta sofferenza, si ricomincia a cantare.</description>
      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 04:57:01 -0000</pubDate>
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      <itunes:subtitle>01. Un sogno così | La rinascita del Teatro alla Scala </itunes:subtitle>
      <itunes:summary>Milano, 1946. La guerra è finita da poco, le ferite sono ancora aperte, ma il Teatro alla Scala risorge dalle macerie. Questo episodio ci porta dentro una sera irripetibile: l’11 maggio, quando i milanesi si radunano per ascoltare l’Opera che torna a risuonare, risvegliando la vita. Liliana, diciotto anni, protagonista della nostra storia, assapora una Milano povera ma ostinata, che si riconosce di nuovo nella sua “gente”. Toscanini dirige, Verdi e Puccini si diffondono nelle piazze e nelle vie del centro. Non è solo un concerto: è un gesto di riscatto, un inno collettivo, il momento esatto in cui, dopo tanto dolore e tanta sofferenza, si ricomincia a cantare.</itunes:summary>
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        <![CDATA[ Milano, 1946. La guerra è finita da poco, le ferite sono ancora aperte, ma il Teatro alla Scala risorge dalle macerie. Questo episodio ci porta dentro una sera irripetibile: l’11 maggio, quando i milanesi si radunano per ascoltare l’Opera che torna a risuonare, risvegliando la vita. Liliana, diciotto anni, protagonista della nostra storia, assapora una Milano povera ma ostinata, che si riconosce di nuovo nella sua “gente”. Toscanini dirige, Verdi e Puccini si diffondono nelle piazze e nelle vie del centro. Non è solo un concerto: è un gesto di riscatto, un inno collettivo, il momento esatto in cui, dopo tanto dolore e tanta sofferenza, si ricomincia a cantare. <br> ]]>
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      <title>Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Mi chiameranno libertà, come una bandiera sventolante</title>
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      <description>Col passare del tempo, Nelson Mandela comincerà a convincersi che bisogna radicalizzare la lotta e che non ci siano alternative alla resistenza armata. Dirà che “a un certo punto, si può solo rispondere al fuoco col fuoco”. Ma non sarà questa la sua ultima idea, né tantomeno quella vincente: si può combattere per la libertà in tanti modi, e quello praticato sul campetto di calcio dove nel 1955 era stata approvata la Freedom Charter si mostrerà più potente di tanti altri.</description>
      <pubDate>Tue, 18 Mar 2025 01:05:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Mandela. Il primo attacco all’apartheid | L’architettura dell’apartheid</title>
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      <description>I lavori del Congresso anti-apartheid avventurosamente sono stati infine portati a termine, ma la polizia inizia un laborioso processo di raccolta di nominativi e dati anagrafici di tutti i presenti che sono costretti a lunghe file davanti due tavoli. Uno per i delegati neri, l’altro per i bianchi, giusto per rimarcare una ennesima volta come stanno le cose. Ma tutti, pazienti e determinati, continuano incessantemente a intonare canti di libertà. Ed è ormai notte quando le operazioni finalmente si concludono e il polveroso campo di calcio di Kliptown torna vuoto e silenzioso. Stelle a frotte, nel cielo. Come solo là, ai confini della terra, in Sudafrica.</description>
      <pubDate>Tue, 11 Mar 2025 01:02:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Le porte della cultura saranno aperte</title>
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      <description>Quando Mandela verrà rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Robben Island, lui e i suoi compagni di prigionia non smetteranno comunque mai di esortarsi reciprocamente ad alimentare la propria cultura e a continuare ad apprendere: organizzeranno lezioni segrete su ogni genere di argomento possibile, ininterrottamente. Tra loro la chiameranno “Università di Robben Island”, quel posto orrendo. La Freedom Charter, d’altra parte, l’aveva detto chiaro e tondo che la cultura è la strada maestra verso la libertà.</description>
      <pubDate>Tue, 04 Mar 2025 01:02:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Perché il mondo sappia</title>
