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    <title>Qualcosa di personale</title>
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    <description>Si può esplorare il messaggio di un libro, l’anima di un disco o il segreto di un film con chi l’ha scritto, suonato, girato? Com'è nata quell’idea? Cosa è successo nel backstage? E chi ha scritto, suonato recitato, si porta dentro un ricordo di bambino, un incubo dell'età della ragione, un sogno che non lo abbandona? Oppure un amore perduto, un passaggio di carriera, una domanda sui figli, dubbi, paure, speranze. 
C’è la vita di tutti i giorni e il mondo che gira intorno nelle chiacchierate che facciamo con scrittori e musicisti, attori, sportivi, artisti, psicologi, attivisti, influencer. Storie uniche di persone disposte a mettersi in gioco, da 0 a 99 anni. Perché farlo? Per conoscere meglio l’altro e, magari, riconoscersi. Per emozionarsi e condividere. Potremmo commuovervi, spesso vi faremo ridere. Perché ci piace affondare il coltello nelle piaghe, ma senza mai prenderci troppo sul serio.
"Qualcosa di personale" è il podcast - audio e video - di Giulia Santerini. Ogni venerdì una nuova puntata.</description>
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C’è la vita di tutti i giorni e il mondo che gira intorno nelle chiacchierate che facciamo con scrittori e musicisti, attori, sportivi, artisti, psicologi, attivisti, influencer. Storie uniche di persone disposte a mettersi in gioco, da 0 a 99 anni. Perché farlo? Per conoscere meglio l’altro e, magari, riconoscersi. Per emozionarsi e condividere. Potremmo commuovervi, spesso vi faremo ridere. Perché ci piace affondare il coltello nelle piaghe, ma senza mai prenderci troppo sul serio.
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      <![CDATA[<p>Si può esplorare il messaggio di un libro, l’anima di un disco o il segreto di un film con chi l’ha scritto, suonato, girato? Com'è nata quell’idea? Cosa è successo nel backstage? E chi ha scritto, suonato recitato, si porta dentro un ricordo di bambino, un incubo dell'età della ragione, un sogno che non lo abbandona? Oppure un amore perduto, un passaggio di carriera, una domanda sui figli, dubbi, paure, speranze. </p><p>C’è la vita di tutti i giorni e il mondo che gira intorno nelle chiacchierate che facciamo con scrittori e musicisti, attori, sportivi, artisti, psicologi, attivisti, influencer. Storie uniche di persone disposte a mettersi in gioco, da 0 a 99 anni. Perché farlo? Per conoscere meglio l’altro e, magari, riconoscersi. Per emozionarsi e condividere. Potremmo commuovervi, spesso vi faremo ridere. Perché ci piace affondare il coltello nelle piaghe, ma senza mai prenderci troppo sul serio.</p><p>"Qualcosa di personale" è il podcast - audio e video - di Giulia Santerini. Ogni venerdì una nuova puntata.</p>]]>
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      <title>Giacomo Bertagnolli, sciatore ipovedente dei record: "Due respiri e giù, la pista ce l'ho in testa"</title>
      <description>Alle gare io arrivo sempre all’ultimo momento al cancelletto. Due bei respiri e giù. Se arrivassi 40 minuti prima continuerei a ripensare al tracciato e mi farei un castello di carte che mi confonde, tensione inutile”. Parola di Giacomo Bertagnolli, anni 27, da Cavalese Val di Fiemme, una atrofia del nervo ottico dalla nascita che gli toglie il 95% della vista, il più medagliato di sempre alle Paralimpiadi: 13 podi, ben 5 solo a Milano-Cortina: due ori, due argenti e un bronzo con la sua guida Andrea Ravelli. 

Gli sci li ha messi ha due anni e mezzo, ma solo a 13 ha trovato la strada dello sci paralimpico: "Finalmente competevo ad armi pari, fino a lì mi avevano fatto giocare a hockey ma con bambini vedenti, sono finito in disparte". Come quando gli amici prendevano il patentino a 16 anni e lui è rimasto in bicicletta: "Vado giù come un pazzo anche con il downhill, faccio arrampicata e surf, ma non vedere ti toglie parecchio. Non posso guidare e fare tanti lavori, ma non voglio fare il lamentone, anzi amo spronare gli altri. Dico sempre che l'importante è cominciare. Provate tutto e troverete la vostra strada".  Altri consigli? "Non fate sempre le stesse cose, staccate e non rispondete ad altri che a voi stessi




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      <pubDate>Thu, 16 Apr 2026 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Alle gare io arrivo sempre all’ultimo momento al cancelletto. Due bei respiri e giù. Se arrivassi 40 minuti prima continuerei a ripensare al tracciato e mi farei un castello di carte che mi confonde, tensione inutile”. Parola di Giacomo Bertagnolli, anni 27, da Cavalese Val di Fiemme, una atrofia del nervo ottico dalla nascita che gli toglie il 95% della vista, il più medagliato di sempre alle Paralimpiadi: 13 podi, ben 5 solo a Milano-Cortina: due ori, due argenti e un bronzo con la sua guida Andrea Ravelli. 

Gli sci li ha messi ha due anni e mezzo, ma solo a 13 ha trovato la strada dello sci paralimpico: "Finalmente competevo ad armi pari, fino a lì mi avevano fatto giocare a hockey ma con bambini vedenti, sono finito in disparte". Come quando gli amici prendevano il patentino a 16 anni e lui è rimasto in bicicletta: "Vado giù come un pazzo anche con il downhill, faccio arrampicata e surf, ma non vedere ti toglie parecchio. Non posso guidare e fare tanti lavori, ma non voglio fare il lamentone, anzi amo spronare gli altri. Dico sempre che l'importante è cominciare. Provate tutto e troverete la vostra strada".  Altri consigli? "Non fate sempre le stesse cose, staccate e non rispondete ad altri che a voi stessi




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        <![CDATA[<p>Alle gare io arrivo sempre all’ultimo momento al cancelletto. Due bei respiri e giù. Se arrivassi 40 minuti prima continuerei a ripensare al tracciato e mi farei un castello di carte che mi confonde, tensione inutile”. Parola di <strong>Giacomo Bertagnolli</strong>, anni 27, da Cavalese Val di Fiemme, una atrofia del nervo ottico dalla nascita che gli toglie il 95% della vista, il più medagliato di sempre alle Paralimpiadi: 13 podi, ben 5 solo a Milano-Cortina: due ori, due argenti e un bronzo con la sua guida Andrea Ravelli. </p>
<p><br>Gli sci li ha messi ha due anni e mezzo, ma solo a 13 ha trovato la strada dello sci paralimpico: "Finalmente competevo ad armi pari, fino a lì mi avevano fatto giocare a hockey ma con bambini vedenti, sono finito in disparte". Come quando gli amici prendevano il patentino a 16 anni e lui è rimasto in bicicletta: "Vado giù come un pazzo anche con il downhill, faccio arrampicata e surf, ma non vedere ti toglie parecchio. Non posso guidare e fare tanti lavori, ma non voglio fare il lamentone, anzi amo spronare gli altri. Dico sempre che l'importante è cominciare. Provate tutto e troverete la vostra strada".  Altri consigli? "Non fate sempre le stesse cose, staccate e non rispondete ad altri che a voi stessi</p>
<p>

</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Lidia Ravera: "Evadete dalla gabbia del femminile, scendete dal tacco 12 e niente tette per i 18"</title>
      <description>"Ho deciso di fare un regalo alle ragazze: possono essere persone, decidere di tagliarsi i capelli e venderli, scrivere e non diventare madri. Non essere carine per forza, secondo i cliché nei quali ci chiudono da sempre". Ecco perché Lidia Ravera, 40 anni dopo l'uscita, ha deciso che era il momento di ripubblicare il suo romanzo "Bagna i fiori e aspettami" (Bompiani) un coraggioso remake di "Piccole donne", il classico di Louisa May Alcott. Ci sono quattro tipi femminili riveduti e corretti e soprattutto la sua Jo, Giovanna, alla ricerca del (pessimo) padre: "una femminista vera perché libera". Dopo "Porci con le ali", esordio con fama e polemiche a fiumi a 25 anni, Ravera ha sentito il bisogno di scrivere un libro pieno di ironia e ritmo e con una scena di violenza su una 18enne. "La violenza c'è sempre stata ma cresce e si capisce perché, stiamo cambiando e gli uomini non lo accettano. Intanto abbiamo un governo che non sa fare una legge sul consenso. Il patriarcato non molla". Per fortuna ci sono i giovani, nei quali ha molta fiducia: "Felice della vittoria del No al referendum mi sono trovata a festeggiare la sera in una piazza piena di ragazzi. Hanno detto no alla riforma della giustizia, ma anche a Meloni, al pacchetto sicurezza, alla restrizione dei loro spazi, al genocidio a Gaza". L'autrice di "Age pride" e "Volevo essere un uomo" (Einaudi) fa i conti da sempre con l'età e l'essere nata femmina: "Se fossi nata maschio, mi sarei risparmiata molti svantaggi e avrei guadagnato 25 anni di vita in manutenzione mancata". La scrittrice torinese controcorrente ci dice anche del suo essere madre e nonna "contemplativa e viziante"
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      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>Dargen D'Amico: "La felicità c'è solo se condivisa, non posso stare bene se il mio vicino sta male"</title>
      <description>L'intelligenza artificiale e la guerra in Iran e a Gaza; il rap e la violenza tra i ragazzi ieri e oggi; l'amore che finisce "come un centro commerciale, del resto lo siamo tutti, lo sono diventate le nostre case, le nostre persone". Dargen D'amico nel nuovo album "Doppia mozzarella" mette il suo mondo interiore ma anche tutto quello che gira intorno. Tredici tracce per testi complessi e letterari, denuncia e riflessione a ritmo di rap, hip-hop, lo-fi urban e perfino una tarantella con una bella dose di elettronica nel disco. Lo stesso mondo che ci riporta a ritmi di ironia pacata e onestà in studio. Ammette che al tredicesimo album, ancora, quando deve incominciare un nuovo lavoro non sa se ci riuscirà e con il suo "esperto" da anni deve fare i conti con l'idea di non meritarselo. Una certezza però ce l'ha: "La felicità c'è solo se è condivisa, non posso stare bene se il mio vicino sta male".
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      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>Il comico Vittorio Pettinato: "Ho 500mila followers, ma la fama è arrivata... con Gualtieri e cestò"</title>
      <description>Ha cominciato a sei anni con Papa Wojtyla e Antonio di Pietro ("colpa del Trio e di Fiorello, i miei primi miti") ed è arrivato a trenta alle clamorose imitazioni di Gualtieri e Bad Bunny. Ma Vittorio Pettinato adora riprodurre anche le vanità comuni (è nei teatri con "Centro di vanità permanente"), dal prete influencer al global trotter, dal milanese imbruttito al romano super rilassato, dal critico gastronomico al "detoxer" digitale. Nato e cresciuto a Pavia, figlio di calabresi, ha vissuto a Milano e sta per trasferirsi a Roma, dove lavora a Radio2: "Sono sempre stato quello strano, isolato. Un bambino calabrese a Pavia e uno del nord a Lamezia Terme".



Sarà per questo che ha sempre cercato di farsi voler bene: "Non sono un comico pungente, sono poco spinoso, un riccio senza aculei". Resta che Pettinato è l'unico in Italia ad avere il coraggio di recitare Dante in calabrese, a imitare ruvidi come Crepet e il suo idolo Gratteri ("ma lì ho fatto una pinna di complimenti nella dida") e a prendere in giro le interviste di Pasolini ("tutte col vento, dove le ha fatte hanno messo delle pale eoliche")
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      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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Sarà per questo che ha sempre cercato di farsi voler bene: "Non sono un comico pungente, sono poco spinoso, un riccio senza aculei". Resta che Pettinato è l'unico in Italia ad avere il coraggio di recitare Dante in calabrese, a imitare ruvidi come Crepet e il suo idolo Gratteri ("ma lì ho fatto una pinna di complimenti nella dida") e a prendere in giro le interviste di Pasolini ("tutte col vento, dove le ha fatte hanno messo delle pale eoliche")
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<p><br></p>
<p>Sarà per questo che ha sempre cercato di farsi voler bene: "Non sono un comico pungente, sono poco spinoso, un riccio senza aculei". Resta che Pettinato è l'unico in Italia ad avere il coraggio di recitare Dante in calabrese, a imitare ruvidi come Crepet e il suo idolo Gratteri ("ma lì ho fatto una pinna di complimenti nella dida") e a prendere in giro le interviste di Pasolini ("tutte col vento, dove le ha fatte hanno messo delle pale eoliche")</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Sigfrido Ranucci: "Perché il governo umilia i magistrati e non vuole una giustizia giusta"</title>
      <description>C'è una casta in Italia che vuole restare fuori da ogni controllo? Perché si è arrivati a una "riforma della magistratura" invece di una riforma della giustizia per processi più veloci e certi? Sigfrido Ranucci risponde con cifre e cronaca vera, presentando il suo "Il ritorno della casta. Assalto alla giustizia" (Bompiani). Un "atlante per capire" in pieno stile Report che il giornalista e conduttore ha scritto in pochi giorni, a caldo, dopo che gli è stata chiesta la tessera sanitaria all'acquisto dell'auto nuova dopo l’attentato. "C'è un disegno per controllarci tutti - spiega -. Magistrati e giornalisti, ma anche cittadini comuni".  Ranucci ci dice anche perché una bomba sotto casa non l’ha cambiato.
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      <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>C'è una casta in Italia che vuole restare fuori da ogni controllo? Perché si è arrivati a una "riforma della magistratura" invece di una riforma della giustizia per processi più veloci e certi? Sigfrido Ranucci risponde con cifre e cronaca vera, presentando il suo "Il ritorno della casta. Assalto alla giustizia" (Bompiani). Un "atlante per capire" in pieno stile Report che il giornalista e conduttore ha scritto in pochi giorni, a caldo, dopo che gli è stata chiesta la tessera sanitaria all'acquisto dell'auto nuova dopo l’attentato. "C'è un disegno per controllarci tutti - spiega -. Magistrati e giornalisti, ma anche cittadini comuni".  Ranucci ci dice anche perché una bomba sotto casa non l’ha cambiato.
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        <![CDATA[<p>C'è una casta in Italia che vuole restare fuori da ogni controllo? Perché si è arrivati a una "riforma della magistratura" invece di una riforma della giustizia per processi più veloci e certi? <strong>Sigfrido Ranucci </strong>risponde con cifre e cronaca vera, presentando il suo "Il ritorno della casta. Assalto alla giustizia" (Bompiani). Un "atlante per capire" in pieno stile Report che il giornalista e conduttore ha scritto in pochi giorni, a caldo, dopo che gli è stata chiesta la tessera sanitaria all'acquisto dell'auto nuova dopo l’attentato. "C'è un disegno per controllarci tutti - spiega -. Magistrati e giornalisti, ma anche cittadini comuni".  Ranucci ci dice anche perché una bomba sotto casa non l’ha cambiato.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Luca Argentero: "Vivo in una bolla di felicità familiare. Bello fare lo str**zo con Ligas dopo Doc"</title>
      <description>Da super Doc, il dottore più amato d'Italia a cattivissimo Ligas, l'avvocato più scaltro d'Italia. Luca Argentero confessa: "Ho provato un gusto sorprendente a fare lo str**zo spavaldo. Ligas è tutto quello che non ho il coraggio di essere io". Il suo nuovo personaggio (già adorato su Sky e Now) beve troppi gin tonic, si rompe un dente facendo sesso, si fa lasciare dalla moglie, ma ha un fiuto geniale nei casi da penalista. Argentero poteva assomigliargli nella sua Torino di inizio Duemila ("ho provato tutto ma niente di dicibile"), Oggi invece in comune con lui ha solo la pervicacia: laurea in economia e commercio, nessuna accademia ma tanti coach, preparazione continua, centinaia di pose sul set e grandi registi a fargli da scuola, Ozpetek in testa. 



L'attore torinese 48enne ha una vita super regolare: sana ginnastica mattutina, sana alimentazione, sani orari. "Soprattutto grazie a mia moglie Cristina Marino". Che è con lui nella prima puntata della serie: "Le scene intime vengono meglio se c'è verità". La verità di Argentero è che non teme la vecchiaia ("ma non mi guardo allo specchio"), piuttosto il tempo sprecato. Al tema ha dedicato un libro ("Disdici tutti i miei impegni") e uno spettacolo teatrale presto in scena: "È questa la vita che sognavo da bambino?". Lui di bambini ne ha due, 3 e 6 anni: "Li accompagno io a scuola alla mattina - si illumina -. E la sera la favola della buonanotte è mia. Mi dicono tutti che è un momento, ma che fantastica bolla di felicità!"
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      <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Da super Doc, il dottore più amato d'Italia a cattivissimo Ligas, l'avvocato più scaltro d'Italia. Luca Argentero confessa: "Ho provato un gusto sorprendente a fare lo str**zo spavaldo. Ligas è tutto quello che non ho il coraggio di essere io". Il suo nuovo personaggio (già adorato su Sky e Now) beve troppi gin tonic, si rompe un dente facendo sesso, si fa lasciare dalla moglie, ma ha un fiuto geniale nei casi da penalista. Argentero poteva assomigliargli nella sua Torino di inizio Duemila ("ho provato tutto ma niente di dicibile"), Oggi invece in comune con lui ha solo la pervicacia: laurea in economia e commercio, nessuna accademia ma tanti coach, preparazione continua, centinaia di pose sul set e grandi registi a fargli da scuola, Ozpetek in testa. 



L'attore torinese 48enne ha una vita super regolare: sana ginnastica mattutina, sana alimentazione, sani orari. "Soprattutto grazie a mia moglie Cristina Marino". Che è con lui nella prima puntata della serie: "Le scene intime vengono meglio se c'è verità". La verità di Argentero è che non teme la vecchiaia ("ma non mi guardo allo specchio"), piuttosto il tempo sprecato. Al tema ha dedicato un libro ("Disdici tutti i miei impegni") e uno spettacolo teatrale presto in scena: "È questa la vita che sognavo da bambino?". Lui di bambini ne ha due, 3 e 6 anni: "Li accompagno io a scuola alla mattina - si illumina -. E la sera la favola della buonanotte è mia. Mi dicono tutti che è un momento, ma che fantastica bolla di felicità!"
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        <![CDATA[<p>Da super Doc, il dottore più amato d'Italia a cattivissimo Ligas, l'avvocato più scaltro d'Italia. Luca Argentero confessa: "Ho provato un gusto sorprendente a fare lo str**zo spavaldo. Ligas è tutto quello che non ho il coraggio di essere io". Il suo nuovo personaggio (già adorato su Sky e Now) beve troppi gin tonic, si rompe un dente facendo sesso, si fa lasciare dalla moglie, ma ha un fiuto geniale nei casi da penalista. Argentero poteva assomigliargli nella sua Torino di inizio Duemila ("ho provato tutto ma niente di dicibile"), Oggi invece in comune con lui ha solo la pervicacia: laurea in economia e commercio, nessuna accademia ma tanti coach, preparazione continua, centinaia di pose sul set e grandi registi a fargli da scuola, Ozpetek in testa. </p>
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<p>L'attore torinese 48enne ha una vita super regolare: sana ginnastica mattutina, sana alimentazione, sani orari. "Soprattutto grazie a mia moglie Cristina Marino". Che è con lui nella prima puntata della serie: "Le scene intime vengono meglio se c'è verità". La verità di Argentero è che non teme la vecchiaia ("ma non mi guardo allo specchio"), piuttosto il tempo sprecato. Al tema ha dedicato un libro ("Disdici tutti i miei impegni") e uno spettacolo teatrale presto in scena: "È questa la vita che sognavo da bambino?". Lui di bambini ne ha due, 3 e 6 anni: "Li accompagno io a scuola alla mattina - si illumina -. E la sera la favola della buonanotte è mia. Mi dicono tutti che è un momento, ma che fantastica bolla di felicità!"</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Noemi: "La nuova me? Fa tutto la testa, il corpo segue. Poche donne a Sanremo? È il voto popolare"</title>
      <description>Sono tutti bravi così, sì con il senno di poi". L'incipit del suo ultimo singolo "Bianca" piace moltissimo a Veronica Scopelliti, in arte Noemi, regina pop-rock-soul da 18 dischi di platino e 4 d'oro, 7 album e 8 Sanremo in palmares. Finalmente di quelli bravi che col senno di poi le dicono cosa fare, ha imparato a fregarsene. In studio ci racconta la giovanissima e timidissima artista che ha trovato un posto nel mondo grazie alla musica: "Sono un animale da live" (da luglio parte un nuovo tour di 30 date, gran finale a dicembre e Milano e Roma). Adesso, varcati i quarant'anni, Noemi vuole "ancora di più", altro che "cercare un po' di pace", come canta la sua amica Arisa. 

