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    <title>Ritratti d'artiste</title>
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    <copyright>Copyright Chora Media</copyright>
    <description>Quante sono le donne nell’arte? La risposta oggi è: “tantissime!” Eppure, quando vi trovate a visitare una galleria d’arte, o un museo, provate a domandarvi quante delle opere esposte siano firmate da donne… Ecco allora che quel “tantissime” diventa “pochissime”. Il motivo di questo “pochissime” è… la storia! Quel lungo, tormentato, cammino costellato da enormi pregiudizi. Contro cui le donne hanno lottato, in ogni campo! In questa serie, prodotta da Chora Media per la Direzione Musei del Ministero della Cultura, vi invitiamo a cambiare prospettiva, perché nel mondo dell’arte le donne non sono state solo muse e modelle, sono state pittrici, scultrici, performer. Vi racconteremo le storie di otto grandi artiste. Alcune molto note, altre poco conosciute o addirittura dimenticate. Tutte accomunate da un talento eccezionale e determinate a non piegarsi alle regole imposte dalla società della loro epoca. Otto donne che hanno guardato il mondo con occhi liberi.</description>
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    <itunes:category text="Arts">
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      <title>Ep 8: Ketty La Rocca</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/ep-8-ketty-la-rocca--53109127</link>
      <description>È stata una delle più importanti artiste italiane del XX secolo e una delle  poche ad essere riconosciuta a livello internazionale. Il suo percorso artistico è stato  breve, dal 1964 al 1975, ma densissimo di attività e sperimentazioni. A Firenze, dove  vive con il marito e il figlio Michelangelo, Gaetana detta Ketty, maestra elementare,  incontra il Gruppo 70, diventando una degli esponenti della “Poesia visiva”. La  riflessione sul linguaggio percorre tutto il suo lavoro, dai primi collage realizzati  insieme ai poeti visivi, fino ai lavori individuali, sviluppati dopo il primo impatto con  il tumore, che se la porterà via a 38 anni. I suoi temi ricorrenti - la subalternità della  donna, la mercificazione della società, la disuguaglianza tra nord e sud del mondo - sono trattati in modo più intimo nella seconda parte del suo lavoro, quando il rifiuto  del linguaggio verbale la conduce a rivalutare il valore comunicativo del corpo, del  gesto. Sperimenta dunque diverse forme espressive, dal collage, alla scultura, alla  fotografia, alla performance - tanto da essere anche definita la prima body artist italiana. Nel 1972 partecipa alla Biennale di Venezia con uno dei primi video mai  realizzati in ambito artistico. Le sue opere sono conservate in numerose collezioni,  dal MART di Rovereto al MOMA di New York e la sua figura è stata riscoperta negli  ultimi anni, grazie alle ricerche su “arte e femminismo”.  Si ringrazia la fondazione La Quadriennale di Roma per la gentile concessione di  Ketty La Rocca, Verbigerazione, 1973.</description>
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2023 23:40:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>È stata una delle più importanti artiste italiane del XX secolo e una delle  poche ad essere riconosciuta a livello internazionale. Il suo percorso artistico è stato  breve, dal 1964 al 1975, ma densissimo di attività e sperimentazioni. A Firenze, dove  vive con il marito e il figlio Michelangelo, Gaetana detta Ketty, maestra elementare,  incontra il Gruppo 70, diventando una degli esponenti della “Poesia visiva”. La  riflessione sul linguaggio percorre tutto il suo lavoro, dai primi collage realizzati  insieme ai poeti visivi, fino ai lavori individuali, sviluppati dopo il primo impatto con  il tumore, che se la porterà via a 38 anni. I suoi temi ricorrenti - la subalternità della  donna, la mercificazione della società, la disuguaglianza tra nord e sud del mondo - sono trattati in modo più intimo nella seconda parte del suo lavoro, quando il rifiuto  del linguaggio verbale la conduce a rivalutare il valore comunicativo del corpo, del  gesto. Sperimenta dunque diverse forme espressive, dal collage, alla scultura, alla  fotografia, alla performance - tanto da essere anche definita la prima body artist italiana. Nel 1972 partecipa alla Biennale di Venezia con uno dei primi video mai  realizzati in ambito artistico. Le sue opere sono conservate in numerose collezioni,  dal MART di Rovereto al MOMA di New York e la sua figura è stata riscoperta negli  ultimi anni, grazie alle ricerche su “arte e femminismo”.  Si ringrazia la fondazione La Quadriennale di Roma per la gentile concessione di  Ketty La Rocca, Verbigerazione, 1973.</itunes:summary>