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      <description>È la mattina di domenica 26 giugno 1955, la vera e propria giornata della Freedom Charter: bisogna leggere e adottare i suoi dieci capitoli. A Kliptown si fa la cosa più naturale, nella forma più antica, nel significato più profondo della messa in gioco della responsabilità personale. I delegati leggono… e poi votano per alzata di mano. Non potrebbero fare diversamente perché non hanno nessun altro mezzo per votare. L’apartheid limita ogni possibilità di azione e rende difficili anche le cose più semplici.</description>
      <pubDate>Tue, 25 Feb 2025 01:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Una montagna di richieste</title>
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      <description>25 e 26 giugno 1955. Campo da calcio di Kliptown, il più antico distretto residenziale di Soweto: il totale dei presenti si aggirerà tra le 5.000 e le 7.000 persone. Ad ogni delegato viene consegnata una copia della bozza della Carta della libertà che bisogna approvare. Striscioni e cartelli con slogan dappertutto. Nelson Mandela, che un bando del governo ha costretto ad espellere dall’organizzazione è comunque lì. Cammuffato, ma presente. Non si perderebbe l’evento per niente al mondo.</description>
      <pubDate>Tue, 18 Feb 2025 01:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Una storia pazzesca </title>
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      <description>Quando Nelson Mandela nasce, il suo nome indigeno è Rolihlahla, che significa “colui che porta guai”, e, insomma, vorrà dire qualcosa. In ogni caso si adatta bene alla nomea che si farà già da ragazzino come spirito competitivo e orgoglioso. Fatto sta che quando ha sotto gli occhi la bozza del primo articolo della Freedom Charter, la Carta delle libertà che si vuole approvare nel giugno 1955, capisce che, per le mani, ha qualcosa di grosso</description>
      <pubDate>Tue, 11 Feb 2025 01:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Elizabeth. La donna del secolo | Farewell, Your Majesty </title>
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      <description>(2006-2022) - Crisi finanziaria del 2008-2009, referendum in Scozia e Brexit, epidemia di Covid… Anche gli ultimi anni di regno sono irti di ostacoli per la Monarchia. Non che vada meglio all’interno della famiglia reale; se da un lato l’operazione di riabilitazione dell’erede al trono si è compiuta con il matrimonio nel 2005 con l’amante di un tempo, Camilla Parker-Bowles, dall’altro nuovi guai e nuovi scandali provengono dalle scelte e dai comportamenti del nipote Harry e dal terzogenito di Elizabeth, il principe Andrea. In tutto questo, c’è lei, Elizabeth che festeggia due Giubilei, quello di Diamante nel 2012 e quello di Platino nel 2022, sempre al servizio del suo paese fino all’ultimo giorno della sua vita: letteralmente.</description>
      <pubDate>Mon, 25 Nov 2024 02:02:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Elizabeth. La donna del secolo | La giocatrice</title>
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      <description>(1966-1976) - Tra gli anni ’60 e gli anni ’70 i cambiamenti della società britannica investono anche la relazione tra sudditi e Monarchia: è finita l’era della deferenza rispettosa e dell’entusiasmo che era seguito alla Coronation. Ad accendere gli animi degli inglesi ora sono i Campionati Mondiali di calcio: e saranno un evento davvero mitico, oltremanica! L’unica, memorabile, vittoria inglese. Oggi nessun Capo di Stato si perderebbe un’occasione tanto eccezionale per dare una lucidata alla propria immagine: ma Elizabeth conserva il suo aplomb. Presenzia, dove deve e ritiene opportuno: ma senza uscire mai dai confini della propria imperturbabilità. Quello è il suo modo di giocare.</description>
      <pubDate>Wed, 20 Nov 2024 18:05:26 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <itunes:subtitle>Elizabeth. La donna del secolo | La giocatrice</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>(1966-1976) - Tra gli anni ’60 e gli anni ’70 i cambiamenti della società britannica investono anche la relazione tra sudditi e Monarchia: è finita l’era della deferenza rispettosa e dell’entusiasmo che era seguito alla Coronation. Ad accendere gli animi degli inglesi ora sono i Campionati Mondiali di calcio: e saranno un evento davvero mitico, oltremanica! L’unica, memorabile, vittoria inglese. Oggi nessun Capo di Stato si perderebbe un’occasione tanto eccezionale per dare una lucidata alla propria immagine: ma Elizabeth conserva il suo aplomb. Presenzia, dove deve e ritiene opportuno: ma senza uscire mai dai confini della propria imperturbabilità. Quello è il suo modo di giocare.</itunes:summary>
