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    <title>Non c'era una volta. Storie di persone e diritti</title>
    <link>https://www.fandangolibri.it/fandango-podcast/</link>
    <language>en</language>
    <copyright>Valentina Calderone e Francesca Zanni - Fandango Podcast</copyright>
    <description>Non c’era una volta. Storie di persone e diritti è un podcast scritto e narrato da Valentina Calderone, garante per i diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale e Francesca Zanni, giornalista e podcaster. Il podcast racconta di persone che, per via delle loro vicende personali, anche se in epoche e geografie diverse, hanno portato al cambiamento e all’inserimento di diritti che oggi consideriamo fondamentali. I protagonisti e le protagoniste della prima stagione del podcast sono Antonia Bernardini, la cui morte ha portato alla chiusura del manicomio giudiziario di Pozzuoli; Jerry Masslo, la cui uccisione ha scatenato un processo legislativo per il riconoscimento del diritto d’asilo; Andrea Cirino e Claudio Renne, che hanno subito torture in carcere prima che il reato di tortura fosse riconosciuto nel nostro Paese; Gabriella Bertini, pioniera per i diritti delle persone con disabilità; Annarella Bracci, il cui omicidio ha portato alla riduzione dei tempi di custodia dei fermati; e infine Franca Viola, che rifiutò il matrimonio riparatore.

Queste vicende, seppur nella loro tragicità, sono state in modi diversi capaci di smuovere la società, fino ad arrivare all’acquisizione di nuovi diritti. Non si è trattato di processi semplici o veloci, e la pretesa di un cambiamento anche normativo è stata il risvolto positivo di storie drammatiche. Non c’era una volta narra queste vicende umane e i loro risvolti storici, politici e legislativi.</description>
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      <title>Non c'era una volta. Storie di persone e diritti</title>
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    <itunes:author>Valentina Calderone e Francesca Zanni - Fandango Podcast</itunes:author>
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Queste vicende, seppur nella loro tragicità, sono state in modi diversi capaci di smuovere la società, fino ad arrivare all’acquisizione di nuovi diritti. Non si è trattato di processi semplici o veloci, e la pretesa di un cambiamento anche normativo è stata il risvolto positivo di storie drammatiche. Non c’era una volta narra queste vicende umane e i loro risvolti storici, politici e legislativi.</itunes:summary>
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      <![CDATA[<p>Non c’era una volta. Storie di persone e diritti è un podcast scritto e narrato da Valentina Calderone, garante per i diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale e Francesca Zanni, giornalista e podcaster. Il podcast racconta di persone che, per via delle loro vicende personali, anche se in epoche e geografie diverse, hanno portato al cambiamento e all’inserimento di diritti che oggi consideriamo fondamentali. I protagonisti e le protagoniste della prima stagione del podcast sono Antonia Bernardini, la cui morte ha portato alla chiusura del manicomio giudiziario di Pozzuoli; Jerry Masslo, la cui uccisione ha scatenato un processo legislativo per il riconoscimento del diritto d’asilo; Andrea Cirino e Claudio Renne, che hanno subito torture in carcere prima che il reato di tortura fosse riconosciuto nel nostro Paese; Gabriella Bertini, pioniera per i diritti delle persone con disabilità; Annarella Bracci, il cui omicidio ha portato alla riduzione dei tempi di custodia dei fermati; e infine Franca Viola, che rifiutò il matrimonio riparatore.</p>
<p>Queste vicende, seppur nella loro tragicità, sono state in modi diversi capaci di smuovere la società, fino ad arrivare all’acquisizione di nuovi diritti. Non si è trattato di processi semplici o veloci, e la pretesa di un cambiamento anche normativo è stata il risvolto positivo di storie drammatiche. Non c’era una volta narra queste vicende umane e i loro risvolti storici, politici e legislativi.</p>
<p><br></p>
<p><br></p>]]>
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      <itunes:name>Valentina Calderone e Francesca Zanni - Fandango Podcast</itunes:name>
      <itunes:email>podcast@fandango.it</itunes:email>
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    <item>
      <title>6. Franca Viola e l’abolizione del matrimonio riparatore</title>
      <description>Il 26 dicembre 1965 la minorenne Franca Viola viene rapita in casa sua ad Alcamo, in provincia di Trapani, da un ventitreenne con cui aveva avuto una frequentazione ma che aveva rifiutato di sposare: Filippo Melodia. Il rapimento era finalizzato allo stupro della giovane, per poi obbligarla a sposare il suo violentatore. Questa pratica detta “matrimonio riparatore”, era all’epoca prevista per “salvare l’onore della donna”, che, dopo lo stupro, non avrebbe avuto la possibilità di sposarsi con altri. Franca Viola però si oppone, dice di no al matrimonio riparatore e porta il suo stupratore in tribunale, denunciandolo. Filippo Melodia verrà condannato per sequestro di persona e altri reati. Il rivoluzionario “no” di Franca Viola, nella Sicilia degli anni Sessanta, sarà poi alla base dell’abolizione del matrimonio riparatore, avvenuta però solo nel 1981.</description>
      <pubDate>Fri, 17 Apr 2026 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Valentina Calderone e Francesca Zanni - Fandango Podcast</itunes:author>
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      <itunes:summary>Il 26 dicembre 1965 la minorenne Franca Viola viene rapita in casa sua ad Alcamo, in provincia di Trapani, da un ventitreenne con cui aveva avuto una frequentazione ma che aveva rifiutato di sposare: Filippo Melodia. Il rapimento era finalizzato allo stupro della giovane, per poi obbligarla a sposare il suo violentatore. Questa pratica detta “matrimonio riparatore”, era all’epoca prevista per “salvare l’onore della donna”, che, dopo lo stupro, non avrebbe avuto la possibilità di sposarsi con altri. Franca Viola però si oppone, dice di no al matrimonio riparatore e porta il suo stupratore in tribunale, denunciandolo. Filippo Melodia verrà condannato per sequestro di persona e altri reati. Il rivoluzionario “no” di Franca Viola, nella Sicilia degli anni Sessanta, sarà poi alla base dell’abolizione del matrimonio riparatore, avvenuta però solo nel 1981.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Il 26 dicembre 1965 la minorenne Franca Viola viene rapita in casa sua ad Alcamo, in provincia di Trapani, da un ventitreenne con cui aveva avuto una frequentazione ma che aveva rifiutato di sposare: Filippo Melodia. Il rapimento era finalizzato allo stupro della giovane, per poi obbligarla a sposare il suo violentatore. Questa pratica detta “matrimonio riparatore”, era all’epoca prevista per “salvare l’onore della donna”, che, dopo lo stupro, non avrebbe avuto la possibilità di sposarsi con altri. Franca Viola però si oppone, dice di no al matrimonio riparatore e porta il suo stupratore in tribunale, denunciandolo. Filippo Melodia verrà condannato per sequestro di persona e altri reati. Il rivoluzionario “no” di Franca Viola, nella Sicilia degli anni Sessanta, sarà poi alla base dell’abolizione del matrimonio riparatore, avvenuta però solo nel 1981.</p>]]>
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    <item>
      <title>5. Annarella Bracci, Lionello Egidi e le tutele del fermo di polizia.</title>
      <description>Il 18 febbraio 1950 scompare dal quartiere Primavalle di Roma Anna Maria Bracci, per tutti Annarella, una bambina di 12 anni. Il suo corpo senza vita viene ritrovato il 3 marzo in fondo a un pozzo a seguito di una “visione” del suo stesso nonno. Per il suo omicidio viene accusato Lionello Egidi, bracciante agricolo e amico di famiglia. Durante i sette giorni del fermo l’uomo confessa l’omicidio, ma davanti al giudice ritratta e dichiara di essere stato torturato dalla polizia e obbligato a confessare con l’inganno. Egidi viene infine assolto per l’omicidio Bracci, che tuttora rimane un caso irrisolto, ma la sua testimonianza circa le torture subite provoca importanti conseguenze politiche. L’attenzione della stampa si sposta quindi sull’operato della polizia e, anche a seguito di alcune interrogazioni parlamentari al ministero della Giustizia, viene approvata nel 1955 una modifica al codice di procedura penale che ha ridimensionato e meglio regolato le procedure del fermo di indiziato di polizia. Nessun agente è stato condannato per le torture subite da Egidi, ma dal 1955 viene introdotto l’obbligo di comunicazione immediata del fermo e il tempo massimo consentito viene ridotto da sette giorni a 48 ore.



