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    <title>ANSA L'impero dei Segni</title>
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    <copyright>ANSA</copyright>
    <description>Uomini, situazioni, eventi interpretati alla luce della loro comunicazione: il primo discorso di Carlo III, il successo di Banksy, la gestualità di Josè Mourinho. Un approfondimento condotto attraverso interviste ad un esperto di comunicazione.</description>
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    <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <title>Amica Luna</title>
      <description>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.

Dai Maya a Saffo, da Leopardi a Pavese fino ai Pink Floyd e Gianni Togni, la Luna è presente a tutti i livelli nella storia delle idee e della cultura materiale dell'uomo. E i un mondo sconvolto dal caos delle guerre e da quello economico, dominato da una figura come Trump, che definire ansiogena è davvero poco, le persone sono tornate ad interessarsi, dopo oltre 50 anni di fermo, alla missione Artemis II, che ha portato per la prima volta esseri umani a vedere anche il 'lato nascosto' della Luna. Cosa ci attrae così tanto nel nostro satellite? Proviamo a spiegarlo nel podcast della serie L'impero dei segni con l'aiuto di Alberto De Martini, ceo di Conic, esperto di comunicazione docente e saggista.   
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      <pubDate>Sat, 18 Apr 2026 05:30:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <itunes:summary>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.

Dai Maya a Saffo, da Leopardi a Pavese fino ai Pink Floyd e Gianni Togni, la Luna è presente a tutti i livelli nella storia delle idee e della cultura materiale dell'uomo. E i un mondo sconvolto dal caos delle guerre e da quello economico, dominato da una figura come Trump, che definire ansiogena è davvero poco, le persone sono tornate ad interessarsi, dopo oltre 50 anni di fermo, alla missione Artemis II, che ha portato per la prima volta esseri umani a vedere anche il 'lato nascosto' della Luna. Cosa ci attrae così tanto nel nostro satellite? Proviamo a spiegarlo nel podcast della serie L'impero dei segni con l'aiuto di Alberto De Martini, ceo di Conic, esperto di comunicazione docente e saggista.   
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<p>Dai Maya a Saffo, da Leopardi a Pavese fino ai Pink Floyd e Gianni Togni, la Luna è presente a tutti i livelli nella storia delle idee e della cultura materiale dell'uomo. E i un mondo sconvolto dal caos delle guerre e da quello economico, dominato da una figura come Trump, che definire ansiogena è davvero poco, le persone sono tornate ad interessarsi, dopo oltre 50 anni di fermo, alla missione Artemis II, che ha portato per la prima volta esseri umani a vedere anche il 'lato nascosto' della Luna. Cosa ci attrae così tanto nel nostro satellite? Proviamo a spiegarlo nel podcast della serie L'impero dei segni con l'aiuto di Alberto De Martini, ceo di Conic, esperto di comunicazione docente e saggista.   <br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Europa, un continente senza miti?</title>
      <description>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.

L'America è soprattutto quello, come abbiamo detto nell'ultima puntata di questa serie: il mito della libertà, della frontiera, delle opportunità ecc. Ma l'Europa? Perché è così poco sexy? Perché prevale la narrazione di una grigia congrega di buro-tecnocrati, cavillosi e indecisi a tutto, invece che quella del luogo geografico dove si vive di gran lunga meglio rispetto a tutto il resto del Pianeta? Cosa manca all'Europa per piacere e per far sentire italiani, spagnoli, francesi ecc. Innanzitutto europei e soprattutto per diventare un'entità attraente, rispettata e magari anche temuta? Ne parliamo con Alberto De Martini, esperto di comunicazione.
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      <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 17:27:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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L'America è soprattutto quello, come abbiamo detto nell'ultima puntata di questa serie: il mito della libertà, della frontiera, delle opportunità ecc. Ma l'Europa? Perché è così poco sexy? Perché prevale la narrazione di una grigia congrega di buro-tecnocrati, cavillosi e indecisi a tutto, invece che quella del luogo geografico dove si vive di gran lunga meglio rispetto a tutto il resto del Pianeta? Cosa manca all'Europa per piacere e per far sentire italiani, spagnoli, francesi ecc. Innanzitutto europei e soprattutto per diventare un'entità attraente, rispettata e magari anche temuta? Ne parliamo con Alberto De Martini, esperto di comunicazione.
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<p>L'America è soprattutto quello, come abbiamo detto nell'ultima puntata di questa serie: il mito della libertà, della frontiera, delle opportunità ecc. Ma l'Europa? Perché è così poco sexy? Perché prevale la narrazione di una grigia congrega di buro-tecnocrati, cavillosi e indecisi a tutto, invece che quella del luogo geografico dove si vive di gran lunga meglio rispetto a tutto il resto del Pianeta? Cosa manca all'Europa per piacere e per far sentire italiani, spagnoli, francesi ecc. Innanzitutto europei e soprattutto per diventare un'entità attraente, rispettata e magari anche temuta? Ne parliamo con Alberto De Martini, esperto di comunicazione.<br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>America, perché è sogno e anche incubo (con Luigi Zoja)</title>
      <description>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.

Per molti negli ultimi 12 mesi il sogno americano si è trasformato in incubo. Non solo per gli immigrati, non solo per gli stessi cittadini statunitensi (da Renee Good ad Alex Pretti, entrambi bianchi) ma anche per tutti gli europei che hanno sempre visto negli Stati Uniti la terrà della libertà, delle opportunità, del rock e dei jeans, dell'inclusione e della libera intrapresa. Non si tratta di un caso o di un accidente della storia: è connaturato al dna di quel paese, capace di dare avvio alle rivoluzioni liberali e democratiche ma anche di imbottirsi di armi e favorire le stragi nelle scuole e di consentire la segregazione razziale fino all'altro ieri. Ne parliamo con Alberto De Martini nel podcast della serie L'impero dei segni con il contributo di Luigi Zoja, psicanalista, sociologo e saggista, autore di libri come "Sotto l'iceberg" e del recente "Il nostro tempo-Narrare un'Europa", entrambi editi da Bollati Boringhieri. 
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      <pubDate>Sat, 14 Feb 2026 06:30:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.

Per molti negli ultimi 12 mesi il sogno americano si è trasformato in incubo. Non solo per gli immigrati, non solo per gli stessi cittadini statunitensi (da Renee Good ad Alex Pretti, entrambi bianchi) ma anche per tutti gli europei che hanno sempre visto negli Stati Uniti la terrà della libertà, delle opportunità, del rock e dei jeans, dell'inclusione e della libera intrapresa. Non si tratta di un caso o di un accidente della storia: è connaturato al dna di quel paese, capace di dare avvio alle rivoluzioni liberali e democratiche ma anche di imbottirsi di armi e favorire le stragi nelle scuole e di consentire la segregazione razziale fino all'altro ieri. Ne parliamo con Alberto De Martini nel podcast della serie L'impero dei segni con il contributo di Luigi Zoja, psicanalista, sociologo e saggista, autore di libri come "Sotto l'iceberg" e del recente "Il nostro tempo-Narrare un'Europa", entrambi editi da Bollati Boringhieri. 
