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    <title>Epstein Files - Analisi di un sistema</title>
    <language>it</language>
    <copyright></copyright>
    <description>Il 19 novembre del 2025 il governo statunitense firma The Epstein Files Transparency Act, che impone di rendere pubblici tutti i cosiddetti Epstein Files. Il 30 gennaio del 2026, a più di sei anni dal misterioso suicidio in carcere di Jeffrey Epstein, il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti d’America rilascia sul proprio sito tre milioni e mezzo di file. 

Si tratta di un quantitativo inimmaginabile di mail, documenti, fotografie e video che legano il criminale pedofilo condannato per traffico di minori a gran parte dei potenti del pianeta. Ma è solo la punta dell'iceberg. 

Dentro ci sono politici, intellettuali, industriali, magnati, reali, personaggi dello spettacolo. Una rete infinita di relazioni che ha condizionato il nostro mondo. E che continua a farlo ancora oggi. 

Ma come ci si orienta in questo tentacolare labirinto di nomi e notizie? Come si decifra un archivio così intricato da sembrare costruito solo per confondere? Che impatto hanno  - e potranno ancora avere - le informazioni che stanno emergendo un po' alla volta da questa sordida rete di relazioni e potere? Da qui inizia il podcast 'Epstein Files: Analisi di un Sistema'. 

In ogni puntata verrà inserita nella Epstein Library - il motore di ricerca del ministero della giustizia Usa - una parola-chiave, che diventa il fil rouge attraverso il quale analizzare un aspetto, un personaggio o un avvenimento collegato ai Files. Un racconto in tempo reale dello scandalo del secolo. Ogni mercoledì un nuovo episodio.

 

Federico Bernocchi, autore e conduttore radiofonico, giornalista e critico cinematografico, vive diviso tra Italia e Stati Uniti: tra Milano, la sua città, e Boston che lo ospita da ormai da più di sei anni.

Chiara Nardinocchi, giornalista del gruppo Gedi, si occupa di approfondimenti e Data journalism e fa parte della redazione del VisualLab.</description>
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Si tratta di un quantitativo inimmaginabile di mail, documenti, fotografie e video che legano il criminale pedofilo condannato per traffico di minori a gran parte dei potenti del pianeta. Ma è solo la punta dell'iceberg. 

Dentro ci sono politici, intellettuali, industriali, magnati, reali, personaggi dello spettacolo. Una rete infinita di relazioni che ha condizionato il nostro mondo. E che continua a farlo ancora oggi. 

Ma come ci si orienta in questo tentacolare labirinto di nomi e notizie? Come si decifra un archivio così intricato da sembrare costruito solo per confondere? Che impatto hanno  - e potranno ancora avere - le informazioni che stanno emergendo un po' alla volta da questa sordida rete di relazioni e potere? Da qui inizia il podcast 'Epstein Files: Analisi di un Sistema'. 

In ogni puntata verrà inserita nella Epstein Library - il motore di ricerca del ministero della giustizia Usa - una parola-chiave, che diventa il fil rouge attraverso il quale analizzare un aspetto, un personaggio o un avvenimento collegato ai Files. Un racconto in tempo reale dello scandalo del secolo. Ogni mercoledì un nuovo episodio.

 

Federico Bernocchi, autore e conduttore radiofonico, giornalista e critico cinematografico, vive diviso tra Italia e Stati Uniti: tra Milano, la sua città, e Boston che lo ospita da ormai da più di sei anni.