Fonti:

Il pozzo delle nebbie, Roberto Morassut, Ponte Sisto, Roma 2014

https://primavalleinrete.wordpress.com</description>
      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 21:30:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Il 18 febbraio 1950 scompare dal quartiere Primavalle di Roma Anna Maria Bracci, per tutti Annarella, una bambina di 12 anni. Il suo corpo senza vita viene ritrovato il 3 marzo in fondo a un pozzo a seguito di una “visione” del suo stesso nonno. Per il suo omicidio viene accusato Lionello Egidi, bracciante agricolo e amico di famiglia. Durante i sette giorni del fermo l’uomo confessa l’omicidio, ma davanti al giudice ritratta e dichiara di essere stato torturato dalla polizia e obbligato a confessare con l’inganno. Egidi viene infine assolto per l’omicidio Bracci, che tuttora rimane un caso irrisolto, ma la sua testimonianza circa le torture subite provoca importanti conseguenze politiche. L’attenzione della stampa si sposta quindi sull’operato della polizia e, anche a seguito di alcune interrogazioni parlamentari al ministero della Giustizia, viene approvata nel 1955 una modifica al codice di procedura penale che ha ridimensionato e meglio regolato le procedure del fermo di indiziato di polizia. Nessun agente è stato condannato per le torture subite da Egidi, ma dal 1955 viene introdotto l’obbligo di comunicazione immediata del fermo e il tempo massimo consentito viene ridotto da sette giorni a 48 ore.



Fonti:

Il pozzo delle nebbie, Roberto Morassut, Ponte Sisto, Roma 2014

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        <![CDATA[<p>Il 18 febbraio 1950 scompare dal quartiere Primavalle di Roma Anna Maria Bracci, per tutti Annarella, una bambina di 12 anni. Il suo corpo senza vita viene ritrovato il 3 marzo in fondo a un pozzo a seguito di una “visione” del suo stesso nonno. Per il suo omicidio viene accusato Lionello Egidi, bracciante agricolo e amico di famiglia. Durante i sette giorni del fermo l’uomo confessa l’omicidio, ma davanti al giudice ritratta e dichiara di essere stato torturato dalla polizia e obbligato a confessare con l’inganno. Egidi viene infine assolto per l’omicidio Bracci, che tuttora rimane un caso irrisolto, ma la sua testimonianza circa le torture subite provoca importanti conseguenze politiche. L’attenzione della stampa si sposta quindi sull’operato della polizia e, anche a seguito di alcune interrogazioni parlamentari al ministero della Giustizia, viene approvata nel 1955 una modifica al codice di procedura penale che ha ridimensionato e meglio regolato le procedure del fermo di indiziato di polizia. Nessun agente è stato condannato per le torture subite da Egidi, ma dal 1955 viene introdotto l’obbligo di comunicazione immediata del fermo e il tempo massimo consentito viene ridotto da sette giorni a 48 ore.</p>
<p><br></p>
<p>Fonti:</p>
<p><em>Il pozzo delle nebbie</em>, Roberto Morassut, Ponte Sisto, Roma 2014</p>
<p>https://primavalleinrete.wordpress.com</p>
<p><br></p>]]>
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      <title>4. Gabriella Bertini e i diritti delle persone con disabilità.</title>
      <description>Gabriella Bertini nasce vicino Firenze nel 1940 e all’età di 13 anni smette di camminare. Per questo rimane costretta a letto in una casa in affitto al secondo piano senza ascensore per cinque anni. A 18 anni finalmente riesce a ottenere una carrozzina e da lì inizia a battersi per i diritti delle persone con disabilità. Gabriella Bertini diviene una delle prime donne con disabilità nel nostro Paese a lavorare e a guidare, grazie all’acquisto di una macchina modificata. Grazie anche ai suoi numerosi viaggi esplorativi in Inghilterra e Germania, la donna si adopera per promuovere anche in Italia una modifica ai servizi e alle cure dedicate alle persone con lesioni spinali. Bertini ha contribuito in modo significativo alla promulgazione in Italia delle leggi sull’integrazione scolastica e sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.



Fonti:

Libri: È tempo di travasare i sogni del 2016 Giulia Malavasi, Donato Santandrea e Fanny Di Cara

Lotta per l’inclusione, Enrichetta Alimena

https://rivistedigitali.erickson.it/integrazione-scolastica-sociale/archivio/vol-24-n-2/gabriella-bertini-dalla-segregazione-allindipendenza/ 

https://www.nordestnews.com/rubriche/vita-interdipendente-unidea-che-non-e-utopia/?cn-reloaded=1

https://www.youtube.com/watch?v=5qvkAvSp1VU&amp;t=492s

https://personeediritti.altervista.org/parliamo-di-roberto-tarditi/

https://superando.it/2025/01/22/lavoro-e-disabilita-una-chimera-anche-per-chi-studia-e-ha-unalta-formazione/ 

https://informareunh.it/gabriella-bertini-quella-donna-in-fiat-500-che-difendeva-i-diritti/ 

https://invisibili.corriere.it/2024/01/15/gabriella-bertini-la-pioniera-dei-diritti-e-il-sogno-di-una-casa-che-porta-il-suo-nome/  

https://www.stateofmind.it/2014/11/identita-sociale-disabile/ 

https://www.accessiway.com/it/blog/la-storia-della-disabilita-un-riassunto-per-capire-il-presente

https://it.wikipedia.org/wiki/Aktion_T4 

https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Maglio_(medico) 

https://rivistedigitali.erickson.it/integrazione-scolastica-sociale/it/visualizza/pdf/1492

https://www.nuovicittadini-prefto.it/images/materiali/Vite_straordinarie_-_Storie_di_donne_e_uomini_che_hanno_fatto_la_differenza.pdf 

https://www.rapportodiritti.it/persona-e-disabilita#capitolo </description>
      <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:56:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Gabriella Bertini nasce vicino Firenze nel 1940 e all’età di 13 anni smette di camminare. Per questo rimane costretta a letto in una casa in affitto al secondo piano senza ascensore per cinque anni. A 18 anni finalmente riesce a ottenere una carrozzina e da lì inizia a battersi per i diritti delle persone con disabilità. Gabriella Bertini diviene una delle prime donne con disabilità nel nostro Paese a lavorare e a guidare, grazie all’acquisto di una macchina modificata. Grazie anche ai suoi numerosi viaggi esplorativi in Inghilterra e Germania, la donna si adopera per promuovere anche in Italia una modifica ai servizi e alle cure dedicate alle persone con lesioni spinali. Bertini ha contribuito in modo significativo alla promulgazione in Italia delle leggi sull’integrazione scolastica e sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.



Fonti:

Libri: È tempo di travasare i sogni del 2016 Giulia Malavasi, Donato Santandrea e Fanny Di Cara

Lotta per l’inclusione, Enrichetta Alimena

https://rivistedigitali.erickson.it/integrazione-scolastica-sociale/archivio/vol-24-n-2/gabriella-bertini-dalla-segregazione-allindipendenza/ 

https://www.nordestnews.com/rubriche/vita-interdipendente-unidea-che-non-e-utopia/?cn-reloaded=1

https://www.youtube.com/watch?v=5qvkAvSp1VU&amp;t=492s

https://personeediritti.altervista.org/parliamo-di-roberto-tarditi/

https://superando.it/2025/01/22/lavoro-e-disabilita-una-chimera-anche-per-chi-studia-e-ha-unalta-formazione/ 

https://informareunh.it/gabriella-bertini-quella-donna-in-fiat-500-che-difendeva-i-diritti/ 

https://invisibili.corriere.it/2024/01/15/gabriella-bertini-la-pioniera-dei-diritti-e-il-sogno-di-una-casa-che-porta-il-suo-nome/  

https://www.stateofmind.it/2014/11/identita-sociale-disabile/ 

https://www.accessiway.com/it/blog/la-storia-della-disabilita-un-riassunto-per-capire-il-presente

https://it.wikipedia.org/wiki/Aktion_T4 

https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Maglio_(medico) 

https://rivistedigitali.erickson.it/integrazione-scolastica-sociale/it/visualizza/pdf/1492

https://www.nuovicittadini-prefto.it/images/materiali/Vite_straordinarie_-_Storie_di_donne_e_uomini_che_hanno_fatto_la_differenza.pdf 