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<p>Per molti negli ultimi 12 mesi il sogno americano si è trasformato in incubo. Non solo per gli immigrati, non solo per gli stessi cittadini statunitensi (da Renee Good ad Alex Pretti, entrambi bianchi) ma anche per tutti gli europei che hanno sempre visto negli Stati Uniti la terrà della libertà, delle opportunità, del rock e dei jeans, dell'inclusione e della libera intrapresa. Non si tratta di un caso o di un accidente della storia: è connaturato al dna di quel paese, capace di dare avvio alle rivoluzioni liberali e democratiche ma anche di imbottirsi di armi e favorire le stragi nelle scuole e di consentire la segregazione razziale fino all'altro ieri. Ne parliamo con Alberto De Martini nel podcast della serie L'impero dei segni con il contributo di Luigi Zoja, psicanalista, sociologo e saggista, autore di libri come "Sotto l'iceberg" e del recente "Il nostro tempo-Narrare un'Europa", entrambi editi da Bollati Boringhieri. </p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Le Kessler col femminismo c'entrano poco</title>
      <description>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.

Sulla morte delle gemelle più famose del mondo dello spettacolo si sono versati quelli che, in tempi analogici, si sarebbero definiti 'fiumi di inchiostro' e si è parlato anche di proto-femminismo, coraggio, indipendenza. Indipendenti certamente lo erano, ma le due ragazze tedesche dalle gambe lunghe, che irruppero nel panorama un po' statico della tv italiana negli anni '60, col femminismo hanno poco a che fare: erano piuttosto il modello teutonico vagheggiato e inseguito dal maschio italiano sulla riviera romagnola (o da Alberto Sordi in Svezia, come nel film Il diavolo), la zia 'diversa' ed esotica o magari il sogno erotico segreto dei padri. E di quella immagine sono rimaste prigioniere per anni, richiamate dalla tv degli anni successivi sempre a ripetere e celebrare se stesse e il Da-Da-Umpa. Coraggiosa, indipendente e forse moderna è l'immagine rimandata dalla loro morte più che dalla loro vita: che però ha molto a che fare con l'essere gemelle monozigote e con la scelta di vivere l'una per l'altra prima e al di sopra di qualunque altra cosa (compresi gli amori).
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      <pubDate>Thu, 27 Nov 2025 13:30:00 -0000</pubDate>
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Sulla morte delle gemelle più famose del mondo dello spettacolo si sono versati quelli che, in tempi analogici, si sarebbero definiti 'fiumi di inchiostro' e si è parlato anche di proto-femminismo, coraggio, indipendenza. Indipendenti certamente lo erano, ma le due ragazze tedesche dalle gambe lunghe, che irruppero nel panorama un po' statico della tv italiana negli anni '60, col femminismo hanno poco a che fare: erano piuttosto il modello teutonico vagheggiato e inseguito dal maschio italiano sulla riviera romagnola (o da Alberto Sordi in Svezia, come nel film Il diavolo), la zia 'diversa' ed esotica o magari il sogno erotico segreto dei padri. E di quella immagine sono rimaste prigioniere per anni, richiamate dalla tv degli anni successivi sempre a ripetere e celebrare se stesse e il Da-Da-Umpa. Coraggiosa, indipendente e forse moderna è l'immagine rimandata dalla loro morte più che dalla loro vita: che però ha molto a che fare con l'essere gemelle monozigote e con la scelta di vivere l'una per l'altra prima e al di sopra di qualunque altra cosa (compresi gli amori).
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<p>Sulla morte delle gemelle più famose del mondo dello spettacolo si sono versati quelli che, in tempi analogici, si sarebbero definiti 'fiumi di inchiostro' e si è parlato anche di proto-femminismo, coraggio, indipendenza. Indipendenti certamente lo erano, ma le due ragazze tedesche dalle gambe lunghe, che irruppero nel panorama un po' statico della tv italiana negli anni '60, col femminismo hanno poco a che fare: erano piuttosto il modello teutonico vagheggiato e inseguito dal maschio italiano sulla riviera romagnola (o da Alberto Sordi in Svezia, come nel film Il diavolo), la zia 'diversa' ed esotica o magari il sogno erotico segreto dei padri. E di quella immagine sono rimaste prigioniere per anni, richiamate dalla tv degli anni successivi sempre a ripetere e celebrare se stesse e il Da-Da-Umpa. Coraggiosa, indipendente e forse moderna è l'immagine rimandata dalla loro morte più che dalla loro vita: che però ha molto a che fare con l'essere gemelle monozigote e con la scelta di vivere l'una per l'altra prima e al di sopra di qualunque altra cosa (compresi gli amori).</p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Quanto ci piace essere premiati</title>
      <description>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.

Ottobre è stato il mese dei Nobel, che sono 'il' premio per eccellenza. Ma vengono dati premi continuamente: dai più importanti e oggettivi perché dipendono da un cronometro (per esempio le medaglie d'oro alle Olimpiadi ogni quattro anni) agli Oscar a quelli dei festival del cinema (dove è una giuria di umani che cambiano ogni anno a giudicare chi merita di più) ai riconoscimeni più piccoli e locali (compreso il nostro Strega) per i quali però si spera come per un Nobel. Cosa c'è nel premio, anche quando siamo  consapevoli del suo valoe relativo - e potremmo dire umano, troppo umano - che ci cattura così tanto. E perché alcuni celebri protagonisti (da Marlon Brando a Bob Dylan) non li hanno ritirati? Ne parliamo nella nuova puntata de L'impero dei segni con Alberto De Martini. 
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      <pubDate>Sat, 25 Oct 2025 04:40:00 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <itunes:summary>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.

Ottobre è stato il mese dei Nobel, che sono 'il' premio per eccellenza. Ma vengono dati premi continuamente: dai più importanti e oggettivi perché dipendono da un cronometro (per esempio le medaglie d'oro alle Olimpiadi ogni quattro anni) agli Oscar a quelli dei festival del cinema (dove è una giuria di umani che cambiano ogni anno a giudicare chi merita di più) ai riconoscimeni più piccoli e locali (compreso il nostro Strega) per i quali però si spera come per un Nobel. Cosa c'è nel premio, anche quando siamo  consapevoli del suo valoe relativo - e potremmo dire umano, troppo umano - che ci cattura così tanto. E perché alcuni celebri protagonisti (da Marlon Brando a Bob Dylan) non li hanno ritirati? Ne parliamo nella nuova puntata de L'impero dei segni con Alberto De Martini. 
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<p>Ottobre è stato il mese dei Nobel, che sono 'il' premio per eccellenza. Ma vengono dati premi continuamente: dai più importanti e oggettivi perché dipendono da un cronometro (per esempio le medaglie d'oro alle Olimpiadi ogni quattro anni) agli Oscar a quelli dei festival del cinema (dove è una giuria di umani che cambiano ogni anno a giudicare chi merita di più) ai riconoscimeni più piccoli e locali (compreso il nostro Strega) per i quali però si spera come per un Nobel. Cosa c'è nel premio, anche quando siamo  consapevoli del suo valoe relativo - e potremmo dire umano, troppo umano - che ci cattura così tanto. E perché alcuni celebri protagonisti (da Marlon Brando a Bob Dylan) non li hanno ritirati? Ne parliamo nella nuova puntata de L'impero dei segni con Alberto De Martini. <br></p><p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Armani, il sovrano che vorremmo</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/armani-il-sovrano-che-vorremmo--67741021</link>
      <description>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.Cosa ha spinto decine di migliaia di persone a rendere omaggio alla salma di uno stilista di moda? Dietro l’affetto e il trasporto per Giorgio Armani c’è molto di più della moda (di cui forse non importa molto a tanti di quegli italiani che hanno fatto la fila alla camera ardente). Armani ha rappresentato qualcosa di profondo che gli italiani desidererebbero essere e lo ha espresso con grande coerenza tra vita, creazione e lavoro. C’entrano molto, fra l’altro, il nostro Rinascimento, Richard Gere, il ‘greige’ – il non colore creato da lui – e la cultura del ‘meno’. Ne parliamo con Alberto De Martini, esperto di comunicazione.
