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    <title>Un giorno migliore</title>
    <language>en</language>
    <copyright>Chora Media</copyright>
    <description>Per 25 giorni, dal primo dicembre fino a Natale, una voce della redazione di Chora e Will racconterà una notizia che ha l’ambizione di rendere migliore il giorno che sta per cominciare.Una storia vera, in grado di restituire un po’ di fiducia nel mondo, ma senza chiudere gli occhi sulla sua complessità. Un piccolo promemoria che qualcosa di bello continua a succedere e che il giornalismo, oltre a raccontare la realtà, può anche raccontare le possibili soluzioni da mettere in campo per renderla più vivibile. 



“Un giorno migliore” è un podcast di Chora Media in collaborazione con SpecialMente, il programma di Corporate Citizenship di BMW Group Italia

Scritto e raccontato dagli autori di Chora e Will

La cura editoriale è di Sara Poma e Francesca Milano

Il progetto grafico è di Elena Pettinelli

La project manager è Giorgia Viviani

La producer è Martina Conte

In redazione Francesca Abruzzese e Valeria Luzi

Il Sound Design è a cura di Pietro Paletti

Il coordinamento della post produzione è di Matteo Scelsa

I fonici di studio sono Luca Possi e Lucrezia Marcelli



Le musiche sono su licenza Machiavelli Music E/O Universal Music Publishing Ricordi srl</description>
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      <title>Un giorno migliore</title>
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    <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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“Un giorno migliore” è un podcast di Chora Media in collaborazione con SpecialMente, il programma di Corporate Citizenship di BMW Group Italia

Scritto e raccontato dagli autori di Chora e Will

La cura editoriale è di Sara Poma e Francesca Milano

Il progetto grafico è di Elena Pettinelli

La project manager è Giorgia Viviani

La producer è Martina Conte

In redazione Francesca Abruzzese e Valeria Luzi

Il Sound Design è a cura di Pietro Paletti

Il coordinamento della post produzione è di Matteo Scelsa

I fonici di studio sono Luca Possi e Lucrezia Marcelli



Le musiche sono su licenza Machiavelli Music E/O Universal Music Publishing Ricordi srl</itunes:summary>
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      <![CDATA[<p>Per 25 giorni, dal primo dicembre fino a Natale, una voce della redazione di Chora e Will racconterà una notizia che ha l’ambizione di rendere migliore il giorno che sta per cominciare.Una storia vera, in grado di restituire un po’ di fiducia nel mondo, ma senza chiudere gli occhi sulla sua complessità. Un piccolo promemoria che qualcosa di bello continua a succedere e che il giornalismo, oltre a raccontare la realtà, può anche raccontare le possibili soluzioni da mettere in campo per renderla più vivibile. </p>
<p><br></p>
<p>“Un giorno migliore” è un podcast di Chora Media in collaborazione con SpecialMente, il programma di Corporate Citizenship di BMW Group Italia</p>
<p>Scritto e raccontato dagli autori di Chora e Will</p>
<p>La cura editoriale è di Sara Poma e Francesca Milano</p>
<p>Il progetto grafico è di Elena Pettinelli</p>
<p>La project manager è Giorgia Viviani</p>
<p>La producer è Martina Conte</p>
<p>In redazione Francesca Abruzzese e Valeria Luzi</p>
<p>Il Sound Design è a cura di Pietro Paletti</p>
<p>Il coordinamento della post produzione è di Matteo Scelsa</p>
<p>I fonici di studio sono Luca Possi e Lucrezia Marcelli</p>
<p><br></p>
<p>Le musiche sono su licenza Machiavelli Music E/O Universal Music Publishing Ricordi srl</p>]]>
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      <itunes:name>Chora Media</itunes:name>
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    <item>
      <title>Ep.25 - Il Natale di Arpi e di chi le ha salvato la vita</title>
      <description>Raccontato da Mario Calabresi

Arpi è una bambina di un anno e tre mesi. È nata in Armenia con una malformazione molto grave, e per questo è stata abbandonata dai genitori nell'orfanotrofio di Erevan, gestito da un gruppo di suore di Madre Teresa di Calcutta. Tra loro c'è anche una italiana, suor Benedetta, che prima di prendere i voti era un medico. Ha passato molte sere a cercare online la cura giusta, e ha trovato un medico italiano in grado di operare la bambina. Grazie ai fondi regionali della sanità, Arpi è stata operata dal dottor Leva, e adesso vive insieme a suor Benedetta. Potrà crescere, studiare, lavorare, invecchiare. Potrà avere una vita normale, che senza una suora ostinata e un medico disponibile non avrebbe invece avuto. Buon Natale!</description>
      <pubDate>Thu, 25 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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Arpi è una bambina di un anno e tre mesi. È nata in Armenia con una malformazione molto grave, e per questo è stata abbandonata dai genitori nell'orfanotrofio di Erevan, gestito da un gruppo di suore di Madre Teresa di Calcutta. Tra loro c'è anche una italiana, suor Benedetta, che prima di prendere i voti era un medico. Ha passato molte sere a cercare online la cura giusta, e ha trovato un medico italiano in grado di operare la bambina. Grazie ai fondi regionali della sanità, Arpi è stata operata dal dottor Leva, e adesso vive insieme a suor Benedetta. Potrà crescere, studiare, lavorare, invecchiare. Potrà avere una vita normale, che senza una suora ostinata e un medico disponibile non avrebbe invece avuto. Buon Natale!</itunes:summary>
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<p>Arpi è una bambina di un anno e tre mesi. È nata in Armenia con una malformazione molto grave, e per questo è stata abbandonata dai genitori nell'orfanotrofio di Erevan, gestito da un gruppo di suore di Madre Teresa di Calcutta. Tra loro c'è anche una italiana, suor Benedetta, che prima di prendere i voti era un medico. Ha passato molte sere a cercare online la cura giusta, e ha trovato un medico italiano in grado di operare la bambina. Grazie ai fondi regionali della sanità, Arpi è stata operata dal dottor Leva, e adesso vive insieme a suor Benedetta. Potrà crescere, studiare, lavorare, invecchiare. Potrà avere una vita normale, che senza una suora ostinata e un medico disponibile non avrebbe invece avuto. Buon Natale!</p>]]>
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    <item>
      <title>Ep.24 - Palmiro, il cane dei quattro colpi di fortuna</title>
      <description>Raccontato da Francesca Milano.

Un salvataggio in strada, una foto pubblicata sulla chat di Chora e Will per cercargli una famiglia. Un nome dato senza troppa fantasia che diventa un segno del destino: Palmiro, un cucciolo di due mesi, sarà adottato dalla nostra collega Anna. Arriverà a Milano grazie a una staffetta del cuore, perché nelle regioni del Sud sono ancora tanti i cani abbandonati in strada che rischiano di finire in canile.</description>
      <pubDate>Wed, 24 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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    <item>
      <title>Ep.23 - Un’italiana riscrive la sanità in India</title>
      <description>Raccontato da Camilla Ferrario.

Da Roma a Bangalore, passando per Londra e New York: è il viaggio di Matilde Giglio, italiana di 33 anni, è la co-fondatrice di una startup che sta rivoluzionando la sanità in India. 

Dopo la laurea alla London School of Economics e una startup acquisita da Bloomberg, Matilde ha lavorato nel venture capital a Londra e poi in India, dove nel 2020 ha fondato la sua start up insieme a due soci. Oggi l’azienda ha 400mila membri, un fatturato di 35 milioni di dollari e piani per aprire dieci nuovi ospedali.