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        <![CDATA[<p>Gabriella Bertini nasce vicino Firenze nel 1940 e all’età di 13 anni smette di camminare. Per questo rimane costretta a letto in una casa in affitto al secondo piano senza ascensore per cinque anni. A 18 anni finalmente riesce a ottenere una carrozzina e da lì inizia a battersi per i diritti delle persone con disabilità. Gabriella Bertini diviene una delle prime donne con disabilità nel nostro Paese a lavorare e a guidare, grazie all’acquisto di una macchina modificata. Grazie anche ai suoi numerosi viaggi esplorativi in Inghilterra e Germania, la donna si adopera per promuovere anche in Italia una modifica ai servizi e alle cure dedicate alle persone con lesioni spinali. Bertini ha contribuito in modo significativo alla promulgazione in Italia delle leggi sull’integrazione scolastica e sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.</p>
<p><br></p>
<p>Fonti:</p>
<p>Libri: <em>È tempo di travasare i sogni</em> del 2016 Giulia Malavasi, Donato Santandrea e Fanny Di Cara</p>
<p><em>Lotta per l’inclusione</em>, Enrichetta Alimena</p>
<p><a href="https://rivistedigitali.erickson.it/integrazione-scolastica-sociale/archivio/vol-24-n-2/gabriella-bertini-dalla-segregazione-allindipendenza/"><u>https://rivistedigitali.erickson.it/integrazione-scolastica-sociale/archivio/vol-24-n-2/gabriella-bertini-dalla-segregazione-allindipendenza/</u></a> </p>
<p><a href="https://www.nordestnews.com/rubriche/vita-interdipendente-unidea-che-non-e-utopia/?cn-reloaded=1"><u>https://www.nordestnews.com/rubriche/vita-interdipendente-unidea-che-non-e-utopia/?cn-reloaded=1</u></a></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=5qvkAvSp1VU&amp;t=492s"><u>https://www.youtube.com/watch?v=5qvkAvSp1VU&amp;t=492s</u></a></p>
<p><a href="https://personeediritti.altervista.org/parliamo-di-roberto-tarditi/"><u>https://personeediritti.altervista.org/parliamo-di-roberto-tarditi/</u></a></p>
<p><a href="https://superando.it/2025/01/22/lavoro-e-disabilita-una-chimera-anche-per-chi-studia-e-ha-unalta-formazione/"><u>https://superando.it/2025/01/22/lavoro-e-disabilita-una-chimera-anche-per-chi-studia-e-ha-unalta-formazione/</u></a> </p>
<p><a href="https://informareunh.it/gabriella-bertini-quella-donna-in-fiat-500-che-difendeva-i-diritti/"><u>https://informareunh.it/gabriella-bertini-quella-donna-in-fiat-500-che-difendeva-i-diritti/</u></a> </p>
<p><a href="https://invisibili.corriere.it/2024/01/15/gabriella-bertini-la-pioniera-dei-diritti-e-il-sogno-di-una-casa-che-porta-il-suo-nome/"><u>https://invisibili.corriere.it/2024/01/15/gabriella-bertini-la-pioniera-dei-diritti-e-il-sogno-di-una-casa-che-porta-il-suo-nome/</u></a>  </p>
<p><a href="https://www.stateofmind.it/2014/11/identita-sociale-disabile/"><u>https://www.stateofmind.it/2014/11/identita-sociale-disabile/</u></a> </p>
<p><a href="https://www.accessiway.com/it/blog/la-storia-della-disabilita-un-riassunto-per-capire-il-presente"><u>https://www.accessiway.com/it/blog/la-storia-della-disabilita-un-riassunto-per-capire-il-presente</u></a></p>
<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aktion_T4"><u>https://it.wikipedia.org/wiki/Aktion_T4</u></a> </p>
<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Maglio_(medico)"><u>https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Maglio_(medico)</u></a> </p>
<p><a href="https://rivistedigitali.erickson.it/integrazione-scolastica-sociale/it/visualizza/pdf/1492"><u>https://rivistedigitali.erickson.it/integrazione-scolastica-sociale/it/visualizza/pdf/1492</u></a></p>
<p><a href="https://www.nuovicittadini-prefto.it/images/materiali/Vite_straordinarie_-_Storie_di_donne_e_uomini_che_hanno_fatto_la_differenza.pdf"><u>https://www.nuovicittadini-prefto.it/images/materiali/Vite_straordinarie_-_Storie_di_donne_e_uomini_che_hanno_fatto_la_differenza.pdf</u></a> </p>
<p><a href="https://www.rapportodiritti.it/persona-e-disabilita#capitolo"><u>https://www.rapportodiritti.it/persona-e-disabilita#capitolo</u></a> </p>
<p><br></p>]]>
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      <title>3. Andrea Cirino, Claudio Renne e il reato di tortura</title>
      <description>Andrea Cirino e Claudio Renne erano nel 2004 detenuti nel carcere di Asti. Per via di un banale screzio con una guardia carceraria, vengono entrambi messi in isolamento in “celle lisce” ovvero prive di mobili e di servizi igienici, dove devono stare, inizialmente nudi, al freddo e senza cibo e acqua, subendo numerosi pestaggi e addirittura lo strappo del codino a mani nude nel caso di Renne. Nonostante ciò che hanno subito, la vicenda è emersa non per una denuncia da parte dei due, ma a seguito di intercettazioni volte ad accertare l’esistenza di un traffico di stupefacenti all’interno del carcere a opera di alcuni operatori di polizia. Tuttavia, nonostante le intercettazioni, il giudice non ha potuto emettere alcuna condanna per la mancanza nel nostro ordinamento del reato di tortura. Il reato è stato introdotto nel nostro Codice penale solo nel 2017, a quasi trent’anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione Onu contro la tortura.



