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    <title>Storie di economia e finanza</title>
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    <copyright>Bank Station</copyright>
    <description>La finanza e l’economia non sono argomenti semplici. Ma non sono nemmeno riservati a chi ha studiato economia all'università o a chi lavora in questo settore. La finanza e l'economia appartengono a chiunque abbia voglia di capirle fino in fondo. Mettete da parte gli stereotipi su lupi di Wall Street, grattacieli e cravatte, e lasciatevi accompagnare dalle nostre voci e da un sound design immersivo alla scoperta degli eventi che hanno segnato la storia dell'economia e della finanza. And the next stop is... Bank Station.</description>
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      <![CDATA[<p>La finanza e l’economia non sono argomenti semplici. Ma non sono nemmeno riservati a chi ha studiato economia all'università o a chi lavora in questo settore. La finanza e l'economia appartengono a chiunque abbia voglia di capirle fino in fondo. Mettete da parte gli stereotipi su lupi di Wall Street, grattacieli e cravatte, e lasciatevi accompagnare dalle nostre voci e da un sound design immersivo alla scoperta degli eventi che hanno segnato la storia dell'economia e della finanza. And the next stop is... Bank Station.</p>]]>
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      <title>Pattume! Bitcoin e il caso Mt. Gox</title>
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      <description>Mt. Gox è stata la prima exchange di Bitcoin al mondo. Fondata nel 2010, quando Bitcoin era poco più che un giochino per appassionati di crittografia, e fallita nel 2014 dopo aver letteralmente perso tutti i Bitcoin che custodiva per i suoi utenti, in quello che ancora oggi è il più grande scandalo del mondo delle criptovalute.

Prima del suo fallimento infatti, Mt. Gox era il centro di tutto l'ecosistema Bitcoin. Se volevi comprare dei Bitcoin negli anni tra il 2010 e il 2012, Mt. Gox era praticamente l’unico posto dove andare. E anche nel 2013, quando avevano già cominciato ad emergere piattaforme come Coinbase o Bitfinex, il 70% di tutte le compravendite di Bitcoin passava ancora da Mt. Gox. Mt. Gox e Bitcoin erano praticamente sinonimi.

Inevitabilmente quindi, questo podcast è tanto la storia di Mt. Gox quanto è la storia dei primi anni di vita di Bitcoin; la storia di come una tecnologia nata per essere una forma di contante digitale – una cosa che si usa per comprare cose – si è trasformata in una forma di investimento – una cosa che si compra sperando di diventare ricchi.

La storia di Mt. Gox e del suo fallimento è una storia vecchia, vecchissima se consideriamo quanto è cambiato il mondo delle crypto dal 2014 a oggi. Ma è una storia che mette in luce i problemi strutturali di Bitcoin. Gli stessi problemi che stanno alla base di tutti gli scandali venuti dopo.

Questo episodio è stato realizzato grazie al supporto del Comune di Bologna, che ha finanziato la sua realizzazione attraverso il bando Incredibol 2023.
FONTI:

Popper, N. (2015). Digital gold: Bitcoin and the inside story of the misfits and millionaires trying to reinvent money. First edition. New York, NY, Harper, an Imprint of HarperCollins Publishers.

WIZSEC Blog: https://blog.wizsec.jp/


Bitcoin Documentary | The unbelievable story of Mark Karpeles: https://www.youtube.com/results?search_query=mark+karpeles+documentary



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      <pubDate>Thu, 19 Dec 2024 15:05:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Mt. Gox è stata la prima exchange di Bitcoin al mondo. Fondata nel 2010, quando Bitcoin era poco più che un giochino per appassionati di crittografia, e fallita nel 2014 dopo aver letteralmente perso tutti i Bitcoin che custodiva per i suoi utenti, in quello che ancora oggi è il più grande scandalo del mondo delle criptovalute.

Prima del suo fallimento infatti, Mt. Gox era il centro di tutto l'ecosistema Bitcoin. Se volevi comprare dei Bitcoin negli anni tra il 2010 e il 2012, Mt. Gox era praticamente l’unico posto dove andare. E anche nel 2013, quando avevano già cominciato ad emergere piattaforme come Coinbase o Bitfinex, il 70% di tutte le compravendite di Bitcoin passava ancora da Mt. Gox. Mt. Gox e Bitcoin erano praticamente sinonimi.

Inevitabilmente quindi, questo podcast è tanto la storia di Mt. Gox quanto è la storia dei primi anni di vita di Bitcoin; la storia di come una tecnologia nata per essere una forma di contante digitale – una cosa che si usa per comprare cose – si è trasformata in una forma di investimento – una cosa che si compra sperando di diventare ricchi.

La storia di Mt. Gox e del suo fallimento è una storia vecchia, vecchissima se consideriamo quanto è cambiato il mondo delle crypto dal 2014 a oggi. Ma è una storia che mette in luce i problemi strutturali di Bitcoin. Gli stessi problemi che stanno alla base di tutti gli scandali venuti dopo.

Questo episodio è stato realizzato grazie al supporto del Comune di Bologna, che ha finanziato la sua realizzazione attraverso il bando Incredibol 2023.
FONTI:

Popper, N. (2015). Digital gold: Bitcoin and the inside story of the misfits and millionaires trying to reinvent money. First edition. New York, NY, Harper, an Imprint of HarperCollins Publishers.

WIZSEC Blog: https://blog.wizsec.jp/


Bitcoin Documentary | The unbelievable story of Mark Karpeles: https://www.youtube.com/results?search_query=mark+karpeles+documentary



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        <![CDATA[<p>Mt. Gox è stata la prima exchange di Bitcoin al mondo. Fondata nel 2010, quando Bitcoin era poco più che un giochino per appassionati di crittografia, e fallita nel 2014 dopo aver letteralmente <strong>perso</strong> tutti i Bitcoin che custodiva per i suoi utenti, in quello che ancora oggi è il più grande scandalo del mondo delle criptovalute.</p><p><br></p><p>Prima del suo fallimento infatti, Mt. Gox era il centro di tutto l'ecosistema Bitcoin. Se volevi comprare dei Bitcoin negli anni tra il 2010 e il 2012, Mt. Gox era praticamente l’unico posto dove andare. E anche nel 2013, quando avevano già cominciato ad emergere piattaforme come Coinbase o Bitfinex, il 70% di tutte le compravendite di Bitcoin passava ancora da Mt. Gox. Mt. Gox e Bitcoin erano praticamente sinonimi.</p><p><br></p><p>Inevitabilmente quindi, questo podcast è tanto la storia di Mt. Gox quanto è la storia dei primi anni di vita di Bitcoin; la storia di come una tecnologia nata per essere una forma di contante digitale – una cosa che si usa per comprare cose – si è trasformata in una forma di investimento – una cosa che si compra sperando di diventare ricchi.</p><p><br></p><p>La storia di Mt. Gox e del suo fallimento è una storia vecchia, vecchissima se consideriamo quanto è cambiato il mondo delle crypto dal 2014 a oggi. Ma è una storia che mette in luce i problemi strutturali di Bitcoin. Gli stessi problemi che stanno alla base di tutti gli scandali venuti dopo.</p><p><br></p><p>Questo episodio è stato realizzato grazie al supporto del Comune di Bologna, che ha finanziato la sua realizzazione attraverso il bando Incredibol 2023.</p><p>FONTI:</p><ul>
<li>Popper, N. (2015). <em>Digital gold: Bitcoin and the inside story of the misfits and millionaires trying to reinvent money.</em> First edition. New York, NY, Harper, an Imprint of HarperCollins Publishers.</li>
<li>WIZSEC Blog: <a href="https://blog.wizsec.jp/">https://blog.wizsec.jp/</a>
</li>
<li>Bitcoin Documentary | The unbelievable story of Mark Karpeles: <a href="https://www.youtube.com/results?search_query=mark+karpeles+documentary">https://www.youtube.com/results?search_query=mark+karpeles+documentary</a>
</li>
</ul><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep3 – Il palazzo di gelato: il fallimento di Silicon Valley Bank – L'importanza dell'abito</title>
      <description>In questa serie di episodi vi racconteremo gli avvenimenti che hanno portato al fallimento di Silicon Valley Bank avvenuto a Marzo del 2023.

Le nozioni economiche che vi spiegheremo in questi episodi vi serviranno sia a comprendere come mai questa banca è fallita, sia a comprendere meglio il panorama economico di oggi e degli ultimi 15 anni.

In questo episodio terminiamo il racconto parlando degli ultimi mesi di vita di Silicon Valley Bank. Al termine di questo episodio c'è una riflessione sul rapporto tra le banche e i loro correntisti.

Fonti:

- Silicon Valley Bank financial statements and annual reports

- WSJ | What went wrong - How silicon Valley Bank Collapsed in 36 hours: https://www.wsj.com/video/series/news-explainers/how-silicon-valley-bank-collapsed-in-36-hours-what-went-wrong/8DBEB163-0EEE-4CC2-B974-8252039D6C38

- WSJ | SVB Collapses, in Second Largest Bank Failure in U.S. History: https://www.wsj.com/podcasts/whats-news/svb-collapses-in-second-largest-bank-failure-in-us-history/c8c6c3a2-ba0a-47ed-a38f-3f958cdcfffb

- Ferguson, Charles. 2010. Inside Job. United States: Sony Pictures Classics

- WSJ | Rising Interest Rates Hit Banks’ Bond Holdings: https://www.wsj.com/articles/rising-interest-rates-hit-banks-bond-holdings-11668123473

- WSJ | Senate Passes Bill Easing Banking Rules: https://www.wsj.com/articles/rollback-of-crisis-era-banking-rules-clears-senate-1521067499

- WSJ | Silicon Valley Bank Crisis Unsettles Bank Investors: https://www.wsj.com/articles/silicon-valley-bank-crisis-unsettles-bank-investors-bc4ee834

- Odd lots podcast | 16 March 2023 | The regulatory blunder that gave us the Silicon Valley Bank disaster
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      <pubDate>Sun, 10 Mar 2024 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>In questa serie di episodi vi racconteremo gli avvenimenti che hanno portato al fallimento di Silicon Valley Bank avvenuto a Marzo del 2023.

Le nozioni economiche che vi spiegheremo in questi episodi vi serviranno sia a comprendere come mai questa banca è fallita, sia a comprendere meglio il panorama economico di oggi e degli ultimi 15 anni.

In questo episodio terminiamo il racconto parlando degli ultimi mesi di vita di Silicon Valley Bank. Al termine di questo episodio c'è una riflessione sul rapporto tra le banche e i loro correntisti.

Fonti:

- Silicon Valley Bank financial statements and annual reports

- WSJ | What went wrong - How silicon Valley Bank Collapsed in 36 hours: https://www.wsj.com/video/series/news-explainers/how-silicon-valley-bank-collapsed-in-36-hours-what-went-wrong/8DBEB163-0EEE-4CC2-B974-8252039D6C38

- WSJ | SVB Collapses, in Second Largest Bank Failure in U.S. History: https://www.wsj.com/podcasts/whats-news/svb-collapses-in-second-largest-bank-failure-in-us-history/c8c6c3a2-ba0a-47ed-a38f-3f958cdcfffb

- Ferguson, Charles. 2010. Inside Job. United States: Sony Pictures Classics

- WSJ | Rising Interest Rates Hit Banks’ Bond Holdings: https://www.wsj.com/articles/rising-interest-rates-hit-banks-bond-holdings-11668123473

- WSJ | Senate Passes Bill Easing Banking Rules: https://www.wsj.com/articles/rollback-of-crisis-era-banking-rules-clears-senate-1521067499

- WSJ | Silicon Valley Bank Crisis Unsettles Bank Investors: https://www.wsj.com/articles/silicon-valley-bank-crisis-unsettles-bank-investors-bc4ee834

- Odd lots podcast | 16 March 2023 | The regulatory blunder that gave us the Silicon Valley Bank disaster
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        <![CDATA[<p>In questa serie di episodi vi racconteremo gli avvenimenti che hanno portato al fallimento di Silicon Valley Bank avvenuto a Marzo del 2023.</p><p><br></p><p>Le nozioni economiche che vi spiegheremo in questi episodi vi serviranno sia a comprendere come mai questa banca è fallita, sia a comprendere meglio il panorama economico di oggi e degli ultimi 15 anni.</p><p><br></p><p>In questo episodio terminiamo il racconto parlando degli ultimi mesi di vita di Silicon Valley Bank. Al termine di questo episodio c'è una riflessione sul rapporto tra le banche e i loro correntisti.</p><p><br></p><p>Fonti:</p><p><br></p><p>- Silicon Valley Bank financial statements and annual reports</p><p><br></p><p>- WSJ | What went wrong - How silicon Valley Bank Collapsed in 36 hours: <a href="https://www.wsj.com/video/series/news-explainers/how-silicon-valley-bank-collapsed-in-36-hours-what-went-wrong/8DBEB163-0EEE-4CC2-B974-8252039D6C38">https://www.wsj.com/video/series/news-explainers/how-silicon-valley-bank-collapsed-in-36-hours-what-went-wrong/8DBEB163-0EEE-4CC2-B974-8252039D6C38</a></p><p><br></p><p>- WSJ | SVB Collapses, in Second Largest Bank Failure in U.S. History: <a href="https://www.wsj.com/podcasts/whats-news/svb-collapses-in-second-largest-bank-failure-in-us-history/c8c6c3a2-ba0a-47ed-a38f-3f958cdcfffb">https://www.wsj.com/podcasts/whats-news/svb-collapses-in-second-largest-bank-failure-in-us-history/c8c6c3a2-ba0a-47ed-a38f-3f958cdcfffb</a></p><p><br></p><p>- Ferguson, Charles. 2010. Inside Job. United States: Sony Pictures Classics</p><p><br></p><p>- WSJ | Rising Interest Rates Hit Banks’ Bond Holdings: <a href="https://www.wsj.com/articles/rising-interest-rates-hit-banks-bond-holdings-11668123473">https://www.wsj.com/articles/rising-interest-rates-hit-banks-bond-holdings-11668123473</a></p><p><br></p><p>- WSJ | Senate Passes Bill Easing Banking Rules: <a href="https://www.wsj.com/articles/rollback-of-crisis-era-banking-rules-clears-senate-1521067499">https://www.wsj.com/articles/rollback-of-crisis-era-banking-rules-clears-senate-1521067499</a></p><p><br></p><p>- WSJ | Silicon Valley Bank Crisis Unsettles Bank Investors: <a href="https://www.wsj.com/articles/silicon-valley-bank-crisis-unsettles-bank-investors-bc4ee834">https://www.wsj.com/articles/silicon-valley-bank-crisis-unsettles-bank-investors-bc4ee834</a></p><p><br></p><p>- Odd lots podcast | 16 March 2023 | The regulatory blunder that gave us the Silicon Valley Bank disaster</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep2 – Il palazzo di gelato: il fallimento di Silicon Valley Bank – L'importanza di arrendersi</title>
      <description>In questa serie di episodi vi racconteremo gli avvenimenti che hanno portato al fallimento di Silicon Valley Bank avvenuto a Marzo del 2023.