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        <![CDATA[(1966-1976) - Tra gli anni ’60 e gli anni ’70 i cambiamenti della società britannica investono anche la relazione tra sudditi e Monarchia: è finita l’era della deferenza rispettosa e dell’entusiasmo che era seguito alla Coronation. Ad accendere gli animi degli inglesi ora sono i Campionati Mondiali di calcio: e saranno un evento davvero mitico, oltremanica! L’unica, memorabile, vittoria inglese. Oggi nessun Capo di Stato si perderebbe un’occasione tanto eccezionale per dare una lucidata alla propria immagine: ma Elizabeth conserva il suo aplomb. Presenzia, dove deve e ritiene opportuno: ma senza uscire mai dai confini della propria imperturbabilità. Quello è il suo modo di giocare. ]]>
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      <title>Elizabeth, la donna del secolo | La sorella</title>
      <link>https://podcast.ilsole24ore.com/serie/elizabeth-donna-secolo-AG0r5nF/elisabeth-donna-secolo-sorella-AGe8abZ</link>
      <description>(1956-1966) - Elizabeth sale al trono in un momento per nulla semplice: a complicate situazioni politiche internazionali (la crisi del Canale di Suez, prima fra tutte) fanno da contraltare altrettanto spinose questioni interne al Palazzo: la sorella Margaret si è imbarcata in una relazione con Peter Townsend, un ex militare, quasi quarantenne, separato con due figli: ancora una volta, una storia d’amore costituzionalmente complicata, se non proibita! Le critiche, in patria, si sprecano. All’estero, invece, Elizabeth è guardata con ammirazione, soprattutto da chi avverte ancora il fascino di una figura regale, per di più femminile. È il caso della regina del sex appeal, Marilyn Monroe, che desidera quasi più di ogni altra cosa conoscere Sua Maestà: l’incontro tra le due, finalmente realizzatosi, metterà a tu per tu il mito del potere e il mito della bellezza. E non finisce lì, perché – in quegli anni Sessanta che iniziano – Elizabeth si troverà di fronte anche il mito della musica del suo tempo: a Palazzo sono in arrivo quattro ragazzi di Liverpool, i Beatles.</description>
      <pubDate>Wed, 20 Nov 2024 18:01:21 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Elizabeth, la donna del secolo | La  regina</title>
      <link>https://podcast.ilsole24ore.com/serie/elizabeth-donna-secolo-AG0r5nF/elisabeth-donna-secolo-regina-AGU46vS</link>
      <description>(1946-1956) - Tra i compiti di una principessa c’è quello di trovarsi un buon marito ed Elizabeth non ci mette molto: anche se ha solo tredici anni, quando si trova davanti per la seconda volta Filippo Mountbatten sente che è quello giusto. Scelta inusuale, perché lui non è esattamente una figura di spicco fra le teste coronate, ma Elizabeth fa valere la propria volontà. Si sposeranno nel 1947 e saranno nozze a proprio modo speciali: la guerra è finita da poco, e il clima è ancora di penuria e ristrettezze. Ma la principessa non fatica ad adattarsi: sa che, nel suo ruolo, occorre fare i conti con la realtà. E la realtà ha molti modi per presentare il conto: il padre, re Giorgio VI, muore improvvisamente e lei deve diventare regina molto prima di quanto si aspettasse. La cerimonia della Coronation, con il premier Winston Churchill nel ruolo di regista neppure troppo occulto, sarà l’inizio di una nuova era?</description>
      <pubDate>Wed, 20 Nov 2024 18:00:36 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <itunes:subtitle>Elizabeth, la donna del secolo | La  regina</itunes:subtitle>
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      <title>Elizabeth. La donna del secolo | La meccanica </title>
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      <description>(1936-1946) - Elizabeth viene istruita al suo futuro mestiere: cosa molto, molto delicata. La piccola Lilibet ci si applica con impegno. E i risultati si vedranno: la sua padronanza delle questioni istituzionali e di protocollo non verrà mai messa in discussione. Ma c’è altro di cui preoccuparsi: scoppia una terribile guerra mondiale, e gli effetti si sentono anche a Palazzo, dove arriva l’austerità ed Elizabeth è chiamata a dare il proprio contributo sull’esempio del padre. Lo fa - ancora ragazzina - con un discorso via radio che resterà nella memoria di tutti i bambini del Regno, e poi – gli anni passano – come meccanica e guidatrice di automezzi militari. Quando la vittoria, infine, arriva, Elizabeth esce in strada a festeggiare, inebriata di emozione come tutti, libera di sentirsi finalmente in pace (e di essere, ma per meno di quanto crede, solo principessa).</description>