Fonti:

https://www.antigone.it/news/3090-carcere-di-asti-fu-tortura-dopo-13-anni-la-cedu-ripristina-la-giustizia

https://torino.repubblica.it/cronaca/2015/12/02/news/la_corte_europea_riconosce_due_casi_di_tortura_nelle_carceri_italiane-128612759/?ref=HREC1-7

https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/d/5724-a-bolzaneto-e-ad-asti-fu-tortura-tre-nuove-condanne-inflitte-dalla-corte-di-strasburgo-all-italia-p

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2017/10/27/carcere-di-asti-il-governo-resiste-e-ora-paga-doppio/3938683/

https://www.cittadinanzattiva.it/notizie/8406-carcere-di-asti-per-la-cedu-tortura-nei-confronti-dei-detenuti.html

https://www.antigone.it/76-archivio/2472-lo-scandalo-delle-torture-nel-carcere-di-asti

https://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=lavori&amp;tipoDoc=sicross&amp;idlegislatura=16&amp;ramo=CAMERA&amp;stile=6&amp;idDocumento=5-07667

https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.page?contentId=SDU88666

https://www.lastampa.it/asti/2017/10/27/news/torture-in-carcere-dopo-13-anni-arriva-il-risarcimento-per-2-detenuti-1.34409860/

https://www.osservatoriorepressione.info/morto-claudio-renne-uno-dei-detenuti-denuncio-le-torture-al-carcere-asti/

https://www.osservatoriorepressione.info/asti-detenuti-vittime-di-tortura-ma-in-italia-il-reato-di-tortura-non-ce/

https://www.avantionline.it/morto-claudio-renne-denuncio-le-torture-in-carcere/

https://www.today.it/cronaca/tortura-carcere-asti-italia-condannata.html

https://www.antigone.it/upload/Antigone_no.tortura.pdf </description>
      <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Valentina Calderone e Francesca Zanni - Fandango Podcast</itunes:author>
      <itunes:subtitle></itunes:subtitle>
      <itunes:summary>Andrea Cirino e Claudio Renne erano nel 2004 detenuti nel carcere di Asti. Per via di un banale screzio con una guardia carceraria, vengono entrambi messi in isolamento in “celle lisce” ovvero prive di mobili e di servizi igienici, dove devono stare, inizialmente nudi, al freddo e senza cibo e acqua, subendo numerosi pestaggi e addirittura lo strappo del codino a mani nude nel caso di Renne. Nonostante ciò che hanno subito, la vicenda è emersa non per una denuncia da parte dei due, ma a seguito di intercettazioni volte ad accertare l’esistenza di un traffico di stupefacenti all’interno del carcere a opera di alcuni operatori di polizia. Tuttavia, nonostante le intercettazioni, il giudice non ha potuto emettere alcuna condanna per la mancanza nel nostro ordinamento del reato di tortura. Il reato è stato introdotto nel nostro Codice penale solo nel 2017, a quasi trent’anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione Onu contro la tortura.



Fonti:

https://www.antigone.it/news/3090-carcere-di-asti-fu-tortura-dopo-13-anni-la-cedu-ripristina-la-giustizia

https://torino.repubblica.it/cronaca/2015/12/02/news/la_corte_europea_riconosce_due_casi_di_tortura_nelle_carceri_italiane-128612759/?ref=HREC1-7

https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/d/5724-a-bolzaneto-e-ad-asti-fu-tortura-tre-nuove-condanne-inflitte-dalla-corte-di-strasburgo-all-italia-p

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2017/10/27/carcere-di-asti-il-governo-resiste-e-ora-paga-doppio/3938683/

https://www.cittadinanzattiva.it/notizie/8406-carcere-di-asti-per-la-cedu-tortura-nei-confronti-dei-detenuti.html

https://www.antigone.it/76-archivio/2472-lo-scandalo-delle-torture-nel-carcere-di-asti

https://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=lavori&amp;tipoDoc=sicross&amp;idlegislatura=16&amp;ramo=CAMERA&amp;stile=6&amp;idDocumento=5-07667

https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.page?contentId=SDU88666

https://www.lastampa.it/asti/2017/10/27/news/torture-in-carcere-dopo-13-anni-arriva-il-risarcimento-per-2-detenuti-1.34409860/

https://www.osservatoriorepressione.info/morto-claudio-renne-uno-dei-detenuti-denuncio-le-torture-al-carcere-asti/

https://www.osservatoriorepressione.info/asti-detenuti-vittime-di-tortura-ma-in-italia-il-reato-di-tortura-non-ce/