Le nozioni economiche che vi spiegheremo in questi episodi vi serviranno sia a comprendere come mai questa banca è fallita, sia a comprendere meglio il panorama economico di oggi e degli ultimi 15 anni.

In questo episodio raccontiamo le politiche monetarie che hanno imposto dalle banche centrali negli ultimi anni, soffermandoci a capire come hanno risposto le banche centrali a shock economici come la pandemia e l'inflazione. I tassi di interesse imposti dalle banche centrali hanno effetti sull'economia e sul sistema bancario e hanno avuto un ruolo importante nel fallimento di Silicon Valley Bank.

Fonti:

- Silicon Valley Bank financial statements and annual reports

- WSJ | What went wrong - How silicon Valley Bank Collapsed in 36 hours: https://www.wsj.com/video/series/news-explainers/how-silicon-valley-bank-collapsed-in-36-hours-what-went-wrong/8DBEB163-0EEE-4CC2-B974-8252039D6C38

- WSJ | SVB Collapses, in Second Largest Bank Failure in U.S. History: https://www.wsj.com/podcasts/whats-news/svb-collapses-in-second-largest-bank-failure-in-us-history/c8c6c3a2-ba0a-47ed-a38f-3f958cdcfffb

- Ferguson, Charles. 2010. Inside Job. United States: Sony Pictures Classics

- WSJ | Rising Interest Rates Hit Banks’ Bond Holdings: https://www.wsj.com/articles/rising-interest-rates-hit-banks-bond-holdings-11668123473

- WSJ | Senate Passes Bill Easing Banking Rules: https://www.wsj.com/articles/rollback-of-crisis-era-banking-rules-clears-senate-1521067499

- WSJ | Silicon Valley Bank Crisis Unsettles Bank Investors: https://www.wsj.com/articles/silicon-valley-bank-crisis-unsettles-bank-investors-bc4ee834

- Odd lots podcast | 16 March 2023 | The regulatory blunder that gave us the Silicon Valley Bank disaster
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      <pubDate>Sat, 09 Mar 2024 04:00:00 -0000</pubDate>
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Le nozioni economiche che vi spiegheremo in questi episodi vi serviranno sia a comprendere come mai questa banca è fallita, sia a comprendere meglio il panorama economico di oggi e degli ultimi 15 anni.

In questo episodio raccontiamo le politiche monetarie che hanno imposto dalle banche centrali negli ultimi anni, soffermandoci a capire come hanno risposto le banche centrali a shock economici come la pandemia e l'inflazione. I tassi di interesse imposti dalle banche centrali hanno effetti sull'economia e sul sistema bancario e hanno avuto un ruolo importante nel fallimento di Silicon Valley Bank.

Fonti:

- Silicon Valley Bank financial statements and annual reports

- WSJ | What went wrong - How silicon Valley Bank Collapsed in 36 hours: https://www.wsj.com/video/series/news-explainers/how-silicon-valley-bank-collapsed-in-36-hours-what-went-wrong/8DBEB163-0EEE-4CC2-B974-8252039D6C38

- WSJ | SVB Collapses, in Second Largest Bank Failure in U.S. History: https://www.wsj.com/podcasts/whats-news/svb-collapses-in-second-largest-bank-failure-in-us-history/c8c6c3a2-ba0a-47ed-a38f-3f958cdcfffb

- Ferguson, Charles. 2010. Inside Job. United States: Sony Pictures Classics

- WSJ | Rising Interest Rates Hit Banks’ Bond Holdings: https://www.wsj.com/articles/rising-interest-rates-hit-banks-bond-holdings-11668123473

- WSJ | Senate Passes Bill Easing Banking Rules: https://www.wsj.com/articles/rollback-of-crisis-era-banking-rules-clears-senate-1521067499

- WSJ | Silicon Valley Bank Crisis Unsettles Bank Investors: https://www.wsj.com/articles/silicon-valley-bank-crisis-unsettles-bank-investors-bc4ee834

- Odd lots podcast | 16 March 2023 | The regulatory blunder that gave us the Silicon Valley Bank disaster
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        <![CDATA[<p>In questa serie di episodi vi racconteremo gli avvenimenti che hanno portato al fallimento di Silicon Valley Bank avvenuto a Marzo del 2023.</p><p><br></p><p>Le nozioni economiche che vi spiegheremo in questi episodi vi serviranno sia a comprendere come mai questa banca è fallita, sia a comprendere meglio il panorama economico di oggi e degli ultimi 15 anni.</p><p><br></p><p>In questo episodio raccontiamo le politiche monetarie che hanno imposto dalle banche centrali negli ultimi anni, soffermandoci a capire come hanno risposto le banche centrali a shock economici come la pandemia e l'inflazione. I tassi di interesse imposti dalle banche centrali hanno effetti sull'economia e sul sistema bancario e hanno avuto un ruolo importante nel fallimento di Silicon Valley Bank.</p><p><br></p><p>Fonti:</p><p><br></p><p>- Silicon Valley Bank financial statements and annual reports</p><p><br></p><p>- WSJ | What went wrong - How silicon Valley Bank Collapsed in 36 hours: <a href="https://www.wsj.com/video/series/news-explainers/how-silicon-valley-bank-collapsed-in-36-hours-what-went-wrong/8DBEB163-0EEE-4CC2-B974-8252039D6C38">https://www.wsj.com/video/series/news-explainers/how-silicon-valley-bank-collapsed-in-36-hours-what-went-wrong/8DBEB163-0EEE-4CC2-B974-8252039D6C38</a></p><p><br></p><p>- WSJ | SVB Collapses, in Second Largest Bank Failure in U.S. History: <a href="https://www.wsj.com/podcasts/whats-news/svb-collapses-in-second-largest-bank-failure-in-us-history/c8c6c3a2-ba0a-47ed-a38f-3f958cdcfffb">https://www.wsj.com/podcasts/whats-news/svb-collapses-in-second-largest-bank-failure-in-us-history/c8c6c3a2-ba0a-47ed-a38f-3f958cdcfffb</a></p><p><br></p><p>- Ferguson, Charles. 2010. Inside Job. United States: Sony Pictures Classics</p><p><br></p><p>- WSJ | Rising Interest Rates Hit Banks’ Bond Holdings: <a href="https://www.wsj.com/articles/rising-interest-rates-hit-banks-bond-holdings-11668123473">https://www.wsj.com/articles/rising-interest-rates-hit-banks-bond-holdings-11668123473</a></p><p><br></p><p>- WSJ | Senate Passes Bill Easing Banking Rules: <a href="https://www.wsj.com/articles/rollback-of-crisis-era-banking-rules-clears-senate-1521067499">https://www.wsj.com/articles/rollback-of-crisis-era-banking-rules-clears-senate-1521067499</a></p><p><br></p><p>- WSJ | Silicon Valley Bank Crisis Unsettles Bank Investors: <a href="https://www.wsj.com/articles/silicon-valley-bank-crisis-unsettles-bank-investors-bc4ee834">https://www.wsj.com/articles/silicon-valley-bank-crisis-unsettles-bank-investors-bc4ee834</a></p><p><br></p><p>- Odd lots podcast | 16 March 2023 | The regulatory blunder that gave us the Silicon Valley Bank disaster</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep1 – Il palazzo di gelato: il fallimento di Silicon Valley Bank – L'importanza di contraddirsi</title>
      <description>In questa serie di episodi vi racconteremo gli avvenimenti che hanno portato al fallimento di Silicon Valley Bank avvenuto a Marzo del 2023.

Le nozioni economiche che vi spiegheremo in questi episodi vi serviranno sia a comprendere come mai questa banca è fallita, sia a comprendere meglio il panorama economico di oggi e degli ultimi 15 anni.

In questo primo episodio vi raccontiamo le origini di questa banca, spiegando come ha fatto a diventare un colosso bancario in poco tempo in un paese come gli Stati Uniti, dove le banche sono tante e potenti.

Fonti:

- Silicon Valley Bank financial statements and annual reports

- WSJ | What went wrong - How silicon Valley Bank Collapsed in 36 hours: https://www.wsj.com/video/series/news-explainers/how-silicon-valley-bank-collapsed-in-36-hours-what-went-wrong/8DBEB163-0EEE-4CC2-B974-8252039D6C38

- WSJ | SVB Collapses, in Second Largest Bank Failure in U.S. History: https://www.wsj.com/podcasts/whats-news/svb-collapses-in-second-largest-bank-failure-in-us-history/c8c6c3a2-ba0a-47ed-a38f-3f958cdcfffb

- Ferguson, Charles. 2010. Inside Job. United States: Sony Pictures Classics

- WSJ | Rising Interest Rates Hit Banks’ Bond Holdings: https://www.wsj.com/articles/rising-interest-rates-hit-banks-bond-holdings-11668123473

- WSJ | Senate Passes Bill Easing Banking Rules: https://www.wsj.com/articles/rollback-of-crisis-era-banking-rules-clears-senate-1521067499

- WSJ | Silicon Valley Bank Crisis Unsettles Bank Investors: https://www.wsj.com/articles/silicon-valley-bank-crisis-unsettles-bank-investors-bc4ee834

- Odd lots podcast | 16 March 2023 | The regulatory blunder that gave us the Silicon Valley Bank disaster
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      <pubDate>Fri, 08 Mar 2024 04:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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      <itunes:summary>In questa serie di episodi vi racconteremo gli avvenimenti che hanno portato al fallimento di Silicon Valley Bank avvenuto a Marzo del 2023.

Le nozioni economiche che vi spiegheremo in questi episodi vi serviranno sia a comprendere come mai questa banca è fallita, sia a comprendere meglio il panorama economico di oggi e degli ultimi 15 anni.

In questo primo episodio vi raccontiamo le origini di questa banca, spiegando come ha fatto a diventare un colosso bancario in poco tempo in un paese come gli Stati Uniti, dove le banche sono tante e potenti.

Fonti:

- Silicon Valley Bank financial statements and annual reports

- WSJ | What went wrong - How silicon Valley Bank Collapsed in 36 hours: https://www.wsj.com/video/series/news-explainers/how-silicon-valley-bank-collapsed-in-36-hours-what-went-wrong/8DBEB163-0EEE-4CC2-B974-8252039D6C38

- WSJ | SVB Collapses, in Second Largest Bank Failure in U.S. History: https://www.wsj.com/podcasts/whats-news/svb-collapses-in-second-largest-bank-failure-in-us-history/c8c6c3a2-ba0a-47ed-a38f-3f958cdcfffb

- Ferguson, Charles. 2010. Inside Job. United States: Sony Pictures Classics

- WSJ | Rising Interest Rates Hit Banks’ Bond Holdings: https://www.wsj.com/articles/rising-interest-rates-hit-banks-bond-holdings-11668123473

- WSJ | Senate Passes Bill Easing Banking Rules: https://www.wsj.com/articles/rollback-of-crisis-era-banking-rules-clears-senate-1521067499

- WSJ | Silicon Valley Bank Crisis Unsettles Bank Investors: https://www.wsj.com/articles/silicon-valley-bank-crisis-unsettles-bank-investors-bc4ee834

- Odd lots podcast | 16 March 2023 | The regulatory blunder that gave us the Silicon Valley Bank disaster
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        <![CDATA[<p>In questa serie di episodi vi racconteremo gli avvenimenti che hanno portato al fallimento di Silicon Valley Bank avvenuto a Marzo del 2023.</p><p><br></p><p>Le nozioni economiche che vi spiegheremo in questi episodi vi serviranno sia a comprendere come mai questa banca è fallita, sia a comprendere meglio il panorama economico di oggi e degli ultimi 15 anni.</p><p><br></p><p>In questo primo episodio vi raccontiamo le origini di questa banca, spiegando come ha fatto a diventare un colosso bancario in poco tempo in un paese come gli Stati Uniti, dove le banche sono tante e potenti.</p><p><br></p><p>Fonti:</p><p><br></p><p>- Silicon Valley Bank financial statements and annual reports</p><p><br></p><p>- WSJ | What went wrong - How silicon Valley Bank Collapsed in 36 hours: <a href="https://www.wsj.com/video/series/news-explainers/how-silicon-valley-bank-collapsed-in-36-hours-what-went-wrong/8DBEB163-0EEE-4CC2-B974-8252039D6C38">https://www.wsj.com/video/series/news-explainers/how-silicon-valley-bank-collapsed-in-36-hours-what-went-wrong/8DBEB163-0EEE-4CC2-B974-8252039D6C38</a></p><p><br></p><p>- WSJ | SVB Collapses, in Second Largest Bank Failure in U.S. History: <a href="https://www.wsj.com/podcasts/whats-news/svb-collapses-in-second-largest-bank-failure-in-us-history/c8c6c3a2-ba0a-47ed-a38f-3f958cdcfffb">https://www.wsj.com/podcasts/whats-news/svb-collapses-in-second-largest-bank-failure-in-us-history/c8c6c3a2-ba0a-47ed-a38f-3f958cdcfffb</a></p><p><br></p><p>- Ferguson, Charles. 2010. Inside Job. United States: Sony Pictures Classics</p><p><br></p><p>- WSJ | Rising Interest Rates Hit Banks’ Bond Holdings: <a href="https://www.wsj.com/articles/rising-interest-rates-hit-banks-bond-holdings-11668123473">https://www.wsj.com/articles/rising-interest-rates-hit-banks-bond-holdings-11668123473</a></p><p><br></p><p>- WSJ | Senate Passes Bill Easing Banking Rules: <a href="https://www.wsj.com/articles/rollback-of-crisis-era-banking-rules-clears-senate-1521067499">https://www.wsj.com/articles/rollback-of-crisis-era-banking-rules-clears-senate-1521067499</a></p><p><br></p><p>- WSJ | Silicon Valley Bank Crisis Unsettles Bank Investors: <a href="https://www.wsj.com/articles/silicon-valley-bank-crisis-unsettles-bank-investors-bc4ee834">https://www.wsj.com/articles/silicon-valley-bank-crisis-unsettles-bank-investors-bc4ee834</a></p><p><br></p><p>- Odd lots podcast | 16 March 2023 | The regulatory blunder that gave us the Silicon Valley Bank disaster</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>BONUS TRACK – Out Now! La finanza etica contro l'apartheid</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/BONUS-TRACK--Out-Now--La-finanza-etica-contro-lapartheid-e2dqirv</link>
      <description>Per questa puntata bonus della serie "Out Now!", abbiamo fatto una chiacchierata con la professoressa Cristiana Fiamingo, docente di storia e istituzioni dell'Africa all'Università Statale di Milano.

Le abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa in più sulle radici economiche del regime di Apartheid in Sudafrica, sulle principali politiche economiche del regime e su come quelle politiche, purtroppo, facciano ancora sentire il loro impatto sul Sudafrica di oggi.

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      <pubDate>Sat, 30 Dec 2023 10:09:57 -0000</pubDate>
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&lt;p&gt;Le abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa in più sulle radici economiche del regime di Apartheid in Sudafrica, sulle principali politiche economiche del regime e su come quelle politiche, purtroppo, facciano ancora sentire il loro impatto sul Sudafrica di oggi.&lt;/p&gt;
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      <itunes:summary>Per questa puntata bonus della serie "Out Now!", abbiamo fatto una chiacchierata con la professoressa Cristiana Fiamingo, docente di storia e istituzioni dell'Africa all'Università Statale di Milano.