      <pubDate>Tue, 19 Nov 2024 16:26:07 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Elizabeth. La donna del secolo | La nonna </title>
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      <description>(1996-2006) - Il secolo che si chiude vede comparire nuovi idoli all’orizzonte: David Beckham e le Spice Girls fanno impazzire mezzo mondo ma anche a Downing Street, il nuovo giovane e dinamico Primo Ministro labourista Tony Blair non scherza. In questa atmosfera da Cool Britannia, però, la Monarchia affronta una delle crisi istituzionali più gravi dall’inizio del regno di Elizabeth: la tragica e imprevista morte della principessa del Galles, lady Diana, e, tra le mille insinuazioni che ne seguiranno, il conseguente crollo della popolarità della Corona. Lo shock per Elizabeth e nella famiglia reale è pesantissimo, come assillanti sono gli interrogativi che sorgono. Come reagire di fronte all’ondata di partecipazione collettiva al lutto che colpisce il paese? Come accordarsi al sentire popolare? È l’algida Regina che si deve mostrare ai sudditi affranti o la nonna sgomenta? Sono necessari cambiamenti importanti per restare, come sempre, al passo con i tempi</description>
      <pubDate>Mon, 18 Nov 2024 07:02:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Elizabeth. La donna del secolo | La madre </title>
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      <description>(1986-1996) - Tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90, la Monarchia tocca probabilmente il punto più basso nella popolarità a causa dei ripetuti scandali che coinvolgono la famiglia reale. I figli di Elizabeth, in particolare, non fanno mancare la materia prima ai tabloid: chi si separa, chi divorzia, chi tradisce. Mentre l’era Thatcher si chiude e si apre quella del premier Major, nel moltiplicarsi di indiscrezioni giornalistiche e di trasmissioni televisive che aprono crepe nella secolare riservatezza regale, Elizabeth assiste con sgomento allo sgretolarsi di quell’immagine di rispettabilità e di quei valori morali che, forse tenace, forse miope, difende da sempre come fondamentali.</description>
      <pubDate>Mon, 11 Nov 2024 05:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Elizabeth. La donna del secolo | L’icona</title>
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      <description>(1976-1986) - Elizabeth è molto più a proprio agio nel celebrare il 25° anniversario di regno che non il Mondiale di calcio vinto qualche anno prima. È tempo di festeggiamenti maestosi ma anche di plateali proteste, e il Silver Jubilee segna il passaggio a un decennio di forti tensioni sociali che l’irriverenza punk dei Sex Pistols fotografa chiaramente. Mentre la nuova leader conservatrice, Margaret Thatcher, non guarda in faccia a nessuno e si guadagna l’appellativo di ‘Lady di ferro’, la Corona finisce così a far da parafulmine per il malessere e la violenza diffusi nella società. Quello è, così, anche tempo di attentati e di inquietanti intrusioni nella bolla impenetrabile che aveva sempre avvolto Elizabeth: rischi ormai frequenti, come mostrano altri atti di violenza diretti a importanti personaggi - quali Papa Giovanni Paolo II o, ancor più tragicamente, John Lennon - per le icone di quegli anni: ed Elizabeth lo è, nel bene e nel male. Ci pensa Andy Warhol a sancirlo, con un ritratto che diverrà un punto di riferimento imprescindibile della Pop Art.</description>
      <pubDate>Mon, 04 Nov 2024 04:32:10 -0000</pubDate>
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      <title>Elizabeth. La donna del secolo | La principessa</title>
      <link>https://podcast.ilsole24ore.com/serie/elizabeth-donna-secolo-AG0r5nF/elizabeth-donna-secolo--principessa-AGgSYoF</link>