La sua sfida è ambiziosa: a partire dall’esempio Italiano di una sanità equa e universale, con i suoi problemi ma anche piena di eccellenze, costruire una sanità che non rovini le famiglie, ma le salvi. E dimostrare che, anche da lontano, un’idea italiana può cambiare la vita di milioni di persone.</description>
      <pubDate>Tue, 23 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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Da Roma a Bangalore, passando per Londra e New York: è il viaggio di Matilde Giglio, italiana di 33 anni, è la co-fondatrice di una startup che sta rivoluzionando la sanità in India. 

Dopo la laurea alla London School of Economics e una startup acquisita da Bloomberg, Matilde ha lavorato nel venture capital a Londra e poi in India, dove nel 2020 ha fondato la sua start up insieme a due soci. Oggi l’azienda ha 400mila membri, un fatturato di 35 milioni di dollari e piani per aprire dieci nuovi ospedali.

La sua sfida è ambiziosa: a partire dall’esempio Italiano di una sanità equa e universale, con i suoi problemi ma anche piena di eccellenze, costruire una sanità che non rovini le famiglie, ma le salvi. E dimostrare che, anche da lontano, un’idea italiana può cambiare la vita di milioni di persone.</itunes:summary>
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<p>Da Roma a Bangalore, passando per Londra e New York: è il viaggio di Matilde Giglio, italiana di 33 anni, è la co-fondatrice di una startup che sta rivoluzionando la sanità in India. </p>
<p>Dopo la laurea alla London School of Economics e una startup acquisita da Bloomberg, Matilde ha lavorato nel venture capital a Londra e poi in India, dove nel 2020 ha fondato la sua start up insieme a due soci. Oggi l’azienda ha 400mila membri, un fatturato di 35 milioni di dollari e piani per aprire dieci nuovi ospedali.</p>
<p>La sua sfida è ambiziosa: a partire dall’esempio Italiano di una sanità equa e universale, con i suoi problemi ma anche piena di eccellenze, costruire una sanità che non rovini le famiglie, ma le salvi. E dimostrare che, anche da lontano, un’idea italiana può cambiare la vita di milioni di persone.</p>]]>
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      <title>Ep.22 - Danisinni, una storia di rinascita</title>
      <description>Raccontato da Paolo Bovio.

Nel cuore di Palermo c’è un rione nascosto, quasi una piega del paesaggio urbano: Danisinni. Per decenni è rimasto ai margini, isolato nella sua conca, segnato da povertà, assenza di servizi, strade interrotte e storie difficili. Un luogo che molti avevano smesso di guardare e di cui la città rischiava di dimenticarsi. Eppure, proprio da qui è partita una delle trasformazioni più sorprendenti del Sud Italia. Tutto comincia con fra’ Mauro Billetta, frate cappuccino, che nel 2013 arriva nel quartiere e decide di restare: osserva, ascolta, ricuce. Così attorno alla parrocchia di Sant’Agnese nascono una fattoria sociale, una biblioteca di quartiere, un circo che porta arte e possibilità, murales che illuminano i muri, una cooperativa che offre lavoro a chi non ne ha mai avuto. Danisinni diventa un laboratorio di comunità: un luogo dove la cura genera fiducia, e la fiducia apre strade nuove. In questa puntata raccontiamo come un quartiere ferito ha saputo rialzarsi trasformando ciò che aveva: terra, mani, relazioni.</description>
      <pubDate>Mon, 22 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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Nel cuore di Palermo c’è un rione nascosto, quasi una piega del paesaggio urbano: Danisinni. Per decenni è rimasto ai margini, isolato nella sua conca, segnato da povertà, assenza di servizi, strade interrotte e storie difficili. Un luogo che molti avevano smesso di guardare e di cui la città rischiava di dimenticarsi. Eppure, proprio da qui è partita una delle trasformazioni più sorprendenti del Sud Italia. Tutto comincia con fra’ Mauro Billetta, frate cappuccino, che nel 2013 arriva nel quartiere e decide di restare: osserva, ascolta, ricuce. Così attorno alla parrocchia di Sant’Agnese nascono una fattoria sociale, una biblioteca di quartiere, un circo che porta arte e possibilità, murales che illuminano i muri, una cooperativa che offre lavoro a chi non ne ha mai avuto. Danisinni diventa un laboratorio di comunità: un luogo dove la cura genera fiducia, e la fiducia apre strade nuove. In questa puntata raccontiamo come un quartiere ferito ha saputo rialzarsi trasformando ciò che aveva: terra, mani, relazioni.</itunes:summary>
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<p>Nel cuore di Palermo c’è un rione nascosto, quasi una piega del paesaggio urbano: Danisinni. Per decenni è rimasto ai margini, isolato nella sua conca, segnato da povertà, assenza di servizi, strade interrotte e storie difficili. Un luogo che molti avevano smesso di guardare e di cui la città rischiava di dimenticarsi. Eppure, proprio da qui è partita una delle trasformazioni più sorprendenti del Sud Italia. Tutto comincia con fra’ Mauro Billetta, frate cappuccino, che nel 2013 arriva nel quartiere e decide di restare: osserva, ascolta, ricuce. Così attorno alla parrocchia di Sant’Agnese nascono una fattoria sociale, una biblioteca di quartiere, un circo che porta arte e possibilità, murales che illuminano i muri, una cooperativa che offre lavoro a chi non ne ha mai avuto. Danisinni diventa un laboratorio di comunità: un luogo dove la cura genera fiducia, e la fiducia apre strade nuove. In questa puntata raccontiamo come un quartiere ferito ha saputo rialzarsi trasformando ciò che aveva: terra, mani, relazioni.</p>]]>
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      <title>Ep.21 - La forza del palcoscenico</title>
      <description>Raccontato da Tabi Orlando.

Parliamo del potere del teatro, ma non per quello che sta sul palco, non delle trame delle opere e di quello che vediamo, ma di quello che sta dietro. Perché è lì che sta la grande forza. Ce lo racconta Francesco, un ragazzo di 22 anni, che lavora come figurante alla Scala e sogna di diventare cantante. Francesco ci parla della sua esperienza e del potere del palcoscenico.</description>
      <pubDate>Sun, 21 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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Parliamo del potere del teatro, ma non per quello che sta sul palco, non delle trame delle opere e di quello che vediamo, ma di quello che sta dietro. Perché è lì che sta la grande forza. Ce lo racconta Francesco, un ragazzo di 22 anni, che lavora come figurante alla Scala e sogna di diventare cantante. Francesco ci parla della sua esperienza e del potere del palcoscenico.</itunes:summary>
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<p>Parliamo del potere del teatro, ma non per quello che sta sul palco, non delle trame delle opere e di quello che vediamo, ma di quello che sta dietro. Perché è lì che sta la grande forza. Ce lo racconta Francesco, un ragazzo di 22 anni, che lavora come figurante alla Scala e sogna di diventare cantante. Francesco ci parla della sua esperienza e del potere del palcoscenico.</p>]]>
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      <title>Ep.20 - Irrigazione smart</title>
      <description>Raccontato da Simone Pieranni.