Le abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa in più sulle radici economiche del regime di Apartheid in Sudafrica, sulle principali politiche economiche del regime e su come quelle politiche, purtroppo, facciano ancora sentire il loro impatto sul Sudafrica di oggi.

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        <![CDATA[<p>Per questa puntata bonus della serie "Out Now!", abbiamo fatto una chiacchierata con la professoressa Cristiana Fiamingo, docente di storia e istituzioni dell'Africa all'Università Statale di Milano.</p>
<p>Le abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa in più sulle radici economiche del regime di Apartheid in Sudafrica, sulle principali politiche economiche del regime e su come quelle politiche, purtroppo, facciano ancora sentire il loro impatto sul Sudafrica di oggi.</p>
<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep4 – Out Now! La finanza etica contro l’Apartheid – Il coro</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/Ep4--Out-Now--La-finanza-etica-contro-lApartheid--Il-coro-e2aukra</link>
      <description>A cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80, la campagna per il disinvestimento portata avanti dai campus delle università americane comincia a prendere piede in tutti gli Stati Uniti.

Ma di fronte alla scelta operativa di quali azioni vendere, di quali aziende si meritino il disinvestimento, gli investitori vengono messi di fronte ad un dilemma:

È giusto fare di tutta l’erba un fascio? È proprio vero che tutte le aziende che fanno affari in Sudafrica stanno contribuendo a sostenere l’apartheid?



*  *  *



Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.

L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.

Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori.



Fonti:

- South African History Online. ⁠https://www.sahistory.org.za/⁠

- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. ⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠

- Paul, K., &amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. ⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠

- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit

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      <pubDate>Mon, 23 Oct 2023 17:02:34 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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      <itunes:subtitle>&lt;p&gt;A cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80, la campagna per il disinvestimento portata avanti dai campus delle università americane comincia a prendere piede in tutti gli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma di fronte alla scelta operativa di quali azioni vendere, di quali aziende si meritino il disinvestimento, gli investitori vengono messi di fronte ad un dilemma:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È giusto fare di tutta l’erba un fascio? È proprio vero che tutte le aziende che fanno affari in Sudafrica stanno contribuendo a sostenere l’apartheid?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;*  *  *&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fonti:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- South African History Online. &lt;a href="https://www.sahistory.org.za/"&gt;⁠https://www.sahistory.org.za/⁠&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. &lt;a href="http://www.jstor.org/stable/41421629"&gt;⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Paul, K., &amp;amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. &lt;a href="http://www.jstor.org/stable/25071819"&gt;⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit&lt;/p&gt;
</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>A cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80, la campagna per il disinvestimento portata avanti dai campus delle università americane comincia a prendere piede in tutti gli Stati Uniti.

Ma di fronte alla scelta operativa di quali azioni vendere, di quali aziende si meritino il disinvestimento, gli investitori vengono messi di fronte ad un dilemma:

È giusto fare di tutta l’erba un fascio? È proprio vero che tutte le aziende che fanno affari in Sudafrica stanno contribuendo a sostenere l’apartheid?



*  *  *



Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.

L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.

Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori.



Fonti:

- South African History Online. ⁠https://www.sahistory.org.za/⁠

- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. ⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠

- Paul, K., &amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. ⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠

- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit

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        <![CDATA[<p>A cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80, la campagna per il disinvestimento portata avanti dai campus delle università americane comincia a prendere piede in tutti gli Stati Uniti.</p>
<p>Ma di fronte alla scelta operativa di quali azioni vendere, di quali aziende si meritino il disinvestimento, gli investitori vengono messi di fronte ad un dilemma:</p>
<p>È giusto fare di tutta l’erba un fascio? È proprio vero che tutte le aziende che fanno affari in Sudafrica stanno contribuendo a sostenere l’apartheid?</p>
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<p>Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.</p>
<p>L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.</p>
<p>Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori.</p>
<p><br></p>
<p>Fonti:</p>
<p>- South African History Online. <a href="https://www.sahistory.org.za/">⁠https://www.sahistory.org.za/⁠</a></p>
<p>- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. <a href="http://www.jstor.org/stable/41421629">⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠</a></p>
<p>- Paul, K., &amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. <a href="http://www.jstor.org/stable/25071819">⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠</a></p>
<p>- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit</p>
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      <title>Ep3 – Out Now! La finanza etica contro l’Apartheid – Hope and pray</title>
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      <description>Dopo la rivolta di Soweto in Sudafrica nel 1976, il movimento anti-apartheid americano cambia volto. I suoi protagonisti non sono più leader religiosi o veterani del movimento per i diritti civili,  ma sono studenti universitari, che nei campus di tutta America formano associazioni, stampano volantini, scrivono cartelli e scendono in piazza.

Ma il movimento non cambia solo volto, cambia anche strategia.



*  *  *



Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.

L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.

Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori.



Fonti:

- South African History Online. ⁠https://www.sahistory.org.za/⁠

- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. ⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠

- Paul, K., &amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. ⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠

- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit

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      <pubDate>Mon, 23 Oct 2023 17:02:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:subtitle>&lt;p&gt;Dopo la rivolta di Soweto in Sudafrica nel 1976, il movimento anti-apartheid americano cambia volto. I suoi protagonisti non sono più leader religiosi o veterani del movimento per i diritti civili,  ma sono studenti universitari, che nei campus di tutta America formano associazioni, stampano volantini, scrivono cartelli e scendono in piazza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il movimento non cambia solo volto, cambia anche strategia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;*  *  *&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fonti:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- South African History Online. &lt;a href="https://www.sahistory.org.za/"&gt;⁠https://www.sahistory.org.za/⁠&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. &lt;a href="http://www.jstor.org/stable/41421629"&gt;⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Paul, K., &amp;amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. &lt;a href="http://www.jstor.org/stable/25071819"&gt;⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit&lt;/p&gt;
</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>Dopo la rivolta di Soweto in Sudafrica nel 1976, il movimento anti-apartheid americano cambia volto. I suoi protagonisti non sono più leader religiosi o veterani del movimento per i diritti civili,  ma sono studenti universitari, che nei campus di tutta America formano associazioni, stampano volantini, scrivono cartelli e scendono in piazza.

Ma il movimento non cambia solo volto, cambia anche strategia.



*  *  *



Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.

L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.

Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori.



Fonti:

- South African History Online. ⁠https://www.sahistory.org.za/⁠

- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. ⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠

- Paul, K., &amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. ⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠

- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
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        <![CDATA[<p>Dopo la rivolta di Soweto in Sudafrica nel 1976, il movimento anti-apartheid americano cambia volto. I suoi protagonisti non sono più leader religiosi o veterani del movimento per i diritti civili,  ma sono studenti universitari, che nei campus di tutta America formano associazioni, stampano volantini, scrivono cartelli e scendono in piazza.</p>
<p>Ma il movimento non cambia solo volto, cambia anche strategia.</p>
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<p>Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.</p>
<p>L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.</p>
<p>Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori.</p>
<p><br></p>
<p>Fonti:</p>
<p>- South African History Online. <a href="https://www.sahistory.org.za/">⁠https://www.sahistory.org.za/⁠</a></p>
<p>- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. <a href="http://www.jstor.org/stable/41421629">⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠</a></p>
<p>- Paul, K., &amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. <a href="http://www.jstor.org/stable/25071819">⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠</a></p>
<p>- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
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      <title>Ep2 – Out Now! La finanza etica contro l’Apartheid – Il paradosso</title>
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      <description>L’indignazione globale seguita alla notizia del massacro di Sharpeville trova terreno fertile negli Stati Uniti, dove da una costola movimento per i diritti civili degli afro-americani, nasce un movimento contro l’Apartheid in Sudafrica.

Fin dagli anni ’60, questo movimento si pone un obiettivo chiaro. La sua missione è quella di convincere le maggiori aziende americane ad interrompere i commerci e gli investimenti in Sudafrica, per mettere in ginocchio l’economia del paese.

Ma che cosa vuol dire “convincere un’azienda”?



*  *  *



Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.

L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.

Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma, per portare avanti idee, battaglie e valori.



Fonti:

- South African History Online. ⁠https://www.sahistory.org.za/⁠

- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. ⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠

- Paul, K., &amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. ⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠

- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit

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      <pubDate>Mon, 23 Oct 2023 17:01:04 -0000</pubDate>
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      <itunes:subtitle>&lt;p&gt;L’indignazione globale seguita alla notizia del massacro di Sharpeville trova terreno fertile negli Stati Uniti, dove da una costola movimento per i diritti civili degli afro-americani, nasce un movimento contro l’Apartheid in Sudafrica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fin dagli anni ’60, questo movimento si pone un obiettivo chiaro. La sua missione è quella di convincere le maggiori aziende americane ad interrompere i commerci e gli investimenti in Sudafrica, per mettere in ginocchio l’economia del paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma che cosa vuol dire “convincere un’azienda”?&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma, per portare avanti idee, battaglie e valori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fonti:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- South African History Online. &lt;a href="https://www.sahistory.org.za/"&gt;⁠https://www.sahistory.org.za/⁠&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. &lt;a href="http://www.jstor.org/stable/41421629"&gt;⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Paul, K., &amp;amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. &lt;a href="http://www.jstor.org/stable/25071819"&gt;⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit&lt;/p&gt;
</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>L’indignazione globale seguita alla notizia del massacro di Sharpeville trova terreno fertile negli Stati Uniti, dove da una costola movimento per i diritti civili degli afro-americani, nasce un movimento contro l’Apartheid in Sudafrica.

Fin dagli anni ’60, questo movimento si pone un obiettivo chiaro. La sua missione è quella di convincere le maggiori aziende americane ad interrompere i commerci e gli investimenti in Sudafrica, per mettere in ginocchio l’economia del paese.

Ma che cosa vuol dire “convincere un’azienda”?



*  *  *



Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.

L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.

Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma, per portare avanti idee, battaglie e valori.



Fonti:

- South African History Online. ⁠https://www.sahistory.org.za/⁠

- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. ⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠

- Paul, K., &amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. ⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠

- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit

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        <![CDATA[<p>L’indignazione globale seguita alla notizia del massacro di Sharpeville trova terreno fertile negli Stati Uniti, dove da una costola movimento per i diritti civili degli afro-americani, nasce un movimento contro l’Apartheid in Sudafrica.</p>
<p>Fin dagli anni ’60, questo movimento si pone un obiettivo chiaro. La sua missione è quella di convincere le maggiori aziende americane ad interrompere i commerci e gli investimenti in Sudafrica, per mettere in ginocchio l’economia del paese.</p>
<p>Ma che cosa vuol dire “convincere un’azienda”?</p>
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<p>Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.</p>
<p>L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.</p>
<p>Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma, per portare avanti idee, battaglie e valori.</p>
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<p>Fonti:</p>
<p>- South African History Online. <a href="https://www.sahistory.org.za/">⁠https://www.sahistory.org.za/⁠</a></p>
<p>- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. <a href="http://www.jstor.org/stable/41421629">⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠</a></p>
<p>- Paul, K., &amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. <a href="http://www.jstor.org/stable/25071819">⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠</a></p>
<p>- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit</p>
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      <title>Ep1 – Out Now! La finanza etica contro l’Apartheid – Izwe Lethu</title>
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      <description>La mattina del 21 Marzo 1960, nella township sudafricana di Sharpeville – una periferia dove abitano esclusivamente persone nere – migliaia di persone si stanno accalcando davanti alla stazione di polizia chiedendo a gran voce di essere arrestate e messe in cella.



*  *  *



Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.

L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.

Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori.



Fonti:

- South African History Online. https://www.sahistory.org.za/

- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. http://www.jstor.org/stable/41421629

- Paul, K., &amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. http://www.jstor.org/stable/25071819

- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit





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      <pubDate>Mon, 23 Oct 2023 16:59:55 -0000</pubDate>
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      <itunes:subtitle>&lt;p&gt;La mattina del 21 Marzo 1960, nella township sudafricana di Sharpeville – una periferia dove abitano esclusivamente persone nere – migliaia di persone si stanno accalcando davanti alla stazione di polizia chiedendo a gran voce di essere arrestate e messe in cella.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fonti:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- South African History Online. &lt;a href="https://www.sahistory.org.za/"&gt;https://www.sahistory.org.za/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. &lt;a href="http://www.jstor.org/stable/41421629"&gt;http://www.jstor.org/stable/41421629&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Paul, K., &amp;amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. &lt;a href="http://www.jstor.org/stable/25071819"&gt;http://www.jstor.org/stable/25071819&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;

&lt;/p&gt;
</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>La mattina del 21 Marzo 1960, nella township sudafricana di Sharpeville – una periferia dove abitano esclusivamente persone nere – migliaia di persone si stanno accalcando davanti alla stazione di polizia chiedendo a gran voce di essere arrestate e messe in cella.



*  *  *



Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.

L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.

Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori.



Fonti:

- South African History Online. https://www.sahistory.org.za/

- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. http://www.jstor.org/stable/41421629

- Paul, K., &amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. http://www.jstor.org/stable/25071819

- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit





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        <![CDATA[<p>La mattina del 21 Marzo 1960, nella township sudafricana di Sharpeville – una periferia dove abitano esclusivamente persone nere – migliaia di persone si stanno accalcando davanti alla stazione di polizia chiedendo a gran voce di essere arrestate e messe in cella.</p>
<p><br></p>
<p>*  *  *</p>
<p><br></p>
<p>Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni.</p>
<p>L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano.</p>
<p>Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori.</p>
<p><br></p>
<p>Fonti:</p>
<p>- South African History Online. <a href="https://www.sahistory.org.za/">https://www.sahistory.org.za/</a></p>
<p>- BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. <a href="http://www.jstor.org/stable/41421629">http://www.jstor.org/stable/41421629</a></p>
<p>- Paul, K., &amp; Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. <a href="http://www.jstor.org/stable/25071819">http://www.jstor.org/stable/25071819</a></p>
<p>- Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. 
http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit</p>
<p>

</p>
<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep4 – Mi sento fortunato: la bolla delle dot-com – La festa</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/Ep4--Mi-sento-fortunato-la-bolla-delle-dot-com--La-festa-e1jvas6</link>
      <description>La salita dei prezzi delle azioni dot-com non si basava su aziende solide, ma su persone che compravano le azioni convinte di riuscire a rivenderle ad un altro scemo ad un prezzo più alto. Una salita del genere non può durare all’infinito, perché ad un certo punto gli scemi finiscono.

Gli scemi finirono a Marzo del 2000.

Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.

Testo: Luca Dann e Francesco Namari

Voci: Luca Dann, Francesco Namari

Guest star: Fjona Cakalli

Sound design a cura di Andrea Roccabella

Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

#dotcom #bolla #bolladelledotcom

Fonti:

- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal.

- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times.

- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal.

- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)

- Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.