      <description>(1926-1936) - Per ricostruire la storia della regina più famosa della storia contemporanea è necessario ripartire dagli inizi, da quando era “soltanto” una principessina col nasino delicato e i boccoli nella Gran Bretagna di fine anni Venti. Questo episodio del podcast ripercorre la storia d’amore dei suoi genitori e le circostanze - anche politiche - della sua nascita, portando alla luce elementi che segneranno tutta l’esistenza della futura Elisabetta II. Mentre in Europa, infatti, soffiano tempestosi venti di guerra, a Buckingham Palace lo zio Edoardo VIII non ha alcuna intenzione di regnare senza la possibilità di sposare la sua amante, Wallis Simpson. Se sarà costretto ad abdicare, Elizabeth sarà destinata ad essere regina. Spinosa faccenda.</description>
      <pubDate>Mon, 30 Sep 2024 02:02:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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        <![CDATA[(1926-1936) - Per ricostruire la storia della regina più famosa della storia contemporanea è necessario ripartire dagli inizi, da quando era “soltanto” una principessina col nasino delicato e i boccoli nella Gran Bretagna di fine anni Venti. Questo episodio del podcast ripercorre la storia d’amore dei suoi genitori e le circostanze - anche politiche - della sua nascita, portando alla luce elementi che segneranno tutta l’esistenza della futura Elisabetta II. Mentre in Europa, infatti, soffiano tempestosi venti di guerra, a Buckingham Palace lo zio Edoardo VIII non ha alcuna intenzione di regnare senza la possibilità di sposare la sua amante, Wallis Simpson. Se sarà costretto ad abdicare, Elizabeth sarà destinata ad essere regina. Spinosa faccenda. ]]>
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      <title>Guareschi e il coraggio di dire no / Il ritorno a casa</title>
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      <description>Quando, tra l’aprile e il maggio del ’45, si aprono i cancelli dei lager, gli IMI sono vittime di un altro paradosso: sono liberati ma non liberi, presi in consegna dagli Alleati. Inglesi, francesi, russi: fra biechi calcoli politici e scandalosa indifferenza, i prigionieri italiani sono trattenuti nei campi di raccolta per mesi e mesi. E neppure in patria ci si preoccupa di loro: un prolungamento di attesa e sofferenza scandaloso. Il ritorno a casa, poi, dovranno spesso farselo a piedi, dalla Germania o dalla Polonia, tra infinite traversie: per poi scoprire che i famigliari e gli amici magari li hanno dimenticati, si sono rifatti una vita, conciati come sono neppure la madre li riconosce, e nessuno ha voglia di sentirsi raccontare quel che hanno passato. Così, gli Imi finiscono per tacere e la loro storia non la racconta più nessuno. Tranne Guareschi, e pochi altri. Anche e voi, ora: se vorrete.Perché adesso avrete più chiaro che quel loro “NO” contiene un senso profondo e ci suggerisce che noi italiani siamo magari un po’ meglio di come ci dipingono. E poi, ora sappiamo che non è vero che il non violento perde sempre e il violento vince: esistono vittorie senza violenza.</description>
      <pubDate>Tue, 25 Jun 2024 06:02:09 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Guareschi e il coraggio di dire no / La Regia università di Sandbostel </title>
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      <description>Un elemento di forza nella resistenza opposta dagli IMI agli orrori del lager è la cultura. Gli IMI studiano, come e quando possono. C’è chi, facendosi aiutare dai più istruiti, prepara la tesi laurea: un modo come un altro per tenersi aggrappati alla vita. Sono organizzate conferenze e lezioni clandestine sui più disparati argomenti: chi sa, insegna agli altri. La “Regia Università del lager” la battezza Guareschi. Ma si riescono ad allestire anche veri e propri spettacoli teatrali: scopre lì il proprio talento artistico quel grande attore che sarà Gianrico Tedeschi. E assolutamente geniale è il modo in cui gli Internati, maestri assoluti nell’arte di cavarsela, riescono a costruire dal nulla una radio per ascoltare notizie dal mondo esterno e non sentirsi dei sepolti vivi: “Caterina”, la chiameranno e riusciranno a tenerla nascosta ai loro carcerieri fino alla liberazione. Ma poi, neanche essere liberi sarà per loro cosa facile.</description>
      <pubDate>Tue, 18 Jun 2024 05:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Guareschi e il coraggio di dire no / Restare liberi in prigionia</title>