Fa la musica che ama senza piegarsi al mercato. Sperimenta conduzioni in radio e tv. È in grande forma, diversa dalla donna di parecchi chili fa: "Nel 2018 ho toccato il fondo, ero quella che non volevo essere, in piena derealizzazione". E da lì è cominciata la rinascita: "L'errore è non guardare, lasciare le cose irrisolte, rassegnarsi. È tutto nella testa, il corpo viene poi. Comunque devi stare bene per fare la dieta, se no sai che rosicata", ride. Schietta anche sulle voci di Sanremo che le sono piaciute ("bello vincere, ma arrivano ultimi o male brani splendidi") e sulla polemica "poche donne": "Non è colpa di Conti ma del voto popolare". E in clima di 8 marzo l'attivista di 'Una nessuna centomila' mette in guardia tutte: "Non fatevi restringere gli spazi vitali". E ammette: "Un figlio sarebbe una cosa bellissima, ma come faccio col tour?
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      <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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Fa la musica che ama senza piegarsi al mercato. Sperimenta conduzioni in radio e tv. È in grande forma, diversa dalla donna di parecchi chili fa: "Nel 2018 ho toccato il fondo, ero quella che non volevo essere, in piena derealizzazione". E da lì è cominciata la rinascita: "L'errore è non guardare, lasciare le cose irrisolte, rassegnarsi. È tutto nella testa, il corpo viene poi. Comunque devi stare bene per fare la dieta, se no sai che rosicata", ride. Schietta anche sulle voci di Sanremo che le sono piaciute ("bello vincere, ma arrivano ultimi o male brani splendidi") e sulla polemica "poche donne": "Non è colpa di Conti ma del voto popolare". E in clima di 8 marzo l'attivista di 'Una nessuna centomila' mette in guardia tutte: "Non fatevi restringere gli spazi vitali". E ammette: "Un figlio sarebbe una cosa bellissima, ma come faccio col tour?
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        <![CDATA[<p>Sono tutti bravi così, sì con il senno di poi". L'incipit del suo ultimo singolo "Bianca" piace moltissimo a <strong>Veronica Scopelliti</strong>, in arte <strong>Noemi</strong>, regina pop-rock-soul da 18 dischi di platino e 4 d'oro, 7 album e 8 Sanremo in palmares. Finalmente di quelli bravi che col senno di poi le dicono cosa fare, ha imparato a fregarsene. In studio ci racconta la giovanissima e timidissima artista che ha trovato un posto nel mondo grazie alla musica: "Sono un animale da live" (da luglio parte un nuovo tour di 30 date, gran finale a dicembre e Milano e Roma). Adesso, varcati i quarant'anni, Noemi vuole "ancora di più", altro che "cercare un po' di pace", come canta la sua amica Arisa. </p>
<p><br>Fa la musica che ama senza piegarsi al mercato. Sperimenta conduzioni in radio e tv. È in grande forma, diversa dalla donna di parecchi chili fa: "Nel 2018 ho toccato il fondo, ero quella che non volevo essere, in piena derealizzazione". E da lì è cominciata la rinascita: "L'errore è non guardare, lasciare le cose irrisolte, rassegnarsi. È tutto nella testa, il corpo viene poi. Comunque devi stare bene per fare la dieta, se no sai che rosicata", ride. Schietta anche sulle voci di Sanremo che le sono piaciute ("bello vincere, ma arrivano ultimi o male brani splendidi") e sulla polemica "poche donne": "Non è colpa di Conti ma del voto popolare". E in clima di 8 marzo l'attivista di 'Una nessuna centomila' mette in guardia tutte: "Non fatevi restringere gli spazi vitali". E ammette: "Un figlio sarebbe una cosa bellissima, ma come faccio col tour?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Gabriella Genisi: "Da casalinga a giallista per creare la prima commissaria. Uomini? Sesso debole"</title>
      <description>"Scrivere di donne è un atto politico e io lo faccio". Sarà per questo che Gabriella Genisi, è amatissima dalle lettrici: "Costruisco personaggi contraddittori. Possiamo essere brave e belle, portare la quinta, il tacco 12 ma essere anche grandi professioniste. Amare il lavoro e la cucina". Lei racchiude tutte queste caratteristiche. Per vent'anni ha fatto la mamma, la moglie e la casalinga per scelta nella sua Bari. Poi, nel 2006, leggendo Camilleri, ha deciso che era tempo di creare una commissaria, così è nato il personaggio di Lolita Lobosco, e non si è più fermata. Seguono 11 titoli con la vicequestora protagonista, poi portata sul piccolo schermo da Luisa Ranieri (stanno per girare la quarta serie).Ed è nata anche il maresciallo (vorrebbe chiamarla al femminile ma "la polizia non ha aggiornato la carica, anche se dovrebbe") Chicca Lopez, 20 anni più giovane, omosessuale: è in libreria la sua ultima avventura, "La specchia del diavolo". In studio Genisi riflette sul meccanismo del giallo e la sua capacità di raccontare il presente, ma anche, paradossalmente di rasserenare il lettore. Attentissima alla cronaca dalla quale prende ispirazione, è preoccupata dalla violenza che va crescendo tra i giovani. Quanto a quella sulle donne ha parecchio da dire: "Noi andiamo dritte, i maschi sono spaesati". Intervista di Giulia Santerini 

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      <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Giorgio Pasotti. "Sono un bergamasco testardo, ma con la figlia sedicenne mi scopro morbidissimo"</title>
      <description>"Mi ritengo un bravo artigiano, scelgo bene il materiale e ci lavoro". Parola di Giorgio Pasotti, l'attore che voleva fare il medico sportivo, già campione di wushu, esploso per il grosso pubblico con L'ultimo bacio e oggi, una trentina di film dopo, Rosso Volante, Eugenio Monti il campione di bob e fair play che cedette un bullone e l'oro agli inglesi alle Olimpiadi di Innsbruck del '64 e poi si prese quell'oro nel '68 a Grenoble a 40 anni (Rai1, il 23 febbraio in prima serata e poi su RaiPlay). Una storia che Pasotti non poteva non amare moltissimo perché mette insieme il set e lo sport, la correttezza e la cocciutaggine, una sua caratteristica alla quale tiene moltissimo. Ma che non mantiene con la figlia Maria, 16 anni.



In studio ci dice anche di lei della paternità, degli amori che durano negli anni e della passione per la velocità e per la scrittura. Il suo ultimo libro Ora gira intorno alla domanda, "E se dovesse finire ora, saresti felice, avresti fatto tutto quello che volevi?". Lui risponde sicuro che sì, lo sarebbe ("ho sempre scelto bene e d'istinto"): nonostante nel cinema "nessuno ti ceda un bullone", nonostante una critica non sempre amica quanto il pubblico ("non mi perdonano le serie da 14 milioni di spettatori”). Pubblico che lo ha premiato spesso in tv e in sala e che ora lo segue appassionatamente a teatro: è in tournée con un suo Otello pop.
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      <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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In studio ci dice anche di lei della paternità, degli amori che durano negli anni e della passione per la velocità e per la scrittura. Il suo ultimo libro Ora gira intorno alla domanda, "E se dovesse finire ora, saresti felice, avresti fatto tutto quello che volevi?". Lui risponde sicuro che sì, lo sarebbe ("ho sempre scelto bene e d'istinto"): nonostante nel cinema "nessuno ti ceda un bullone", nonostante una critica non sempre amica quanto il pubblico ("non mi perdonano le serie da 14 milioni di spettatori”). Pubblico che lo ha premiato spesso in tv e in sala e che ora lo segue appassionatamente a teatro: è in tournée con un suo Otello pop.
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<p><br></p>
<p>In studio ci dice anche di lei della paternità, degli amori che durano negli anni e della passione per la velocità e per la scrittura. Il suo ultimo libro Ora gira intorno alla domanda, "E se dovesse finire ora, saresti felice, avresti fatto tutto quello che volevi?". Lui risponde sicuro che sì, lo sarebbe ("ho sempre scelto bene e d'istinto"): nonostante nel cinema "nessuno ti ceda un bullone", nonostante una critica non sempre amica quanto il pubblico ("non mi perdonano le serie da 14 milioni di spettatori”). Pubblico che lo ha premiato spesso in tv e in sala e che ora lo segue appassionatamente a teatro: è in tournée con un suo Otello pop.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Il poeta Franco Arminio: "Ascoltiamo alberi e gatti, abbracciamoci di più. Trump? Un drogato social"</title>
      <description>Parlate con l'albero solitario d'inverno: è la metafora della condizione umana. Ogni giorno riservate del tempo a guardare negli occhi un cane, un gatto o una mucca: vi dirà cose di voi che non sapete. E non lesinate l'amore e gli abbracci: sono portatori di infinito. In un tempo di guerra mettete dei fiori sul tavolo e sorridete al vostro vicino sul treno. È la filosofia gentile che ci porta in studio Franco Arminio, poeta di Bisaccia, 3400 abitanti, provincia di Avellino, e "paesologo" che ha appena dato alle stampe il suo quarantesimo libro: La grazia della fragilità (Chiarelettere).



Maestro elementare fino a 57 anni, Arminio scrive da quando ne ha 15, fortissimamente convinto che devi continuare a "scavare sempre nello stesso punto". Oggi è uno dei nostri letterati più celebri e invitati dalle università ma anche piccole amministrazioni e scuole. Da 15 anni organizza un festival che si chiama La luna e i calanchi, ogni estate ad Aliano, in Basilicata. Dove unisce le sue passioni: poesia e politica. Ultimamente ce l'ha molto con Trump, simbolo di tutto quanto gli è più alieno: violenza, intolleranza e vacuità. Peggio: "Le sue sparate quotidiane - di cui è tossico e dipendente - ci distraggono dalla realtà.
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      <pubDate>Thu, 12 Feb 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Parlate con l'albero solitario d'inverno: è la metafora della condizione umana. Ogni giorno riservate del tempo a guardare negli occhi un cane, un gatto o una mucca: vi dirà cose di voi che non sapete. E non lesinate l'amore e gli abbracci: sono portatori di infinito. In un tempo di guerra mettete dei fiori sul tavolo e sorridete al vostro vicino sul treno. È la filosofia gentile che ci porta in studio Franco Arminio, poeta di Bisaccia, 3400 abitanti, provincia di Avellino, e "paesologo" che ha appena dato alle stampe il suo quarantesimo libro: La grazia della fragilità (Chiarelettere).



Maestro elementare fino a 57 anni, Arminio scrive da quando ne ha 15, fortissimamente convinto che devi continuare a "scavare sempre nello stesso punto". Oggi è uno dei nostri letterati più celebri e invitati dalle università ma anche piccole amministrazioni e scuole. Da 15 anni organizza un festival che si chiama La luna e i calanchi, ogni estate ad Aliano, in Basilicata. Dove unisce le sue passioni: poesia e politica. Ultimamente ce l'ha molto con Trump, simbolo di tutto quanto gli è più alieno: violenza, intolleranza e vacuità. Peggio: "Le sue sparate quotidiane - di cui è tossico e dipendente - ci distraggono dalla realtà.
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        <![CDATA[<p>Parlate con l'albero solitario d'inverno: è la metafora della condizione umana. Ogni giorno riservate del tempo a guardare negli occhi un cane, un gatto o una mucca: vi dirà cose di voi che non sapete. E non lesinate l'amore e gli abbracci: sono portatori di infinito. In un tempo di guerra mettete dei fiori sul tavolo e sorridete al vostro vicino sul treno. È la filosofia gentile che ci porta in studio <strong>Franco Arminio</strong>, poeta di Bisaccia, 3400 abitanti, provincia di Avellino, e "paesologo" che ha appena dato alle stampe il suo quarantesimo libro: <em>La grazia della fragilità (Chiarelettere).</em></p>
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<p>Maestro elementare fino a 57 anni, Arminio scrive da quando ne ha 15, fortissimamente convinto che devi continuare a "scavare sempre nello stesso punto". Oggi è uno dei nostri letterati più celebri e invitati dalle università ma anche piccole amministrazioni e scuole. Da 15 anni organizza un festival che si chiama <em>La luna e i calanchi</em>, ogni estate ad Aliano, in Basilicata. Dove unisce le sue passioni: poesia e politica. Ultimamente ce l'ha molto con Trump, simbolo di tutto quanto gli è più alieno: violenza, intolleranza e vacuità. Peggio: "Le sue sparate quotidiane - di cui è tossico e dipendente - ci distraggono dalla realtà.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Riccardo Rossi: "Una vita in scena tra paranoie e set, volevo fare il musicista ma adoro far ridere"</title>
      <description>Decine di film da caratterista e tante trasmissioni di successo in Rai ma anche sulle tv e le piattaforme private. Riccardo Rossi, autore, attore e conduttore in studio è un tornado. Oggi conduce "I vinili di", in seconda serata su RaiUno il sabato sera e on demand su RaiPlay. Ma negli ultimi anni si è fatto notare a teatro con la sua band. Alle spalle moltissimi set con grandi registi e piccole parti conquistate quasi per caso in gag che racconta con una passione una ironia uniche. Autodidatta totale, pentito di aver mancato il conservatorio e l'accademia d'arte drammatica, Riccardo è un moderno cantastorie, i suoi maestri sono i colleghi che ha incontrato in scena, il suo luogo di ispirazione l'autobus e la strada, possibilmente di Roma.
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      <pubDate>Thu, 05 Feb 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Decine di film da caratterista e tante trasmissioni di successo in Rai ma anche sulle tv e le piattaforme private. Riccardo Rossi, autore, attore e conduttore in studio è un tornado. Oggi conduce "I vinili di", in seconda serata su RaiUno il sabato sera e on demand su RaiPlay. Ma negli ultimi anni si è fatto notare a teatro con la sua band. Alle spalle moltissimi set con grandi registi e piccole parti conquistate quasi per caso in gag che racconta con una passione una ironia uniche. Autodidatta totale, pentito di aver mancato il conservatorio e l'accademia d'arte drammatica, Riccardo è un moderno cantastorie, i suoi maestri sono i colleghi che ha incontrato in scena, il suo luogo di ispirazione l'autobus e la strada, possibilmente di Roma.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Pegah Moshir Pour: "Vi racconto il massacro in Iran che non si vede. Le minacce? Io sono nel giusto"</title>
      <description>Pegah Moshir Pour è nata a Teheran. Quando aveva 9 anni i suoi genitori hanno deciso di lasciare l'Iran e il regime degli ayatollah per trasferirsi in Italia, a Potenza, e ricominciare. Vive con la sindrome del sopravvissuto e si dedica a tempo pieno a tenere i contatti con i ribelli in patria. Dopo la rivolta di inizio gennaio assicura: "Continuano repressione e botte, uccisioni anche in ospedale, cadaveri restituiti alle famiglie in cambio di migliaia di euro, 92 milioni di persone imbavagliate, ora senza internet". Il suo attivismo le è costato diverse minacce, anche di morte.
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      <pubDate>Thu, 29 Jan 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Pegah Moshir Pour è nata a Teheran. Quando aveva 9 anni i suoi genitori hanno deciso di lasciare l'Iran e il regime degli ayatollah per trasferirsi in Italia, a Potenza, e ricominciare. Vive con la sindrome del sopravvissuto e si dedica a tempo pieno a tenere i contatti con i ribelli in patria. Dopo la rivolta di inizio gennaio assicura: "Continuano repressione e botte, uccisioni anche in ospedale, cadaveri restituiti alle famiglie in cambio di migliaia di euro, 92 milioni di persone imbavagliate, ora senza internet". Il suo attivismo le è costato diverse minacce, anche di morte.
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        <![CDATA[<p>Pegah Moshir Pour è nata a Teheran. Quando aveva 9 anni i suoi genitori hanno deciso di lasciare l'Iran e il regime degli ayatollah per trasferirsi in Italia, a Potenza, e ricominciare. Vive con la sindrome del sopravvissuto e si dedica a tempo pieno a tenere i contatti con i ribelli in patria. Dopo la rivolta di inizio gennaio assicura: "Continuano repressione e botte, uccisioni anche in ospedale, cadaveri restituiti alle famiglie in cambio di migliaia di euro, 92 milioni di persone imbavagliate, ora senza internet". Il suo attivismo le è costato diverse minacce, anche di morte.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title> Luigi Manconi: "Vi racconto il mio corpo a corpo con la cecità e certe litigate con Alexa..."</title>
      <description>"La cecità è un buon allenamento alla vita, è un’esperienza che può essere assimilata a quella di chi ha subito un danno. Psichico o fisico, una crisi depressiva acuta, un dolore non lenibile, una patologia che non si riesce ad affrontare, la rottura di un rapporto che si riteneva eterno". Parola di Luigi Manconi, cieco dopo aver affrontato per 18 anni una malattia degenerativa agli occhi vissuta come una lotta. Fatta di cadute e illusioni, goffaggini e obiettivi sempre nuovi. Il sociologo e scrittore, già sottosegretario alla Giustizia e senatore dem, da sempre in campo per i diritti umani ha deciso di raccontare la sua vicenda personale convinto che possa essere d'aiuto a chi sta perdendo la vista, a chi l'ha già persa o a chi si è fermato e come lui davanti a una diagnosi o a un evento traumatico ha pensato al suicidio. Poi la vita prevale e Manconi lo racconta senza retorica ma con grazia e ironia. Nel suo libro "La scomparsa dei colori" (Garzanti). E in studio con Giulia Santerini, dove arriva, lui ottimo critico musicale, persino a cantare.