https://www.avantionline.it/morto-claudio-renne-denuncio-le-torture-in-carcere/

https://www.today.it/cronaca/tortura-carcere-asti-italia-condannata.html

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        <![CDATA[<p>Andrea Cirino e Claudio Renne erano nel 2004 detenuti nel carcere di Asti. Per via di un banale screzio con una guardia carceraria, vengono entrambi messi in isolamento in “celle lisce” ovvero prive di mobili e di servizi igienici, dove devono stare, inizialmente nudi, al freddo e senza cibo e acqua, subendo numerosi pestaggi e addirittura lo strappo del codino a mani nude nel caso di Renne. Nonostante ciò che hanno subito, la vicenda è emersa non per una denuncia da parte dei due, ma a seguito di intercettazioni volte ad accertare l’esistenza di un traffico di stupefacenti all’interno del carcere a opera di alcuni operatori di polizia. Tuttavia, nonostante le intercettazioni, il giudice non ha potuto emettere alcuna condanna per la mancanza nel nostro ordinamento del reato di tortura. Il reato è stato introdotto nel nostro Codice penale solo nel 2017, a quasi trent’anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione Onu contro la tortura.</p>
<p><br></p>
<p>Fonti:</p>
<p><a href="https://www.antigone.it/news/3090-carcere-di-asti-fu-tortura-dopo-13-anni-la-cedu-ripristina-la-giustizia"><u>https://www.antigone.it/news/3090-carcere-di-asti-fu-tortura-dopo-13-anni-la-cedu-ripristina-la-giustizia</u></a></p>
<p><a href="https://torino.repubblica.it/cronaca/2015/12/02/news/la_corte_europea_riconosce_due_casi_di_tortura_nelle_carceri_italiane-128612759/?ref=HREC1-7"><u>https://torino.repubblica.it/cronaca/2015/12/02/news/la_corte_europea_riconosce_due_casi_di_tortura_nelle_carceri_italiane-128612759/?ref=HREC1-7</u></a></p>
<p><a href="https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/d/5724-a-bolzaneto-e-ad-asti-fu-tortura-tre-nuove-condanne-inflitte-dalla-corte-di-strasburgo-all-italia-p"><u>https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/d/5724-a-bolzaneto-e-ad-asti-fu-tortura-tre-nuove-condanne-inflitte-dalla-corte-di-strasburgo-all-italia-p</u></a></p>
<p><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2017/10/27/carcere-di-asti-il-governo-resiste-e-ora-paga-doppio/3938683/"><u>https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2017/10/27/carcere-di-asti-il-governo-resiste-e-ora-paga-doppio/3938683/</u></a></p>
<p><a href="https://www.cittadinanzattiva.it/notizie/8406-carcere-di-asti-per-la-cedu-tortura-nei-confronti-dei-detenuti.html"><u>https://www.cittadinanzattiva.it/notizie/8406-carcere-di-asti-per-la-cedu-tortura-nei-confronti-dei-detenuti.html</u></a></p>
<p><a href="https://www.antigone.it/76-archivio/2472-lo-scandalo-delle-torture-nel-carcere-di-asti"><u>https://www.antigone.it/76-archivio/2472-lo-scandalo-delle-torture-nel-carcere-di-asti</u></a></p>
<p><a href="https://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=lavori&amp;tipoDoc=sicross&amp;idlegislatura=16&amp;ramo=CAMERA&amp;stile=6&amp;idDocumento=5-07667"><u>https://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=lavori&amp;tipoDoc=sicross&amp;idlegislatura=16&amp;ramo=CAMERA&amp;stile=6&amp;idDocumento=5-07667</u></a></p>
<p><a href="https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.page?contentId=SDU88666"><u>https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.page?contentId=SDU88666</u></a></p>
<p><a href="https://www.lastampa.it/asti/2017/10/27/news/torture-in-carcere-dopo-13-anni-arriva-il-risarcimento-per-2-detenuti-1.34409860/"><u>https://www.lastampa.it/asti/2017/10/27/news/torture-in-carcere-dopo-13-anni-arriva-il-risarcimento-per-2-detenuti-1.34409860/</u></a></p>
<p><a href="https://www.osservatoriorepressione.info/morto-claudio-renne-uno-dei-detenuti-denuncio-le-torture-al-carcere-asti/"><u>https://www.osservatoriorepressione.info/morto-claudio-renne-uno-dei-detenuti-denuncio-le-torture-al-carcere-asti/</u></a></p>
<p><a href="https://www.osservatoriorepressione.info/asti-detenuti-vittime-di-tortura-ma-in-italia-il-reato-di-tortura-non-ce/"><u>https://www.osservatoriorepressione.info/asti-detenuti-vittime-di-tortura-ma-in-italia-il-reato-di-tortura-non-ce/</u></a></p>
<p><a href="https://www.avantionline.it/morto-claudio-renne-denuncio-le-torture-in-carcere/"><u>https://www.avantionline.it/morto-claudio-renne-denuncio-le-torture-in-carcere/</u></a></p>
<p><a href="https://www.today.it/cronaca/tortura-carcere-asti-italia-condannata.html"><u>https://www.today.it/cronaca/tortura-carcere-asti-italia-condannata.html</u></a></p>
<p><a href="https://www.antigone.it/upload/Antigone_no.tortura.pdf"><u>https://www.antigone.it/upload/Antigone_no.tortura.pdf</u></a> </p>
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    <item>
      <title>2. Jerry Masslo e il diritto a chiedere asilo politico.</title>
      <description>A Villa Literno, in provincia di Caserta, la notte del 24 agosto 1989 un gruppo di uomini con il volto coperto fa irruzione in un capannone dove dormono alcuni braccianti, con l’intento di rapinarli del guadagno della stagione. I lavoratori si oppongono e i rapinatori iniziano a sparare, ferendo a morte Jerry Masslo, un uomo di trent’anni che era arrivato in Italia l’anno precedente e che era costretto a raccogliere i pomodori per poche lire. Jerry Masslo aveva infatti richiesto l’asilo politico al suo arrivo in Italia, dal momento che fuggiva dall’apartheid in Sudafrica. Tuttavia, per via del “principio della limitazione geografica”, che consentiva solo a persone provenienti dai paesi dell’Europa orientale di ottenere l’asilo politico nel nostro Paese, non aveva potuto ottenerlo, ma nemmeno aveva avuto diritto al riconoscimento della sua posizione, trovandosi in un limbo senza diritti. Doveva infatti sopravvivere grazie all’aiuto della Comunità Sant’Egidio, che l’aveva accolto, e a lavori saltuari e sfruttati. La morte di Jerry Masslo portò all’approvazione del decreto-legge n. 416 del 30 dicembre 1989, per il riconoscimento dell’asilo politico a persone provenienti non solo dall’Est Europa.