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      <pubDate>Wed, 15 Jun 2022 02:49:01 -0000</pubDate>
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      <itunes:subtitle>&lt;p&gt;La salita dei prezzi delle azioni dot-com non si basava su aziende solide, ma su persone che compravano le azioni convinte di riuscire a rivenderle ad un altro scemo ad un prezzo più alto. Una salita del genere non può durare all’infinito, perché ad un certo punto gli scemi finiscono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli scemi finirono a Marzo del 2000.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Testo: Luca Dann e Francesco Namari&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Voci: Luca Dann, Francesco Namari&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guest star: Fjona Cakalli&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sound design a cura di Andrea Roccabella&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;#dotcom #bolla #bolladelledotcom&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fonti:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. &lt;em&gt;Wall Street Journal&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. &lt;em&gt;The New York Times&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. &lt;em&gt;Wall Street Journal&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.&lt;/p&gt;
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      <itunes:summary>La salita dei prezzi delle azioni dot-com non si basava su aziende solide, ma su persone che compravano le azioni convinte di riuscire a rivenderle ad un altro scemo ad un prezzo più alto. Una salita del genere non può durare all’infinito, perché ad un certo punto gli scemi finiscono.

Gli scemi finirono a Marzo del 2000.

Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.

Testo: Luca Dann e Francesco Namari

Voci: Luca Dann, Francesco Namari

Guest star: Fjona Cakalli

Sound design a cura di Andrea Roccabella

Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

#dotcom #bolla #bolladelledotcom

Fonti:

- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal.

- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times.

- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal.

- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)

- Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.

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        <![CDATA[<p>La salita dei prezzi delle azioni dot-com non si basava su aziende solide, ma su persone che compravano le azioni convinte di riuscire a rivenderle ad un altro scemo ad un prezzo più alto. Una salita del genere non può durare all’infinito, perché ad un certo punto gli scemi finiscono.</p>
<p>Gli scemi finirono a Marzo del 2000.</p>
<p>Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.</p>
<p>Testo: Luca Dann e Francesco Namari</p>
<p>Voci: Luca Dann, Francesco Namari</p>
<p>Guest star: Fjona Cakalli</p>
<p>Sound design a cura di Andrea Roccabella</p>
<p>Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica</p>
<p>#dotcom #bolla #bolladelledotcom</p>
<p>Fonti:</p>
<p>- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. <em>Wall Street Journal</em>.</p>
<p>- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. <em>The New York Times</em>.</p>
<p>- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. <em>Wall Street Journal</em>.</p>
<p>- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)</p>
<p>- Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.</p>
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      <title>Ep3 – Mi sento fortunato: la bolla delle dot-com – I DJ</title>
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      <description>Chi ha avuto la faccia tosta di portare le azioni di compagnie giovani e in perdita sui sacri scaffali della borsa? Saranno stati quei pazzi furiosi degli investment banker della City e di Wall Street.

Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.

Testo: Luca Dann e Francesco Namari

Voci: Luca Dann, Francesco Namari

Guest star: Fjona Cakalli

Sound design a cura di Andrea Roccabella

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#dotcom #bolla #bolladelledotcom

Fonti:

- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal.

- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times.

- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal.

- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)

- Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.

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      <pubDate>Wed, 15 Jun 2022 02:47:51 -0000</pubDate>
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&lt;p&gt;Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Testo: Luca Dann e Francesco Namari&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Voci: Luca Dann, Francesco Namari&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guest star: Fjona Cakalli&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sound design a cura di Andrea Roccabella&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;#dotcom #bolla #bolladelledotcom&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fonti:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. &lt;em&gt;Wall Street Journal&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. &lt;em&gt;The New York Times&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. &lt;em&gt;Wall Street Journal&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)&lt;/p&gt;
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Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.

Testo: Luca Dann e Francesco Namari

Voci: Luca Dann, Francesco Namari

Guest star: Fjona Cakalli

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#dotcom #bolla #bolladelledotcom

Fonti:

- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal.

- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times.

- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal.

- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)

- Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.

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        <![CDATA[<p>Chi ha avuto la faccia tosta di portare le azioni di compagnie giovani e in perdita sui sacri scaffali della borsa? Saranno stati quei pazzi furiosi degli investment banker della City e di Wall Street.</p>
<p>Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.</p>
<p>Testo: Luca Dann e Francesco Namari</p>
<p>Voci: Luca Dann, Francesco Namari</p>
<p>Guest star: Fjona Cakalli</p>
<p>Sound design a cura di Andrea Roccabella</p>
<p>Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica</p>
<p>#dotcom #bolla #bolladelledotcom</p>
<p>Fonti:</p>
<p>- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. <em>Wall Street Journal</em>.</p>
<p>- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. <em>The New York Times</em>.</p>
<p>- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. <em>Wall Street Journal</em>.</p>
<p>- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)</p>
<p>- Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.</p>
<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep2 – Mi sento fortunato: la bolla delle dot-com – La canzone</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/Ep2--Mi-sento-fortunato-la-bolla-delle-dot-com--La-canzone-e1jvar4</link>
      <description>Dal 1982, giorno di rialzi dopo giorno di rialzi, sempre più persone avevano spostato i loro risparmi nel mercato azionario, e nel 1995 tutti erano pronti ad investire nella prossima novità.

La novità la portò un team di ragazzi dell’Università dell’Illinois, che regalò al mondo il primo internet browser capace di mostrare testo e immagini insieme nella stessa schermata. Ah oltre al browser i ragazzi fecero partire anche la bolla delle dot-com.

Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.

Testo: Luca Dann e Francesco Namari

Voci: Luca Dann, Francesco Namari

Guest star: Fjona Cakalli

Sound design a cura di Andrea Roccabella

Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

#dotcom #bolla #bolladelledotcom

Fonti:

- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal.

- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times.

- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal.

- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)

- Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.

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      <pubDate>Wed, 15 Jun 2022 02:45:55 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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      <itunes:subtitle>&lt;p&gt;Dal 1982, giorno di rialzi dopo giorno di rialzi, sempre più persone avevano spostato i loro risparmi nel mercato azionario, e nel 1995 tutti erano pronti ad investire nella prossima novità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La novità la portò un team di ragazzi dell’Università dell’Illinois, che regalò al mondo il primo internet browser capace di mostrare testo e immagini insieme nella stessa schermata. Ah oltre al browser i ragazzi fecero partire anche la bolla delle dot-com.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Testo: Luca Dann e Francesco Namari&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Voci: Luca Dann, Francesco Namari&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guest star: Fjona Cakalli&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sound design a cura di Andrea Roccabella&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;#dotcom #bolla #bolladelledotcom&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fonti:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. &lt;em&gt;Wall Street Journal&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. &lt;em&gt;The New York Times&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. &lt;em&gt;Wall Street Journal&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.&lt;/p&gt;
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      <itunes:summary>Dal 1982, giorno di rialzi dopo giorno di rialzi, sempre più persone avevano spostato i loro risparmi nel mercato azionario, e nel 1995 tutti erano pronti ad investire nella prossima novità.

La novità la portò un team di ragazzi dell’Università dell’Illinois, che regalò al mondo il primo internet browser capace di mostrare testo e immagini insieme nella stessa schermata. Ah oltre al browser i ragazzi fecero partire anche la bolla delle dot-com.

Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.

Testo: Luca Dann e Francesco Namari

Voci: Luca Dann, Francesco Namari

Guest star: Fjona Cakalli

Sound design a cura di Andrea Roccabella

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#dotcom #bolla #bolladelledotcom

Fonti:

- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal.

- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times.

- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal.

- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)

- Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.

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        <![CDATA[<p>Dal 1982, giorno di rialzi dopo giorno di rialzi, sempre più persone avevano spostato i loro risparmi nel mercato azionario, e nel 1995 tutti erano pronti ad investire nella prossima novità.</p>
<p>La novità la portò un team di ragazzi dell’Università dell’Illinois, che regalò al mondo il primo internet browser capace di mostrare testo e immagini insieme nella stessa schermata. Ah oltre al browser i ragazzi fecero partire anche la bolla delle dot-com.</p>
<p>Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.</p>
<p>Testo: Luca Dann e Francesco Namari</p>
<p>Voci: Luca Dann, Francesco Namari</p>
<p>Guest star: Fjona Cakalli</p>
<p>Sound design a cura di Andrea Roccabella</p>
<p>Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica</p>
<p>#dotcom #bolla #bolladelledotcom</p>
<p>Fonti:</p>
<p>- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. <em>Wall Street Journal</em>.</p>
<p>- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. <em>The New York Times</em>.</p>
<p>- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. <em>Wall Street Journal</em>.</p>
<p>- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)</p>
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      <title>Ep1 – Mi sento fortunato: la bolla delle dot-com – L’open bar</title>
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      <description>Il 1982 fu un anno ricco di eventi. La nazionale di calcio Italiana vinse il suo terzo titolo mondiale, l’Argentina occupò le isole Falkland, Michael Jackson rilasciò Thriller, il suo album più celebre che fece la storia della musica.

Ma questi sono tutti eventi insignificanti (se non addirittura ridicoli) in confronto al ben più importante mercato azionario, che proprio quell’anno cominciò il più lungo periodo di rialzi che Wall Street aveva mai visto. Un periodo di quasi vent’anni che vide l’indice azionario Dow Jones aumentare di oltre dieci volte, e il NASDAQ di oltre trenta volte.

Questo lungo periodo di prosperità a Wall Street è stato il primo di una serie di step che ha portato alla formazione della bolla speculativa passata alla storia come “la bolla delle dot-com” degli anni ‘90.

Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.

Testo: Luca Dann e Francesco Namari

Voci: Luca Dann, Francesco Namari

Guest star: Fjona Cakalli

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#dotcom #bolla #bolladelledotcom

Fonti:

- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal.

- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times.

- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal.

- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)

- Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.

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      <pubDate>Wed, 15 Jun 2022 02:42:07 -0000</pubDate>
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&lt;p&gt;Ma questi sono tutti eventi insignificanti (se non addirittura ridicoli) in confronto al ben più importante mercato azionario, che proprio quell’anno cominciò il più lungo periodo di rialzi che Wall Street aveva mai visto. Un periodo di quasi vent’anni che vide l’indice azionario Dow Jones aumentare di oltre dieci volte, e il NASDAQ di oltre trenta volte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo lungo periodo di prosperità a Wall Street è stato il primo di una serie di step che ha portato alla formazione della bolla speculativa passata alla storia come “la bolla delle dot-com” degli anni ‘90.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Testo: Luca Dann e Francesco Namari&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Voci: Luca Dann, Francesco Namari&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guest star: Fjona Cakalli&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sound design a cura di Andrea Roccabella&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;#dotcom #bolla #bolladelledotcom&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fonti:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. &lt;em&gt;Wall Street Journal&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. &lt;em&gt;The New York Times&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. &lt;em&gt;Wall Street Journal&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.&lt;/p&gt;
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Ma questi sono tutti eventi insignificanti (se non addirittura ridicoli) in confronto al ben più importante mercato azionario, che proprio quell’anno cominciò il più lungo periodo di rialzi che Wall Street aveva mai visto. Un periodo di quasi vent’anni che vide l’indice azionario Dow Jones aumentare di oltre dieci volte, e il NASDAQ di oltre trenta volte.

Questo lungo periodo di prosperità a Wall Street è stato il primo di una serie di step che ha portato alla formazione della bolla speculativa passata alla storia come “la bolla delle dot-com” degli anni ‘90.

Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.

Testo: Luca Dann e Francesco Namari

Voci: Luca Dann, Francesco Namari

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#dotcom #bolla #bolladelledotcom

Fonti:

- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal.

- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times.

- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal.

- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)

- Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.

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        <![CDATA[<p>Il 1982 fu un anno ricco di eventi. La nazionale di calcio Italiana vinse il suo terzo titolo mondiale, l’Argentina occupò le isole Falkland, Michael Jackson rilasciò Thriller, il suo album più celebre che fece la storia della musica.</p>
<p>Ma questi sono tutti eventi insignificanti (se non addirittura ridicoli) in confronto al ben più importante mercato azionario, che proprio quell’anno cominciò il più lungo periodo di rialzi che Wall Street aveva mai visto. Un periodo di quasi vent’anni che vide l’indice azionario Dow Jones aumentare di oltre dieci volte, e il NASDAQ di oltre trenta volte.</p>
<p>Questo lungo periodo di prosperità a Wall Street è stato il primo di una serie di step che ha portato alla formazione della bolla speculativa passata alla storia come “la bolla delle dot-com” degli anni ‘90.</p>
<p>Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.</p>
<p>Testo: Luca Dann e Francesco Namari</p>
<p>Voci: Luca Dann, Francesco Namari</p>
<p>Guest star: Fjona Cakalli</p>
<p>Sound design a cura di Andrea Roccabella</p>
<p>Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica</p>
<p>#dotcom #bolla #bolladelledotcom</p>
<p>Fonti:</p>
<p>- Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. <em>Wall Street Journal</em>.</p>
<p>- Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. <em>The New York Times</em>.</p>
<p>- Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. <em>Wall Street Journal</em>.</p>
<p>- John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)</p>
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      <title>Ep3 – Banana Republic: l’Irlanda senza banche – Il castello di carta</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/Ep3--Banana-Republic-lIrlanda-senza-banche--Il-castello-di-carta-e1grtsi</link>
      <description>Dalla storia incredibile della Banana Republic, è facile trarre conclusioni romantiche.E’ forte la tentazione di pensare che le banche e i loro numeri alla fine non servono. Che se nel Novembre 1970 le banche Irlandesi non avessero riaperto, tanto era lo stesso.Ma non è andata proprio così. Per capire perché l’economia Irlandese non sarebbe andata avanti all’infinito senza banche, serve rispondere ad un’ultima domanda: che cosa sono i soldi?Nel 1970, tutte le banche commerciali della Repubblica d’Irlanda rimasero chiuse per oltre sei mesi, a causa di una disputa sindacale tra le banche e i loro impiegati.Per quei sei mesi, l’Irlanda divenne la cavia involontaria di un sadico esperimento sociale. Che proprio come un esperimento di laboratorio, ci consente di osservare un prima e un dopo, e ci aiuta a rispondere ad una domanda: puo’ funzionare un’economia senza banche?Testo: Luca Dann e Francesco NamariVoci: Luca Dann, Francesco NamariSound design a cura di Andrea RoccabellaGraphic design a cura dello studio Sezione Grafica#irlanda #banche #soldiFonti:- Irish Newspaper Archives, https://www.irishnewsarchive.com/- Murphy, Antoin E, 1978. "Money in an Economy without Banks: The Case of Ireland," The Manchester School of Economic &amp; Social Studies, University of Manchester, vol. 46(1), pages 41-50, March- Krüger, Malte (2017) : Money and credit: Lessons of the Irish bank strike of 1970, ROME Discussion Paper Series, No. 17-13, Research On Money in the Economy (ROME), s.l.- McLeay, Michael &amp; Radia, Amar &amp; Thomas, Ryland, 2014. "Money creation in the modern economy," Bank of England Quarterly Bulletin, Bank of England, vol. 54(1), pages 14-27.