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      <pubDate>Thu, 22 Jan 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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"La cecità è un buon allenamento alla vita, è un’esperienza che può essere assimilata a quella di chi ha subito un danno. Psichico o fisico, una crisi depressiva acuta, un dolore non lenibile, una patologia che non si riesce ad affrontare, la rottura di un rapporto che si riteneva eterno". Parola di Luigi Manconi, cieco dopo aver affrontato per 18 anni una malattia degenerativa agli occhi vissuta come una lotta. Fatta di cadute e illusioni, goffaggini e obiettivi sempre nuovi. Il sociologo e scrittore, già sottosegretario alla Giustizia e senatore dem, da sempre in campo per i diritti umani ha deciso di raccontare la sua vicenda personale convinto che possa essere d'aiuto a chi sta perdendo la vista, a chi l'ha già persa o a chi si è fermato e come lui davanti a una diagnosi o a un evento traumatico ha pensato al suicidio. Poi la vita prevale e Manconi lo racconta senza retorica ma con grazia e ironia. Nel suo libro "La scomparsa dei colori" (Garzanti). E in studio con Giulia Santerini, dove arriva, lui ottimo critico musicale, persino a cantare.

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      <title>Marco D'Amore: "Non esiste il gene della cattiveria. Ciro l’Immortale mi ha liberato dai pregiudizi"</title>
      <description>Come si diventa Pietro Savastano o Ciro l'immortale? Anche i criminali sono stati bambini e poi ragazzi: quanto contano le radici e i cattivi maestri? Con Marco D'Amore in occasione dell'uscita della nuova serie Sky "Gomorra-le origini" - di cui è direttore artistico e regista di 4 episodi - parliamo di don Pietro e di Ciro, ma anche della gioventù bruciata e della Napoli del 77 e di oggi. L'attore - classe 1981 - ci racconta della sua giovinezza, di come il teatro l'ha salvato dalla educazione ferrea delle suore in collegio a Caserta, di come Toni Servillo lo ha scelto e portato con sé sul palco e sul set. Nella chiacchierata c'è anche un viaggio spassoso negli insulti più fantasiosi del dialetto napoletano.
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      <pubDate>Thu, 15 Jan 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>Arianna Porcelli Safonov: "Malati di selfie e borse di tela da museo, un velociraptor ci porti via"</title>
      <description>Musei d'arte contemporanea inospitalissimi, ma dai quali usciamo fieri perché muniti di borsa con logo, per mostrare dove siamo stati. O vacanze impossibili all'alba nel freddo, pur di tornare a casa con un selfie con balena. Ci sono anche queste nevrosi in "Nostalgia dei dinosauri" (Baldini+Castoldi), la raccolta di racconti di Arianna Porcelli Safonov che diventa lo spunto per parlare con ironia e ferocia di un'epoca di narcisisti e insicuri. La scrittrice e attrice comica ci porta storie di vita vera e fantasia. Per ridere su noi stessi, i rapporti di coppia, l'alimentazione a base di semi e la valanga di luoghi comuni e pregiudizi nei quali galleggiamo ogni giorno. Safonov sarà in turné per l'Italia con "Picchiamoci", "Le 12 Costernazioni" e "Odiario". Suo il podcast "Famiglia e altri veleni".
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      <pubDate>Thu, 08 Jan 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Musei d'arte contemporanea inospitalissimi, ma dai quali usciamo fieri perché muniti di borsa con logo, per mostrare dove siamo stati. O vacanze impossibili all'alba nel freddo, pur di tornare a casa con un selfie con balena. Ci sono anche queste nevrosi in "Nostalgia dei dinosauri" (Baldini+Castoldi), la raccolta di racconti di Arianna Porcelli Safonov che diventa lo spunto per parlare con ironia e ferocia di un'epoca di narcisisti e insicuri. La scrittrice e attrice comica ci porta storie di vita vera e fantasia. Per ridere su noi stessi, i rapporti di coppia, l'alimentazione a base di semi e la valanga di luoghi comuni e pregiudizi nei quali galleggiamo ogni giorno. Safonov sarà in turné per l'Italia con "Picchiamoci", "Le 12 Costernazioni" e "Odiario". Suo il podcast "Famiglia e altri veleni".
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        <![CDATA[<p>Musei d'arte contemporanea inospitalissimi, ma dai quali usciamo fieri perché muniti di borsa con logo, per mostrare dove siamo stati. O vacanze impossibili all'alba nel freddo, pur di tornare a casa con un selfie con balena. Ci sono anche queste nevrosi in "<strong>Nostalgia dei dinosauri</strong>" (Baldini+Castoldi), la raccolta di racconti di <strong>Arianna Porcelli Safonov</strong> che diventa lo spunto per parlare con ironia e ferocia di un'epoca di narcisisti e insicuri. La scrittrice e attrice comica ci porta storie di vita vera e fantasia. Per ridere su noi stessi, i rapporti di coppia, l'alimentazione a base di semi e la valanga di luoghi comuni e pregiudizi nei quali galleggiamo ogni giorno. Safonov sarà in turné per l'Italia con "Picchiamoci", "Le 12 Costernazioni" e "Odiario". Suo il podcast "Famiglia e altri veleni".</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>San Gennaro, Benigni e l’allegria: Renzo Arbore tra sacro e faceto</title>
      <description>Renzo Arbore se la ride sornione ricordando quella volta che Eco gli ha conferito la laurea in goliardia. O quella a Napoli, con Benigni che non si inginocchiava in attesa della liquefazione del sangue di San Gennaro ("aveva già detto Wojtylaccio"). È un fiume di avventure e gag se gli citi Marenco, De Crescenzo e Laurito. Si ferma solo sul nome di Mariangela Melato ("l'amore della mia vita") e ammette: "Vorrei avere più fede, per credere davvero che li ritroverò tutti". A 88 anni, 3 format radio e 21 televisivi tutti per la Rai (almeno tre chiusi "sempre dalla politica") ha in testa il format 'Telepuglia international' e una cosa bella per Lillo&amp;Greg, che considera i suoi delfini ("la televisione non è un elettrodomestico, deve educare divertendo, non amo i modelli dei soldi senza merito e delle domande stupide").



Dietro di lui ci sono anche due folli film ("Monicelli mi ha spiegato che bisogna tenere i fili") e 30 anni gloriosi di Orchestra Italiana, che ha portato il jazz e la canzone napoletana in tutto il mondo. Non chiedetegli però di Sanremo: "Io sono nato deejay, consigliavo Battisti, ma le canzoni in gara quest'anno non le conosco e il rap napoletano è creativo ma non lo capisco più". Davanti a lui, un nUovo progetto, la casa-museo zeppa della sua raccolta di oggetti di plastica nella natia Foggia, apertura nel 2026. Tutti i dettagli e moltissime incredibili storie vere li potete leggere in "Mettetevi comodi. Vita, peripezie e tutto il resto" (Fuoriscena), spettacolare libro intervista che Arbore firma con Andrea Scarpa. Qui invece l'intervista video è di Giulia Santerini.
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      <pubDate>Thu, 18 Dec 2025 23:15:00 -0000</pubDate>
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Dietro di lui ci sono anche due folli film ("Monicelli mi ha spiegato che bisogna tenere i fili") e 30 anni gloriosi di Orchestra Italiana, che ha portato il jazz e la canzone napoletana in tutto il mondo. Non chiedetegli però di Sanremo: "Io sono nato deejay, consigliavo Battisti, ma le canzoni in gara quest'anno non le conosco e il rap napoletano è creativo ma non lo capisco più". Davanti a lui, un nUovo progetto, la casa-museo zeppa della sua raccolta di oggetti di plastica nella natia Foggia, apertura nel 2026. Tutti i dettagli e moltissime incredibili storie vere li potete leggere in "Mettetevi comodi. Vita, peripezie e tutto il resto" (Fuoriscena), spettacolare libro intervista che Arbore firma con Andrea Scarpa. Qui invece l'intervista video è di Giulia Santerini.
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        <![CDATA[<p>Renzo Arbore se la ride sornione ricordando quella volta che Eco gli ha conferito la laurea in goliardia. O quella a Napoli, con Benigni che non si inginocchiava in attesa della liquefazione del sangue di San Gennaro ("aveva già detto <em>Wojtylaccio</em>"). È un fiume di avventure e gag se gli citi Marenco, De Crescenzo e Laurito. Si ferma solo sul nome di Mariangela Melato ("l'amore della mia vita") e ammette: "Vorrei avere più fede, per credere davvero che li ritroverò tutti". A 88 anni, 3 format radio e 21 televisivi tutti per la Rai (almeno tre chiusi "sempre dalla politica") ha in testa il format 'Telepuglia international' e una cosa bella per Lillo&amp;Greg, che considera i suoi delfini ("la televisione non è un elettrodomestico, deve educare divertendo, non amo i modelli dei soldi senza merito e delle domande stupide").</p>
<p><br></p>
<p>Dietro di lui ci sono anche due folli film ("Monicelli mi ha spiegato che bisogna tenere i fili") e 30 anni gloriosi di Orchestra Italiana, che ha portato il jazz e la canzone napoletana in tutto il mondo. Non chiedetegli però di Sanremo: "Io sono nato deejay, consigliavo Battisti, ma le canzoni in gara quest'anno non le conosco e il rap napoletano è creativo ma non lo capisco più". Davanti a lui, un nUovo progetto, la casa-museo zeppa della sua raccolta di oggetti di plastica nella natia Foggia, apertura nel 2026. Tutti i dettagli e moltissime incredibili storie vere li potete leggere in "<em>Mettetevi comodi. Vita, peripezie e tutto il resto</em>" (Fuoriscena), spettacolare libro intervista che Arbore firma con <strong>Andrea Scarpa</strong>. Qui invece l'intervista video è di <strong>Giulia Santerini</strong>.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Tra Trilussa e Guzzanti, haters e idiozie: Edoardo Prati come non lo avete mai visto</title>
      <description>A soli 21 anni è l'influencer culturale più forte d'Italia. Edoardo Prati - un milione di follower tra Instagram, TikTok e varie piattaforme social - è in tournée con il suo spettacolo "Cantami d'amore", è una firma di Repubblica e frequenta la facoltà di Lettere a Bologna. Legge e recensisce libri di continuo ed è invitato a festival e conferenze in tutta Italia. Ma non chiamatelo GenZ, o giovane vecchio. Lui si sente giovane giovane e in questa chiacchierata si dimostra davvero unico e irripetibile. Nel suo modo di scegliere e recitare una poesia di Trilussa ("la cultura e l'amore sono politici"), nel suo raccontare quanto gli è mancato rinunciare alla sua parte più stupida per conquistare autorevolezza. Una parte irrazionale e infantile che scopriamo nella splendida allegrissima imitazione dell'imitazione di Sabina Guzzanti-Giorgia Meloni. Ma anche nelle sue pazzie d'amore o in quella volta che ha comprato un baule di finti Meridiani online credendo di fare un affare...  

Intervista di Giulia Santerini
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      <pubDate>Thu, 11 Dec 2025 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>A soli 21 anni è l'influencer culturale più forte d'Italia. Edoardo Prati - un milione di follower tra Instagram, TikTok e varie piattaforme social - è in tournée con il suo spettacolo "Cantami d'amore", è una firma di Repubblica e frequenta la facoltà di Lettere a Bologna. Legge e recensisce libri di continuo ed è invitato a festival e conferenze in tutta Italia. Ma non chiamatelo GenZ, o giovane vecchio. Lui si sente giovane giovane e in questa chiacchierata si dimostra davvero unico e irripetibile. Nel suo modo di scegliere e recitare una poesia di Trilussa ("la cultura e l'amore sono politici"), nel suo raccontare quanto gli è mancato rinunciare alla sua parte più stupida per conquistare autorevolezza. Una parte irrazionale e infantile che scopriamo nella splendida allegrissima imitazione dell'imitazione di Sabina Guzzanti-Giorgia Meloni. Ma anche nelle sue pazzie d'amore o in quella volta che ha comprato un baule di finti Meridiani online credendo di fare un affare...  

Intervista di Giulia Santerini
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        <![CDATA[<p>A soli 21 anni è l'influencer culturale più forte d'Italia. Edoardo Prati - un milione di follower tra Instagram, TikTok e varie piattaforme social - è in tournée con il suo spettacolo "Cantami d'amore", è una firma di <em>Repubblica </em>e frequenta la facoltà di Lettere a Bologna. Legge e recensisce libri di continuo ed è invitato a festival e conferenze in tutta Italia. Ma non chiamatelo GenZ, o giovane vecchio. Lui si sente giovane giovane e in questa chiacchierata si dimostra davvero unico e irripetibile. Nel suo modo di scegliere e recitare una poesia di Trilussa ("la cultura e l'amore sono politici"), nel suo raccontare quanto gli è mancato rinunciare alla sua parte più stupida per conquistare autorevolezza. Una parte irrazionale e infantile che scopriamo nella splendida allegrissima imitazione dell'imitazione di Sabina Guzzanti-Giorgia Meloni. Ma anche nelle sue pazzie d'amore o in quella volta che ha comprato un baule di finti Meridiani online credendo di fare un affare...  </p>
<p><em>Intervista di Giulia Santerini</em></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Elena Stancanelli: "La coppia basata su innamoramento e sesso per sempre? Una pazzia"</title>
      <description>Perché abbiamo costruito la società sulle coppie fingendo che sia per sempre invece che su relazioni più ampie ed elastiche con uomini e donne? Perché viviamo il tempo che passa come un decadimento del corpo e non invece una trasformazione? Perché ci chiudiamo in casa tra quattro mura e coltiviamo la paura anziché pensare a un'esistenza comunitaria nella quale condividere bambini, animali e bollette? Elena Stancanelli si racconta e propone una nuova visione, in studio e nel suo ultimo romanzo, "La gioia di ieri" (Einaudi), in cui la protagonista e la sua cana vivono amori, maternità e amicizia per vie nuove e impensabili. Intervista di Giulia Santerini
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      <pubDate>Thu, 04 Dec 2025 23:15:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Perché abbiamo costruito la società sulle coppie fingendo che sia per sempre invece che su relazioni più ampie ed elastiche con uomini e donne? Perché viviamo il tempo che passa come un decadimento del corpo e non invece una trasformazione? Perché ci chiudiamo in casa tra quattro mura e coltiviamo la paura anziché pensare a un'esistenza comunitaria nella quale condividere bambini, animali e bollette? Elena Stancanelli si racconta e propone una nuova visione, in studio e nel suo ultimo romanzo, "La gioia di ieri" (Einaudi), in cui la protagonista e la sua cana vivono amori, maternità e amicizia per vie nuove e impensabili. Intervista di Giulia Santerini</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Carriera e tumore, depressione e rinascita: Martin Castrogiovanni, un pilone nel rugby e nella vita</title>
      <description>Giocosissimo nel suo italiano spagnoleggiante, che echeggia i natali in Argentina da papà siciliano e mamma tedesca, arrivato in Italia al Calvisano a 20 anni, Martin Castrogiovanni ci spiega perché "la vita è come una palla da rugby" e perché "conta il primo impatto ma anche l'ultimo". Cosa succede nella testa di un atleta al top della forma di fronte alla sentenza di un cancro mortale. Come un ragazzino di Paranà può affrontare un successo mondiale e come il campione mondiale può reggere una uscita di scena assai complicata. 



Martin oggi è rinato grazie alla moglie Daniela e alla famiglia, composta dal figlio Rocco e gli adorati cani, la Castro Academy, la sua scuola di rugby per ragazzi normodotati e non, nei boschi del Friuli Venezia Giulia. Con la sua Wao academy insegna anche alle aziende a fare squadra. Cosa che lui ha fatto benissimo: 14 anni in nazionale, con 119 partite giocate; idolo dei Leicester Tigers, stella del Tolone e del Racing 92. Chi non ama il rugby l'ha scoperto in tv con Ballando con le stelle e Tu si que vales, ma quello Castro lo considera solo un simpatico hobby.
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      <pubDate>Thu, 27 Nov 2025 23:15:00 -0000</pubDate>
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Martin oggi è rinato grazie alla moglie Daniela e alla famiglia, composta dal figlio Rocco e gli adorati cani, la Castro Academy, la sua scuola di rugby per ragazzi normodotati e non, nei boschi del Friuli Venezia Giulia. Con la sua Wao academy insegna anche alle aziende a fare squadra. Cosa che lui ha fatto benissimo: 14 anni in nazionale, con 119 partite giocate; idolo dei Leicester Tigers, stella del Tolone e del Racing 92. Chi non ama il rugby l'ha scoperto in tv con Ballando con le stelle e Tu si que vales, ma quello Castro lo considera solo un simpatico hobby.
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        <![CDATA[<p>Giocosissimo nel suo italiano spagnoleggiante, che echeggia i natali in Argentina da papà siciliano e mamma tedesca, arrivato in Italia al Calvisano a 20 anni, Martin Castrogiovanni ci spiega perché "la vita è come una palla da rugby" e perché "conta il primo impatto ma anche l'ultimo". Cosa succede nella testa di un atleta al top della forma di fronte alla sentenza di un cancro mortale. Come un ragazzino di Paranà può affrontare un successo mondiale e come il campione mondiale può reggere una uscita di scena assai complicata. </p>
<p><br></p>
<p>Martin oggi è rinato grazie alla moglie Daniela e alla famiglia, composta dal figlio Rocco e gli adorati cani, la Castro Academy, la sua scuola di rugby per ragazzi normodotati e non, nei boschi del Friuli Venezia Giulia. Con la sua Wao academy insegna anche alle aziende a fare squadra. Cosa che lui ha fatto benissimo: 14 anni in nazionale, con 119 partite giocate; idolo dei Leicester Tigers, stella del Tolone e del Racing 92. Chi non ama il rugby l'ha scoperto in tv con Ballando con le stelle e Tu si que vales, ma quello Castro lo considera solo un simpatico hobby.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Il filosofo Umberto Galimberti: "Cercate verità e fraternità, parole sovversive che ci fanno umani"</title>
      <description>Perché la verità non si insegna ma si scopre, la filosofia va insegnata dalle elementari, l’educazione sentimentale si fa con la letteratura, i catastrofisti del clima non hanno tutti i torti, ma non vedono una nuova strada possibile da percorrere per uscirne tutti insieme.  Risponde Umberto Galimberti, filosofo, sociologo e antropologo. Decine i suoi saggi accademici ma anche dedicati al lettore comune, editi da Feltrinelli: alcuni mirati sui giovani lettori; l'ultimo, prezioso per tutti, è "Le disavventure della verità”.
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      <pubDate>Thu, 20 Nov 2025 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>Antonella Viola: "Ecco perché l'amore e il sesso sono una forma (chimica) di resilienza allo stress"</title>
      <description>Perché quando ci innamoriamo perdiamo la ragione? L'amore dura davvero 4 anni? E siamo o no monogami? Antonella Viola, scienziata, divulgatrice e professoressa di Patologia generale all'Università di Padova, risponde in studio e nel suo nuovo saggio "Parlami d'amore" (Feltrinelli). Un'analisi che ci illumina sulle sinapsi del nostro cervello, gli ormoni, la biologia, che influiscono sui nostri sentimenti e comportamenti molto più di quanto crediamo. Con una importante nota sulle app di incontri…
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      <pubDate>Thu, 13 Nov 2025 23:05:00 -0000</pubDate>
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      <title>Canta Petrarca stile Miss Keta, imita i Papi stranieri: intervista-analisi show con Pierluca Mariti</title>
      <description>Pierluca Mariti  (350 mila follower su Instagram con il nickname "piuttosto_che") è un giurista pentito, ex manager Ikea, comico al secondo tour in Italia e in Europa con "Grazie per la domanda" (le ultime due date a dicembre 25). Al momento è tra i protagonisti di "The traitors", su Amazon Prime, reality show psicologico (tipo "lupus") premiato ai BAFTA e agli Emmy, che ha conquistato oltre 30 Paesi e che sta spopolando tra i giovani in Italia. In studio Mariti è capace di tutto: canta Petrarca con lo stile della sua adorata Miss Keta, imita papa Ratzinger, Francesco e pure Leone XIV, confessa in chiave comica il suo rapporto con lo psicoanalista (era stufo di piangere su film della Pixar) e la sua paura di volare (nel senso dell'aereo). 
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      <pubDate>Thu, 06 Nov 2025 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>Cristina Comencini: “L’adolescenza è come la pelle di un rettile, che ci lasciamo dietro e ci manca”</title>
      <description>Quante volte vi siete chiesti se avete lasciato pezzi di voi nell’adolescenza? Ricordate il desiderio di “stare nella vita” di allora? Le domande rinascono in studio con Cristina Comencini – 14 film e 15 libri all’attivo – parlando di ‘L’epoca felice’ (Feltrinelli). La scrittrice e regista ci dice quale parte di sé si è lasciata dietro e perché ha messo al centro del suo nuovo romanzo una donna che ha avuto due vite, prima e dopo una clinica del sonno imposta a 15 anni dopo una doppia bocciatura. Si parla anche di diritti delle donne, del sentire degli uomini, di politica e fondi per il cinema, di figli avuti prestissimo, Carlo Calenda, e di padri speciali, Luigi Comencini in questo caso.