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      <pubDate>Sat, 13 Sep 2025 04:40:07 -0000</pubDate>
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      <itunes:subtitle>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.
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      <title>Zio Pippo, c’è ancora qualcosa da dire su Baudo e la tv</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/zio-pippo-c-e-ancora-qualcosa-da-dire-su-baudo-e-la-tv--67649068</link>
      <description>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini. A tre settimane dalla sua scomparsa e dopo le pagine e pagine a lui dedicate, speciali, talk, ricordi di ogni tipo, c’è ancora qualcosa da dire su Pippo Baudo e la tv di ieri e di oggi? In cosa è consistita la (paradossale) forza di Baudo tra gli anni ’80 e ’90? Qual è stata la sua caratteristica? Con Alberto De Martini, ceo di Conic, saggista ed esperto di comunicazione, proviamo a capire perché la caratteristica più rilevante di Baudo era, come direbbero i più giovani – che infatti non sono mai stati il suo pubblico – il suo essere ‘cringe’. In un contesto di assoluta professionalità e capacità di condurre in porto qualsiasi impresa televisiva (da Sanremo a Fantastico e Domenica In), Baudo suscitava sempre imbarazzo: non era ‘spalla’ (come Corrado), non era autore (come Arbore), non era raffinato (come Tortora) e in realtà non ne sapeva così poco come Mike Bongiorno. Forsela descrizione più calzante, che spiega molto, l’ha data Sabrina Impacciatore in un post dopo la sua morte chiamandolo ‘zio’. Capiamo perché.
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      <pubDate>Sat, 06 Sep 2025 04:40:08 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini. A tre settimane dalla sua scomparsa e dopo le pagine e pagine a lui dedicate, speciali, talk, ricordi di ogni tipo, c’è ancora qualcosa da dire su Pippo Baudo e la tv di ieri e di oggi? In cosa è consistita la (paradossale) forza di Baudo tra gli anni ’80 e ’90? Qual è stata la sua caratteristica? Con Alberto De Martini, ceo di Conic, saggista ed esperto di comunicazione, proviamo a capire perché la caratteristica più rilevante di Baudo era, come direbbero i più giovani – che infatti non sono mai stati il suo pubblico – il suo essere ‘cringe’. In un contesto di assoluta professionalità e capacità di condurre in porto qualsiasi impresa televisiva (da Sanremo a Fantastico e Domenica In), Baudo suscitava sempre imbarazzo: non era ‘spalla’ (come Corrado), non era autore (come Arbore), non era raffinato (come Tortora) e in realtà non ne sapeva così poco come Mike Bongiorno. Forsela descrizione più calzante, che spiega molto, l’ha data Sabrina Impacciatore in un post dopo la sua morte chiamandolo ‘zio’. Capiamo perché.
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        <![CDATA[ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.<br> A tre settimane dalla sua scomparsa e dopo le pagine e pagine a lui dedicate, speciali, talk, ricordi di ogni tipo, c’è ancora qualcosa da dire su Pippo Baudo e la tv di ieri e di oggi? In cosa è consistita la (paradossale) forza di Baudo tra gli anni ’80 e ’90? Qual è stata la sua caratteristica? Con Alberto De Martini, ceo di Conic, saggista ed esperto di comunicazione, proviamo a capire perché la caratteristica più rilevante di Baudo era, come direbbero i più giovani – che infatti non sono mai stati il suo pubblico – il suo essere ‘cringe’. In un contesto di assoluta professionalità e capacità di condurre in porto qualsiasi impresa televisiva (da Sanremo a Fantastico e Domenica In), Baudo suscitava sempre imbarazzo: non era ‘spalla’ (come Corrado), non era autore (come Arbore), non era raffinato (come Tortora) e in realtà non ne sapeva così poco come Mike Bongiorno. Forsela descrizione più calzante, che spiega molto, l’ha data Sabrina Impacciatore in un post dopo la sua morte chiamandolo ‘zio’. Capiamo perché.<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Il Trump(usto) dell’era social</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/il-trump-usto-dell-era-social--66781459</link>
      <description>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.Per molti Trump è il vero agente del caos (quello teorizzato e amato da Heath Ledger-Joker in Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan). Ma cosa c’è, o potrebbe esserci, dietro questa singolare strategia da pokerista che minaccia, dichiara, ritratta, modifica e poi torna a minacciare? Trump è solo un male passeggero o l’interprete di un nuovo modo di relazionarsi con la realtà, anche internazionale? Mentre l’università di Yale calcola approssimativamente in 3000 dollari l’anno la perdita per una famiglia media americana, causata dalla confusione dei dazi, chi può davvero giovarsi del nuovo ordine (o anche solo resistere)? Ne abbiamo parlato con Alberto De Martini, ceo di Conic ed esperto di comunicazione. I libri che abbiamo citato in questa puntata: Agente del caos; Il caso e la necessità; Come fare cose con le parole.
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      <pubDate>Sat, 28 Jun 2025 04:40:07 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <itunes:summary>ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.Per molti Trump è il vero agente del caos (quello teorizzato e amato da Heath Ledger-Joker in Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan). Ma cosa c’è, o potrebbe esserci, dietro questa singolare strategia da pokerista che minaccia, dichiara, ritratta, modifica e poi torna a minacciare? Trump è solo un male passeggero o l’interprete di un nuovo modo di relazionarsi con la realtà, anche internazionale? Mentre l’università di Yale calcola approssimativamente in 3000 dollari l’anno la perdita per una famiglia media americana, causata dalla confusione dei dazi, chi può davvero giovarsi del nuovo ordine (o anche solo resistere)? Ne abbiamo parlato con Alberto De Martini, ceo di Conic ed esperto di comunicazione. I libri che abbiamo citato in questa puntata: Agente del caos; Il caso e la necessità; Come fare cose con le parole.