Fonti:

https://www.youtube.com/watch?v=3ApGEpIsnYo

https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/25/razzismo-jerry-masslo-un-raccoglitore-di-pomodori-ha-cambiato-litalia/691986/

https://www.internazionale.it/reportage/michele-colucci/2019/07/29/jerry-masslo-morte

https://vivi.libera.it/storie-228-jerry_essan_masslo

https://www.youtube.com/watch?v=TMAAs_IWZBY

https://www.raiplay.it/programmi/laguerradimasslo

https://fondazionepolis.regione.campania.it/jerry_essan_masslo

https://www.centrofernandes.it/Passione%20di%20J.Masslo.htm 

https://www.adir.unifi.it/rivista/2016/suprano/cap3.htm#n12 

https://www.emigrati.it/Emigrazione/Esodo.asp 

https://missingmigrants.iom.int/sites/g/files/tmzbdl601/files/publication/file/A%20decade%20of%20documenting%20migrant%20deaths_0.pdf </description>
      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 06:23:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Valentina Calderone e Francesca Zanni - Fandango Podcast</itunes:author>
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Fonti:

https://www.youtube.com/watch?v=3ApGEpIsnYo

https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/25/razzismo-jerry-masslo-un-raccoglitore-di-pomodori-ha-cambiato-litalia/691986/

https://www.internazionale.it/reportage/michele-colucci/2019/07/29/jerry-masslo-morte

https://vivi.libera.it/storie-228-jerry_essan_masslo

https://www.youtube.com/watch?v=TMAAs_IWZBY

https://www.raiplay.it/programmi/laguerradimasslo

https://fondazionepolis.regione.campania.it/jerry_essan_masslo

https://www.centrofernandes.it/Passione%20di%20J.Masslo.htm 

https://www.adir.unifi.it/rivista/2016/suprano/cap3.htm#n12 

https://www.emigrati.it/Emigrazione/Esodo.asp 

https://missingmigrants.iom.int/sites/g/files/tmzbdl601/files/publication/file/A%20decade%20of%20documenting%20migrant%20deaths_0.pdf </itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>A Villa Literno, in provincia di Caserta, la notte del 24 agosto 1989 un gruppo di uomini con il volto coperto fa irruzione in un capannone dove dormono alcuni braccianti, con l’intento di rapinarli del guadagno della stagione. I lavoratori si oppongono e i rapinatori iniziano a sparare, ferendo a morte Jerry Masslo, un uomo di trent’anni che era arrivato in Italia l’anno precedente e che era costretto a raccogliere i pomodori per poche lire. Jerry Masslo aveva infatti richiesto l’asilo politico al suo arrivo in Italia, dal momento che fuggiva dall’apartheid in Sudafrica. Tuttavia, per via del “principio della limitazione geografica”, che consentiva solo a persone provenienti dai paesi dell’Europa orientale di ottenere l’asilo politico nel nostro Paese, non aveva potuto ottenerlo, ma nemmeno aveva avuto diritto al riconoscimento della sua posizione, trovandosi in un limbo senza diritti. Doveva infatti sopravvivere grazie all’aiuto della Comunità Sant’Egidio, che l’aveva accolto, e a lavori saltuari e sfruttati. La morte di Jerry Masslo portò all’approvazione del decreto-legge n. 416 del 30 dicembre 1989, per il riconoscimento dell’asilo politico a persone provenienti non solo dall’Est Europa.</p>
<p><br></p>
<p>Fonti:</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=3ApGEpIsnYo"><u>https://www.youtube.com/watch?v=3ApGEpIsnYo</u></a></p>
<p><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/25/razzismo-jerry-masslo-un-raccoglitore-di-pomodori-ha-cambiato-litalia/691986/"><u>https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/25/razzismo-jerry-masslo-un-raccoglitore-di-pomodori-ha-cambiato-litalia/691986/</u></a></p>
<p><a href="https://www.internazionale.it/reportage/michele-colucci/2019/07/29/jerry-masslo-morte"><u>https://www.internazionale.it/reportage/michele-colucci/2019/07/29/jerry-masslo-morte</u></a></p>
<p><a href="https://vivi.libera.it/storie-228-jerry_essan_masslo"><u>https://vivi.libera.it/storie-228-jerry_essan_masslo</u></a></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=TMAAs_IWZBY"><u>https://www.youtube.com/watch?v=TMAAs_IWZBY</u></a></p>
<p><a href="https://www.raiplay.it/programmi/laguerradimasslo"><u>https://www.raiplay.it/programmi/laguerradimasslo</u></a></p>
<p><a href="https://fondazionepolis.regione.campania.it/jerry_essan_masslo"><u>https://fondazionepolis.regione.campania.it/jerry_essan_masslo</u></a></p>
<p><a href="https://www.centrofernandes.it/Passione%20di%20J.Masslo.htm"><u>https://www.centrofernandes.it/Passione%20di%20J.Masslo.htm</u></a> </p>
<p><a href="https://www.adir.unifi.it/rivista/2016/suprano/cap3.htm#n12"><u>https://www.adir.unifi.it/rivista/2016/suprano/cap3.htm#n12</u></a> </p>
<p><a href="https://www.emigrati.it/Emigrazione/Esodo.asp"><u>https://www.emigrati.it/Emigrazione/Esodo.asp</u></a> </p>
<p><a href="https://missingmigrants.iom.int/sites/g/files/tmzbdl601/files/publication/file/A%20decade%20of%20documenting%20migrant%20deaths_0.pdf"><u>https://missingmigrants.iom.int/sites/g/files/tmzbdl601/files/publication/file/A%20decade%20of%20documenting%20migrant%20deaths_0.pdf</u></a> </p>
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      <title>1. Antonia Bernardini e la chiusura del manicomio criminale di Pozzuoli</title>
      <description>Antonia Bernardini, romana non ancora quarantenne ma con una lunga storia di ricoveri psichiatrici alle spalle, viene arrestata alla stazione Termini da un carabiniere il 12 settembre 1973 e portata nel carcere di Rebibbia con l’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale per via di un alterco con un uomo in fila alla biglietteria. Trasferita al manicomio criminale di Pozzuoli il 27 ottobre 1973, oltre un anno dopo, il 27 dicembre 1974, si dà fuoco nel letto di contenzione dove era legata e immobilizzata con delle cinghie, ininterrottamente da 57 giorni. Nonostante le versioni della donna e quella del personale sanitario non coincidano, la morte di Antonia Bernardini per le ustioni riportate e il successivo suicidio di un’altra donna che era rinchiusa nello stesso istituto, il Manicomio giudiziario di Pozzuoli viene finalmente chiuso il 9 aprile 1975. La rivelazione delle drammatiche condizioni di vita delle donne all’interno di questi istituti provoca un grande fermento sociale, e la vicenda di Antonia viene spesso riportata anche da Franco Basaglia nella sua battaglia per chiusura dei manicomi.