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      <pubDate>Thu, 30 Oct 2025 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Quante volte vi siete chiesti se avete lasciato pezzi di voi nell’adolescenza? Ricordate il desiderio di “stare nella vita” di allora? Le domande rinascono in studio con Cristina Comencini – 14 film e 15 libri all’attivo – parlando di ‘L’epoca felice’ (Feltrinelli). La scrittrice e regista ci dice quale parte di sé si è lasciata dietro e perché ha messo al centro del suo nuovo romanzo una donna che ha avuto due vite, prima e dopo una clinica del sonno imposta a 15 anni dopo una doppia bocciatura. Si parla anche di diritti delle donne, del sentire degli uomini, di politica e fondi per il cinema, di figli avuti prestissimo, Carlo Calenda, e di padri speciali, Luigi Comencini in questo caso.




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        <![CDATA[<p>Quante volte vi siete chiesti se avete lasciato pezzi di voi nell’adolescenza? Ricordate il desiderio di “stare nella vita” di allora? Le domande rinascono in studio con Cristina Comencini – 14 film e 15 libri all’attivo – parlando di ‘L’epoca felice’ (Feltrinelli). La scrittrice e regista ci dice quale parte di sé si è lasciata dietro e perché ha messo al centro del suo nuovo romanzo una donna che ha avuto due vite, prima e dopo una clinica del sonno imposta a 15 anni dopo una doppia bocciatura. Si parla anche di diritti delle donne, del sentire degli uomini, di politica e fondi per il cinema, di figli avuti prestissimo, Carlo Calenda, e di padri speciali, Luigi Comencini in questo caso.</p>
<p>

</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Enzo Iacchetti: “Il signore amico di Israele della lite in tv mi vuole stringere la mano? Se la stringa da solo”</title>
      <description>Enzo Iacchetti, classe 52, è diventato un simbolo dei diseredati di Gaza dopo una lite durante una trasmissione e per le sue posizioni nette davanti al genocidio dei palestinesi. Per una vita è stato tra i personaggi più amati di Striscia, con ascolti record da 14 milioni di spettatori. Ma voleva fare il musicista e si considera un attore brillante innamorato del teatro. In studio ci racconta che la sua folle ironia nasce dai laghé, quelli che come lui sono cresciuti al lago, come Fo e Pozzetto. Suona e recita le sue memorabili poesie bonsai, scoperte da Costanzo dopo una gavetta lunga 20 anni. E ci spiega perché la sua vita corrisponde a “25 minuti di felicità”, il romanzo autobiografico che firma per Bompiani.
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      <pubDate>Thu, 23 Oct 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[Enzo Iacchetti, classe 52, è diventato un simbolo dei diseredati di Gaza dopo una lite durante una trasmissione e per le sue posizioni nette davanti al genocidio dei palestinesi. Per una vita è stato tra i personaggi più amati di Striscia, con ascolti record da 14 milioni di spettatori. Ma voleva fare il musicista e si considera un attore brillante innamorato del teatro. In studio ci racconta che la sua folle ironia nasce dai laghé, quelli che come lui sono cresciuti al lago, come Fo e Pozzetto. Suona e recita le sue memorabili poesie bonsai, scoperte da Costanzo dopo una gavetta lunga 20 anni. E ci spiega perché la sua vita corrisponde a “25 minuti di felicità”, il romanzo autobiografico che firma per Bompiani.<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Viola Ardone: "Quando arrivi a dire 'definisci un bambino' hai smarrito l'umanità"</title>
      <description>Il potere dei bambini di sintonizzarci sul tempo dell'amore. La guerra fuori, intorno a noi, e quella dentro, per un lutto o una depressione. Viola Ardone presentando il suo nuovo romanzo "Tanta ancora vita" (Einaudi) ci parla di maternità e matrimonio, dei bimbi ucraini, di quelli di Gaza, dei nostri figli. E anche dei suoi alunni al liceo: giovani pieni di domande e incredulità di fronte all'odio ma anche di energia e voglia di cambiare le cose. Intervista di Giulia Santerini
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      <pubDate>Thu, 16 Oct 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Michela Marzano: "I ragazzi per crescere hanno bisogno di eroi, noi siamo troppo fragili per loro"</title>
      <description>"Fragili, nervosi, bisognosi di sostegno continuo, la generazione Zeta o anZia". Michela Marzano parla dei suoi alunni - da vent'anni insegna Filosofia morale a Science Po, a Parigi - ma anche dei nostri figli e di noi. Li ha messi al centro di "Qualcosa che brilla" (Rizzoli), il suo nuovo romanzo: otto adolescenti per otto famiglie e otto sintomi, dal disturbo alimentare alle dipendenze, agli atti di autolesionismo. Sintomi, non malattia, segnali di qualcosa che non trova strada né ascolto.

 

"I ragazzi non sono rotti, non c'è una cura, non c'è un tempo". C’è invece la possibilità di "esserci, condividere un malessere, offrirsi come modello da imitare o da rompere". Invece "siamo a pezzi, vogliamo reggere tutto e non reggiamo nulla, non siamo credibili", spiega la filosofa. Che in studio ci racconta anche di Michela ragazza, anoressia, mania di controllo e tentato suicidio compresi. E di come convivere bene con il proprio male.

 

Intervista di Giulia Santerini
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      <pubDate>Thu, 09 Oct 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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"I ragazzi non sono rotti, non c'è una cura, non c'è un tempo". C’è invece la possibilità di "esserci, condividere un malessere, offrirsi come modello da imitare o da rompere". Invece "siamo a pezzi, vogliamo reggere tutto e non reggiamo nulla, non siamo credibili", spiega la filosofa. Che in studio ci racconta anche di Michela ragazza, anoressia, mania di controllo e tentato suicidio compresi. E di come convivere bene con il proprio male.

 

Intervista di Giulia Santerini
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        <![CDATA[<p>"Fragili, nervosi, bisognosi di sostegno continuo, la generazione Zeta o anZia". Michela Marzano parla dei suoi alunni - da vent'anni insegna Filosofia morale a Science Po, a Parigi - ma anche dei nostri figli e di noi. Li ha messi al centro di "Qualcosa che brilla" (Rizzoli), il suo nuovo romanzo: otto adolescenti per otto famiglie e otto sintomi, dal disturbo alimentare alle dipendenze, agli atti di autolesionismo. Sintomi, non malattia, segnali di qualcosa che non trova strada né ascolto.</p>
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<p>"I ragazzi non sono rotti, non c'è una cura, non c'è un tempo". C’è invece la possibilità di "esserci, condividere un malessere, offrirsi come modello da imitare o da rompere". Invece "siamo a pezzi, vogliamo reggere tutto e non reggiamo nulla, non siamo credibili", spiega la filosofa. Che in studio ci racconta anche di Michela ragazza, anoressia, mania di controllo e tentato suicidio compresi. E di come convivere bene con il proprio male.</p>
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<p>Intervista di Giulia Santerini</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title> Massimo Recalcati: "La lezione della vita? Tuffarsi nell'onda e accettare la solitudine"</title>
      <description>Qual è lo stato dell'arte della scuola oggi? E come deve essere un buon maestro? Lo psicoanalista Massimo Recalcati in occasione dell'uscita del suo nuovo saggio "La luce e l'onda"(Einaudi) riflette sulla scuola di ieri e di oggi. Boccia la formula “parcheggio” e anche quella “azienda”. Sogna un luogo di formazione della cittadinanza. Racconta della sua cattiva maestra e della professoressa che ha creduto in lui. Riflette sulla solitudine e il silenzio necessari alla creatività e al pensiero, zittiti da troppo rumore e troppi stimoli, compresi quelli del "telefonino-seno-oggetto primario". Invita a "innamorarsi dei libri-corpo". Ad avere sempre fede negli alunni come nei figli. A tuffarsi nel sapere e nel mondo, senza (troppa) paura di fallire. Intervista di Giulia Santerini


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      <pubDate>Thu, 02 Oct 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Max Angioni: "A casa ero il Dalai Lama, a scuola il bullizzato. Quando recitai Simba e risero tutti"</title>
      <description>Improvvisa sketch, imita Abatantuono, ricorda l'infanzia da figlio unico adorato in famiglia e maltrattato in classe, racconta come si scopre un talento ma poi tocca anche coltivarlo. Il grande pubblico conosce Max Angioni grazie ai suoi interventi tra mimo e stand up comedy alle "Iene", ma ormai riempie i teatri da solo ed ora è al cinema con il suo primo film da protagonista, "Esprimi un desiderio", al fianco di Diego Abatantuono ed Herbert Ballerina per la regia di Volfango De Biasi. In studio è irresistibile, come in scena.
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      <pubDate>Thu, 25 Sep 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>Oscar Farinetti: "Vorrei solo scrivere, stare su una barca della Flotilla e diventare vegetariano"</title>
      <description>L'inventore di Eataly Oscar Farinetti è al suo primo romanzo: "La regola del silenzio" (Bompiani), un thriller assai sentimentale ("sono un romantico") dal finale a sorpresa. L'occasione per raccontare il rapporto col padre partigiano, fondatore di Unieuro, e con la moglie ("Mi ha mantenuto per un anno"). Il patron dell'azienda che porta il cibo italiano in tutto il mondo confessa: "Mangiare cadaveri mi costa sempre di più, mi interessa un futuro di carne coltivata". Sull'attualità assicura: "Trump è un bullo ma i dazi sono un'occasione". Peccato per il "cattivismo" che va di moda. "Non è merito nostro dove nasciamo. Ce lo dimentichiamo spesso. Ammiro la Global Sumud Flotilla". 

Intervista di Giulia Santerini
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      <pubDate>Thu, 18 Sep 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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Intervista di Giulia Santerini
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        <![CDATA[<p>L'inventore di Eataly Oscar Farinetti è al suo primo romanzo: "La regola del silenzio" (Bompiani), un thriller assai sentimentale ("sono un romantico") dal finale a sorpresa. L'occasione per raccontare il rapporto col padre partigiano, fondatore di Unieuro, e con la moglie ("Mi ha mantenuto per un anno"). Il patron dell'azienda che porta il cibo italiano in tutto il mondo confessa: "Mangiare cadaveri mi costa sempre di più, mi interessa un futuro di carne coltivata". Sull'attualità assicura: "Trump è un bullo ma i dazi sono un'occasione". Peccato per il "cattivismo" che va di moda. "Non è merito nostro dove nasciamo. Ce lo dimentichiamo spesso. Ammiro la Global Sumud Flotilla". </p>
<p><em>Intervista di Giulia Santerini</em></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Nichi Vendola: “Con il mio Tobia ritorno bambino. Per Meloni è reato un figlio felice”</title>
      <description>La fede per un Dio molto umano e l’omosessualità rivendicata senza vittimismo. La gioia per la nascita del figlio Tobia grazie alla GPA; il dolore per gli ultimi, vittime delle guerre, migranti, trans. Sono preghiere laiche ma anche inni politici le poesie di Nichi Vendola che in studio ci porta la sua raccolta di versi “Sacro Queer” (manni poesia). Insieme ai ricordi di un ragazzo gay di Terlizzi, l’avventura nella Fgci prima, in Parlamento e in Puglia poi, dove è tornato in pista con Avs, per le regionali. Nel nome di una politica lontana dalla “retorica della crudeltà” di Trump e Meloni.

 

Intervista di Giulia Santerini per la serie “Qualcosa di personale”


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      <pubDate>Thu, 11 Sep 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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Intervista di Giulia Santerini per la serie “Qualcosa di personale”


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Intervista di Giulia Santerini per la serie “Qualcosa di personale”</p>
<p><br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>QDP Shorts - Concita De Gregorio: "Possiamo proteggere i nostri figli ma non pretendere che siano felici"</title>
      <description>Qual è la giusta misura dell’amore? Che differenza c'è tra stringere e costringere l'altro? Perché abbiamo incominciato a pretendere dai nostri figli che siano felici? “Di madre in figlia”, il nuovo romanzo di Concita De Gregorio uscito per Feltrinelli, diventa lo spunto per una chiacchierata in studio sulla magia del rapporto madre-figlia, sull’amore che è farmaco ma anche veleno. Una storia che viaggia tra cinque generazioni e che arriva al cuore dell’identità di ogni donna. “Non dobbiamo farci definire dagli altri, dobbiamo dialogare con noi stesse. Io l’ho capito, ma tardi”, racconta Concita. Guarda e ascolta la puntata integrale 

https://open.spotify.com/episode/1ycVOnx9Wfdkx97BCHZXDi
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      <pubDate>Thu, 04 Sep 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Qual è la giusta misura dell’amore? Che differenza c'è tra stringere e costringere l'altro? Perché abbiamo incominciato a pretendere dai nostri figli che siano felici? “Di madre in figlia”, il nuovo romanzo di Concita De Gregorio uscito per Feltrinelli, diventa lo spunto per una chiacchierata in studio sulla magia del rapporto madre-figlia, sull’amore che è farmaco ma anche veleno. Una storia che viaggia tra cinque generazioni e che arriva al cuore dell’identità di ogni donna. “Non dobbiamo farci definire dagli altri, dobbiamo dialogare con noi stesse. Io l’ho capito, ma tardi”, racconta Concita. Guarda e ascolta la puntata integrale 

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        <![CDATA[<p>Qual è la giusta misura dell’amore? Che differenza c'è tra stringere e costringere l'altro? Perché abbiamo incominciato a pretendere dai nostri figli che siano felici? “Di madre in figlia”, il nuovo romanzo di Concita De Gregorio uscito per Feltrinelli, diventa lo spunto per una chiacchierata in studio sulla magia del rapporto madre-figlia, sull’amore che è farmaco ma anche veleno. Una storia che viaggia tra cinque generazioni e che arriva al cuore dell’identità di ogni donna. “Non dobbiamo farci definire dagli altri, dobbiamo dialogare con noi stesse. Io l’ho capito, ma tardi”, racconta Concita. <br><strong>Guarda e ascolta la puntata integrale</strong> 

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      <title>QDP Shorts - Fulminacci: "Io campione di paturnie. L'amore non è solo il picco, ma è fatto anche di noia"</title>
      <description>Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, ha 27 anni e tre album all'attivo, tutti di enorme successo. Chiuso un tour sold-out nei club di tutta Italia l'anno scorso ha dato appuntamento ai suoi fan per nuovi live nei palazzetti, "Palazzacci 26", nell'estate 2026. Intanto il cantautore romano fenomeno di Sanremo nel '21 e amato dai giovani come dai loro genitori e nonni, si è preso il suo tempo per giocare coi suoni - un mix di generi che va dal cantautorato al pop - e lavorare sui testi del nuovo disco anche nel nome dei suoi adorati Battisti, De Gregori, Dalla e Silvestri. 

Guarda e ascolta la puntata integrale

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      <pubDate>Thu, 28 Aug 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, ha 27 anni e tre album all'attivo, tutti di enorme successo. Chiuso un tour sold-out nei club di tutta Italia l'anno scorso ha dato appuntamento ai suoi fan per nuovi live nei palazzetti, "Palazzacci 26", nell'estate 2026. Intanto il cantautore romano fenomeno di Sanremo nel '21 e amato dai giovani come dai loro genitori e nonni, si è preso il suo tempo per giocare coi suoni - un mix di generi che va dal cantautorato al pop - e lavorare sui testi del nuovo disco anche nel nome dei suoi adorati Battisti, De Gregori, Dalla e Silvestri. 

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<p><strong>Guarda e ascolta la puntata integrale</strong></p>
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    <item>
      <title>QDP Shorts - Pedofili e pornografia del dolore: Serena Mazzini ci porta nel lato oscuro dei social</title>
      <description>State postando la foto di vostro figlio in spiaggia che mangia un gelato? Non fatelo. Quell'immagine diverrà patrimonio pubblico e potrebbe finire nelle mani anzi nei device di pedofili muniti di Intelligenza Artificiale. I bambini sono una tentazione anche per chi li posta, a partire dai genitori: triplicano l'engagement, dunque il valore del video. Con un milione di follower si arriva a guadagnare mezzo milione di dollari l'anno. Solo alcune delle brutte cose che scoprirete leggendo "Il lato oscuro dei social network. Come la rete ci controlla e ci manipola" (Rizzoli) di Serena Mazzini. Insegnante di advertising e teoria e metodo dei mass media alla NABA di Milano, Mazzini ci rivela la chimica dello scroll: endorfine che girano come con le slot, tiri la leva ma non è detto che arrivi il premio, il like, e allora devi andare avanti e riprovare. È il gioco misterioso e infinito, la trappola dell'algoritmo, che innesca "la mutazione antropologica" nella quale siamo caduti senza accorgercene. 

Guarda e ascolta la puntata integrale https://open.spotify.com/episode/7pfk8MYRPzqNGqlzCeKpXG


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      <pubDate>Thu, 21 Aug 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>State postando la foto di vostro figlio in spiaggia che mangia un gelato? Non fatelo. Quell'immagine diverrà patrimonio pubblico e potrebbe finire nelle mani anzi nei device di pedofili muniti di Intelligenza Artificiale. I bambini sono una tentazione anche per chi li posta, a partire dai genitori: triplicano l'engagement, dunque il valore del video. Con un milione di follower si arriva a guadagnare mezzo milione di dollari l'anno. Solo alcune delle brutte cose che scoprirete leggendo "Il lato oscuro dei social network. Come la rete ci controlla e ci manipola" (Rizzoli) di Serena Mazzini. Insegnante di advertising e teoria e metodo dei mass media alla NABA di Milano, Mazzini ci rivela la chimica dello scroll: endorfine che girano come con le slot, tiri la leva ma non è detto che arrivi il premio, il like, e allora devi andare avanti e riprovare. È il gioco misterioso e infinito, la trappola dell'algoritmo, che innesca "la mutazione antropologica" nella quale siamo caduti senza accorgercene. 

