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    <title>Uncinnè. Cronaca della crisi idrica in Sicilia</title>
    <link>https://www.fandangolibri.it/fandango-podcast/</link>
    <language>en</language>
    <copyright>Fandango Podcast</copyright>
    <description>Cosa si prova ad aprire il rubinetto e non veder scendere neanche una goccia d’acqua? Cosa significa dover scegliere tra lavarsi, cucinare o pulire? Non per un’ora. Non per un giorno. Per settimane.

In Sicilia, è quello che è successo, e che continua a succedere tutt’ora. Dall’estate del 2023, una crisi idrica senza precedenti ha lasciato migliaia di persone senz’acqua corrente, trasformando le abitudini quotidiane più semplici in problemi da gestire. Da Palermo alle province interne di Caltanissetta ed Enna, fino ad Agrigento, interi territori hanno vissuto tra razionamenti, turnazioni ed interruzioni del servizio idrico. Uncinné è un podcast che parte da qui: dalle storie di chi l’acqua non ce l’ha. Le voci di cittadine e cittadini, giornalisti e attiviste raccontano cosa significhi vivere senza una risorsa che diamo per scontata, riportando al centro un’esperienza spesso invisibile.

Ma questa crisi ha delle radici profonde e, accanto al racconto, il podcast ricostruisce le cause strutturali del fenomeno: una rete idrica inefficiente che disperde enormi quantità d’acqua, una gestione frammentata tra enti pubblici e privati e una politica che interviene quasi sempre in ritardo, con soluzioni emergenziali e temporanee. A tutto questo si aggiunge la crisi climatica, che in un territorio già fragile e soggetto ai fenomeni estremi, intensifica la siccità e causa devastanti cicloni, accelera l’inaridimento e la desertificazione e riduce progressivamente le riserve idriche. Attraverso testimonianze dirette e contributi di esperti, Uncinné intreccia dimensione umana e analisi, per capire non solo cosa sta accadendo, ma perché continua ad accadere.

Uncinné è un racconto che attraversa l’isola e le sue contraddizioni, mettendo in discussione un paradosso e una disparità fra territori sempre più evidente: com’è possibile che in Sicilia, ancora oggi, manchi l’acqua? E cosa succede quando un bene comune essenziale diventa sempre più scarso e fragile, dunque conteso e diseguale?

&amp;nbsp;

Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia è un podcast ideato, scritto e narrato da Annalisa Perricone, prodotto da Fandango Podcast e A Sud.

Il montaggio, il sound design e le musiche originali sono di Luca Santarelli, la supervisione editoriale è di Vins Gallico.

Si ringraziano Andrea Turco e Paolo Carsetti per il loro prezioso contributo nel lavoro di ricerca e di strutturazione del podcast, e Laura Greco per la fiducia e il supporto.</description>
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    <itunes:author>Annalisa Perricone</itunes:author>
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In Sicilia, è quello che è successo, e che continua a succedere tutt’ora. Dall’estate del 2023, una crisi idrica senza precedenti ha lasciato migliaia di persone senz’acqua corrente, trasformando le abitudini quotidiane più semplici in problemi da gestire. Da Palermo alle province interne di Caltanissetta ed Enna, fino ad Agrigento, interi territori hanno vissuto tra razionamenti, turnazioni ed interruzioni del servizio idrico. Uncinné è un podcast che parte da qui: dalle storie di chi l’acqua non ce l’ha. Le voci di cittadine e cittadini, giornalisti e attiviste raccontano cosa significhi vivere senza una risorsa che diamo per scontata, riportando al centro un’esperienza spesso invisibile.