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        <![CDATA[ANSA - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.<br>Per molti Trump è il vero agente del caos (quello teorizzato e amato da Heath Ledger-Joker in Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan). Ma cosa c’è, o potrebbe esserci, dietro questa singolare strategia da pokerista che minaccia, dichiara, ritratta, modifica e poi torna a minacciare? Trump è solo un male passeggero o l’interprete di un nuovo modo di relazionarsi con la realtà, anche internazionale? Mentre l’università di Yale calcola approssimativamente in 3000 dollari l’anno la perdita per una famiglia media americana, causata dalla confusione dei dazi, chi può davvero giovarsi del nuovo ordine (o anche solo resistere)? Ne abbiamo parlato con Alberto De Martini, ceo di Conic ed esperto di comunicazione. I libri che abbiamo citato in questa puntata: <a href="https://www.mattatoio5.com/fantascienza/58-agente-del-caos-di-norman-spinrad">Agente del caos</a>; <a href="https://www.lafeltrinelli.it/caso-necessita-saggio-sulla-filosofia-libro-jacques-monod/e/9788804772309?gad_source=1&amp;gad_campaignid=17339121055&amp;gbraid=0AAAAAD-Pe5wtSr55DZMjtcIpNtIA6ymRT&amp;gclid=Cj0KCQjwgvnCBhCqARIsADBLZoKlldHdc0ZDjBWA7lYo43rgwP8N0GfaU0c8lic5x_Ya5q9-GV1eIucaAoKFEALw_wcB">Il caso e la necessità</a>; <a href="https://www.mariettieditore.it/libro/9788821112065-come-fare-cose-con-le-parole">Come fare cose con le parole</a>.<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Il conclave, tra diavolo e acqua santa</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/il-conclave-tra-diavolo-e-acqua-santa--65865261</link>
      <description>Ansa - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.Tra poco inizia il conclave che dovrà eleggere il successore di Francesco e che si svolgerà in quello che Donald Trump ha definito l’ufficio più bello del mondo, la cappella Sistina. Pur essendo effettivamente la più antica forma di elezione, il conclave ha una storia non proprio lineare: non è stato sempre così come lo conosciamo oggi. Ma, al di là di questo, la cosa più interessante è la curiosità, l’attenzione e la passione con cui un evento decisivo non solo per la Chiesa viene seguito a livello globale. Come dimostra anche il caso di Thomas Harris, lo scrittore di Fatherland che gli ha dedicato un libro omonimo da cui è stato tratto il film attualmente visibile su Sky, l’attrazione del conclave, dei suoi meccanismi, dei suoi riti e dei suoi misteri è enormee non solo per gli scrittori. E’ in larga parte motivata dagli ingredienti (il segreto, i misteri, le alleanze, le trame, ma anche le fumate, l’ago e il filo che cuciono insieme le schede passando attraverso la parola  ‘eligo’, l’anello, l’età massima dei cardinali ecc) che hanno fatto dire a qualcuno  (ovviamente laico e un po’ irriverente) che siamo di fronte ad una via di mezzo tra Il trono di spade e il Fantacalcio. Parliamo di tutti i significati e le suggestioni che un conclave ci rimanda con Alberto De Martini, docente ed esperto di comunicazione. Per inviare segnalazioni, suggerimenti o rilievi la mail è podcast@ansa.it.
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      <pubDate>Sat, 03 May 2025 04:40:07 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <itunes:summary>Ansa - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.Tra poco inizia il conclave che dovrà eleggere il successore di Francesco e che si svolgerà in quello che Donald Trump ha definito l’ufficio più bello del mondo, la cappella Sistina. Pur essendo effettivamente la più antica forma di elezione, il conclave ha una storia non proprio lineare: non è stato sempre così come lo conosciamo oggi. Ma, al di là di questo, la cosa più interessante è la curiosità, l’attenzione e la passione con cui un evento decisivo non solo per la Chiesa viene seguito a livello globale. Come dimostra anche il caso di Thomas Harris, lo scrittore di Fatherland che gli ha dedicato un libro omonimo da cui è stato tratto il film attualmente visibile su Sky, l’attrazione del conclave, dei suoi meccanismi, dei suoi riti e dei suoi misteri è enormee non solo per gli scrittori. E’ in larga parte motivata dagli ingredienti (il segreto, i misteri, le alleanze, le trame, ma anche le fumate, l’ago e il filo che cuciono insieme le schede passando attraverso la parola  ‘eligo’, l’anello, l’età massima dei cardinali ecc) che hanno fatto dire a qualcuno  (ovviamente laico e un po’ irriverente) che siamo di fronte ad una via di mezzo tra Il trono di spade e il Fantacalcio. Parliamo di tutti i significati e le suggestioni che un conclave ci rimanda con Alberto De Martini, docente ed esperto di comunicazione. Per inviare segnalazioni, suggerimenti o rilievi la mail è podcast@ansa.it.
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        <![CDATA[Ansa - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.<br>Tra poco inizia il conclave che dovrà eleggere il successore di Francesco e che si svolgerà in quello che Donald Trump ha definito l’ufficio più bello del mondo, la cappella Sistina. Pur essendo effettivamente la più antica forma di elezione, il conclave ha una storia non proprio lineare: non è stato sempre così come lo conosciamo oggi. Ma, al di là di questo, la cosa più interessante è la curiosità, l’attenzione e la passione con cui un evento decisivo non solo per la Chiesa viene seguito a livello globale. Come dimostra anche il caso di Thomas Harris, lo scrittore di Fatherland che gli ha dedicato un libro omonimo da cui è stato tratto il film attualmente visibile su Sky, l’attrazione del conclave, dei suoi meccanismi, dei suoi riti e dei suoi misteri è enormee non solo per gli scrittori. E’ in larga parte motivata dagli ingredienti (il segreto, i misteri, le alleanze, le trame, ma anche le fumate, l’ago e il filo che cuciono insieme le schede passando attraverso la parola  ‘eligo’, l’anello, l’età massima dei cardinali ecc) che hanno fatto dire a qualcuno  (ovviamente laico e un po’ irriverente) che siamo di fronte ad una via di mezzo tra Il trono di spade e il Fantacalcio. Parliamo di tutti i significati e le suggestioni che un conclave ci rimanda con Alberto De Martini, docente ed esperto di comunicazione. Per inviare segnalazioni, suggerimenti o rilievi la mail è podcast@ansa.it.<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Goggia-Brignone, dimmi chi tifi…</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/goggia-brignone-dimmi-chi-tifi--64757040</link>
      <description>Ansa - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.Coppi e Bartali, Tonya Harding e Nancy Kerrigan, Messi e Ronaldo, Sinner e Alcaraz: le grandi rivalità sportive, lette dal punto di vista di quello che rappresentano, hanno tutte un elemento in comune, anzi due: contrappongono sempre due stili, due atteggiamenti e due modi di vivere lo sport e anche la vita; ma questi due stili sono in realtà due facce di un’unica medaglia e quella medaglia siamo noi. Apollineo (Brignone, Borg ecc) e Dionisiaco (Goggia, McEnroe ecc.) ci appartengono (o vorremmo che ci appartenessero) entrambi. Poi però, per identificazione o per aspirazione, scegliamo uno dei due. Dunque, dimmi per chi tifi e ti dirò chi sei.
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      <pubDate>Sat, 08 Mar 2025 10:40:07 -0000</pubDate>
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      <title>Mattarella, il carisma gentile</title>
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      <description>Ansa - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.Come hanno confermato anche il discorso del 31 dicembre, il decimo da presidente, e la visita a sorpresa a Caivano del 5 gennaio, Sergio Mattarella è la perfetta incarnazione della guida dotata di carisma gentile ma non per questo meno fermo. Tutto in lui richiama pacatezza e morbidezza eppure i suoi richiami colgono sempre le questioni centrali della nostra vita pubblica e vengono sempre tenuti nella massima considerazione. Sembra una versione moderna e aggiornata dell'archetipo del Sovrano di cui ha parlato Jung ma ricorda anche un passaggio di Friedrich Nietzsche, secondo cui 'il bene è leggero'. Con l'aiuto dell'esperto Alberto De Martini, pubblicitario, docente e saggista, ecco un'interpretazione della comunicazione di presidente più longevo della storia della Repubblica italiana.