Chiara Nardinocchi, giornalista del gruppo Gedi, si occupa di approfondimenti e Data journalism e fa parte della redazione del VisualLab.</itunes:summary>
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<p>Si tratta di un quantitativo inimmaginabile di mail, documenti, fotografie e video che legano il criminale pedofilo condannato per traffico di minori a gran parte dei potenti del pianeta. Ma è solo la punta dell'iceberg. </p>
<p>Dentro ci sono politici, intellettuali, industriali, magnati, reali, personaggi dello spettacolo. Una rete infinita di relazioni che ha condizionato il nostro mondo. E che continua a farlo ancora oggi. </p>
<p>Ma come ci si orienta in questo tentacolare labirinto di nomi e notizie? Come si decifra un archivio così intricato da sembrare costruito solo per confondere? Che impatto hanno  - e potranno ancora avere - le informazioni che stanno emergendo un po' alla volta da questa sordida rete di relazioni e potere? Da qui inizia il podcast 'Epstein Files: Analisi di un Sistema'. </p>
<p>In ogni puntata verrà inserita nella Epstein Library - il motore di ricerca del ministero della giustizia Usa - una parola-chiave, che diventa il fil rouge attraverso il quale analizzare un aspetto, un personaggio o un avvenimento collegato ai Files. Un racconto in tempo reale dello scandalo del secolo. Ogni mercoledì un nuovo episodio.</p>
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<p>Federico Bernocchi, autore e conduttore radiofonico, giornalista e critico cinematografico, vive diviso tra Italia e Stati Uniti: tra Milano, la sua città, e Boston che lo ospita da ormai da più di sei anni.</p>
<p>Chiara Nardinocchi, giornalista del gruppo Gedi, si occupa di approfondimenti e Data journalism e fa parte della redazione del VisualLab.</p>]]>
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      <title>9. "DOCTOR": COME EPSTEIN USAVA I MEDICI PER CONTROLLARE LE SUE VITTIME</title>
      <description>L'amicizia decennale con la sua ex compagna, diventata medico di spicco del Mount Sinai Hospital, una delle istituzioni sanitarie più antiche e prestigiose degli States. Il chirurgo che "opera" una giovane sul tavolo della sua sala da pranzo. La fissazione per la salute riproduttiva delle "sue ragazze" sempre pronte "all'uso", per ingraziarsi i favori della sua cerchia di uomini potenti per poi poterli ricattare. Quello di Jeffrey Epstein con la medicina è un rapporto che incrocia potere, soldi e sesso. Centinaia di migliaia i dollari donati agli ospedali, ma anche una lunga lista di amici che ha aiutato con consulti e appuntamenti con specialisti di fama mondiale. La parola-chiave di oggi è "Doctor".
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      <pubDate>Tue, 28 Apr 2026 22:15:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>L'amicizia decennale con la sua ex compagna, diventata medico di spicco del Mount Sinai Hospital, una delle istituzioni sanitarie più antiche e prestigiose degli States. Il chirurgo che "opera" una giovane sul tavolo della sua sala da pranzo. La fissazione per la salute riproduttiva delle "sue ragazze" sempre pronte "all'uso", per ingraziarsi i favori della sua cerchia di uomini potenti per poi poterli ricattare. Quello di Jeffrey Epstein con la medicina è un rapporto che incrocia potere, soldi e sesso. Centinaia di migliaia i dollari donati agli ospedali, ma anche una lunga lista di amici che ha aiutato con consulti e appuntamenti con specialisti di fama mondiale. La parola-chiave di oggi è "Doctor".</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>8. "ITALIANS": GLI AMICI, I CONTATTI E GLI INTERESSI DI EPSTEIN NEL NOSTRO PAESE</title>
      <description>Inserendo la parola "Italian" nell'archivio del Dipartimento di Giustizia Usa, risultano 3.190 documenti. E non si tratta solo di mete turistiche, cultura, gastronomia e arte, ma anche di affari, di contatti con famiglie potenti e di donne, spesso al centro di conversazioni dai toni sessisti e predatori. Ma è nella politica che il miliardario newyorkese cerca di insinuarsi con maggior interesse, facendo del nostro Paese un vero e proprio "laboratorio" in cui, assieme all'ex stratega di Trump, Steve Bannon, prova a creare un movimento globale di partiti delle destre populiste. Ma a fare da ponte fra Italia e Stati Uniti c'è anche Paolo Zampolli, in questi giorni tornato all'attenzione pubblica per le dichiarazioni della sua ex compagna su Melania Trump. La parola-chiave di questa puntata è dunque "Italians".