Ma questa crisi ha delle radici profonde e, accanto al racconto, il podcast ricostruisce le cause strutturali del fenomeno: una rete idrica inefficiente che disperde enormi quantità d’acqua, una gestione frammentata tra enti pubblici e privati e una politica che interviene quasi sempre in ritardo, con soluzioni emergenziali e temporanee. A tutto questo si aggiunge la crisi climatica, che in un territorio già fragile e soggetto ai fenomeni estremi, intensifica la siccità e causa devastanti cicloni, accelera l’inaridimento e la desertificazione e riduce progressivamente le riserve idriche. Attraverso testimonianze dirette e contributi di esperti, Uncinné intreccia dimensione umana e analisi, per capire non solo cosa sta accadendo, ma perché continua ad accadere.

Uncinné è un racconto che attraversa l’isola e le sue contraddizioni, mettendo in discussione un paradosso e una disparità fra territori sempre più evidente: com’è possibile che in Sicilia, ancora oggi, manchi l’acqua? E cosa succede quando un bene comune essenziale diventa sempre più scarso e fragile, dunque conteso e diseguale?

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Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia è un podcast ideato, scritto e narrato da Annalisa Perricone, prodotto da Fandango Podcast e A Sud.

Il montaggio, il sound design e le musiche originali sono di Luca Santarelli, la supervisione editoriale è di Vins Gallico.

Si ringraziano Andrea Turco e Paolo Carsetti per il loro prezioso contributo nel lavoro di ricerca e di strutturazione del podcast, e Laura Greco per la fiducia e il supporto.</itunes:summary>
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      <![CDATA[<p><em>Cosa si prova ad aprire il rubinetto e non veder scendere neanche una goccia d’acqua? Cosa significa dover scegliere tra lavarsi, cucinare o pulire? Non per un’ora. Non per un giorno. Per settimane.</em></p>
<p>In Sicilia, <em>è quello che è successo, e che continua a succedere tutt’ora.</em> Dall’estate del 2023, una crisi idrica senza precedenti ha lasciato migliaia di persone senz’acqua corrente, trasformando le abitudini quotidiane più semplici in problemi da gestire. Da Palermo alle province interne di Caltanissetta ed Enna, fino ad Agrigento, interi territori hanno vissuto tra razionamenti, turnazioni ed interruzioni del servizio idrico. <em>Uncinné</em> è un podcast che parte da qui: dalle storie di chi l’acqua non ce l’ha. Le voci di cittadine e cittadini, giornalisti e attiviste raccontano cosa significhi vivere senza una risorsa che diamo per scontata, riportando al centro un’esperienza spesso invisibile.</p>
<p>Ma questa crisi ha delle radici profonde e, accanto al racconto, il podcast ricostruisce le cause strutturali del fenomeno: una rete idrica inefficiente che disperde enormi quantità d’acqua, una gestione frammentata tra enti pubblici e privati e una politica che interviene quasi sempre in ritardo, con soluzioni emergenziali e temporanee. A tutto questo si aggiunge la crisi climatica, che in un territorio già fragile e soggetto ai fenomeni estremi, intensifica la siccità e causa devastanti cicloni, accelera l’inaridimento e la desertificazione e riduce progressivamente le riserve idriche. Attraverso testimonianze dirette e contributi di esperti, <em>Uncinné</em> intreccia dimensione umana e analisi, per capire non solo cosa sta accadendo, ma perché continua ad accadere.</p>
<p><em>Uncinné è un racconto che attraversa l’isola e le sue contraddizioni, mettendo in discussione un paradosso e una disparità fra territori sempre più evidente: com’è possibile che in Sicilia, ancora oggi, manchi l’acqua? E cosa succede quando un bene comune essenziale diventa sempre più scarso e fragile, dunque conteso e diseguale?</em></p>
<p><em>&nbsp;</em></p>
<p><em>Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia </em>è un podcast ideato, scritto e narrato da Annalisa Perricone, prodotto da Fandango Podcast e A Sud.</p>
<p>Il montaggio, il sound design e le musiche originali sono di Luca Santarelli, la supervisione editoriale è di Vins Gallico.</p>
<p>Si ringraziano Andrea Turco e Paolo Carsetti per il loro prezioso contributo nel lavoro di ricerca e di strutturazione del podcast, e Laura Greco per la fiducia e il supporto.</p>
<p><br></p>]]>
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      <title>5. Si mangiarono l'acqua</title>
      <description>Se in Sicilia manca l’acqua non è soltanto colpa della crisi climatica sempre più distruttiva, né dalle infrastrutture fatiscenti e inadeguate. La crisi idrica è anche il prodotto di un sistema di potere che, per decenni, ha trasformato l'acqua in uno strumento di controllo, consenso e profitto.