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      <title>Ep 7: Carla Accardi</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/ep-7-carla-accardi--53109125</link>
      <description>Unica donna firmataria del manifesto del gruppo astrattista  d’avanguardia “Forma 1”, col suo lavoro combatte contro l’emarginazione creativa  femminile in ambito artistico e contro il pregiudizio che associa donna a delicatezza  in arte. Le sue forme, infatti, sono difficili e poco decifrabili. Accardi contribuisce  anche alla nascita del movimento femminista in Italia, costituendo nel 1970 insieme a  Carla Lonzi ed Elvira Banotti il gruppo “Rivolta Femminile”. Le sue opere sono parte  delle più importanti collezioni pubbliche: Castello di Rivoli, TO; MACRO, Roma;  MART, Trento; Galleria Nazionale, Roma; Palazzo Reale, MI, Gallerie degli Uffizi, FI.</description>
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2023 23:35:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>Unica donna firmataria del manifesto del gruppo astrattista  d’avanguardia “Forma 1”, col suo lavoro combatte contro l’emarginazione creativa  femminile in ambito artistico e contro il pregiudizio che associa donna a delicatezza  in arte. Le sue forme, infatti, sono difficili e poco decifrabili. Accardi contribuisce  anche alla nascita del movimento femminista in Italia, costituendo nel 1970 insieme a  Carla Lonzi ed Elvira Banotti il gruppo “Rivolta Femminile”. Le sue opere sono parte  delle più importanti collezioni pubbliche: Castello di Rivoli, TO; MACRO, Roma;  MART, Trento; Galleria Nazionale, Roma; Palazzo Reale, MI, Gallerie degli Uffizi, FI.</itunes:summary>
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      <title>Ep 6: Maria Lai</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/ep-6-maria-lai--53109130</link>
      <description>Artista con un progetto unico e pionieristico, sperimentatrice di tecniche  e materiali Maria Lai ha fatto di più, quando utilizzando un nastro azzurro, ha legato  le case del piccolo paese sardo d’origine, alla Montagna sovrastante. Coinvolgendo  tutti gli abitanti e portandoli a riflettere sull’interdipendenza dei legami che tengono unita una comunità, questa operazione è stata il primo esempio di “arte relazionale"  italiana che ha ispirato molti artisti successivi. Le sue opere sono parte delle collezioni del MART di Trento e della Galleria  Nazionale di Roma.</description>
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2023 23:30:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Artista con un progetto unico e pionieristico, sperimentatrice di tecniche  e materiali Maria Lai ha fatto di più, quando utilizzando un nastro azzurro, ha legato  le case del piccolo paese sardo d’origine, alla Montagna sovrastante. Coinvolgendo  tutti gli abitanti e portandoli a riflettere sull’interdipendenza dei legami che tengono unita una comunità, questa operazione è stata il primo esempio di “arte relazionale"  italiana che ha ispirato molti artisti successivi. Le sue opere sono parte delle collezioni del MART di Trento e della Galleria  Nazionale di Roma.</itunes:summary>
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      <title>Ep 5: Adriana Bisi Fabbri</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/ep-5-adriana-bisi-fabbri--53109126</link>
      <description>Un talento incredibile e una vita di fatiche per vederlo riconosciuto: è  questa la storia di Adriana Bisi Fabbri. Nata a Ferrara nel 1881, viene accolta a  Padova, a casa della zia - madre di Umberto Boccioni - quando la sua famiglia cade  in rovina. Si mantiene per anni lavorando come ricamatrice e nel 1905 si trasferisce a  Bergamo insieme al marito. Entrambi cercano di realizzare un sogno: la poesia per  lui, la pittura per lei. Due figli e una vita di stenti, da veri bohemiens, si sostengono a  vicenda. Adriana è la prima donna nel suo ambiente a indossare i pantaloni e a  tagliarsi i capelli. Frequenta gli ambienti interventisti e quelli delle avanguardie,  lambisce il futurismo, ma aderisce al gruppo di Nuove Tendenze. Il tratto incisivo e  graffiante, dopo una lunga gavetta, Adriana arriva al successo poco prima della  Grande Guerra , anche come caricaturista politica (unica donna in questo campo) e  diviene la vignettista del Popolo d’Italia. La sua firma è “Adrì”. Nel 1916 riesce  finalmente ad avere uno studio tutto suo a Milano, ma muore due anni dopo, all’apice  del successo, all’età di 37 anni. I suoi lavori, originalissimi, sono all’ Istituto Centrale della Grafica.</description>