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      <pubDate>Tue, 21 Apr 2026 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <title>7. "MELANIA": DI COSA HA PAURA LA FIRST LADY? </title>
      <description>Quando il 9 aprile è apparsa davanti alla stampa presente alla Casa Bianca per una dichiarazione spontanea e non programmata sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein, la domanda che ha attraversato l'aria rimanendo sospesa sulla testa dei giornalisti e dell'opinione pubblica mondiale è stata una: perché la first lady parla proprio adesso? Per capirlo ripercorriamo la storia dell'ex modella slovena, dal suo arrivo negli States al suo incontro con Trump, attraverso il racconto di chi, come lo scrittore Michael Wolff (autore di quattro best seller su Donald Trump), da decenni conferma un collegamento stretto tra gli attuali inquilini della Casa Bianca e il pedofilo americano. E poi raccontiamo dell'inchiesta del New York Times sull'italo-americano Paolo Zampolli e della sua ex moglie, l'ex modella Amanda Ungaro, che per 20 anni ha avuto contatti con i Trump e che ora minaccia sui social di rivelare verità scomode per la coppia presidenziale. Scomode come la risposta delle vittime che, dopo le dichiarazioni di Melania, l'hanno accusata di voler scaricare su di loro la responsabilità dell'inazione di chi, in tutti questi anni, ha ignorato le loro denunce invece di attivare la macchina della giustizia. Come Pam Bondi, ex Attorney general, licenziata di recente da Donald Trump per la cattiva gestione degli Epstein Files ma, secondo molti, anche per impedirle di testimoniare di fronte alla Commissione di Vigilanza della Camera del Congresso degli Stati Uniti. La parola-chiave di questa puntata è dunque "Melania".
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      <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Quando il 9 aprile è apparsa davanti alla stampa presente alla Casa Bianca per una dichiarazione spontanea e non programmata sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein, la domanda che ha attraversato l'aria rimanendo sospesa sulla testa dei giornalisti e dell'opinione pubblica mondiale è stata una: perché la first lady parla proprio adesso? Per capirlo ripercorriamo la storia dell'ex modella slovena, dal suo arrivo negli States al suo incontro con Trump, attraverso il racconto di chi, come lo scrittore Michael Wolff (autore di quattro best seller su Donald Trump), da decenni conferma un collegamento stretto tra gli attuali inquilini della Casa Bianca e il pedofilo americano. E poi raccontiamo dell'inchiesta del New York Times sull'italo-americano Paolo Zampolli e della sua ex moglie, l'ex modella Amanda Ungaro, che per 20 anni ha avuto contatti con i Trump e che ora minaccia sui social di rivelare verità scomode per la coppia presidenziale. Scomode come la risposta delle vittime che, dopo le dichiarazioni di Melania, l'hanno accusata di voler scaricare su di loro la responsabilità dell'inazione di chi, in tutti questi anni, ha ignorato le loro denunce invece di attivare la macchina della giustizia. Come Pam Bondi, ex Attorney general, licenziata di recente da Donald Trump per la cattiva gestione degli Epstein Files ma, secondo molti, anche per impedirle di testimoniare di fronte alla Commissione di Vigilanza della Camera del Congresso degli Stati Uniti. La parola-chiave di questa puntata è dunque "Melania".
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      <title>6. "MODELS": EPSTEIN E LE ANIME NERE DELLA MODA</title>
      <description>Si è finto talent scout di modelle per attirare giovani donne e farle cadere nella sua rete di abusi e violenze. A tesserla, anche il suo braccio destro, l'agente francese Jean-Luc Brunel che, con Epstein, ha condiviso anche un tragico epilogo: Brunel è stato infatti trovato morto suicida nel carcere dove si trovava, accusato di violenza sessuale su minore. E poi Faith Kates, co-fondatrice, insieme a Jean-Luc Brunel, dell'agenzia di modelle Next Management, che un'inchiesta della Cbs ha accusato di aver fornito a Epstein centinaia di ragazze nell'arco di in un'amicizia di 40 anni. Nella storia entrano anche nomi eclatanti come quello di Naomi Campbell, che le vittime hanno indicato come "esca" che Epstein utilizzava per rendere credibile il suo alibi di "recruiter di modelle", e anche un nome italiano, quello d Gianni Serazzi, imprenditore del lusso che con Epstein non è mai riuscito, per sua fortuna, a costruire il sogno di una grande agenzia di moda di respiro mondiale. Infine, le novità sugli Epstein files che arrivano da Londra, con la mail su un favore chiesto dal pedofilo americano, ossia di portare la sua "figlioccia" in visita al n.10 di Downing street, e da Washington, dove Trump ha messo fine alla parabola politica di Pam Bondi, ora ex attorney general, finita nell'occhio del ciclone anche per la gestione a dir poco scomposta degli Epstein Files. La parola-chiave di oggi è: "Models".