L'AI, integrata con il telerilevamento e i dati satellitari, sta trasformando gli agricoltori in "gestori idrici" ultra-precisi. I sistemi di irrigazione smart non si limitano a innaffiare in base a un timer, ma usano modelli predittivi per analizzare in tempo reale lo stato di salute delle colture, la composizione del suolo e le previsioni meteo locali. L'obiettivo non è solo salvare il raccolto, ma ridurre drasticamente lo spreco d'acqua (fino al 30-40% in alcuni progetti) e l'uso di nutrienti. Questo è un cambiamento di paradigma che ha il potenziale di salvare le economie rurali in difficoltà.</description>
      <pubDate>Sat, 20 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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L'AI, integrata con il telerilevamento e i dati satellitari, sta trasformando gli agricoltori in "gestori idrici" ultra-precisi. I sistemi di irrigazione smart non si limitano a innaffiare in base a un timer, ma usano modelli predittivi per analizzare in tempo reale lo stato di salute delle colture, la composizione del suolo e le previsioni meteo locali. L'obiettivo non è solo salvare il raccolto, ma ridurre drasticamente lo spreco d'acqua (fino al 30-40% in alcuni progetti) e l'uso di nutrienti. Questo è un cambiamento di paradigma che ha il potenziale di salvare le economie rurali in difficoltà.</itunes:summary>
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<p>L'AI, integrata con il telerilevamento e i dati satellitari, sta trasformando gli agricoltori in "gestori idrici" ultra-precisi. I sistemi di irrigazione smart non si limitano a innaffiare in base a un timer, ma usano modelli predittivi per analizzare in tempo reale lo stato di salute delle colture, la composizione del suolo e le previsioni meteo locali. L'obiettivo non è solo salvare il raccolto, ma ridurre drasticamente lo spreco d'acqua (fino al 30-40% in alcuni progetti) e l'uso di nutrienti. Questo è un cambiamento di paradigma che ha il potenziale di salvare le economie rurali in difficoltà.</p>]]>
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      <title>Ep.19 - Il diritto alla salute è anche degli emarginati</title>
      <description>Raccontato da Francesca Berardi.

La legge n. 176/2024 che riconosce il diritto alle cure sanitarie anche alle persone senza fissa dimora compie un anno. Per il 2025 e 2026, è stato stanziato un milione di euro l'anno. 

Al momento la misura riguarda solo le città metropolitane, ma potrebbe essere implementata in altre zone. Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di Strada, l’associazione che ha fatto lobby per questa legge per 15 anni, ha detto che si tratta di «una vittoria fondamentale per il nostro Paese, dove purtroppo se una persona finisce in strada viene cancellata dall’anagrafe e a quel punto, non avendo più la residenza, perde anche il diritto alla salute ovvero la possibilità di essere presa in carico da un medico di base. L’unica chance diventa il pronto soccorso, che non è però in grado di fornire cure continuative per malattie come il diabete, la tubercolosi, le epatiti, e quindi queste persone non hanno di fatto possibilità di curarsi». 

Trattandosi di una legge rivolta a persone socialmente emarginate, resta però la sfida di come applicarla. Al momento si stima che i senza tetto iscritti all’anagrafe siano un quinto del totale. Nell'ambito di questa storia racconteremo anche l’esperienza del reparto "post-acute" del Progetto Arca a Milano che da 10 anni accoglie le persone senza fissa dimora dimesse dagli ospedali ma ancora bisognose di cure. </description>
      <pubDate>Fri, 19 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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La legge n. 176/2024 che riconosce il diritto alle cure sanitarie anche alle persone senza fissa dimora compie un anno. Per il 2025 e 2026, è stato stanziato un milione di euro l'anno. 

Al momento la misura riguarda solo le città metropolitane, ma potrebbe essere implementata in altre zone. Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di Strada, l’associazione che ha fatto lobby per questa legge per 15 anni, ha detto che si tratta di «una vittoria fondamentale per il nostro Paese, dove purtroppo se una persona finisce in strada viene cancellata dall’anagrafe e a quel punto, non avendo più la residenza, perde anche il diritto alla salute ovvero la possibilità di essere presa in carico da un medico di base. L’unica chance diventa il pronto soccorso, che non è però in grado di fornire cure continuative per malattie come il diabete, la tubercolosi, le epatiti, e quindi queste persone non hanno di fatto possibilità di curarsi». 

Trattandosi di una legge rivolta a persone socialmente emarginate, resta però la sfida di come applicarla. Al momento si stima che i senza tetto iscritti all’anagrafe siano un quinto del totale. Nell'ambito di questa storia racconteremo anche l’esperienza del reparto "post-acute" del Progetto Arca a Milano che da 10 anni accoglie le persone senza fissa dimora dimesse dagli ospedali ma ancora bisognose di cure. </itunes:summary>
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<p>La legge n. 176/2024 che riconosce il diritto alle cure sanitarie anche alle persone senza fissa dimora compie un anno. Per il 2025 e 2026, è stato stanziato un milione di euro l'anno. </p>
<p>Al momento la misura riguarda solo le città metropolitane, ma potrebbe essere implementata in altre zone. Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di Strada, l’associazione che ha fatto lobby per questa legge per 15 anni, ha detto che si tratta di «una vittoria fondamentale per il nostro Paese, dove purtroppo se una persona finisce in strada viene cancellata dall’anagrafe e a quel punto, non avendo più la residenza, perde anche il diritto alla salute ovvero la possibilità di essere presa in carico da un medico di base. L’unica chance diventa il pronto soccorso, che non è però in grado di fornire cure continuative per malattie come il diabete, la tubercolosi, le epatiti, e quindi queste persone non hanno di fatto possibilità di curarsi». </p>
<p>Trattandosi di una legge rivolta a persone socialmente emarginate, resta però la sfida di come applicarla. Al momento si stima che i senza tetto iscritti all’anagrafe siano un quinto del totale. Nell'ambito di questa storia racconteremo anche l’esperienza del reparto "post-acute" del Progetto Arca a Milano che da 10 anni accoglie le persone senza fissa dimora dimesse dagli ospedali ma ancora bisognose di cure. </p>]]>
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      <title>Ep.18 - Una buona notizia dal Parlamento</title>
      <description>Raccontato da Carlo Notarpietro.

Sembra raro, ma succede: la politica si ferma, ascolta e decide insieme. In un tempo in cui la politica sembra distante, caratterizzata solo da scontri e polemiche, c’è una legge importantissima approvata all’unanimità dal Parlamento che racconta un’altra storia: quella dell’oblio oncologico. 

In questo episodio del podcast ripercorriamo il cammino che ha portato all’approvazione della norma che tutela il diritto a non essere discriminati dopo la guarigione da un tumore. Voci di pazienti, medici e parlamentari ci aiutano a capire come, a volte, la politica può essere davvero al servizio delle persone.

La legge sull’oblio oncologico ha rappresentato una conquista che restituisce dignità a migliaia di persone guarite dal cancro. Un esempio di buona politica che, dal dolore e dalla speranza, ha approvato una legge che riguarda milioni di persone che oggi, per esempio, possono chiedere serenamente un mutuo. </description>
      <pubDate>Thu, 18 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>Raccontato da Carlo Notarpietro.

Sembra raro, ma succede: la politica si ferma, ascolta e decide insieme. In un tempo in cui la politica sembra distante, caratterizzata solo da scontri e polemiche, c’è una legge importantissima approvata all’unanimità dal Parlamento che racconta un’altra storia: quella dell’oblio oncologico. 

In questo episodio del podcast ripercorriamo il cammino che ha portato all’approvazione della norma che tutela il diritto a non essere discriminati dopo la guarigione da un tumore. Voci di pazienti, medici e parlamentari ci aiutano a capire come, a volte, la politica può essere davvero al servizio delle persone.

La legge sull’oblio oncologico ha rappresentato una conquista che restituisce dignità a migliaia di persone guarite dal cancro. Un esempio di buona politica che, dal dolore e dalla speranza, ha approvato una legge che riguarda milioni di persone che oggi, per esempio, possono chiedere serenamente un mutuo. </itunes:summary>
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<p>Sembra raro, ma succede: la politica si ferma, ascolta e decide insieme. In un tempo in cui la politica sembra distante, caratterizzata solo da scontri e polemiche, c’è una legge importantissima approvata all’unanimità dal Parlamento che racconta un’altra storia: quella dell’oblio oncologico. </p>
<p>In questo episodio del podcast ripercorriamo il cammino che ha portato all’approvazione della norma che tutela il diritto a non essere discriminati dopo la guarigione da un tumore. Voci di pazienti, medici e parlamentari ci aiutano a capire come, a volte, la politica può essere davvero al servizio delle persone.</p>
<p>La legge sull’oblio oncologico ha rappresentato una conquista che restituisce dignità a migliaia di persone guarite dal cancro. Un esempio di buona politica che, dal dolore e dalla speranza, ha approvato una legge che riguarda milioni di persone che oggi, per esempio, possono chiedere serenamente un mutuo. </p>]]>
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      <title>Ep.17 - La seconda vita di Emiliano Malagoli</title>
      <description>Raccontato da Francesca Milano.