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        <![CDATA[<p>State postando la foto di vostro figlio in spiaggia che mangia un gelato? Non fatelo. Quell'immagine diverrà patrimonio pubblico e potrebbe finire nelle mani anzi nei device di pedofili muniti di Intelligenza Artificiale. I bambini sono una tentazione anche per chi li posta, a partire dai genitori: triplicano l'engagement, dunque il valore del video. Con un milione di follower si arriva a guadagnare mezzo milione di dollari l'anno. Solo alcune delle brutte cose che scoprirete leggendo "Il lato oscuro dei social network. Come la rete ci controlla e ci manipola" (Rizzoli) di Serena Mazzini. Insegnante di advertising e teoria e metodo dei mass media alla NABA di Milano, Mazzini ci rivela la chimica dello scroll: endorfine che girano come con le slot, tiri la leva ma non è detto che arrivi il premio, il like, e allora devi andare avanti e riprovare. È il gioco misterioso e infinito, la trappola dell'algoritmo, che innesca "la mutazione antropologica" nella quale siamo caduti senza accorgercene. </p>
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    <item>
      <title>QDP Shorts - Serena Dandini: "Il patriarcato è anche dentro noi donne. Attente a non andare indietro"</title>
      <description>I diritti non sono scontati. L'aborto è a rischio. L'educazione sessuale nell'epoca di YouPorn e Onlyfans è più utile che mai. Il patriarcato è ancora qui ed è all'origine di una oppressione delle donne dilagante che arriva fino al femminicidio. Serena Dandini ti fa capire tutto questo col sorriso anche grazie a un romanzo che è musica leggerissima: "C'era la luna" (Einaudi). Un salto nella storia ma anche in quel periodo della nostra vita in cui ci sembra di poter essere tutto, di volere e potere tutto. 

Guarda e ascolta la puntata integrale https://open.spotify.com/episode/4MVBbl9Pwn4QPzZv9Qx3bw
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      <pubDate>Thu, 14 Aug 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>OnePodcast</itunes:author>
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    <item>
      <title>QDP Shorts - Giulia De Lellis: "Imprenditrice fiera di me. Tony Effe sessista? È solo trap. Io so che è dolce"</title>
      <description>C'è un segreto per arrivare a cinque milioni e mezzo di follower con consigli di bellezza e make up in un mondo dove quei consigli sono ovunque? Giulia De Lellis, 29 anni, spiega che l'importante è essere "responsabili" e "non snaturarsi". Ammette che "i social sono pericolosi", lei li vieterebbe sotto i 14 anni. Racconta come è nata la sua impresa di skin care e make up (500mila euro di fatturato di base, tutti suoi, e 15 dipendenti) ma anche come cerca di ritagliarsi una vita reale, fuori dai social. Oggi ha una relazione con Tony Effe, il trapper in testa alle classifihe e alle polemiche per alcuni testi violenti e sessisti. Lei lo difende senza esitazione: "La trap è un genere che ha sempre avuto questo linguaggio, gli italiani sono più delicati degli altri. L'analisi del testo fatela con lui, io vi assicuro che è dolce, gentile, premuroso, protettivo". 

Guarda e ascolta la puntata integrale

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      <pubDate>Thu, 07 Aug 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>C'è un segreto per arrivare a cinque milioni e mezzo di follower con consigli di bellezza e make up in un mondo dove quei consigli sono ovunque? Giulia De Lellis, 29 anni, spiega che l'importante è essere "responsabili" e "non snaturarsi". Ammette che "i social sono pericolosi", lei li vieterebbe sotto i 14 anni. Racconta come è nata la sua impresa di skin care e make up (500mila euro di fatturato di base, tutti suoi, e 15 dipendenti) ma anche come cerca di ritagliarsi una vita reale, fuori dai social. Oggi ha una relazione con Tony Effe, il trapper in testa alle classifihe e alle polemiche per alcuni testi violenti e sessisti. Lei lo difende senza esitazione: "La trap è un genere che ha sempre avuto questo linguaggio, gli italiani sono più delicati degli altri. L'analisi del testo fatela con lui, io vi assicuro che è dolce, gentile, premuroso, protettivo". 

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    <item>
      <title>QDP Shorts - Roberto Saviano si racconta: “La felicità? Fare una passeggiata”</title>
      <description>Le armi, che "o le conosci o le subisci". I bambini, che imbracciano fucili in ogni parte del mondo, ma soprattutto in Africa, o si sparano per niente, a Napoli. Meloni, "che mi ha ridotto a simbolo e nemico, mi tratta furbescamente da pari - mentre non lo siamo affatto - per non rendere conto di niente e per distrarre da inchieste come quelle di Brescia che coinvolgono uomini di Fratelli d'Italia". Caivano, dove "è stato fatto solo qualche sgombero, una piscina e un po' di ordine pubblico, ma nulla contro l'industria criminale". Il ddl sicurezza, che "ci porta verso una democratura". La vita sotto scorta, con il futuro che non si vede e la felicità stretta in una passeggiata e il sogno dell'Andalusia. È un fiume in piena Roberto Saviano in studio con Giulia Santerini. 

Guarda e ascolta la puntata integrale https://open.spotify.com/episode/7og3ztx3IJuZhEFzgl3dLL


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      <pubDate>Thu, 31 Jul 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Le armi, che "o le conosci o le subisci". I bambini, che imbracciano fucili in ogni parte del mondo, ma soprattutto in Africa, o si sparano per niente, a Napoli. Meloni, "che mi ha ridotto a simbolo e nemico, mi tratta furbescamente da pari - mentre non lo siamo affatto - per non rendere conto di niente e per distrarre da inchieste come quelle di Brescia che coinvolgono uomini di Fratelli d'Italia". Caivano, dove "è stato fatto solo qualche sgombero, una piscina e un po' di ordine pubblico, ma nulla contro l'industria criminale". Il ddl sicurezza, che "ci porta verso una democratura". La vita sotto scorta, con il futuro che non si vede e la felicità stretta in una passeggiata e il sogno dell'Andalusia. È un fiume in piena Roberto Saviano in studio con Giulia Santerini. 

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<p><strong>Guarda e ascolta la puntata integrale </strong><a href="https://open.spotify.com/episode/7og3ztx3IJuZhEFzgl3dLL">https://open.spotify.com/episode/7og3ztx3IJuZhEFzgl3dLL</a></p>
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      <title>Paola Minaccioni: "Mi dissero 'tu non sei una miss, tu fai ridere'. Lì è nato il mio superpotere"</title>
      <description>Imita il “romaniesco” di Meloni e cita il Belli magistralmente. Gioca sulla difficoltà di essere una donna, fuori e dentro il set, e sul suo volto “non da cinema”, ma la sua carriera è lunga e alta, proprio al cinema, ma anche a teatro, in tv e in radio. Paola Minaccioni questa estate porta in scena “Paola racconta Anna", scritto con Elisabetta Fiorito. E "La vita è meravigliosa. Anzi, è un tipo", scritto con Andrea Lolli. 
 
Si racconta a Giulia Santerini per la serie “Qualcosa di personale".
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      <pubDate>Thu, 24 Jul 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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Si racconta a Giulia Santerini per la serie “Qualcosa di personale".
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 <br>
Si racconta a Giulia Santerini per la serie “Qualcosa di personale".</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Vladimir Luxuria: "Caro Valditara, ma quale gender nelle scuole? Vogliamo solo meno omofobi domani"</title>
      <description>Vladimir Luxuria è una splendida sessantenne. La cifra tonda è appena scoccata e lei dice serenamente che la vita è bella e le piace "sniffare" l'aria del mare quando le voci dei bambini le ricordano il verso dei delfini. E un bambino l'avrebbe adottato, quando l'ha incontrato in Africa e lì ha dovuto lasciarlo perché la legge non le permetteva di prendersi cura di lui. La fondatrice del primo Gay Pride (2 luglio 1994), oggi rigorosamente solo "Pride", partecipa alla manifestazione nelle grandi città di tutta Europa (Budapest compresa) e nel mondo, ma ama andare in quelli di provincia.



Forse anche perché in lei resta sempre fortissima la memoria dell'adolescenza a Foggia, del bullismo a scuola, la violenza contro le trans, le amiche perse per l'eroina e il rischio di caderci. In studio ci racconta la delusione del primo amore e la scelta della prostituzione quando non si credeva più degna di essere amata. Più nota la sua vita da attivista Lgbtqia+ e l'avventura politica da deputata. Le sue battaglie non sono finite, anzi, con il ministro dell'Istruzione Valditara e chi non vuole l'educazione sentimentale nelle scuole il braccio di ferro è continuo. E anche la legge contro l'omotransfobia non fa un passo avanti: per questo la conduttrice, attrice e opinionista oggi è pronta a ricandidarsi. 
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      <pubDate>Thu, 17 Jul 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Vladimir Luxuria è una splendida sessantenne. La cifra tonda è appena scoccata e lei dice serenamente che la vita è bella e le piace "sniffare" l'aria del mare quando le voci dei bambini le ricordano il verso dei delfini. E un bambino l'avrebbe adottato, quando l'ha incontrato in Africa e lì ha dovuto lasciarlo perché la legge non le permetteva di prendersi cura di lui. La fondatrice del primo Gay Pride (2 luglio 1994), oggi rigorosamente solo "Pride", partecipa alla manifestazione nelle grandi città di tutta Europa (Budapest compresa) e nel mondo, ma ama andare in quelli di provincia.



Forse anche perché in lei resta sempre fortissima la memoria dell'adolescenza a Foggia, del bullismo a scuola, la violenza contro le trans, le amiche perse per l'eroina e il rischio di caderci. In studio ci racconta la delusione del primo amore e la scelta della prostituzione quando non si credeva più degna di essere amata. Più nota la sua vita da attivista Lgbtqia+ e l'avventura politica da deputata. Le sue battaglie non sono finite, anzi, con il ministro dell'Istruzione Valditara e chi non vuole l'educazione sentimentale nelle scuole il braccio di ferro è continuo. E anche la legge contro l'omotransfobia non fa un passo avanti: per questo la conduttrice, attrice e opinionista oggi è pronta a ricandidarsi. 
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        <![CDATA[<p>Vladimir Luxuria è una splendida sessantenne. La cifra tonda è appena scoccata e lei dice serenamente che la vita è bella e le piace "sniffare" l'aria del mare quando le voci dei bambini le ricordano il verso dei delfini. E un bambino l'avrebbe adottato, quando l'ha incontrato in Africa e lì ha dovuto lasciarlo perché la legge non le permetteva di prendersi cura di lui. La fondatrice del primo Gay Pride (2 luglio 1994), oggi rigorosamente solo "Pride", partecipa alla manifestazione nelle grandi città di tutta Europa (Budapest compresa) e nel mondo, ma ama andare in quelli di provincia.</p>
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<p>Forse anche perché in lei resta sempre fortissima la memoria dell'adolescenza a Foggia, del bullismo a scuola, la violenza contro le trans, le amiche perse per l'eroina e il rischio di caderci. In studio ci racconta la delusione del primo amore e la scelta della prostituzione quando non si credeva più degna di essere amata. Più nota la sua vita da attivista Lgbtqia+ e l'avventura politica da deputata. Le sue battaglie non sono finite, anzi, con il ministro dell'Istruzione Valditara e chi non vuole l'educazione sentimentale nelle scuole il braccio di ferro è continuo. E anche la legge contro l'omotransfobia non fa un passo avanti: per questo la conduttrice, attrice e opinionista oggi è pronta a ricandidarsi. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Chiara Francini: "Una vita felice è avere combattuto, essere donna è una questione di resistenza"</title>
      <description>La resistenza di ieri e di oggi. Quella dei partigiani, quella delle donne, quella di chi vuole salvare un pensiero critico. Ecco il filo rosso di "Le querce non fanno i limoni" (Rizzoli), il nuovo libro della scrittrice e attrice Chiara Francini già arrivato alla terza edizione in un mese. Un romanzo storico che si snoda tra il Ventennio e gli anni di piombo pieno di passioni, politiche e sentimentali. In studio ci dice delle sue protagoniste "imperfette grazie a Dio, la perfezione mi fa schifo" e dei pozzi neri nei quali cadiamo e ci fanno più consapevoli di noi stesse. Dell'amore che è fatto della stessa pasta della rivoluzione, della sinistra e dei "sinistri" e anche del cinema che merita più fondi e attenzione. Con una postilla sul suo celebre monologo di Sanremo dedicato a donne e maternità. 

Intervista di Giulia Santerini. 
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      <pubDate>Fri, 11 Jul 2025 14:23:00 -0000</pubDate>
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Intervista di Giulia Santerini. 
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        <![CDATA[<p>La resistenza di ieri e di oggi. Quella dei partigiani, quella delle donne, quella di chi vuole salvare un pensiero critico. Ecco il filo rosso di "Le querce non fanno i limoni" (Rizzoli), il nuovo libro della scrittrice e attrice Chiara Francini già arrivato alla terza edizione in un mese. Un romanzo storico che si snoda tra il Ventennio e gli anni di piombo pieno di passioni, politiche e sentimentali. In studio ci dice delle sue protagoniste "imperfette grazie a Dio, la perfezione mi fa schifo" e dei pozzi neri nei quali cadiamo e ci fanno più consapevoli di noi stesse. Dell'amore che è fatto della stessa pasta della rivoluzione, della sinistra e dei "sinistri" e anche del cinema che merita più fondi e attenzione. Con una postilla sul suo celebre monologo di Sanremo dedicato a donne e maternità. </p>
<p>Intervista di Giulia Santerini. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Matteo Lancini: "Avete mai chiesto a vostro figlio chi è e se ha pensato al suicidio?"</title>
      <description>Cosa significa vivere "una relazione autentica" con un figlio? Perché crescono i casi di ritirati sociali e i disagi degli adolescenti? Che parte hanno davvero telefonini, social, videogiochi e rap nelle nuove difficoltà dei ragazzi? Risponde Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta specializzato in adolescenza e dipendenze tecnologiche, docente a Milano-Bicocca e alla Cattolica di Milano. Il suo ultimo saggio è "Chiamami adulto" (Raffaello Cortina Editore). 
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      <pubDate>Thu, 03 Jul 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>Concita De Gregorio: “Possiamo proteggere i nostri figli, ma non pretendere che siano felici"</title>
      <description>Qual è la giusta misura dell’amore? Che differenza c'è tra stringere e costringere l'altro? Perché abbiamo incominciato a pretendere dai nostri figli che siano felici? “Di madre in figlia”, il nuovo romanzo di Concita De Gregorio uscito per Feltrinelli, diventa lo spunto per una chiacchierata in studio sulla magia del rapporto madre e figlia, sull’amore che è farmaco ma anche veleno. Una storia che viaggia tra cinque generazioni e che arriva al cuore dell’identità di ogni donna. “Non dobbiamo farci definire dagli altri, dobbiamo dialogare con noi stesse. Io l’ho capito, ma tardi”, racconta Concita. E viene da pensare ai genitori ma anche ai partner.
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      <pubDate>Thu, 26 Jun 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>Alex Britti: "Sono uno chef prestato alla chitarra. Sanremo? Ci vado in bici. Se mi chiamano vado"</title>
      <description>L'amore per la chitarra scattato a 7 anni e la maturità sfangata per un pelo mentre già suonava nei locali. Il rapporto con un padre complicato e la paternità a 50 anni. L'equilibrio fra uomini e donne che cambia, la passione per i filosofi orientali e la cucina. Con una zampata ai "cantanti da Instagram" e a Sanremo quando lo dimentica. Il tutto condito da una buona dose di ironia romana. Alex Britti si racconta accompagnato dalla sua inseparabile "bionda" alla vigilia del concerto evento Feat.Pop alle Terme di Caracalla del 22 giugno, dove per celebrare il suo album It.Pop regalerà ai suoi fan grandi classici come Gelido, Da piccolo, Solo una volta, La vasca, Oggi sono io, 7000 caffè, fino ai più recenti Tutti come te, Nuda, Supereroi e Uomini. Una tappa speciale con ospiti a sorpresa di un tour arrivato a una trentina di date in tutta Italia. Intervista di Giulia Santerini. Montaggio Lorenzo Urbani . 


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      <pubDate>Thu, 19 Jun 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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L'amore per la chitarra scattato a 7 anni e la maturità sfangata per un pelo mentre già suonava nei locali. Il rapporto con un padre complicato e la paternità a 50 anni. L'equilibrio fra uomini e donne che cambia, la passione per i filosofi orientali e la cucina. Con una zampata ai "cantanti da Instagram" e a Sanremo quando lo dimentica. Il tutto condito da una buona dose di ironia romana. Alex Britti si racconta accompagnato dalla sua inseparabile "bionda" alla vigilia del concerto evento Feat.Pop alle Terme di Caracalla del 22 giugno, dove per celebrare il suo album It.Pop regalerà ai suoi fan grandi classici come Gelido, Da piccolo, Solo una volta, La vasca, Oggi sono io, 7000 caffè, fino ai più recenti Tutti come te, Nuda, Supereroi e Uomini. Una tappa speciale con ospiti a sorpresa di un tour arrivato a una trentina di date in tutta Italia. Intervista di Giulia Santerini. Montaggio Lorenzo Urbani . 