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      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 06:48:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Si è finto talent scout di modelle per attirare giovani donne e farle cadere nella sua rete di abusi e violenze. A tesserla, anche il suo braccio destro, l'agente francese Jean-Luc Brunel che, con Epstein, ha condiviso anche un tragico epilogo: Brunel è stato infatti trovato morto suicida nel carcere dove si trovava, accusato di violenza sessuale su minore. E poi Faith Kates, co-fondatrice, insieme a Jean-Luc Brunel, dell'agenzia di modelle Next Management, che un'inchiesta della Cbs ha accusato di aver fornito a Epstein centinaia di ragazze nell'arco di in un'amicizia di 40 anni. Nella storia entrano anche nomi eclatanti come quello di Naomi Campbell, che le vittime hanno indicato come "esca" che Epstein utilizzava per rendere credibile il suo alibi di "recruiter di modelle", e anche un nome italiano, quello d Gianni Serazzi, imprenditore del lusso che con Epstein non è mai riuscito, per sua fortuna, a costruire il sogno di una grande agenzia di moda di respiro mondiale. Infine, le novità sugli Epstein files che arrivano da Londra, con la mail su un favore chiesto dal pedofilo americano, ossia di portare la sua "figlioccia" in visita al n.10 di Downing street, e da Washington, dove Trump ha messo fine alla parabola politica di Pam Bondi, ora ex attorney general, finita nell'occhio del ciclone anche per la gestione a dir poco scomposta degli Epstein Files. La parola-chiave di oggi è: "Models".
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<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>5. "MOSSAD": IL FILO INVISIBILE CHE LEGA EPSTEIN ALL'INTELLIGENCE ISRAELIANA </title>
      <description>Nella Epstein Library sono 190 i file in cui è presente la parola "Mossad", i servizi segreti dello Stato Israeliano. Nonostante gli indizi, non ci sono certezze sul fatto che Jeffrey Epstein fosse effettivamente un agente dell'intelligence ma, scorrendo i documenti e le conversazioni, emerge innegabile un forte legame con personalità vicine o direttamente coinvolte nell'apparato di spionaggio. Da Ehud Barak, ex premier israeliano e nemico giurato di Benjamin Netanyahu - che nelle elezioni del 2019 ha usato proprio lo scandalo di Epstein per screditare il suo avversario - a Yoni Koren, ufficiale dell'intelligence militare che ha soggiornato diverse volte a Manhattan negli appartamenti del milionario pedofilo. E poi gli artefici della sua fortuna finanziaria, ossia Les Wexner e Jes Staley, entrambi con forti interessi economici e legami con Tel Aviv. Dal passato arriviamo alla storia di oggi, dove proprio contro Israele, Trump e le nuove guerre milioni di persone si sono riversate nelle strade di tutto il mondo, per protestare anche contro l'impunità degli uomini presenti negli Epstein Files. E infine ancora soldi. Questa volta quelli che dovrà versare la Bank of America per evitare future cause legali, per aver salvaguardato i conti con cui Epstein foraggiava le sue attività illecite. La parola-chiave di oggi è "Mossad".
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      <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Nella Epstein Library sono 190 i file in cui è presente la parola "Mossad", i servizi segreti dello Stato Israeliano. Nonostante gli indizi, non ci sono certezze sul fatto che Jeffrey Epstein fosse effettivamente un agente dell'intelligence ma, scorrendo i documenti e le conversazioni, emerge innegabile un forte legame con personalità vicine o direttamente coinvolte nell'apparato di spionaggio. Da Ehud Barak, ex premier israeliano e nemico giurato di Benjamin Netanyahu - che nelle elezioni del 2019 ha usato proprio lo scandalo di Epstein per screditare il suo avversario - a Yoni Koren, ufficiale dell'intelligence militare