La prima vita di Emiliano era cominciata nel 1975, la seconda è iniziata nel 2011, quando si è risvegliato dal coma farmacologico al CTO di Firenze, senza la gamba destra, persa durante un incidente in moto. Sette mesi dopo, Emiliano è tornato in pista al Mugello e da allora è diventato un pilota paralimpico e un istruttore di guida su due ruote per disabili. Ha fondato l'associazione Di.Di. – Diversamente Disabili e insegna ai suoi allievi la cosa più importante: che ci si può rialzare sempre.</description>
      <pubDate>Wed, 17 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
      <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>Raccontato da Francesca Milano.

La prima vita di Emiliano era cominciata nel 1975, la seconda è iniziata nel 2011, quando si è risvegliato dal coma farmacologico al CTO di Firenze, senza la gamba destra, persa durante un incidente in moto. Sette mesi dopo, Emiliano è tornato in pista al Mugello e da allora è diventato un pilota paralimpico e un istruttore di guida su due ruote per disabili. Ha fondato l'associazione Di.Di. – Diversamente Disabili e insegna ai suoi allievi la cosa più importante: che ci si può rialzare sempre.</itunes:summary>
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<p>La prima vita di Emiliano era cominciata nel 1975, la seconda è iniziata nel 2011, quando si è risvegliato dal coma farmacologico al CTO di Firenze, senza la gamba destra, persa durante un incidente in moto. Sette mesi dopo, Emiliano è tornato in pista al Mugello e da allora è diventato un pilota paralimpico e un istruttore di guida su due ruote per disabili. Ha fondato l'associazione Di.Di. – Diversamente Disabili e insegna ai suoi allievi la cosa più importante: che ci si può rialzare sempre.</p>]]>
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      <title>Ep.16 - I microbi che mangiano metano</title>
      <description>Raccontato da Giulia Bassetto.

Il metano è un gas potentissimo, capace di intrappolare oltre 80 volte più calore dell’anidride carbonica nei primi 20 anni della sua permanenza in atmosfera.

Il mondo scientifico ha appena scoperto che potrebbero esistere dei microrganismi acquatici — minuscoli ma potentissimi — che “mangiano” questo potente gas serra.

In questo episodio scopriremo come le recenti ricerche stanno svelando il ruolo cruciale dei “methanotrophs” (batteri che ossidano il metano) nel bilancio del clima.</description>
      <pubDate>Tue, 16 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>Raccontato da Giulia Bassetto.

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Il mondo scientifico ha appena scoperto che potrebbero esistere dei microrganismi acquatici — minuscoli ma potentissimi — che “mangiano” questo potente gas serra.

In questo episodio scopriremo come le recenti ricerche stanno svelando il ruolo cruciale dei “methanotrophs” (batteri che ossidano il metano) nel bilancio del clima.</itunes:summary>
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<p>Il metano è un gas potentissimo, capace di intrappolare oltre 80 volte più calore dell’anidride carbonica nei primi 20 anni della sua permanenza in atmosfera.</p>
<p>Il mondo scientifico ha appena scoperto che potrebbero esistere dei microrganismi acquatici — minuscoli ma potentissimi — che “mangiano” questo potente gas serra.</p>
<p>In questo episodio scopriremo come le recenti ricerche stanno svelando il ruolo cruciale dei “methanotrophs” (batteri che ossidano il metano) nel bilancio del clima.</p>]]>
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      <title>Ep.15 - Ricucire la vita dei carcerati a Rebibbia</title>
      <description>Raccontato da Francesco Zaffarano.

Delle carceri italiane parliamo sempre perché sono sovraffollate o perché una storia tragica trova spazio nelle pagine della cronaca. Ma a volte accade qualcosa di diverso, che ci racconta che anche in quel mondo possiamo intravedere soluzioni. 



È il caso del progetto di sartoria nato nel carcere di Rebibbia con l'Accademia dei Sartori, dove un gruppo di detenuti impara a fabbricare vestiti e a ricucire un pezzetto della propria vita.</description>
      <pubDate>Mon, 15 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>Raccontato da Francesco Zaffarano.

Delle carceri italiane parliamo sempre perché sono sovraffollate o perché una storia tragica trova spazio nelle pagine della cronaca. Ma a volte accade qualcosa di diverso, che ci racconta che anche in quel mondo possiamo intravedere soluzioni. 



È il caso del progetto di sartoria nato nel carcere di Rebibbia con l'Accademia dei Sartori, dove un gruppo di detenuti impara a fabbricare vestiti e a ricucire un pezzetto della propria vita.</itunes:summary>
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<p>Delle carceri italiane parliamo sempre perché sono sovraffollate o perché una storia tragica trova spazio nelle pagine della cronaca. Ma a volte accade qualcosa di diverso, che ci racconta che anche in quel mondo possiamo intravedere soluzioni. </p>
<p><br></p>
<p>È il caso del progetto di sartoria nato nel carcere di Rebibbia con l'Accademia dei Sartori, dove un gruppo di detenuti impara a fabbricare vestiti e a ricucire un pezzetto della propria vita.</p>]]>
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      <title>Ep.14 - La mia coinquilina di 80 anni</title>
      <description>Raccontato da Sara Poma.

La storia di Valeria, studentessa ventenne marchigiana, arrivata a Milano per studiare ed entrata nel progetto Prendi in casa Milano, un programma pensato per combattere il caro-affitti a Milano e la solitudine degli anziani, favorendo l’amicizia intergenerazionale. Valeria ha vissuto in casa di Italia, 82 anni, ex postina, rimasta vedova durante il Covid. </description>
      <pubDate>Sun, 14 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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La storia di Valeria, studentessa ventenne marchigiana, arrivata a Milano per studiare ed entrata nel progetto Prendi in casa Milano, un programma pensato per combattere il caro-affitti a Milano e la solitudine degli anziani, favorendo l’amicizia intergenerazionale. Valeria ha vissuto in casa di Italia, 82 anni, ex postina, rimasta vedova durante il Covid. </itunes:summary>
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<p>La storia di Valeria, studentessa ventenne marchigiana, arrivata a Milano per studiare ed entrata nel progetto Prendi in casa Milano, un programma pensato per combattere il caro-affitti a Milano e la solitudine degli anziani, favorendo l’amicizia intergenerazionale. Valeria ha vissuto in casa di Italia, 82 anni, ex postina, rimasta vedova durante il Covid. </p>]]>
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      <title>Ep.13 - Copenaghen, la città spugna dove l'acqua è alleata</title>
      <description>Raccontato da Paolo Bovio.