La quinta puntata di Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia parte proprio da qui. Attraverso le riflessioni di Antonella Leto, del Forum Siciliano dei Movimenti per l'Acqua pubblica e i Beni Comuni, e del giornalista Attilio Bolzoni, ripercorriamo la storia della privatizzazione del servizio idrico in Sicilia e il legame tra gestione dell'acqua, politica e clientelismo, per capire come si sia costruita una crisi che oggi appare permanente.

Da qui il racconto si sposta nella provincia di Agrigento, uno dei territori più colpiti dalla sete. Dalla gestione privata del servizio idrico fino alla nascita di AICA, il nuovo gestore pubblico, la puntata attraversa reti fatiscenti, abusivismo e contraddizioni che continuano a rendere fragile l'accesso all'acqua.

Questa puntata però racconta anche di chi, ancora oggi, prova a immaginare un modello diverso. A Santo Stefano Quisquina, una comunità difende il proprio bacino idrico dalle continue pressioni esterne, ricordando che prendersi cura dell'acqua significa prendersi cura del futuro di un intero territorio.

Perché la crisi idrica non riguarda solo ciò che manca, ma anche il modo in cui scegliamo di governare una risorsa fondamentale.

Ringrazio Antonella Leto, Attilio Bolzoni, Alan David Scifo e Salvatore Presti per i loro preziosi racconti. Un grazie speciale ai Pupi di Surfaro per avermi concesso la loro interpretazione della poesia Parru cu tia di Ignazio Buttitta.</description>
      <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 10:14:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Annalisa Perricone</itunes:author>
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La quinta puntata di Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia parte proprio da qui. Attraverso le riflessioni di Antonella Leto, del Forum Siciliano dei Movimenti per l'Acqua pubblica e i Beni Comuni, e del giornalista Attilio Bolzoni, ripercorriamo la storia della privatizzazione del servizio idrico in Sicilia e il legame tra gestione dell'acqua, politica e clientelismo, per capire come si sia costruita una crisi che oggi appare permanente.

Da qui il racconto si sposta nella provincia di Agrigento, uno dei territori più colpiti dalla sete. Dalla gestione privata del servizio idrico fino alla nascita di AICA, il nuovo gestore pubblico, la puntata attraversa reti fatiscenti, abusivismo e contraddizioni che continuano a rendere fragile l'accesso all'acqua.

Questa puntata però racconta anche di chi, ancora oggi, prova a immaginare un modello diverso. A Santo Stefano Quisquina, una comunità difende il proprio bacino idrico dalle continue pressioni esterne, ricordando che prendersi cura dell'acqua significa prendersi cura del futuro di un intero territorio.

Perché la crisi idrica non riguarda solo ciò che manca, ma anche il modo in cui scegliamo di governare una risorsa fondamentale.