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2023 23:25:01 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Un talento incredibile e una vita di fatiche per vederlo riconosciuto: è  questa la storia di Adriana Bisi Fabbri. Nata a Ferrara nel 1881, viene accolta a  Padova, a casa della zia - madre di Umberto Boccioni - quando la sua famiglia cade  in rovina. Si mantiene per anni lavorando come ricamatrice e nel 1905 si trasferisce a  Bergamo insieme al marito. Entrambi cercano di realizzare un sogno: la poesia per  lui, la pittura per lei. Due figli e una vita di stenti, da veri bohemiens, si sostengono a  vicenda. Adriana è la prima donna nel suo ambiente a indossare i pantaloni e a  tagliarsi i capelli. Frequenta gli ambienti interventisti e quelli delle avanguardie,  lambisce il futurismo, ma aderisce al gruppo di Nuove Tendenze. Il tratto incisivo e  graffiante, dopo una lunga gavetta, Adriana arriva al successo poco prima della  Grande Guerra , anche come caricaturista politica (unica donna in questo campo) e  diviene la vignettista del Popolo d’Italia. La sua firma è “Adrì”. Nel 1916 riesce  finalmente ad avere uno studio tutto suo a Milano, ma muore due anni dopo, all’apice  del successo, all’età di 37 anni. I suoi lavori, originalissimi, sono all’ Istituto Centrale della Grafica.</itunes:summary>
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      <title>Ep 4: Rosalba Carriera</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/ep-4-rosalba-carriera--53109129</link>
      <description>Rosalba Carriera è stata la pittrice più famosa d’Europa nella prima  metà del Settecento: in nessuna nessuna corte europea mancava un ritratto di suo  pugno. Di origini medio borghesi e senza pittori in famiglia, mette a frutto il suo  talento sulla pittura di miniature e sui ritratti a pastello. Generi considerati minori, ma  che le permettono di vivere agiatamente del suo lavoro in totale indipendenza. Nella  Venezia del lusso e dei piaceri, la sua fama si diffonde in fretta grazie ai turisti del  Grand Tour, che non si fanno mai mancare una sosta nello studio di Rosalba, capace  di cogliere non solo l’aspetto, ma l’essenza della persona che ha davanti. Nel suo  salotto passano tutte le celebrità dell’epoca, ma, soprattutto, le donne più indipendenti  della città. Paradosso per una pittrice, vive il dramma della cecità, che le impedisce di  lavorare negli ultimi 10 anni della sua vita.</description>
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2023 23:20:01 -0000</pubDate>
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      <title>Ep3: Ginevra Cantofoli</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/ep3-ginevra-cantofoli--53109124</link>
      <description>Quello di Ginevra Cantofoli è un nome per lo più sconosciuto, persino  agli storici dell’arte. Eppure, a questa misteriosa rappresentante del barocco  bolognese è attribuito uno dei dipinti più famosi del mondo, conservato alla Galleria  Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma, il cosiddetto “Ritratto di  Beatrice Cenci”, un tempo attribuito a Guido Reni. L’attribuzione del quadro a Reni,  così come quella del volto a Beatrice Cenci, è stata da tempo smentita, ma ancora non  vi è accordo sull’identità della mano che l’avrebbe dipinto. Negli ultimi anni, però, le  ricerche dello storico dell’arte Massimo Pulini, partite quasi per caso, sembrano  portare dritto alla mano delicata, timida, ma talentuosa, di questa ignota pittrice attiva  nella Bologna del Seicento.</description>