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      <pubDate>Sat, 11 Jan 2025 05:30:06 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <title>Musk: il Messia, il business, la secolarizzazione</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/musk-il-messia-il-business-la-secolarizzazione--63311544</link>
      <description>Ansa - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.E' l'uomo più ricco del mondo ma dice di che quello che fa è per salvare l'umanità. Ex ragazzino bullizzato, un pessimo rapporto con la figura paterna, 'immigrato' dal Sudafrica negli Stati Uniti, dove l'amministrazione di cui farà parte cercherà in tutti i modi di frenare l'immigrazione, Musk ha un patrimonio di oltre 250 miliardi di dollari e una lista impressionante di imprese imprenditoriali di successo realizzate in poco più di 20 anni: è il nuovo Messia dell'era della tecnica al suo apogeo o l'ennesimo, spregiudicato businessman che ora vuole anche 'scendere in campo' e modificare i destini del mondo? La nuova puntata del podcast dell''ANSA della serie L'impero dei segni per una lettura dell'uomo del momento con gli strumenti della comunicazione e l'aiuto degli archetipi junghiani insieme ad Alberto De Martini, esperto di comunicazione e saggista.   
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      <pubDate>Sat, 14 Dec 2024 05:30:07 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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E' l'uomo più ricco del mondo ma dice di che quello che fa è per salvare l'umanità. Ex ragazzino bullizzato, un pessimo rapporto con la figura paterna, 'immigrato' dal Sudafrica negli Stati Uniti,...</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>Ansa - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.E' l'uomo più ricco del mondo ma dice di che quello che fa è per salvare l'umanità. Ex ragazzino bullizzato, un pessimo rapporto con la figura paterna, 'immigrato' dal Sudafrica negli Stati Uniti, dove l'amministrazione di cui farà parte cercherà in tutti i modi di frenare l'immigrazione, Musk ha un patrimonio di oltre 250 miliardi di dollari e una lista impressionante di imprese imprenditoriali di successo realizzate in poco più di 20 anni: è il nuovo Messia dell'era della tecnica al suo apogeo o l'ennesimo, spregiudicato businessman che ora vuole anche 'scendere in campo' e modificare i destini del mondo? La nuova puntata del podcast dell''ANSA della serie L'impero dei segni per una lettura dell'uomo del momento con gli strumenti della comunicazione e l'aiuto degli archetipi junghiani insieme ad Alberto De Martini, esperto di comunicazione e saggista.   
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        <![CDATA[Ansa - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.<br>E' l'uomo più ricco del mondo ma dice di che quello che fa è per salvare l'umanità. Ex ragazzino bullizzato, un pessimo rapporto con la figura paterna, 'immigrato' dal Sudafrica negli Stati Uniti, dove l'amministrazione di cui farà parte cercherà in tutti i modi di frenare l'immigrazione, Musk ha un patrimonio di oltre 250 miliardi di dollari e una lista impressionante di imprese imprenditoriali di successo realizzate in poco più di 20 anni: è il nuovo Messia dell'era della tecnica al suo apogeo o l'ennesimo, spregiudicato businessman che ora vuole anche 'scendere in campo' e modificare i destini del mondo? La nuova puntata del podcast dell''ANSA della serie L'impero dei segni per una lettura dell'uomo del momento con gli strumenti della comunicazione e l'aiuto degli archetipi junghiani insieme ad Alberto De Martini, esperto di comunicazione e saggista.   <p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Harris-Trump e i due gelatai</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/harris-trump-e-i-due-gelatai--62586399</link>
      <description>Ansa - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.Cosa c'entra il modello del matematico Harold Hotteling e il paradosso dei due gelatai con le elezioni Usa 2024 e la sfida tra Kamala Harris e Donald Trump, che si presenta, secondo tutti gli analisti, come la più incerta di sempre? Proviamo a spiegarlo con l'aiuto di Alberto De Martini, docente esperto di marketing e comunicazione, elemento determinante, se non addirittura preminente, per l'elezione del presidente degli Stati Uniti. Ragionando, al di là dei contenuti e delle gaffes, sul perché quando ci si avvicina ai confini tra due aree politiche che cercano di conquistare nuovi elettori, lo stile e la forma conti più di quello che si dice. 
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      <pubDate>Sat, 02 Nov 2024 05:30:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Ansa - di Massimo Sebastiani e Alberto De Martini.Cosa c'entra il modello del matematico Harold Hotteling e il paradosso dei due gelatai con le elezioni Usa 2024 e la sfida tra Kamala Harris e Donald Trump, che si presenta, secondo tutti gli analisti, come la più incerta di sempre? Proviamo a spiegarlo con l'aiuto di Alberto De Martini, docente esperto di marketing e comunicazione, elemento determinante, se non addirittura preminente, per l'elezione del presidente degli Stati Uniti. Ragionando, al di là dei contenuti e delle gaffes, sul perché quando ci si avvicina ai confini tra due aree politiche che cercano di conquistare nuovi elettori, lo stile e la forma conti più di quello che si dice. 
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      <title>Taylor Swift, l’arte di essere trasversali rimanendo se stessi</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/taylor-swift-l-arte-di-essere-trasversali-rimanendo-se-stessi--61494892</link>
      <description>I numeri sono da capogiro (è seconda solo ai Beatles per settimane di permanenza al primo posto nella classifica Billboard 200, per dire) ma il punto non è questo. E, in un certo senso, non è nemmeno la musica. Swift è l’eterno richiamo dell’adolescenza ed è rimasta se stessa pur crescendo e cambiando. Per questo, oltre e più che un’artista, è un brand. Ne parliamo con l’esperto di comunicazione Alberto De Martini. 
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      <pubDate>Sat, 14 Sep 2024 04:30:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <itunes:summary>I numeri sono da capogiro (è seconda solo ai Beatles per settimane di permanenza al primo posto nella classifica Billboard 200, per dire) ma il punto non è questo. E, in un certo senso, non è nemmeno la musica. Swift è l’eterno richiamo dell’adolescenza ed è rimasta se stessa pur crescendo e cambiando. Per questo, oltre e più che un’artista, è un brand. Ne parliamo con l’esperto di comunicazione Alberto De Martini. 
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        <![CDATA[I numeri sono da capogiro (è seconda solo ai Beatles per settimane di permanenza al primo posto nella classifica Billboard 200, per dire) ma il punto non è questo. E, in un certo senso, non è nemmeno la musica. Swift è l’eterno richiamo dell’adolescenza ed è rimasta se stessa pur crescendo e cambiando. Per questo, oltre e più che un’artista, è un brand. Ne parliamo con l’esperto di comunicazione Alberto De Martini. <p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Maria De Filippi, regina della conduzione liquida</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/maria-de-filippi-regina-della-conduzione-liquida--60746504</link>
      <description>E’ in tv da oltre 30 anni ma sembra molto più fresca di tanti suoi colleghi: perché? Il segreto sta nell’aver trovato (e forse inventato) la terza via nel modo di fare conduzione. Non è la ‘spalla’ e nemmeno il conduttore ‘trasparente’. E’ una presenza-non presenza che rifiuta gli stilemi classici della conduzione ma senza la quale quei programmi, da Amici a Uomini e donne a C’è posta per te, non potrebbero sopravvivere. E in lei – che Carlo Freccero definiva ‘il mio Censis’ -  c’è perfino un po’ di Javier Cercas e Friedrich Nietzsche. Altro che tv.