che ha soggiornato diverse volte a Manhattan negli appartamenti del milionario pedofilo. E poi gli artefici della sua fortuna finanziaria, ossia Les Wexner e Jes Staley, entrambi con forti interessi economici e legami con Tel Aviv. Dal passato arriviamo alla storia di oggi, dove proprio contro Israele, Trump e le nuove guerre milioni di persone si sono riversate nelle strade di tutto il mondo, per protestare anche contro l'impunità degli uomini presenti negli Epstein Files. E infine ancora soldi. Questa volta quelli che dovrà versare la Bank of America per evitare future cause legali, per aver salvaguardato i conti con cui Epstein foraggiava le sue attività illecite. La parola-chiave di oggi è "Mossad".
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        <![CDATA[<p>Nella Epstein Library sono 190 i file in cui è presente la parola "Mossad", i servizi segreti dello Stato Israeliano. Nonostante gli indizi, non ci sono certezze sul fatto che Jeffrey Epstein fosse effettivamente un agente dell'intelligence ma, scorrendo i documenti e le conversazioni, emerge innegabile un forte legame con personalità vicine o direttamente coinvolte nell'apparato di spionaggio. Da Ehud Barak, ex premier israeliano e nemico giurato di Benjamin Netanyahu - che nelle elezioni del 2019 ha usato proprio lo scandalo di Epstein per screditare il suo avversario - a Yoni Koren, ufficiale dell'intelligence militare che ha soggiornato diverse volte a Manhattan negli appartamenti del milionario pedofilo. E poi gli artefici della sua fortuna finanziaria, ossia Les Wexner e Jes Staley, entrambi con forti interessi economici e legami con Tel Aviv. Dal passato arriviamo alla storia di oggi, dove proprio contro Israele, Trump e le nuove guerre milioni di persone si sono riversate nelle strade di tutto il mondo, per protestare anche contro l'impunità degli uomini presenti negli Epstein Files. E infine ancora soldi. Questa volta quelli che dovrà versare la Bank of America per evitare future cause legali, per aver salvaguardato i conti con cui Epstein foraggiava le sue attività illecite. La parola-chiave di oggi è "Mossad".</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>4. "MONEY": COME UN RAGAZZO DI BROOKLYN HA CONQUISTATO (E TRUFFATO) MANHATTAN</title>
      <description>Partiamo dall'ultimo documento scoperto negli Epstein files che proverebbe come per 5 anni l'Fbi abbia indagato sul pedofilo milionario non solo per crimini sessuali bensì anche per reati che riguardano il riciclaggio e lo spaccio di stupefacenti. La rete di Epstein continua ad allargarsi, ma da dove è iniziato tutto questo? Nato nel 1953 in una famiglia ebrea della piccola borghesia di Coney Island, Jeffrey Epstein alla sua morte, nel 2019, poteva contare su un patrimonio superiore al mezzo miliardo di dollari. Partito falsificando il suo curriculum per poter insegnare in una scuola privata di Manhattan, in pochi anni Epstein ha scalato la finanza globale lasciando dietro di sé le rovine dei suoi ex soci. Eppure, per 40 anni, grazie alle sue doti manipolatorie e al bagaglio di conoscenze e patrimoni in suo potere, il magnate ha avuto accesso ai più grandi istituti bancari del mondo. JpMorgan e Deutsche Bank hanno dovuto pagare centinaia di milioni di dollari tra sanzioni e risarcimenti. Ma nella lista di chi ha pagato - in tribunale o con la carriera - il prezzo di aver contribuito alla scalata del pedofilo milionario, ci sono gli ex mentori, amici, a volte complici come il finanziere Steven Hoffenberg, il proprietario - fra le altre cose - di Victoria's Secret Les Wexner o il banchiere Jes Staley. In questa puntata, facciamo un ritratto nel database della Epstein Library inseriamo la parola "Money".
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      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Partiamo dall'ultimo documento scoperto negli Epstein files che proverebbe come per 5 anni l'Fbi abbia indagato sul pedofilo milionario non solo per crimini sessuali bensì anche per reati che riguardano il riciclaggio e lo spaccio di stupefacenti. La rete di Epstein continua ad allargarsi, ma da dove è iniziato tutto questo? Nato nel 1953 in una famiglia ebrea della piccola borghesia di Coney Island, Jeffrey Epstein alla sua morte, nel 2019, poteva contare su un patrimonio superiore al mezzo miliardo di dollari. Partito falsificando il suo curriculum per poter insegnare in una scuola privata di Manhattan, in pochi anni