Ringrazio Antonella Leto, Attilio Bolzoni, Alan David Scifo e Salvatore Presti per i loro preziosi racconti. Un grazie speciale ai Pupi di Surfaro per avermi concesso la loro interpretazione della poesia Parru cu tia di Ignazio Buttitta.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Se in Sicilia manca l’acqua non è soltanto colpa della crisi climatica sempre più distruttiva, né dalle infrastrutture fatiscenti e inadeguate. La crisi idrica è anche il prodotto di un sistema di potere che, per decenni, ha trasformato l'acqua in uno strumento di controllo, consenso e profitto.</p>
<p>La quinta puntata di <em>Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia</em> parte proprio da qui. Attraverso le riflessioni di <strong>Antonella Leto</strong>, del Forum Siciliano dei Movimenti per l'Acqua pubblica e i Beni Comuni, e del giornalista <strong>Attilio Bolzoni</strong>, ripercorriamo la storia della privatizzazione del servizio idrico in Sicilia e il legame tra gestione dell'acqua, politica e clientelismo, per capire come si sia costruita una crisi che oggi appare permanente.</p>
<p>Da qui il racconto si sposta nella provincia di Agrigento, uno dei territori più colpiti dalla sete. Dalla gestione privata del servizio idrico fino alla nascita di AICA, il nuovo gestore pubblico, la puntata attraversa reti fatiscenti, abusivismo e contraddizioni che continuano a rendere fragile l'accesso all'acqua.</p>
<p>Questa puntata però racconta anche di chi, ancora oggi, prova a immaginare un modello diverso. A Santo Stefano Quisquina, una comunità difende il proprio bacino idrico dalle continue pressioni esterne, ricordando che prendersi cura dell'acqua significa prendersi cura del futuro di un intero territorio.</p>
<p>Perché la crisi idrica non riguarda solo ciò che manca, ma anche il modo in cui scegliamo di governare una risorsa fondamentale.</p>
<p>Ringrazio Antonella Leto, Attilio Bolzoni, Alan David Scifo e Salvatore Presti per i loro preziosi racconti. Un grazie speciale ai Pupi di Surfaro per avermi concesso la loro interpretazione della poesia <em>Parru cu tia</em> di Ignazio Buttitta.</p>
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      <title>4. Fari scrusciu</title>
      <description>La crisi idrica non è fatta soltanto di tubature rotte, invasi vuoti e siccità.È fatta anche di persone che decidono di non restare in silenzio.

La quarta puntata di Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia racconta come cittadine e cittadini abbiano trasformato la frustrazione in mobilitazione, dando vita a proteste, comitati e percorsi di attivismo nati per rivendicare un diritto fondamentale: quello all'acqua.

Da Palermo a Caltanissetta, fino ad Agrigento e all'invaso Ancipa, attraversiamo una Sicilia che scende in piazza, occupa simbolicamente un potabilizzatore, denuncia una gestione emergenziale della crisi e prova a riportare il tema dell'acqua al centro del dibattito pubblico. È il racconto di una comunità che sceglie di fari scrusciu: fare rumore, perché il proprio disagio non venga più ignorato.

Ma questa puntata parla anche del ruolo dell'informazione e di chi, attraverso il giornalismo indipendente e dal basso, continua a raccontare una crisi che troppo spesso rimane confinata alle cronache locali.

Perché rompere il silenzio è il primo passo per trasformare un problema privato in una questione collettiva.

Ringrazio Annalisa Sferrazza, Carmela Aiello, Francesca Butera, Valentina Carrubba e Alfio Calabrese per i loro preziosi racconti e i Pupi di Surfaro per avermi concesso di utilizzare il loro brano “Danza Pupa”. </description>
      <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 11:56:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Annalisa Perricone</itunes:author>
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La quarta puntata di Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia racconta come cittadine e cittadini abbiano trasformato la frustrazione in mobilitazione, dando vita a proteste, comitati e percorsi di attivismo nati per rivendicare un diritto fondamentale: quello all'acqua.

Da Palermo a Caltanissetta, fino ad Agrigento e all'invaso Ancipa, attraversiamo una Sicilia che scende in piazza, occupa simbolicamente un potabilizzatore, denuncia una gestione emergenziale della crisi e prova a riportare il tema dell'acqua al centro del dibattito pubblico. È il racconto di una comunità che sceglie di fari scrusciu: fare rumore, perché il proprio disagio non venga più ignorato.