Nel luglio del 2011 Copenaghen viene travolta da una bomba d’acqua: in due ore cade la pioggia di due mesi, le strade diventano fiumi, gli ospedali vanno in tilt, i danni sfiorano i due miliardi di euro. È uno spartiacque. Da quel momento la città decide che non subirà più l’acqua: imparerà a conviverci. Comincia così la trasformazione che oggi rende Copenaghen la "città spugna" più avanzata in Europa. Aiuole che diventano bacini temporanei, strade che guidano l’acqua invece di respingerla, piazze capaci di allagarsi senza danni, parchi che cambiano forma e funzione quando arriva un temporale. Ogni intervento è pensato non solo come infrastruttura, ma anche come occasione per migliorare la vita quotidiana: più verde, più ombra, più spazio pubblico. Questa puntata racconta la storia di una città che ha scelto il cambiamento, che non si è chiusa nella paura, ma ha trasformato un disastro in un laboratorio di futuro. E che ci ricorda una verità semplice e radicale: per abitare un mondo che cambia, dobbiamo cambiare il modo in cui abitiamo le nostre città. Copenaghen non è un modello perfetto, ma un invito a progettare con la natura, non contro di essa. A immaginare città più morbide, più flessibili, più vive.</description>
      <pubDate>Sat, 13 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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Nel luglio del 2011 Copenaghen viene travolta da una bomba d’acqua: in due ore cade la pioggia di due mesi, le strade diventano fiumi, gli ospedali vanno in tilt, i danni sfiorano i due miliardi di euro. È uno spartiacque. Da quel momento la città decide che non subirà più l’acqua: imparerà a conviverci. Comincia così la trasformazione che oggi rende Copenaghen la "città spugna" più avanzata in Europa. Aiuole che diventano bacini temporanei, strade che guidano l’acqua invece di respingerla, piazze capaci di allagarsi senza danni, parchi che cambiano forma e funzione quando arriva un temporale. Ogni intervento è pensato non solo come infrastruttura, ma anche come occasione per migliorare la vita quotidiana: più verde, più ombra, più spazio pubblico. Questa puntata racconta la storia di una città che ha scelto il cambiamento, che non si è chiusa nella paura, ma ha trasformato un disastro in un laboratorio di futuro. E che ci ricorda una verità semplice e radicale: per abitare un mondo che cambia, dobbiamo cambiare il modo in cui abitiamo le nostre città. Copenaghen non è un modello perfetto, ma un invito a progettare con la natura, non contro di essa. A immaginare città più morbide, più flessibili, più vive.</itunes:summary>
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<p>Nel luglio del 2011 Copenaghen viene travolta da una bomba d’acqua: in due ore cade la pioggia di due mesi, le strade diventano fiumi, gli ospedali vanno in tilt, i danni sfiorano i due miliardi di euro. È uno spartiacque. Da quel momento la città decide che non subirà più l’acqua: imparerà a conviverci. Comincia così la trasformazione che oggi rende Copenaghen la "città spugna" più avanzata in Europa. Aiuole che diventano bacini temporanei, strade che guidano l’acqua invece di respingerla, piazze capaci di allagarsi senza danni, parchi che cambiano forma e funzione quando arriva un temporale. Ogni intervento è pensato non solo come infrastruttura, ma anche come occasione per migliorare la vita quotidiana: più verde, più ombra, più spazio pubblico. Questa puntata racconta la storia di una città che ha scelto il cambiamento, che non si è chiusa nella paura, ma ha trasformato un disastro in un laboratorio di futuro. E che ci ricorda una verità semplice e radicale: per abitare un mondo che cambia, dobbiamo cambiare il modo in cui abitiamo le nostre città. Copenaghen non è un modello perfetto, ma un invito a progettare con la natura, non contro di essa. A immaginare città più morbide, più flessibili, più vive.</p>]]>
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      <title>Ep.12 - Le forbici molecolare: una cura concreta</title>
      <description>Raccontato da Camilla Ferrario.

Nel 2012 due scienziate, Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier, hanno inventato un metodo che sembrava uscito dalla fantascienza: delle “forbici molecolari” capaci di tagliare e correggere il DNA. È la tecnologia CRISPR, che ha fatto vincere loro il Nobel e che oggi comincia davvero a cambiare la vita delle persone.

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha appena approvato exa-cel, la prima terapia che usa CRISPR per curare due gravi malattie del sangue: beta-talassemia e anemia falciforme. 

Con questa nuova cura le cellule del paziente vengono corrette in laboratorio e poi reinfuse, pronte a produrre sangue sano. Nei test clinici, quasi tutti i pazienti hanno smesso di dipendere dalle trasfusioni e hanno potuto riprendere una vita normale.</description>
      <pubDate>Fri, 12 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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Nel 2012 due scienziate, Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier, hanno inventato un metodo che sembrava uscito dalla fantascienza: delle “forbici molecolari” capaci di tagliare e correggere il DNA. È la tecnologia CRISPR, che ha fatto vincere loro il Nobel e che oggi comincia davvero a cambiare la vita delle persone.

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha appena approvato exa-cel, la prima terapia che usa CRISPR per curare due gravi malattie del sangue: beta-talassemia e anemia falciforme. 

Con questa nuova cura le cellule del paziente vengono corrette in laboratorio e poi reinfuse, pronte a produrre sangue sano. Nei test clinici, quasi tutti i pazienti hanno smesso di dipendere dalle trasfusioni e hanno potuto riprendere una vita normale.</itunes:summary>
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<p>Nel 2012 due scienziate, Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier, hanno inventato un metodo che sembrava uscito dalla fantascienza: delle “forbici molecolari” capaci di tagliare e correggere il DNA. È la tecnologia CRISPR, che ha fatto vincere loro il Nobel e che oggi comincia davvero a cambiare la vita delle persone.</p>
<p>L’Agenzia Italiana del Farmaco ha appena approvato exa-cel, la prima terapia che usa CRISPR per curare due gravi malattie del sangue: beta-talassemia e anemia falciforme. </p>
<p>Con questa nuova cura le cellule del paziente vengono corrette in laboratorio e poi reinfuse, pronte a produrre sangue sano. Nei test clinici, quasi tutti i pazienti hanno smesso di dipendere dalle trasfusioni e hanno potuto riprendere una vita normale.</p>]]>
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    <item>
      <title>Ep.11 - Bending spoons - Il sogno italiano del tech</title>
      <description>Raccontato da Riccardo Bassetto.

È nata come un sogno e con un’idea semplice: creare app che funzionano davvero. In dieci anni, Bending Spoons è passata dall’essere una startup di un gruppo di 4 amici poco più che vent’enni all’essere un gigante europeo del software. Dopo Evernote, Vimeo e Brightcove, a fine Ottobre ha comprato AOL, uno dei simboli dell’Internet anni ’90. Proviamo a raccontare com’è nata, come ha scalato e perché oggi Luca Ferrari e il suo team rappresentano la nuova ambizione del tech europeo</description>
      <pubDate>Thu, 11 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>Raccontato da Riccardo Bassetto.

È nata come un sogno e con un’idea semplice: creare app che funzionano davvero. In dieci anni, Bending Spoons è passata dall’essere una startup di un gruppo di 4 amici poco più che vent’enni all’essere un gigante europeo del software. Dopo Evernote, Vimeo e Brightcove, a fine Ottobre ha comprato AOL, uno dei simboli dell’Internet anni ’90. Proviamo a raccontare com’è nata, come ha scalato e perché oggi Luca Ferrari e il suo team rappresentano la nuova ambizione del tech europeo</itunes:summary>
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<p>È nata come un sogno e con un’idea semplice: creare app che funzionano davvero. In dieci anni, Bending Spoons è passata dall’essere una startup di un gruppo di 4 amici poco più che vent’enni all’essere un gigante europeo del software. Dopo Evernote, Vimeo e Brightcove, a fine Ottobre ha comprato AOL, uno dei simboli dell’Internet anni ’90. Proviamo a raccontare com’è nata, come ha scalato e perché oggi Luca Ferrari e il suo team rappresentano la nuova ambizione del tech europeo</p>]]>
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      <title>Ep.10 - L'eredità di Warren Buffett</title>
      <description>Raccontato da Riccardo Haupt.