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    <item>
      <title>De Luca-Fiori: "Ragazze ascoltate le nostre donne 'appassionate', i diritti sono a rischio"</title>
      <description>Si può arrivare al potere e conservare la felicità? Realizzarsi sul 
lavoro e fare della famiglia un punto di forza? Dobbiamo ancora 
combattere per il diritto al divorzio e contro il patriarcato? 
Rispondono le giornaliste di Repubblica e scrittrici Maria Novella De Luca e Simonetta Fiori e soprattutto le loro dieci "Appassionate. Storie di donne che hanno cambiato il futuro" (Feltrinelli). Per ogni storia un diritto conquistato e una legge che ha fatto crescere l'Italia. La partigiana Teresa Vergalli si è battuta per il diritto di voto; Carmen Criollo, la mamma di Fabiano Antoniani, in arte Dj Fabo, per il diritto al testamento biologico; Jole Signorelli in arte Fumettibrutti, per il diritto all'identità; Hardeep Kaur,
 sindacalista nell'agro pontino, per il diritto alla dignità sul lavoro 
della comunità sikh. Nella lista delle donne che hanno rotto il soffitto
 di cristallo raccontate dalle autrici ci sono anche la prima 
magistrata, Gabriella Luccioli, la prima rettrice, Antonella Polimeni, la più giovane primaria di chirurgia oncologica, Gaya Spolverato; la firma di Repubblica poi prima direttrice del Tirreno Sandra Bonsanti.E ci sono personalità fortissime. Come Nunni Miolli,
 casalinga femminista ferita in un attentato nero in uno studio di Radio
 Città Futura, che si era ribellata a due matrimoni-prigione. E la 
psichiatra Giovanna Del Giudice, che con Franco Basaglia invece ha 
liberato i matti dai manicomi-prigione. Donne che guardavano lungo e che
 le autrici - spiegano - hanno deciso di raccontare pensando alle 
ragazze di oggi. Per passare loro il testimone di una rivolzione 
silenziosa partita dalla battaglia vinta per il voto e arrivata oggi 
alle lotte ancora in corso per una maternità scelta, la parità sul 
lavoro, la libertà di lasciare un uomo senza rischiare di essere uccise.
 Perché "la democrazia come i diritti  -  è il testamento di Vergalli 
consegnato a Fiori  - non sono mai conquistati una volta per tutte". Intervista di Giulia Santerini. Montaggio Elena Rosiello

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      <pubDate>Thu, 12 Jun 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Si può arrivare al potere e conservare la felicità? Realizzarsi sul 
lavoro e fare della famiglia un punto di forza? Dobbiamo ancora 
combattere per il diritto al divorzio e contro il patriarcato? 
Rispondono le giornaliste di Repubblica e scrittrici Maria Novella De Luca e Simonetta Fiori e soprattutto le loro dieci "Appassionate. Storie di donne che hanno cambiato il futuro" (Feltrinelli). Per ogni storia un diritto conquistato e una legge che ha fatto crescere l'Italia. La partigiana Teresa Vergalli si è battuta per il diritto di voto; Carmen Criollo, la mamma di Fabiano Antoniani, in arte Dj Fabo, per il diritto al testamento biologico; Jole Signorelli in arte Fumettibrutti, per il diritto all'identità; Hardeep Kaur,
 sindacalista nell'agro pontino, per il diritto alla dignità sul lavoro 
della comunità sikh. Nella lista delle donne che hanno rotto il soffitto
 di cristallo raccontate dalle autrici ci sono anche la prima 
magistrata, Gabriella Luccioli, la prima rettrice, Antonella Polimeni, la più giovane primaria di chirurgia oncologica, Gaya Spolverato; la firma di Repubblica poi prima direttrice del Tirreno Sandra Bonsanti.E ci sono personalità fortissime. Come Nunni Miolli,
 casalinga femminista ferita in un attentato nero in uno studio di Radio
 Città Futura, che si era ribellata a due matrimoni-prigione. E la 
psichiatra Giovanna Del Giudice, che con Franco Basaglia invece ha 
liberato i matti dai manicomi-prigione. Donne che guardavano lungo e che
 le autrici - spiegano - hanno deciso di raccontare pensando alle 
ragazze di oggi. Per passare loro il testimone di una rivolzione 
silenziosa partita dalla battaglia vinta per il voto e arrivata oggi 
alle lotte ancora in corso per una maternità scelta, la parità sul 
lavoro, la libertà di lasciare un uomo senza rischiare di essere uccise.
 Perché "la democrazia come i diritti  -  è il testamento di Vergalli 
consegnato a Fiori  - non sono mai conquistati una volta per tutte". Intervista di Giulia Santerini. Montaggio Elena Rosiello

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        <![CDATA[<p>Si può arrivare al potere e conservare la felicità? Realizzarsi sul 
lavoro e fare della famiglia un punto di forza? Dobbiamo ancora 
combattere per il diritto al divorzio e contro il patriarcato? 
Rispondono le giornaliste di Repubblica e scrittrici <strong>Maria Novella De Luca</strong> e <strong>Simonetta Fiori</strong> e soprattutto le loro dieci <em>"Appassionate. Storie di donne che hanno cambiato il futuro"</em> (Feltrinelli). Per ogni storia un diritto conquistato e una legge che ha fatto crescere l'Italia. La partigiana <em>Teresa Vergalli </em>si è battuta per il diritto di voto; <em>Carmen Criollo</em>, la mamma di Fabiano Antoniani, in arte Dj Fabo, per il diritto al testamento biologico; <em>Jole Signorelli</em> in arte <em>Fumettibrutti</em>, per il diritto all'identità; <em>Hardeep Kaur</em>,
 sindacalista nell'agro pontino, per il diritto alla dignità sul lavoro 
della comunità sikh. Nella lista delle donne che hanno rotto il soffitto
 di cristallo raccontate dalle autrici ci sono anche la prima 
magistrata, <em>Gabriella Luccioli</em>, la prima rettrice, <em>Antonella Polimeni</em>, la più giovane primaria di chirurgia oncologica, <em>Gaya Spolverato</em>; la firma di Repubblica poi prima direttrice del Tirreno <em>Sandra Bonsanti</em>.<br>E ci sono personalità fortissime. Come <em>Nunni Miolli</em>,
 casalinga femminista ferita in un attentato nero in uno studio di Radio
 Città Futura, che si era ribellata a due matrimoni-prigione. E la 
psichiatra Giovanna Del Giudice, che con Franco Basaglia invece ha 
liberato i matti dai manicomi-prigione. Donne che guardavano lungo e che
 le autrici - spiegano - hanno deciso di raccontare pensando alle 
ragazze di oggi. Per passare loro il testimone di una rivolzione 
silenziosa partita dalla battaglia vinta per il voto e arrivata oggi 
alle lotte ancora in corso per una maternità scelta, la parità sul 
lavoro, la libertà di lasciare un uomo senza rischiare di essere uccise.
 Perché "la democrazia come i diritti  -  è il testamento di Vergalli 
consegnato a Fiori  - non sono mai conquistati una volta per tutte". <em>Intervista di Giulia Santerini. Montaggio Elena Rosiello</em>
</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Massimiliano Fuksas: "Odio il quadrato, amo i frattali. La mia fortuna? Aver perso il papà a 6 anni"</title>
      <description>Come si diventa uno degli architetti più famosi e apprezzati al mondo? Ci sono forme stupide ed altre amabili? L'architettura ha una valenza civile e in fondo se non tutto moltissimo del nostro fare è politico? Massimiliano Fuksas ce lo ha spiegato. Ha vinto i più importanti premi dedicati all’architettura, ha insegnato a New York, Parigi, Vienna, Stoccarda. Le sue opere si trovano nelle capitali di tutto il mondo, ma non chiamatelo "archistar". A 82 anni ha scritto È stato un caso (Rizzoli), in cui racconta la storia della sua famiglia, padre ebreo lituano madre romana, ma anche della sua carriera, iniziata da giovane neolaureato che chiamava uno a uno i comuni della Ciociaria per piazzare progetti gratis. Per maestri ha avuto Caproni, Asor Rosa, De Chirico. Per amico e compagno di calcio Pasolini. Poi ha avuto la fortuna di incontrare la moglie Doriana Mandrelli, con cui ha diviso almeno 50 anni di vita e progetti. La sua opera migliore, non ha dubbi, sono le due figlie, anche se in Italia per tutti è il creatore della Nuvola di Roma e di una Fiera a Milano che non volle inaugurare per non dividere il palco con Berlusconi.


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      <pubDate>Thu, 05 Jun 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Come si diventa uno degli architetti più famosi e apprezzati al mondo? Ci sono forme stupide ed altre amabili? L'architettura ha una valenza civile e in fondo se non tutto moltissimo del nostro fare è politico? Massimiliano Fuksas ce lo ha spiegato. Ha vinto i più importanti premi dedicati all’architettura, ha insegnato a New York, Parigi, Vienna, Stoccarda. Le sue opere si trovano nelle capitali di tutto il mondo, ma non chiamatelo "archistar". A 82 anni ha scritto È stato un caso (Rizzoli), in cui racconta la storia della sua famiglia, padre ebreo lituano madre romana, ma anche della sua carriera, iniziata da giovane neolaureato che chiamava uno a uno i comuni della Ciociaria per piazzare progetti gratis. Per maestri ha avuto Caproni, Asor Rosa, De Chirico. Per amico e compagno di calcio Pasolini. Poi ha avuto la fortuna di incontrare la moglie Doriana Mandrelli, con cui ha diviso almeno 50 anni di vita e progetti. La sua opera migliore, non ha dubbi, sono le due figlie, anche se in Italia per tutti è il creatore della Nuvola di Roma e di una Fiera a Milano che non volle inaugurare per non dividere il palco con Berlusconi.


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        <![CDATA[<p>Come si diventa uno degli architetti più famosi e apprezzati al mondo? Ci sono forme stupide ed altre amabili? L'architettura ha una valenza civile e in fondo se non tutto moltissimo del nostro fare è politico? Massimiliano Fuksas ce lo ha spiegato. Ha vinto i più importanti premi dedicati all’architettura, ha insegnato a New York, Parigi, Vienna, Stoccarda. Le sue opere si trovano nelle capitali di tutto il mondo, ma non chiamatelo "archistar". A 82 anni ha scritto <em>È stato un caso</em> (Rizzoli), in cui racconta la storia della sua famiglia, padre ebreo lituano madre romana, ma anche della sua carriera, iniziata da giovane neolaureato che chiamava uno a uno i comuni della Ciociaria per piazzare progetti gratis. Per maestri ha avuto Caproni, Asor Rosa, De Chirico. Per amico e compagno di calcio Pasolini. Poi ha avuto la fortuna di incontrare la moglie Doriana Mandrelli, con cui ha diviso almeno 50 anni di vita e progetti. La sua opera migliore, non ha dubbi, sono le due figlie, anche se in Italia per tutti è il creatore della Nuvola di Roma e di una Fiera a Milano che non volle inaugurare per non dividere il palco con Berlusconi.

</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>TRAILER - Qualcosa di personale</title>
      <description>Si può esplorare il messaggio di un libro, l’anima di un disco o il segreto di un film con chi l’ha scritto, suonato, girato? Com'è nata quell’idea? Cosa è successo nel backstage? E chi ha scritto, suonato recitato, si porta dentro un ricordo di bambino, un incubo dell'età della ragione, un sogno che non lo abbandona? Oppure un amore perduto, un passaggio di carriera, una domanda sui figli, dubbi, paure, speranze. 

C’è la vita di tutti i giorni e il mondo che gira intorno nelle chiacchierate che facciamo con scrittori e musicisti, attori, sportivi, artisti, psicologi, attivisti, influencer. Storie uniche di persone disposte a mettersi in gioco, da 0 a 99 anni. Perché farlo? Per conoscere meglio l’altro e, magari, riconoscersi. Per emozionarsi e condividere. Potremmo commuovervi, spesso vi faremo ridere. Perché ci piace affondare il coltello nelle piaghe, ma senza mai prenderci troppo sul serio. 

"Qualcosa di personale" è il podcast - audio e video - di Giulia Santerini. Ogni venerdì una nuova puntata.
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      <pubDate>Wed, 04 Jun 2025 13:28:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>OnePodcast</itunes:author>
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      <itunes:summary>Si può esplorare il messaggio di un libro, l’anima di un disco o il segreto di un film con chi l’ha scritto, suonato, girato? Com'è nata quell’idea? Cosa è successo nel backstage? E chi ha scritto, suonato recitato, si porta dentro un ricordo di bambino, un incubo dell'età della ragione, un sogno che non lo abbandona? Oppure un amore perduto, un passaggio di carriera, una domanda sui figli, dubbi, paure, speranze. 

C’è la vita di tutti i giorni e il mondo che gira intorno nelle chiacchierate che facciamo con scrittori e musicisti, attori, sportivi, artisti, psicologi, attivisti, influencer. Storie uniche di persone disposte a mettersi in gioco, da 0 a 99 anni. Perché farlo? Per conoscere meglio l’altro e, magari, riconoscersi. Per emozionarsi e condividere. Potremmo commuovervi, spesso vi faremo ridere. Perché ci piace affondare il coltello nelle piaghe, ma senza mai prenderci troppo sul serio. 