Epstein ha scalato la finanza globale lasciando dietro di sé le rovine dei suoi ex soci. Eppure, per 40 anni, grazie alle sue doti manipolatorie e al bagaglio di conoscenze e patrimoni in suo potere, il magnate ha avuto accesso ai più grandi istituti bancari del mondo. JpMorgan e Deutsche Bank hanno dovuto pagare centinaia di milioni di dollari tra sanzioni e risarcimenti. Ma nella lista di chi ha pagato - in tribunale o con la carriera - il prezzo di aver contribuito alla scalata del pedofilo milionario, ci sono gli ex mentori, amici, a volte complici come il finanziere Steven Hoffenberg, il proprietario - fra le altre cose - di Victoria's Secret Les Wexner o il banchiere Jes Staley. In questa puntata, facciamo un ritratto nel database della Epstein Library inseriamo la parola "Money".
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        <![CDATA[<p>Partiamo dall'ultimo documento scoperto negli Epstein files che proverebbe come per 5 anni l'Fbi abbia indagato sul pedofilo milionario non solo per crimini sessuali bensì anche per reati che riguardano il riciclaggio e lo spaccio di stupefacenti. La rete di Epstein continua ad allargarsi, ma da dove è iniziato tutto questo? Nato nel 1953 in una famiglia ebrea della piccola borghesia di Coney Island, Jeffrey Epstein alla sua morte, nel 2019, poteva contare su un patrimonio superiore al mezzo miliardo di dollari. Partito falsificando il suo curriculum per poter insegnare in una scuola privata di Manhattan, in pochi anni Epstein ha scalato la finanza globale lasciando dietro di sé le rovine dei suoi ex soci. Eppure, per 40 anni, grazie alle sue doti manipolatorie e al bagaglio di conoscenze e patrimoni in suo potere, il magnate ha avuto accesso ai più grandi istituti bancari del mondo. JpMorgan e Deutsche Bank hanno dovuto pagare centinaia di milioni di dollari tra sanzioni e risarcimenti. Ma nella lista di chi ha pagato - in tribunale o con la carriera - il prezzo di aver contribuito alla scalata del pedofilo milionario, ci sono gli ex mentori, amici, a volte complici come il finanziere Steven Hoffenberg, il proprietario - fra le altre cose - di Victoria's Secret Les Wexner o il banchiere Jes Staley. In questa puntata, facciamo un ritratto nel database della Epstein Library inseriamo la parola "Money".</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>3. "ROYAL": LE FOTO DELLO SCANDALO CHE FANNO TREMARE LA CORONA (E IL GOVERNO) INGLESE </title>
      <description>Partiamo da tre fotografie che coprono un arco di 30 anni. Ognuna testimonia come il miliardario pedofilo Jeffrey Epstein sia riuscito a inserirsi in casa Windsor e a espandere la propria rete fino a dentro Buckingham Palace. A scoperchiare il vaso di Pandora sono state due coraggiose ragazze, entrambe diciassettenni all'epoca dei fatti, che accusano uomini potenti e ricchissimi: Virginia Giuffre e un'altra giovane protetta dall'anonimato. Partiamo dalle ultime notizie che collegano a Epstein il magnate egiziano Mohammed Al Fayed, padre di Dodi, l'ultimo compagno di Diana Spencer, morto insieme alla principessa nel 1997 nell'incidente di Parigi. E ripercorriamo il fiume di accuse che ha travolto l'ex principe Andrea, arrestato tuttavia non per reati sessuali ma per "condotta illecita nell'esercizio di funzioni pubbliche", la sua ex moglie Sarah Ferguson e la casa reale. Ma restando nel Regno Unito, negli Epstein files troviamo anche il cosiddetto "principe delle Tenebre" Peter Mandelson, ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, accusato di aver passato informazioni riservate al finanziere americano. Uno scandalo che potrebbe dare il colpo definitivo al governo sempre più precario di Starmer. In questa puntata, la parola-chiave che inseriamo nel database degli Epstein Files è "Royal".
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      <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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        <![CDATA[<p>Partiamo da tre fotografie che coprono un arco di 30 anni. Ognuna testimonia come il miliardario pedofilo Jeffrey Epstein sia riuscito a inserirsi in casa Windsor e a espandere la propria rete fino a dentro Buckingham Palace. A scoperchiare il vaso di Pandora sono state due coraggiose ragazze, entrambe diciassettenni all'epoca dei fatti, che accusano uomini potenti e ricchissimi: Virginia Giuffre e un'altra giovane protetta dall'anonimato. Partiamo dalle ultime notizie che collegano a