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2023 23:10:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:subtitle>Quello di Ginevra Cantofoli è un nome per lo più sconosciuto, persino  agli storici dell’arte. Eppure, a questa misteriosa rappresentante del barocco  bolognese è attribuito uno dei dipinti più famosi del mondo, conservato alla Galleria  Nazionale di...</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>Quello di Ginevra Cantofoli è un nome per lo più sconosciuto, persino  agli storici dell’arte. Eppure, a questa misteriosa rappresentante del barocco  bolognese è attribuito uno dei dipinti più famosi del mondo, conservato alla Galleria  Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma, il cosiddetto “Ritratto di  Beatrice Cenci”, un tempo attribuito a Guido Reni. L’attribuzione del quadro a Reni,  così come quella del volto a Beatrice Cenci, è stata da tempo smentita, ma ancora non  vi è accordo sull’identità della mano che l’avrebbe dipinto. Negli ultimi anni, però, le  ricerche dello storico dell’arte Massimo Pulini, partite quasi per caso, sembrano  portare dritto alla mano delicata, timida, ma talentuosa, di questa ignota pittrice attiva  nella Bologna del Seicento.</itunes:summary>
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      <title>Ep 2: Plautilla Bricci</title>
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      <description>“Plautilla Bricci, romana e zitella"’, questa la firma sulla “Madonna col  bambino”, la sua prima tela, che le garantirà l’ingresso e “lasciapassare” nel mondo  dell’arte del ‘600. Infatti quell’icona considerata miracolosa, poiché “ completata”  dalla Madonna, garantisce a Plautilla la fama di donna toccata dalla grazia divina,  status che, a fronte del voto di castità, le risparmia un matrimonio combinato e  l’ingresso in convento, e pone le basi della sua indipendenza, professionale ed  economica. Ma Plautilla non fu solo pittrice, braccio operativo, attraverso l’Abate  Elpidio Benedetti, del Cardinale Mazzarino a Roma, è stata Architettrice, prima  donna architetto dell’Europa preindustriale. Il suo capolavoro è la Villa Benedetta,  oggi nota come Villa del Vascello a Roma. E tra i dipinti il quadro d’altare  raffigurante “San Luigi IX di Francia tra la Storia e la Fede” per la cappella di San  Luigi dei Francesi (1676-1680).</description>
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2023 23:05:01 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>“Plautilla Bricci, romana e zitella"’, questa la firma sulla “Madonna col  bambino”, la sua prima tela, che le garantirà l’ingresso e “lasciapassare” nel mondo  dell’arte del ‘600. Infatti quell’icona considerata miracolosa, poiché “ completata”  dalla Madonna, garantisce a Plautilla la fama di donna toccata dalla grazia divina,  status che, a fronte del voto di castità, le risparmia un matrimonio combinato e  l’ingresso in convento, e pone le basi della sua indipendenza, professionale ed  economica. Ma Plautilla non fu solo pittrice, braccio operativo, attraverso l’Abate  Elpidio Benedetti, del Cardinale Mazzarino a Roma, è stata Architettrice, prima  donna architetto dell’Europa preindustriale. Il suo capolavoro è la Villa Benedetta,  oggi nota come Villa del Vascello a Roma. E tra i dipinti il quadro d’altare  raffigurante “San Luigi IX di Francia tra la Storia e la Fede” per la cappella di San  Luigi dei Francesi (1676-1680).</itunes:summary>
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      <title>Ep 1: Sofonisba Anguissola</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/ep-1-sofonisba-anguissola--53109132</link>
      <description>«Ho ricevuto maggiori lumi da una donna cieca che dallo studiare le  opere dei più insigni maestri» scrive sul suo Diario Italiano il giovane talento della  pittura fiamminga Anton Van Dyck quando incontra Sofonisba Anguissola a Palermo  ormai novantenne. Vissuta a cavallo tra il 1500 e il 1600, Sofonisba Anguissola,  arriva al compimento della sua lunga vita come pittrice celebrata dai potenti  dell’epoca. Nota per i suoi ritratti e autoritratti, talmente realistici da rendere vive le  persone che vi sono rappresentate, è stata la prima donna a ottenere il riconoscimento  internazionale come pittrice. Le sue opere si trovano in Italia presso: Gallerie degli Uffizi; Museo Nazionale di Capodimonte; Pinacoteca di Brera; Galleria Doria Pamphili, Roma; Galleria Sabauda.</description>
      <pubDate>Tue, 07 Mar 2023 23:00:02 -0000</pubDate>
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      <title>Trailer: Ritratti d'artiste</title>
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      <description>Le donne nell’arte sono tantissime ma spesso poco conosciute o addiritturadimenticate. Ma, grazie al loro talento eccezionale e alla determinazione a nonpiegarsi alle regole imposte dalla società, hanno guardato il mondo con occhi liberi.</description>
      <pubDate>Mon, 06 Mar 2023 13:34:11 -0000</pubDate>
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