Ma questa puntata parla anche del ruolo dell'informazione e di chi, attraverso il giornalismo indipendente e dal basso, continua a raccontare una crisi che troppo spesso rimane confinata alle cronache locali.

Perché rompere il silenzio è il primo passo per trasformare un problema privato in una questione collettiva.

Ringrazio Annalisa Sferrazza, Carmela Aiello, Francesca Butera, Valentina Carrubba e Alfio Calabrese per i loro preziosi racconti e i Pupi di Surfaro per avermi concesso di utilizzare il loro brano “Danza Pupa”. </itunes:summary>
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<p>La quarta puntata di <em>Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia</em> racconta come cittadine e cittadini abbiano trasformato la frustrazione in mobilitazione, dando vita a proteste, comitati e percorsi di attivismo nati per rivendicare un diritto fondamentale: quello all'acqua.</p>
<p>Da Palermo a Caltanissetta, fino ad Agrigento e all'invaso Ancipa, attraversiamo una Sicilia che scende in piazza, occupa simbolicamente un potabilizzatore, denuncia una gestione emergenziale della crisi e prova a riportare il tema dell'acqua al centro del dibattito pubblico. È il racconto di una comunità che sceglie di <em>fari scrusciu</em>: fare rumore, perché il proprio disagio non venga più ignorato.</p>
<p>Ma questa puntata parla anche del ruolo dell'informazione e di chi, attraverso il giornalismo indipendente e dal basso, continua a raccontare una crisi che troppo spesso rimane confinata alle cronache locali.</p>
<p>Perché rompere il silenzio è il primo passo per trasformare un problema privato in una questione collettiva.</p>
<p>Ringrazio Annalisa Sferrazza, Carmela Aiello, Francesca Butera, Valentina Carrubba e Alfio Calabrese per i loro preziosi racconti e i Pupi di Surfaro per avermi concesso di utilizzare il loro brano “Danza Pupa”. </p>
<p><br></p>]]>
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      <title>3. Quannu c'è, si perdi</title>
      <description>In Sicilia, la crisi idrica non dipende soltanto dalla mancanza di pioggia.Il problema è anche ciò che accade all’acqua dopo che cade.

Nella terza puntata di Uncinné, attraversiamo le reti idriche, vecchie e con tassi di dispersione altissimi, invasi pieni di fango e limitati, infrastrutture lasciate senza manutenzione e soggette a costanti rotture.Secondo i dati ISTAT, oltre la metà dell’acqua immessa nelle condotte siciliane si perde lungo il tragitto: milioni di litri dispersi ogni anno, mentre intere città vivono tra razionamenti e turnazioni.

E infatti, anche dopo mesi di piogge intense e cicloni, la scarsità continua. Perché senza manutenzione, pianificazione e infrastrutture adeguate, neppure il ritorno della pioggia può risolvere il problema.

Dall’invaso Ancipa, quasi prosciugato durante la crisi del 2024, fino ai nuovi dissalatori mobili costruiti lungo le coste, la puntata prova a raccontare un sistema che interviene sempre in emergenza, senza affrontare davvero le cause strutturali del problema.

Ma questa puntata parla anche di comunità che provano a costruire strumenti diversi: come il Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto, che attraverso raccolta dati, citizen science e attivismo territoriale lavora per rendere accessibili informazioni fondamentali sullo stato del territorio e delle acque.

Per capire la crisi idrica siciliana bisogna allora intrecciare storie e numeri, territori e infrastrutture, clima e politica.Perché, in Sicilia, l’acqua non manca soltanto quando non piove: spesso si perde anche quando c’è.