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      <pubDate>Sat, 20 Jul 2024 04:30:03 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <itunes:summary>E’ in tv da oltre 30 anni ma sembra molto più fresca di tanti suoi colleghi: perché? Il segreto sta nell’aver trovato (e forse inventato) la terza via nel modo di fare conduzione. Non è la ‘spalla’ e nemmeno il conduttore ‘trasparente’. E’ una presenza-non presenza che rifiuta gli stilemi classici della conduzione ma senza la quale quei programmi, da Amici a Uomini e donne a C’è posta per te, non potrebbero sopravvivere. E in lei – che Carlo Freccero definiva ‘il mio Censis’ -  c’è perfino un po’ di Javier Cercas e Friedrich Nietzsche. Altro che tv.
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        <![CDATA[E’ in tv da oltre 30 anni ma sembra molto più fresca di tanti suoi colleghi: perché? Il segreto sta nell’aver trovato (e forse inventato) la terza via nel modo di fare conduzione. Non è la ‘spalla’ e nemmeno il conduttore ‘trasparente’. E’ una presenza-non presenza che rifiuta gli stilemi classici della conduzione ma senza la quale quei programmi, da Amici a Uomini e donne a C’è posta per te, non potrebbero sopravvivere. E in lei – che Carlo Freccero definiva ‘il mio Censis’ -  c’è perfino un po’ di Javier Cercas e Friedrich Nietzsche. Altro che tv.<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Lo smartphone, angelo o demone?</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/lo-smartphone-angelo-o-demone--60078276</link>
      <description>Molte ore passate davanti a quel piccolissimo schermo, che per qualcuno è una malattia, per qualcun altro addirittura l'ultramondo. Lo usiamo tutti e tanto ma se ne parla curiosamente solo con accenti negativi (limitarlo, proibirlo, requisirlo ecc.). Per gli adolescenti è un amico fedele e lo strumento di comunicazione e contatto con quello che un tempo si chiamava mondo. Ma il colpo di grazia gliel'ha dato, per ora, lo psicologo americano Jonathan Haidt, secondo cui è alla base dello stress e dell'ansia della generazione Z. Un filosofo e neuroscienziato, David Chalmers, prova ad affrontare la cosa da un altro punto di vista e ridefinisce l'idea di realtà. Ne parliamo nel podcast Ansa della serie L'impero dei segni con Alberto De Martini.
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      <pubDate>Sat, 18 May 2024 04:30:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <itunes:summary>Molte ore passate davanti a quel piccolissimo schermo, che per qualcuno è una malattia, per qualcun altro addirittura l'ultramondo. Lo usiamo tutti e tanto ma se ne parla curiosamente solo con accenti negativi (limitarlo, proibirlo, requisirlo ecc.). Per gli adolescenti è un amico fedele e lo strumento di comunicazione e contatto con quello che un tempo si chiamava mondo. Ma il colpo di grazia gliel'ha dato, per ora, lo psicologo americano Jonathan Haidt, secondo cui è alla base dello stress e dell'ansia della generazione Z. Un filosofo e neuroscienziato, David Chalmers, prova ad affrontare la cosa da un altro punto di vista e ridefinisce l'idea di realtà. Ne parliamo nel podcast Ansa della serie L'impero dei segni con Alberto De Martini.
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      <title>Chi ha paura dell’influencer?</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/chi-ha-paura-dell-influencer--59225547</link>
      <description>Anche molto prima delle disavventure di Chiara Ferragni, la parola influenza non ha mai avuto una buona fama. O è una malattia o qualcosa da cui fuggire (‘non farti influenzare!’, ‘Sei troppo influenzabile’). Guardare in cagnesco gli influencer a questo punto è stato un attimo. Ma cos’è, in fin dei conti, l’influenza? Non sarà una cosa che ci riguarda molto? Ne parliamo con Alberto De Martini, ceo di Conic ed esperto di comunicazione, nel podcast ANSA della serie L’impero dei segni.
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      <pubDate>Sat, 30 Mar 2024 05:40:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <itunes:summary>Anche molto prima delle disavventure di Chiara Ferragni, la parola influenza non ha mai avuto una buona fama. O è una malattia o qualcosa da cui fuggire (‘non farti influenzare!’, ‘Sei troppo influenzabile’). Guardare in cagnesco gli influencer a questo punto è stato un attimo. Ma cos’è, in fin dei conti, l’influenza? Non sarà una cosa che ci riguarda molto? Ne parliamo con Alberto De Martini, ceo di Conic ed esperto di comunicazione, nel podcast ANSA della serie L’impero dei segni.
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      <title>Giovanni Allevi, la potenza della fragilità</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/giovanni-allevi-la-potenza-della-fragilita--58800515</link>
      <description>A un paio di settimane dalla fine del festival di Sanremo, oltre le canzoni e le polemiche, c’è un’immagine che resta impressa dell’edizione appena passata: la comparsa sul palcoscenico di un uomo malato e smagrito ma incredibilmente vivo e vitale. Nel podcast realizzato con Alberto De  Martini proviamo ad analizzare i messaggi inviati da quella singolare apparizione di un artista debole e forte al tempo stesso.
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      <pubDate>Sat, 24 Feb 2024 05:50:01 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <title>Gigi Riva, un riferimento anche per i giovani che non c’erano</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/gigi-riva-un-riferimento-anche-per-i-giovani-che-non-c-erano--58468109</link>
      <description>Mito, eroe, semidio, Odisseo, simbolo, hombre vertical: le definizioni, tutte positive, per l’uomo e per l’atleta si sono sprecate nei commenti alla morte del più grande attaccante azzurro di sempre. Vale solo per i boomer e per chi c’era all’epoca del miracoloso scudetto del Cagliari o Gigi Riva può essere un mito e un riferimento anche per chi non c’era ed è molto più giovane? Ne abbiamo parlato dal punto di vista della comunicazione e dei segni nel podcast realizzato con Alberto De Martini.
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      <pubDate>Sat, 27 Jan 2024 05:45:01 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <title>Sinner, il settimo eroe</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/sinner-il-settimo-eroe--57883316</link>
      <description>Era da tanto che l’Italia non aveva un atleta vincente, un eroe condiviso intorno a cui riunirsi. Sinner, come Coppi, Tomba, Paolo Rossi, è esattamente questo. I segni del nuovo idolo del tennis, un po’ amico, un po’ angelo, un po’ guerriero, interpretati alla luce della comunicazione (e di qualche malignità di troppo) con l’aiuto di Alberto De Martini.
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      <pubDate>Sat, 02 Dec 2023 06:00:03 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Era da tanto che l’Italia non aveva un atleta vincente, un eroe condiviso intorno a cui riunirsi. Sinner, come Coppi, Tomba, Paolo Rossi, è esattamente questo. I segni del nuovo idolo del tennis, un po’ amico, un po’ angelo, un po’ guerriero, interpretati alla luce della comunicazione (e di qualche malignità di troppo) con l’aiuto di Alberto De Martini.