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      <pubDate>Wed, 30 Mar 2022 11:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Dalla storia incredibile della Banana Republic, è facile trarre conclusioni romantiche.E’ forte la tentazione di pensare che le banche e i loro numeri alla fine non servono. Che se nel Novembre 1970 le banche Irlandesi non avessero riaperto, tanto era lo stesso.Ma non è andata proprio così. Per capire perché l’economia Irlandese non sarebbe andata avanti all’infinito senza banche, serve rispondere ad un’ultima domanda: che cosa sono i soldi?Nel 1970, tutte le banche commerciali della Repubblica d’Irlanda rimasero chiuse per oltre sei mesi, a causa di una disputa sindacale tra le banche e i loro impiegati.Per quei sei mesi, l’Irlanda divenne la cavia involontaria di un sadico esperimento sociale. Che proprio come un esperimento di laboratorio, ci consente di osservare un prima e un dopo, e ci aiuta a rispondere ad una domanda: puo’ funzionare un’economia senza banche?Testo: Luca Dann e Francesco NamariVoci: Luca Dann, Francesco NamariSound design a cura di Andrea RoccabellaGraphic design a cura dello studio Sezione Grafica#irlanda #banche #soldiFonti:- Irish Newspaper Archives, https://www.irishnewsarchive.com/- Murphy, Antoin E, 1978. "Money in an Economy without Banks: The Case of Ireland," The Manchester School of Economic &amp; Social Studies, University of Manchester, vol. 46(1), pages 41-50, March- Krüger, Malte (2017) : Money and credit: Lessons of the Irish bank strike of 1970, ROME Discussion Paper Series, No. 17-13, Research On Money in the Economy (ROME), s.l.- McLeay, Michael &amp; Radia, Amar &amp; Thomas, Ryland, 2014. "Money creation in the modern economy," Bank of England Quarterly Bulletin, Bank of England, vol. 54(1), pages 14-27.

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        <![CDATA[<p>Dalla storia incredibile della Banana Republic, è facile trarre conclusioni romantiche.<br><br>E’ forte la tentazione di pensare che le banche e i loro numeri alla fine non servono. Che se nel Novembre 1970 le banche Irlandesi non avessero riaperto, tanto era lo stesso.<br><br>Ma non è andata proprio così. Per capire perché l’economia Irlandese non sarebbe andata avanti all’infinito senza banche, serve rispondere ad un’ultima domanda: che cosa sono i soldi?<br><br>Nel 1970, tutte le banche commerciali della Repubblica d’Irlanda rimasero chiuse per oltre sei mesi, a causa di una disputa sindacale tra le banche e i loro impiegati.<br><br>Per quei sei mesi, l’Irlanda divenne la cavia involontaria di un sadico esperimento sociale. Che proprio come un esperimento di laboratorio, ci consente di osservare un prima e un dopo, e ci aiuta a rispondere ad una domanda: puo’ funzionare un’economia senza banche?<br><br>Testo: Luca Dann e Francesco Namari<br><br>Voci: Luca Dann, Francesco Namari<br><br>Sound design a cura di Andrea Roccabella<br><br>Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica<br><br>#irlanda #banche #soldi<br><br>Fonti:<br><br>- Irish Newspaper Archives, <a href="https://www.irishnewsarchive.com/">https://www.irishnewsarchive.com/</a><br><br>- Murphy, Antoin E, 1978. "Money in an Economy without Banks: The Case of Ireland," The Manchester School of Economic &amp; Social Studies, University of Manchester, vol. 46(1), pages 41-50, March<br><br>- Krüger, Malte (2017) : Money and credit: Lessons of the Irish bank strike of 1970, ROME Discussion Paper Series, No. 17-13, Research On Money in the Economy (ROME), s.l.<br><br>- McLeay, Michael &amp; Radia, Amar &amp; Thomas, Ryland, 2014. "Money creation in the modern economy," Bank of England Quarterly Bulletin, Bank of England, vol. 54(1), pages 14-27.</p>
<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep2 – Banana Republic: l’Irlanda senza banche – Carenza di liquidi</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/Ep2--Banana-Republic-lIrlanda-senza-banche--Carenza-di-liquidi-e1grtrb</link>
      <description>Nel 1970, l’85% del denaro nell’economia Irlandese esisteva solo sottoforma di depositi in conto corrente, numeri scritti sui libri contabili delle banche.Ma quando quelle banche chiusero i battenti tutto quel denaro, proprio come era stato creato dal nulla, scomparve all’improvviso.All’Irlanda serviva un’alternativa… E quell’alternativa arrivo!Nel 1970, tutte le banche commerciali della Repubblica d’Irlanda rimasero chiuse per oltre sei mesi, a causa di una disputa sindacale tra le banche e i loro impiegati.Per quei sei mesi, l’Irlanda divenne la cavia involontaria di un sadico esperimento sociale. Che proprio come un esperimento di laboratorio, ci consente di osservare un prima e un dopo, e ci aiuta a rispondere ad una domanda: puo’ funzionare un’economia senza banche?Testo: Luca Dann e Francesco NamariVoci: Luca Dann, Francesco NamariSound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica#irlanda #banche #soldiFonti:- Irish Newspaper Archives, https://www.irishnewsarchive.com/- Murphy, Antoin E, 1978. "Money in an Economy without Banks: The Case of Ireland," The Manchester School of Economic &amp; Social Studies, University of Manchester, vol. 46(1), pages 41-50, March- Krüger, Malte (2017) : Money and credit: Lessons of the Irish bank strike of 1970, ROME Discussion Paper Series, No. 17-13, Research On Money in the Economy (ROME), s.l.- McLeay, Michael &amp; Radia, Amar &amp; Thomas, Ryland, 2014. "Money creation in the modern economy," Bank of England Quarterly Bulletin, Bank of England, vol. 54(1), pages 14-27.

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      <pubDate>Wed, 30 Mar 2022 10:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep1 – Banana Republic: l’Irlanda senza banche – Il negozio dei numeri</title>
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      <pubDate>Tue, 29 Mar 2022 09:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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      <title>Ep4 – Tinder trap: il credito cooperativo – I believe in yesterday</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/Ep4--Tinder-trap-il-credito-cooperativo--I-believe-in-yesterday-e1grts0</link>
      <description>Nel 1864, Raiffeisen fonda la sua prima cooperativa di credito a Heddesdorf. Il borgomastro è riuscito a creare una banca capace di risolvere la tinder trap, sfruttando i rapporti sociali tra i contadini che vivevano nei piccoli borghi rurali tagliati fuori dalle altre banche. Questo modello di banca si diffonde presto nel resto della Germania e dell’Europa, e il suo successo gli ha permesso di arrivare fino ai giorni nostri.In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica#creditocooperativoFonti:- Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, http://www.jstor.org/stable/2698024- Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3686659 or http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280- Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).


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      <pubDate>Thu, 20 Jan 2022 03:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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        <![CDATA[<p>Nel 1864, Raiffeisen fonda la sua prima cooperativa di credito a Heddesdorf. Il borgomastro è riuscito a creare una banca capace di risolvere la tinder trap, sfruttando i rapporti sociali tra i contadini che vivevano nei piccoli borghi rurali tagliati fuori dalle altre banche. Questo modello di banca si diffonde presto nel resto della Germania e dell’Europa, e il suo successo gli ha permesso di arrivare fino ai giorni nostri.<br><br>In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.<br><br>Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco Tedeschi<br><br>Voci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco Tedeschi<br><br>Sound design a cura di Andrea Roccabella <br><br>Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica<br><br>#creditocooperativo<br><br>Fonti:<br><br>- Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, <a href="http://www.jstor.org/stable/2698024">http://www.jstor.org/stable/2698024</a><br><br>- Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: <a href="https://ssrn.com/abstract=3686659">https://ssrn.com/abstract=3686659</a> or <a href="http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280">http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280</a><br><br>- Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).</p><p><br><br></p>
<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Ep3 – Tinder trap: il credito cooperativo – Il borgomastro</title>
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      <description>Il borgomastro Friedrich Wilhelm Raiffeisen ha una soluzione per dare accesso al credito ai contadini: essere tutti più bravi cristiani, smettere di pensare al vile denaro e aiutare il prossimo. Ma prima di realizzare questo paradiso in terra dovrà passare per l’inferno di una carestia, armato solo di una pagnotta di pane.In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco TedeschiCon la partecipazione di Francesca Mazzotti nel ruolo di NatashaSound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica#creditocooperativoFonti:- Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, http://www.jstor.org/stable/2698024- Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3686659 or http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280- Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).


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      <pubDate>Thu, 20 Jan 2022 02:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep2 – Tinder trap: il credito cooperativo – Gli esclusi</title>
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      <description>Che cosa hanno in comune gli utenti delle app di incontri online e i contadini tedeschi di metà ‘800? Entrambi devono fare i conti con la selezione avversa e l’azzardo morale! Queste inefficienze di mercato impediscono a chi usa Tinder di trovare il partner perfetto. Le stesse inefficienze lasciavano gli ex servi della gleba esclusi dal sistema bancario, e negavano loro l’accesso al capitale di cui avevano un disperato bisogno.In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco TedeschiCon la partecipazione di Francesca Mazzotti nel ruolo di Natasha e Alessandro Ferrari nel ruolo di LucianoSound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica#creditocooperativoFonti:- Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, http://www.jstor.org/stable/2698024- Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3686659 or http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280- Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).

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      <pubDate>Thu, 20 Jan 2022 01:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep1 – Tinder trap: il credito cooperativo – La finanza vera</title>
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      <description>La finanza, quella vera, non è il trading online o un grasso conto in banca, e non è nemmeno riuscire a comprare un bitcoin proprio prima di un aumento vertiginoso del prezzo. La finanza vera è quella con cui devono confrontarsi i contadini tedeschi di metà ‘800: da poco liberati dalla servitù della gleba e bisognosi di capitale per finanziare investimenti nelle loro piccole imprese agricole.In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica#creditocooperativoFonti:- Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, http://www.jstor.org/stable/2698024- Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3686659 or http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280- Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).

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      <pubDate>Thu, 20 Jan 2022 00:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:subtitle>&lt;p&gt;La finanza, quella vera, non è il trading online o un grasso conto in banca, e non è nemmeno riuscire a comprare un bitcoin proprio prima di un aumento vertiginoso del prezzo. La finanza vera è quella con cui devono confrontarsi i contadini tedeschi di metà ‘800: da poco liberati dalla servitù della gleba e bisognosi di capitale per finanziare investimenti nelle loro piccole imprese agricole.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco Tedeschi&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Voci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco Tedeschi&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sound design a cura di Andrea Roccabella &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;#creditocooperativo&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Fonti:&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, &lt;a href='http://www.jstor.org/stable/2698024'&gt;http://www.jstor.org/stable/2698024&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen&amp;apos;s Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: &lt;a href='https://ssrn.com/abstract=3686659'&gt;https://ssrn.com/abstract=3686659&lt;/a&gt; or &lt;a href='http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280'&gt;http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;- Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).&lt;/p&gt;
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      <itunes:summary>La finanza, quella vera, non è il trading online o un grasso conto in banca, e non è nemmeno riuscire a comprare un bitcoin proprio prima di un aumento vertiginoso del prezzo. La finanza vera è quella con cui devono confrontarsi i contadini tedeschi di metà ‘800: da poco liberati dalla servitù della gleba e bisognosi di capitale per finanziare investimenti nelle loro piccole imprese agricole.In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica#creditocooperativoFonti:- Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, http://www.jstor.org/stable/2698024- Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3686659 or http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280- Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).

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      <title>Trailer: Bank Station – Storie di economia e finanza</title>
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      <description>Ciao e benvenuti a Bank Station. Il podcast, diretto dagli ex analisti, della City of London.
Ex perché se inizialmente questo podcast era cominciato come un piccolo progetto di educazione finanziaria a cui lavoravamo la notte, ai weekend, o in un qualunque momento libero lontano dai nostri desk nelle investment bank inglesi, adesso è diventato il nostro lavoro a tempo pieno.
Abbiamo costruito un piccolo studio di registrazione a Bologna e abbiamo acceso i microfoni.
In questo podcast raccontiamo la storia economica, e le notizie finanziarie più importanti, sviscerandole in maniera comprensibile e facendo un uso intensivo del sound design, come quello che state sentendo adesso, secondo noi utilissimo per facilitare ancora di più la comprensione dei complicati temi che trattiamo.
Eh sì, non siamo qui a dirvi che la finanza e l’economia sono semplici... Perché non lo sono. La buona notizia, però, è che la finanza non è solo di chi ha studiato economia o di chi lavora in questo settore, la finanza è di chi ha voglia di capirla.
I nostri podcast contengono tutto quello che serve sapere per comprendere a fondo una notizia, o un importante avvenimento di storia economica.
Le cose vi appariranno semplici non perché siano banali, ma perché noi ve le spieghiamo bene dall’inizio.
Questo significa che non vi risparmieremo nemmeno le spiegazioni tecniche e le lezioni di finanza più complesse, spesso fondamentali per capire veramente come sono andate le cose.
Ma se avete davvero voglia di capire e di imparare, anche le cose più tecniche diventeranno semplici, visto che avrete chiaro il perché ve le stiamo raccontando.Siamo Francesco Namari e Luca Dann, and the next stop is… Bank Station.

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      <pubDate>Sun, 16 Jan 2022 12:00:00 -0000</pubDate>
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Ex perché se inizialmente questo podcast era cominciato come un piccolo progetto di educazione finanziaria a cui lavoravamo la notte, ai weekend, o in un qualunque momento libero lontano dai nostri desk nelle investment bank inglesi, adesso è diventato il nostro lavoro a tempo pieno.
Abbiamo costruito un piccolo studio di registrazione a Bologna e abbiamo acceso i microfoni.
In questo podcast raccontiamo la storia economica, e le notizie finanziarie più importanti, sviscerandole in maniera comprensibile e facendo un uso intensivo del sound design, come quello che state sentendo adesso, secondo noi utilissimo per facilitare ancora di più la comprensione dei complicati temi che trattiamo.
Eh sì, non siamo qui a dirvi che la finanza e l’economia sono semplici... Perché non lo sono. La buona notizia, però, è che la finanza non è solo di chi ha studiato economia o di chi lavora in questo settore, la finanza è di chi ha voglia di capirla.
I nostri podcast contengono tutto quello che serve sapere per comprendere a fondo una notizia, o un importante avvenimento di storia economica.
Le cose vi appariranno semplici non perché siano banali, ma perché noi ve le spieghiamo bene dall’inizio.
Questo significa che non vi risparmieremo nemmeno le spiegazioni tecniche e le lezioni di finanza più complesse, spesso fondamentali per capire veramente come sono andate le cose.
Ma se avete davvero voglia di capire e di imparare, anche le cose più tecniche diventeranno semplici, visto che avrete chiaro il perché ve le stiamo raccontando.Siamo Francesco Namari e Luca Dann, and the next stop is… Bank Station.