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      <description>Le angherie, la fame, i soprusi, il lavoro forzato, il freddo, le malattie, l’inedia: di questo è fatta per 19 mesi la vita di uomini che si consumano nella deportazione, devastati dalla fame e mangiano ogni cosa capiti loro a tiro, persino il cane di un sergente della Ghestapo! Uomini che, però, non dimenticano mai la dignità profonda della propria scelta: «Per rimanere liberi bisogna, a un bel momento, prendere senza esitare la via della prigione», commenta Guareschi che, una volta tornato libero, nell’Italia ormai democratica, sconterà ancora la galera, per non aver chinato la testa di fronte al potere politico, nemmeno davanti al presidente della repubblica Einaudi e al presidente del consiglio De Gasperi, attaccati dalle pagine del suo giornale umoristico “Candido”. La misura interiore della libertà, lui l’ha scoperta dentro di sé durante la prigionia nazista, in luoghi così interiori e personali che nessuno, a parte il buon dio in cui crede, può arrivarci: e quella è la fregatura, per la “Signora Germania”.</description>
      <pubDate>Tue, 11 Jun 2024 05:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Guareschi e il coraggio di dire no / Non muoio neanche se mi ammazzano</title>
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      <description>I tedeschi non sanno come definire i soldati catturati: erano alleati poco prima e ora non lo sono più, una metà del loro Paese combatte ancora a fianco della Germania e l’altra metà ci si è schierata contro, non sono propriamente prigionieri di guerra perché non sono stati presi in combattimento. Non godranno quindi nemmeno di quel minimo di riguardo fissato dal diritto internazionale e garantito dalla Croce Rossa. Ma sono pur sempre centinaia di migliaia di militari che farebbero gola all’esercito nazi-fascista, stremato dalla lunga guerra. Ma loro rifiutano strenuamente di combattere per quella parte: accettando la desolazione, la fame e i tormenti dei lager con un’eroica determinazione che Guareschi, umorista di razza, sintetizzerà con un geniale “Non muoio neanche se mi ammazzano!”. Anche se, in moltissimi, moriranno: ma in democrazia – scrive sempre Guareschi – “bisogna tener conto anche dei morti”.</description>
      <pubDate>Tue, 04 Jun 2024 05:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Guareschi e il coraggio di dire no / Un uomo libero ma sovversivo</title>
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      <description>Tutto inizia l’8 settembre del 1943, con le truppe italiane lasciate allo sbando dall’armistizio sottoscritto con gli anglo-americani dal governo del re: un re che lascia Roma e se ne va al sud, a Brindisi, di fatto sotto la protezione degli ex-nemici e non ci fa una gran figura. I nazisti, nel dubbio, rastrellano tutti i militari italiani e offrono loro l’atroce alternativa: combattete con noi o vi deportiamo in campo di concentramento. Più di 600.000 rifiutano: per molti motivi, ma in fondo perché gli italiani sanno essere dei bastian contrari, proprio come Giovanni Guareschi, che dirà di sé: “non sono un indipendente, bensì un anarchico, un uomo libero ma sovversivo”.</description>
      <pubDate>Sun, 02 Jun 2024 17:47:31 -0000</pubDate>
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      <title>Guareschi e il coraggio di dire no / Mezzo milione di Antifascisti</title>
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      <description>Una storia che può cambiare il nostro modo di pensarci come popolo. La storia di oltre mezzo milione d’italiani che scontano due anni di lager perché sono determinati a dire “NO” al fascismo, al nazismo e alla loro assurda guerra. Pensa che Paese si sarebbe potuto costruire su una storia così. Ma le cose sono andate diversamente. Nonostante qualcuno ci avesse provato, a raccontarla, questa storia. Si chiamava Giovanni Guareschi, l’autore delle storie di Peppone e Don Camillo, e - da grande scrittore qual’era - la mise nero su bianco: perché lui era stato uno di quelli che avevano detto “NO”. E l’aveva provata sulla propria pelle, l’assurdità e l’epica di quella storia: la storia degli IMI, gli Internati Militari Italiani.</description>
      <pubDate>Tue, 21 May 2024 03:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:subtitle>Guareschi e il coraggio di dire no / Mezzo milione di Antifascisti</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>Una storia che può cambiare il nostro modo di pensarci come popolo. La storia di oltre mezzo milione d’italiani che scontano due anni di lager perché sono determinati a dire “NO” al fascismo, al nazismo e alla loro assurda guerra. Pensa che Paese si sarebbe potuto costruire su una storia così. Ma le cose sono andate diversamente. Nonostante qualcuno ci avesse provato, a raccontarla, questa storia. Si chiamava Giovanni Guareschi, l’autore delle storie di Peppone e Don Camillo, e - da grande scrittore qual’era - la mise nero su bianco: perché lui era stato uno di quelli che avevano detto “NO”. E l’aveva provata sulla propria pelle, l’assurdità e l’epica di quella storia: la storia degli IMI, gli Internati Militari Italiani.</itunes:summary>