"Qualcosa di personale" è il podcast - audio e video - di Giulia Santerini. Ogni venerdì una nuova puntata.
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        <![CDATA[<p>Si può esplorare il messaggio di un libro, l’anima di un disco o il segreto di un film con chi l’ha scritto, suonato, girato? Com'è nata quell’idea? Cosa è successo nel backstage? E chi ha scritto, suonato recitato, si porta dentro un ricordo di bambino, un incubo dell'età della ragione, un sogno che non lo abbandona? Oppure un amore perduto, un passaggio di carriera, una domanda sui figli, dubbi, paure, speranze. </p>
<p><br>C’è la vita di tutti i giorni e il mondo che gira intorno nelle chiacchierate che facciamo con scrittori e musicisti, attori, sportivi, artisti, psicologi, attivisti, influencer. Storie uniche di persone disposte a mettersi in gioco, da 0 a 99 anni. Perché farlo? Per conoscere meglio l’altro e, magari, riconoscersi. Per emozionarsi e condividere. Potremmo commuovervi, spesso vi faremo ridere. Perché ci piace affondare il coltello nelle piaghe, ma senza mai prenderci troppo sul serio. <br></p>
<p>"Qualcosa di personale" è il podcast - audio e video - di Giulia Santerini. Ogni venerdì una nuova puntata.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Fratelli coltelli e coppie in guerra, Massimo Recalcati: "Come conservare la giusta distanza"</title>
      <description>C'è una legge che lega i rapporti di coppia a quelli tra fratelli, ma 
anche i singoli alla collettività (leggi democrazia), i paesi e le 
istituzioni al mondo che gira intorno. È la legge del due e dell'uno, 
anzi, "Uno diviso due", come recita il nuovo saggio di Massimo Recalcati
 edito da Feltrinelli. La legge che ci dice che non possiamo essere solo
 uno, volere tutto, avere tutto. Ma anche che l'altro c'è e non possiamo
 non relazionarci con lui, ma nemmeno dobbiamo pretendere di diventare 
un tutt'uno con lui. La non accettazione del due produce gelosia tra 
fratelli, violenza tra gli amanti, fino al femminicidio. La sua 
accettazione invece può far durare l'amore, portarci all'ammirazione per
 il fratello e all'amicizia sincera per il prossimo. In questa 
chiacchierata Recalcati ci regala anche qualcosa di molto personale: 
come rinasce da vent'anni il suo amore con la moglie, come cerca di 
avere fede nei suoi due figli, senza proiettare nulla su di loro. E 
perché ha scelto di diventare psicoanalista anziché filosofo. Tutto è 
nato su una strada d'inverno, sotto la pioggia, davanti a un terribile 
incidente... Intervista di Giulia Santerini. Montaggio Elena Rosiello.   
 "Metropolis Extra, qualcosa di personale", la serie nata per conoscere 
chi è disposto a mettersi in gioco e raccontare storie di vita uniche. 
In streaming live ogni giovedì nella seconda parte di Metropolis e in 
replica la domenica e on demand sul sito di Repubblica GUARDA TUTTE LE 
INTERVISTE DI EXTRA
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      <pubDate>Wed, 28 May 2025 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>C'è una legge che lega i rapporti di coppia a quelli tra fratelli, ma 
anche i singoli alla collettività (leggi democrazia), i paesi e le 
istituzioni al mondo che gira intorno. È la legge del due e dell'uno, 
anzi, "Uno diviso due", come recita il nuovo saggio di Massimo Recalcati
 edito da Feltrinelli. La legge che ci dice che non possiamo essere solo
 uno, volere tutto, avere tutto. Ma anche che l'altro c'è e non possiamo
 non relazionarci con lui, ma nemmeno dobbiamo pretendere di diventare 
un tutt'uno con lui. La non accettazione del due produce gelosia tra 
fratelli, violenza tra gli amanti, fino al femminicidio. La sua 
accettazione invece può far durare l'amore, portarci all'ammirazione per
 il fratello e all'amicizia sincera per il prossimo. In questa 
chiacchierata Recalcati ci regala anche qualcosa di molto personale: 
come rinasce da vent'anni il suo amore con la moglie, come cerca di 
avere fede nei suoi due figli, senza proiettare nulla su di loro. E 
perché ha scelto di diventare psicoanalista anziché filosofo. Tutto è 
nato su una strada d'inverno, sotto la pioggia, davanti a un terribile 
incidente... Intervista di Giulia Santerini. Montaggio Elena Rosiello.   
 "Metropolis Extra, qualcosa di personale", la serie nata per conoscere 
chi è disposto a mettersi in gioco e raccontare storie di vita uniche. 
In streaming live ogni giovedì nella seconda parte di Metropolis e in 
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        <![CDATA[<p>C'è una legge che lega i rapporti di coppia a quelli tra fratelli, ma 
anche i singoli alla collettività (leggi democrazia), i paesi e le 
istituzioni al mondo che gira intorno. È la legge del due e dell'uno, 
anzi, "Uno diviso due", come recita il nuovo saggio di Massimo Recalcati
 edito da Feltrinelli. La legge che ci dice che non possiamo essere solo
 uno, volere tutto, avere tutto. Ma anche che l'altro c'è e non possiamo
 non relazionarci con lui, ma nemmeno dobbiamo pretendere di diventare 
un tutt'uno con lui. La non accettazione del due produce gelosia tra 
fratelli, violenza tra gli amanti, fino al femminicidio. La sua 
accettazione invece può far durare l'amore, portarci all'ammirazione per
 il fratello e all'amicizia sincera per il prossimo. In questa 
chiacchierata Recalcati ci regala anche qualcosa di molto personale: 
come rinasce da vent'anni il suo amore con la moglie, come cerca di 
avere fede nei suoi due figli, senza proiettare nulla su di loro. E 
perché ha scelto di diventare psicoanalista anziché filosofo. Tutto è 
nato su una strada d'inverno, sotto la pioggia, davanti a un terribile 
incidente... Intervista di Giulia Santerini. Montaggio Elena Rosiello.   
 "Metropolis Extra, qualcosa di personale", la serie nata per conoscere 
chi è disposto a mettersi in gioco e raccontare storie di vita uniche. 
In streaming live ogni giovedì nella seconda parte di Metropolis e in 
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INTERVISTE DI EXTRA</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Fulminacci: "Io campione di paturnie. L'amore non è solo il picco, ma è fatto anche di noia</title>
      <description>Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, ha 27 anni e tre album 
all'attivo, tutti di enorme successo. Chiuso un tour sold out nei 
club di tutta Italia l'anno scorso ha dato appuntamento ai suoi fan per 
nuovi live nei palazzetti, "Palazzacci 26", nell'estate 2026. Intanto 
il cantautore romano fenomeno di Sanremo nel 21 e amato dai giovani come
 dai loro genitori e nonni, si è preso il suo tempo per giocare coi 
suoni - un mix di generi che va dal cantautorato al pop - e lavorare sui
 testi del nuovo disco anche nel nome dei suoi adorati Battisti, De 
Gregori, Dalla e Silvestri. Nel mezzo ci sono al momento un paio di 
singoli, "Casomai", appena uscito, e "Sottocosto" in uscita il 30 
maggio. In questa pausa attivissima e creativa ci ha raccontato in 
studio come vede e vive la sua musica, l'amore e i coetanei, l'aria che 
tira in Italia e nel mondo. E come vive allegria e paure, i sui compagni
 fissi. Intervista di Giulia Santerini. Montaggio Lorenzo Urbani   
"Metropolis Extra, qualcosa di personale", la serie nata per conoscere 
chi è disposto a mettersi in gioco e raccontare storie di vita uniche. 
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INTERVISTE DI EXTRA
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      <pubDate>Wed, 21 May 2025 22:00:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, ha 27 anni e tre album 
all'attivo, tutti di enorme successo. Chiuso un tour sold out nei 
club di tutta Italia l'anno scorso ha dato appuntamento ai suoi fan per 
nuovi live nei palazzetti, "Palazzacci 26", nell'estate 2026. Intanto 
il cantautore romano fenomeno di Sanremo nel 21 e amato dai giovani come
 dai loro genitori e nonni, si è preso il suo tempo per giocare coi 
suoni - un mix di generi che va dal cantautorato al pop - e lavorare sui
 testi del nuovo disco anche nel nome dei suoi adorati Battisti, De 
Gregori, Dalla e Silvestri. Nel mezzo ci sono al momento un paio di 
singoli, "Casomai", appena uscito, e "Sottocosto" in uscita il 30 
maggio. In questa pausa attivissima e creativa ci ha raccontato in 
studio come vede e vive la sua musica, l'amore e i coetanei, l'aria che 
tira in Italia e nel mondo. E come vive allegria e paure, i sui compagni
 fissi. Intervista di Giulia Santerini. Montaggio Lorenzo Urbani   
"Metropolis Extra, qualcosa di personale", la serie nata per conoscere 
chi è disposto a mettersi in gioco e raccontare storie di vita uniche. 
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        <![CDATA[<p>Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, ha 27 anni e tre album 
all'attivo, tutti di enorme successo. Chiuso un tour sold out nei 
club di tutta Italia l'anno scorso ha dato appuntamento ai suoi fan per 
nuovi live nei palazzetti, "Palazzacci 26", nell'estate 2026. Intanto 
il cantautore romano fenomeno di Sanremo nel 21 e amato dai giovani come
 dai loro genitori e nonni, si è preso il suo tempo per giocare coi 
suoni - un mix di generi che va dal cantautorato al pop - e lavorare sui
 testi del nuovo disco anche nel nome dei suoi adorati Battisti, De 
Gregori, Dalla e Silvestri. Nel mezzo ci sono al momento un paio di 
singoli, "Casomai", appena uscito, e "Sottocosto" in uscita il 30 
maggio. In questa pausa attivissima e creativa ci ha raccontato in 
studio come vede e vive la sua musica, l'amore e i coetanei, l'aria che 
tira in Italia e nel mondo. E come vive allegria e paure, i sui compagni
 fissi. Intervista di Giulia Santerini. Montaggio Lorenzo Urbani   
"Metropolis Extra, qualcosa di personale", la serie nata per conoscere 
chi è disposto a mettersi in gioco e raccontare storie di vita uniche. 
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INTERVISTE DI EXTRA</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Pedofili e pornografia del dolore: Serena Mazzini ci porta nel lato oscuro dei social</title>
      <description>State postando la foto di vostro figlio in spiaggia che mangia un gelato? Non fatelo. Quell'immagine diverrà patrimonio pubblico e potrebbe finire nelle mani anzi nei device di pedofili muniti di Intelligenza Artificiale. I bambini sono una tentazione anche per chi li posta, a partire dai genitori: triplicano l'engagement, dunque il valore del video. Con un milione di follower si arriva a guadagnare mezzo milione di dollari l'anno. Solo alcune delle brutte cose che scoprirete leggendo "Il lato oscuro dei social network. Come la rete ci controlla e ci manipola" (Rizzoli) di Serena Mazzini. Insegnante di advertising e teoria e metodo dei mass media alla NABA di Milano e collaboratrice di Selvaggia Lucarelli nell'inchiesta sul Pandorogate e nel podcast "Il sottosopra", Mazzini in studio ci rivela la chimica dello scroll: endorfine che girano come con le slot, tiri la leva ma non è detto che arrivi il premio, il like, e allora devi andare avanti e riprovare. È il gioco misterioso e infinito, la trappola dell'algoritmo, che innesca "la mutazione antropologica" nella quale siamo caduti senza accorgercene. Postiamo con voci facce e musica che sono un canone, assetati di views e approvazione. Un problema individuale, ma un problema sociale e politico visto l'uso che si fa dei nostri dati e gusti e l'abilità di un politico come Trump appoggiato da Musk nell'utilizzare messaggi divisivi e di forte impatto. Poi nel lato oscuro del web ci sono scorrettezze e miserie varie: chi riprende il parente morente, chi aizza la ragazza anoressica a non mangiare, chi va dal povero a vedere se è onesto e restituisce la banconota e solo allora lo fa ricco. Conoscere per evitare. E Serena da vera esperta di social media strategy e critica dei new media ha anche un consiglio per ragazze e ragazzi su come rispondere a uno shitstorm.
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      <pubDate>Wed, 09 Apr 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>State postando la foto di vostro figlio in spiaggia che mangia un gelato? Non fatelo. Quell'immagine diverrà patrimonio pubblico e potrebbe finire nelle mani anzi nei device di pedofili muniti di Intelligenza Artificiale. I bambini sono una tentazione anche per chi li posta, a partire dai genitori: triplicano l'engagement, dunque il valore del video. Con un milione di follower si arriva a guadagnare mezzo milione di dollari l'anno. Solo alcune delle brutte cose che scoprirete leggendo "Il lato oscuro dei social network. Come la rete ci controlla e ci manipola" (Rizzoli) di Serena Mazzini. Insegnante di advertising e teoria e metodo dei mass media alla NABA di Milano e collaboratrice di Selvaggia Lucarelli nell'inchiesta sul Pandorogate e nel podcast "Il sottosopra", Mazzini in studio ci rivela la chimica dello scroll: endorfine che girano come con le slot, tiri la leva ma non è detto che arrivi il premio, il like, e allora devi andare avanti e riprovare. È il gioco misterioso e infinito, la trappola dell'algoritmo, che innesca "la mutazione antropologica" nella quale siamo caduti senza accorgercene. Postiamo con voci facce e musica che sono un canone, assetati di views e approvazione. Un problema individuale, ma un problema sociale e politico visto l'uso che si fa dei nostri dati e gusti e l'abilità di un politico come Trump appoggiato da Musk nell'utilizzare messaggi divisivi e di forte impatto. Poi nel lato oscuro del web ci sono scorrettezze e miserie varie: chi riprende il parente morente, chi aizza la ragazza anoressica a non mangiare, chi va dal povero a vedere se è onesto e restituisce la banconota e solo allora lo fa ricco. Conoscere per evitare. E Serena da vera esperta di social media strategy e critica dei new media ha anche un consiglio per ragazze e ragazzi su come rispondere a uno shitstorm.
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        <![CDATA[<p>State postando la foto di vostro figlio in spiaggia che mangia un gelato? Non fatelo. Quell'immagine diverrà patrimonio pubblico e potrebbe finire nelle mani anzi nei device di pedofili muniti di Intelligenza Artificiale. I bambini sono una tentazione anche per chi li posta, a partire dai genitori: triplicano l'engagement, dunque il valore del video. Con un milione di follower si arriva a guadagnare mezzo milione di dollari l'anno. Solo alcune delle brutte cose che scoprirete leggendo "Il lato oscuro dei social network. Come la rete ci controlla e ci manipola" (Rizzoli) di Serena Mazzini. Insegnante di advertising e teoria e metodo dei mass media alla NABA di Milano e collaboratrice di Selvaggia Lucarelli nell'inchiesta sul Pandorogate e nel podcast "Il sottosopra", Mazzini in studio ci rivela la chimica dello scroll: endorfine che girano come con le slot, tiri la leva ma non è detto che arrivi il premio, il like, e allora devi andare avanti e riprovare. È il gioco misterioso e infinito, la trappola dell'algoritmo, che innesca "la mutazione antropologica" nella quale siamo caduti senza accorgercene. Postiamo con voci facce e musica che sono un canone, assetati di views e approvazione. Un problema individuale, ma un problema sociale e politico visto l'uso che si fa dei nostri dati e gusti e l'abilità di un politico come Trump appoggiato da Musk nell'utilizzare messaggi divisivi e di forte impatto. Poi nel lato oscuro del web ci sono scorrettezze e miserie varie: chi riprende il parente morente, chi aizza la ragazza anoressica a non mangiare, chi va dal povero a vedere se è onesto e restituisce la banconota e solo allora lo fa ricco. Conoscere per evitare. E Serena da vera esperta di social media strategy e critica dei new media ha anche un consiglio per ragazze e ragazzi su come rispondere a uno shitstorm.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Caterina Guzzanti: "Ma perché tutti sono felici in coppia e io da sola. Sono giusta?"</title>
      <description>Perché facciamo sempre meno sesso? E cosa succede in una coppia quando non funziona la meccanica dei corpi? È questa poi la peggiore distanza tra maschi e femmine o c'è dell'altro? E poi: bisogna stare in coppia per forza? Parla anche di questo "Secondo lei", il primo spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato da Caterina Guzzanti, sul palco con Federico Vigorito. Una produzione di enorme successo che arriva alle sue ultime repliche il 10 e 11 aprile all'Auditorium di Roma e il 20 al Mercadante di Napoli. E che diventa lo spunto per una chiacchierata in studio su uomini e donne, maschi struzzo e donne elicottero, mansplaining e insabbiamenti. E anche per un viaggio nella carriera di Caterina, che voleva fare la genetista dei cavalli, ma poi è stata trascinata in un'avventura comica dai fratelli maggiori Corrado e Sabina e dalle "aspettative degli altri". Già, quanto pesano? Quante "false certezze" diventano pensieri fossili in noi e quante "pippe mentali" ci facciamo?
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      <pubDate>Wed, 02 Apr 2025 22:15:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Perché facciamo sempre meno sesso? E cosa succede in una coppia quando non funziona la meccanica dei corpi? È questa poi la peggiore distanza tra maschi e femmine o c'è dell'altro? E poi: bisogna stare in coppia per forza? Parla anche di questo<a href="https://www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2025/01/23/news/caterina_guzzanti_secondo_lei_teatro-423955122/"> "Secondo lei",</a> il primo spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato da <strong>Caterina Guzzanti</strong>, sul palco con Federico Vigorito. Una produzione di enorme successo che arriva alle sue ultime repliche il 10 e 11 aprile all'Auditorium di Roma e il 20 al Mercadante di Napoli. E che diventa lo spunto per una chiacchierata in studio su uomini e donne, maschi struzzo e donne elicottero, mansplaining e insabbiamenti. E anche per un viaggio nella carriera di Caterina, che voleva fare la genetista dei cavalli, ma poi è stata trascinata in un'avventura comica dai fratelli maggiori Corrado e Sabina e dalle "aspettative degli altri". Già, quanto pesano? Quante "false certezze" diventano pensieri fossili in noi e quante "pippe mentali" ci facciamo?</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Serena Dandini: "Il patriarcato è anche dentro noi donne, ma passerà. Attente a non andare indietro"</title>
      <description>I diritti non sono scontati. L'aborto è a rischio. L'educazione sessuale nell'epoca di Youporn e Only fans è più utile che mai. Il patriarcato è ancora qui ed è all'origine di una oppressione delle donne dilagante che arriva fino alla femminicidio. Serena Dandini ti fa capire tutto questo col sorriso anche grazie a un romanzo che è musica leggerissima: "C'era la luna" (Einaudi). Un salto nella storia ma anche in quel periodo della nostra vita in cui ci sembra di poter essere tutto, di volere e potere tutto. Dal 67 al 69 un'adolescente alta un po' goffa e molto simpatica che ci ricorda tanto l'autrice scopre l'amicizia, l'amore e il sesso, ma anche le manifestazioni, la violenza, un'atmosfera che si faceva sempre più cupa e che è sfociata nella strage di piazza fontana nel 69 e poi negli anni di piombo. "La perdita dell'innocenza", la chiama Dandini. Eppure era anche l'era dei sogni realizzati. Nel 69 si arrivava sulla Luna e seguirono anni di grandi conquiste, come la legge sul diritto all'aborto e la liberazione delle donne da leggi maschiliste come il delitto d'onore. La scrittrice ci racconta perché ha sentito il bisogno di ricordare oggi quell'energia in un momento in cui vede giovani disorientati e molti "fascisti", "non quelli col fez ma quelli che non comprendono e accettano le differenze". L'incontro con l'ideatrice delle tv delle ragazze è anche l'occasione per parlare di televisione, Rai e comicità.
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      <pubDate>Wed, 26 Mar 2025 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>I diritti non sono scontati. L'aborto è a rischio. L'educazione sessuale nell'epoca di Youporn e Only fans è più utile che mai. Il patriarcato è ancora qui ed è all'origine di una oppressione delle donne dilagante che arriva fino alla femminicidio. Serena Dandini ti fa capire tutto questo col sorriso anche grazie a un romanzo che è musica leggerissima: "C'era la luna" (Einaudi). Un salto nella storia ma anche in quel periodo della nostra vita in cui ci sembra di poter essere tutto, di volere e potere tutto. Dal 67 al 69 un'adolescente alta un po' goffa e molto simpatica che ci ricorda tanto l'autrice scopre l'amicizia, l'amore e il sesso, ma anche le manifestazioni, la violenza, un'atmosfera che si faceva sempre più cupa e che è sfociata nella strage di piazza fontana nel 69 e poi negli anni di piombo. "La perdita dell'innocenza", la chiama Dandini. Eppure era anche l'era dei sogni realizzati. Nel 69 si arrivava sulla Luna e seguirono anni di grandi conquiste, come la legge sul diritto all'aborto e la liberazione delle donne da leggi maschiliste come il delitto d'onore. La scrittrice ci racconta perché ha sentito il bisogno di ricordare oggi quell'energia in un momento in cui vede giovani disorientati e molti "fascisti", "non quelli col fez ma quelli che non comprendono e accettano le differenze". L'incontro con l'ideatrice delle tv delle ragazze è anche l'occasione per parlare di televisione, Rai e comicità.
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        <![CDATA[<p>I diritti non sono scontati. L'aborto è a rischio. L'educazione sessuale nell'epoca di Youporn e Only fans è più utile che mai. Il patriarcato è ancora qui ed è all'origine di una oppressione delle donne dilagante che arriva fino alla femminicidio. Serena Dandini ti fa capire tutto questo col sorriso anche grazie a un romanzo che è musica leggerissima: "C'era la luna" (Einaudi). Un salto nella storia ma anche in quel periodo della nostra vita in cui ci sembra di poter essere tutto, di volere e potere tutto. Dal 67 al 69 un'adolescente alta un po' goffa e molto simpatica che ci ricorda tanto l'autrice scopre l'amicizia, l'amore e il sesso, ma anche le manifestazioni, la violenza, un'atmosfera che si faceva sempre più cupa e che è sfociata nella strage di piazza fontana nel 69 e poi negli anni di piombo. "La perdita dell'innocenza", la chiama Dandini. Eppure era anche l'era dei sogni realizzati. Nel 69 si arrivava sulla Luna e seguirono anni di grandi conquiste, come la legge sul diritto all'aborto e la liberazione delle donne da leggi maschiliste come il delitto d'onore. La scrittrice ci racconta perché ha sentito il bisogno di ricordare oggi quell'energia in un momento in cui vede giovani disorientati e molti "fascisti", "non quelli col fez ma quelli che non comprendono e accettano le differenze". L'incontro con l'ideatrice delle tv delle ragazze è anche l'occasione per parlare di televisione, Rai e comicità.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Concita De Gregorio: "Conteniamo moltitudini, io dopo l'operazione sono un bambino di 8 anni”</title>
      <description>Un padre, un primo amore, un'amica. Ma anche una casa sul mare, una palma, un gatto. Le persone che sono assenti mancano così tanto che finiscono per essere presenti sempre. Come le cose perdute. Tutti possono restare, con tutti possiamo dialogare. Anche con i nostri io passati, i nostri corpi come erano prima, il nostro stato mentale e fisico di bambini, liberi di fare il bagno nudi, arrabbiati per l'arrivo di un fratello, innamorati felici o delusi. È un viaggio attraverso tutto ciò che manca e proprio per questo resta, anzi diventa una grande desiderio che ci spinge verso il futuro l'ultimo libro di Concita De Gregorio "In mezzo a un milione di rane e farfalle" (Feltrinelli) illustrato magistralmente da Beatrice Alemagna, nota e premiata in tutto il mondo. L'occasione per riguardare con Concita le tante vite vissute fin qui, compresa la nuova avventura da attrice e autrice teatrale. Compresa la malattia, che ci racconta con poesia e sincerità sorprendenti. La giornalista e scrittrice è in tournée con "Un’ultima cosa. Cinque invettive, sette donne e un funerale", insieme a Erica Mou. Poderoso anche il lavoro di traduzione di 57 poesie dell'attivista messicana assassinata nel 2011 Susana Chávez Castillo "Prima tempesta. Non una donna di meno, non una morta di più" (Sur), appena uscito in libreria.