Nella sua ultima celebre lettera agli investitori Warren Buffett scrive che ai figli vuole lasciare “abbastanza da poter fare qualsiasi cosa, ma non abbastanza da non fare nulla”. In questo episodio entriamo nel senso profondo di quella frase e in cosa racconta del suo modo di vedere l’eredità, il lavoro e la responsabilità. Un viaggio dentro il rapporto tra Buffett e i suoi figli, fra distanza, scelte diverse e un equilibrio familiare costruito nel tempo.</description>
      <pubDate>Wed, 10 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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Nella sua ultima celebre lettera agli investitori Warren Buffett scrive che ai figli vuole lasciare “abbastanza da poter fare qualsiasi cosa, ma non abbastanza da non fare nulla”. In questo episodio entriamo nel senso profondo di quella frase e in cosa racconta del suo modo di vedere l’eredità, il lavoro e la responsabilità. Un viaggio dentro il rapporto tra Buffett e i suoi figli, fra distanza, scelte diverse e un equilibrio familiare costruito nel tempo.</itunes:summary>
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<p>Nella sua ultima celebre lettera agli investitori Warren Buffett scrive che ai figli vuole lasciare “abbastanza da poter fare qualsiasi cosa, ma non abbastanza da non fare nulla”. In questo episodio entriamo nel senso profondo di quella frase e in cosa racconta del suo modo di vedere l’eredità, il lavoro e la responsabilità. Un viaggio dentro il rapporto tra Buffett e i suoi figli, fra distanza, scelte diverse e un equilibrio familiare costruito nel tempo.</p>]]>
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      <title>Ep.9 - ArteParco</title>
      <description>Raccontato da Giulia Bassetto.

L’Italia sta diventando un Paese forestale: quasi il 40% del territorio è coperto da boschi. E tra questi, ce n’è uno che non è solo natura, ma anche voce, colore, racconto: il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Da otto anni, tra faggete e vallate, cresce anche un altro tipo di vita: quella dell’arte. Con il progetto “ArteParco”, la natura diventa una galleria a cielo aperto dove diversi artisti fanno dialogare creatività e paesaggio.</description>
      <pubDate>Tue, 09 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>Raccontato da Giulia Bassetto.

L’Italia sta diventando un Paese forestale: quasi il 40% del territorio è coperto da boschi. E tra questi, ce n’è uno che non è solo natura, ma anche voce, colore, racconto: il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Da otto anni, tra faggete e vallate, cresce anche un altro tipo di vita: quella dell’arte. Con il progetto “ArteParco”, la natura diventa una galleria a cielo aperto dove diversi artisti fanno dialogare creatività e paesaggio.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Raccontato da Giulia Bassetto.</p>
<p>L’Italia sta diventando un Paese forestale: quasi il 40% del territorio è coperto da boschi. E tra questi, ce n’è uno che non è solo natura, ma anche voce, colore, racconto: il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise</p>
<p>Da otto anni, tra faggete e vallate, cresce anche un altro tipo di vita: quella dell’arte. Con il progetto “ArteParco”, la natura diventa una galleria a cielo aperto dove diversi artisti fanno dialogare creatività e paesaggio.</p>]]>
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    <item>
      <title>Ep.8 - IA a scuola</title>
      <description>Raccontato da Guido Brera.

Il 9 agosto 2025, sono state pubblicate le «Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche». Il ministero dell’Istruzione ha preso una posizione chiara: l’intelligenza artificiale non sostituirà i docenti, ma ha il potenziale per arricchirne il ruolo; non una resa all’IA, ma un’alleanza.

L’obiettivo è creare una scuola in cui l’intelligenza artificiale non azzera il ruolo dei docenti, ma lo rende più potente: capace di personalizzare la didattica, alleggerire il carico burocratico, liberare tempo e energie per ciò che davvero conta, cioè la relazione educativa, la curiosità, la crescita interiore degli studenti.

In questa puntata, raccontiamo come l’unione tra intelligenza umana e IA possa ridurre le disuguaglianze e diventare strumento di educazione, non di esclusione.</description>
      <pubDate>Mon, 08 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
      <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>Raccontato da Guido Brera.

Il 9 agosto 2025, sono state pubblicate le «Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche». Il ministero dell’Istruzione ha preso una posizione chiara: l’intelligenza artificiale non sostituirà i docenti, ma ha il potenziale per arricchirne il ruolo; non una resa all’IA, ma un’alleanza.

L’obiettivo è creare una scuola in cui l’intelligenza artificiale non azzera il ruolo dei docenti, ma lo rende più potente: capace di personalizzare la didattica, alleggerire il carico burocratico, liberare tempo e energie per ciò che davvero conta, cioè la relazione educativa, la curiosità, la crescita interiore degli studenti.

In questa puntata, raccontiamo come l’unione tra intelligenza umana e IA possa ridurre le disuguaglianze e diventare strumento di educazione, non di esclusione.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Raccontato da Guido Brera.</p>
<p>Il 9 agosto 2025, sono state pubblicate le «Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche». Il ministero dell’Istruzione ha preso una posizione chiara: l’intelligenza artificiale non sostituirà i docenti, ma ha il potenziale per arricchirne il ruolo; non una resa all’IA, ma un’alleanza.</p>
<p>L’obiettivo è creare una scuola in cui l’intelligenza artificiale non azzera il ruolo dei docenti, ma lo rende più potente: capace di personalizzare la didattica, alleggerire il carico burocratico, liberare tempo e energie per ciò che davvero conta, cioè la relazione educativa, la curiosità, la crescita interiore degli studenti.</p>
<p>In questa puntata, raccontiamo come l’unione tra intelligenza umana e IA possa ridurre le disuguaglianze e diventare strumento di educazione, non di esclusione.</p>]]>
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    <item>
      <title>Ep.7 - Economia circolare a misura di neonato </title>
      <description>Raccontato da Francesca Milano.

Quando Zineb è rimasta incinta ha pensato di chiedere in prestito qualche tutina per il neonato in arrivo. Da quella timida domanda è nato il baby bank, un gruppo di scambio di vestiti e accessori per bambini, che sono gli esseri umani più consumisti del mondo: cambiano taglia ogni 3 mesi, obbligando le famiglie a spese spesso insostenibili. In Italia sono tante le associazioni che permettono di scambiarsi i prodotti per l'infanzia, riducendo le spese superflue e aiutando anche il pianeta.</description>
      <pubDate>Sun, 07 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>Raccontato da Francesca Milano.

Quando Zineb è rimasta incinta ha pensato di chiedere in prestito qualche tutina per il neonato in arrivo. Da quella timida domanda è nato il baby bank, un gruppo di scambio di vestiti e accessori per bambini, che sono gli esseri umani più consumisti del mondo: cambiano taglia ogni 3 mesi, obbligando le famiglie a spese spesso insostenibili. In Italia sono tante le associazioni che permettono di scambiarsi i prodotti per l'infanzia, riducendo le spese superflue e aiutando anche il pianeta.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Raccontato da Francesca Milano.</p>
<p>Quando Zineb è rimasta incinta ha pensato di chiedere in prestito qualche tutina per il neonato in arrivo. Da quella timida domanda è nato il baby bank, un gruppo di scambio di vestiti e accessori per bambini, che sono gli esseri umani più consumisti del mondo: cambiano taglia ogni 3 mesi, obbligando le famiglie a spese spesso insostenibili. In Italia sono tante le associazioni che permettono di scambiarsi i prodotti per l'infanzia, riducendo le spese superflue e aiutando anche il pianeta.</p>]]>
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    <item>
      <title>Ep.6 - Una nuova arma contro l'HIV</title>
      <description>Raccontato da Francesco Zaffarano.