Fonti:

Dario Stefano Dell'Aquila e Antonio Esposito, “Storia di Antonia. Viaggio al termine di un manicomio, Sensibili alle foglie, Roma 2017

Igino Cappelli, “Gli avanzi della giustizia, Diario del giudice di sorveglianza”, Editori riuniti, Roma 1987

Valentina Calderone e Luigi Manconi, “Quando hanno aperto la cella”, Il Saggiatore, Milano 2013

Annacarla Valeriano, Malacarne. Donne e manicomio nell'Italia fascista, Donzelli, Roma 2017

Maria Luisa Marsigli, La marchesa e i suoi demoni. Diario da un manicomio, Feltrinelli, Milano 1973

Bruno Caruso, La real casa dei matti, Dedalo libri, Bari 1975</description>
      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 06:21:00 -0000</pubDate>
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Fonti:

Dario Stefano Dell'Aquila e Antonio Esposito, “Storia di Antonia. Viaggio al termine di un manicomio, Sensibili alle foglie, Roma 2017

Igino Cappelli, “Gli avanzi della giustizia, Diario del giudice di sorveglianza”, Editori riuniti, Roma 1987

Valentina Calderone e Luigi Manconi, “Quando hanno aperto la cella”, Il Saggiatore, Milano 2013

Annacarla Valeriano, Malacarne. Donne e manicomio nell'Italia fascista, Donzelli, Roma 2017

Maria Luisa Marsigli, La marchesa e i suoi demoni. Diario da un manicomio, Feltrinelli, Milano 1973

Bruno Caruso, La real casa dei matti, Dedalo libri, Bari 1975</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Antonia Bernardini, romana non ancora quarantenne ma con una lunga storia di ricoveri psichiatrici alle spalle, viene arrestata alla stazione Termini da un carabiniere il 12 settembre 1973 e portata nel carcere di Rebibbia con l’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale per via di un alterco con un uomo in fila alla biglietteria. Trasferita al manicomio criminale di Pozzuoli il 27 ottobre 1973, oltre un anno dopo, il 27 dicembre 1974, si dà fuoco nel letto di contenzione dove era legata e immobilizzata con delle cinghie, ininterrottamente da 57 giorni. Nonostante le versioni della donna e quella del personale sanitario non coincidano, la morte di Antonia Bernardini per le ustioni riportate e il successivo suicidio di un’altra donna che era rinchiusa nello stesso istituto, il Manicomio giudiziario di Pozzuoli viene finalmente chiuso il 9 aprile 1975. La rivelazione delle drammatiche condizioni di vita delle donne all’interno di questi istituti provoca un grande fermento sociale, e la vicenda di Antonia viene spesso riportata anche da Franco Basaglia nella sua battaglia per chiusura dei manicomi.</p>
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<p>Fonti:</p>
<p>Dario Stefano Dell'Aquila e Antonio Esposito, “Storia di Antonia. Viaggio al termine di un manicomio, Sensibili alle foglie, Roma 2017</p>
<p>Igino Cappelli, “Gli avanzi della giustizia, Diario del giudice di sorveglianza”, Editori riuniti, Roma 1987</p>
<p>Valentina Calderone e Luigi Manconi, “Quando hanno aperto la cella”, Il Saggiatore, Milano 2013</p>
<p>Annacarla Valeriano, Malacarne. Donne e manicomio nell'Italia fascista, Donzelli, Roma 2017</p>
<p>Maria Luisa Marsigli, La marchesa e i suoi demoni. Diario da un manicomio, Feltrinelli, Milano 1973</p>
<p>Bruno Caruso, La real casa dei matti, Dedalo libri, Bari 1975</p>
<p><br></p>]]>
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