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      <pubDate>Wed, 19 Feb 2025 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Un padre, un primo amore, un'amica. Ma anche una casa sul mare, una palma, un gatto. Le persone che sono assenti mancano così tanto che finiscono per essere presenti sempre. Come le cose perdute. Tutti possono restare, con tutti possiamo dialogare. Anche con i nostri io passati, i nostri corpi come erano prima, il nostro stato mentale e fisico di bambini, liberi di fare il bagno nudi, arrabbiati per l'arrivo di un fratello, innamorati felici o delusi. È un viaggio attraverso tutto ciò che manca e proprio per questo resta, anzi diventa una grande desiderio che ci spinge verso il futuro l'ultimo libro di Concita De Gregorio "In mezzo a un milione di rane e farfalle" (Feltrinelli) illustrato magistralmente da Beatrice Alemagna, nota e premiata in tutto il mondo. L'occasione per riguardare con Concita le tante vite vissute fin qui, compresa la nuova avventura da attrice e autrice teatrale. Compresa la malattia, che ci racconta con poesia e sincerità sorprendenti. La giornalista e scrittrice è in tournée con "Un’ultima cosa. Cinque invettive, sette donne e un funerale", insieme a Erica Mou. Poderoso anche il lavoro di traduzione di 57 poesie dell'attivista messicana assassinata nel 2011 Susana Chávez Castillo "Prima tempesta. Non una donna di meno, non una morta di più" (Sur), appena uscito in libreria.
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        <![CDATA[<p>Un padre, un primo amore, un'amica. Ma anche una casa sul mare, una palma, un gatto. Le persone che sono assenti mancano così tanto che finiscono per essere presenti sempre. Come le cose perdute. Tutti possono restare, con tutti possiamo dialogare. Anche con i nostri io passati, i nostri corpi come erano prima, il nostro stato mentale e fisico di bambini, liberi di fare il bagno nudi, arrabbiati per l'arrivo di un fratello, innamorati felici o delusi. È un viaggio attraverso tutto ciò che manca e proprio per questo resta, anzi diventa una grande desiderio che ci spinge verso il futuro l'ultimo libro di Concita De Gregorio "In mezzo a un milione di rane e farfalle" (Feltrinelli) illustrato magistralmente da Beatrice Alemagna, nota e premiata in tutto il mondo. L'occasione per riguardare con Concita le tante vite vissute fin qui, compresa la nuova avventura da attrice e autrice teatrale. Compresa la malattia, che ci racconta con poesia e sincerità sorprendenti. La giornalista e scrittrice è in tournée con "Un’ultima cosa. Cinque invettive, sette donne e un funerale", insieme a Erica Mou. Poderoso anche il lavoro di traduzione di 57 poesie dell'attivista messicana assassinata nel 2011 Susana Chávez Castillo "Prima tempesta. Non una donna di meno, non una morta di più" (Sur), appena uscito in libreria.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Francesco Piccolo: "I maschi sono violenti e arroganti. I progressisti come me? Sopraffattori"</title>
      <description>Troglodita, sopraffatore, violento, arrogante, egocentrico. Ecco il germe del maschio secondo Francesco Piccolo e secondo i grandi della letteratura che lo scrittore raccoglie nel suo ultimo libro "Son qui, m'ammazzi" (Einaudi).  Un viaggio che parte da una novella di Boccaccio del Trecento, con un giovane che si vendica orribilmente sul corpo di una donna che lo ha deriso, e arriva al Novecento, con il padre violento della Via Gemito di Domenico Starnone. In studio con Giulia Santerini lo scrittore e sceneggiatore riflette sulle reazioni di rabbia dell'Orlando furioso, sul protagonista ridicolo e schiavo del desiderio della Coscienza di Zeno, sull'uomo con il pensiero fisso della gelosia che gli succhia il cervello in Un amore di Buzzati. "Non possiamo educare il maschio ma renderlo più consapevole. Oggi vedo molti maschi progressisti come a me che ogni sera potrebbero fare la lista delle volte in cui hanno dato spazio all'istinto di sopraffazione, anche senza volerlo". Il maschio - riflette l'autore - si è formato con queste caratteristiche patriarcali nell'arco di moltissimo tempo. E serve moltissimo tempo perché se ne liberi. Intanto le donne che si oppongono creano "frustrazione". 
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      <pubDate>Wed, 12 Feb 2025 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Troglodita, sopraffatore, violento, arrogante, egocentrico. Ecco il germe del maschio secondo Francesco Piccolo e secondo i grandi della letteratura che lo scrittore raccoglie nel suo ultimo libro "Son qui, m'ammazzi" (Einaudi).  Un viaggio che parte da una novella di Boccaccio del Trecento, con un giovane che si vendica orribilmente sul corpo di una donna che lo ha deriso, e arriva al Novecento, con il padre violento della Via Gemito di Domenico Starnone. In studio con Giulia Santerini lo scrittore e sceneggiatore riflette sulle reazioni di rabbia dell'Orlando furioso, sul protagonista ridicolo e schiavo del desiderio della Coscienza di Zeno, sull'uomo con il pensiero fisso della gelosia che gli succhia il cervello in Un amore di Buzzati. "Non possiamo educare il maschio ma renderlo più consapevole. Oggi vedo molti maschi progressisti come a me che ogni sera potrebbero fare la lista delle volte in cui hanno dato spazio all'istinto di sopraffazione, anche senza volerlo". Il maschio - riflette l'autore - si è formato con queste caratteristiche patriarcali nell'arco di moltissimo tempo. E serve moltissimo tempo perché se ne liberi. Intanto le donne che si oppongono creano "frustrazione". 
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        <![CDATA[<p>Troglodita, sopraffatore, violento, arrogante, egocentrico. Ecco il germe del maschio secondo <strong>Francesco Piccolo </strong>e secondo i grandi della letteratura che lo scrittore raccoglie nel suo ultimo libro "Son qui, m'ammazzi" (Einaudi).  Un viaggio che parte da una novella di Boccaccio del Trecento, con un giovane che si vendica orribilmente sul corpo di una donna che lo ha deriso, e arriva al Novecento, con il padre violento della V<em>ia Gemito</em> di Domenico Starnone. In studio con <strong>Giulia Santerini</strong> lo scrittore e sceneggiatore riflette sulle reazioni di rabbia dell'<em>Orlando furioso</em>, sul protagonista ridicolo e schiavo del desiderio della <em>Coscienza di Zeno</em>, sull'uomo con il pensiero fisso della gelosia che gli succhia il cervello in <em>Un amore </em>di Buzzati. "Non possiamo educare il maschio ma renderlo più consapevole. Oggi vedo molti maschi progressisti come a me che ogni sera potrebbero fare la lista delle volte in cui hanno dato spazio all'istinto di sopraffazione, anche senza volerlo". Il maschio - riflette l'autore - si è formato con queste caratteristiche patriarcali nell'arco di moltissimo tempo. E serve moltissimo tempo perché se ne liberi. Intanto le donne che si oppongono creano "frustrazione". </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>Manuel Agnelli: "In Italia o sei un intellettuale o sei un tamarro. No alla dittatura del consenso"</title>
      <description>Chiusa una turné sold out a teatro con Lazarus, dal primo luglio porterà in tour per l'Italia il primo album da solista Ama il prossimo tuo come te stesso e i suoi brani storici scritti per gli Afterhours. Che emozione trova nella musica live un grande rocker dall'alto dei suoi 35 anni di carriera? Come guarda alle giovani generazioni il giudice di X-Factor che ha scoperto i Maneskin e ora si trova a suonare e cantare con la figlia Emma, 17 anni? Da sempre fieramente fuori moda di successo, da splendido cinquantenne Manuel spiega a Giulia Santerini perché si esibisce ancora a torso nudo e rotea il microfono ("il corpo e il sesso nella mia musica sono importanti"), ma non si tuffa più sul pubblico. Racconta come vive la guerra e l'amore, la "dittatura dei numeri" di internet ("la nuova eroina"), l'incontro recente col Papa. E critica un governo di destra lontano dai suoi valori e dalla sua formazione (la madre dirigeva un centro di prima accoglienza), ma anche una sinistra che da troppi anni "punta solo a vincere le elezioni". 
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      <pubDate>Fri, 31 Jan 2025 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Chiusa una turné sold out a teatro con Lazarus, dal primo luglio porterà in tour per l'Italia il primo album da solista Ama il prossimo tuo come te stesso e i suoi brani storici scritti per gli Afterhours. Che emozione trova nella musica live un grande rocker dall'alto dei suoi 35 anni di carriera? Come guarda alle giovani generazioni il giudice di X-Factor che ha scoperto i Maneskin e ora si trova a suonare e cantare con la figlia Emma, 17 anni? Da sempre fieramente fuori moda di successo, da splendido cinquantenne Manuel spiega a Giulia Santerini perché si esibisce ancora a torso nudo e rotea il microfono ("il corpo e il sesso nella mia musica sono importanti"), ma non si tuffa più sul pubblico. Racconta come vive la guerra e l'amore, la "dittatura dei numeri" di internet ("la nuova eroina"), l'incontro recente col Papa. E critica un governo di destra lontano dai suoi valori e dalla sua formazione (la madre dirigeva un centro di prima accoglienza), ma anche una sinistra che da troppi anni "punta solo a vincere le elezioni". 
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        <![CDATA[<p>Chiusa una turné sold out a teatro con Lazarus, dal primo luglio porterà in tour per l'Italia il primo album da solista Ama il prossimo tuo come te stesso e i suoi brani storici scritti per gli Afterhours. Che emozione trova nella musica live un grande rocker dall'alto dei suoi 35 anni di carriera? Come guarda alle giovani generazioni il giudice di X-Factor che ha scoperto i Maneskin e ora si trova a suonare e cantare con la figlia Emma, 17 anni? Da sempre fieramente fuori moda di successo, da splendido cinquantenne Manuel spiega a Giulia Santerini perché si esibisce ancora a torso nudo e rotea il microfono ("il corpo e il sesso nella mia musica sono importanti"), ma non si tuffa più sul pubblico. Racconta come vive la guerra e l'amore, la "dittatura dei numeri" di internet ("la nuova eroina"), l'incontro recente col Papa. E critica un governo di destra lontano dai suoi valori e dalla sua formazione (la madre dirigeva un centro di prima accoglienza), ma anche una sinistra che da troppi anni "punta solo a vincere le elezioni". </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Giulia De Lellis: "Imprenditrice fiera di me. Tony Effe sessista? È solo trap. Io so che è dolce"</title>
      <description>C'è un segreto per arrivare a cinque milioni e mezzo di follower con consigli di bellezza e make up in un mondo dove quei consigli sono ovunque? Giulia De Lellis, 29 anni, spiega che l'importante è essere "responsabili" e "non snaturarsi". Lei assicura che non lo fa con le fan, le "Bimbe di Giulia", e nemmeno con gli haters (solo due o tre denunce con i più violenti). Ammette che "i social sono pericolosi", lei li vieterebbe sotto i 14 anni. Racconta come è nata la sua impresa di skin care e make up (500mila euro di fatturato di base, tutti suoi, e 15 dipendenti) ma anche come cerca di ritagliasi una vita reale, fuori dai social. Dopo un rapporto molto complicato con il tronista Andrea Damante nella trasmissione che l'ha resa famosa a 19 anni, mette in guardi le giovani: "Non create dipendenze sentimentali". Oggi ha una relazione con Tony Effe, il trapper in testa alle classifihe e alle polemiche per alcuni testi violenti e sessiti. Lei lo difende senza esitazione: "La trap è un genere che ha sempre avuto questo linguaggio, gli italiani sono più delicati degli altri. L'analisi del testo fatela con lui, io vi assicuro che è dolce, gentile, prmeuroso, protettivo". E l'influenza di queste parole sui più giovani? "Bambini e ragazzi vengono influenzati dai genitori, non dalle canzoni o dai film". Giulia difende anche la chirurgia estetica per le giovanissime. Con un purché: "Fatelo per sentirvi meglio e più felici, non per seguire tendenze". Assicura: "Ci sono dei giorni un cui vi trovate orrendi o non avete voglia di uscire? Accogliete il momento e con il tempo passa tutto".
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      <pubDate>Thu, 16 Jan 2025 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>Le armi, la scorta, gli attacchi politici. Saviano si racconta: “La felicità? Fare una passeggiata”</title>
      <description>Le armi, che "o le conosci o le subisci". I bambini, che imbracciano fucili in ogni parte del mondo, ma soprattutto in Africa, o si sparano per niente, a Napoli. Meloni, "che mi ha ridotto a simbolo e nemico, mi tratta furbescamente da pari - mentre non lo siamo affatto - per non rendere conto di niente e per distrarre da inchieste come quelle di Brescia che coinvolgono uomini di Fratelli d'Italia". Caivano, dove "è stato fatto solo qualche sgombero, una piscina e un po' di ordine pubblico, ma nulla contro l'industria criminale". Il ddl dicurezza, che "ci porta verso una democratura". La vita sotto scorta, con il futuro che non si vede e la felicità stretta in una passeggiata e il sogno dell'Andalusia. È un fiume in piena Roberto Saviano in studio con Giulia Santerini. Ha appena firmato il podcast, "650 al minuto. L‘incredibile storia del Kalashnikov". Dieci episodi su Audible in cui racconta la storia del fucile più iconico di sempre e che ha fatto più vittime di HIV,  bomba atomica, peste bubbonica, malaria, attentati di Isis e Al-Qaeda messi insieme. Si stima che esistano oggi 100 milioni di esemplari di AK-47, vecchi e nuovi, nel mondo. Ma potrebbero essere il doppio. Saviano ci aiuta a capire perché il mercato delle armi determini l'ordine del mondo senza mai perdere quella passione e il talento per il racconto che lo contraddistinguono da sempre. Esemplare la storia del dono di Fidel Castro ad Allende...
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      <pubDate>Wed, 18 Dec 2024 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Le armi, che "o le conosci o le subisci". I bambini, che imbracciano fucili in ogni parte del mondo, ma soprattutto in Africa, o si sparano per niente, a Napoli. Meloni, "che mi ha ridotto a simbolo e nemico, mi tratta furbescamente da pari - mentre non lo siamo affatto - per non rendere conto di niente e per distrarre da inchieste come quelle di Brescia che coinvolgono uomini di Fratelli d'Italia". Caivano, dove "è stato fatto solo qualche sgombero, una piscina e un po' di ordine pubblico, ma nulla contro l'industria criminale". Il ddl dicurezza, che "ci porta verso una democratura". La vita sotto scorta, con il futuro che non si vede e la felicità stretta in una passeggiata e il sogno dell'Andalusia. È un fiume in piena Roberto Saviano in studio con Giulia Santerini. Ha appena firmato il podcast, "650 al minuto. L‘incredibile storia del Kalashnikov". Dieci episodi su Audible in cui racconta la storia del fucile più iconico di sempre e che ha fatto più vittime di HIV,  bomba atomica, peste bubbonica, malaria, attentati di Isis e Al-Qaeda messi insieme. Si stima che esistano oggi 100 milioni di esemplari di AK-47, vecchi e nuovi, nel mondo. Ma potrebbero essere il doppio. Saviano ci aiuta a capire perché il mercato delle armi determini l'ordine del mondo senza mai perdere quella passione e il talento per il racconto che lo contraddistinguono da sempre. Esemplare la storia del dono di Fidel Castro ad Allende...
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        <![CDATA[<p>Le armi, che "o le conosci o le subisci". I bambini, che imbracciano fucili in ogni parte del mondo, ma soprattutto in Africa, o si sparano per niente, a Napoli. Meloni, "che mi ha ridotto a simbolo e nemico, mi tratta furbescamente da pari - mentre non lo siamo affatto - per non rendere conto di niente e per distrarre da inchieste come quelle di Brescia che coinvolgono uomini di Fratelli d'Italia". Caivano, dove "è stato fatto solo qualche sgombero, una piscina e un po' di ordine pubblico, ma nulla contro l'industria criminale". Il ddl dicurezza, che "ci porta verso una democratura". La vita sotto scorta, con il futuro che non si vede e la felicità stretta in una passeggiata e il sogno dell'Andalusia. È un fiume in piena Roberto Saviano in studio con Giulia Santerini. Ha appena firmato il podcast, "650 al minuto. L‘incredibile storia del Kalashnikov"<em>. </em>Dieci episodi su Audible in cui racconta la storia del fucile più iconico di sempre e che ha fatto più vittime di HIV,  bomba atomica, peste bubbonica, malaria, attentati di Isis e Al-Qaeda messi insieme. Si stima che esistano oggi 100 milioni di esemplari di AK-47, vecchi e nuovi, nel mondo. Ma potrebbero essere il doppio. Saviano ci aiuta a capire perché il mercato delle armi determini l'ordine del mondo senza mai perdere quella passione e il talento per il racconto che lo contraddistinguono da sempre. Esemplare la storia del dono di Fidel Castro ad Allende...</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Gianluca Gotto, nomade digitale zen: "La ricetta per essere felici? Farsi le domande giuste"</title>
      <description>Gianluca Gotto, classe 1980, ha mezzo milione di follower su Ig, lavora da molto remoto, scrivendo per il suo blog, riviste ma soprattutto libri: è al sesto volume per Mondadori: "Quando inizia la felicità. Di domande, nascite e rinascite". Con l'ultimo aveva superato le 700mila copie. Nato a Torino, da 15 anni non si è fermato per più di sei mesi nello stesso Paese. In un itinerario che parte dall'Australia, passa per il Canada e infine lo sta portando in ogni angolo dell'Asia. Il suo TEDx Come essere felici ogni singolo giorno è tra i più visualizzati di sempre in lingua italiana, viene invitato di continuo a festival e conferenze e riceve ogni giono una quantità incredibile di richieste di aiuto e consigli. Giulia Santerini lo ha invitato in studio per cercare di mettere insieme un decalogo della felicità alla portata di tutti, anche chi non ha la forza o la voglia di cambiare posto nel mondo, ma vuole semplicemente stare meglio con se stesso e con gli altri. Magari nella sua città!
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      <pubDate>Wed, 10 Jul 2024 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Gianluca Gotto, classe 1980, ha mezzo milione di follower su Ig, lavora da molto remoto, scrivendo per il suo blog, riviste ma soprattutto libri: è al sesto volume per Mondadori: "Quando inizia la felicità. Di domande, nascite e rinascite". Con l'ultimo aveva superato le 700mila copie. Nato a Torino, da 15 anni non si è fermato per più di sei mesi nello stesso Paese. In un itinerario che parte dall'Australia, passa per il Canada e infine lo sta portando in ogni angolo dell'Asia. Il suo TEDx Come essere felici ogni singolo giorno è tra i più visualizzati di sempre in lingua italiana, viene invitato di continuo a festival e conferenze e riceve ogni giono una quantità incredibile di richieste di aiuto e consigli. Giulia Santerini lo ha invitato in studio per cercare di mettere insieme un decalogo della felicità alla portata di tutti, anche chi non ha la forza o la voglia di cambiare posto nel mondo, ma vuole semplicemente stare meglio con se stesso e con gli altri. Magari nella sua città!
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        <![CDATA[<p>Gianluca Gotto, classe 1980, ha mezzo milione di follower su Ig, lavora da molto remoto, scrivendo per il suo blog, riviste ma soprattutto libri: è al sesto volume per Mondadori: "Quando inizia la felicità. Di domande, nascite e rinascite". Con l'ultimo aveva superato le 700mila copie. Nato a Torino, da 15 anni non si è fermato per più di sei mesi nello stesso Paese. In un itinerario che parte dall'Australia, passa per il Canada e infine lo sta portando in ogni angolo dell'Asia. Il suo TEDx Come essere felici ogni singolo giorno è tra i più visualizzati di sempre in lingua italiana, viene invitato di continuo a festival e conferenze e riceve ogni giono una quantità incredibile di richieste di aiuto e consigli. Giulia Santerini lo ha invitato in studio per cercare di mettere insieme un decalogo della felicità alla portata di tutti, anche chi non ha la forza o la voglia di cambiare posto nel mondo, ma vuole semplicemente stare meglio con se stesso e con gli altri. Magari nella sua città!</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Food for profit, Giulia Innocenzi: "Così torturiamo gli animali e rischiamo nuove pandemie"</title>
      <description>Video choc che mostrano maltrattamenti impensabili su mucche e maiali, polli e tacchini. E condizioni di lavoro illegali e inaccettabili. Con rischi gravissimi per la nostra salute. In Germania come in Francia, in Polonia e in Italia. Tutti in allevamenti intensivi, quelli dai quali vengono i nove decimi della nostra carne. E interviste esclusive con telecamera nascosta a eurodeputati pronti a far passare di tutto, eugenetica compresa. Li vediamo in "Food for profit", il documentario di Giulia Innocenzi e Pablo D'Ambrosi che in poche settimane è diventato un fenomeno grazie al passaparola: è arrivato al quarto posto della classifica dei più visti in Italia senza un grande distributore sui circuiti ufficiali, ma solo con proiezioni on demand in tutta Italia (prenota qui). Al centro dell'attenzione del film, nato senza produttore ma solo grazie alle donazioni e al lavoro gratuito di Giulia e Pablo, ci sono 374 miliardi di euro che l’Europa ha destinato con la Pac agli allevamenti intensivi di qui al 2027. Altro che Green Deal. Oggi Innocenzi rischia cause milionarie ma continua il suo lavoro di indagine. Scopriamo cosa la spinge e perché è convinta che le cose possano cambiare, partendo dalla nostra tavola ma anche dal voto per le prossime Europee e da una firma alla petizione di Eumans.
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      <pubDate>Wed, 08 May 2024 22:15:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Video choc che mostrano maltrattamenti impensabili su mucche e maiali, polli e tacchini. E condizioni di lavoro illegali e inaccettabili. Con rischi gravissimi per la nostra salute. In Germania come in Francia, in Polonia e in Italia. Tutti in allevamenti intensivi, quelli dai quali vengono i nove decimi della nostra carne. E interviste esclusive con telecamera nascosta a eurodeputati pronti a far passare di tutto, eugenetica compresa. Li vediamo in <a href="https://www.foodforprofit.com/it/">"Food for profit"</a>, il documentario di Giulia Innocenzi e Pablo D'Ambrosi che in poche settimane è diventato un <a href="https://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2024/05/05/news/stesara_in_tv_report_food_for_profit-422827016/">fenomeno</a> grazie al passaparola: è arrivato al <a href="https://www.huffingtonpost.it/blog/2024/04/02/news/perche_tutti_dovrebbero_vedere_food_for_profit-15534355/">quarto posto</a> della classifica dei più visti in Italia senza un grande distributore sui circuiti ufficiali, ma solo con proiezioni on demand in tutta Italia (<a href="https://www.foodforprofit.com/it/proiezioni/">prenota qui</a>). Al centro dell'attenzione del film, nato senza produttore ma solo grazie alle donazioni e al lavoro gratuito di Giulia e Pablo, ci sono 374 miliardi di euro che l’Europa ha destinato con la Pac agli allevamenti intensivi di qui al 2027. Altro che Green Deal. Oggi Innocenzi rischia cause milionarie ma continua il suo lavoro di indagine. Scopriamo cosa la spinge e perché è convinta che le cose possano cambiare, partendo dalla nostra tavola ma anche dal voto per le prossime Europee e da una firma alla <a href="https://www.eumans.eu/stop-sussidi-agli-allevamenti-intensivi/">petizione</a> di Eumans.</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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