Ringrazio Luigi Pasotti, Giuseppe Firrone, Valentina Carrubba, Alan David Scifo e Vera Pavone per i loro contributi.</description>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 11:16:00 -0000</pubDate>
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Nella terza puntata di Uncinné, attraversiamo le reti idriche, vecchie e con tassi di dispersione altissimi, invasi pieni di fango e limitati, infrastrutture lasciate senza manutenzione e soggette a costanti rotture.Secondo i dati ISTAT, oltre la metà dell’acqua immessa nelle condotte siciliane si perde lungo il tragitto: milioni di litri dispersi ogni anno, mentre intere città vivono tra razionamenti e turnazioni.

E infatti, anche dopo mesi di piogge intense e cicloni, la scarsità continua. Perché senza manutenzione, pianificazione e infrastrutture adeguate, neppure il ritorno della pioggia può risolvere il problema.

Dall’invaso Ancipa, quasi prosciugato durante la crisi del 2024, fino ai nuovi dissalatori mobili costruiti lungo le coste, la puntata prova a raccontare un sistema che interviene sempre in emergenza, senza affrontare davvero le cause strutturali del problema.

Ma questa puntata parla anche di comunità che provano a costruire strumenti diversi: come il Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto, che attraverso raccolta dati, citizen science e attivismo territoriale lavora per rendere accessibili informazioni fondamentali sullo stato del territorio e delle acque.

Per capire la crisi idrica siciliana bisogna allora intrecciare storie e numeri, territori e infrastrutture, clima e politica.Perché, in Sicilia, l’acqua non manca soltanto quando non piove: spesso si perde anche quando c’è.

Ringrazio Luigi Pasotti, Giuseppe Firrone, Valentina Carrubba, Alan David Scifo e Vera Pavone per i loro contributi.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>In Sicilia, la crisi idrica non dipende soltanto dalla mancanza di pioggia.Il problema è anche ciò che accade all’acqua dopo che cade.</p>
<p>Nella terza puntata di <em>Uncinné</em>, attraversiamo le reti idriche, vecchie e con tassi di dispersione altissimi, invasi pieni di fango e limitati, infrastrutture lasciate senza manutenzione e soggette a costanti rotture.Secondo i dati ISTAT, oltre la metà dell’acqua immessa nelle condotte siciliane si perde lungo il tragitto: milioni di litri dispersi ogni anno, mentre intere città vivono tra razionamenti e turnazioni.</p>
<p>E infatti, anche dopo mesi di piogge intense e cicloni, la scarsità continua. Perché senza manutenzione, pianificazione e infrastrutture adeguate, neppure il ritorno della pioggia può risolvere il problema.</p>
<p>Dall’invaso Ancipa, quasi prosciugato durante la crisi del 2024, fino ai nuovi dissalatori mobili costruiti lungo le coste, la puntata prova a raccontare un sistema che interviene sempre in emergenza, senza affrontare davvero le cause strutturali del problema.</p>
<p>Ma questa puntata parla anche di comunità che provano a costruire strumenti diversi: come il Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto, che attraverso raccolta dati, citizen science e attivismo territoriale lavora per rendere accessibili informazioni fondamentali sullo stato del territorio e delle acque.</p>
<p>Per capire la crisi idrica siciliana bisogna allora intrecciare storie e numeri, territori e infrastrutture, clima e politica.Perché, in Sicilia, l’acqua non manca soltanto quando non piove: spesso si perde anche quando c’è.</p>
<p>Ringrazio Luigi Pasotti, Giuseppe Firrone, Valentina Carrubba, Alan David Scifo e Vera Pavone per i loro contributi.</p>
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      <title>2. La pioggia: troppa o troppo poca</title>
      <description>In Sicilia l’arrivo delle piogge sta diventando sempre più imprevedibile: possono mancare per mesi interi fino ad assetare la terra, per poi abbattersi sul territorio in maniera repentina e con conseguenze disastrose. 

La seconda puntata di Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia racconta il ruolo fondamentale della crisi climatica nella crisi idrica: agli anni di siccità estrema sono seguiti mesi dominati da piogge improvvise e violente. Anche se in parte le riserve idriche ne traggono beneficio, l’arrivo dell’acqua sotto forma di tempeste e cicloni non fa che aggravare la fragilità del territorio. 