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      <title>Ceausescu, il monarca comunista | La fine del mostro</title>
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      <description>In poche ore un regime ultraventennale crolla su se stesso. Ceausescu fugge dalla capitale ma finisce comunque nelle mani dei “rivoluzionari”. Segue un processo sommario. E una fucilazione ancor più affrettata. E tutto sembra rapidamente giunto alla fine. Ma, come in ogni storia horror che si rispetti, il mostro non è morto: ritorna. E cammina ancora con passo pesante per le strade di Bucarest. Il mostro non era Ceausescu. Era…</description>
      <pubDate>Tue, 30 Apr 2024 05:04:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Ceausescu, il monarca comunista / Venti di rivoluzione</title>
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      <pubDate>Tue, 23 Apr 2024 05:02:02 -0000</pubDate>
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      <title>Ceausescu, il monarca comunista / Deliri di grandezza</title>
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      <pubDate>Fri, 19 Apr 2024 14:08:48 -0000</pubDate>
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      <title>Ceausescu, il monarca comunista / Ritratto di un Conducător</title>
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      <description>Si può dire quello che si vuole di Ceausescu ma non che gli manchi un certo fiuto politico. È un dittatore, ma i leader di tutto il mondo lo trattano come un governante illuminato, aspira addirittura al premio Nobel per la pace, sua moglie Elena viene riconosciuta ovunque quale scienziata di alto livello: però è arrivata solo alla quarta elementare. Ma cosa c’è di vero in questa storia?  Testo e voce: Paolo ColomboCura editoriale, musiche e sound design: Andrea Franceschi.Editing: Daniele VaschiComunicazione e marketing: Arianna FainaDesign director: Laura CattaneoIllustrazione: Giorgio De MarinisProduzione: Il Sole 24 Ore</description>
      <pubDate>Fri, 19 Apr 2024 10:12:31 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Il Sole 24 Ore</itunes:author>
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      <title>Ceausescu, il monarca comunista / Fra Adolf Hitler e Mickey Mouse</title>
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      <description>La storia della Romania è una storia per molti versi di splendore e di profondi legami con l’Europa. Ma poi passa attraverso i legami con il nazismo di Adolf Hitler e con l’imposizione del governo stalinista. Fino alla presa di potere da parte non di Dracula ma di un semi-dio: Nicolae Ceausescu. E i riconoscimenti a quel suo potere arrivano persino da Mickey Mouse! Testo e voce: Paolo ColomboCura editoriale, musiche e sound design: Andrea Franceschi.Editing: Daniele VaschiComunicazione e marketing: Arianna FainaDesign director: Laura CattaneoIllustrazione: Giorgio De MarinisProduzione: Il Sole 24 Ore</description>
      <pubDate>Fri, 19 Apr 2024 10:10:38 -0000</pubDate>
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      <title>Ceausescu, il monarca comunista / Dracula e i rumeni</title>
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      <description>Cosa ha a che fare la storia della Romania con Dracula il vampiro? Forse poco o nulla. O forse molto, se è vero che di un pezzo non lontano del loro passato, come i protagonisti di certi film horror, i Rumeni spesso non amano parlare: quel pezzo di passato è legato alla dittatura comunista. E quando il comunismo inizia a crollare, la Romania sembra l’unico paese a tener duro. Come mai? Che storia è questa? È la storia di un mostro.  Testo e voce: Paolo ColomboCura editoriale, musiche e sound design: Andrea Franceschi.Editing: Daniele VaschiComunicazione e marketing: Arianna FainaDesign director: Laura CattaneoIllustrazione: Giorgio De MarinisProduzione: Il Sole 24 Ore</description>
      <pubDate>Fri, 19 Apr 2024 10:08:43 -0000</pubDate>
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