La puntata racconta come, nonostante l’HIV resti un’emergenza globale con oltre un milione di nuovi contagi l’anno, una nuova arma potrebbe cambiare tutto: il lenacapavir, un’iniezione preventiva che protegge per sei mesi con un’efficacia vicina al 100%. Approvato in Europa, negli Stati Uniti e sostenuto dall’OMS, sta iniziando a essere distribuito in vari Paesi e potrebbe diventare accessibile anche alle regioni più colpite grazie ai futuri generici a basso costo. La sua forza non è solo scientifica: rendendo la prevenzione semplice, discreta e sostenibile, potrebbe finalmente superare gli ostacoli sociali che per decenni hanno frenato la lotta all’HIV.</description>
      <pubDate>Sat, 06 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
      <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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La puntata racconta come, nonostante l’HIV resti un’emergenza globale con oltre un milione di nuovi contagi l’anno, una nuova arma potrebbe cambiare tutto: il lenacapavir, un’iniezione preventiva che protegge per sei mesi con un’efficacia vicina al 100%. Approvato in Europa, negli Stati Uniti e sostenuto dall’OMS, sta iniziando a essere distribuito in vari Paesi e potrebbe diventare accessibile anche alle regioni più colpite grazie ai futuri generici a basso costo. La sua forza non è solo scientifica: rendendo la prevenzione semplice, discreta e sostenibile, potrebbe finalmente superare gli ostacoli sociali che per decenni hanno frenato la lotta all’HIV.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Raccontato da Francesco Zaffarano.</p>
<p>La puntata racconta come, nonostante l’HIV resti un’emergenza globale con oltre un milione di nuovi contagi l’anno, una nuova arma potrebbe cambiare tutto: il lenacapavir, un’iniezione preventiva che protegge per sei mesi con un’efficacia vicina al 100%. Approvato in Europa, negli Stati Uniti e sostenuto dall’OMS, sta iniziando a essere distribuito in vari Paesi e potrebbe diventare accessibile anche alle regioni più colpite grazie ai futuri generici a basso costo. La sua forza non è solo scientifica: rendendo la prevenzione semplice, discreta e sostenibile, potrebbe finalmente superare gli ostacoli sociali che per decenni hanno frenato la lotta all’HIV.</p>]]>
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    <item>
      <title>Ep.5 - La voce di Caivano</title>
      <description>Raccontato da Carlo Notarpietro.



In questa puntata del podcast raccontiamo la storia di Don Maurizio Patriciello, il parroco che da anni combatte in prima linea contro la camorra, il degrado e l’indifferenza. Dalla sua parrocchia nel Parco Verde di Caivano, Don Maurizio ha trasformato la fede in un grido civile, portando la realtà delle periferie al centro del dibattito nazionale. Attraverso interviste, testimonianze e riflessioni, scopriremo l’uomo dietro il sacerdote, le sue battaglie, le sue paure e la sua incrollabile speranza.

Caivano è stata sotto i riflettori per molto tempo: una terra ferita da violenza, povertà e silenzi. In mezzo a tutto questo c’è stata però la voce di un parroco che non si arrende. Questa puntata ripercorre la sua storia, dal suo impegno nella “Terra dei fuochi” fino alle recenti denunce contro l’abbandono sociale. Un viaggio nel coraggio, nella responsabilità di chi sceglie di restare dove molti scappano e nell’importanza di buone pratiche di inclusione sociale. </description>
      <pubDate>Fri, 05 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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In questa puntata del podcast raccontiamo la storia di Don Maurizio Patriciello, il parroco che da anni combatte in prima linea contro la camorra, il degrado e l’indifferenza. Dalla sua parrocchia nel Parco Verde di Caivano, Don Maurizio ha trasformato la fede in un grido civile, portando la realtà delle periferie al centro del dibattito nazionale. Attraverso interviste, testimonianze e riflessioni, scopriremo l’uomo dietro il sacerdote, le sue battaglie, le sue paure e la sua incrollabile speranza.

Caivano è stata sotto i riflettori per molto tempo: una terra ferita da violenza, povertà e silenzi. In mezzo a tutto questo c’è stata però la voce di un parroco che non si arrende. Questa puntata ripercorre la sua storia, dal suo impegno nella “Terra dei fuochi” fino alle recenti denunce contro l’abbandono sociale. Un viaggio nel coraggio, nella responsabilità di chi sceglie di restare dove molti scappano e nell’importanza di buone pratiche di inclusione sociale. </itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Raccontato da Carlo Notarpietro.</p>
<p><br></p>
<p>In questa puntata del podcast raccontiamo la storia di Don Maurizio Patriciello, il parroco che da anni combatte in prima linea contro la camorra, il degrado e l’indifferenza. Dalla sua parrocchia nel Parco Verde di Caivano, Don Maurizio ha trasformato la fede in un grido civile, portando la realtà delle periferie al centro del dibattito nazionale. Attraverso interviste, testimonianze e riflessioni, scopriremo l’uomo dietro il sacerdote, le sue battaglie, le sue paure e la sua incrollabile speranza.</p>
<p>Caivano è stata sotto i riflettori per molto tempo: una terra ferita da violenza, povertà e silenzi. In mezzo a tutto questo c’è stata però la voce di un parroco che non si arrende. Questa puntata ripercorre la sua storia, dal suo impegno nella “Terra dei fuochi” fino alle recenti denunce contro l’abbandono sociale. Un viaggio nel coraggio, nella responsabilità di chi sceglie di restare dove molti scappano e nell’importanza di buone pratiche di inclusione sociale. </p>]]>
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    <item>
      <title>Ep.4 - IA e salute</title>
      <description>Raccontato da Simone Pieranni

 

L’integrazione tra genomica e AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, riducendo costi e tempi. Le innovazioni tecnologiche e metodologiche, insieme a progressi normativi, hanno migliorato l’efficienza e la personalizzazione delle terapie, ridefinendo il paradigma farmaceutico</description>
      <pubDate>Thu, 04 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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L’integrazione tra genomica e AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, riducendo costi e tempi. Le innovazioni tecnologiche e metodologiche, insieme a progressi normativi, hanno migliorato l’efficienza e la personalizzazione delle terapie, ridefinendo il paradigma farmaceutico</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Raccontato da Simone Pieranni</p>
<p> </p>
<p>L’integrazione tra genomica e AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, riducendo costi e tempi. Le innovazioni tecnologiche e metodologiche, insieme a progressi normativi, hanno migliorato l’efficienza e la personalizzazione delle terapie, ridefinendo il paradigma farmaceutico</p>]]>
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    <item>
      <title>Ep.3 - Tortellante</title>
      <description>Raccontato da Francesca Berardi.

A Modena, il laboratorio Tortellante è una "palestra di autonomia" per ragazzi e ragazze nello spettro dell'autismo. Nato dieci anni fa dall'idea di tre madri, Erika Coppelli, Silvia Panini e Lara Gilmore, moglie di Massimo Bottura, il laboratorio utilizza l'arte del tortellino per promuovere l'autonomia di ragazzi che si affacciano all’età adulta, e che come tutti desiderano socializzare, uscire la sera, andare in vacanza. Dal 2018, il progetto coinvolge 40 persone dai 18 anni in su, affiancate da 15 operatori e 128 nonne e nonni volontari. Un numero minimo se si guarda ai dati nazionali, con un bambino su 77 nello spettro dell’autismo, ma che ci offre un esempio di coraggio e capacità di unire le forze.</description>
      <pubDate>Wed, 03 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>Raccontato da Francesca Berardi.