La Sicilia diventa così un hot-spot climatico, un luogo dove le conseguenze della crisi del clima si manifestano in maniera più evidente: dal Lago di Pergusa, simbolo di un ecosistema, non più solo naturale, in crisi, fino ai campi agricoli e alle isole minori come Pantelleria, questo episodio intreccia dati, testimonianze e storie per mostrare come la crisi climatica stia contribuendo ad alterare l’intero sistema idrologico. 

Oggi il problema non è solo quanta acqua cade, ma quanta ne resta davvero disponibile.

Ringrazio Giuseppe Amato, Luigi Pasotti, Paolo Strada, Flavio La Bruna e Sara Vegni, per i loro preziosi racconti. Un grazie speciale va a Marta Bunoni, che ha cantato “Signuruzzu chiuviti chiuviti” di Rosa Balistreri. </description>
      <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:00:00 -0000</pubDate>
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La seconda puntata di Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia racconta il ruolo fondamentale della crisi climatica nella crisi idrica: agli anni di siccità estrema sono seguiti mesi dominati da piogge improvvise e violente. Anche se in parte le riserve idriche ne traggono beneficio, l’arrivo dell’acqua sotto forma di tempeste e cicloni non fa che aggravare la fragilità del territorio. 

La Sicilia diventa così un hot-spot climatico, un luogo dove le conseguenze della crisi del clima si manifestano in maniera più evidente: dal Lago di Pergusa, simbolo di un ecosistema, non più solo naturale, in crisi, fino ai campi agricoli e alle isole minori come Pantelleria, questo episodio intreccia dati, testimonianze e storie per mostrare come la crisi climatica stia contribuendo ad alterare l’intero sistema idrologico. 

Oggi il problema non è solo quanta acqua cade, ma quanta ne resta davvero disponibile.

Ringrazio Giuseppe Amato, Luigi Pasotti, Paolo Strada, Flavio La Bruna e Sara Vegni, per i loro preziosi racconti. Un grazie speciale va a Marta Bunoni, che ha cantato “Signuruzzu chiuviti chiuviti” di Rosa Balistreri. </itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>In Sicilia l’arrivo delle piogge sta diventando sempre più imprevedibile: possono mancare per mesi interi fino ad assetare la terra, per poi abbattersi sul territorio in maniera repentina e con conseguenze disastrose. </p>
<p>La seconda puntata di Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia racconta il ruolo fondamentale della crisi climatica nella crisi idrica: agli anni di siccità estrema sono seguiti mesi dominati da piogge improvvise e violente. Anche se in parte le riserve idriche ne traggono beneficio, l’arrivo dell’acqua sotto forma di tempeste e cicloni non fa che aggravare la fragilità del territorio. </p>
<p>La Sicilia diventa così un hot-spot climatico, un luogo dove le conseguenze della crisi del clima si manifestano in maniera più evidente: dal Lago di Pergusa, simbolo di un ecosistema, non più solo naturale, in crisi, fino ai campi agricoli e alle isole minori come Pantelleria, questo episodio intreccia dati, testimonianze e storie per mostrare come la crisi climatica stia contribuendo ad alterare l’intero sistema idrologico. </p>
<p>Oggi il problema non è solo quanta acqua cade, ma quanta ne resta davvero disponibile.</p>
<p>Ringrazio Giuseppe Amato, Luigi Pasotti, Paolo Strada, Flavio La Bruna e Sara Vegni, per i loro preziosi racconti. Un grazie speciale va a Marta Bunoni, che ha cantato “Signuruzzu chiuviti chiuviti” di Rosa Balistreri. </p>
<p><br></p>]]>
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      <title>1. La crisi idrica</title>
      <description>La prima puntata di Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia è l’inizio del racconto di una crisi che negli ultimi ha colpito migliaia di siciliani e siciliane: quella dell’acqua. 