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        <![CDATA[Era da tanto che l’Italia non aveva un atleta vincente, un eroe condiviso intorno a cui riunirsi. Sinner, come Coppi, Tomba, Paolo Rossi, è esattamente questo. I segni del nuovo idolo del tennis, un po’ amico, un po’ angelo, un po’ guerriero, interpretati alla luce della comunicazione (e di qualche malignità di troppo) con l’aiuto di Alberto De Martini.<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Israele tra David e Golia</title>
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      <description>Una delle narrazioni in cui affonda l’origine di Israele, la sfida tra David e Golia, vinta da chi è apparentemente più debole, cioè il pastorello che diverrà re, definisce la singolare duplicità delle percezioni che nel tempo si è avuta di Israele: a seconda dei casi debole o forte, vittima o carnefice. E’ uno degli elementi che complica ulteriormente la comprensione di una vicenda complessa come quella del conflitto arabo-israeliano nella sua declinazione Hamas-Israele.
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      <pubDate>Sat, 11 Nov 2023 08:00:03 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Una delle narrazioni in cui affonda l’origine di Israele, la sfida tra David e Golia, vinta da chi è apparentemente più debole, cioè il pastorello che diverrà re, definisce la singolare duplicità delle percezioni che nel tempo si è avuta di Israele: a seconda dei casi debole o forte, vittima o carnefice. E’ uno degli elementi che complica ulteriormente la comprensione di una vicenda complessa come quella del conflitto arabo-israeliano nella sua declinazione Hamas-Israele.
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        <![CDATA[Una delle narrazioni in cui affonda l’origine di Israele, la sfida tra David e Golia, vinta da chi è apparentemente più debole, cioè il pastorello che diverrà re, definisce la singolare duplicità delle percezioni che nel tempo si è avuta di Israele: a seconda dei casi debole o forte, vittima o carnefice. E’ uno degli elementi che complica ulteriormente la comprensione di una vicenda complessa come quella del conflitto arabo-israeliano nella sua declinazione Hamas-Israele.<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Bomba o non bomba, il segreto Oppenheimer</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/bomba-o-non-bomba-il-segreto-oppenheimer--56999369</link>
      <description>Cosa ci dice il successo di un film di tre ore, dalla trama non lineare, con continui avanti e indietro nel tempo e un audio a tratti disturbante? Lo sceneggiatore, critico e regista Paul Schrader l’ha definito il film più importante del secolo. Perché? Ne parliamo con Alberto De Martini, esperto di comunicazione.
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      <pubDate>Sat, 30 Sep 2023 07:00:03 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <itunes:summary>Cosa ci dice il successo di un film di tre ore, dalla trama non lineare, con continui avanti e indietro nel tempo e un audio a tratti disturbante? Lo sceneggiatore, critico e regista Paul Schrader l’ha definito il film più importante del secolo. Perché? Ne parliamo con Alberto De Martini, esperto di comunicazione.
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        <![CDATA[Cosa ci dice il successo di un film di tre ore, dalla trama non lineare, con continui avanti e indietro nel tempo e un audio a tratti disturbante? Lo sceneggiatore, critico e regista Paul Schrader l’ha definito il film più importante del secolo. Perché? Ne parliamo con Alberto De Martini, esperto di comunicazione.<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Prigozhin, un po' orco un po' corsaro</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/prigozhin-un-po-orco-un-po-corsaro--56003420</link>
      <description>Il 24 giugno ha tenuto una buona parte del mondo con il fiato sospeso: con quali occhi abbiamo guardato a Yevgeny Prigozhin, il temibile e feroce capo della brigata Wagner, ex ‘cuoco’, orco spietato e crudele nel suo tentativo di assalto al cielo (cioè al Cremlino)? L’immagine dell’uomo che compariva nei suoi video sempre in mimetica e giubbotto antiproiettile secondo l’analisi di Alberto De Martini, esperto di comunicazione.
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      <pubDate>Sat, 08 Jul 2023 07:00:02 -0000</pubDate>
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      <title>Il tennis tra solitudine, angoscia ed empatia</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/il-tennis-tra-solitudine-angoscia-ed-empatia--53936446</link>
      <description>Il grande scrittore americano David Forster Wallace ne ha scritto come di un’esperienza religiosa, c’è chi ha parlato di ‘partita esteriore e partita interiore’, Nick Bollettieri, il guru violento del tennis moderno, ha ridefinito la mentalità dei campioni (oltre che la loro tecnica), mentre per Adriano Panatta il ‘gesto bianco’ (definizione di Gianni Clerici) è sempre e solo armonia. Ma cosa ha di particolare e di diverso dagli altri sport il tennis, che celebriamo nella sua stagione d’elezione, la primavera-estate? Perché l’immagine di Federer e Nadal che si tengono la mano e piangono ci ha emozionato così tanto?
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      <pubDate>Sat, 20 May 2023 07:00:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Il grande scrittore americano David Forster Wallace ne ha scritto come di un’esperienza religiosa, c’è chi ha parlato di ‘partita esteriore e partita interiore’, Nick Bollettieri, il guru violento del tennis moderno, ha ridefinito la mentalità dei campioni (oltre che la loro tecnica), mentre per Adriano Panatta il ‘gesto bianco’ (definizione di Gianni Clerici) è sempre e solo armonia. Ma cosa ha di particolare e di diverso dagli altri sport il tennis, che celebriamo nella sua stagione d’elezione, la primavera-estate? Perché l’immagine di Federer e Nadal che si tengono la mano e piangono ci ha emozionato così tanto?
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      <title>L’orso tra paura e empatia</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/l-orso-tra-paura-e-empatia--53611125</link>
      <description>Dalla costellazione dell’orsa al Teddy Bear, dalla sostituzione del nome (Bruno e non Orso) da parte dei popoli germanici terrorizzati perfino di nominarlo, dai modi di dire che fanno riferimento alla sua poca socievolezza (‘sei un po’ orso’) al caso M49 e JJ4: perché l’orso ispira sentimenti così contrastanti?
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      <pubDate>Sat, 22 Apr 2023 07:00:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Dalla costellazione dell’orsa al Teddy Bear, dalla sostituzione del nome (Bruno e non Orso) da parte dei popoli germanici terrorizzati perfino di nominarlo, dai modi di dire che fanno riferimento alla sua poca socievolezza (‘sei un po’ orso’) al caso M49 e JJ4: perché l’orso ispira sentimenti così contrastanti?
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      <title>Mourinho, il comunicatore-eroe</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/mourinho-il-comunicatore-eroe--53160846</link>
      <description>Josè Mourinho è uno dei personaggi più controversi, un vincente, un polemista nato e, per la maggior parte degli osservatori, soprattutto un ‘grande comunicatore’. Un apprezzamento che molte volte nasconde in realtà un giudizio negativo sul Mourinho allenatore. Come stanno davvero le cose? Cosa esprime la comunicazione dell’allenatore portoghese? E’ solo un prestigiatore o anche un vero leader? L’analisi dell’Ansa con l’aiuto di Alberto De Martini, ceo di Conic ed esperto di comunicazione.