A Modena, il laboratorio Tortellante è una "palestra di autonomia" per ragazzi e ragazze nello spettro dell'autismo. Nato dieci anni fa dall'idea di tre madri, Erika Coppelli, Silvia Panini e Lara Gilmore, moglie di Massimo Bottura, il laboratorio utilizza l'arte del tortellino per promuovere l'autonomia di ragazzi che si affacciano all’età adulta, e che come tutti desiderano socializzare, uscire la sera, andare in vacanza. Dal 2018, il progetto coinvolge 40 persone dai 18 anni in su, affiancate da 15 operatori e 128 nonne e nonni volontari. Un numero minimo se si guarda ai dati nazionali, con un bambino su 77 nello spettro dell’autismo, ma che ci offre un esempio di coraggio e capacità di unire le forze.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Raccontato da Francesca Berardi.</p>
<p>A Modena, il laboratorio Tortellante è una "palestra di autonomia" per ragazzi e ragazze nello spettro dell'autismo. Nato dieci anni fa dall'idea di tre madri, Erika Coppelli, Silvia Panini e Lara Gilmore, moglie di Massimo Bottura, il laboratorio utilizza l'arte del tortellino per promuovere l'autonomia di ragazzi che si affacciano all’età adulta, e che come tutti desiderano socializzare, uscire la sera, andare in vacanza. Dal 2018, il progetto coinvolge 40 persone dai 18 anni in su, affiancate da 15 operatori e 128 nonne e nonni volontari. Un numero minimo se si guarda ai dati nazionali, con un bambino su 77 nello spettro dell’autismo, ma che ci offre un esempio di coraggio e capacità di unire le forze.</p>]]>
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      <title>Ep.2 - Il cuore di mio padre</title>
      <description>Raccontato da Sara Poma



L’Italia è ai primi posti in Europa per la donazione di organi: nel 2024, secondo il rapporto annuale del Consiglio d’Europa, l’Italia si posiziona seconda solo dopo la Spagna per donatori, 29.5 su un milione di abitanti.

Un primato che parla di solidarietà, fiducia e, soprattutto, di vite salvate.

Infatti dietro ogni numero c’è una storia: in questa puntata vi raccontiamo quella di un padre che ha ricevuto una seconda possibilità di vita proprio grazie a un trapianto.</description>
      <pubDate>Tue, 02 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>Raccontato da Sara Poma



L’Italia è ai primi posti in Europa per la donazione di organi: nel 2024, secondo il rapporto annuale del Consiglio d’Europa, l’Italia si posiziona seconda solo dopo la Spagna per donatori, 29.5 su un milione di abitanti.

Un primato che parla di solidarietà, fiducia e, soprattutto, di vite salvate.

Infatti dietro ogni numero c’è una storia: in questa puntata vi raccontiamo quella di un padre che ha ricevuto una seconda possibilità di vita proprio grazie a un trapianto.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Raccontato da Sara Poma</p>
<p><br></p>
<p>L’Italia è ai primi posti in Europa per la donazione di organi: nel 2024, secondo il rapporto annuale del Consiglio d’Europa, l’Italia si posiziona seconda solo dopo la Spagna per donatori, 29.5 su un milione di abitanti.</p>
<p>Un primato che parla di solidarietà, fiducia e, soprattutto, di vite salvate.</p>
<p>Infatti dietro ogni numero c’è una storia: in questa puntata vi raccontiamo quella di un padre che ha ricevuto una seconda possibilità di vita proprio grazie a un trapianto.</p>]]>
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    <item>
      <title>Ep.1 - Un figlio che scopre di avere un padre</title>
      <description>raccontato da Mario Calabresi

Marco ha vissuto tutta la sua vita a Padova. Ma fino a poche settimane fa non conosceva davvero le sue origini. Di suo padre sapeva solo che aveva conosciuto sua madre in Inghilterra, sessant’anni prima: un amore breve, nato in una discoteca. 

Quel giovane, Malcolm, non aveva però mai smesso di desiderare di ritrovare suo figlio. Neppure dopo aver conosciuto una nuova compagna, Mona. Così, quando nel 2021 Malcolm è venuto a mancare a causa del Covid, è stata proprio Mona a proseguire la sua ricerca, decisa a realizzare il desiderio dell’uomo: lasciare la sua eredità al figlio mai conosciuto.

“Non ho mai avuto un padre” ha detto Marco ai giornali “ma forse, in fondo, lui ha pensato a me.”

E così Marco, che ha vissuto 67 anni senza sapere chi fosse suo padre, ha scoperto di avere una famiglia, un’eredità. </description>
      <pubDate>Mon, 01 Dec 2025 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>raccontato da Mario Calabresi

Marco ha vissuto tutta la sua vita a Padova. Ma fino a poche settimane fa non conosceva davvero le sue origini. Di suo padre sapeva solo che aveva conosciuto sua madre in Inghilterra, sessant’anni prima: un amore breve, nato in una discoteca. 

Quel giovane, Malcolm, non aveva però mai smesso di desiderare di ritrovare suo figlio. Neppure dopo aver conosciuto una nuova compagna, Mona. Così, quando nel 2021 Malcolm è venuto a mancare a causa del Covid, è stata proprio Mona a proseguire la sua ricerca, decisa a realizzare il desiderio dell’uomo: lasciare la sua eredità al figlio mai conosciuto.

“Non ho mai avuto un padre” ha detto Marco ai giornali “ma forse, in fondo, lui ha pensato a me.”

E così Marco, che ha vissuto 67 anni senza sapere chi fosse suo padre, ha scoperto di avere una famiglia, un’eredità. </itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>raccontato da Mario Calabresi</p>
<p>Marco ha vissuto tutta la sua vita a Padova. Ma fino a poche settimane fa non conosceva davvero le sue origini. Di suo padre sapeva solo che aveva conosciuto sua madre in Inghilterra, sessant’anni prima: un amore breve, nato in una discoteca. </p>
<p>Quel giovane, Malcolm, non aveva però mai smesso di desiderare di ritrovare suo figlio. Neppure dopo aver conosciuto una nuova compagna, Mona. Così, quando nel 2021 Malcolm è venuto a mancare a causa del Covid, è stata proprio Mona a proseguire la sua ricerca, decisa a realizzare il desiderio dell’uomo: lasciare la sua eredità al figlio mai conosciuto.</p>
<p>“Non ho mai avuto un padre” ha detto Marco ai giornali “ma forse, in fondo, lui ha pensato a me.”</p>
<p>E così Marco, che ha vissuto 67 anni senza sapere chi fosse suo padre, ha scoperto di avere una famiglia, un’eredità. </p>]]>
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      <title>Un giorno migliore - Trailer</title>
      <description>Per 25 giorni, dal primo dicembre fino a Natale, una voce della redazione di Chora e Will racconterà una notizia che ha l’ambizione di rendere migliore il giorno che sta per cominciare.Una storia vera, in grado di restituire un po’ di fiducia nel mondo, ma senza chiudere gli occhi sulla sua complessità. Un piccolo promemoria che qualcosa di bello continua a succedere e che il giornalismo, oltre a raccontare la realtà, può anche raccontare le possibili soluzioni da mettere in campo per renderla più vivibile.</description>
      <pubDate>Fri, 28 Nov 2025 00:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Chora Media</itunes:author>
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      <itunes:summary>Per 25 giorni, dal primo dicembre fino a Natale, una voce della redazione di Chora e Will racconterà una notizia che ha l’ambizione di rendere migliore il giorno che sta per cominciare.Una storia vera, in grado di restituire un po’ di fiducia nel mondo, ma senza chiudere gli occhi sulla sua complessità. Un piccolo promemoria che qualcosa di bello continua a succedere e che il giornalismo, oltre a raccontare la realtà, può anche raccontare le possibili soluzioni da mettere in campo per renderla più vivibile.</itunes:summary>
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        <![CDATA[<p>Per 25 giorni, dal primo dicembre fino a Natale, una voce della redazione di Chora e Will racconterà una notizia che ha l’ambizione di rendere migliore il giorno che sta per cominciare.Una storia vera, in grado di restituire un po’ di fiducia nel mondo, ma senza chiudere gli occhi sulla sua complessità. Un piccolo promemoria che qualcosa di bello continua a succedere e che il giornalismo, oltre a raccontare la realtà, può anche raccontare le possibili soluzioni da mettere in campo per renderla più vivibile. </p>]]>
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