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      <title>Ep5 – To the Moon! Reddit e il caso GameStop – L’allunaggio</title>
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      <description>Un esercito di trader degenerati, chiusi nelle loro case in pieno lockdown, con conti Robinhood carichi di risparmi e di sussidi statali. Una compagnia considerata spacciata e il suo titolo pesantemente shortato. Teorie su un possibile short squeeze stavano cominciando ad apparire qui e là su WallStreetBets. Gli ingredienti ci sono tutti. Che cosa stiamo aspettando?Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea RoccabellaGraphic design a cura dello studio Sezione Grafica#GameStopFonti:- Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.- Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021- Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf- Market data from Bloomberg- Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon- https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/

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      <pubDate>Mon, 20 Dec 2021 03:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep4 – To the Moon! Reddit e il caso GameStop – La spremuta</title>
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      <description>GameStop stava per diventare la prossima BlockBuster; le sue azioni sono state una miniera d’oro per gli hedge fund che per anni ci hanno scommesso contro. Ma le cose stavano per cambiare…Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea RoccabellaGraphic design a cura dello studio Sezione Grafica#GameStopFonti:- Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.- Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021- Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf- Market data from Bloomberg- Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon- https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/

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      <pubDate>Mon, 20 Dec 2021 02:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>GameStop stava per diventare la prossima BlockBuster; le sue azioni sono state una miniera d’oro per gli hedge fund che per anni ci hanno scommesso contro. Ma le cose stavano per cambiare…Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea RoccabellaGraphic design a cura dello studio Sezione Grafica#GameStopFonti:- Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.- Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021- Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf- Market data from Bloomberg- Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon- https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/

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        <![CDATA[<p>GameStop stava per diventare la prossima BlockBuster; le sue azioni sono state una miniera d’oro per gli hedge fund che per anni ci hanno scommesso contro. Ma le cose stavano per cambiare…<br><br>Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.<br><br>Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.<br><br>Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco Tedeschi<br><br>Voci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco Tedeschi<br><br>Sound design a cura di Andrea Roccabella<br><br>Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica<br><br>#GameStop<br><br>Fonti:<br><br>- Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.<br><br>- Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021<br><br>- Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: <a href="https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf">https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf</a><br><br>- Market data from Bloomberg<br><br>- Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon">https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon</a><br><br>- <a href="https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/">https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/</a></p>
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      <title>Ep3 – To the Moon! Reddit e il caso GameStop – L’establishment</title>
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      <description>WallStreetBets era diventato la foresta di Sherwood di Robinhood e i suoi allegri compari. Quello che li ha spinti ad organizzarsi è un nemico comune…Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea RoccabellaGraphic design a cura dello studio Sezione Grafica#GameStopFonti:- Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.- Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021- Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf- Market data from Bloomberg- Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon- https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/

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      <pubDate>Mon, 20 Dec 2021 01:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep2 – To the Moon! Reddit e il caso GameStop – I degenerati</title>
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      <description>Robinhood aveva democratizzato la finanza. Chiunque avesse voluto, avrebbe potuto cominciare ad investire. Quello che mancava ai piccoli investitori era il tempo a disposizione e un luogo dove informarsi.Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea RoccabellaGraphic design a cura dello studio Sezione Grafica#GameStopFonti:- Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.- Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021- Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf- Market data from Bloomberg- Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon- https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/

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      <pubDate>Mon, 20 Dec 2021 00:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep1 – To the Moon! Reddit e il caso GameStop – Robinhood</title>
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      <description>Il 31 Gennaio del 2020 le azioni di GameStop venivano scambiate alla borsa di New York a prezzi sotto i $4 ad azione. Lo stesso giorno un anno dopo le azioni chiusero la giornata di borsa a $325.Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea RoccabellaGraphic design a cura dello studio Sezione Grafica#GameStopFonti:- Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.- Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021- Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf- Market data from Bloomberg- Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon- https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/

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      <pubDate>Sun, 19 Dec 2021 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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      <title>Ep4 – Una nuova era della finanza: passive management &amp; index providers – I piedipiatti</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/Ep4--Una-nuova-era-della-finanza-passive-management--index-providers--I-piedipiatti-e1grtrr</link>
      <description>Siamo nel Settembre 2015 e l’allora ministro dell’economia e delle finanze peruviano, Alonso Segura Vasi, è costretto a cambiare repentinamente i suoi piani per volare a nord dell’equatore. Il motivo pare sia dovuto ad un… diciamo pettegolezzo. Un rumour, direbbero in inglese.In pochi minuti Alonso Segura è già su un jet diretto negli Stati Uniti. E badate bene, il ministro non è diretto alla Casa Bianca, questo non è un incontro tra ufficiali per discutere i rapporti tra le due nazioni. Il volo è verso New York, e gli uffici dove è diretto sono privatissimi, a due passi da Wall Street. Sono gli uffici della MSCI, il famoso fornitore di indici.Il motivo che ha spinto il ministro a mettersi su un volo intercontinentale è esattamente lo stesso che ha spinto i nostri due Yankees a compiere un atto illegale di insider trading: in ballo, ci sono miliardi di dollari.Nel capitolo finale di questa storia, a noi di Bank Station non resta che parlarvi di coloro che sono usciti vincitori dalla crescita di popolarità dei fondi passivi che tracciano gli indici. Ovvero coloro che li creano, gli indici. E decidono quindi chi è fuori… e chi è dentro.Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station.Crediti:  Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Sound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione GraficaFonti: - Petry, J., Fichtner J. and Heemskerk, E., (2019). Steering capital: the growing private authority of index providers in the age of passive asset management, New Political Economy.- Petry, J. (2020). From National Marketplaces to Global Providers of Financial Infrastructures: Exchanges, Infrastructures and Structural Power in Global Finance, New Political Economy.- Braun, B. (2016). From performativity to political economy: index investing, ETFs and asset manager capitalism, New Political Economy.- Rauterberg, G. and Verstein, A. (2013). Index Theory: The Law, Promise and Failure of Financial Indices, Yale Journal On Regulation. -  Robertson A. (2019). Passive in Name Only: Delegated Management and "Index" Investing, Yale Journal On Regulation. 

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      <pubDate>Thu, 01 Jul 2021 13:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep3 – Una nuova era della finanza: passive management &amp; index providers – Il fiorista</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/Ep3--Una-nuova-era-della-finanza-passive-management--index-providers--Il-fiorista-e1grts2</link>
      <description>Ci siamo quasi. Il giorno del ribilanciamento degli indici della S&amp;P si fa sempre più vicino.
James, nel cercare di convincere Yuanbiao ad aiutarlo nella sua impresa criminale, ripercorre la storia dei fondi passivi, raccontando gli ostacoli che hanno incontrato tra gli investitori e il supporto che hanno invece trovato nella realtà accademica.
I primi fondi passivi degli anni 70 e le intuizioni di Jack Bogle. Le ostruzioni degli investitori che bollavano questi fondi come comunisti e non-americani (perché replicare il mercato era un compito da… beh, perdenti). E poi il CAPM, la realtà accademica, Michael Jensen e non solo, che guardavano con scetticismo al mondo dei fondi attivi e con grande interesse a quello dei fondi passivi. I masters of the universe riescono davvero a battere il mercato come millantano? Come ci racconta James, tutto questo comincia a cambiare con la grande recessione del 2007, che spazza via lontano i ricordi dei ritorni strepitosi del mercato pre-crisi e comincia a far scricchiolare il business model dei fondi attivi, che rimaneva dipendente da elevate commissioni.
Ma l’ascesa dei fondi passivi passa anche dall’innovazione finanziaria; in questo ambiente di ritorni depressi uno strumento nato negli anni 90 inizia a prendere sempre più piede, facilitando enormemente la crescita del denaro investito nei fondi passivi: gli Exchange Traded Funds. 
Il terzo capitolo di questa storia passa proprio da questo prodotto, da ciò che lo ha reso così popolare, dalle sue caratteristiche e perché no, anche da un bouquet di fiori!Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station.Crediti:  Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Sound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione GraficaFonti: - Petry, J., Fichtner J. and Heemskerk, E., (2019). Steering capital: the growing private authority of index providers in the age of passive asset management, New Political Economy.- Petry, J. (2020). From National Marketplaces to Global Providers of Financial Infrastructures: Exchanges, Infrastructures and Structural Power in Global Finance, New Political Economy.- Braun, B. (2016). From performativity to political economy: index investing, ETFs and asset manager capitalism, New Political Economy.- The Economist. (2017) Exchange-traded funds become too specialised. [online] Available at https://www.economist.com/finance-and-economics/2017/04/27/exchange-traded-funds-become-too-specialised  [Accessed 1 June 2021]. -  BlackRock. "iShares: What’s an ETF?" [online] Available at https://vimeo.com/33357971  [Accessed 1 June 2021]. 

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      <pubDate>Thu, 17 Jun 2021 16:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Ci siamo quasi. Il giorno del ribilanciamento degli indici della S&amp;P si fa sempre più vicino.
James, nel cercare di convincere Yuanbiao ad aiutarlo nella sua impresa criminale, ripercorre la storia dei fondi passivi, raccontando gli ostacoli che hanno incontrato tra gli investitori e il supporto che hanno invece trovato nella realtà accademica.
I primi fondi passivi degli anni 70 e le intuizioni di Jack Bogle. Le ostruzioni degli investitori che bollavano questi fondi come comunisti e non-americani (perché replicare il mercato era un compito da… beh, perdenti). E poi il CAPM, la realtà accademica, Michael Jensen e non solo, che guardavano con scetticismo al mondo dei fondi attivi e con grande interesse a quello dei fondi passivi. I masters of the universe riescono davvero a battere il mercato come millantano? Come ci racconta James, tutto questo comincia a cambiare con la grande recessione del 2007, che spazza via lontano i ricordi dei ritorni strepitosi del mercato pre-crisi e comincia a far scricchiolare il business model dei fondi attivi, che rimaneva dipendente da elevate commissioni.
Ma l’ascesa dei fondi passivi passa anche dall’innovazione finanziaria; in questo ambiente di ritorni depressi uno strumento nato negli anni 90 inizia a prendere sempre più piede, facilitando enormemente la crescita del denaro investito nei fondi passivi: gli Exchange Traded Funds. 
Il terzo capitolo di questa storia passa proprio da questo prodotto, da ciò che lo ha reso così popolare, dalle sue caratteristiche e perché no, anche da un bouquet di fiori!Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station.Crediti:  Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Sound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione GraficaFonti: - Petry, J., Fichtner J. and Heemskerk, E., (2019). Steering capital: the growing private authority of index providers in the age of passive asset management, New Political Economy.- Petry, J. (2020). From National Marketplaces to Global Providers of Financial Infrastructures: Exchanges, Infrastructures and Structural Power in Global Finance, New Political Economy.- Braun, B. (2016). From performativity to political economy: index investing, ETFs and asset manager capitalism, New Political Economy.- The Economist. (2017) Exchange-traded funds become too specialised. [online] Available at https://www.economist.com/finance-and-economics/2017/04/27/exchange-traded-funds-become-too-specialised  [Accessed 1 June 2021]. -  BlackRock. "iShares: What’s an ETF?" [online] Available at https://vimeo.com/33357971  [Accessed 1 June 2021]. 

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        <![CDATA[<p>Ci siamo quasi. Il giorno del ribilanciamento degli indici della S&amp;P si fa sempre più vicino.</p><p>James, nel cercare di convincere Yuanbiao ad aiutarlo nella sua impresa criminale, ripercorre la storia dei fondi passivi, raccontando gli ostacoli che hanno incontrato tra gli investitori e il supporto che hanno invece trovato nella realtà accademica.</p><p>I primi fondi passivi degli anni 70 e le intuizioni di Jack Bogle. Le ostruzioni degli investitori che bollavano questi fondi come comunisti e non-americani (perché replicare il mercato era un compito da… beh, perdenti). E poi il CAPM, la realtà accademica, Michael Jensen e non solo, che guardavano con scetticismo al mondo dei fondi attivi e con grande interesse a quello dei fondi passivi. I <em>masters of the universe</em> riescono davvero a battere il mercato come millantano? <br><br>Come ci racconta James, tutto questo comincia a cambiare con la grande recessione del 2007, che spazza via lontano i ricordi dei ritorni strepitosi del mercato pre-crisi e comincia a far scricchiolare il business model dei fondi attivi, che rimaneva dipendente da elevate commissioni.</p><p>Ma l’ascesa dei fondi passivi passa anche dall’innovazione finanziaria; in questo ambiente di ritorni depressi uno strumento nato negli anni 90 inizia a prendere sempre più piede, facilitando enormemente la crescita del denaro investito nei fondi passivi: gli Exchange Traded Funds. </p><p>Il terzo capitolo di questa storia passa proprio da questo prodotto, da ciò che lo ha reso così popolare, dalle sue caratteristiche e perché no, anche da un bouquet di fiori!<br><br>Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station.<br><br>Crediti: <br> <br>Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci <br> <br>Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci <br> <br>Sound design a cura di Andrea Roccabella <br><br>Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica<br><br>Fonti: <br><br>- Petry, J., Fichtner J. and Heemskerk, E., (2019). Steering capital: the growing private authority of index providers in the age of passive asset management, New Political Economy.<br><br>- Petry, J. (2020). From National Marketplaces to Global Providers of Financial Infrastructures: Exchanges, Infrastructures and Structural Power in Global Finance, New Political Economy.<br><br>- Braun, B. (2016). From performativity to political economy: index investing, ETFs and asset manager capitalism, New Political Economy.<br><br>- The Economist. (2017) Exchange-traded funds become too specialised. [online] Available at https://www.economist.com/finance-and-economics/2017/04/27/exchange-traded-funds-become-too-specialised  [Accessed 1 June 2021]. <br><br>-  BlackRock. "iShares: What’s an ETF?" [online] Available at https://vimeo.com/33357971  [Accessed 1 June 2021]. </p>
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      <title>Ep2 – Una nuova era della finanza: passive management &amp; index providers – Il taxi</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/Ep2--Una-nuova-era-della-finanza-passive-management--index-providers--Il-taxi-e1grtrt</link>
      <description>Il secondo episodio della nostra saga sul passive management e gli index providers.Il ribilanciamento dell’indice è in arrivo e James e Yuanbiao sono pronti ad anticipare le mosse del mercato. Il piano è chiaro: James, utilizzando la sua posizione di insider alla S&amp;P DJI, con l’aiuto di Yuanbiao, scommetterà sulle aziende che verranno incluse ed escluse dall’indice prima che la notizia arrivi al mercato, per tirar su una fortuna. Ma c’è qualcosa che tormenta ancora Yuanbiao: com’è possibile che il solo ribilanciamento di un indice, cioè il cambiamento di una semplice lista di aziende, abbia un impatto così grande sui prezzi delle azioni, tale che se anticipato possa fruttare milioni? Il loro piano si basa sull’idea che una volta ribilanciati gli indici, i fondi passivi saranno costretti a ribilanciare a loro volta i loro investimenti comprando e vendendo azioni. Il quesito che si pone Yuanbiao, quindi, non è scontato: ci sono davvero così tanti soldi investiti nei fondi passivi? Così tanti da influenzare il prezzo delle azioni che comprano e vendono?Per rispondere a queste domande vi trasporteremo attraverso anni di storia economica e finanziaria. Attraverso i primi fondi negli anni 70, le intuizioni di Jack Bogle, e le teorie finanziarie di Harry Markowitz, Jack Treynor, William Sharpe, e Michael Jensen.Quindi allacciate le cinture, e tenetevi forte. Il secondo capitolo di questa saga passa attraverso il passive investing, i fondi passivi, la loro nascita e la loro storia.Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station.Crediti:  Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Sound design a cura di Andrea Roccabella  Fonti: - Petry, J., Fichtner J. and Heemskerk, E., (2019). Steering capital: the growing private authority of index providers in the age of passive asset management, New Political Economy.- Petry, J. (2020). From National Marketplaces to Global Providers of Financial Infrastructures: Exchanges, Infrastructures and Structural Power in Global Finance, New Political Economy.- Braun, B. (2016). From performativity to political economy: index investing, ETFs and asset manager capitalism, New Political Economy.- Bloomberg (2019). When Vanguard's founder first invented the index fund, it was ridiculed as 'un-American'. [online] Available at: https://www.businessinsider.com/vanguard-jack-bogle-first-index-fund-criticism-2019-1?r=DE&amp;IR=T.- Bloomberg (2016). Are Index Funds Communist? [online] Available at: https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2016-08-24/are-index-funds-communist.- The Economist (2019). No one did more for the small investor than Jack Bogle. [online] Available at: https://www.economist.com/leaders/2019/01/26/no-one-did-more-for-the-small-investor-than-jack-bogle.