Epstein il magnate egiziano Mohammed Al Fayed, padre di Dodi, l'ultimo compagno di Diana Spencer, morto insieme alla principessa nel 1997 nell'incidente di Parigi. E ripercorriamo il fiume di accuse che ha travolto l'ex principe Andrea, arrestato tuttavia non per reati sessuali ma per "condotta illecita nell'esercizio di funzioni pubbliche", la sua ex moglie Sarah Ferguson e la casa reale. Ma restando nel Regno Unito, negli Epstein files troviamo anche il cosiddetto "principe delle Tenebre" Peter Mandelson, ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, accusato di aver passato informazioni riservate al finanziere americano. Uno scandalo che potrebbe dare il colpo definitivo al governo sempre più precario di Starmer. In questa puntata, la parola-chiave che inseriamo nel database degli Epstein Files è "Royal".</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>2. "SUBMISSION": IL METODO EPSTEIN E LA RETE DI GHISLAINE MAXWELL</title>
      <description>La testimonianza che accusa di abusi sessuali e violenza su una 13enne direttamente il presidente Donald Trump fa tremare la Casa Bianca e c'è chi vede nell'attacco all'Iran l'ennesimo tentativo di distogliere l'attenzione dalle verità nascoste negli Epstein Files. Tentativo, se così fosse, riuscito, dato che da quando è iniziata la nuova guerra, negli USA le ricerche su Google collegate agli Epstein files sono diminuite del 95% .  Ma dalle 16 pagine (e ne mancano all'appello altre 37) che raccolgono le parole della giovane abusata emerge anche quello che potremmo chiamare "il metodo Epstein". Una tela tessuta per attrarre le vittime e renderle allo stesso tempo reclutatrici di altre giovanissime . Una dinamica malata di potere tra chi sottomette e chi è costretto a sottomettersi. Ma chi sono Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell?
Per capirlo, nel motore di ricerca della Epstein Library inseriamo in questa puntata la parola "Submission".
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      <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>La testimonianza che accusa di abusi sessuali e violenza su una 13enne direttamente il presidente Donald Trump fa tremare la Casa Bianca e c'è chi vede nell'attacco all'Iran l'ennesimo tentativo di distogliere l'attenzione dalle verità nascoste negli Epstein Files. Tentativo, se così fosse, riuscito, dato che da quando è iniziata la nuova guerra, negli USA le ricerche su Google collegate agli Epstein files sono diminuite del 95% .  Ma dalle 16 pagine (e ne mancano all'appello altre 37) che raccolgono le parole della giovane abusata emerge anche quello che potremmo chiamare "il metodo Epstein". Una tela tessuta per attrarre le vittime e renderle allo stesso tempo reclutatrici di altre giovanissime . Una dinamica malata di potere tra chi sottomette e chi è costretto a sottomettersi. Ma chi sono Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell?
Per capirlo, nel motore di ricerca della Epstein Library inseriamo in questa puntata la parola "Submission".
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Per capirlo, nel motore di ricerca della Epstein Library inseriamo in questa puntata la parola "Submission".<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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    <item>
      <title>1. PAROLA CHIAVE: "PRESIDENT". IL LINK FRA CLINTON, TRUMP E L'AMICO JEFFREY</title>
      <description>Dopo la pubblicazione degli Epstein files, gli ultimi 30 anni della storia della Casa Bianca sono finiti sotto i riflettori di tutto il mondo. E il 27 febbraio 2026, per la prima volta negli Stati Uniti, un ex presidente è stato costretto a testimoniare di fronte a una commissione del Congresso. Ma le deposizioni di Bill e Hillary Clinton, sulle quali Donald Trump aveva puntato nella sua campagna elettorale del 2024, potrebbero ora ritorcersi contro l'attuale presidente, il quale ha provato a spostare l'attenzione altrove. Partiamo da qui. Nella prima puntata del podcast, nel motore di ricerca della Epstein Library inseriamo la parola "President".
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      <pubDate>Tue, 03 Mar 2026 23:15:00 -0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Trailer - Epstein Files, analisi di un sistema</title>
      <description>Il 19 novembre del 2025 il governo statunitense firma The Epstein Files Transparency Act, che impone di rendere pubblici tutti i cosiddetti Epstein Files.