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      <pubDate>Sat, 11 Mar 2023 08:00:03 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>Josè Mourinho è uno dei personaggi più controversi, un vincente, un polemista nato e, per la maggior parte degli osservatori, soprattutto un ‘grande comunicatore’. Un apprezzamento che molte volte nasconde in realtà un giudizio negativo sul Mourinho allenatore. Come stanno davvero le cose? Cosa esprime la comunicazione dell’allenatore portoghese? E’ solo un prestigiatore o anche un vero leader? L’analisi dell’Ansa con l’aiuto di Alberto De Martini, ceo di Conic ed esperto di comunicazione.
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      <title>Amadeus, la forza (e l’abilità) dell’uomo senza qualità</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/amadeus-la-forza-e-l-abilita-dell-uomo-senza-qualita--52692620</link>
      <description>Cosa c’è in Amadeus che lo ha fatto diventare il conduttore di maggiore successo, oltre che uno dei più continui, del Festival di Sanremo? E’ stato perfino il primo ad avere l’onore di avere un presidente della Repubblica all’Ariston. Ci fa o ci è? E’ una spalla che è cresciuta o un geniale antieroe? Lo abbiamo chiesto a Alberto De Martini, ceo di Conic ed esperto di comunicazione.
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      <pubDate>Sat, 11 Feb 2023 08:00:02 -0000</pubDate>
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      <title>Le sfide nella sfida Bonaccini-Schlein</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/le-sfide-nella-sfida-bonaccini-schlein--52437759</link>
      <description>La forza dell’innovazione contro l’energia moderata (e popolare, come recita uno slogan): quali sono gli elementi che guidano la comunicazione di Stefano Bonaccni e Elly Schlein in corsa per la guida del principale partito di opposizione, il Pd, insieme a Paola De Micheli e Gianni Cuperlo? Il podcast della serie L’impero dei segni prova a interpretare i messaggi dei due candidati con l’auto dell’esperto di comunicazione Alberto De Martini.
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      <pubDate>Sat, 14 Jan 2023 08:00:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:subtitle>La forza dell’innovazione contro l’energia moderata (e popolare, come recita uno slogan): quali sono gli elementi che guidano la comunicazione di Stefano Bonaccni e Elly Schlein in corsa per la guida del principale partito di opposizione, il Pd,...</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>La forza dell’innovazione contro l’energia moderata (e popolare, come recita uno slogan): quali sono gli elementi che guidano la comunicazione di Stefano Bonaccni e Elly Schlein in corsa per la guida del principale partito di opposizione, il Pd, insieme a Paola De Micheli e Gianni Cuperlo? Il podcast della serie L’impero dei segni prova a interpretare i messaggi dei due candidati con l’auto dell’esperto di comunicazione Alberto De Martini.
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        <![CDATA[La forza dell’innovazione contro l’energia moderata (e popolare, come recita uno slogan): quali sono gli elementi che guidano la comunicazione di Stefano Bonaccni e Elly Schlein in corsa per la guida del principale partito di opposizione, il Pd, insieme a Paola De Micheli e Gianni Cuperlo? Il podcast della serie L’impero dei segni prova a interpretare i messaggi dei due candidati con l’auto dell’esperto di comunicazione Alberto De Martini.<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Banksy, artista-comunicatore</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/banksy-artista-comunicatore--52271810</link>
      <description>E’ considerato il più famoso street-artist contemporaneo, ha iniziato con i graffiti e ora usa la tecnica dello stencil, le sue opere sono arrivate fino in Ucraina, nel teatro di guerra. Ma nessuno sa chi sia, realizza i suoi disegni sui muri e scompare, non autorizza le sue mostre, fa distruggere le opere battute all’asta (a cifre da capogiro). Qual è il segreto di tanta popolarità?
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      <pubDate>Sat, 24 Dec 2022 08:00:02 -0000</pubDate>
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      <itunes:summary>E’ considerato il più famoso street-artist contemporaneo, ha iniziato con i graffiti e ora usa la tecnica dello stencil, le sue opere sono arrivate fino in Ucraina, nel teatro di guerra. Ma nessuno sa chi sia, realizza i suoi disegni sui muri e scompare, non autorizza le sue mostre, fa distruggere le opere battute all’asta (a cifre da capogiro). Qual è il segreto di tanta popolarità?
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        <![CDATA[E’ considerato il più famoso street-artist contemporaneo, ha iniziato con i graffiti e ora usa la tecnica dello stencil, le sue opere sono arrivate fino in Ucraina, nel teatro di guerra. Ma nessuno sa chi sia, realizza i suoi disegni sui muri e scompare, non autorizza le sue mostre, fa distruggere le opere battute all’asta (a cifre da capogiro). Qual è il segreto di tanta popolarità?<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Zelensky, presidente-comunicatore</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/zelensky-presidente-comunicatore--52078580</link>
      <description>In quella che da subito è stata considerata la prima vera guerra ibrida della nostra epoca - l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la resistenza di Kiev anche grazie all’iuto occidentale - l’aspetto della comunicazione ha avuto un ruolo determinante. In questo podcast proviamo a spiegare, con il contributo di Alberto De Martini, perché su questo specifico terreno il presidente Zelensky ha già vinto e da tempo.
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      <pubDate>Sat, 03 Dec 2022 09:18:29 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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        <![CDATA[In quella che da subito è stata considerata la prima vera guerra ibrida della nostra epoca - l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la resistenza di Kiev anche grazie all’iuto occidentale - l’aspetto della comunicazione ha avuto un ruolo determinante. In questo podcast proviamo a spiegare, con il contributo di Alberto De Martini, perché su questo specifico terreno il presidente Zelensky ha già vinto e da tempo.<p> </p><p>Learn more about your ad choices. Visit <a href="https://megaphone.fm/adchoices">megaphone.fm/adchoices</a></p>]]>
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      <title>Giorgia Meloni, l'emozione del successo</title>
      <link>https://www.spreaker.com/episode/giorgia-meloni-l-emozione-del-successo--51721373</link>
      <description>I primi messaggi (del corpo e non solo) della leader del partito vincitore alle elezioni diventata presidente del Consiglio. L’emozione, la determinazione, le piccole gaffe, le scelte fatte. Un’analisi dei segni disseminati più o meno volontariamente nei primi giorni dopo la vittoria, dall’intervento alla Coldiretti a Milano, al passaggio di consegne con Mario Draghi al discorso alla Camera con la guida di un esperto di comunicazione, Alberto De Martini.
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      <pubDate>Sat, 29 Oct 2022 07:00:01 -0000</pubDate>
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      <itunes:author>ANSA Voice</itunes:author>
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      <title>Carlo III tra dolore e stizza</title>
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      <description>Narrazioni, storytelling, linguaggio del corpo, moda e molto altro: il mondo è una foresta di segni (o, appunto, un impero come scrisse il semiologo Roland Barthes parlando del Giappone in un suo celebre libro) che cerchiamo di ‘leggere’ con l’aiuto di un esperto di comunicazione, Alberto De Martini, saggista, docente, uno dei più noti pubblicitari italiani. In questa prima puntata ci dedichiamo alle prime uscite del nuovo re d’Inghilterra dopo la morte di Elisabetta II. Cosa ci ha comunicato finora Carlo III?
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      <pubDate>Sat, 17 Sep 2022 08:00:04 -0000</pubDate>
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