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      <pubDate>Thu, 27 May 2021 15:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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      <title>Ep1 – Una nuova era della finanza: passive management &amp; index providers – Il piano</title>
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      <description>Il 21 Settembre 2020 la Securities and Exchange Commission, l’agenzia americana responsabile della supervisione dei mercati finanziari, ha presentato una denuncia a carico di un certo James Yang, un manager alla Standard &amp; Poor’s Dow Jones Indices, e a carico di un suo amico, Yuanbiao Chen, manager di un ristorante di sushi. L’accusa non è leggera: aver generato quasi 1 milione di dollari attraverso delle operazioni di insider trading.La cifra può sembrare notevole, ma non è così nel contesto dell’insider trading e delle grandi frodi che hanno avuto luogo a Wall Street.Ma allora cosa c'è di particolare in questo evento?La cosa che rende questa storia diversa dai precedenti casi di insider trading, è che James non lavorava per una banca d’affari o per un grosso hedge fund. No, James era un impiegato della Standard &amp; Poor’s Dow Jones Indices, divisione della più conosciuta Standard &amp; Poor’s Global. Un semplice fornitore di indici, o index provider in inglese. Sorge quindi una domanda: come ci arriva l’inside information ad un dipendente di un fornitore di indici?Restate sintonizzati, per venire a capo di questo quesito abbiamo preparato per voi quattro episodi un po’ più complessi del solito. Ma credeteci, comprendere a fondo questo caso di insider trading è fondamentale perché per quanto minuscolo è il simbolo di una nuova era della finanza mondiale.Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station.Crediti:  Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Sound design a cura di Andrea Roccabella  Fonti: - SEC (2020). Available at: https://www.sec.gov/litigation/litreleases/2020/lr24909.htm

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      <pubDate>Thu, 13 May 2021 14:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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      <title>Ep4 – La mia grossa grassa crisi: la crisi greca – Itaca</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/Ep4--La-mia-grossa-grassa-crisi-la-crisi-greca--Itaca-e1grts1</link>
      <description>L'ultimo capitolo della saga sulla crisi greca. Il secondo pacchetto di aiuti aveva evitato, almeno per il momento, il default. Tuttavia la situazione economica in Grecia rimaneva complicata, mentre quella sociale diventava sempre più ingestibile.  Il costo delle politiche di austerity fu molto elevato. Pensate che nel 2013 il tasso di disoccupazione raggiunse il 28%. Questo significa che più di una persona ogni quattro era senza lavoro.   Ma l’economia di un paese non è fatta solo di numeri. Quando si parla di tassi di disoccupazione, di povertà e di recessione, ci si dimentica spesso che dietro alle statistiche c’è gente che soffre, arrabbiata, affamata sia di cibo che di giustizia.  Ma si sa, spesso i momenti più difficili equivalgono a momenti di grande cambiamento. Ed in questo difficile contesto continuava ad acquisire sempre più rilievo un partito che, fino a qualche anno prima, si trovava ai margini del sistema politico greco. Un partito fortemente opposto alle politiche di austerity imposte dai creditori internazionali. Il partito di sinistra radicale… Syriza!  Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station  Crediti:  Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Sound design a cura di Andrea Roccabella  Fonti:  - Aljazeera. (2018) Begging for bread: A Greek family under austerity. [online] Available at https://www.aljazeera.com/news/2018/2/23/begging-for-bread-a-greek-family-under-austerity  [Accessed 15 April 2021].  - The Guardian. (2015) The case for cuts was a lie. Why does Britain still believe it? The austerity delusion, by Paul Krugman. [online] Available at: https://www.theguardian.com/business/ng-interactive/2015/apr/29/the-austerity-delusion  [Accessed 1 April 2021].
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      <pubDate>Thu, 29 Apr 2021 14:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep3 – La mia grossa grassa crisi: la crisi greca – L’Idra</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/Ep3--La-mia-grossa-grassa-crisi-la-crisi-greca--LIdra-e1grtro</link>
      <description>Il terzo e penultimo capitolo della saga della crisi Greca. Essendo questa la primissima volta in cui l’Unione si trovava ad affrontare l’imminente default di un suo Stato Membro, non vi erano ancora meccanismi salva-stato a livello europeo. Quindi non c’era una procedura ben definita da seguire. Infatti, questo piano di aiuti venne semplicemente attuato attraverso prestiti bilaterali. Cioè semplici prestiti tra la Grecia e i singoli paesi, e anche tra la Grecia e il fondo monetario internazionale. Ma qual era la condizione che la Troika aveva imposto su questo piano di salvataggio? Ebbene, per la Troika era fondamentale che questo denaro non servisse solo a tamponare la situazione fino alla crisi successiva. No. La grecia doveva impegnarsi a mettere in regola i suoi conti pubblici, riportando fiducia nel paese sui mercati e il suo debito ad un livello sostenibile. In questo modo avrebbe potuto tornare presto a finanziarsi autonomamente e, cosa più importante, sarebbe stata presto in grado di ripagare alla Troika questo enorme prestito. Ma cosa avrebbe dovuto fare in pratica la Grecia per raggiungere questi obiettivi? La risposta gliela diede la Troika: un piano di riforme dolorose e impopolari, comunemente conosciute come politiche di austerity. Non solo, la grecia perdeva anche qualcosa di estremamente importante. Parte della sua libertà. Tra le varie condizioni legate al prestito infatti, la Troika avrebbe sorvegliato strettamente le mosse del governo greco per anni. Per assicurarsi che le politiche di austerity, venissero implementate con disciplina, puntualità, e rigore. Ma cosa sono le politiche di austerity? Ve lo spieghiamo in questo episodio, ma intanto vi diamo un indizio: queste politiche piacciono poco, molto poco, a tutti i popoli. E quello greco, che come sapete dagli episodi precedenti non ci mette molto a farsi sentire, non è stato un’eccezione. Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station Crediti: Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci Sound design a cura di Andrea Roccabella Fonti: - Ardagna, S. and Caselli, F., (2012). The Political Economy of the Greek Debt Crisis: A Tale of Two Bailouts Special Paper No. 25. [online] Available at: &lt;https://cep.lse.ac.uk/pubs/download/special/cepsp25.pdf&gt; [Accessed 5 April 2021]. - Council on Foreign Relations. Greece's Debt Crisis Timeline. [online] Available at: &lt;https://www.cfr.org/timeline/greeces-debt-crisis-timeline&gt;  [Accessed 5 April 2021]. - Ilsole24ore. (2018) Il debito greco, una lunga storia di errori. [online] Available at &lt;https://www.ilsole24ore.com/art/il-debito-greco-lunga-storia-errori--AEPQskFF&gt;  [Accessed 5 April 2021]. - The Guardian. (2015) The case for cuts was a lie. Why does Britain still believe it? The austerity delusion, by Paul Krugman. [online] Available at: &lt;https://www.theguardian.com/business/ng-interactive/2015/apr/29/the-austerity-delusion&gt;  [Accessed 1 April 2021].

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      <pubDate>Thu, 08 Apr 2021 09:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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      <title>Ep2 – La mia grossa grassa crisi: la crisi greca – L’inganno del cavallo</title>
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      <description>Pochi giorni dopo le elezioni, Papandreou ricevette la vera eredità lasciatagli dai suoi avi. Non il partito PASOK, ma un segreto. Un segreto terribile che se rivelato avrebbe distrutto l’immagine del paese. Papandreou capì allora che le promesse che aveva fatto al popolo greco non sarebbe riuscito a mantenerle. Era solo una questione di tempo, il momento della verità sarebbe presto arrivato. Quel momento arrivò in Lussemburgo, qualche giorno dopo le elezioni. Il ministro delle finanze greco si trovava ad una riunione con gli altri membri dell’Eurogruppo. Aveva chiesto la parola e sarebbe stato il prossimo ad intervenire. Arrivò il suo turno. Si alzò in piedi. Tutti quanti si zittirono. Fece un grosso respiro. Prese il microfono… ...e confessò. Così comincia la seconda parte della storia della crisi economica greca. Conoscere questa storia aiuta moltissimo a capire certe decisioni che sono state prese in questi mesi dall'Italia e dagli altri paesi europei per affrontare la crisi economica di oggi. La crisi finanziaria della Grecia è stata la prima vera crisi che il blocco europeo ha dovuto affrontare. E si sa, è nei momenti di crisi che il sistema viene messo a nudo. I nodi vengono al pettine, i problemi non possono più essere ignorati, gli anelli deboli si rompono e se non si lavora in fretta, e soprattutto se non si lavora in team, il sistema collassa. Si tratta quindi di un tassello di storia economica da cui l’Europa ha imparato molto: i vantaggi e i limiti della moneta comune, i pro e i contro delle misure di austerità, e ha anche dovuto confrontarsi con le profonde differenze culturali ed economiche dei paesi che la compongono. Alla fine di questa serie di episodi avrete chiari tutti gli avvenimenti che hanno portato al disastro greco del 2010, e le misure che sono state adottate per risolverlo. Questo vi permetterà di capire come funzionano i vari componenti del meccanismo europeo, e di come intervengono nei momenti di difficoltà. Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station Crediti: Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci Sound design a cura di Andrea Roccabella Fonti: -Ardagna, S. and Caselli, F., (2012). The Political Economy of the Greek Debt Crisis: A Tale of Two Bailouts Special Paper No. 25. [online] Available at: https://cep.lse.ac.uk/pubs/download/special/cepsp25.pdf [Accessed 25 March 2021]  -Ilsole24ore.com, 2018. Il debito greco, una lunga storia di errori. [online] Available at: https://www.ilsole24ore.com/art/il-debito-greco-lunga-storia-errori--AEPQskFF [Accessed 25 March 2021] -Nikos Chrysoloras, 2013. "Rebuilding Eurozone’s Ground Zero. A review of the Greek economic crisis," GreeSE – Hellenic Observatory Papers on Greece and Southeast Europe 66, Hellenic Observatory, LSE.

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      <pubDate>Thu, 25 Mar 2021 16:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep1 – La mia grossa grassa crisi: la crisi greca – L’età d’oro</title>
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      <description>Era la primavera del 1967 ad Atene e in casa Papandreou si respirava un'aria elettrizzante. I sondaggi parlavano chiaro... avrebbero stravinto le elezioni che si sarebbero tenute di lì a poco. Poi... una notte...  La famiglia Papandreou si sveglia di soprassalto. Si sentono degli spari in lontananza.  Una guardia li raggiunge al piano di sopra e trafelata urla che i militari stanno arrivando, e che stanno venendo a prenderli. I soldati prendono d'assalto l'edificio e si mettono alla ricerca della famiglia. Salgono fino al terrazzo e lì trovano il giovane Giorgos.  Un sergente gli punta una mitragliatrice alla testa: "Dimmi dove si trova tuo padre... o ti ammazzo". Questo è solo l'inizio della storia incredibile che ha vissuto il paese ellenico negli ultimi 50 anni. Conoscere questa storia aiuta moltissimo a capire certe decisioni che sono state prese in questi mesi dall'Italia e dagli altri paesi europei per affrontare la crisi economica di oggi. La crisi finanziaria della Grecia è stata la prima vera crisi che il blocco europeo ha dovuto affrontare. E si sa, è nei momenti di crisi che il sistema viene messo a nudo. I nodi vengono al pettine, i problemi non possono più essere ignorati, gli anelli deboli si rompono e se non si lavora in fretta, e soprattutto se non si lavora in team, il sistema collassa. Si tratta quindi di un tassello di storia economica da cui l’Europa ha imparato molto: i vantaggi e i limiti della moneta comune, i pro e i contro delle misure di austerità, e ha anche dovuto confrontarsi con le profonde differenze culturali ed economiche dei paesi che la compongono. Alla fine di questa serie di episodi avrete chiari tutti gli avvenimenti che hanno portato al disastro greco del 2010, e le misure che sono state adottate per risolverlo. Questo vi permetterà di capire come funzionano i vari componenti del meccanismo europeo, e di come intervengono nei momenti di difficoltà. Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station Crediti: Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci Sound design a cura di Andrea Roccabella Fonti: - Financial Times, 2015. Greece and the EU: a brief (economic) history in charts. [online] Available at: https://www.ft.com/content/9436dfa7-cd88-3daa-a844-56da4b27ec54 [Accessed 1 Feb. 2021] -Woodhouse, C. (1991). Modern Greece : A short history (5th ed.]. ed.). London: Faber and Faber.

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      <pubDate>Thu, 11 Mar 2021 14:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Ep2 – La frode che ha cambiato tutto: Enron – Jenga</title>
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      <description>L’incentivo economico: i bonus stratosferici.   L’incentivo sociale: rimanere i manager dell’azienda più innovativa del mondo.  Il mezzo per aggirare il sistema: una contabilità aggressiva e molto spesso fraudolenta.  Enron manipolò i suoi bilanci in due modi. Il primo sistema lo utilizzò per far sembrare profittevoli gli investimenti in perdita, il secondo, invece, per tenere le montagne di debito usate per finanziarli fuori dal bilancio.  È importante ricordare che l’attività fraudolenta di Enron non venne scoperta fino al 2001. Solo alla fine di quell’anno l’azienda ammise irregolarità contabili. Come ha fatto a sopravvivere senza profitti stabili, con milioni di dollari di debito investiti in progetti fallimentari e a ingannare centinaia di analisti e investitori per così tanti anni?  Siete pronti per una lezione di contabilità a livello agonistico? Noi di Bank Station vi accompagneremo nell’ufficio dei due uomini che hanno reso tutto questo possibile. Coloro che hanno permesso ad Enron di vivere gli ultimi anni della sua esistenza in una vera e propria financial fantasyland. Il Chief Operating Officer, Jeff Skilling, e il Chief Financial Officer, Andrew Fastow.  Crediti:  Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Sound design a cura di Andrea Roccabella  Fonti:  - Complaint: SEC v. Andrew S. Fastow, October 2002.  - Steven L. Schwarcz (2002). Enron and the Use and Abuse of Special Purpose Entities in Corporate Structures, 70 University of Cincinnati Law Review 1309-1318  - McLean, B. &amp; Elkind, P. (2003). The Smartest Guys in the Room, Portfolio.  - Powers, Troubh and Winokur (2002). Report from the Special Investigative Committee of the Board of Directors of Enron Corp.  - Healy, Paul, M., and Krishna G. Palepu (2003). "The Fall of Enron ." Journal of Economic Perspectives, 17 (2): 3-26.  - Dubner (2005). Freakonomics: A Rogue Economist Explores the Hidden Side of Everything. New York: William Morrow, 2005. Print.