Il 30 gennaio del 2026, a più di sei anni dal misterioso suicidio in carcere di Jeffrey Epstein, il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti d’America rilascia sul proprio sito tre milioni e mezzo di file. 

Si tratta di un quantitativo inimmaginabile di mail, documenti, fotografie e video che legano il criminale pedofilo condannato per traffico di minori a gran parte dei potenti del pianeta. Ma è solo la punta dell'iceberg.

Un racconto in tempo reale dello scandalo del secolo. Ogni mercoledì, ogni settimana un nuovo episodio, per analizzare e mettere in ordine i nuovi elementi che emergono dalle carte e dalla cronaca.


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      <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 16:20:00 -0000</pubDate>
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Il 30 gennaio del 2026, a più di sei anni dal misterioso suicidio in carcere di Jeffrey Epstein, il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti d’America rilascia sul proprio sito tre milioni e mezzo di file. 

Si tratta di un quantitativo inimmaginabile di mail, documenti, fotografie e video che legano il criminale pedofilo condannato per traffico di minori a gran parte dei potenti del pianeta. Ma è solo la punta dell'iceberg.

Un racconto in tempo reale dello scandalo del secolo. Ogni mercoledì, ogni settimana un nuovo episodio, per analizzare e mettere in ordine i nuovi elementi che emergono dalle carte e dalla cronaca.


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<p>Il 30 gennaio del 2026, a più di sei anni dal misterioso suicidio in carcere di Jeffrey Epstein, il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti d’America rilascia sul proprio sito tre milioni e mezzo di file. </p>
<p>Si tratta di un quantitativo inimmaginabile di mail, documenti, fotografie e video che legano il criminale pedofilo condannato per traffico di minori a gran parte dei potenti del pianeta. Ma è solo la punta dell'iceberg.</p>
<p>Un racconto in tempo reale dello scandalo del secolo. Ogni mercoledì, ogni settimana un nuovo episodio, per analizzare e mettere in ordine i nuovi elementi che emergono dalle carte e dalla cronaca.

</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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