In Sicilia, per mesi, intere città sono rimaste senz’acqua corrente, e la loro quotidianità si è trasformata in una gestione continua della scarsità idrica. Attraverso le voci di chi questa condizione l’ha vissuta, la puntata racconta cosa significa fare i conti ogni giorno con l’assenza dell’essenziale risorsa. Ma dietro quella che viene chiamata “emergenza” si nasconde una crisi più profonda e dalle radici storiche: siccità e cambiamento climatico, infrastrutture fatiscenti, cattiva gestione e ritardi politici.

Il racconto intreccia l’esperienza e con l’analisi, per rispondere a una domanda semplice: com’è possibile che in Sicilia, ancora oggi, si resti senz’acqua ?

La mancanza d’acqua non è un problema temporaneo, ma una condizione che ci costringe a guardare il presente e ad interrogarci sul futuro.  

Un grazie speciale a Giuseppe Amato, Giuseppe Firrone, Attilio Bolzoni, Paolo Strada, Carmela Aiello e Gabriele Ruggeri, per i loro racconti.  </description>
      <pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:28:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Annalisa Perricone</itunes:author>
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      <itunes:summary>La prima puntata di Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia è l’inizio del racconto di una crisi che negli ultimi ha colpito migliaia di siciliani e siciliane: quella dell’acqua. 

In Sicilia, per mesi, intere città sono rimaste senz’acqua corrente, e la loro quotidianità si è trasformata in una gestione continua della scarsità idrica. Attraverso le voci di chi questa condizione l’ha vissuta, la puntata racconta cosa significa fare i conti ogni giorno con l’assenza dell’essenziale risorsa. Ma dietro quella che viene chiamata “emergenza” si nasconde una crisi più profonda e dalle radici storiche: siccità e cambiamento climatico, infrastrutture fatiscenti, cattiva gestione e ritardi politici.

Il racconto intreccia l’esperienza e con l’analisi, per rispondere a una domanda semplice: com’è possibile che in Sicilia, ancora oggi, si resti senz’acqua ?

La mancanza d’acqua non è un problema temporaneo, ma una condizione che ci costringe a guardare il presente e ad interrogarci sul futuro.  

Un grazie speciale a Giuseppe Amato, Giuseppe Firrone, Attilio Bolzoni, Paolo Strada, Carmela Aiello e Gabriele Ruggeri, per i loro racconti.  </itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>La prima puntata di Uncinné. Cronaca della crisi idrica in Sicilia è l’inizio del racconto di una crisi che negli ultimi ha colpito migliaia di siciliani e siciliane: quella dell’acqua. </p>
<p>In Sicilia, per mesi, intere città sono rimaste senz’acqua corrente, e la loro quotidianità si è trasformata in una gestione continua della scarsità idrica. Attraverso le voci di chi questa condizione l’ha vissuta, la puntata racconta cosa significa fare i conti ogni giorno con l’assenza dell’essenziale risorsa. Ma dietro quella che viene chiamata “emergenza” si nasconde una crisi più profonda e dalle radici storiche: siccità e cambiamento climatico, infrastrutture fatiscenti, cattiva gestione e ritardi politici.</p>
<p><em>Il racconto intreccia l’esperienza e con l’analisi, per rispondere a una domanda semplice: com’è possibile che in Sicilia, ancora oggi, si resti senz’acqua ?</em></p>
<p><em>La mancanza d’acqua non è un problema temporaneo, ma una condizione che ci costringe a guardare il presente e ad interrogarci sul futuro.  </em></p>
<p>Un grazie speciale a Giuseppe Amato, Giuseppe Firrone, Attilio Bolzoni, Paolo Strada, Carmela Aiello e Gabriele Ruggeri, per i loro racconti<em>.  </em></p>
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