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      <pubDate>Tue, 05 Jan 2021 15:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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      <title>Ep1 – La frode che ha cambiato tutto: Enron – La scintilla</title>
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      <description>Il 25 gennaio 2002, Cliff Baxter, un executive di Enron, è trovato morto nella sua auto in Texas con una ferita autoinflitta da arma da fuoco.  Lascia un biglietto indirizzato alla moglie: "Mi dispiace. Sento di non poter andare avanti... per favore perdonami".  A febbraio sarebbe comparso davanti al Congresso per testimoniare sul caso Enron, dopo la bancarotta del colosso americano.  Crediti:  Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Sound design a cura di Andrea Roccabella  Fonti:  - Duane, T. (2002). Regulation's Rationale: Learning from the California Energy Crisis, 19 Yale J. on Reg.  - Marcus, W. &amp; Hamrin, J. (2001). How We Got Into The California Energy Crisis, National Renewable Laboratory.  - Taylor, J. &amp; VanDoren, P. (2002). Did Enron Pillage California, Cato Institute Briefing Papers.  - McLean, B. &amp; Elkind, P. (2003). The Smartest Guys in the Room, Portfolio.

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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 15:00:00 -0000</pubDate>
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      <title>Il numero più importante del mondo – LIBOR</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/Il-numero-pi-importante-del-mondo--LIBOR-e1grtrn</link>
      <description>A soli quattro anni dalla grande recessione, Wall Street si vede protagonista dell’ennesimo scandalo. Questa volta non ci sono di mezzo derivati finanziari complessi e una bolla immobiliare, ma lo scandalo ruota intorno ad un unico numero: il LIBOR.  In questo episodio, scoprirete come una piccola manipolazione di questo numero abbia innescato un gigantesco processo di cambiamento della finanza mondiale. Perché il LIBOR non è un numero qualunque, il LIBOR è il numero più importante al mondo.  Crediti:  Testo di Giammarco Miani e Francesco Namari  Voci: Giammarco Miani e Francesco Namari  Sound design a cura di Francesco Namari

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      <pubDate>Wed, 22 Jul 2020 17:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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      <title>Ultimo Tango a Parigi? – Il Default Argentino</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/Ultimo-Tango-a-Parigi---Il-Default-Argentino-e1grts8</link>
      <description>Dalla prima volta in cui ha cercato il suo aiuto nella seconda metà degli anni 50, l’Argentina ha firmato più di 20 accordi con il Fondo Monetario Internazionale, e dichiarato numerose volte il default.  Poi nel 2015 un faro di speranza, quando il leader Mauricio Macri vince le elezioni mettendo fine a decenni di governi populisti.   I festeggiamenti però non durano a lungo. Prima una fuga di capitale, poi le elezioni, e infine la pandemia. Il 22 Maggio 2020, l’Argentina dichiara per l’ennesima volta il default, la scommessa dell’IMF fallisce: si torna al tavolo delle trattative.  Crediti:  Testo di Giammarco Miani e Francesco Namari  Voci di Giammarco Miani e Francesco Namari  Produzione a cura di Francesco Namari  Fonti:  - Weisbrot, M. &amp; Merling, L. (2018). Argentina's Deal with the IMF: Will "Expansionary Austerity" Work?, Center for Economic and Policy Research.  - United Nations Conference on Trade and Development (2020). The Covid-19 Shock to Developing Countries.   - Ministry of Economy of the Argentine Republic (2020). Argentina's Debt Sustainability Framework.  - Smith, C. (2019). IMF's reputation on the line in Argentina, Financial Times.   - Mander, B. (2018). Why Argentina has returned to the IMF, Financial Times.

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      <pubDate>Tue, 16 Jun 2020 20:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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      <itunes:subtitle>&lt;p&gt;Dalla prima volta in cui ha cercato il suo aiuto nella seconda metà degli anni 50, l’Argentina ha firmato più di &lt;b&gt;20 accordi con il Fondo Monetario Internazionale&lt;/b&gt;, e dichiarato numerose volte il default.&lt;br/&gt;  &lt;br/&gt;Poi nel 2015 un faro di speranza, quando il leader &lt;b&gt;Mauricio Macri &lt;/b&gt;vince le elezioni mettendo fine a decenni di governi populisti. &lt;br/&gt;  &lt;br/&gt;I festeggiamenti però non durano a lungo. Prima &lt;b&gt;una fuga di capitale&lt;/b&gt;, poi le elezioni, e infine la pandemia. Il 22 Maggio 2020, l’Argentina dichiara per l’ennesima volta il default, la scommessa dell’IMF fallisce: si torna al tavolo delle trattative.&lt;br/&gt;  &lt;br/&gt;Crediti:&lt;br/&gt;  &lt;br/&gt;Testo di Giammarco Miani e Francesco Namari&lt;br/&gt;  &lt;br/&gt;Voci di Giammarco Miani e Francesco Namari&lt;br/&gt;  &lt;br/&gt;Produzione a cura di Francesco Namari&lt;br/&gt;  &lt;br/&gt;Fonti:&lt;br/&gt;  &lt;br/&gt;- Weisbrot, M. &amp;amp; Merling, L. (2018). Argentina&amp;apos;s Deal with the IMF: Will &amp;quot;Expansionary Austerity&amp;quot; Work?, Center for Economic and Policy Research.&lt;br/&gt;  &lt;br/&gt;- United Nations Conference on Trade and Development (2020). The Covid-19 Shock to Developing Countries. &lt;br/&gt;  &lt;br/&gt;- Ministry of Economy of the Argentine Republic (2020). Argentina&amp;apos;s Debt Sustainability Framework.&lt;br/&gt;  &lt;br/&gt;- Smith, C. (2019). IMF&amp;apos;s reputation on the line in Argentina, Financial Times. &lt;br/&gt;  &lt;br/&gt;- Mander, B. (2018). Why Argentina has returned to the IMF, Financial Times.&lt;/p&gt;
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      <itunes:summary>Dalla prima volta in cui ha cercato il suo aiuto nella seconda metà degli anni 50, l’Argentina ha firmato più di 20 accordi con il Fondo Monetario Internazionale, e dichiarato numerose volte il default.  Poi nel 2015 un faro di speranza, quando il leader Mauricio Macri vince le elezioni mettendo fine a decenni di governi populisti.   I festeggiamenti però non durano a lungo. Prima una fuga di capitale, poi le elezioni, e infine la pandemia. Il 22 Maggio 2020, l’Argentina dichiara per l’ennesima volta il default, la scommessa dell’IMF fallisce: si torna al tavolo delle trattative.  Crediti:  Testo di Giammarco Miani e Francesco Namari  Voci di Giammarco Miani e Francesco Namari  Produzione a cura di Francesco Namari  Fonti:  - Weisbrot, M. &amp; Merling, L. (2018). Argentina's Deal with the IMF: Will "Expansionary Austerity" Work?, Center for Economic and Policy Research.  - United Nations Conference on Trade and Development (2020). The Covid-19 Shock to Developing Countries.   - Ministry of Economy of the Argentine Republic (2020). Argentina's Debt Sustainability Framework.  - Smith, C. (2019). IMF's reputation on the line in Argentina, Financial Times.   - Mander, B. (2018). Why Argentina has returned to the IMF, Financial Times.

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        <![CDATA[<p>Dalla prima volta in cui ha cercato il suo aiuto nella seconda metà degli anni 50, l’Argentina ha firmato più di 20 accordi con il Fondo Monetario Internazionale, e dichiarato numerose volte il default.<br>  <br>Poi nel 2015 un faro di speranza, quando il leader Mauricio Macri vince le elezioni mettendo fine a decenni di governi populisti. <br>  <br>I festeggiamenti però non durano a lungo. Prima una fuga di capitale, poi le elezioni, e infine la pandemia. Il 22 Maggio 2020, l’Argentina dichiara per l’ennesima volta il default, la scommessa dell’IMF fallisce: si torna al tavolo delle trattative.<br>  <br>Crediti:<br>  <br>Testo di Giammarco Miani e Francesco Namari<br>  <br>Voci di Giammarco Miani e Francesco Namari<br>  <br>Produzione a cura di Francesco Namari<br>  <br>Fonti:<br>  <br>- Weisbrot, M. &amp; Merling, L. (2018). Argentina's Deal with the IMF: Will "Expansionary Austerity" Work?, Center for Economic and Policy Research.<br>  <br>- United Nations Conference on Trade and Development (2020). The Covid-19 Shock to Developing Countries. <br>  <br>- Ministry of Economy of the Argentine Republic (2020). Argentina's Debt Sustainability Framework.<br>  <br>- Smith, C. (2019). IMF's reputation on the line in Argentina, Financial Times. <br>  <br>- Mander, B. (2018). Why Argentina has returned to the IMF, Financial Times.</p>
<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>La sottile linea rossa – WTI</title>
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      <description>Il 20 Aprile, sul mercato del petrolio, è accaduto qualcosa di mai visto prima: il prezzo dei WTI Crude Oil Futures, con consegna a maggio, è sceso in territorio negativo oltre -$40 al barile.  Come vedremo in questo episodio, più di una tecnicalità di mercato è entrata in gioco in questa occasione.  Tuttavia un evento del genere non può essere considerato solamente una tecnicalità. L'economia mondiale è in seria difficoltà.  Siamo Giammarco Miani e Francesco Namari, and the next stop is... Bank Station  Crediti:  Testo di Giammarco Miani e Francesco Namari  Voci: Giammarco Miani e Francesco Namari  Sound design a cura di Francesco Namari

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      <pubDate>Mon, 11 May 2020 23:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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      <title>La grande recessione – La crisi del 2008</title>
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      <description>Non è il 2008. Tutti i giornali parlano delle differenze tra questa crisi innescata dalla pandemia del coronavirus e quella precedente del 2008, innescata dal sistema finanziario. Abbiamo quindi deciso di spiegarvi perché effettivamente, non è il 2008, mettendo le due crisi a confronto.
 
In questo episodio, affronteremo le cause principali della crisi finanziaria del 2008, attraversando più di 10 anni di storia del mercato USA fino al 15 Settembre 2008, il giorno del crollo della Lehman Brothers.
 
Siamo Luca Dann e Francesco Namari, and the next stop is… Bank Station.
 
Crediti:
 
Testo di Giammarco Miani e Francesco Namari
 
Voci: Luca Dann e Francesco Namari
 
Sound design a cura di Andrea Roccabella
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      <pubDate>Sat, 11 Apr 2020 12:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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In questo episodio, affronteremo le cause principali della crisi finanziaria del 2008, attraversando più di 10 anni di storia del mercato USA fino al 15 Settembre 2008, il giorno del crollo della Lehman Brothers.
 
Siamo Luca Dann e Francesco Namari, and the next stop is… Bank Station.
 
Crediti:
 
Testo di Giammarco Miani e Francesco Namari
 
Voci: Luca Dann e Francesco Namari
 
Sound design a cura di Andrea Roccabella
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      <title>La lunga notte della sterlina – Brexit</title>
      <link>https://podcasters.spotify.com/pod/show/bankstation/episodes/La-lunga-notte-della-sterlina--Brexit-e1grtra</link>
      <description>Il 31 Gennaio del 2020, il Regno Unito, dopo 4 anni di trattative, è ufficialmente uscito dall'Unione Europea. In questo episodio, vi parleremo della storia turbolenta tra il vecchio continente e il parlamento di Westminster iniziata ufficialmente 47 anni fa, con radici già nel secondo dopoguerra, e terminata de facto con il referendum del Giugno 2016. L’evento ha naturalmente tenuto tutti col fiato sospeso, inclusi, i grossi giocatori di Wall Street e della City, che hanno così piazzato le loro scommesse: Brexit o Remain.
 
Siamo Francesco Namari e Luca Dann, and the next stop is… Bank Station.
 
Crediti:
 
Testo di Giammarco Miani e Francesco Namari
 
Voci: Luca Dann e Francesco Namari
 
Sound design a cura di Andrea Roccabella
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      <pubDate>Tue, 10 Mar 2020 20:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Il 31 Gennaio del 2020, il Regno Unito, dopo 4 anni di trattative, è ufficialmente uscito dall'Unione Europea. In questo episodio, vi parleremo della storia turbolenta tra il vecchio continente e il parlamento di Westminster iniziata ufficialmente 47 anni fa, con radici già nel secondo dopoguerra, e terminata de facto con il referendum del Giugno 2016. L’evento ha naturalmente tenuto tutti col fiato sospeso, inclusi, i grossi giocatori di Wall Street e della City, che hanno così piazzato le loro scommesse: Brexit o Remain.
 
Siamo Francesco Namari e Luca Dann, and the next stop is… Bank Station.
 
Crediti:
 
Testo di Giammarco Miani e Francesco Namari
 
Voci: Luca Dann e Francesco Namari
 
Sound design a cura di Andrea Roccabella
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      <title>L’IPO più grande della storia – Saudi Aramco</title>
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      <description>In questo primo episodio vi trasporteremo attraverso un secolo di storia economica raccontandovi la storia di Rockefeller e delle Sette Sorelle. Vi spiegheremo cos'è una Initial Public Offer e vi parleremo della più grande della storia: Saudi Aramco, una società che fa impallidire pure i re delle borse Amazon, Apple e Microsoft.
 
Siamo Francesco Namari e Luca Dann, and the next stop is... Bank Station.
 
Crediti:
 
Testo di Giammarco Miani e Francesco Namari
 
Voci: Luca Dann e Francesco Namari
 
Sound design a cura di Andrea Roccabella
 
Fonti:
 
- Saudi Arabian Oil Company (Saudi Aramco) Prospectus
 
- Anthony Sampson, (1975). The Seven Sisters: The Great Oil Companies and the World They Shaped, Viking Press
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      <pubDate>Mon, 10 Feb 2020 20:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>Bank Station</itunes:author>
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Siamo Francesco Namari e Luca Dann, and the next stop is... Bank Station.
 
Crediti:
 
Testo di Giammarco Miani e Francesco Namari
 
Voci: Luca Dann e Francesco Namari
 
Sound design a cura di Andrea Roccabella
 
Fonti:
 
- Saudi Arabian Oil Company (Saudi Aramco) Prospectus
 
- Anthony Sampson, (1975). The Seven Sisters: The Great Oil Companies and the World They Shaped, Viking Press
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